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LE FUNZIONI DELLA FAMIGLIA

 



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Il patto dal quale nasce la famiglia, rappresenta il migliore esempio di collaborazione ed intesa tra il mondo affettivo relazionale e quello economico e dei servizi. Nella famiglia, infatti, sono presenti ed agiscono molti elementi dell’una e dell’altra realtà. Da una parte sono innegabili gli elementi di tipo economico: entrate, uscite, mutui, bollette e tasse da pagare, dall’altra la famiglia è il centro ed il cuore pulsante del mondo affettivo, perché è nella famiglia che si muovono ed agiscono i principali attori dell’affettività e della relazione.

La famiglia, dal punto di vista psicologico, può essere definita come il luogo primario ed insostituibile di quelle relazioni di fiducia, reciprocità e dono che sono essenziali per costruire, alimentare e proteggere lo sviluppo di altri esseri umani.

Dal punto di vista sociologico essa costituisce il fondamento della totalità delle società umane e può essere definita come un insieme di due o più persone legate da vincoli di sangue, di matrimonio o di adozione, che formano un’unità economica, sono responsabili della reciproca cura e dell’educazione di eventuali figli e spesso vivono insieme nel medesimo aggregato domestico.

Sono considerate facenti parte della famiglia, come membri aggregati ad essa, anche le persone addette in maniera continuativa e stabile ai servizi domestici, nonché le altre persone che, a qualsiasi titolo, convivono abitualmente con la famiglia stessa.

Quindi nella famiglia vi sono più persone, variamente assortite, ma che insieme condividono in un patto di mutuo aiuto ed assistenza un passato e rilevanti prospettive per il futuro. Ogni uomo ha più famiglie: quella in cui è nato; quella o quelle che si sono formate dopo il suo matrimonio o in seguito alla convivenza; quella presente durante gli anni del tramonto della sua vita.

Ogni famiglia lascia, nell’animo dei suoi componenti e consequenzialmente nei loro comportamenti e vissuti, dei segni indelebili, sia in senso positivo che negativo. Rimarranno allora in tutte le persone che vivono in essa, segni positivi lasciati da una realtà efficace, come rimarranno i segni negativi, lasciati da un gruppo che agisce e si relaziona in modo disfunzionale.

LE FUNZIONI DELLA FAMIGLIA

Se la famiglia ha un buon grado di funzionalità ed efficienza deve poter garantire numerose prestazioni. Questa istituzione è stata, infatti, in tutti i popoli ed in tutti i secoli, il principale strumento di mediazione tra la società ed il fanciullo. Ha provveduto non solo alle necessità biologiche, ma anche a quelle psicologiche ed educative della prole. Ogni cucciolo d’uomo, infatti, per diventare una persona affettivamente ricca, matura, serena e socievole, ha bisogno di una famiglia che lo aiuti nella formazione e strutturazione della sua personalità.

La famiglia si attiva per trasmettere la cultura di base e per far maturare nei figli le capacità necessarie per una buona integrazione, in modo tale che questi possano vivere correttamente dando il loro prezioso contributo alla società.

E’ quindi la famiglia un “seminarium civitatis” una istituzione naturale che “fa sorgere e fa crescere la città e dunque la società.”  Questo organismo è l’unità base affinché la società si evolva positivamente. Ma dalla famiglia dipende anche il destino dell’uomo, il suo benessere o malessere psicologico, la sua capacità di cogliere i piccoli piaceri e le gioie della vita, la capacità di dare senso alla sua esistenza.

Se le famiglie sono funzionali le future generazioni saranno forti, ricche di beni materiali, culturali, spirituali e materiali. In caso contrario saranno deboli, fragili, disturbate, malate fisicamente, psicologicamente o socialmente. La famiglia, pertanto, è il più importante capitale di ogni società umana.

Nell’unione familiare, più che in altre forme di convivenza, possono dialetticamente armonizzarsi libertà e responsabilità; autonomia e solidarietà; cura dei singoli e ricerca del bene comune; forza progettuale e disponibilità all’imprevisto; sollecitudine e discrezione; sana aggressività e perdono; disponibilità alla comunicazione ma anche all’ascolto.

La famiglia, se funzionale, riesce ad assolvere a numerose ed importanti funzioni:

Funzione emotiva, affettiva e sessuale.

Essendo la famiglia luogo privilegiato degli affetti, e quindi luogo dove nascono e si sperimentano i primi sentimenti d’amore, essa ha, come fondamentale funzione, lo sviluppo delle espressioni affettive e sessuali.

