ANZIANI

In questa sezione  abbiamo raccolto e quindi potete trovare, tutti gli articoli riguardanti il mondo degli anziani.

Buona lettura!

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Nel preparare un programma base per la terza età, abbiamo pensato agli anziani che hanno bisogno di recuperare le capacità intellettive che si sono ridotte o appaiono offuscate, ma abbiamo anche pensato di aiutare tutte quelle persone della terza età che, pur avendo conservato buone capacità di memoria, percettive e di ragionamento logico, vogliano rallentare al massimo e, se possibile evitare, il normale decadimento delle varie funzioni cerebrali dovuto all'età avanzata.  

Per fare ciò abbiamo, almeno in parte, utilizzato il contenuto del conosciuto Programma Base per lo Sviluppo Logico e Cognitivo "Voglia di crescere" adattandolo alle caratteristiche e alle esigenze dell'anziano. A queste abbiamo aggiunto numerose schede originali.

Abbiamo, pertanto chiamato questo programma "Voglia di essere", proprio per sottolineare la voglia presente in tutti gli anziani di avere ed utilizzare al massimo le proprie capacità intellettive.

 

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ANZIANI ED ESERCIZI DI AUTONARRAZIONE

 

Durante il giorno, così come durane la notte il nostro cervello è sempre attivo. Quest’organo meraviglioso continuamente raccoglie, discrimina, controlla, elabora, memorizza,  le informazione che in ogni momento gli arrivano mediante i sensi o che sono già nei nelle aree deputate ai vari tipi di memoria.

Spesso durante il giorno i nostri pensieri vagano su quanto ci è successo, su cosa fare, o come fare una determinata azione. Altre volte emergono alla coscienza pensieri e ricordi lieti o tristi del passato.

Raramente, però, quando siamo giovani, tendiamo a dare un nome a tutto ciò che facciamo o che cade sotto i nostri sensi, in quanto i nomi degli oggetti, delle azioni, degli animali, delle persone che incontriamo sono già riposti ben saldi nei nostri banchi memoria è possiamo facilmente ed immediatamente richiamarli.  Ciò purtroppo non avviene con l’avanzare dell’età. Già dopo i cinquanta - sessanta anni facciamo fatica a ricordare alcuni nomi di persone, di oggetti e di azioni e ci accorgiamo che già alcuni di questi nomi si perdono definitivamente se non sono frequentemente richiamati alla nostra memoria e utilizzati. Ciò gradualmente può portare ad una graduale e costante perdita del vocabolario che ci è indispensabile nella vita di tutti i giorni, per cui, in definitiva, emergono i sintomi di una iniziale e parziale demenza.

Questi esercizi di autonarrazione che  proponiamo agli anziani, se attuati precocemente e più volte,  durante il giorno,  servono a contrastare la perdita del vocabolario e quindi i sintomi caratteristici del decadimento.

Consigliamo, pertanto,  alla persona anziana nel momento in cui si muove in casa, quando esce per una passeggiata, o quando assiste ad alcuni programmi televisivi, specie quando assiste a dei documentari di non osservare il mondo in modo passivo ma di utilizzare gli stimoli che provengono dalla realtà  che lo circonda in modo attivo, cercando di richiamare alla memoria il nome degli oggetti, degli animali, delle piante, delle persone, delle azioni che cadano sotto i suoi occhi o, in generale, sotto i suoi sensi.

Facciamo qualche esempio.

Nel momento nel quale ci alziamo dal letto spesso compiamo una serie di gesti in modo automatico, senza porre alcuna attenzione a ciò che facciamo. Se, invece, narriamo e descriviamo a noi stessi ogni singolo gesto, richiamiamo dai banchi memoria e contemporaneamente rinforziamo numerosissimi termini che rischiano di andare perduti .

