Il disegno infantile

 

               http://www.cslogos.it/uploads/images/PRESCRITTURA/Diapositiva101.JPG                                      

Il disegno è una finestra attraverso la quale gli adulti possono meglio capire i bambini. 

 

Valutazione attuale:  / 2

TERAPIA E NUVOLE

 

A volte ci chiediamo come viene vissuta da parte dei bambini  la terapia che viene effettuata. 

Sappiamo, dalla diminuzione del numero e della gravità dei sintomi, se è o no efficace.

Capiamo, se viene accettata o non dal bambino dai suoi inequivocabili comportamenti: ad esempio, quando questi viene con piacere in terapia, tanto che preferirebbe non andare mai via, possiamo ragionevolmente dedurre che sia ben accetta.

Ci ha invece stupito il comportamento di una bambina, che chiameremo con un nome di fantasia Claudia, la quale quando a sette anni iniziò il suo percorso terapeutico presentava importanti disturbi psicologici che si manifestavano con manierismi verbali e nel comportamento, chiusura, timidezza, paure, fobie, comportamenti infantili, incubi notturni, anancasmi e grave ritardo negli apprendimenti curriculari.

Questa bambina, due anni dopo, a nove anni, spontaneamente ci chiese di effettuare il disegno sottostante al quale aveva pensato, che aveva intitolato "TERAPIA". In questo disegno, in modo molto chiaro e inequivocabile voleva comunicarci l'effetto benefico della terapia sul suo animo, ma anche i motivi che avevano portato a questi benefici. 

In alto, accanto alla parola TERAPIA ritroviamo disegnato, infatti,  un piccolo cuoricino che abbiamo interpretato come il suo, in quanto lei si comportava e avrebbe voluto essere come una bambina piccola.

Sotto troviamo invece tre cuori grandi con i quali probabilmente lei voleva rappresentare le tre persone che con amore, in quel momento si occupavano di lei facendole effettuare la terapia del Gioco Libero Autogestito.

Nella parte bassa del disegno aveva rappresentato un gran nuvolone per indicare la grave sofferenza che era presente nel suo animo quando aveva iniziato a frequentare il nostro centro ma che, in quel momento, per fortuna, si era  allontanata da lei.

Per simboleggiare le problematiche ancora presenti disegnò una nuvoletta, che probabilmente sperava sarebbe anch'essa stata spazzata via.  

 

 

 

 

 

 

La stessa bambina una settimana dopo disegna tante nuvole ma tutte colorate ed effettua questo racconto dal quale si comprende che i suoi problemi che le incutevano paura, ansia e desiderio di solitudine e allontanamento dalla realtà sono certamente ancora presenti ma sono nettamente migliorati.

"C'erano una volta tante nuvole colorate che i bambini adoravano perchè erano colorate e belle. Però un giorno queste nuvole scomparvero e i bambini erano molto tristi. Ma menomale che c'era Babbo Natale che portò le nuvole a tutti i bambini. Questi erano felici di avere quelle meravigliose nuvole colorate e allora se le tennero e vissero felici e contente".

 

 

 

 

 

 

Valutazione attuale:  / 5

I DISEGNI DEI BAMBINI RACCONTANO

 

 

                                                    http://www.cslogos.it/uploads/images/PRESCRITTURA/Diapositiva101.JPG

 

 

 

I vegetali, gli animali, ma soprattutto gli esseri umani comunicano. La comunicazione è una capacità ed un bisogno insito nella vita, necessario per tutte le vite.

Le modalità mediante le quali ci mettiamo in contatto con noi stessi e con gli altri sono moltissime, non solo nel mondo degli esseri umani, ma anche nel mondo animale e vegetale. Se noi comunichiamo con la voce, con i gesti, con la radio, il telefono, la TV, la carta stampata, gli animali comunicano e lanciano segnali agli altri esseri viventi mediante la luce, i suoni, gli odori, il movimento, la postura e la gestualità. E allora se le lucciole ma anche molti pesci abissali usano la luce, se i predatori marchiano il loro territorio con gli odori, se le api comunicano con la danza ed il movimento, il neonato usa l’odorato e il suono della voce per riconoscere la madre.

