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	<title>Coppia Archivi | CS Logos</title>
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	<description>Organizzazione di Volontariato volta alla ricerca psicopedagogica</description>
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	<title>Coppia Archivi | CS Logos</title>
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	<item>
		<title>Aspetti psicologici dell&#8217;aggressività e della violenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 00:04:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Quale influenza ha la vita psichica dell&#8217;individuo sulla nascita dei sentimenti e dei comportamenti aggressivi e violenti? Poiché come dice Dacquino (1994, p. 309): &#8216;La pace è un sintomo, cioè la conseguenza esterna di un armonioso stato psichico interno&#8217;, dobbiamo necessariamente approfondire che cosa...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cslogos.it/2025/03/26/aspetti-psicologici-dellaggressivita-e-della-violenza/">Aspetti psicologici dell&#8217;aggressività e della violenza</a> proviene da <a href="https://www.cslogos.it">CS Logos</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/crazy-3126441__340-3.jpg" width="509" height="340" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Quale influenza ha la vita psichica dell&#8217;individuo sulla nascita dei sentimenti e dei comportamenti aggressivi e violenti?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Poiché come dice Dacquino (1994, p. 309): &#8216;La pace è un sintomo, cioè la conseguenza esterna di un armonioso stato psichico interno&#8217;, dobbiamo necessariamente approfondire che cosa sia e come questo &#8216;armonioso stato psichico&#8217; viene a essere turbato e a volte sconvolto.</span></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #008000;"> La reazione psicogena</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La causa più semplice e immediata, capace di alterare e turbare il normale equilibrio psichico è la <em>reazione psicogena</em>. Questa si attiva quando uno stimolo ambientale negativo, che contiene un&#8217;intensa carica affettiva e un profondo coinvolgimento emotivo, come possono essere un&#8217;aggressione fisica, un commento crudele, un insulto offensivo, una critica feroce o peggio, un tradimento scoperto, si abbatte in maniera improvvisa e ingiusta su una persona. In questi casi la reazione di aggressività e collera che ne consegue è spesso immediata, intensa, coinvolgente, poiché manca o è molto scarso il freno dato dal giudizio o dalla riflessione razionale<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn1">[1]</a>. Le conseguenze delle reazioni psicogene possono essere anche molto gravi, proprio perché impetuose e scarsamente controllate e controllabili. Tuttavia, quando si riesce a gestirle adeguatamente, sia la collera sia l&#8217;aggressività sono di breve durata e scompaiono rapidamente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questo tipo di reazioni sono frequenti nei bambini. In questi con facilità si scatenano rabbia e collera ogni volta che i loro genitori o gli altri adulti, in maniera maldestra e inopportuna, interrompono un loro gioco o li costringono ad adempiere, senza un&#8217;adeguata preparazione, un determinato compito. In questi casi si scatena in loro una reazione emotiva fatta di rabbia e collera che, per fortuna, dopo poco tempo sfuma, cosicché tra i piccoli e i loro genitori si ristabilisce un&#8217;affettuosa, tenera pace. Questo tipo di reazioni è frequente anche negli adulti, quando non riescono a controllare parole e frasi con le quali si rivolgono ai loro partner o quando è messa in crisi in modo grossolano la fiducia riposta nell&#8217;altro, soprattutto nel campo della fedeltà e della coerenza.</span></p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/man-1866572__340-2.jpg" width="267" height="340" /></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #008000;">Lo stress</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Diversa è la condizione quando sull&#8217;individuo agiscono situazioni stressanti. In questi casi la reazione emozionale, che può essere anche di tipo aggressivo, è provocata da una serie di stimoli esterni che mettono in moto risposte fisiologiche e psicologiche di natura adattativa. Gli stimoli stressanti possono essere di vario tipo, ma di solito gli stress sono di origine ambientale, solo occasionalmente sono il risultato d&#8217;impedimenti costituzionali non riconosciuti<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn2">[2]</a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Gli stress possono derivare da eventi fisici, psicologici e sociali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Gli stress fisici </em>possono riguardare, ad esempio, gli eccessivi sforzi muscolari, il freddo, il caldo, l&#8217;impegno eccessivo, la stanchezza, la mancanza di alimentazione regolare, la fame o la sete.