“Mi  alzo dal letto, mi tolgo la giacca del pigiama facendo uscire ogni bottone dalla sua asola, quindi faccio uscire la manica sinistra dal braccio tirandola con la mano,  faccio lo stesso con la manica destra. Abbasso i pantaloni del pigiama e  li tolgo prima dal piede sinistro e poi dal destro. Mentre li ripongo sotto il cuscino, li piego accuratamente e noto che il pigiamo che uso attualmente è quello invernale, che mi tiene ben caldo perché è di felpa di lana di colore verde. Cerco il vestito che devo mettere scelgo quello grigio che ho comprato lo scorso anno insieme a mia moglie Maria e a mia figlia Agnese, nel negozio della signora Laura vicino casa. Apro il pantalone ed infilo prima il piede e poi tutta la gamba destra. Faccio lo stesso con la gamba sinistra. Abbottono i pantaloni, tiro su la cerniera lampo e stringo la cintura di cuoio. Rimetto nel pantalone il portafoglio, la patente e gli altri documenti. Metto anche un fazzoletto e le chiavi di casa. Scelgo la camicia che si adatta al vestito. Scarto quella rossa, ma anche quella grigia, mi piace per oggi mettere questa bianca che mi è stata regalata da mia sorella Teresa per il mio compleanno.

E così via.

Possiamo fare lo stesso quando usciamo per una passeggiata.

“Oggi la giornata è un po’ fresca, per fortuna ho messo il cappotto color cammello che mi sta molto bene e mi tiene caldo, ho messo anche il berretto di lana marrone e non ho dimenticato la sciarpa. Cammino sul marciapiede che ha delle mattonelle grigie. Incontro un palo dell’illuminazione spento, altri pali hanno invece le indicazioni stradali. Questo è un divieto di sosta, quest’altro è un divieto di svolta a destra.

 In questo condominio le piante sono molto lussureggianti vedo delle rose, un pino, un abete, un cespuglio di rosmarino, l’erba è stata tagliata da poco forse con il tosaerba che si trova in quest’angolo del palazzo. Vi è profumo di gelsomino. Dove sarà questa pianta che emana questo meraviglioso odore?

 Vi sono molte macchine posteggiate. Questa è una Fiat Panda vecchio modello di color crema, ha il paraurti rotto forse è stata tamponata! Lo specchietto giallo si intona abbastanza bene con la carrozzeria.  Ha i finestrini ambrati, la targa è sporca di fango probabilmente il proprietario si è recato in qualche campagna. La fiancata destra è in buon stato mentre quella sinistra ha una brutta ammaccatura” Ecc..

Il tempo dedicato a questa tipo di esercitazione dovrebbe aumentare con l’età.  

 

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I benefici che può avere un anziano dalla compagnia di un animale sono notevoli.

Si possono distinguere in:

1) benefici psicologici dati dalla compagnia di un essere vivente che ha ed esprime emozioni, sentimenti, desideri. Emozioni, sentimenti e desideri con i quali l'anziano può entrare in contatto e che lo stimolano a scambi utili per entrambi. E' facile, infatti,  che l'anziano, proprio perché molto spesso soffre di solitudine trovi nell'animale una compagnia affettuosa, discreta ma anche stimolante.  per cui accanto ai benefici dati dal rilassamento l'anziano può trarre anche benessere dall'affetto che tutti gli animali superiori sanno ricercare, esprime e manifestare.

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Gli animali che si usano per gli anziani sono solitamente i gatti ed i cani. I primi essendo più tranquilli e con meno pretese hanno una maggiore azione rilassante sulla persona anziana. I secondi, invece, stimolano l'anziano al movimento e all'azione in quanto desiderosi di saltare, correre, giocare non solo in casa ma soprattutto all'aperto. 

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Entrambi sono ottimi stimolanti in caso di depressione, tristezza e demotivazione.

2) vi sono poi i benefici fisici in quanto un anziano che si prende cura di un animale è costretto a ad attivarsi sia per accarezzarlo e giocare con lui che mantenere il suo benessere psicofisico: comprare e dare il cibo anche più volte al giorno, provvedere alla sua pulizia, pulire nel caso del gatto la lettiera e la ciotola e, nel caso del cane, uscire con lui per fare insieme una passeggiata.

3) Aiutano la socializzazione. Inoltre, il fatto di prendersi cura di un animale migliora l'autostima ed il senso di responsabilità verso l'altro. Se l'anziano è in una istituzione l'animale da compagnia è anche l'oggetto di discussioni e quindi favorisce la socializzazione con gli altri ospiti e con il personale.