Il bambino, per sua natura, è interessato a tutti i mezzi di comunicazione. Mediante la vista e l'udito riconosce la madre, il padre, le persone familiari, i suoi giocattoli, la sua stanzetta, il suo lettino.
Con le parole, le espressioni del viso, e la gestualità recepisce, elabora ed apprende una miriade di informazioni riguardanti il mondo, dapprima quello a lui più vicino e poi, gradualmente, anche le realtà più lontane e fuori dalla sua portata.
A sua volta al bambino piace lanciare dei segnali al mondo che lo circonda mediante i sorrisi, i baci, le carezze, le parole, e poi, successivamente, mediante il disegno e la scrittura.
E’ una comunicazione rivolta agli altri, al mondo al di fuori di lui, ma è anche e soprattutto una comunicazione rivolta a se stesso, al suo mondo interiore, come quando il bambino gioca e con il gioco inventa, rende reali il prodotto della sua fantasia, della sua immaginazione, dà corpo ai suoi desideri e alle sue emozioni.
Sulla carta, sulla lavagna, sui muri, sulla sabbia, sul pavimento ritroviamo allora segnali immediati del suo mondo interiore: ritroviamo realtà e sogni; desideri e paure; amore e odio, tenerezza e aggressività.

Il disegno può essere, quindi, una finestra attraverso la quale possiamo capire:

 

•    le sue capacità intellettive;

•    la sua età mentale;

•    le sue capacità fini motorie;

•    i problemi, le gioie, le ansie, le speranze, le attese, le paure di ogni giorno;

•    i suoi desideri e bisogni;

•    se è presente una patologia possiamo seguirne l'evoluzione nel tempo;

•    mediante il disegno possiamo comprendere meglio le relazioni che egli stabilisce con se stesso,  i compagni, con i genitori, con la scuola, con la famiglia, con la realtà sociale.

L’interpretazione del disegno infantile non può e non deve prescindere, quindi,  dalla storia e dalla realtà del bambino, ma a questa storia e a questa realtà essa può offrire nuovi e ulteriori chiarimenti e luci, importanti per chiarire, capire e quindi per intervenire più efficacemente.

Il disegno infantile ci può permettere di completare o meglio definire una diagnosi, ci può suggerire gli interventi più efficaci, ma può, come una cartina di tornasole, farci meglio capire l’evoluzione della realtà interiore dei bambini, così come può raccontarci l’evoluzione del loro rapporto con la famiglia, gli amici, e la scuola.

E’ importante però non tradurre in modo semplicistico e automatico quanto da lui prodotto.
I tratti, i colori, i personaggi, gli oggetti rappresentati, la loro posizione nello spazio non devono automaticamente essere interpretati come tratti caratteriali o peggio come chiari sintomi di disturbi della realtà interiore, familiare o sociale.
Questi segnali devono e possono soltanto essere valutati come uno dei tanti mezzi mediante i quali possiamo meglio capire la realtà del bambino con il quale veniamo in contatto o che cerchiamo di aiutare.
Solo così è possibile evitare facili errori nell’interpretazione che potrebbero sviarci e confonderci.
In ogni disegno che presentiamo il punto di partenza sarà pertanto il bambino che conosciamo in quanto è venuto alla nostra osservazione, insieme alla sua famiglia, e che ha lasciato nel disegno importanti segnali della sua realtà.

Ed è per questo motivo che abbiamo intitolato questa raccolta di esperienze: “I DISEGNI DEI BAMBINI RACCONTANO”.

I disegni che pubblichiamo si riferiscono a bambini che abbiamo avuto in osservazione e che abbiamo seguito nel tempo, siamo però disponibili a pubblicare e a dare la nostra interpretazione ai disegni che possono venire dai lettori se questi sono accompagnati da alcune fondamentali notizie come l'età del bambino, il sesso, le sue caratteristiche psicologiche, la sua realtà familiare, scolastica e amicale. Queste informazioni saranno però pubblicate in maniera anonima eliminando ogni dato sensibile che potrebbe far individuare il bambino in oggetto.