Se la famiglia è funzionale riuscirà a ricreare una serie di elementi psicologici fondamentali allo sviluppo e al benessere umano, come la soddisfazione dei bisogni affettivi, la sicurezza, lo scambio dell’amore, della gioia e del piacere.

Come luogo primario dell’amore, dell’accoglienza, dell’abbraccio, della carezza, della rassicurazione, della sollecitudine, questa istituzione è dispensatrice della fiducia di fondo, del bambino, del giovane e dell’adulto, rispetto alla vita e all’ambiente sociale.

Se la famiglia riesce ad essere luogo di calore, accoglienza e amore, sarà capace di produrre nella prole capacità e possibilità affettive e relazionali notevoli, in caso contrario oltre a numerose problematiche psicologiche (nevrosi, psicosi, caratteropatie, tossicomanie ecc.) darà vita a frustrazione, impotenza, aggressività, odio e rancore. Problematiche queste che inevitabilmente saranno trasferite nel contesto sociale, creando un danno economico e di funzionalità del sistema tanto più grave quanto più numerosi e importanti sono i problemi dei suoi componenti.

Funzione di sostegno nelle avversità.

Se armonicamente strutturata, la famiglia riesce molto efficacemente ad essere sostegno in occasione delle tensioni connesse alle inevitabili fasi di transizione della vita: sostegno negli eventi stressanti, in caso di disabilità, di malattie, come nella vecchiaia e in presenza di lutti o perdite.

Funzione economica.

La famiglia è una piccola impresa tra persone che condividono e si impegnano per dei progetti comuni. Tra questi ve ne sono sicuramente anche quelli di tipo finanziario. La famiglia provvede, infatti, a procurare, con il lavoro dei suoi membri, le risorse necessarie per la vita comune: cibo, vestiti, abitazione, cure sanitarie e altre necessità materiali. Giacché con le sue spese consuma, mentre nel contempo produce reddito mediante il lavoro dei suoi componenti, è la famiglia il principale motore dell’economia. Mediante il pagamento delle tasse essa provvede alle necessità dello Stato , mentre, a sua volta, utilizza gli aiuti dello Stato  per l’assistenza ai minori, agli anziani, ai malati e ai disabili.

Per Ackerman “La famiglia può essere paragonata a una membrana semipermeabile, a un involucro poroso, che permette un interscambio selettivo tra i suoi membri all’interno e il mondo esterno.” .

Il paragone è corretto. Infatti la membrana di una cellula di un corpo, ha la possibilità di aprire i suoi pori per prendere dall’esterno, dal sangue circolante, quello che le serve e nel contempo dare quello che è utile all’organismo.

La stessa membrana cellulare ha anche la possibilità di difendersi, chiudendo i suoi pori quando, nell’ambiente esterno, circolano sostanze tossiche o pericolose per il suo benessere. Allo stesso modo la famiglia dovrebbe avere la possibilità di scambiare con la società elementi utili ad entrambi, ma dovrebbe avere anche la possibilità di diminuire o chiudere questi scambi quando, all’esterno, circolano elementi deteriori, per qualcuno dei suoi membri o per tutta la famiglia.

Ciò però è possibile quando vi è un unico, attento responsabile al quale è affidata la scelta su cosa scambiare, come scambiare, quando scambiare e sull’eventuale chiusura o apertura nei confronti del mondo esterno. Questo meccanismo si inceppa e risulta pertanto inidoneo, se più responsabili si attivano, a volte contraddicendosi, in queste vitali operazioni.

Il paragone portato da Ackerman ci aiuta a capire anche altre situazioni che possono danneggiare notevolmente la famiglia. Se un individuo, in maniera frequente o costante, assume sostanze tossiche come potrebbero essere alcool, droghe o cibi tossici o adulterati, le possibilità della cellula di scambiare, senza correre rischi, si riducono notevolmente in quanto, da un momento all’altro, potrebbe essere messa in contatto con del materiale dannoso alla sua sopravvivenza.

Una situazione analoga è presente nella nostra società la quale, in modo assolutamente irresponsabile, non si cura di portare, mediante la TV e gli altri mass media, vicino alle famiglie e dentro le famiglie, insieme a materiale utile anche elementi molto dannosi per la vita di questa istituzione o per qualcuno dei suoi componenti più fragili e indifesi.

E’ possibile, ma non è affatto conveniente, come spesso si vorrebbe e si è tentato di fare, rompere questo intimo sodalizio tra famiglia e società, in quanto le cellule hanno bisogno dell’intero organismo per vivere, ma anche l’organismo ha bisogno delle cellule per la sua salute e per la sua sopravvivenza e quindi se la famiglia, ogni famiglia, ha bisogno della società, questa, a sua volta, non può fare a meno delle famiglie.

