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Infedeltà e gelosia

 

 

Autore: Emidio Tribulato

 

L'infedeltà

 


 

L’aumento dell’infedeltà

Quando l’intesa amorosa, che si stabilisce tra un uomo e una donna, si rende concreta in un legame progettuale importante, finalizzato alla vita e proiettato nel futuro, il rapporto stabile e privilegiato con il partner, che si rende concreto nel fidanzamento e poi, ancor più, nel matrimonio vive di dialogo, scambio, solidarietà, complicità, sostegno e appoggio reciproco. Questo rapporto soprattutto vive ed è sostenuto da una condizione di stabilità e continuità che sono indispensabili per la nascita della fiducia, della stima, dell’amore e della donazione reciproca.

Poiché la fedeltà dell’uno, stimola nell’altro il bisogno di ricambiare tali comportamenti responsabili, attenti e rispettosi, un rapporto stabile ed esclusivo tra i due sessi è fondamentale per costruire la fiducia di base verso l’altro, ma anche per avere una visione positiva dei rapporti amorosi. Quando tutto ciò viene a mancare, quando il legame con la persona che amiamo e stimiamo è inficiato da infedeltà e tradimenti, quando uno dei due instaura con altri, quel rapporto e legame privilegiato che dovrebbe essere fondamento d’ogni coppia sana e responsabile, allora non possiamo che aspettarci delle conseguenze traumatiche e gravi. Tra queste conseguenze sicuramente la più drammatica e distruttiva è data dal sorgere o dall’accentuarsi dei comportamenti aggressivi e violenti.

Sono descritti vari tipi d’infedeltà.

L’infedeltà relazionale

Questa è dovuta all’insoddisfazione nei rapporti con il proprio partner a causa d’una mancanza nell’intesa sessuale, nella comunicazione, nella comprensione o nel sostegno reciproco. In questi casi l’intesa e il dialogo produttivo tra le due persone sono deteriorati a causa dei sentimenti sopiti o totalmente spenti, che non permettono agli impulsi amorosi di offrire gli apporti sperati, fatti d’intimità e benessere psicologico. L’impoverimento o la stanchezza della vita a due, non solo non dà più frutti positivi ad entrambi ma diventa motivo di continua sofferenza e tristezza, per il nascere di atteggiamenti malevoli e distruttivi, ma anche per l’insorgere di gelosie morbose, aggressività e ripicche reciproche.

Tutto ciò rende la casa luogo di scontro e non d’incontro e la vita a due non un modo per aiutarsi a vicenda ma per farsi del male a vicenda, mediante continui dispetti e cattiverie nei confronti dell’altro, senza esclusione di colpi. La relazione rischia di diventare uno strumento per togliere qualcosa all’altro, per mortificare e aggredire l’altro e non certo per gratificarlo e dargli gioia, sicurezza e appagamento.

L’infedeltà compensatoria

Gli infedeli di questo tipo cercano di colmare il vuoto che avvertono nella convivenza o nel matrimonio, investendo in una relazione complementare e compensatoria [1]. In definitiva la personache tradisce mantiene la non perfetta e soddisfacente relazione coniugale, per evitare la rottura del matrimonio, che comporterebbe importanti conseguenze economiche e gravi esiti sui figli e nell’ambiente sociale ma, nello stesso tempo, cerca all’esterno della coppia una relazione, a volte molto fuggevole, come può essere quella con una prostituta, oppure stabile nel tempo con un’amante, che in qualche modo riesca a compensare le carenze di cui soffre nel rapporto con il partner.

 

L’infedeltà pretesto

Questo tipo d’infedeltà è attuato da entrambi i sessi, ma soprattutto dalle donne, che lo giudicano come lo strumento più rapido e idoneo a provocare la rottura del matrimonio, ben sapendo che da parte dell’uomo è difficile perdonare un eclatante tradimento sessuale o sentimentale.

L’infedeltà per vendetta

In questo caso si tradisce per vendicarsi di un torto subìto, così che l’altro provi lo stesso dolore e la stessa sofferenza. I torti possono riguardare la sfera sentimentale e sessuale ma possono anche riguardare patti e condizioni non rispettate, violenze subite o anche semplicemente richieste e capricci non soddisfatti da parte del partner. 



