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 Ambiente caotico

 

Autore: Emidio Tribulato

 

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Ambiente caotico

 Quando parliamo di ambiente caotico ci riferiamo non al caos che può esserci in una famiglia poco amante dell’ordine, nella quale gli oggetti sono distribuiti disordinatamente per la casa, ma al comportamento di quei genitori e degli altri familiari che stanno accanto al bambino, i quali vivono il rapporto con se stessi, con quest’ultimo e tra di loro, in maniera disordinata, confusa, instabile. Nelle famiglie caotiche vi sono anche degli orari e delle regole, ma questi orari e queste regole variano continuamente o, come le gride di manzoniana memoria, sono a volte proposti e rispettati con rigore per qualche giorno, per essere poi ben presto abbandonati.

Spesso questi genitori, nonostante si propongano di avere tanta buona volontà e disponibilità nei confronti dei figli, alternano momenti nei quali sono vicini a questi e li sanno ascoltare ed indirizzare in maniera efficace ad altri, nei quali, in preda all’ansia, nel dover affrontare anche piccoli impegni che sono sopravvenuti, li trascurano totalmente o assumono atteggiamenti e comportamenti imprevedibili e contrastanti. Pertanto, nell’ambiente caotico le lodi, i baci e gli abbracci si sprecano in certi momenti della giornata ed in certi periodi, mentre in altri prevalgono nettamente i rimproveri, l’indifferenza, le negazioni e le aggressioni verbali o fisiche.

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In queste famiglie, anche i rapporti tra i coniugi sono altalenanti, confusi e discontinui. In certe occasioni papà e mamma dimostrano di amarsi alla follia, si fanno mille regali e coccole, sono teneri e vicini, mentre in altri momenti, si aggrediscono vicendevolmente come acerrimi nemici. Lo stesso avviene nei confronti degli insegnanti e della scuola: in alcuni giorni questi genitori si attardano a seguire i figli con pazienza e disponibilità, affinché imparino bene le lezioni e facciano tutti i compiti in maniera corretta, mentre in altri o perché troppo impegnati o perché nervosi e ansiosi, li trascurano totalmente. In alcuni momenti dimostrano notevole gratitudine nei confronti degli insegnanti, in altri ne parlano male anche di fronte ai figli.

Non è difficile allora immaginare le difficoltà e le sofferenze che possono provare dei bambini piccoli i quali, per loro natura, necessitano di punti di riferimento ben definiti, stabili e coerenti. Come potrà un figlio vivere con chiarezza la figura paterna quando il genitore in alcuni momenti è capace di riempirlo di parole dolci, carezze, abbracci e baci, mentre in altri è pronto ad allontanarlo, quando gli si avvicina, come fosse un molestatore e un disturbatore? Come giudicare e maturare un legame solido con una madre che, in alcuni giorni è felice di preparare per lui ottimi pranzetti, mentre in altri non ha voglia neppure di mettere a tavola gli avanzi del giorno prima? Lo stesso comportamento è tenuto nelle occasioni in cui questi genitori fanno ai figli delle promesse. Nei giorni “sì” ogni promessa sarà mantenuta alla lettera, mentre nei giorni “no” ogni impegno sarà tranquillamente negato o rifiutato.

 

 

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