Funzione riproduttiva.

All’interno della famiglia nascono le future generazioni umane. Se le famiglie trovano nel proprio seno sufficienti capacità e all’esterno un ambiente favorevole, esse sono in grado di fornire alla società un numero di figli sufficiente a sostituire le persone decedute e ad ampliare, gradualmente, la diffusione della razza umana. In caso contrario, sia qualitativamente che numericamente, il “prodotto” di questa istituzione sarà scarso ed insufficiente a coprire anche solo le morti.

E’ quello che sta avvenendo nelle società occidentali ormai da vari decenni. Il “prodotto” delle famiglie è così modesto, sia dal punto di vista qualitativo sia dal punto di vista quantitativo, che le società occidentali, per sopravvivere, hanno bisogno di un numero considerevole di uomini e donne provenienti da ambienti più poveri economicamente e culturalmente, ma più ricchi sul piano umano.  Non vi è quindi, come spesso viene strombazzato dai mass media, “un’invasione” da parte di uomini, donne e bambini che provengono dai paesi extracomunitari. Quello che avviene è un’indispensabile “sostituzione”.

Importiamo braccia e muscoli per i lavori più pesanti e umili. Importiamo cervelli per le attività di ricerca e studio. Importiamo presenza, dialogo, capacità di cura ed assistenza per i nostri ammalati in ospedale, per le nostre persone anziane, per i nostri bambini. Questo è ciò che avviene e che in realtà è sempre avvenuto nelle società ricche di mezzi materiali ma povere nell’ambito familiare.

Funzione assistenziale, di cura, allevamento e solidarietà sociale.

E’ solo all’interno delle famiglie che le attenzioni amorevoli tra i coniugi, verso la prole, le persone ammalate, disabili o sole, hanno caratteristiche che le rendono uniche, insostituibili e particolarmente importanti. Psicologicamente, i membri della famiglia sono legati da una reciproca interdipendenza, per la soddisfazione dei bisogni affettivi. I servizi statali o quelli offerti, anzi comprati dai privati, raramente sono in grado di dare quanto promesso. Nessun servizio pubblico o privato è, infatti, capace di dare tanto e bene ad un costo così contenuto, come riesce a fare una normale sana famiglia, in quanto nessun servizio pubblico o privato riesce a creare, attorno ad un minore o alla persona ammalata, anziana, disabile, sola o bisognosa di cure, quel clima di affettuosa e attenta presenza che dà il necessario conforto, che lenisce la sofferenza, allevia i problemi, accelera la guarigione.

Funzione di protezione dai pericoli esterni.

La famiglia dovrebbe poter offrire a tutti i suoi membri, protezione e riparo, così da essere porto sicuro nei confronti dei fattori negativi dell’ambiente sociale nel quale è inserita.

I pericoli presenti nell’ambiente sociale sono di vario ordine: sono pericoli di tipo fisico, ma sono soprattutto pericoli di tipo psicologico: contatto con disvalori, violenze, abusi o offese di tipo spirituale, morale e relazionale.

La famiglia, se adeguatamente preparata, aiutata e sostenuta dalle istituzioni, ha gli strumenti per riconoscerli, ha gli antidoti per neutralizzarli, ha la forza per debellarli, così da impedire danni irreparabili ai suoi membri.

Abbiamo detto “se aiutata dalle istituzioni”. E’ indispensabile quindi che le istituzioni si facciano carico della protezione delle famiglie e dei loro membri, senza abbassare la guardia con la scusa della libertà di parola e di pensiero. Oggi, nelle società occidentali, questa protezione manca quasi completamente. Si ricercano e si puniscono severamente i pochi orchi pedofili, ma si lascia che un mare putrido di melma prodotto, anche a spese della comunità, invada, mediante i mass media, le menti ed i cuori di minori e adulti.

Funzione educativa.

“La famiglia, al di là delle sue diverse configurazioni, ci rimanda a quella struttura relazionale delle persone che definisce il nostro Io più vero e profondo.”  Pertanto la funzione educativa primaria e di base non può che essere affidata alla famiglia. Solo in questa le future generazioni trovano quel legame d’amore tra due esseri di sesso diverso, quell’affetto, quelle attenzioni e cure, capaci di sviluppare tutte le potenzialità dell’essere umano, in un clima di serenità, apertura alla vita, fiducia e sicurezza.

Solo in questa istituzione sono presenti quei presupposti di continuità e gradualità dei processi educativi capaci di sviluppare e far crescere persone con una stabile e sicura identità e personalità. Persone quindi non solo intelligenti e capaci ma anche serene, mature e responsabili.

