Leonardo e l’eccitazione interiore

Leonardo e l’eccitazione interiore

 Quando Leonardo di nove anni venne alla nostra osservazione presentava una evidente chiusura autistica che si manifestava con paure, difficoltà nella socializzazione ed integrazione, notevole ansia, tic, stereotipie nel linguaggio, ecolalie, contatto con la realtà non sempre presente, perseverazione e prolissità del linguaggio, capacità comunicative non adeguate a stabilire una buona comunicazione specie con i coetanei, capacità immaginative anomale, eccessive e poco coerenti. 

I primi disegni che egli effettuava apparivano caotici e scarsamente comprensibili. Più simili a degli scarabocchi che a riproduzione della realtà.

 

 

In una seconda fase, con il miglioramento del suo mondo interiore , i disegni non apparivano più caotici ma, l’eccitamento interiore ancora presente nel ragazzo lo costringeva ad effettuare delle rappresnetazioni della realtà mediante delle linee appena abbozzate e con delle scritte che spesso apparivano poco coerenti.

 

Solo in una terza fase con il miglioramento dello stato di eccitazione interiore i disegni acquistarono le capacità di raccontare qualcosa che egli aveva in mente. 

Come il disegno sottostante in cui vi è il tema dei pittori  con i loro cavalletti e i quadri.

 

 
O come questo disegno nel quale egli voleva rappresentare tanti personaggi che nel mare ricco di onde erano inpegnati a fare surf.