Infedeltà nevrotica

Una delle forme nevrotiche di vivere le relazioni di coppia è quella di cercare continuamente delle altre persone alternative, trascurando, senza un particolare motivo, quella che già si vive e con la quale, forse, è stata già formata una famiglia. In questi casi il soggetto è bensì soddisfatto della sua compagna ma avverte un bisogno incoercibile di vivere altre storie alternative[2]. A volte si tratta soltanto di un bisogno inconscio di dimostrare a sé stessi, prima che agli altri, le proprie capacità di fascino, seduzione o virilità. Altro comportamento nevrotico è spesso quello effettuato da uomini e donne d’una certa età, che lasciano la moglie o il marito per risposarsi o convivere con qualcuno molto più giovane di loro. In questo comportamento si può scorgere l’intento di verificare, aver prova e sostenere le proprie capacità di seduzione e l’incapacità di accettare il trascorrere del tempo, ma anche il bisogno di risvegliare, nell’incontro con un corpo giovane, gli ultimi bagliori di emozioni sentimentali e sessuali invecchiate e quindi da tempo sopite. Queste persone passano spesso dall’esaltazione provata per la conquista di un partner più giovane e bello di loro, alla depressione più nera e profonda, nel momento in cui l’entusiasmo iniziale si sgonfia, la novità e la passione perdono il loro mordente oppure non si vogliono più subire umilianti ricatti.

 I bisogni nevrotici sono frutto di un’educazione e formazione umana poco attenta ai bisogni e alle necessità profonde dei minori. Quando poi questi si affacciano alla vita adulta, portano con sé una personalità disturbata da conflitti interiori non risolti, cosicché sono facili prede e vittime di bisogni e comportamenti francamente immaturi. Se a questo tipo di personalità infantile si aggiunge la mancanza di un bagaglio formativo ricco di valori fondamentali, come l’onore, la lealtà, la responsabilità, la correttezza, l’impegno verso l’altro e verso la società, si potranno comprendere molto bene i comportamenti di queste persone.

L’infedeltà multipla

Alcuni, quando non riescono a trovare la persona perfetta da amare, che possa soddisfare pienamente tutti i loro bisogni estetici, sociali, economici, sessuali e sentimentali, sperano di ottenere la donna o l’uomo perfetto, frequentando più persone. In tal modo possono prendere da ognuna di esse una o più qualità cercate e desiderate. In definitiva l’infedele multiplo s’illude di creare, come in un puzzle, l’uomo o la donna sognata prendendo da una persona il corpo scultoreo, dall’altra l’intelligenza vivace, da un’altra i soldi o la cultura, da un’altra ancora le capacità amatorie e così via. È inutile dire che questa è solo un’illusione, poiché volente o nolente in ogni relazione che s’intraprende, è impossibile scindere gli aspetti positivi da quelli negativi. Per tale motivo l’infedele multiplo sarà costretto ad accettare, insieme ai pregi, anche i difetti di ogni persona frequentata.

 

L’infedeltà dovuta alla solitudine e alla lontananza

Nella nostra società globalizzata è frequente l’adulterio provocato dalla lontananza fisica del partner per motivi di lavoro. Gli uomini e le donne che si spostano per lavoro lontano da casa sono in Italia oltre seicentomila. Sono chiamati “i pendolari della famiglia”. Le coppie restano divise per la maggior parte della settimana da centinaia, se non da miglia di chilometri, avendo soltanto come unico legame relazionale i telefoni, le video - chiamate e i messaggini. In queste “famiglie pendolari”, il più delle volte i figli stanno con la madre, mentre il padre resta lontano per quasi tutta la settimana in un’altra città o, a volte, in un’altra regione, se non in un altro stato, per tornare in famiglia soltanto il venerdì sera o il sabato mattina. Anche se più raramente può succedere il contrario, per cui è il padre che resta con i figli che, di fatto, sono prevalentemente gestiti dai nonni, ed è la moglie che, nei fine settimana, si sposta per raggiungere il marito.

In questi casi i due partner si ritrovano, per lunghi periodi soli, in ambienti diversi e in città diverse e si relazionano per molti giorni con persone diverse. Ciò può favorire senza dubbio il tradimento consolatorio, causato dalla solitudine e della maggiore fragilità psicologica. Questa situazione può però provocare nel tempo una grave e insanabile frattura nella coppia.

Oltre alla solitudine e alla fragilità psicologica, nei predetti casi i motivi che spingono all’infedeltà di coppia possono nascere anche dai conflitti che si creano nel momento in cui, uno dei due o entrambi, avrebbero voluto che l’altro, rinunciando al suo lavoro o gestendolo in maniera diversa, avesse potuto rinunciare a spostarsi in un’altra città e restare vicino alla famiglia.

