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I DISEGNI DEI BAMBINI RACCONTANO

 

 

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I vegetali, gli animali, ma soprattutto gli esseri umani comunicano. La comunicazione è una capacità ed un bisogno insito nella vita, necessario per tutte le vite.

Le modalità mediante le quali ci mettiamo in contatto con noi stessi e con gli altri sono moltissime, non solo nel mondo degli esseri umani, ma anche nel mondo animale e vegetale. Se noi comunichiamo con la voce, con i gesti, con la radio, il telefono, la TV, la carta stampata, gli animali comunicano e lanciano segnali agli altri esseri viventi mediante la luce, i suoni, gli odori, il movimento, la postura e la gestualità. E allora se le lucciole ma anche molti pesci abissali usano la luce, se i predatori marchiano il loro territorio con gli odori, se le api comunicano con la danza ed il movimento, il neonato usa l’odorato e il suono della voce per riconoscere la madre.

Il bambino, per sua natura, è interessato a tutti i mezzi di comunicazione. Mediante la vista e l'udito riconosce la madre, il padre, le persone familiari, i suoi giocattoli, la sua stanzetta, il suo lettino.
Con le parole, le espressioni del viso, e la gestualità recepisce, elabora ed apprende una miriade di informazioni riguardanti il mondo, dapprima quello a lui più vicino e poi, gradualmente, anche le realtà più lontane e fuori dalla sua portata.
A sua volta al bambino piace lanciare dei segnali al mondo che lo circonda mediante i sorrisi, i baci, le carezze, le parole, e poi, successivamente, mediante il disegno e la scrittura.
E’ una comunicazione rivolta agli altri, al mondo al di fuori di lui, ma è anche e soprattutto una comunicazione rivolta a se stesso, al suo mondo interiore, come quando il bambino gioca e con il gioco inventa, rende reali il prodotto della sua fantasia, della sua immaginazione, dà corpo ai suoi desideri e alle sue emozioni.
Sulla carta, sulla lavagna, sui muri, sulla sabbia, sul pavimento ritroviamo allora segnali immediati del suo mondo interiore: ritroviamo realtà e sogni; desideri e paure; amore e odio, tenerezza e aggressività.

Il disegno può essere, quindi, una finestra attraverso la quale possiamo capire:

 

•    le sue capacità intellettive;

•    la sua età mentale;

•    le sue capacità fini motorie;

•    i problemi, le gioie, le ansie, le speranze, le attese, le paure di ogni giorno;

•    i suoi desideri e bisogni;

•    se è presente una patologia possiamo seguirne l'evoluzione nel tempo;

•    mediante il disegno possiamo comprendere meglio le relazioni che egli stabilisce con se stesso,  i compagni, con i genitori, con la scuola, con la famiglia, con la realtà sociale.

L’interpretazione del disegno infantile non può e non deve prescindere, quindi,  dalla storia e dalla realtà del bambino, ma a questa storia e a questa realtà essa può offrire nuovi e ulteriori chiarimenti e luci, importanti per chiarire, capire e quindi per intervenire più efficacemente.

Il disegno infantile ci può permettere di completare o meglio definire una diagnosi, ci può suggerire gli interventi più efficaci, ma può, come una cartina di tornasole, farci meglio capire l’evoluzione della realtà interiore dei bambini, così come può raccontarci l’evoluzione del loro rapporto con la famiglia, gli amici, e la scuola.

E’ importante però non tradurre in modo semplicistico e automatico quanto da lui prodotto.
I tratti, i colori, i personaggi, gli oggetti rappresentati, la loro posizione nello spazio non devono automaticamente essere interpretati come tratti caratteriali o peggio come chiari sintomi di disturbi della realtà interiore, familiare o sociale.
Questi segnali devono e possono soltanto essere valutati come uno dei tanti mezzi mediante i quali possiamo meglio capire la realtà del bambino con il quale veniamo in contatto o che cerchiamo di aiutare.
Solo così è possibile evitare facili errori nell’interpretazione che potrebbero sviarci e confonderci.
In ogni disegno che presentiamo il punto di partenza sarà pertanto il bambino che conosciamo in quanto è venuto alla nostra osservazione, insieme alla sua famiglia, e che ha lasciato nel disegno importanti segnali della sua realtà.

Ed è per questo motivo che abbiamo intitolato questa raccolta di esperienze: “I DISEGNI DEI BAMBINI RACCONTANO”.

I disegni che pubblichiamo si riferiscono a bambini che abbiamo avuto in osservazione e che abbiamo seguito nel tempo, siamo però disponibili a pubblicare e a dare la nostra interpretazione ai disegni che possono venire dai lettori se questi sono accompagnati da alcune fondamentali notizie come l'età del bambino, il sesso, le sue caratteristiche psicologiche, la sua realtà familiare, scolastica e amicale. Queste informazioni saranno però pubblicate in maniera anonima eliminando ogni dato sensibile che potrebbe far individuare il bambino in oggetto.

I DISEGNI DI GIOVANNI  RACCONTANO


Iniziamo con Giovanni, un bambino che abbiamo iniziato a seguire quando aveva sei anni. La sua famiglia era stata percorsa da un grave lutto, il fratello di Giovanni era morto in un incidente stradale. Questa grave, drammatica perdita i suoi familiari, ma soprattutto la madre, non erano riusciti ad elaborarla per diversi anni. Pertanto in quella famiglia erano stata cancellate le feste, come il sorriso e la gioia. Questa cupa atmosfera si evidenziava nei primi disegni del bambino il quale si sentiva chiuso, ma anche quasi "cancellato" dentro una realtà angosciante e cupa.












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