Valutazione attuale:  / 2
ScarsoOttimo 

Genitori conflittuali o separati

 

Il racconto di Cettina

La casa del sole

Il commento al disegno effettuato da Cettina di anni sette i cui genitori spesso litigavano, è molto esplicativo sia dei suoi bisogni che non venivano ad essere soddisfatti nella sua famiglia, sia della necessità di fuggire dalle realtà angosciante nella quale si trovava a vivere.

 

 

‹‹C’era una volta un sole che parlava con i fiori. Gli diceva cose belle:

 - Che cosa state facendo?

- Stiamo giocando con il mare e abbiamo visto una barchetta buttata dal mare, poi l’abbiamo presa e l’abbiamo portata a casa per ripararla. Quando è stata bene abbiamo giocato tutti insieme: il sole, i fiori, il mare e la barchetta.

Un giorno la barchetta scappò a casa del sole e allora il sole l’ha detto a tutti i suoi amici. La barchetta è scappata nella casa del sole perché non stava bene a casa sua. Anche i suoi amici allora sono andati nella casa del sole, hanno chiuso la porta a chiave, hanno fatto la festa e dormirono tutti a casa del sole››.

 

L’interpretazione che abbiamo dato a questo racconto è ancora una volta molto toccante e ci rivela dei sentimenti e dei pensieri molto profondi per una bambina di solo sette anni.

‹‹Nell’immenso mare della vita vi sono delle persone che navigano a loro agio, mentre altre, per motivi vari: in questo caso il conflitto tra i genitori e le caratteristiche di personalità della madre, sono gravemente danneggiate dai marosi tanto che vengono estraniate dalla vita (abbiamo visto una barchetta buttata dal mare). Per fortuna, a volte, qualche persona buona (i fiori), ha cura delle loro ferite. I fiori, infatti, dicono al sole : abbiamo visto una barchetta buttata dal mare, poi l’abbiamo presa e l’abbiamo portata a casa per ripararla. Ma la persona, nonostante stia meglio dopo quanto ha sofferto nella sua famiglia e quindi nella vita reale, piuttosto che ritornare a confrontarsi con le gravi difficoltà nelle quali si è trovata, preferisce fuggire e rifugiarsi in un mondo caldo, luminoso ma irreale (Un giorno la barchetta scappò a casa del sole e allora il sole l’ha detto a tutti i suoi amici. La barchetta è scappata nella casa del sole perché non stava bene a casa sua).

Naturalmente in questo mondo irreale la bambina non vuole restare sola e porta con sé, non i suoi genitori ma solo le persone a lei più care (Anche i suoi amici allora sono andati nella casa del sole), ma da questo luogo ideale esclude tutto il resto del mondo (… hanno chiuso la porta a chiave).

Questo racconto è sicuramente molto più tragico di quanto non appaia a prima vista. In realtà questa bambina, nonostante sia migliorata con l’aiuto della terapia, non si fida affatto di tornare a rapportarsi con una famiglia per lei così traumatica. Preferisce piuttosto chiudersi volontariamente in un suo mondo immaginario.

Marco racconta

Marco, di undici anni, viene portato alla nostra osservazione a causa della presenza di incubi, paure, fobie, parziali e momentanei estraniamenti dalla realtà, eccessiva dipendenza dalla figura materna.

L’ambiente nel quale viveva questo ragazzo era fortemente influenzato, da una parte dalle caratteristiche dei genitori: il padre era descritto dalla moglie come nervoso, suscettibile, aggressivo mentre la madre era descritta come una donna insicura, nervosa, molto emotiva, ansiosa, apprensiva, ma soprattutto patologicamente gelosa del marito. I coniugi fin dall’inizio del matrimonio erano in perenne conflitto proprio a motivo della gelosia della donna.

 

Primo racconto

 

Litigi tra i genitori.

C’era una volta una famiglia in cui ancora non avevano deciso di avere un figlio. Quando l’ebbero, decisero di non litigare più. Ma un giorno litigarono e decisero di mandare il loro figlio da amici. Dopo capirono che il loro figlio stava male se loro litigavano e decisero di parlare con lui e dopo averlo capito decisero di non litigare più e vissero felici e contenti.

