Il percorso di Stefania

Il percorso di Stefania

Anna Curcuruto: psicologa

IL PERCORSO DI STEFANIA

Stefania è una bambina con chiusura autistica. Questa chiusura, nella prime osservazioni, si manifestava con linguaggio molto ridotto, disturbi nella socializzazione ed integrazione con gli adulti e i coetanei, presenza di stereotipie motorie, crisi nervose, aggressività, estraniamento dalla realtà, uso non consueto dei giocattoli e terrore notturno.

I genitori avevano richiesto un primo colloquio quando la bambina aveva tre anni e sei mesi. Avevano notato, come primo sintomo, un linguaggio ridotto alla sola lallazione. Nel tempo erano emersi episodi di rabbia e pianto apparentemente immotivati, oltre a comportamenti aggressivi. Presentava, inoltre, delle stereotipie motorie: batteva violentemente le mani e correva in maniera caotica. A volte si isolava e prediligeva il gioco solitario.

Dall’osservazione effettuata nel Centro Studi Logos di Messina emergeva uno sguardo assente e vuoto, uno scarso contatto oculare, frequente estraneamento dalla realtà, attenzione scarsa verso gli oggetti e le persone, presenza di ecolalie, utilizzo non consueto dei giocattoli.

Stefania aveva frequentato l’asilo nido per circa un anno e mezzo. L’inserimento iniziale era stato difficile, ma, dopo le prime settimane, la bambina aveva mostrato una maggiore accettazione del contesto scolastico.

Nel valutare il quadro complessivo, è importante considerare che diversi fattori ambientali potevano aver  inciso sul benessere e sullo sviluppo emotivo di questa bambina. Potevano aver rappresentato elementi di stress il periodo della pandemia da Covid-19, l’eventuale clima di ansia vissuto in famiglia, un inserimento precoce fuori dal contesto domestico e un’esposizione prolungata agli strumenti elettronici.

Dagli operatori del centro viene suggerito ai genitori di avviare una terapia affettivo-relazionale con l’utilizzo del Gioco libero autogestito. Questa modalità di gioco è caratterizzata da autonomia e piena libertà del bambino, che può scegliere il gioco che più preferisce. In questo quadro di gioco il genitore deve riuscire a inserirsi in modo delicato e spontaneo nell’attività del figlio, aiutandolo e non forzandolo.

Viene, inoltre, consigliato ai genitori di creare, attorno alla bambina, un ambiente sereno, evitando per il momento di assumere un ruolo educativo nei suoi confronti, almeno finché non la figlia non sarà uscita dalla chiusura autistica. Inoltre, viene raccomandato di evitare i luoghi che possano creare stress o ansia alla bambina e di evitare completamente l’esposizione agli strumenti elettronici.

UN MESE DOPO LA PRESA IN CARICO

La madre racconta che la bambina presenta ancora crisi di rabbia frequenti senza un apparente motivo. Adesso non frequenta più l’asilo. I genitori sostengono di passare del tempo piacevole con Stefania e di non ricorrere più ai rimproveri. Nonostante gli episodi di rabbia, la bambina sembra nel complesso più vivace e serena. Presenta meno aggressività e meno stereotipie motorie.

I genitori appaiono molto motivati ad aiutare la bambina e fiduciosi del tipo di terapia intrapresa.

DUE MESI DOPO LA PRESA IN CARICO

La bambina è migliorata rispetto ai precedenti incontri. I genitori la vedono più serena. I comportamenti stereotipati tendono a diminuire sempre più. Ultimamente dorme tranquilla e non sono più presenti episodi di paure notturne. Il linguaggio verbale è ancora assente, ma la bambina sembra desiderosa di comunicare. Una novità importante è riportata dai genitori: Stefania è stata al ristorante ed è riuscita a mantenere la calma in un contesto non familiare.  

TRE MESI DOPO LA PRESA IN CARICO

Stefania appare ancora più tranquilla. È descritta come una bambina vivace, che interagisce con gli altri. Ama giocare con il papà, le piace stare sulle sue spalle e fare le giravolte.  Il coinvolgimento emotivo con entrambi i genitori è più presente. Il livello di linguaggio è rimasto invariato ma utilizza il contatto visivo in modo più efficace.

Le stereotipie sono quasi totalmente scomparse. Le crisi nervose avvengono raramente, di solito quando a Stefania non è concesso di fare qualcosa che desidera.

La bambina appare presente e partecipe, non si assenta più dalla realtà. Mostra un aumento dell’espressività emotiva. L’alimentazione adesso è molto più varia. La notte dorme tranquilla.

