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L'evoluzione degli scarabocchi anche se vi possono essere delle differenze individuali segue un preciso percorso. 

Il bambino già a tre mesi osserva le traccie lasciate dalle sue mani sulla sabbia, sulla polvere e sull'acqua.

A dodici mesi il foglio viene trattato come un oggetto su cui dare dei colpi e non come una superficie piana su cui scrivere. Il bambino usa il foglio come una sostanza che assorbe il suo movimento come fosse sabbia, creta, plastilina, fango.

 





A questa età riesce solo a lasciare sul foglio buchi, sfregamenti, colpi. Solo in un secondo momento impara ad usare il foglio come una superficie. 

A questa età ai suoi gesti mentre disegna partecipa tutto il corpo e non solo la mano o le dita. I movimenti sono molto larghi anche se il segno che lascia può essere molto piccolo.

Solo successivamente, e con gradualità, egli riesce a liberare la spalla dal corpo, la mano dal braccio e infine le dita dalla mano.

      Ma già egli scopre che i suoi movimenti possono lasciare una traccia e che vi è un rapporto tra il suo movimento ed il segno lasciato sulla superficie, per cui varando i suoi movimenti variano le tracce lasciate. E scopre anche che lasciare delle tracce è un gioco piacevole.


 

Verso i sedici-diciotto mesi nascono i tracciati caotici. Caotici in quanto  non vi è in essi alcun ordine. 

Questi tracciati fino ai venti mesi sono monolaterali. Nel senso che se usa la destra i tracciati si troveranno a destra, mentre se usa la sinistra i tracciati saranno a sinistra. 

Inoltre questi tracciati sono centrifughi partono partono, cioè, dal punto più vicino al bambino e si allontanano poi a destra o a sinistra. 

Le linee possono espandersi in senso orario o antiorario a secondo della strutturazione cerebrale.




Dai 20 ai 30 mesi, nella prima fase egli non riesce ad adattare il suo gesto manuale allo spazio a disposizione ma è l'occhio che segue la mano che scarabocchia e non viceversa.

Nella seconda fase, invece, egli è padrone del gesto e quindi della mano, per cui controlla i tracciati che effettua. La mano, in definitiva, viene guidata dalla sua volontà nell'effettuare segni circolari e ad angolo.

Non riesce ancora, però, a sollevare la matita dal foglio per effettuare i vari scarabocchi e spesso supera i bordi del foglio.




















Verso i 30 - 48 mesi, nella fase detta della rappresentazione lo scarabocchio è più circoscritto, non supera i bordi del foglio, il bambino è capace di disegnare degli oggetti grafici diversi:

  • per forma: rette, cerchi, croci, quadrati, 
  • Per proporzione: una cosa grande o una cosa piccola.
  • Per numero: un elemento grafico o tanti elementi grafici.
  • Per localizzazione nello spazio: sopra o sotto il foglio, a destra o a sinistra del foglio.

Ma lo stesso segno può, per il bambino, di volta in volta, rappresentare un viso, il telefono, una persona, un albero.

In questa fase può effettuare delle imitazioni della scrittura che sono chiamate “Grafismo scritturale”.

Sempre verso questa età disegna dei quadrati per seguire il bordo del foglio o racchiudere un disegno. Solo verso la fine dei tre anni le figure somigliano a qualcosa di concreto: un albero, un solo, una casa.