 

Dietro la frase “C’era una volta una famiglia in cui ancora non avevano deciso di avere un figlio. Quando l’ebbero, decisero di non litigare più”, è evidente il giudizio severo di Marco, che è poi lo stesso evidenziato da tutti i bambini, verso tutti i genitori che litigano pur avendo un figlio. È evidente il suo disappunto nei confronti dei suoi genitori (Quando l’ebbero, decisero di non litigare più, ma un giorno litigarono e decisero di mandare il loro figlio da amici). Come dire che avevano promesso a se stessi di non litigare per rispetto del figlio, e anche per non far vivere al figlio le conseguenze del conflitto e invece…Sono chiaramente manifesti anche la sua sofferenza (capirono che il loro figlio stava male se loro litigavano); ed infine il suo maggiore desiderio (decisero di non litigare più e vissero felici e contenti).

Secondo racconto

La foresta distrutta dall’incendio e poi ricostruita.

‹‹C’era una volta una foresta molto bella, c’erano molti alberi e un lago. Un giorno, non si sa il motivo, la foresta si incendiò. Le persone si rifugiarono in una baita. Grazie all’intervento dei vigili del fuoco alcuni alberi si sono salvati e altri sono stati tagliati e al loro posto sono stati piantati dei nuovi alberi e, in un anno, la foresta diventò di nuovo bella››.

Il ragazzo descrive la sua realtà interiore, che è strettamente legata a quella della sua famiglia, dopo un anno e sei mesi dall’inizio della terapia, in seguito alla quale i rapporti tra i suoi genitori erano nettamente migliorati. Egli rappresenta il conflitto subìto, come un fuoco che brucia e distrugge tutto ciò che incontra.(la foresta si incendiò). Il ragazzo non sa il motivo di quello che era avvenuto tra i suoi genitori, però si accorge sia della distruzione sia, in seguito, della ricostruzione avvenuta (Grazie all’intervento dei vigili del fuoco alcuni alberi si sono salvati e altri sono stati tagliati e al loro posto sono stati piantati dei nuovi alberi e in un anno la foresta diventò di nuovo bella.)

 

 

 

Salvatore e i suoi genitori separati

La madre di Salvatore, un ragazzo di dodici anni, aveva chiesto il nostro intervento in quanto il figlio presentava disturbi psicoaffettivi di media gravità che si manifestavano con parziale e momentaneo distacco dalla realtà, tendenza alla chiusura, distraibilità eccessiva, scarsa cura di sé, labilità emotiva, notevoli difficoltà scolastiche. Quando abbiamo chiesto a Salvatore di parlarci della sua famiglia egli l’ha descritta in questi termini:

‹Papà è normale, tranquillo un po’ impulsivo: quando dobbiamo vederci la partita non avvisa la mamma ma solo me. Lui non telefona per mettersi d’accordo. A volte si arrabbia perché la mamma non è puntuale. Sto spesso dai nonni della mamma, sono simpatici. La mamma è un po’ bugiarda, dice un sacco di bugie e papà si arrabbia.

Ricordo poco di quando la mamma e papà stavano insieme.

Con mia sorella Francesca litigo, mi prende in giro e gli do botte. Canta “Salvatore è scemoooooo!!” Mamma poi rimprovera tutti e due.

Litigo con la mamma per i compiti, per la scuola, perché l’aiutiamo poco. Ma io preparo la tavola e mia sorella non fa niente.

Con i compagni va benissimo, organizziamo le partite, non mi prendono in giro.

La convivente di mio padre mi sta un po’ antipatica, litiga sempre con papà, si arrabbia con me e difende mia sorella. Io ci vado quasi sempre da lei. Francesca quasi mai. Papà si arrabbia perché Francesca non ci va quasi mai.››

 

In questo racconto sulla propria famiglia con genitori separati notiamo:

I genitori continuano a litigare anche da separati (Papà è normale, tranquillo un po’ impulsivo. A volte si arrabbia perché la mamma non è puntuale. La mamma è un po’ bugiarda, dice un sacco di bugie e papà si arrabbia).

I bambini danno dei giudizi negativi su entrambi i genitori. In questo caso soprattutto sulla madre (Lui non telefona per mettersi d’accordo) ( La mamma è un po’ bugiarda, dice un sacco di bugie e papà si arrabbia).