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Gli stress psicologici </em>sono di solito causati da intensi o frequenti stimoli emozionali<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn3">[3]</a>. Ad esempio, il dover affrontare con difficoltà e pena, giorno dopo giorno, le richieste delle persone che vivono accanto a noi, come datori di lavoro o capi ufficio eccessivamente esigenti, che non tengono conto della resistenza alla stanchezza dei loro sottoposti. In altri casi questi stress nascono quando si è costretti a confrontarsi con colleghi di lavoro poco disponibili e accettanti o quando vi è la necessità di affrontare e risolvere situazioni familiari eccessivamente difficili, penose e conflittuali: malattie, lutti, comportamenti inopportuni da parte dei figli o del coniuge e così via.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><img decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/g0502720.jpg" width="490" height="313" border="0" /></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Stress sociali</em>. Questi stress si attivano quando si è costretti a scontrarsi con situazioni particolarmente complesse, caratterizzate da difficoltà interpersonali, sociali, individuali: un improvviso licenziamento, la riduzione dello stipendio, la necessità di affrontare degli impegni economici notevolmente onerosi e così via<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn4">[4]</a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Uno stress può essere ben retto e gestito, quando non è troppo frequente, non è eccessivamente intenso, ma anche quando la persona che lo vive è abbastanza forte, solida e matura, per riuscire a sopportarlo. Quando gli sforzi del soggetto falliscono, perché lo stress supera le capacità di risposta, l&#8217;individuo è sottoposto ad una vulnerabilità nei confronti delle malattie fisiche e psichiche.<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn5">[5]</a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Spesso gli stress eccessivi subìti durante l&#8217;infanzia, si ripercuotono anche nell&#8217;età adulta. A questo riguardo possono essere importanti i precoci stimoli ambientali negativi: come la separazione precoce del bambino dai genitori; l&#8217;aver dovuto subire frequenti e gravi episodi conflittuali all&#8217;interno della famiglia; la depressione o l&#8217;ansia genitoriale; il cattivo rapporto con alcuni insegnanti o con dei coetanei. Questi e altri vissuti difficili e conflittuali sono in grado di alterare in senso negativo la sensibilità dell&#8217;individuo quando questi è costretto ad affrontare altri stimoli stressanti durante l&#8217;età adulta. Pertanto in epoche e momenti successivi, anche stimoli molto modesti e banali possono causare una notevole tensione e ansia interiore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La gravità del danno procurato dagli stress eccessivi<em>,</em> è in rapporto all&#8217;età, alla frequenza e alla situazione psicologica precedente l&#8217;impatto stressante. Pertanto, più piccolo è il bambino, minori saranno le possibilità di ben gestire i fattori stressanti <a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn6">[6]</a>; maggiore è la frequenza e la durata dell&#8217;elemento stressante, più grave sarà il danno provocato nella psiche del soggetto. Inoltre se l&#8217;individuo è psicologicamente sano e robusto, più facilmente riuscirà a far fronte agli stress. Al contrario, se la persona è fragile e disturbata, più facilmente resterà vittima delle situazioni stressanti<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn7">[7]</a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per tali motivi uno stress lieve, su una persona che ha l&#8217;età, la maturità e la robustezza psicologica sufficiente per affrontarlo e sopportarlo, produce scarse conseguenze negative o addirittura può offrire effetti positivi, come una maggiore gratificazione personale, dovuta al piacere di affrontare con buoni risultati, un cammino impervio e difficile. Se invece la situazione stressante si ripete frequentemente, è troppo intensa, o agisce su un soggetto già provato da stress precoci ed eccessivi, l&#8217;individuo, nonostante la sua buona volontà e tutti i tentativi utilizzati per ben affrontare la richiesta, non riuscendo nell&#8217;intento sarà costretto a cedere e subire gli effetti negativi dello stress, con pesanti ripercussioni sul piano fisico e psicologico <a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn8">[8]</a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per tali motivi quando i livelli di pressione psicologica sono notevolmente elevati, le persone che riescono a resistere senza cedere sono molto poche.