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 Emidio Tribulato - L'INTESA E LA COMPRENSIONE RECIPROCA

 

 

 

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L’intesa dei genitori è essenziale per una visione serena del mondo e di se stessi.

 Non è necessario che tra i genitori ci sia una grande passione. Non è necessario che in loro, il fuoco dell'innamoramento, arda e bruci come nell'età giovanile o nei primi momenti del loro rapporto. E' necessario, invece, che si vogliano bene.Che tra loro ci sia benevolenza, e quindi rispetto dell'altro, dei suoi bisogni, del suo ruolo. E' necessario che non ci sia tra loro aggressione non solo fisica ma neanche verbale e che si sostengano a vicenda. Ci sia quindi tra di loro complicità, aiuto e comprensione reciproca.

     Avere come coppia, per poi dare ai figli, il senso dell’unione, della complicità, della coesione, è una delle qualità più importanti che dovrebbero possedere dei buoni genitori.   

Il senso della coesione e dell’unione di coppia e di famiglia, dovrebbe essere vissuto intimamente dai genitori e da loro reso evidente alla prole in ogni atteggiamento. Un buon genitore dovrebbe lavorare giorno per giorno affinché l’immagine dell’altro coniuge sia avvertita dai figli nel modo migliore possibile. Ciò si può ottenere soltanto se, sistematicamente, vengono ad essere vissute e sottolineate le caratteristiche positive dell'altro coniuge, mentre nel frattempo si dovrebbe evitare di far evidenziare i tratti negativi o che non si condividono pienamente.  Quando i genitori sono uniti e compatti nel loro approccio educativo, si evita che i figli, giocando sulla conflittualità, sulla divisione e sul diverso modo di vedere i problemi, ottengano ciò che desiderano mediante la solidarietà e la complicità con il genitore " buono” a dispetto e contro quello “cattivo.”

    E’ questo un gioco in cui è facile cadere, poiché siamo istintivamente sensibili agli atteggiamenti seduttivi dei figli. Evitare di contraddirsi ed evitare di litigare, soprattutto per quanto riguarda i comportamenti educativi, dovrebbero essere le regole basilari di ogni coppia di genitori.

    Si formano, a volte, delle complicità ed alleanze: madre e figli contro il padre o viceversa; in altri casi l’alleanza avviene in base ai sessi, papà e figlio maschio contro la mamma e le sorelle, o al contrario papà e figlia, contro mamma e figlio. In ogni caso queste situazioni sono sintomo di patologia della coppia o di problematiche personali non risolte e dovrebbero essere evidenziate, approfondite ed eliminate sul nascere anche con l’aiuto di un buon terapista di coppia.

    Purtroppo queste alleanze patologiche sono in notevole aumento per l’accentuarsi della conflittualità dei coniugi e per il fatto che il femminismo tende a sottolineare alleanze e complicità all'interno dello stesso sesso, contro “l’oppressione maschile”! Riportiamo le regole base di G. Courtois che condividiamo.

                                    LE REGOLE BASE PER DARE IL SENSO

                                               DELL’UNIONE DI COPPIA

•    Non ci contraddiremo mai l’un l’altro dinanzi ai bambini, soprattutto a loro riguardo.

•    Non ci faremo mai rimproveri in presenza dei bambini.

•    Mai uno autorizzerà di nascosto quello che l’altro ha proibito.

•    Nessuno dei figli sarà confidente delle nostre mutue pene.

•    Mai faremo allusione ai difetti e, soprattutto, alle colpe dell’altro.

•    Mai l’uno dirà qualcosa che possa diminuire il rispetto o l’affetto dei bambini verso l’altro.

•    Mai diremo a un bambino: “ Soprattutto non parlarne a tua madre!” o “ Non dire nulla al babbo.”

•    Avremo positivamente la preoccupazione di rinforzare la nostra autorità vicendevole in tutte le circostanze. (G. Courtois)

                                                                                                                       

Tratto dal libro di Emidio Tribulato "L'educazione negata Edizioni E.D.A.S.