I figli trovano un’oasi di serenità solo dai nonni e nei giochi con i compagni. (Sto spesso dai nonni della mamma, sono simpatici). (Con i compagni va benissimo, organizziamo le partite, non mi prendono in giro).

La sofferenza provata si trasforma in aggressività tra fratelli (Con mia sorella litigo, mi prende in giro e gli do botte. Canta “Salvatore è scemooooo!!)

Il bambino evidenzia poi i difficili rapporti con il genitore affidatario (Litigo con la mamma per i compiti, per la scuola, perché l’aiutiamo poco).

Non trascura di annotare il difficile rapporto del padre con la nuova convivente (litiga sempre con papà).

Infine è evidente lo scarso amore e attaccamento verso la convivente da parte di entrambi i figli (La convivente di mio padre mi sta un po’ antipatica. Si arrabbia con me e difende mia sorella. Io ci vado quasi sempre da lei. Francesca quasi mai. Papà si arrabbia perché Francesca non ci va quasi mai).

 

Maria

Primo racconto

Un fiore, un diamante, un cuore e tanta puzza

 

 ‹‹ C’era una volta una famiglia. Avevano una casa bellissima e avevano una figlia. La figlia un bel giorno ha guardato un fiore azzurro e ha detto: “Me lo voglio prendere”. Se l’è preso e dopo un po’ di giorni la bimba è diventata grande. E anche il fiore è diventato grande e dentro il fiore c’era un diamante e dentro il diamante c’era il cuoricino della bimba che stava crescendo. La bambina era felice perché aveva un diamante in casa.

 

Sua madre non se n’è accorta ed ha buttato il fiore con dentro il diamante ed il cuore. La figlia cercava il diamante ma non lo trovava e allora è diventata sempre più piccola, ed è diventata neonata e la mamma ha detto: “Come può essere che è diventata neonata?” Questa bimba neonata parlava e ha chiesto alla madre il diamante e la madre ha detto che era nella spazzatura. Lei (la bimba), l’ha ripreso ed era tutto sporco. Dopo l’hanno pulito, ma faceva puzza di pesce. E la bimba è tornata grande, ma, nonostante questo, è rimasta puzzolente››.

 

Si rimane stupiti di come una bambina di appena cinque anni abbia potuto descrivere così bene la sua storia ed i suoi problemi attuali.

L’interpretazione di questo primo racconto non è affatto difficile.

 

Maria si trova a vivere in una famiglia agiata (avevano una casa bellissima). Tutto sembra andare per il verso giusto. Ella è di intelligenza normale, anzi molto vivace, ha una buona stima di se, è vuole crescere rapidamente (La figlia un bel giorno ha guardato un fiore azzurro e ha detto: “me lo voglio prendere". Se l’è preso e dopo un po’ di giorni la bimba è diventata grande. E anche il fiore è diventato grande e dentro il fiore c’era un diamante e dentro il diamante c’era il cuoricino della bimba che stava crescendo). Ma c’è un grande “ma”. La madre, senza accorgersi del male che stava compiendo, mette la bambina in una situazione di grave disagio, la bambina probabilmente si riferisce ai notevoli conflitti con il padre (Sua madre non se ne accorta ed ha buttato il fiore con dentro il diamante ed il cuore). La conseguenza è stata, purtroppo, la regressione della bambina in alcuni settori dello sviluppo (La figlia cercava il diamante ma non lo trovava e allora è diventata sempre più piccola, ed è diventata neonata). La madre accortasi che qualcosa di grave ed importante era accaduto alla figlia ha cercato di capirne il motivo (e la mamma ha detto “come può essere che è diventata neonata?”)

 

Maria, a questo punto, fa capire in modo esplicito alla madre il suo notevole disagio (Questa bimba neonata parlava e ha chiesto alla madre il diamante e la madre ha detto che era nella spazzatura). La madre, finalmente consapevole di aver commesso degli errori, cerca di affrontare e risolvere i problemi della piccola, accettando un percorso che l’aiuti a risolvere i conflitti di coppia e porta la figlia in un centro di neuropsichiatria, in modo tale che le venga dato l’aiuto necessario per risolvere i suoi problemi. Per fortuna alcuni dei più gravi problemi dei genitori e della figlia vengono risolti (Lei (la bimba), l’ha ripreso ed era tutto sporco. Dopo l’hanno pulito, ma faceva puzza di pesce. E la bimba è tornata grande).