CINQUE MESI DOPO LA PRESA IN CARICO

Negli ultimi mesi i genitori hanno osservato cambiamenti significativi. Durante un recente episodio influenzale, la bambina si è mostrata insolitamente tranquilla; in passato, invece, in queste occasioni, presentava una tolleranza alla frustrazione molto bassa.

Si registrano progressi anche sul piano comunicativo. Mentre la madre cantava “Nella vecchia fattoria”, Stefania ha riprodotto spontaneamente i versi degli animali. In un’altra occasione ha preso il telefono giocattolo dicendo “pronto”. Sta iniziando a pronunciare diverse parole, seppur ancora con articolazione poco chiara, segnale comunque di un’evoluzione nel linguaggio espressivo.

Rispetto al passato sono scomparse le stereotipie, le paure notturne, le crisi nervose e l’aggressività.

Dal punto di vista relazionale, i genitori riferiscono che la bambina appare più aperta e coinvolta nei loro confronti. La famiglia riferisce di trascorrere molto tempo insieme all’aperto, dedicandosi ad attività condivise come il gioco sul trampolino, il monopattino e il gioco con la palla. Questo clima più disteso e partecipativo viene percepito dai genitori come un cambiamento importante.  Descrivono Stefania come “un’altra bambina”, esprimendo gratitudine e riconoscendo i benefici del percorso terapeutico intrapreso.

SEI MESI DOPO LA PRESA IN CARICO

Tra i progressi più significativi si evidenzia un’evoluzione importante nell’area del linguaggio: Stefania mostra un crescente desiderio di comunicare, prova a parlare e ha iniziato a nominare gli oggetti di uso quotidiano. Anche nei momenti di pianto riesce ora a rendere più comprensibili ai genitori le motivazioni del proprio disagio. Segnale questo di una maggiore intenzionalità comunicativa.

Sul piano relazionale, frequenta la ludoteca senza particolari difficoltà. Si avvicina spontaneamente agli altri bambini e ricerca il loro contatto, anche se l’interazione non è ancora strutturata in uno scambio reciproco.

Si registrano inoltre progressi nell’autonomia: dorme da sola nella sua stanza e nel proprio lettino,  e risponde più facilmente in modo affermativo alle richieste dei genitori.

NOVE MESI DOPO LA PRESA IN CARICO (osservazione presso il Centro Studi Logos)

L’osservazione è stata condotta in modalità non strutturata, lasciando alla bambina la massima libertà di esplorazione.

Fin dall’inizio la piccola è apparsa disorganizzata nei movimenti e nella scelta delle attività, con difficoltà a strutturare un gioco in autonomia. Durante la seduta ha alternato momenti di corsa e vocalizzi, a brevi fasi di coinvolgimento nei giochi, soprattutto quando affiancata in modo non direttivo. L’uso del linguaggio verbale è risultato assente nella relazione con l’adulto, mentre erano presenti vocalizzi. L’attenzione è apparsa discontinua, con facile distraibilità e irrequietezza motoria.

In presenza dei genitori ha mostrato maggiore coinvolgimento e sicurezza, pronunciando alcune parole isolate (“papà”, “colori”), pur continuando a comunicare soprattutto tramite vocalizzi. Dopo circa 45 minuti sono emersi segni di affaticamento, con aumento dei vocalizzi e minore regolazione comportamentale.

Nel complesso, l’osservazione evidenzia un funzionamento caratterizzato da esplorazione inizialmente disorganizzata, gioco poco simbolico e linguaggio verbale limitato, ma anche la presenza di segnali relazionali positivi, apertura al contatto e maggiore partecipazione in un contesto percepito come sicuro, soprattutto accanto ai genitori.

CINQUE MESI DOPO L’ULTIMO INCONTRO

Dopo cinque mesi, i genitori decidono di fissare un nuovo incontro online. La madre racconta dei progressi della figlia durante il periodo estivo. La bambina si era mostrata molto più aperta, socievole giocando con gli altri bambini al parco e in ludoteca. Proprio per questo i genitori avevano deciso di inserirla alla scuola materna. Inizialmente sembrava procedere bene, la bambina non mostrava segnali di disagio. Tuttavia, dopo circa tre settimane la madre aveva notato dei cambiamenti negativi molto significativi: la bambina appariva più nervosa, meno sorridente e si estraniava spesso dalla realtà.  Presentava, inoltre, crisi di pianto immotivato, difficili da calmare. Dal punto di vista comunicativo, la bambina aveva smesso di pronunciare le parole che aveva acquisito nell’ultimo periodo. La bambina mostrava un eccessivo bisogno di vicinanza nei confronti della figura materna, desiderando dormire con quest’ultima e non volendo accettare, accanto a sé, la presenza di nessun altro, compreso il padre.