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questo tipo di stress con effetti negativi è definito <em>distress</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il <em>distress </em>prolungato nel tempo produce disturbi organici, come l&#8217;incremento del ritmo cardiaco, l&#8217;aumento della pressione arteriosa e del ritmo respiratorio, il deficit del sistema immunitario, la diminuzione delle capacità di ragionamento e quindi una maggiore difficoltà ad affrontare i problemi che di volta in volta si presentano al soggetto. Il distress produce inoltre effetti psicologici negativi, come una maggiore facilità alla stanchezza, alla depressione, la tendenza all&#8217;irritabilità e alla reattività, mentre saranno compromesse la memoria e la percezione della realtà esterna all&#8217;individuo<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn9">[9]</a>.</span></p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/sad-2042536__340.jpg" width="510" height="340" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #008000;"> La frustrazione</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questa viene definita da Galimberti <a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn10">[10]</a> come una situazione interna o esterna che non consente di conseguire un soddisfacimento o di raggiungere uno scopo. Proviamo quindi questo sentimento quando un&#8217;attesa risulta vana, quando qualcosa o qualcuno ci delude. L&#8217;attesa e la delusione, possono riguardare un atteggiamento, un comportamento, una risposta a un nostro bisogno che abbiamo immaginata e pregustata ma non siamo riusciti ad ottenere. Si prova frustrazione anche quando ciò che abbiamo immaginato si è attuato, ma non è riuscito a soddisfare il nostro desiderio e le nostre aspettative più profonde e vere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il non raggiungimento di uno scopo e il non soddisfacimento sono in relazione non solo alle carenze presenti nel nostro ambiente di vita, ma anche alle problematiche psichiche presenti nella nostra personalità, ad esempio, quando è attivo in noi un Super &#8211; Io troppo esigente che non ci permette di ottenere un soddisfacimento da quello che facciamo, poiché lo ritiene ingiusto o riprovevole.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La reazione alle frustrazioni dipende molto dalle esperienze del passato. Ad esempio, un bambino che sia sistematicamente criticato e svalutato dai genitori, più facilmente da adulto potrà dare risposte aggressive, giacché crescer? ipersensibile alle critiche e alle umiliazioni. Al contrario, chi ha avuto un buon rapporto con i genitori e si sente da loro costantemente sostenuto e gratificato, tenderà a valutare positivamente e ad avere fiducia nei comportamenti delle persone con le quali si relazionerà durante la sua vita. L&#8217;ambiente familiare ha, dunque, un ruolo importante nelle percezioni e nel controllo delle emozioni, in particolare dell&#8217;aggressività<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn11">[11]</a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Le motivazioni che portano alla frustrazione possono essere di vario tipo:</span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: medium;"><span style="color: #800080;"><em>Motivazioni economiche.</em> </span>Ad esempio, un soggetto adulto sicuramente proverà una sofferenza difficilmente gestibile che si trasformerà in acredine, se non in violenta aggressività, nel momento in cui, pur avendo lavorato duramente per una certa ditta per molti anni, si troverà inaspettatamente e ingiustamente licenziato e, pertanto, sarà costretto ad affrontare gravi problemi finanziari.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;"><span style="color: #800080;"><em>Motivazioni affettive</em>.</span> Non sono da meno le frustrazioni affettive: &#8216;Finalmente avevo trovato la donna / l&#8217;uomo dei miei sogni, con tutte le qualità che cercavo e invece &#8230; dopo pochi mesi, mi ha lasciato senza un valido motivo&#8217;; &#8216;Pensavo che essere padre/madre fosse una cosa bellissima e per essere un buon padre/ una buona madre, ho sacrificato tutta la mia vita, e invece &#8230; i miei figli non mi guardano nemmeno, intenti come sono ad andare in giro per il mondo e spassarsela con gli amici&#8217;; &#8216;Ho fatto tanto per la mia amica durante gli anni trascorsi insieme all&#8217;università e lei mi ripaga parlando male di me con tutti&#8217;. Come afferma Bonino <a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn12">[12]</a>: &#8216;&#8230; vi sono oggi grandi difficoltà a tollerare la frustrazione affettiva e a farvi fronte in modo non aggressivo&#8217;. Queste difficoltà rimandano all&#8217;imperativo, così forte nella nostra cultura, di essere sempre persone di successo, in tutti i campi, primo fra tutti quello affettivo.