L’infedeltà “usa e getta” o “ mordi e fuggi”

 Se, come abbiamo detto sopra, in alcuni periodi e in alcune società il tradimento può nascere a causa della solitudine, della mancanza di comunione e dialogo, per la scarsa attenzione ai bisogni dell’altro o per motivi di nevrosi, per cui il partner infedele si sente in qualche modo giustificato nei suoi comportamenti, nel nostro periodo storico, con la massiccia diffusione della libertà sessuale e sentimentale, l’infedeltà ha assunto altre e più gravi caratteristiche.

Alcune persone, ed oggi sono tante, vedono la vita e il rapporto con gli altri in modo estremamente semplicistico, individualistico ed edonistico. Pertanto, non credendo nella monogamia o nella fedeltà, si sentono in diritto di avere rapporti sentimentali e sessuali con chi capita, quando capita, senza porsi alcun problema etico o morale. Queste persone pensano che sottomettersi alla legge morale significa reprimersi[3].

I motivi sono tanti:

  1. Nelle società occidentali, le norme religiose e morali hanno perduto ormai da molto tempo, la capacità di indirizzare i comportamenti privati. La bontà di un’azione è giudicata da quello che ci si aspetta di ottenere in quel momento e non dalla considerazione che quell’azione sia giusta o ingiusta, sia conforme ai dettami della coscienza oppure no, sia o no moralmente lecita. In definitiva il danno che quell’azione può comportare alla stessa persona che la compie o agli altri, non è tenuto in alcuna considerazione o è ampiamente sottovalutato. In un’orgia di consumismo, individualismo, libertà sfrenata, senza alcun punto di riferimento ad un sistema di valori morali che trascenda l’individuo, è la persona stessa che crea i propri valori. “Un tempo era la società a giudicare una certa relazione sessuale morale o immorale, giusta o ingiusta; oggi i singoli si sono presi questo diritto di giudicare” (Harding, 1951, p. 212).  Il criterio ultimo per distinguere il bene dal male è suggerito dall’autorealizzazione e dal soddisfacimento immediato dei propri desideri e bisogni. Per tali motivi è concessa a tutti la possibilità di rendere ogni scelta sentimentale e sessuale totalmente e facilmente reversibile, in base ai propri desideri e bisogni del momento. A tutti, in definitiva, è concessa la possibilità di tornare sui propri passi, in modo tale da essere pienamente liberi nelle varie e molteplici relazioni. Pertanto, quando si ritiene che una situazione sentimentale o sessuale, che oggi è chiamata semplicemente “storia”, non sia sufficientemente valida e confacente, questa può essere interrotta in qualsiasi momento, con estrema facilità con un semplice messaggino, senza minimamente preoccuparsi delle conseguenze che questo tipo di comportamenti può provocare alle persone coinvolte, ai minori e alla società nel suo complesso. Per Harding [4]: “Il caos che oggi regna nella morale sessuale è un fatto assolutamente moderno. In altre età il codice mutava con l’andar dei secoli; ma in genere, tutti quelli che si trovavano nelle medesime circostanze si attenevano a uno stesso codice”.
  2. L’amore è spesso ridotto a semplice infatuazione momentanea, se non a un’immediata soddisfazione sessuale. Aboliti ogni norma, ogni dovere, ogni obbligo morale o religioso, nonché ogni regola di comportamento, tacitati i sensi di colpa, pur d’inseguire il sogno e il desiderio di una felicità imperitura o almeno qualche ora o momento di piacere, non resta altro che scegliere la persona che più ci aggrada e ci attira o che in quel momento aneliamo conoscere, anche se, obiettivamente, si tratta soltanto dello sfizio d’un momento. In tal modo, pur di soddisfare ogni nostro immediato interesse, desiderio o capriccio, sono possibili infinite scelte e cambiamenti. Tra l’altro questa molteplicità di scelte è giudicata, dalla nostra odierna società occidentale, come qualcosa di moderno, poiché tende a rompere i rigidi schemi e dettami del passato. Per tale motivo lo scegliere come partner la persona che più ci aggrada, non importa se già fidanzata, sposata o convivente, è giudicato da ampi strati sociali un comportamento non solo naturale ma anche adeguato ai nostri tempi.
  3. Altra causa della continua e incessante ricerca di altre persone con le quali avere dei rapporti “mordi e fuggi” è data dai numerosissimi messaggi che riceviamo ogni giorno, ad opera di un consumismo imperante. Messaggi che ci stimolano a sostituire e cambiare tutto ciò che non risponde ai nostri desideri e bisogni del momento. Pertanto, se quella donna o quell’uomo con cui abbiamo instaurato una relazione non ci dà in quel momento, ciò che ci aspettiamo, è giusto e sacrosanto cercare un’altra donna o un altro uomo, che ci offra quanto da noi in quel momento desiderato e cercato.
  4. A ciò si aggiungono gli stimoli presenti in una società fondata sui sentimenti e sulle emozioni del momento. Questo tipo di società insegna a disprezzare e disfarsi di ogni rapporto stanco e deludente, privo di quella passione e di quel mordente che possedeva nel periodo dell’innamoramento, proprio come di un bene di consumo “usa e getta” e giacché è risaputo che nel tempo, il calo della passione in una coppia non solo è fisiologico ma è anche scontato, è evidente che in questa logica sono molto pochi i rapporti che hanno la possibilità di salvarsi e di essere duraturi.
  5. Vi è poi un altro elemento da non sottovalutare ed è la convinzione diffusa da una psicologia spicciola, poco o nulla scientifica, che collega il nostro malessere personale alle persone che in quel momento frequentiamo. Come dire: “Se tu non sei felice, anzi sei triste, ansioso, soffri di disturbi psicosomatici, sappi che quasi sicuramente, questi problemi sono dovuti alle persone che frequenti. Pertanto per curare il tuo umore, la tua ansia, la tua depressione è necessario cambiare vita. Soprattutto è necessario rimpiazzare le persone che ti stanno vicino, poiché sicuramente sono loro la causa dei tuoi malesseri”. Cosa molto spesso non vera, poiché buona parte dei nostri problemi psicologici ha origini molto lontane nel tempo.
  6. I facili rapporti mordi e fuggi sono dovuti anche alla frattura di quel gioco delle parti legato ai ruoli sessuali. Non più gli uomini che “ci provano”, mentre le donne con maggior criterio e sano discernimento selezionano e giudicano e per lo più negano di lasciarsi trasportare da avventure inconcludenti o negative, ma “tutti insieme appassionatamente”, uomini e donne alla ricerca di “storie” che siano apportatrici, anche se per pochi giorni, poche ore o qualche minuto, di passioni, piaceri ed emozioni violente, consumate in fretta, che si concludono altrettanto rapidamente lasciando molto amaro in bocca.