Per tali motivi i genitori avevano deciso di interrompere la frequenza scolastica. Già dopo una decina di giorni dalla sospensione della frequenza dell’asilo la bambina risultava più tranquilla.

UN MESE DOPO LA RIPRESA DELLA TERAPIA

Dopo aver sospeso la frequenza dell’asilo e dopo aver ripreso la terapia affettivo – relazionale che utilizza il Gioco Libero Autogestito, i genitori hanno notato significativi miglioramenti nei comportamenti e nelle competenze della bambina. Il linguaggio sta progressivamente comparendo nuovamente. La bambina tende ad utilizzare un tipo di linguaggio personale, ma che è comprensibile per la madre. Ora pronuncia la parola “nonna” e riesce a stare con lei anche senza la mamma. Adesso ha iniziato a mangiare da sola, prima veniva imboccata dalla madre. Ora le crisi di rabbia sono molto più brevi e più facili da gestire. Tuttavia la bambina si sveglia spesso durante le ore notturne con difficoltà a riaddormentarsi.

DUE MESI DOPO LA RIPRESA DELLA TERAPIA

I genitori riferiscono un andamento generale positivo rispetto all’ultimo incontro. In particolare, la madre riporta che i problemi del sonno della figlia sono scomparsi.

A casa vengono proposte attività condivise con entrambi i genitori. In un video mostrato durante il colloquio si osserva Stefania impegnata in un gioco con schiuma e acqua, durante il quale appare coinvolta e divertita. Si evidenzia un significativo progresso nell’area del gioco, in quanto la bambina utilizza il gioco simbolico prendendo le bambole e simulando di farle mangiare. Coinvolge attivamente i genitori nelle sue attività ludiche e mostra una preferenza per il gioco condiviso rispetto a quello solitario che, in passato, risultava prevalente. Con il padre svolge frequentemente giochi fisici.

Le stereotipie risultano quasi completamente scomparse. Sul piano comunicativo e relazionale si rilevano ulteriori progressi: il contatto oculare è presente in modo stabile. Stefania indica con il dito per esprimere richieste, è presente la triangolazione e produce alcune parole, sebbene ancora poco chiare. Utilizza la parola “mamma” in modo contestualizzato per richiamare l’attenzione e dimostra una buona comprensione di quanto le viene detto.

Il quadro clinico attuale evidenzia un’evoluzione positiva della bambina. La maggiore serenità, la stabilizzazione del sonno e la quasi totale scomparsa delle stereotipie indicano un miglioramento nella regolazione interna della bambina.

Particolarmente significativo risulta l’incremento del gioco simbolico e del gioco condiviso, che mostrano un avanzamento nelle competenze rappresentative e nella capacità di coinvolgere l’altro in modo intenzionale. La presenza stabile del contatto oculare e dell’indicazione confermano un progresso nell’area comunicativa e nell’intenzionalità relazionale.

CONSIDERAZIONI FINALI

Nel corso dei mesi, seguendo il percorso di Stefania, si osserva una riduzione significativa dei comportamenti disfunzionali inizialmente presenti, come le stereotipie motorie, le crisi nervose frequenti, l’aggressività e le paure notturne. Parallelamente si evidenzia una progressiva apertura sul piano relazionale e comunicativo. Anche l’area del gioco ha mostrato un’evoluzione significativa: dal gioco solitario si è passati a forme di gioco condiviso con i genitori e alla comparsa del gioco simbolico.

Il percorso non è stato lineare, come dimostra la regressione temporanea osservata in seguito all’inserimento scolastico, evento che ha evidenziato quanto Stefania sia ancora sensibile ai cambiamenti e ai contesti poco familiari. Tuttavia, la capacità della bambina di recuperare progressivamente le competenze precedentemente acquisite, dopo il ritorno a un ambiente più rassicurante, rappresenta un indicatore positivo.

Nel complesso, il quadro attuale mostra una bambina più presente, più coinvolta nella relazione e più capace di esprimere bisogni e interessi. Il percorso di Stefania evidenzia come, attraverso la relazione affettiva, la disponibilità dei genitori e un contesto emotivo stabile, possano emergere gradualmente nuove competenze, ma anche come l’inserimento precoce in un ambiente non idoneo a bambini con problematiche importanti sia negativo per il loro sviluppo.