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AUTISMO PRIMARIO TRATTATO CON MUSICOTERAPIA

 

 

Dott.ssa Giuliana Galante Musicoterapeuta  E-Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.   Cell. 3476655657

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G. è un bambino di 8 anni affetto da Autismo Primario. Il bambino ha svolto un percorso terapeutico musicale, iniziato il 16 Dicembre 2008 e concluso il 2 giugno 2009.

 L’aspetto centrale per il funzionamento dell’intervento terapeutico è stato rappresentato dall’accoglienza dell’utente fino alla presa in carico con la consegna della diagnosi, così da poter definire il percorso successivo.

Dall’analisi della domanda e della richiesta si sono osservati dei cambiamenti importanti che hanno riguardato l’aspetto sociale, la prossemica e lo sviluppo di tutta l'area musicale/vocale.

Negli ultimi 3 mesi il bambino ha partecipato agli incontri in modo individuale, eccetto alcuni interventi che richiedevano la partecipazione dell’insegnante di sostegno. Quest’ultima figura, che si è mostrata propositiva e collaborativa, all’inizio del percorso era necessaria per agevolare le esperienze musicali di G., soprattutto nei momenti di frustrazione.

La metodologia utilizzata è stata “centrata” sul paziente, dall’ascolto passivo all’esplorazione degli strumenti, fino ad arrivare gradualmente all’accompagnamento sonoro, lavorando solo nell’ultima parte delle sedute sul movimento e sulla coordinazione.

I momenti individuali sono stati importanti per stabilire il rapporto e la comunicazione in modo non verbale tra PZ/MT, dove il linguaggio per comunicare era quello dei suoni nelle diverse manifestazioni: suono/ritmo, vocalità/movimento.

Dalla fase di “ascolto/accoglienza” è stato possibile osservare i vari modi di vivere l’esperienza del bambino e la transizione dallo spazio armonico interiore, dal non-dicibile, non ascolto, verso la manifestazione delle sue emozioni e dei suoi sentimenti attraverso l'espressione musicale.

Le sedute sono state integrate con momenti di Arteterapia durante i quali si è svolto un lavoro di ricostruzione di strumenti musicali, ricomponendo e incollando le diverse parti disegnate su cartoncino e riportando gli strumenti "assemblati" su una bacheca a scuola, così da poterli riutilizzare durante gli incontri successivi.

Si tratta di strumenti presenti nell'aula, che il bambino conosce. Lo scopo di questa esperienza è favorire il riconoscimento dello strumento suonato nel corso della seduta tra quelli riprodotti nella bacheca, ripetendo il nome a voce alta, come associazione verbale.

 

 

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Osservazioni Partecipanti:

Negli ultimi 3 mesi, il bambino ha manifestato un interesse maggiore verso strumenti di legno, come le nacchere e le maracas, e un'attrazione particolare per il tamburo di pelle, mostrando un'attivazione emotiva evidente nel passaggio dall’uso della bacchetta al battito della mani. Durante le sedute ha espresso la voglia di comunicare attraverso il contatto fisico e la ricerca dello sguardo.

Si è mostrato interattivo col gruppo classe e nei momenti di musicoterapia d’insieme, sia all’interno della sua classe che in sezioni diverse. E’ stato partecipativo nei momenti di piccolo gruppo e ha iniziato a imporsi sulle attività proposte, accettandole o rifiutandole in modo chiaro. I livelli di frustrazione sono migliorati, rispetto agli incontri iniziali, in cui manifestava rabbia se la proposta musicale era dissonante col suo stato d‘animo, ha sviluppato un buon adattamento anche ai brani in tonalità minore, accettandoli passivamente o reagendo attivamente, ad esempio spegnendo lo stereo o prendendo un altro cd da inserire.

Dal punto di vista della prossemica è dinamico, non trascorre più tempi morti alla finestra e si è abituato allo spostamento in aule diverse, anche in più ambienti nella stessa mattina.

E’ solare dal punto di vista dell’espressione del viso, mostra meno tensione e tende a tenere aperti gli occhi per quasi tutto il tempo dalla seduta.