Per tali motivi se fino a qualche anno fa la libertà sentimentale e sessuale era ammantata della necessità di rispondere all’impulso amoroso e pertanto si affermava con forza: “Va’ dove ti porta il cuore”; o anche “Al cuore non si comanda”, oggi la motivazione sentimentale non è più necessaria. Il “mi piace e basta” serve a tappare la bocca a chiunque osi criticare o limitare ogni atteggiamento e comportamento iperliberale. “Mi piace e basta” quell’uomo, quella donna, quel gay, quella lesbica, quel transessuale. “Mi piace e basta”. E non importa se accanto a me o alla persona che mi piace avere come amante, vi è qualcuno che ha investito su quella relazione sogni, pensieri, sentimenti e anni della propria vita. Non importa se vi sono dei figli che soffriranno e grideranno il loro sconcerto, la loro inquietudine e la loro rabbia. “Mi piace e basta”. Queste quattro semplici paroline sono sufficienti a scacciare ogni critica e senso di colpa anche nei confronti delle reti familiari. Per Pirrone [5]:

“La relazione amorosa assume forme svariate, divenendo una realtà informe e mutevole, senza più tratti caratterizzanti, nemmeno quelli della differenza sessuale - contestata dalla cultura omosessuale e dalle recenti teorie del gender – né dalla generazione personale dei figli, aggirata dalle tecniche di fecondazione artificiale! La sempre maggiore flessibilità dello stare insieme, il credere sempre e comunque che tutto è relativo, trova riscontro, per esempio, in una nuova forma di relazione amorosa, definita “Living Apart Together” (Vivere insieme a parte o Vivere non insieme) LAT che va ad affiancarsi alle già presenti forme di convivenza senza matrimonio ”.  In questo tipo di relazioni le coppie decidono di vivere in casa separate. [6]

D’altra parte trovare un altro o un’altra che sia disponibile a questo tipo di rapporti, è diventato estremamente facile. È possibile “agganciare” un’altra o un altro per strada, sull’autobus o in metropolitana. È possibile farlo nell’ambiente di lavoro, come in palestra o in discoteca. In ogni luogo vi è la possibilità di effettuare incontri brevi, stuzzicanti e piacevoli. Per prendere contatto, incontrare e iniziare non una ma una molteplicità di “storie” che possono concludersi in pochi giorni o anche in pochi minuti di sesso vissuti nei bagni di qualche locale, vi è la possibilità di utilizzare internet e gli altri mezzi elettronici. Questi strumenti tecnologici, presenti ormai in ogni casa, come in ogni tasca o borsetta, sono pronti a mettere a disposizione e offrire, in ogni ora del giorno e della notte, centinaia di siti d’incontri reali e virtuali, che è possibile frequentare più o meno protetti dall’anonimato. Se tutto ciò non dovesse bastare, è possibile utilizzare i vari social network e chat, con i quali si possono inviare e ricevere centinaia di messaggi accattivanti. Pertanto, ormai da qualche decennio, il cercarsi, il trovarsi, l’innamorarsi o semplicemente il fare sesso, stando comodamente seduti nella propria casa, nel proprio ufficio o nel posto di lavoro, è diventato molto facile e immediato.

