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LE CAUSE DELL'ABBANDONO DEL MONDO DEGLI AFFETTI

Emidio Tribulato - LE CAUSE DELL'ABBANDONO DEL MONDO AFFETTIVO RELAZIONALE

 


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L'abbandono del mondo degli affetti ha varie cause.

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Intanto è  facile capire il mancato coinvolgimento e sostanziale impegno maschile:

1.    L’uomo anche se educato dalle nuove madri ad  “aiutare la donna nella gestione della casa e dei bambini”, non ha sviluppato e non avrebbe mai potuto sviluppare se non modificando sostanzialmente i suoi componenti genetici, quelle qualità materne indispensabili per un reale impegno a favore del mondo degli affetti. Vi è infatti una notevole differenza tra il lavare dei piatti o cambiare il pannolino ad un bambino e vivere in senso pienamente materno il rapporto con i propri figli, i parenti, la casa e le relazioni. Tra le due cose vi è la stessa differenza che corre tra il fare un’iniezione o medicare una ferita e fare il medico. Fare il medico nasce da una vocazione, da lunghi studi, da grandi applicazioni, tirocinio  ed esperienze. Tutte queste cose non si acquistano solo perché qualcuno ti dice che è tuo dovere averle ed esplicarle.

2.    L’uomo non può avere alcun interesse, se non la spinta dal suo “dovere”, verso un ruolo disdegnato dalle donne e dalla società. Verso un ruolo considerato privo d’interessi, inferiore, noioso, castrante.

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Per la donna, invece, questo abbandonare progressivamente ma inesorabilmente, il mondo degli affetti e delle relazioni ha delle cause più difficili da immaginare. La donna è molto propensa e sensibile ai cambiamenti, pertanto è facile che ella sposi ogni proposta che tenda a modificare il suo status quo, specialmente se a questo cambiamento si convertono le altre donne a lei vicini. D’altra parte è meglio cambiare quando al cambiamento è collegato un maggior potere, maggior prestigio sociale ed una maggiore autonomia.

L’abbandono sempre maggiore del mondo degli affetti per il mondo della produzione è dovuto al fatto che quando le donne si sono trovate a competere con altre donne e altri uomini negli uffici come nelle fabbriche o nella scuola si sono sentite costrette a sposare pienamente le regole, i valori e le norme di questo mondo se volevano sconfiggere gli avversari. Contemporaneamente erano spinte a fuggire dal mondo degli affetti in quanto non sentendosi adeguate per scarsa preparazione non riuscivano a gestirle bene e quindi le frustrazioni le spingevano verso l’altro campo per il quale decenni di studio le avevano preparate. D’altra parte era un campo ricco di opportunità sentimentali e sociali e questo lo rendeva attraente ed interessante. Ancora le case all’interno di anonimi palazzi avevano diminuito di molto la possibilità di una vita amicale, sociale e interfamiliare. Gli appartamenti protetti da porte di acciaio diventavano dei bunker dai quali difendersi ma anche delle prigioni. I parenti presenti nella parte opposta della città o in altra città erano irraggiungibili e lontani.

Eppure nonostante queste realtà siano ben visibili e brucino sulla pelle e sul cuore di milioni di persone continuiamo ad illuderci che il disagio attuale sia un fatto passeggero dovuto alla lentezza di adattamento degli uomini, delle donne e dei bambini. Continuiamo ad illuderci che l’uomo e la donna troveranno per miracolo divino una soluzione a questi problemi.  L’illusione a cui vogliamo aggrapparci è ancora più tragica se si pensa che coinvolge decine di nazioni e milioni di persone. Non solo ma ci sembra tanto bella ed importante che vogliamo esportarla presso i popoli che “poverini” non l’hanno ancora accettata.  

Sono numerose le leggi che non sostengono la funzione familiare e la coppia. Per i legislatori l’unica scusante che riusciamo a trovare è che non sempre si riesce a capire o ad essere consapevoli delle conseguenze negative che una certa legge o norma può avere nel tempo.

Gli esempi potrebbero essere moltissimi. Alcune perle si trovano già nel nuovo diritto di famiglia quando, dopo aver annunciato che marito e moglie hanno gli stessi diritti e doveri sia reciprocamente, sia nei confronti dei figli, per cui devono trovare “democraticamente e attraverso il dialogo” un accordo per ogni scelta della famiglia, immaginando già le mille ed una situazione in cui i due coniugi quest’accordo non riescono proprio a trovarlo, inserisce, come deus ex machina, il giudice di famiglia con il compito di decidere per loro in caso di controversie sulle scelte educative e di vita della famiglia. In queste situazioni, delle due l’una: o al giudice di famiglia è data ospitalità in una stanza dell’abitazione coniugale così che possa vivere e capire le realtà psicologiche, economiche, relazionali, educative che portano ad una scelta piuttosto che ad un’altra o Giovannino, per il cui inserimento all’asilo i coniugi litigano, dovrà attendere la maggiore età prima di sapere se potrà frequentare la scuola materna statale o l’asilo privato sotto casa. Ma anche Francesco prima di comunicare all’amico Marco che ha avuto il permesso di andare alla sua festa dovrà attendere pazientemente che il giudice, sentite le parti, acquisiti i pareri dei periti, e le arringhe degli  avvocati che rappresentano rispettivamente i coniugi, emetta la sentenza definitiva!

Ritornando al discorso sull’adattamento, se un fabbricante di auto per imperizia o per risparmiare, usa materiali o pezzi non adatti allo scopo, non può stare con le mani in mano aspettando che la macchina “si adatti”. Deve invece necessariamente chiedersi quali sono stati gli errori fatti, cosa è che non funziona e perché. Solo così avrà la possibilità di mettere sul mercato delle auto che assolvano al loro compito efficacemente.

In caso contrario?

In caso contrario c’è da aspettarsi soltanto il fallimento e la chiusura degli stabilimenti.

Tutte le società che non sanno costruire e proteggere delle buone famiglie, sono destinate a perire per essere sostituite da quelle che sanno fare questo.

 

Tratto dal libro di E. Tribulato"L'educazione negata" Edizioni E.D.A.S.