02 Ago Relazione Laura e Daniela
Relazione Laura e Daniela
Sono la mamma di due gemelline di 4 anni e mezzo, Laura e Daniela 1). Le mie bambine sono state sottoposte a forte stress fin dalla nascita, a causa dei vari trasferimenti di lavoro, ma, soprattutto, da un costante ed estenuante rapporto conflittuale tra me e mio marito e, anche, con le famiglie d’origine. Queste ultime, oltretutto, non sono molto presenti nella nostra vita, soprattutto in quella delle piccole.
A circa 14 mesi ci accorgiamo che le mie bimbe hanno subito una regressione e ci siamo allarmati. Da lì ha avuto inizio il nostro incubo.
Ci siamo trasferiti da Roma al nostro paese di origine per avere sostegno dalle nostre famiglie, ma non lo abbiamo ottenuto. Intanto iniziamo con le varie visite prescritte, nelle quali mi viene consigliato di iscrivere le bambine all’asilo nido e avviare un percorso di psicomotricità, così iniziamo con quest’ultima. Dopo 5 mesi, non noto alcun cambiamento, perciò le iscrivo al nido, ma dopo circa sei mesi, noto che le bimbe si andavano spegnendo sempre di più con gli altri, anche se con me e il papà erano sempre felici e sorridenti mentre giocavamo con loro.

Sempre più disperata, ho iniziato a cercare e leggere su Internet notizie varie che mi potessero aiutare e sono venuta a conoscenza del Dottor Benedetti, il quale, dopo varie videochiamate, mi ha tranquillizzata dicendomi che non vede assolutamente nelle mie bambine alcuna patologia. Abbiamo avviato, nel frattempo un altro percorso di psicomotricità, con terapiste diverse e le bambine inizialmente frequentavano felici, fino a quando, a dire delle terapiste, vi è stata una nuova regressione e ci chiedono la 104, necessaria per richiedere un’altra figura professionale che le segua anche a casa, “l’assistente all’autonomia”.
Da lì ho perso fiducia nelle terapiste e non volevo assolutamente avviare questo iter. Così, di comune accordo con il Dottor Benedetti, interrompo questo ciclo di terapie che era diventato estenuante per le bimbe, dato che piangevano ad ogni seduta. Nel frattempo, le bambine avevano cambiato asilo nido, quando inizio a capire che le bambine non volevano nemmeno andare a scuola. A quel punto, il Dottor Benedetti mi consiglia di contattare il Dottor Tribulato, così prendo un appuntamento.
In quel periodo (aprile 2025) le bambine avevano 3 anni e 3 mesi circa e non rispondevano assolutamente al nome, indicavano ma non pronunciavano nessuna parolina, giocavano in maniera disfunzionale, presentavano ecolalie e correvano avanti e indietro senza nessuna meta, stringendo un giochino in mano, avevano tante crisi di rabbia e, quando le avevano, si battevano la testa a terra o al muro, si mordevano le braccia e/o le mani al punto da farle diventare nere.
Il Dottor Tribulato e la sua equipe, dopo un lungo colloquio e aver visto come le bambine si approcciavano tra di loro, con noi genitori e con gli altri e come maneggiavano i giochi, ci consigliano di interrompere immediatamente l’asilo e non procedere con nessuna terapia, bensì di praticare il gioco libero autogestito e dedicarmi completamente a loro.
Così a luglio dello stesso anno ho preso l’astensione dal lavoro e mi sono dedicata alle mie bambine, così come consigliato dal Dottore. Già dopo due mesi le bambine hanno iniziato a mangiare sedute a tavola per i pasti principali e a variegare l’alimentazione. Rispetto a prima che mangiavano solamente pasta in bianco, con sugo, con formaggino o con omogeneizzato, hanno iniziato a mangiare qualsiasi tipo di pasta, amando la pasta con le verdure (cosa inimmaginabile per me).
Mi rendo conto che Daniela ama essere rincorsa, mentre Laura ama giocare con l’acqua, così ho iniziato a proporre sempre questi giochi così tanto amati da loro. Le crisi hanno iniziato a diminuire con il passare del tempo, soprattutto per Laura. Inoltre, uscivamo spesso per andare al parco giochi o al mare, dove giocavano liberamente e si divertivano. Tuttavia, ogni volta che erano stanche, si innervosivano e iniziavano a urlare e a piangere, diventando ingestibili.