Per attirare e provocare l’attenzione dell’altro o dell’altra, può essere utile un corpo scultoreo. E ciò si prova ad ottenere frequentando le affollatissime palestre o iniziando interminabili diete. In aggiunta ad un corpo perfetto si può ricorrere a vari stratagemmi, tra i quali l’uso di numerose esplicite comunicazioni verbali e non verbali rivolte verso l’altro. Spesso si sprecano, in un clima di piena libertà e amicizia, sorrisi, atteggiamenti e ammiccamenti, che trasmettono segnali di disponibilità affettiva, amorosa o semplicemente sessuale.

Allo stesso modo è accettato e incoraggiato, perché così fan tutti, il portare degli indumenti capaci di sorprendere, provocare, attirare, sedurre. Vestiti e accessori che stimolino l’interesse e i desideri, così da invogliare l’altro a lasciarsi andare ai sospirati approcci. Indumenti quindi capaci di evidenziare, esaltare e scoprire le parti del corpo atte a provocare un’intensa stimolazione sessuale. E tutto ciò non solo senza alcuno scrupolo verso il pudore, ma anche senza preoccuparsi minimamente che questi messaggi possano anche essere recepiti da persone che non vorremmo affatto incontrare sulla nostra strada.

Tuttavia, nonostante il nostro bisogno di socialità e dialogo vero e profondo, nonostante la facilità nell’iniziare una relazione, ci accontentiamo anche di esperienze sessuali molto povere che sfociano nel ridicolo, come gli scambi di coppia o, peggio ancora, l’uso di bambole di gomma e robot erotici.

Le conseguenze

Il tradimento non è mai esente da una certa dose di sofferenza. I vissuti della persona ingannata possono essere molteplici ma sono sempre molto dolorosi, se non drammatici e traumatici.

  • C’è, prima di tutto, un lutto da elaborare poiché abbiamo lasciato un compagno eppure una parte inconscia resta legata a lui.
  • L’infedeltà compromette il dialogo interpersonale, poiché la comunicazione tra i due partner, mancando la stessa base su cui poggiare, crescere e alimentarsi, rappresentata dalla reciproca lealtà, rischia di scemare o anche di spegnersi.
  • Il tradimento subìto mette contemporaneamente in crisi la fiducia negli altri e quella in se stessi: “Cos’ha quello che io non ho?”, “Cos’ha da dare che io non riesco a dare?”, “Cos’ha visto quella in lui che io non ho visto?” Con l’animo lacerato si scopre di non conoscere l’altro. Si vede la persona amata diversa da come la si è sempre pensata. In definitiva la positiva immagine mentale di chi è a noi fisicamente vicino, di chi ci dovrebbe amare e rispettare, è svilita e compromessa. Si scopre di non conoscere se stessi e le proprie qualità, ci si sente deboli e impotenti. Il tradimento è, infatti, una sconfitta che genera dubbi angosciosi sulle proprie qualità personali o sulle proprie capacità nella scelta della persona d’amare.
  • L’infedeltà genera dubbi sugli scopi della propria stessa esistenza: che senso ha la vita se non ci si può fidare neanche della persona che si ama e che diceva di amarci?
  • L’infedeltà fa scadere il senso della propria responsabilità: “Se essere seri e fedeli porta a queste conseguenze, è meglio non essere responsabili e prendere dalla vita e dagli altri tutto quello che capita, quando capita, senza porsi alcun problema”.
  • Una delle conseguenze più gravi del tradimento è la destabilizzazione della psiche della persona tradita, giacché quel comportamento riesce a sconfiggere alcune certezze: come la fiducia negli altri, nell’essere coppia e che l’amore sia per sempre.
  • L’infedeltà stimola l’altro a tradire a sua volta. La persona che ha subìto il tradimento pur di consolarsi, pur di migliorare l’autostima, pur di vendicarsi e ricambiare il male ricevuto, è facile che cerchi, a sua volta, di interessarsi e legarsi ad un altro.
  • L’infedeltà stimola sentimenti di vendetta. “Come posso ricambiare il male che mi è stato fatto? Qual è la cosa più cara, alla quale lui/lei tiene che posso sottrargli: i figli, il denaro, l’onore, la vita?”
  • Con l’infedeltà aumenta l’inquietudine e l’ansia. L’animo umano è molto complesso e sensibile ed ha dei bisogni primari, molto chiari e ben definiti, dai quali non può prescindere e fare a meno. Quando possiamo contare sull’amore di un’altra persona, in modo stabile e continuo, avvertiamo un caldo senso di sicurezza che ci permette di vivere con pienezza e serenità la nostra vita relazionale e lavorativa; quando invece viviamo dei rapporti che non hanno caratteristiche di stabilità e continuità, con molta facilità nasceranno e s’insinueranno nella nostra mente intense ansie e inquietanti paure. Tutte emozioni e sentimenti difficilmente gestibili, che spesso degenerano e si traducono in acredine e aggressività verso l’altro che non ha voluto o saputo costruire insieme a noi, qualcosa di solido e duraturo, qualcosa d’importante.
  • Il tradimento stimola sentimenti aggressivi e violenti rivolti non solo verso la persona che ci ha tradito ma anche di riflesso verso persone assolutamente innocenti: come i propri genitori o i genitori dell’altro, i figli, gli amici.

