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INTESA E APPORTI DELLA COPPIA

 

Una buona intesa nasce dagli apporti che ogni elemento della coppia porta nella relazione. Sono importanti:

  • La qualità e la quantità degli obiettivi.

Per quanto riguarda la coppia il cammino pre-matrimoniale può avere, fin dall’inizio, una meta precisa per la quale ci si è preparati, allenati e formati, oppure lo scopo può essere il cammino stesso. Vi può essere un cammino che ha l’obiettivo di formare una famiglia salda, forte e stabile oppure possono essere presenti obiettivi molto più ridotti: come quelli di gustare, fin quando è possibile, i piaceri e le gioie dell’amore o dell’innamoramento senza prevedere alcuno sbocco particolare. Per Nicolais solo nel 50% circa delle coppie esaminate l’innamoramento si trasforma in amore ma solo nel 7% quest’amore è vissuto in termini di progettualità.1

  • Le modalità con le quali si è arrivati alla meta.

Altrettanto importanti, per la riuscita di un matrimonio, sono le modalità con le quali si è arrivati alla meta. Si può arrivare ricchi di speranze, entusiasmo e gioia, oppure questa meta può essere raggiunta per inerzia, spiritualmente e affettivamente impoveriti, dopo aver sperperato le migliori energie giovanili in molti altri impegni ed occupazioni.

  • L’aiuto ed il sostegno reciproco.

E’ importante, inoltre, come è stata percorsa la strada che porta al matrimonio. Se mano nella mano, aiutandosi e sostenendosi a vicenda, incoraggiandosi e acquisendo maggiori capacità e maturità, oppure questo periodo prematrimoniale è stato utilizzato per momenti di facile gioco sessuale e sentimentale, o peggio, è stato usato per gustare il piacere di fare o di farsi del male, per umiliare o sottomettere l’altro mettendo in forse le sue qualità e capacità.

  • Gli incontri avuti.

La riuscita di un matrimonio dipende, inoltre, da quali incontri si sono avuti mentre si percorreva questa strada. Sono stati incontri che hanno aiutato i due a conoscersi meglio? Sono stati incontri che li hanno incoraggiati nel loro cammino? Sono stati incontri che hanno riempito il loro cuore di nuova energia ed entusiasmo? Oppure sono stati incontri che li hanno spinti a sperperare i loro sentimenti più profondi, i loro sogni più belli, distraendoli da obiettivi importanti, impoverendoli, confondendoli e svuotandoli delle loro migliori energie?

  • Le motivazioni.

Sono, inoltre, importanti le motivazioni che hanno spinto i giovani a questo passo. Ci si può sposare per amare e aver cura meglio dell’altro, per costruire una famiglia, per la gioia di educare nuovi esseri umani, ma ci si può sposare anche per molti altri motivi: per riparare le conseguenze della scarsa responsabilità avuta nell’uso della sessualità; per sfuggire da una famiglia avvertita come oppressiva; per noia; perché il calendario spinge a questo passo; perché tutti lo fanno; per interesse o per convenienza; per paura della solitudine, o soltanto per attrazione fisica. Ancora peggio, lo stare insieme può essere un modo per non sentirsi diversi o minorati nei rapporti con i parenti ed il gruppo di amici.

  • I vissuti.

La riuscita di un matrimonio dipende anche da come viene fantasticato e vissuto quest’istituto. Se il matrimonio è visto come un traguardo e una sistemazione definitiva per cui, dopo la sfarzosa cerimonia i due, senza alcun dubbio “vivranno felici e contenti” per tutta la vita, la delusione non può che essere cocente in quanto, già le prime difficoltà e i primi screzi saranno avvertiti con sgomento, depressione e angoscia. Se invece il matrimonio è visto come una prima meta, una prima tappa proiettata nel futuro, l’impegno delle proprie energie, nel momento in cui compaiono i primi screzi, verrà speso non per piangere e disperarsi ma per imparare e apprendere.

Imparare il modo migliore per capire l’altro ed i suoi bisogni. Apprendere il modo migliore per soddisfarli o il modo migliore per accettarli. Sarà allora come una sfida prevista e prevedibile da affrontare e vincere, senza continuamente fantasticare su un coniuge migliore, più adatto, più assecondante, con meno pretese, con più qualità.2


Essendo il matrimonio una funzione fondamentale degli atti d’amore, ogni componente della coppia avrebbe il dovere di mettere a disposizione quanto serve a questo scopo.

Gli apporti della donna.

In particolare la donna nel matrimonio dovrebbe mettere a disposizione le caratteristiche specifiche legate alla sua femminilità:3

• l e sue funzioni riproduttive;

• le capacità di protezione e cura nei confronti dei figli, del marito e degli altri familiari;

• le sue doti di dolcezza, tenerezza, calore, empatia, accoglienza, dialogo e ascolto;

• le sue specifiche capacità educative, le quali si esplicheranno soprattutto nello sviluppare nei figli il mondo dei sentimenti, quello delle emozioni, degli affetti e delle relazioni;

• le particolari capacità nella gestione del mondo affettivo-relazionale sia all’interno sia all’esterno della famiglia, con lo scopo di inserire ogni componente la sua famiglia nel sistema più ampio delle reti parentali, affettive ed amicali.

Gli apporti dell’uomo.

Anche l’uomo, nel matrimonio, dovrebbe mettere a disposizione le caratteristiche legate alla sua mascolinità:

• le sue funzioni riproduttive;

• le capacità di protezione, cura, aiuto, sostegno economico e psicologico nei confronti della moglie ma anche nei confronti dei figli, in modo tale da creare nella madre e nella famiglia un clima di serenità, sicurezza, tenerezza e calore;

• le sue capacità di gestione del nucleo familiare;

• le sue doti nel far sviluppare e maturare nei figli, mediante l’educazione, le necessarie capacità di grinta, dinamismo, intraprendenza, determinazione, autonomia;

• le sue innate abilità nella gestione del mondo sociale, economico e dei servizi;

• le capacità atte a far sviluppare nei figli la disponibilità e l’impegno nei confronti della famiglia e della società; l’osservanza di norme, leggi e regole di convivenza; lo sviluppo ed il potenziamento dell’autonomia sociale; il controllo dell’emotività e dell’affettività.

1 NICOLAIS, M., (2000), Innamoramento e amore, in Madre, marzo, p.49.


2 ALBISETTI, V., (1994), Terapia dell’amore coniugale, Paoline, Milano, p.67.


3 TRIBULATO, E., (2008), Mondo affettivo e mondo economico, Centro Studi Logos, Messina, p.81.


 

Tratto da "Uomini e donne al bivio - Quali strade per l'amore?" di E. Tribulato

 

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