La bambina però si accorge che, nonostante l’impegno dei genitori e degli operatori, non tutti i suoi problemi sono stati eliminati. Qualcosa dei traumi subito mentre aveva assistito per anni alle continue liti dei genitori era rimasto nel suo cuore ( E la bimba è tornata grande, ma, nonostante questo, è rimasta puzzolente).

Il secondo racconto di Maria che riportiamo, evidenzia in modo più evidente la sua più pressante e grave problematica: il conflitto tra i genitori.

I prìncipi litigiosi

‹‹C’era una volta una bellissima principessa che aveva un fidanzato con il quale andava a passeggiare in un prato fiorito. Un giorno hanno deciso di sposarsi e hanno fatto un figlio che si chiamava Davide. Ma litigavano e si volevano lasciare.

La mamma di Davide aveva già partorito ed era molto preoccupata perché non sapeva cosa dire al figlio quando sarebbe diventato grande. I genitori si sono lasciati per forza.

Quando Davide è cresciuto ha chiesto: “Ma io non c’è l’ho un papà?” E la mamma ha detto “Te lo spiegherò quando sarai diventato più grande!” E poi dopo gli ha detto: “Ci siamo lasciati per le (a causa delle nostre) famiglie”. Il bimbo era scappato dalla famiglia e cercava il suo papà e la mamma è andata a cercarlo. Dopo (la madre) ha trovato papà e figlio che passeggiavano e gli ha detto: “Ma tu che ci fai qui!” E ha rimproverato il papà. La mamma era disperata. Dopo hanno fatto tutti pace e vissero felici e contenti.››

In questo racconto ancora una volta Maria mette in evidenza come nella sua famiglia vi fossero tutti i presupposti per un matrimonio felice: la bellezza, la ricchezza, l’amore, un ambiente idilliaco, la nascita di un figlio (C’era una volta una bellissima principessa che aveva un fidanzato con il quale andava a passeggiare in un prato fiorito. Un giorno hanno deciso di sposarsi e hanno fatto un figlio che si chiamava Davide). Purtroppo però questi presupposti non bastano (Ma litigavano e si volevano lasciare). A questo punto è evidente la paura più grande che assilla la bambina: il timore che la separazione dei suoi genitori possa comportare la perdita del rapporto con il papà (Dopo ha trovato papà e figlio che passeggiavano e gli ha detto: “Ma tu che ci fai qui!” E ha rimproverato il papà.)

Come si può evincere da questi racconti i sintomi presentati dalla bambina ci dicono poco o nulla sulle cause dei suoi problemi, né ci fanno comprendere la sofferenza della piccola. Questi problemi, e la sofferenza che ne consegue, diventano evidenti quando le si dà la possibilità di esprimere liberamente i suoi sogni, i suoi desideri, le sue emozioni, i suoi pensieri, mediante l’uso del disegno libero e l’esposizione di qualche racconto anch’esso costruito liberamente. In definitiva noi crediamo che è dalle loro parole, dai disegni e dai loro racconti, che possiamo veramente comprendere il mondo interiore dei bambini e non certo dai loro sintomi.

 

 

Francesco, un ragazzino di undici anni con ritardo negli apprendimenti scolastici e disturbi psicoaffettivi i  cui genitori litigavano spesso fa questo racconto nel quale paragona i suoi genitori che litigano continuamente a due giganti. Pertanto il suo bisogno di pace gli fa immaginare di sconfiggerne uno per riportare un po' di pace nella sua vita.

I giganti che litigavano

Un bambino ha fatto crescere una pianta gigantesca per vedere cosa c'era in cielo, perché c'era rumore.

Salì sulla pianta e vide due giganti che combattevano, uno magro e uno grosso. Il magro era buono, il grosso era cattivo. Il bambino aveva detto ai giganti di smetterla, ma i giganti non l'ascoltavano.

Il bambino chiamò tutti i suoi amici per sconfiggere il gigante cattivo. I bambini sconfissero il gigante cattivo  e così non c'era più rumore. 

Da quel giorno i giganti e i bambini divennero amici.