La gelosia

 

 

 Strettamente legato all’argomento precedente è quello della gelosia.

Questa emozione, che si configura come il timore di perdere l’altro o qualcosa che l’altro ci ha dato o ci potrebbe offrire, è una realtà presente in ogni relazione, in tutte le età, in tutti i popoli e in tutte le epoche storiche.

Sappiamo che prova gelosia il bambino verso il fratellino appena nato o nei confronti di quello particolarmente amato da parte di uno o di entrambi i genitori. È gelosa la bambina quando il papà bacia la mamma. Gli studenti sono gelosi dei compagni di classe più benvoluti dagli insegnanti. È gelosa la ragazza adolescente, quando la sua compagna preferisce sedersi nel banco insieme ad un’altra. E’ gelosa la madre quando il figlio dimostra più attenzioni e affetto verso la nonna piuttosto che nei suoi confronti. I figli possono essere gelosi di uno o di entrambi i genitori quando, come avviene oggi sempre più spesso, dopo la separazione o il divorzio, papà e mamma iniziano delle “storie” con nuovi “amici” e “amiche”, “fidanzati” o “fidanzate”, “compagni” e “compagne”. Infine è geloso l’impiegato quando il capufficio dimostra più fiducia nei confronti dell’ultimo arrivato, piuttosto che verso di lui. In questi e in tanti altri casi l’aggressività, che frequentemente viene espressa, è finalizzata a proteggere dagli altri le persone, i sentimenti o le cose ritenute importanti per la propria vita personale, sociale e relazionale.

Perché meravigliarsi allora se nelle relazioni sentimentali e amorose si è gelosi del proprio partner quando si teme, si pensa o si è certi che questi possa offrire o abbia offerto ad un altro, quella presenza, quell’amore, quelle cure, quell’affetto, ma anche quelle manifestazioni sessuali che prima offriva solo a noi? Perché meravigliarsi allora se l’aggressività, che nasce dalla gelosia, si attiva nei confronti di chi attenta al nostro ruolo di padre o madre, di marito o moglie o contro chi ha distrutto o intende distruggere la nostra famiglia, sognata e fantasticata fin dall’infanzia e che si è riusciti a costruire a costo di immensa fatica e abnegazione?

Solo quando sappiamo di poter contare sull’amore di un’altra persona in modo stabile e continuo, avvertiamo quel caldo senso di sicurezza che ci permette di vivere con pienezza e serenità la nostra vita relazionale e lavorativa. Al contrario, quando i rapporti, soprattutto quelli particolarmente intensi e coinvolgenti, non hanno caratteristiche di stabilità e continuità, saranno immancabili le ansie, le paure, le insicurezze e le inquietudini. Emozioni e sentimenti questi che spesso generano e si traducono in gelosia e acredine verso l’altro che non ha voluto o saputo costruire qualcosa di solido e duraturo, ma anche verso chi ci ha sottratto qualcosa di molto importante.