Ha iniziative personali e propone cd o strumenti di suo gradimento. Si è abituato alle routine spezzate, ha acquisito fluidità nei movimenti (giochi motori- momenti di ballo) e ha abbandonato le posizioni statiche alla finestra o sul tappeto morbido. Attraverso il lavoro musicale e il canto ha sviluppato nuove lallazioni abbandonando i suoni striduli e gutturali, segue i brani e intona le strofe. Si è abbassato il livello di tensione corporea e ciò si nota soprattutto a livello dei lineamenti del viso.

Si propone di proseguire il lavoro terapeutico in termini espressivi e di stimolazioni dal punto di vista sensoriale.

 

 

 

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Modena, 09 giugno 2009

 

 

 

 


Diagnosi: Disturbo Pervasivo dello sviluppo- Disturbo Autistico


Dott.ssa Giuliana  Galante -  Musicoterapeuta 

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Utente: G.

Anni: 8



Organizzazione degli incontri: Martedi 

Durata:    Dicembre ‘08 – Giugno ‘09

L'intervento di Musicoterapia è stato richiesto dalla famiglia.

Di seguito si elencano gli obiettivi relativi al projectwork.


Obiettivi


    Osservazione dello strumentario

    Scoperta dello strumento musicale come mezzo espressivo

    Tradurre costantemente i contenuti musicali in ambiti e codici espressivi diversi in modo graduato, a seconda della complessità dell’attività:


    Corpo

    Voce - stimoli Vocali

    Strumento

    Ampliare i canali di comunicazione/ socializzazione   coi pari attraverso esperienze sonoro- vocali

    Aumentare il tempo all’interno della sezione

    Creare un  gruppo coi pari per brevi momenti di  incontro (giochi sonoro- musicali) fuori dalla sezione  in momenti non didattici

    Favorire l’interesse del linguaggio sonoro-musicale

    Rafforzare i tempi e il livello di attenzione

    Favorire gli atteggiamenti  emotivi e le  capacità di socializzazione


Premessa

    G.  è un bambino affetto      da    Disturbo   pervasivo dello Sviluppo, nella sua forma più grave, ovvero l'Autismo.
    Frequenta la classe  seconda   elementare, ha il sostegno scolastico coperto per tutte le ore.
    E' stato seguito dalla famiglia sin da piccolo, appena è stata realizzata la diagnosi.
   Dal 16  dicembre  2008 ha intrapreso con frequenza settimanale la seguente  attività abilitativa:
 un   incontro di Musicoterapia il martedi mattina a scuola  dalle ore 9:00  alle 10:00.
   E' un bambino affettuoso,  abituato a stare assieme ad altre persone, abituato ad abbracciare e dare dei baci, m anche a riceverli; talvolta,  soprattutto nei contesti che sono per lui nuovi  si mostra  agitato e  iperattivo  .
Una caratteristica  di G.  è il comportamento 'insistentemente ripetitivo' o 'insistentemente perseverante. Diventa estremamente insistente sulle routine; all’inizio del percorso (per i primi 2  incontri) portava   con se una bottiglia di plastica vuota, abitudine modificata  negli incontri successivi.
     Un aspetto  su cui lavorare e  modificare in itinere è  l’incremento del tempo di permanenza   all’interno della sezione, per poi raggiungere a lungo termine l’obiettivo della socializzazione  con gruppo classe.
    G. trascorre    molto tempo fuori dalla sezione  con l’insegnante di sostegno, in una sala mensa, posizionandosi  alla finestra  nell’angolo della stanza,  non guarda fuori,  tiene  gli occhi chiusi  ed  emette dei  vocalizzi lunghi,  simili ad  un lamento continuo, che inizia con  un verso stridulo  fino a diventare   cupo e grave.
 Una possibilità  è lavorare assieme all’insegnante di sostegno a cui G. è molto affezionato.
   E' importante per lui   svolgere l'attività musicale come un momento di  accoglienza e di libera espressione del suo mondo, in modo che si senta accettato durante   gli incontri  di Musicoterapia  in maniera globale, con l'aggiunta  graduale del movimento, la pratica  strumentale centrata  sull'ascolto.

Strumenti e Metodi

    Gli incontri sono previsti in classe, nella sala di musica, alternando  gli spazi per rompere le routine, con momenti  all’interno della  classe  adibita per il bambino, con tappeti morbidi e alcuni dei suoi giochi, tra cui un peluche di Winnie the Pooh, il suo orsetto preferito.
   Si propone  un setting strutturato ma dinamico,  una disposizione  circolare dello spazio- strumentario , in cui possa muoversi liberamente e riconoscerlo come familiare, facilitante la libera espressione, una relazione terapeutica gratificante e un Metodologia  direttiva.