I DISEGNI DI GIOVANNI  RACCONTANO


Iniziamo con Giovanni, un bambino che abbiamo iniziato a seguire quando aveva sei anni. La sua famiglia era stata percorsa da un grave lutto, il fratello di Giovanni era morto in un incidente stradale. Questa grave, drammatica perdita i suoi familiari, ma soprattutto la madre, non erano riusciti ad elaborarla per diversi anni. Pertanto in quella famiglia erano stata cancellate le feste, come il sorriso e la gioia. Questa cupa atmosfera si evidenziava nei primi disegni del bambino il quale si sentiva chiuso, ma anche quasi "cancellato" dentro una realtà angosciante e cupa.












http://www.cslogos.it/uploads/images/VC/Diapositiva3.JPG








http://www.cslogos.it/uploads/images/VC/Diapositiva4.JPG



http://www.cslogos.it/uploads/images/VC/Diapositiva5.JPG












http://www.cslogos.it/uploads/images/VC/Diapositiva6.JPG











L'immagine “http://www.cslogos.it/uploads/images/VC/Diapositiva7.JPG” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.



http://www.cslogos.it/uploads/images/VC/Diapositiva8.JPG



Valutazione attuale:  / 1

LO SVILUPPO DELLO SCARABOCCHIO


      Secondo uno studio della Kellog esiste un preciso schema evolutivo dello scarabocchio, legato allo sviluppo muscolare e alle capacità intellettive e psico-affettive, suddiviso in cinque stadi: tracciati, diagrammi, combinazioni, aggregati, immagini. Questi stadi si susseguono in progressione logica, essendo la fase successiva una combinazione di segni della fase precedente.



      Il bambino comincia a scarabocchiare in genere ad un anno. A questa età egli non è in grado di far scivolare la matita sul foglio e quindi tenterà di colpirlo, spesso strappandolo. Per questo motivo è utile offrirgli dei materiali plasmabili, come la creta, la sabbia, la plastilina, in quanto questi materiali, con la loro tridimensionalità, più fedelmente riproducono i vissuti interiori del bambino. La penna o il pennarello, infatti, se utilizzati su una superficie piana, come un foglio di carta o una lavagna, non offrono questa possibilità di espressione dei sentimenti e della istintualità.

 

http://www.cslogos.it/uploads/images/PRESCRITTURA/Diapositiva20.JPG


     A due anni compaiono i segni circolari e ad angolo, tracciati con continuità, fino ad uscire dai bordi del foglio.

Verso i due anni e mezzo, man mano che migliora il controllo motorio, lo scarabocchio diventa più circoscritto, non supera più i bordi del foglio e diventa più sistematico, con uno o più riccioli. Successivamente i segni assumono una forma a spirale e a cerchi multipli.

http://www.cslogos.it/uploads/images/PRESCRITTURA/Diapositiva88.JPG


      A tre anni assume già un’intenzionalità rappresentativa: il bambino non scarabocchia più per il piacere di vedere la traccia lasciata dal suo movimento o per esprimere la istintiva pulsione interiore, ma per rappresentare le sue sensazioni interne, il suo vissuto, i suoi sogni, i suoi bisogni. Ma questo avviene in modo confuso, intellegibile solo a lui e con significati scambievoli, per cui uno stesso scarabocchio può rappresentare di volta in volta l’oggetto nuovo e diverso che avrebbe voluto raffigurare. Appaiono cerchi, croci, configurazioni chiuse e a sbarre.

 

http://www.cslogos.it/uploads/images/PRESCRITTURA/Diapositiva93.JPG

      Normalmente verso i quattro anni gli scarabocchi acquistano un significato comprensibile anche all’adulto; fanno la loro comparsa il sole, gli uomini, la casa etc.. Il bambino quindi ha superato la fase dello scarabocchio ed entra nella fase figurativa vera e propria. I primi tracciati caotici che si sono evoluti a poco a poco si differenzieranno in due attività grafiche distinte: il disegno e la scrittura.

 

http://www.cslogos.it/uploads/images/PRESCRITTURA/Diapositiva92.JPG

http://www.cslogos.it/uploads/images/PRESCRITTURA/Diapositiva94.JPG

 

 


Valutazione attuale:  / 3

UNA DIAGNOSI ERRATA

La storia di Francesco nasce con una, anzi con una serie di diagnosi incomplete, se non chiaramente errate. 

Il suo sorriso sempre dolce e accattivante, il suo aspetto bonaccione, la sua notevole socievolezza, unite all'esito dei test di livello avevano ingannato me insieme ad altri neuropsichiatri e psicologi per cui, per decine d'anni, la diagnosi della sua patologia era sempre stata quella di "Ritardo mentale grave" e per tale patologia era stato trattato e curato.