 Il temere, o peggio il constatare, che della presenza, degli affetti, delle emozioni e dei sentimenti che la persona amata ci donava, possano usufruirne altri, può scatenare, come di fatto avviene frequentemente, intense emozioni aggressive e distruttive, fatte di rabbia e collera, non sempre controllabili e controllate. Queste emozioni negative non possono che stimolare e a volte purtroppo fanno mettere in atto, pensieri violenti e distruttivi di vendetta, nei confronti di chi si è allontanato da noi per dare il proprio amore, il proprio corpo, le proprie cure, i propri beni ad altri, ma anche verso chi ci ha sottratto o privato di qualcosa per noi necessario e importante, ma che anche sentiamo che in qualche modo, ci appartiene. In queste occasioni è facile aspettarsi anche una maggiore irritabilità, aggressività e diffidenza verso tutti, ma soprattutto verso il genere sessuale che l’altro rappresenta: “Tutti gli uomini sono…” “Tutte le donne sono …”.

Per quanto riguarda l’altra modalità, che viene spesso suggerita e cioè quella dell’indifferenza e del controllo assoluto delle proprie emozioni, cosa che in parole povere e volgari si traduce in: “Chi se ne frega, lui/lei faccia quello che vuole, io farò lo stesso”, è questa una modalità ancora peggiore della prima, giacché porta all’anestesia dei sentimenti e delle emozioni. Anestesia che rende totalmente fredde e vuote le relazioni umane, anche quelle più intime e profonde.

Tra l’altro, per alcuni autori ciò è praticamente impossibile per una persona con normale equilibrio psichico. Per Andreoli[7]:

 “La gelosia dipende dall’attaccamento verso persone e cose ed è proporzionale alla loro importanza. L’amore e la gelosia sono due facce della stessa realtà: chi afferma di voler bene a una donna tanto da desiderare soltanto la sua felicità, anche con un altro, è un masochista folle, un razionalista delirante”.

 

Gelosia fisiologica e patologica

Spesso oggi, come in passato, si dibatte se nei rapporti di coppia sia accettabile o meno la gelosia. I detrattori di questo sentimento giudicano la gelosia con molta severità. Per questi non è amore ma possesso, anzi è considerata “Il veleno dell’amore”, “Il sentimento che distrugge l’amore”, “Una forma esplicita di mancanza di fiducia e di rispetto nei confronti di chi sta accanto a noi”, “Qualcosa che può annientare l’intesa tra i sessi”, “Ma anche qualcosa capace, tra l’altro, di innescare dei conflitti difficilmente risolvibili, che possono sfociare in tragedia”. Per tali motivi, i detrattori della gelosia pensano che gli individui che si fanno coinvolgere da questo sentimento siano sicuramente delle persone psicologicamente disturbate e represse ma siano anche dei retrogradi che ancora nutrono sciocchi sentimenti possessivi.

Altri invece ritengono che questo sentimento non sia stato inventato da uomini e donne possessivi ed egoisti ma che sia fondamentale al benessere delle singole persone, delle famiglie e della società. Essi credono inoltre che un po’ di gelosia lusinghi il partner, facendolo sentire importante, anzi essenziale per il benessere dell’altro e che le dimostrazioni della gelosia siano salutari e gratificanti, poiché in definitiva sono delle dimostrazioni d’amore.

D’altra parte come dimenticare che anche l’uomo, come tutti gli animali, possiede l’istinto di proteggere quanto è suo, quanto gli è caro, quanto è indispensabile alla propria salute fisica e psichica? In definitiva attaccare chi ci minaccia, chi ci sottrae qualcosa d’importante o non tiene conto dei nostri sentimenti e bisogni, è un comportamento istintivo fondamentale per la sopravvivenza dell’individuo e della specie.

La diffusione di questo sentimento ci fa quindi pensare che la gelosia fisiologica sia naturale e normale, poiché ha degli scopi ben precisi e importanti in ogni relazione. Essa nasce, ripetiamo, dal bisogno istintivo di avere accanto a sé in modo continuo la o le persone che possono darci il loro affetto, il loro amore, la loro passione, le loro cure, le loro attenzioni e quindi serve a difendere ciò che per noi è fondamentale o comunque importante. Questo sentimento è in fondo uno dei tanti meccanismi atti a proteggerci e tutelarci dalla perdita di qualcosa di essenziale per la nostra vita o per il nostro benessere fisico e psichico.

Dal punto di vista sociale la gelosia è un elemento fondamentale per rendere più stabili le relazioni, tutte le relazioni, soprattutto quelle che costituiscono il fondamento stesso della società, come le relazioni affettive e sessuali, per le quali la stabilità è indispensabile, sia per il benessere psicologico personale di ogni componente la relazione, uomo, donna o minore che sia, sia per costruire e condurre proficuamente un progetto di famiglia serio e funzionale.