Questo perché è soltanto nella famiglia che ritroviamo dei legami affettivi con quelle caratteristiche di intensità, stabilità, continuità e responsabilità. Qualità indispensabili nella formazione ed educazione delle future generazioni umane.

La funzione educativa della scuola o degli altri servizi non può che essere secondaria e sussidiaria a quella familiare, in quanto, questi servizi non hanno né la capacità, né la linearità, né la coerenza, né la responsabilità, presenti in una sana normale famiglia. Pertanto è soprattutto in questa che al bambino vengono trasmessi i valori fondamentali indispensabili per la sua esistenza e per la società. E’ nella famiglia che lui impara a limitare le sue esigenze; capisce come rispettare quelle degli altri; apprende ad inserire i bisogni in una corretta scala di valori. Ed è nella famiglia che impara a comprendere che la vera libertà si nutre di responsabilità e rispetto nei confronti degli altri, di se stesso e della verità.

Funzione socializzante.

Essendo il gruppo primario intermedio tra l’individuo e la più vasta società, la famiglia è la più piccola cellula sociale ma anche il principale mediatore sociale.

E’ nella famiglia che vengono posti i fondamenti dell’educazione all’integrazione dei ruoli sociali e l’accettazione delle responsabilità verso il più vasto mondo esterno ad essa. Ed è nella famiglia che inizia il cammino socializzante per i minori, che si amplierà e completerà poi mediante l’attività della scuola e delle altre agenzie educative.

Ed è sempre in questa istituzione che viene attuato il miglior tirocinio verso la comunità e verso l’altro. Si impara a limitare i propri desideri, a confrontarli con i bisogni degli altri, si impara a riconoscere nei propri comportamenti le conseguenze positive o negative che da questi comportamenti potrebbero scaturire.

Lo sganciamento dell’individuo dai rigidi legami dati dalla rete familiare, se da una parte offre maggiore libertà nelle scelte personali del coniuge, del lavoro, della professione o della residenza, dall’altra comporta tutta una serie di conseguenze negative facilmente individuabili, come: maggiore solitudine; netto aumento di comportamenti pericolosi, errati o poco congrui; infedeltà; maggiori difficoltà nel ricomporre le liti o i problemi che si dovessero presentare nella coppia. Per tale motivo gli uomini e le donne sposati godono, in genere, di maggiore considerazione sociale, in quanto i loro comportamenti sono considerati più vicini alla norma, meno egocentrici e più orientati al benessere comune.

Funzione religiosa ed etica.

E’ all’interno della famiglia che, nei vari popoli, si coltiva e viene espressa la religiosità più profonda e vera. E’ solo in questa istituzione che gli insegnamenti morali, religiosi, etici ed i valori fondamentali del genere umano vengono trasmessi dagli adulti alle nuove generazioni, senza orpelli o grandi manifestazioni esteriori ma nel modo più intimo, profondo e vero.

Nella vita di ogni giorno, tra le mura che racchiudono e uniscono le famiglie, lo spirito religioso viene trasmesso non solo come informazione culturale ma, goccia dopo goccia, è alimento prezioso ed essenziale nella strutturazione e formazione della personalità.

Non è un caso che in tutti i popoli di grande civiltà, è in seno alla famiglia che viene iniziato, alimentato e sviluppato il senso etico e religioso della vita, tanto che per la chiesa cattolica la famiglia rappresenta la “piccola chiesa domestica”.

Funzione di trasmissione culturale.

E’ la famiglia che provvede allo sviluppo della personalità dei singoli componenti.

E’ attraverso la famiglia che le fondamentali conoscenze e la cultura di base dell’umanità passano alle nuove generazioni. Mediante l’esempio quotidiano sono trasmessi gli insegnamenti riguardanti i rapporti con il prossimo, i principi educativi fondamentali per il buon vivere sociale, i valori morali, i ruoli sessuali, i compiti ed i legami generazionali.

Funzione di sviluppo dell’orientamento e dell’identità sessuale e personale.

La famiglia ha lo scopo di sviluppare l’identità sessuale e personale che si trova allo stato potenziale nei nostri geni. Almeno un terzo dell’identità e dei ruoli sessuali sono affidati all’ambiente affettivo relazionale nel quale il bambino vive. Questo significa che una buona parte della corretta identità sessuale necessita di idonei interventi da parte della famiglia di origine.

Basta scorrere e soffermarsi un attimo su queste che sono le sue funzioni basilari per rendersi conto che la famiglia non è un fossile storico, ma resta il migliore ed insostituibile strumento per la sopravvivenza della specie e della società.


 

Tratto dal ibro: "MONDO AFFETTIVO E MONDO ECONOMICO" DI Emidio Tribulato

 

 

 

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