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;"><span style="color: #800080;"> <em>Motivazioni sociali</em>.</span> Ad esempio: &#8216;Sognavo una famiglia solida, sana e armonica come quella dei miei genitori, con una brava moglie, dei figli e una casetta tutta mia e invece ho visto distruggere e annullare le mie aspirazioni, solo perché mia moglie si è invaghita di quel pessimo soggetto!&#8217;.</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #800080;"><em>Le frustrazioni non eccessive</em> </span>favoriscono una maggiore presa di coscienza, danno in maniera più chiara e netta il senso del limite all&#8217;Io, stimolano e intensificano la forza, la determinazione e l&#8217;impegno del soggetto nel ricercare la soluzione del problema o della meta da raggiungere. Ciò migliora le capacità della persona nell&#8217;adattarsi al mondo che la circonda, stimolandola a trovare le strategie più idonee a superare le delusioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em><span style="color: #800080;">Le frustrazioni eccessive o durature,</span> </em>invece, possono portare a una disorganizzazione psichica, la quale si evidenzierà con sintomi come la tensione, la conflittualità, l&#8217;ansia, le paure, l&#8217;inibizione, l&#8217;aggressività, la facile irritabilità, la disistima di sé, degli altri e del mondo nel quale il soggetto vive.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Una frustrazione è o non è eccessiva in conformità  a molteplici fattori personali e ambientali. In generale è più facile che essa sia ben retta e gestita quando non è frequente, non è eccessivamente intensa, ma soprattutto quando la persona che la vive è abbastanza forte, solida e matura per riuscire a sopportarla.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Le frustrazioni possono essere <em>acute o croniche</em>, a seconda che gli eventi che non ci hanno permesso di raggiungere uno scopo o un soddisfacimento si svolgano in un periodo di tempo breve oppure prolungato. Sia i bambini, sia gli adulti, affrontano meglio <em>le frustrazioni acute,</em> rispetto a quelle croniche, poiché, nelle frustrazioni acute, dopo la delusione, la rabbia e la collera, si cerca un rimedio, una mediazione, un aiuto o un sostegno esterno, che ci potranno sostenere nel superare il dolore e la delusione. Nella <em>frustrazione cronica</em>, invece, le possibilità di difesa sono progressivamente demolite, poiché l&#8217;ambiente in cui viviamo continua nel tempo a limitare il soddisfacimento dei nostri bisogni e desideri. Spesso, purtroppo, gli effetti della frustrazione cronica, che sono quelli più frequenti e numerosi, non creano allarme sociale o familiare, nonostante incidano negativamente in modo considerevole sulla psiche dell&#8217;individuo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La frustrazione, dopo la sofferenza iniziale, può provocare tristezza e in seguito, anche la chiusura nei confronti delle situazioni o delle persone chi ci hanno deluso. Tuttavia questa chiusura può non limitarsi soltanto alle persone o alle situazioni che hanno provocato la frustrazione, ma può espandersi a tutto e a tutti. Come dire: &#8216;Se questa persona, se questo sentimento, se questa istituzione, ad esempio, il matrimonio, mi ha deluso, io non solo non voglio avere a che fare con questa persona, con sentimenti come questi o con l&#8217;istituto del matrimonio, ma chiudo e difendo la mia vita anche nei confronti di tutto ciò che queste cose rappresentano: l&#8217;amicizia, l&#8217;amore, la speranza, l&#8217;impegno, la fiducia, il piacere e così via&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/child-1721906__340.jpg" width="509" height="340" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Come nello stress anche nella frustrazione è importante l&#8217;elemento soggettivo. Pertanto lo stesso episodio può essere vissuto da persone diverse, in modo diverso, in base alle caratteristiche di personalità e ai vissuti del momento. Come dice Bonino <a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn13">[13]</a>:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>&#8216;La gravità della reazione aggressiva è in proporzione al grado di motivazione e investimento emotivo presente ma è anche in proporzione alle capacità resilienti di una persona. Vi sono pertanto degli uomini e delle donne capaci di resistere più facilmente alla frustrazione trovando in sé nuove e diverse strade più creative per raggiungere i propri scopi, nonostante gli ostacoli e altre persone che si abbattono e si deprimono oppure reagiscono con aggressività in seguito a frustrazioni anche minime. </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em> </em>Tuttavia, non sempre la reazione che consegue ad una frustrazione è la totale chiusura. Vi possono essere altri tipi di risposte, più reattive rispetto alla passività e alla chiusura, come la rabbia, la collera e l&#8217;aggressività. Naturalmente le frustrazioni più gravi sono quelle di natura affettivo &#8211; relazionale. Queste tendono a durare nel tempo, tanto che possono persistere anche per tutta la vita.