   Per ottimizzare il lavoro si  procede dal generale al particolare, creando una situazione- gioco  vicina  al suo  spazio senza violarlo, un’ attivazione  passivo- recettiva  fino a renderla attiva, con momenti  circolari  in cui partecipano  i compagni di classe, e la sorella, che frequenta la classe 5 elementare nella stessa scuola.

    Per integrare il suo campo di esperienza  sono proposte attività ritmiche  e di movimento, con variazioni graduali, attività ludico musicali e proposte che consentono di sviluppare le abilità musicali pregresse e di imparare ad esprimersi con l’uso di diversi linguaggi. L’ approccio espressivo stimola gli aspetti affettivi, psicomotori, sociali e cognitivi.
Inoltre è prevista la pratica di semplici strumenti musicali non convenzionali con materiali di diverso tipo che favoriscono gli aspetti Sinestesici.

Ecco una esperienza vissuta legata a un incontro che  ritengo importante, in quanto oggi sono state superate delle barriere emotive  rilevanti.
“Oggi arrivo a scuola, G. è in classe, sta giocando con degli incastri, mentre compone la torre i compagni applaudono,  appena mi vede viene incontro a me con l’I. S. , visto che c’è una bellissima giornata  di sole andiamo in giardino.
Ho la chitarra in mano, G. le indica con la mano e mi fa andare avanti verso le scale che ci portano in giardino.
Il bambino è sereno, ha i lineamenti del viso distesi,  sorride  mentre andiamo su una panchina a sederci, apro la custodia e inizio a suonare  qualche corda.
Ad ogni  suono pizzicato G. mi risponde battendo 5 volte, continuo e lo porto  con la mano sulle corde, mi guarda e si continua a suonare, dopo circa 10’ andiamo vicino allo scivolo, il bambino si avvicina ma non sale sopra. Canto e suono per lui sillabando il nome  della sorella, c’è da parte sua una corrispondenza vocale su  3 sillabe, proseguo con il termine mamma, mi guarda in silenzio. Trascorsi circa 30’ andiamo nella classe della sorella, propongo di cantare insieme. Ci sediamo tutti e 3  sul pavimento e M. canta una canzone dell’ultima recita a scuola, non guarda suo fratello in viso, e G. non alza lo sguardo, tra i due non c’è alcun contatto.
Per creare un ponte propongo a M. di cantare Fra Martino,  (a lei non piace), allora avvicinandomi verso G. inizio a cantare la prima strofa.
G.    tocca la chitarra  battendo sulla cassa armonica, nel momento in cui si giunge al Din Don Dan M. si avvicina alla chitarra, batte 3 volte e G. alza lo sguardo verso di lei.
    E’ la prima volta che cerco di creare un ponte di ancoraggio tra i due, dal prossimo incontro ci sarà sempre un momento di gruppo  con la sorella e un compagno della sezione.
Torniamo al piano superiore, nella classe di G. che è un aula inutilizzata adibita con dei materiali e giochi solo per lui, ascoltiamo del jazz, lento, brani classici.      Prendo   degli   strumenti, li  dispongo  sul  tappeto centrale , metalli(triangoli), corde, il telo morbido, oggi G. è proiettato   al legno, legni e  grattugia,  ma proprio per questo non li usiamo.
    suoniamo sui brani, in modo graduale  cresce il volume, l’intensità, i suoni acuti e i volumi alti lo infastidiscono, mette le mani sulle orecchie, quindi  abbasso il volume  a un volume medio.
Sui  brani ascoltati  canto  una lallazione , armonizzando la melodia, G. completa  le mie frasi con lo stesso motivo, più volte, inizia con un volume basso, e arriva a definire il fraseggio lallato.
Prima della fine dell’incontro  riprendo la chitarra suono il giro armonico che introduce  la canzone della mani,  che anticipa il saluto  finale.


Luogo e Data:

Modena, 17 febbraio 2009

Dott.ssa Giuliana Galante
Specializzata in Musicoterapia

 

 

 

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