Ciò fino a quando, rivedendolo dopo alcuni decenni ormai uomo, non abbiamo pensato di fargli effettuare il disegno dell'albero, della persona umana e della casa.

Solo da questi disegni ci siamo accorti  che nella sua patologia vi era qualcosa di più e di diverso che forse si era innestato sulla condizione di ritardo mentale o forse, fin dall'inizio, aveva condizionato in maniera negativa lo sviluppo del pensiero logico e dell'apprendimento.


Intanto era innegabile che le rappresentazioni dell'albero apparivano non soltanto povere e incomplete ma avevano caratteristiche inusuali se non nettamente strane.

http://www.cslogos.it/uploads/images/disegno/BILLA%20ANTONIO/Diapositiva1.JPG

In questo secondo disegno dell'albero il cielo viene disegnato al posto delle radici..


http://www.cslogos.it/uploads/images/disegno/BILLA%20ANTONIO/Diapositiva2.JPG

Inoltre, spesso, il giovane, nel disegno dell'albero associava anche quello  di uno strano muro. Strano in quanto questa costruzione sembrava viva come l'albero tanto da produrre ciliegie.

Altrettanto strano ed inusuale era poi il racconto che accompagnava il disegno: "C'era una volta un albero che si era appassito perchè non aveva le foglie in quanto era autunno. Il muro era sterile perchè gli cadavano le foglie che erano appassite. L'albero era in una montagna, accanto all'albero c'era il muro che era stato costruito dalle persone. Il muro non serviva a niente. Accanto all'albero non c'era nessuno perchè era appassito. Le persone erano sottoterra perchè erano morte e non servivano a niente".










http://www.cslogos.it/uploads/images/disegno/BILLA%20ANTONIO/albero%20e%20muro.jpg



Anche nel disegno della casa, nonostante la forma triangolare richiamasse il tetto, vi era qualcosa di bizzarro in quella che doveva essere una porta!.

http://www.cslogos.it/uploads/images/disegno/BILLA%20ANTONIO/Diapositiva3.JPG

Ma quello che ci stupì più di tutto  fu sicuramente il disegno della persona umana nel quale le varie parti del corpo erano dislogate in maniera insolita oppure acquisivano alcune delle caratteristiche degli alberi.



http://www.cslogos.it/uploads/images/disegno/BILLA%20ANTONIO/Diapositiva4.JPG










http://www.cslogos.it/uploads/images/disegno/BILLA%20ANTONIO/Diapositiva5.JPG



                                                                      

Fu, però, in questo disegno sottostante che la sua disgregata e confusa realtà interiore dovuta alla presenza di una grave psicosi, si rese evidente e raggiunse il culmine. 

Nella persona umana, che avrebbe dovuto rappresentare, egli inserì alcune componenti corrette come i piedi e le guance ( a forma di foglie)  insieme ad altre componenti che nulla avevano a che vedere con l'essere umano come la cassetta delle elemosine ed i fiori !


http://www.cslogos.it/uploads/images/disegno/BILLA%20ANTONIO/Diapositiva6.JPG

Solo dopo una blanda terapia con psicofarmaci qualcosa cambiò nei suoi disegni per cui sia la casa che l'albero assunsero caratteristiche più vicine alla realtà.








http://www.cslogos.it/uploads/images/disegno/BILLA%20ANTONIO/Diapositiva7.JPG

Valutazione attuale:  / 0

I PALI DI LORENZO

 

Quando Lorenzo è arrivato alla nostra osservazione presentava rilevanti problematiche psicoaffettive che si manifestavano con deficit dell'attenzione, parziale e momentaneo distacco dalla realtà, stereotipie verbali e nel comportamento, numerose paure e fobie.

Il suo atteggiamento appariva notevolmente triste e lamentoso.

