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I bambini e la scuola

Ogni bambino ha per sua natura delle potenzialità e dei bisogni particolari in quanto portatore di diversa personalità, di diverse capacità intellettive, di attenzione, di memoria e così via. Anche se è illusorio pensare che un insegnante possa far effettuare ad ogni alunno della classe, la quale spesso è numerosa, un suo percorso individualizzato di apprendimento, una buona scuola e dei bravi insegnanti dovrebbero riuscire a dare ad ogni allievo l’attenzione necessaria affinché non si sentano e non vengano trattati in maniera anonima. Il racconto di Bruno è, a questo proposito, eloquente.

Il racconto di Bruno

Un bambino con la paura delle interrogazioni.

C’era una volta un ragazzino di nome Carlo il quale prima di essere interrogato era molto spaventato perché temeva che il professore gli avrebbe messo due se non avesse fatto bene. La mattina Carlo cercò in tutti i modi di non andare a scuola, fingendo di sentirsi male. Però non riuscì! Doveva solo affrontare il professore. Quando (il professore) lo chiamò alla lavagna, nessuno capiva perché lui scriveva tremolante. Appena il professore disse di disegnare un parallelogramma lui riuscì a farlo perfettamente. Questo professore di cui tutti avevano paura era diventato amico, perché appena finita la lezione lo portò fuori con lui dicendogli di continuare così con buona volontà. Il bambino passò alle classi superiori e fece notare a tutti di essere un piccolo grande genio.

 

Il racconto di Bruno evidenzia molto bene il “miracolo” che può fare un buon professore con un piccolo, semplice gesto.

In questo racconto, un bambino è notevolmente spaventato dalle interrogazioni per cui, di conseguenza, ha paura della scuola (C’era una volta un ragazzino il quale prima di essere interrogato era molto spaventato perché temeva che il professore gli avrebbe messo due se non avesse fatto bene). (Quando lo chiamò alla lavagna, nessuno capiva perché lui scriveva tremolante). Questo ragazzino fa di tutto, fingendosi malato, per non andare (La mattina Carlo cercò in tutti i modi di non andare a scuola, fingendo di sentirsi male). Tuttavia, nonostante il terrore, è bastato poco a questo professore per sminuire di molto le sue paure (Questo professore di cui tutti avevano paura era diventato amico, perché appena finita la lezione lo portò fuori con lui dicendogli di continuare così con buona volontà).

Il racconto di Giuseppe

Come sfuggire alla scuola

Per alcuni bambini la scuola viene giudicata come una situazione di tormento dalla quale è difficile sfuggire anche andando al Polo Nord!

Il racconto di Giuseppe ne è un esempio.

C’era una volta un bambino che si chiamava Francesco, aveva una sorella e un fratello. Una volta è andato a scuola, ha cominciato a fare i compiti e si è annoiato. Allora si nascose e non andò più a scuola. Mamma e papà così lo trascinarono a scuola mentre stava dormendo. Ma Francesco ha trovato una via di fuga al Polo Nord. Babbo natale lo riportò dai genitori e, quindi, di nuovo a scuola. Francesco allora pensa: la vita è così. Ma poi pensa: “Aspetta posso farmi venire una malattia!”. (Anche questo espediente non funzionò per cui…) Francesco un giorno porta il suo computer a scuola le maestre così lo hanno mandato all’asilo per punizione, ( un luogo questo) dove si gioca, non si studia. Così Francesco è felice.