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Queste considerazioni hanno notevoli implicazioni e spiegano perché le delusioni subìte nella prima infanzia possono portare nel bambino a dei quadri sintomatologici molto gravi, sia d&#8217;instabilità psicomotoria che di chiusura, mentre nell&#8217;età adulta la sofferenza subita nell&#8217;infanzia può comportare la presenza di sentimenti e manifestazioni aggressive.</span></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #008000;">Il trauma psichico</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Diverso dalle frustrazioni e dagli stress è il trauma psichico. Così come il trauma fisico, può determinare una ferita o una lacerazione del corpo, allo stesso modo il trauma psicologico può provocare una lesione dell&#8217;organismo psichico per effetto di eventi che irrompono bruscamente in modo distruttivo senza che il soggetto sia in grado di rispondere in modo adeguato. Tale lesione può essere determinata da un unico evento o da un accumulo di eccitazioni singolarmente tollerabili che il soggetto non riesce a sopprimere o far defluire (<em>abreazione</em>) sfogandosi o elaborandoli.<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn14">[14]</a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per lo stesso autore<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn15">[15]</a>:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">&#8216;L&#8217;effetto traumatico dipende dalla suscettibilità del soggetto, dalle condizioni psicologiche in cui si trova al momento dell&#8217;evento, dalle situazioni di fatto che impediscono una reazione adeguata, e dal conflitto psichico che impedisce al soggetto di integrare l&#8217;esperienza che gli sopraggiunge dall&#8217;esterno&#8217;.</span></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #008000;">Conseguenze dei disturbi psicologici</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Tutte le esperienze notevolmente stressanti, o peggio traumatiche, così come le deprivazioni affettive provocano, a livello psicologico, delle alterazioni e delle disfunzioni neuronali, che stimolano, tra l&#8217;altro, intensi sentimenti e comportamenti di ribellione e acredine, sia nei confronti delle singole persone, che in qualche modo riteniamo siano state o siano ancora causa della nostra sofferenza, sia nei riguardi della vita o del mondo che ci circonda. Tanto che i soggetti psicopatici giustificano spesso i loro comportamenti adducendoli all&#8217;ingiustizia di cui sono stati vittime (Pasini, 1993, p. 27). Scontrandosi con i problemi della vita, l&#8217;individuo può riuscire a trovare una soluzione realistica e positiva ai suoi problemi interiori, oppure dovrà affrontare il fallimento dei suoi tentativi. In questo caso egli cercherà di limitare gli effetti nocivi della frustrazione e del conflitto oppure si limiterà a scaricare la tensione mediante azioni irrazionali. Nel caso in cui questi tentativi dovessero fallire, sarà costretto a subire gli effetti di una disorganizzazione e di un crollo psichico<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn16">[16]</a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">I sentimenti e gli eventi negativi presenti nell&#8217;ambiente, tendono in ogni caso a lasciare, nell&#8217;animo sia dei minori sia degli adulti, delle tracce indelebili, che possono generalizzarsi, ampliarsi e allargarsi non solo nello spazio ma anche nel tempo. Quando durante la vita ritroviamo attorno a noi sentimenti di gioia, di amore o di fiducia, questi si allargano e si espandano anche a persone e ambienti sconosciuti. Allo stesso modo sentimenti frustranti, dolorosi, tristi, ansiosi o paurosi possono essere proiettati su persone, animali o cose assolutamente innocenti e innocui. Lo stesso avviene per quanto riguarda il tempo. Se ci accorgiamo che la nostra fiducia e stima verso gli altri sono state ben riposte, accettate, riconosciute e ricompensate, questo sentimento positivo si amplierà e si proietterà anche nel futuro. Se invece la nostra disponibilità e apertura verso il prossimo ci hanno lasciato nell&#8217;animo disillusione e sofferenza tenderemo e ci aspetteremo che gli stessi eventi si ripetano anche in futuro e ciò ci potrà stimolare a chiuderci in noi stessi o a guardare con diffidenza gli altri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Naturalmente più la persona è piccola e più è stata gravemente ferita, più facilmente si realizzerà e si manterrà nello spazio e nel tempo l&#8217;ampliamento