I suoi disegni erano stereotipati così come i suoi comportamenti, come se il suo mondo interiore si fosse cristallizzato su un unico tema e non fosse libero di espandersi liberamente. Per un lungo periodo il bambino rappresentava il palo, o i pali della luce. Non vi erano figure umane, non vi erano animali o altri elementi così frequenti nei bambini normali come il sole, gli alberi, le case, i fiori o le auto.





http://www.cslogos.it/uploads/images/Lorenzo/Diapositiva3.GIF

Questa espressione spontanea di tipo monotematico, a volte veniva interrotta dal disegno di figure legate agli eroi dei cartoni animati o a qualche particolare che lo aveva particolarmente colpito come una mano sanguinante.






http://www.cslogos.it/uploads/images/Lorenzo/Diapositiva6.GIF






http://www.cslogos.it/uploads/images/Lorenzo/Diapositiva5.GIF

Nei mesi successivi, mentre migliorava la sua serenità interiore e si concretizzava un rapporto positivo e costruttivo con il mondo familiare e scolastico, il tema dei pali diventava gradualmente più complesso e ricco. Ad esempio nel disegno sottostante i pali sostengono l'alimentazione elettrica di una linea ferrata. Pur tuttavia le sue gravi problematiche psichiche si rendevano evidenti nelle linee ripassate, schematiche, dure, con caratteristiche di tipo geometrico.




http://www.cslogos.it/uploads/images/Lorenzo/Diapositiva1.GIF
Le sue ansie e paure erano resi evidenti dai draghi che si affacciavano minacciasi nella scena rappresentata.

http://www.cslogos.it/uploads/images/Lorenzo/Diapositiva11.GIF




Nei mesi successivi, mantre permaneva l'elemento di base: il palo, si aggiungevano gradualmente altri elementi come le insegne, gli orologi e, finalmente, anche le persone e le automobili.




http://www.cslogos.it/uploads/images/Lorenzo/Diapositiva10.GIF
http://www.cslogos.it/uploads/images/Lorenzo/Diapositiva12.GIF

Nel disegno sottostante il bambino comunicava le sue paure e ansie disegnando una mano aperta ad artiglio, mentre l'orologio scandiva i momenti lieti o tristi delle sua giornate.




http://www.cslogos.it/uploads/images/Lorenzo/Diapositiva14.GIF

Quando i sintomi presentati inizialmente dal bambino migliorano notevolmente, per cui l'attenzione diventa più stabile, diminuiscono le paure e le fobie ed il contatto con la realtà diventa quasi costante, egli  riesce a raccontare delle storie, partendo dai suoi disegni. In queste storie, come in tutti i bambini con importanti problematiche psichiche sono presenti molti elementi tragici.

Nel commento al disegno sottostante Lorenzo racconta di alcuni bambini monelli che lanciano delle bombette di cui lui ha terrore. Tra questi bambini monelli ve ne è uno particolarmente "spericolato" che salta su un palo della luce ma poi non sa scendere e chiede aiuto dicendo delle parolacce. Questo bambino cade dal palo sulla strada per cui viene investito da un camion. Per fortuna non muore ma, abbandonato dai suoi compagni, dapprima è costretto a restare sulla sedia a rotelle e solo dopo molto tempo riesce a camminare con le stampelle.

Insieme a questo vi è un altro bambino, altrettanto spericolato che, salendo sui pali, cade battendo la testa e pertanto muore.



http://www.cslogos.it/uploads/images/Lorenzo/Diapositiva15.GIF

Un ulteriore miglioramento del mondo interiore di Lorenzo si rende evidente quando il bambino disegna un campo di calcio dove un gruppo di bambini gioca e dal disegno successivo dove alcune persone vanno al mercato a comprare frutta a verdura.

Finalmente il mondo reale e quotidiano ha la possibilità di farsi strada nel suo animo come nella sua mente. Finalmente il bambino ha la possibilità di viverlo senza eccessivi timori. Finalmente egli può impegnare in modo efficace le sue energie psichiche ed intellettive nei normali apprendimenti scolastici per cui può imparare rapidamente a leggere e a scrivere. Questo caso ci conferma come i bambini affetti da problematiche psicoaffettive non sono bambini da educare a dei comportamenti più o meno corretti, più o meno educati o "normali", ma bambini da liberare: dalle paure, dalle ansie, dalle angosce, modificando sostanzialmente l'ambiente che li circonda cosicché possano avvertirlo con piacere e viverlo con serenità e gioia.




http://www.cslogos.it/uploads/images/Lorenzo/Diapositiva2.GIF



http://www.cslogos.it/uploads/images/Lorenzo/Diapositiva4.GIF