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La perdita della sicurezza nei bambini

Emidio Tribulato

 

 


 

Per Militerni:[1]“La sicurezza si riferisce a quel sentimento di stabilità emotiva derivante dalla maturazione di alcune certezze “interne”, che permettono al bambino di affrontare situazioni nuove e fronteggiare situazioni insolite”. Una delle maggiori ansie del bambino è data dalla perdita della sicurezza. È nota l’angoscia che egli prova in questi casi.

 

Gli eventi che possono comportare insicurezza sono numerosi. Facciamo qualche esempio. Un mattino, mentre il piccolo si alza dal letto, la mamma gli presenta la nuova tata, la quale, con fare dolce e accogliente, si sforza in tutti i modi di fare amicizia con lui. Per fortuna questa giovane donna, già dopo qualche giorno, riesce in pieno a conquistare la sua fiducia e il suo affetto. Purtroppo, dopo qualche mese, giacché i genitori del piccolo hanno trovato un’altra ragazza più disponibile o più a buon mercato, la tata gli si avvicina con le lagrime agli occhi per salutarlo, in quanto dovrà andare via. Nel contempo lo rassicura che verrà a trovarlo spesso e che continueranno a restare sempre buoni amici. Naturalmente ciò non avviene! Questa promessa è solo una pietosa bugia. Dopo i primi saltuari contatti la giovane donna, avendo trovato un altro lavoro e altri interessi, non telefona più, mentre le visite diventano sempre più rare.

 

Facciamo ora un altro esempio fra i tanti possibili: la mamma accompagna il bambino all’asilo nido e lo lascia, rassicurandolo, tra mille baci e calde lagrime, che verrà prestissimo a riprenderlo: “Il tempo di comprarti un regalino e poi sarò di nuovo da te e ce ne andremo a casa”. Naturalmente, trattandosi di una pietosa bugia, ciò non avviene. La mamma compra sì un regalino per il piccolo, ma la sua assenza, durata troppo a lungo per poterla sopportare tranquillamente, determina nel bambino la paura di averla perduta per sempre, paura che si confonde con la rabbia per l’inganno subito. E a nulla vale il regalino per cancellare questi sentimenti! Se questi eventi, o eventi simili si ripetono più volte, sarà facile che nell’animo del bambino alligni la sfiducia. Sfiducia non solo nei confronti della figura materna ma anche verso tutti gli adulti e verso la vita in generale. Accanto alla sfiducia emergerà prepotentemente l’insicurezza.

 

Per tale motivo, il senso della perdita della sicurezza può essere acuto o cronico. In entrambi i casi il bambino prova, insieme alla paura, dolore, sofferenza e rabbia. Naturalmente le conseguenze saranno più gravi quando la perdita della sicurezza è cronica, piuttosto che quando l’evento traumatico è raro e si risolve in breve tempo.

 

I motivi che possono portare alla perdita della sicurezza sono molti. Ne ricordiamo solo qualcuno dei più importanti:

 

  •   poiché fonte primaria della sicurezza per il bambino è la propria madre ed i propri genitori verso i quali, specie quando egli è piccolo, vi è un attaccamento particolare, una madre o un padre poco o saltuariamente presenti comportano senso di insicurezza;
  •   lo stesso sentire è presente quando il bambino, pur non essendo maturo per affrontare una separazione dai suoi, viene forzatamente allontanato dalla propria casa e dalla propria famiglia per essere inserito in ambienti a lui non consueti, in compagnia di persone sconosciute. Anche in questo caso può avvertire ansia o peggio angoscia abbandonica;
  •   anche le difficoltà economiche possono essere fonte di insicurezza, sia perché il bambino avverte nell’ambiente attorno a lui l’ansia e la preoccupazione per questa difficile e preoccupante situazione di vita, sia perché nel confronto con gli altri si sente sminuito e “diverso”;
  •   per quanto riguarda la presenza di una disabilità, questa comporta senso di insicurezza solo quando la famiglia, la scuola e l’ambiente sociale che il bambino frequenta non riescono a ben gestire i suoi limiti e le sue difficoltà;
  •   motivi di insicurezza prova il bambino quando si ritrova coinvolto in situazioni di disarmonia familiare (De Negri e altri[2], 1970, pp. 116-117). In questi casi, poiché ogni minore ha bisogno di sentirsi protetto, sostenuto ed amato dai suoi familiari, fonte di sicurezza è l’avvertire che i suoi genitori sono uniti e il loro legame è stabile e solido. Quando invece tra i genitori vi sono continui, traumatici contrasti, il bambino avverte la paura ed il rischio concreto della rottura del legame familiare e della possibile perdita di uno o di entrambi i genitori;
  •   da non dimenticare, infine, che motivi di insicurezza possono sorgere da comportamenti genitoriali eccessivamente autoritari, limitanti e frustranti o, all’opposto, da comportamenti eccessivamente permissivi.

 

A

[1] Militerni R., (2004), Neuropsichiatria infantile, Napoli, Editore Idelson Gnocchi, p. 97.

 

[2] De Negri M. et al., (1970), Neuropsichiatria infantile, Genova, Fratelli Bozzi Editori, p. 116-117.