dei suoi vissuti interiori negativi. Per tali motivi ritroviamo sentimenti e comportamenti reattivi e aggressivi in molti disturbi psicologici presenti nell&#8217;infanzia (sindromi autistiche, sindrome oppositiva provocatoria, instabilità psicomotoria, disturbi del comportamento) ma anche nell&#8217;adolescenza e nell&#8217;età adulta (disturbi borderline di personalità, schizofrenia e così via). Tutte queste patologie spesso alterano profondamente il rapporto con gli altri, fino a metterlo in crisi o in serie difficoltà. Infatti, anche se solo il 10% delle persone violente ha chiari problemi psichiatrici, non vi è dubbio che la sofferenza psichica provochi frequentemente, anche se non sempre, sentimenti e comportamenti aggressivi.</span></p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #008000;">La rivalsa</span></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">A volte la reazione aggressiva o violenta è giustificata dal senso di giustizia. La persona che ha subìto un torto o che ha assistito a un torto, avverte il bisogno di far pagare questo torto al colpevole di ciò. Anche in questo caso le persone più irritabili, reattive e vendicative sono anche le più disturbate sul piano psicologico, poiché vivono con angoscia ogni torto, fino a quando non riusciranno a consumare la loro vendetta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Spesso questi soggetti, proprio perché hanno molto sofferto, sentono il bisogno di rivalersi nei confronti degli altri. Nel caso dei bambini, poiché la realtà esterna a loro è molto limitata e ristretta soltanto ai genitori e a qualche familiare, quando qualcuno di questi, con i propri comportamenti li ha fatti soffrire, poiché queste persone rappresentano per loro il mondo intero, è il mondo intero che viene inconsciamente o consciamente accusato di aver provocato la loro sofferenza ed è quindi nei confronti del mondo intero, senza alcuna distinzione, che viene proiettata a volte la chiusura, altre volte l&#8217;aggressività, il rancore e il desiderio di vendetta e rivalsa. Allo stesso modo è da ogni rapporto con il mondo intero che il soggetto vorrebbe gustare il piacere sadico di far del male a qualcosa o a qualcuno.</span></p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #008000;">La maggiore sensibilità, suscettibilità e reattività</span></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Un altro aspetto da non sottovalutare, che incide molto sui comportamenti aggressivi, è la conseguenziale presenza di un&#8217;accentuata sensibilità ed una spiccata suscettibilità ad ogni parola, gesto, commento che può essere inteso come una critica o un&#8217;accusa. Da ciò nasce una più facile, immediata e intensa reattività<em>,</em> nei confronti di ogni pur minimo atteggiamento disturbante o irritante proveniente dagli altri. Per Gu?guen<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn17">[17]</a>, la capacità di sopportare i giudizi e i commenti negativi è nettamente inferiore nei soggetti che sono stati o sono sottoposti a sofferenza, traumi o eccessivi e insopportabili situazioni stressanti. Insieme a ciò prevale anche una forte esternalità e impulsività.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per Hacker <a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn18">[18]</a> esistono persone ipersuscettibili giacché, essendo inconsciamente aggressive, proiettano la propria aggressività sugli altri. In definitiva sono iperaggressive in quanto, non rendendosi conto di questa proiezione, si sentono continuamente aggredite dagli altri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Anche per Pasini<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn19">[19]</a>,: &#8216;Le persone rabbiose e vendicative sono anche le più facilmente suscettibili. Proprio perché incapaci di contatto con il prossimo, si esprimono in comportamenti distruttivi e collerici. Si tratta d&#8217;individui vulnerabili che nella rabbia cercano sollievo al dolore procurato da ferite narcisistiche del presente e del passato&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">In definitiva le persone che nella loro infanzia o comunque nella loro vita hanno, per motivi diversi, molto sofferto, sono spesso estremamente sensibili ai giudizi e ai comportamenti negativi degli altri, pertanto con facilità si offendono e si arrabbiano, reagendo con aggressività ad ogni minima contrarietà o atteggiamento irritativo proveniente dall&#8217;esterno. E ciò non solo perché tendono ad ingigantire gli atteggiamenti critici da parte degli altri, ma anche per la presenza di un minor controllo delle proprie pulsioni.