Al contrario tutte le società come le nostre, nelle quali sono frequenti e numerose le situazioni d’instabilità affettiva, sono anche quelle nelle quali si registrano più frequenti i malesseri personali, esistenziali e sociali come la depressione, l’ansia, la chiusura ma anche i sentimenti e i comportamenti violenti e aggressivi. Il motivo è semplice da comprendere: quando si teme o peggio si constata, che dei doni di chi ci sta vicino possano usufruirne altri, è facile che si scatenino intense emozioni distruttive fatte di rabbia e collera, non sempre controllabili e controllate o al contrario sentimenti depressivi con manifestazioni di apatia, astenia e chiusura.

Per quanto riguarda invece la gelosia patologica, questa si riconosce facilmente poiché le sue manifestazioni non sono legate alla realtà esterna alla persona, ma sono frutto di conflitti e percorsi psicologici interiori disturbati o alterati. Questo tipo di gelosia è tra l’altro facilmente evidenziabile, per la presenza di proiezioni e difese eccessive e abnormi in soggetti insicuri e ansiosi, non solo nei confronti degli altri, ma soprattutto nei confronti di se stessi e delle proprie capacità e qualità.

Nonostante ciò, si continua a combattere la gelosia fisiologica senza accorgersi minimamente delle tragiche conseguenze che ciò comporta. Tra l’altro, da parte delle leggi dello stato italiano, poche e blande norme sono presenti per cercare di diminuire le occasioni di tradimento. Al contrario è severamente punito che viola la privacy. Sono puniti il marito o la moglie, il fidanzato o la fidanzata che guardano nel telefonino del partner o fanno controllare e fotografare l’altro per escludere o confermare un tradimento. Sono beffeggiati il marito o la moglie, il fidanzato o la fidanzata, che osano manifestare sospetti sulla fedeltà del partner. Si plaude a tutte le applicazioni presenti negli strumenti elettronici immessi sul mercato, che rendono il contatto tra i sessi sempre più facile e alla portata di tutti.

Questa difesa esasperata dell’individuo e non delle relazioni affettive, sessuali e sentimentali che questi vive, ha delle conseguenze disastrose sulla vita relazionale delle persone, giacché le emozioni e i sentimenti non possono essere cancellati, ma solo repressi. Per tale motivo le crociate contro la gelosia fanno diminuire le manifestazioni più sane e fisiologiche di questo sentimento, mentre accentuano il numero e la gravità delle manifestazioni più gravi e patologiche.

Pertanto, se il coniuge non può controllare il telefonino o le e-mail dell’altro per prevenire ed evitare un iniziale rapporto che potrebbe portare all’adulterio, quando poi questo si realizza, squassando e distruggendo l’intesa della coppia ma anche le famiglie interessate, la stessa legge è costretta a intervenire sulle sue tragiche conseguenze. È costretta a intervenire nelle liti tra i coniugi; nei momenti di separazione, divorzio e affidamento dei figli ed è costretta a farsi carico della cura delle problematiche psicologiche dei minori, delle persone coinvolte e della povertà di uno o di entrambi i coniugi. È evidente che tutto ciò comporterà un notevole aggravio economico a carico delle singole persone, della società civile e dello stato.

In molti casi l’assoluta mancanza di prevenzione costringerà successivamente la legge ad intervenire anche sui cosiddetti “drammi della follia”, nei quali, mariti esasperati e umiliati feriscono, aggrediscono o uccidono i figli, le mogli e anche se stessi, mentre queste ultime, altrettanto esacerbate, scaricano la loro aggressività sui minori picchiandoli, uccidendoli o privandoli del loro diritto di continuare ad avere uno stabile e proficuo rapporto con il loro padre.

 

Tratto dal libro di Emidio Tribulato "Ti odio" Conflitto, aggressività e violenza tra i sessi.



[1] Le Van C., Le Gall D. (2011), “I volti dell’infedeltà coniugale”, Psicologia contemporanea, settembre - ottobre  p. 30.

[2] Le Van C., Le Gall D. (2011), “I volti dell’infedeltà coniugale”, Psicologia contemporanea, settembre - ottobre  p. 31.

[3] Harding E., (1951), La strada della donna, Astrolabio, Roma, p. 281.

[4] Harding E., (1951), La strada della donna, Roma, Astrolabio, p. 209.

[5] Pirrone, C.,  (2014), “Come dire: Ti prometto di essere fedele sempre”, Famiglia oggi,  n. 3, p. 54-55.

[6]In Italia, secondo i dati Istat del 2003 la percentuale di coppie LAT nella classe dopo i quaranta anni era del 4,8%. 

[7] Andreoli, V. (1995), La violenza – dentro di noi, attorno a noi, Fabbri editore Corriere della sera, Milano, p. 283.