Rispetto a prima, ho iniziato ad uscire da sola con loro, notando un netto miglioramento nell’ascolto, infatti, ho notato che mentre prima tentavano di scappare quando scendevamo dalla macchina, adesso mi aspettano e ci rechiamo insieme nella nostra destinazione.
Ho notato un netto miglioramento nei loro comportamenti quando siamo fuori, mentre prima correvano avanti e indietro, adesso stanno sedute al tavolo, mangiano e poi escono a giocare, a volte anche con altri bimbi. Ho notato, però, che quando non sono libere di giocare come vogliono, si intristiscono, mentre quando io e il papà giochiamo con loro saltando sul letto o a rincorrerci, loro sono sorridenti e felici e i loro occhi sembrano brillare. Così ho scelto di evitare eventi che le potrebbero fare innervosire o limitare la loro libertà di gioco.
Già a dicembre (dopo circa 5 mesi) le bambine hanno iniziato a giocare tra di loro, a bagnarsi con l’acqua o a saltare insieme sul letto e ridere, anche senza la mia presenza. Nel frattempo, hanno migliorato anche l’alimentazione, mangiando quasi tutto e introducendo alimenti che fino a quel momento non assaggiavano nemmeno, come la banana che fino a quel periodo avevano rifiutato e altri frutti.

Laura ha legato particolarmente con il papà, eliminando completamente le crisi nervose e le reazioni negative alle stesse, perciò quando si innervosisce, piange normalmente e cerca consolazione in me o nel papà. Daniela ha iniziato pure a giocare con il papà o con le cuginette se le propongono un gioco che a lei interessa, ma resta maggiormente legata a me.
A maggio 2026 Laura ha iniziato a dire qualche parolina di uso comune, incrementando sempre di più il linguaggio fino a ripetere qualsiasi cosa le viene detto e, adesso, a volte risponde alle cose che le vengono chieste. Sta iniziando ad aprirsi anche agli altri, si avvicina ad altri bambini per giocare, anche se non li conosce, e dopo un po’ si allontana, risponde se le viene chiesto come si chiama e dice il nome del cartone che vuole guardare in TV. Gioca con la casa di Barbie nominando quasi ogni oggetto e stanza e quando vede la pasta mi dice: “Mamma la pasta”.
Dice quasi tutto quello che vede e se non sa la parola dell’oggetto a cui è interessata me la indica affinché io le dico il nome dell’oggetto, lei lo memorizza e lo ripete. Daniela, invece, dice qualche parolina di uso comune, a bassa voce, ma si spegne ogni volta che sente qualche lite tra me e il papà, restando nervosa per un po’. Tuttavia, anche lei è molto più aperta, se le chiedo di indicare l’oggetto che nomino lo indica e indica pure a distanza a volte e, anche se ancora non mi ascolta al 100, esegue quasi tutti i comandi ed è molto più presente nel nostro ambiente. Le crisi stanno sparendo anche per lei e, quando si arrabbia, si butta a terra e aspetta che la prendo e mi chiede, con un gesto, di cantarle la ninna nanna. Io gliela canto e lei si calma. Quando si arrabbia molto, la metto a letto e le canto la ninna nanna e lei, toccandomi, si calma.
A volte, sentendo la parola lei la ripete a bassa voce, ma ancora non parla, ad eccezione di qualche parolina che le esce perché la sente dire a me, alla sorella o al papà. Tuttavia, a volte mi nomina il cartone che vuole messo e ama tanto la musica. Adesso balla quando sente la musica e canta tante canzoni.
Entrambe hanno tolto il pannolino, giocano con i giochi in maniera funzionale e, spesso, giocano insieme ridendo e stuzzicandosi a vicenda, oltre a giocare anche con noi. Si amano tanto, si abbracciano e si baciano e Laura non fa nulla se non c’è la sorella. Quando usciamo non corrono più avanti e indietro senza motivo e non mettono più in fila i pupazzetti, ma giocano in maniera funzionale con le bambole: le mettono dentro le macchine, le imboccano, fanno la doccia al loro orsacchiotto preferito, gli asciugano i capelli, lo mettono a letto. A volte si fanno i dispetti e ridono divertite, fanno tantissime marachelle e, anche se ancora usano il pianto per farmi capire che una cosa non va bene, si fanno capire molto di più rispetto a prima.
- Nomi di fantasia.