</span></p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #008000;">La difficoltà a perdonare</span></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Le persone psicologicamente appagate, serene e tranquille non solo accettano più facilmente le critiche e le contrarietà ma anche, con più facilità, perdonano e dimenticano gli sgarbi e le offese ricevute. Invece le persone che hanno molto sofferto, più facilmente tendono a criticare gli altri, non accettano i loro scherzi, i loro giudizi critici e, se offesi, si chiudono in se stessi. In definitiva, i loro rapporti sociali sono scarsi, difficili e conflittuali <a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn20">[20]</a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per lo stesso autore <a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn21">[21]</a>:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">&#8216;&#8230;le persone e i gruppi coinvolti in episodi o situazioni di violenza verso se stessi o gli altri hanno un tratto comune estremamente specifico: sono sostanzialmente incapaci di reggere le situazioni di grave contrarietà&#8217;. Questi soggetti presentano in definitiva una carenza conflittuale cioè una: &#8216;&#8230;mancanza di quelle componenti personali e sociali che ci consentono di percepire il contesto critico come sostenibile e non come una minaccia o un pericolo&#8217;. &#8216;La persona con grave carenza conflittuale manifesta un comportamento violento anche in assenza di particolari tensioni e senza seguire la logica dell&#8217;escalation&#8217;.<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn22"><em><strong>[22]</strong></em></a> Basta poco per avere un comportamento violento. In questi soggetti, anche se non è presente alcuna situazione di conflitto, vi può essere lo stesso una risposta violenta. Per lo stesso autore: &#8216;Il violento, quindi, non è un litigioso. Al contrario, è una persona intollerante al litigio, dominato dall&#8217;idea che nessuno lo deve turbare&#8217;<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn23"><em><strong>[23]</strong></em></a>.</span></p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #008000;">Le difficoltà nelle relazioni di coppia</span></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Da quanto abbiamo detto è facile comprendere che, nelle relazioni di coppia, la presenza di un animo sereno, fiducioso, allegro, affettuoso e disponibile, favorisce l&#8217;intesa amorosa, mentre al contrario l&#8217;esistenza di disturbi psicologici, specialmente se importanti e coinvolgenti, rende più difficili, se non impossibili, non solo una buona comprensione reciproca ma anche i più elementari e semplici momenti di sereno dialogo. In particolar modo sono alterate profondamente proprio le relazioni con le persone con le quali questi soggetti vorrebbero stabilire un rapporto intimo, pieno e profondo. Pertanto, le giornate di queste coppie sono frequentemente costellate da continui battibecchi, che non risolvono nulla e da litigi che nascono per futili motivi. Questa intrinseca difficoltà porta a dividere e allontanare sempre più gli elementi della coppia. Tanto che alcuni mariti o mogli preferiscono restare a lavorare fuori casa, piuttosto che soffrire ascoltando i continui rimbrotti e le continue accuse e lagnanze del coniuge.</span></p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #008000;">I sentimenti di tristezza e depressione</span></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;altro elemento, spesso evidente, è legato ai sentimenti di tristezza se non di vera depressione che facilmente insorgono a causa delle sofferenze subìte da queste persone nel loro passato. Questo malinconico e triste modo di avvertire e vivere gli altri, le proprie esperienze e il mondo circostante, possono stimolare le persone che ne soffrono a chiudersi in un mondo fatto di apatia, astenia, sensi di colpa e indegnità. Mentre, in altri casi e in altri momenti, vi possono essere dei tentativi di ricercare qualche raro, effimero piacere. Il poter esprimere collera e violenza permette loro di uscire dalla nera depressione e oppressione nella quale vivono costantemente, sentendosi, almeno per qualche momento, più vive e vitali. Entrambi questi comportamenti tuttavia spingono gli altri ad allontanarle, giudicandole pigre e apatiche  oppure a reagire negativamente verso di loro. Ciò, in definitiva, peggiora il malessere psicologico e accentua i comportamenti irritanti e aggressivi di queste persone.</span></p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #008000;">I sensi di colpa</span></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Un altro elemento da non sottovalutare è il senso di colpa, conscio e inconscio, frequentemente avvertito quando il soggetto cerca in tutti i modi di reprimere o cancellare le pulsioni e i desideri aggressivi nei confronti delle persone che avrebbe dovuto o che dovrebbe amare e rispettare, come possono essere i propri genitori, il proprio consorte o i propri figli. Per diminuire tali sensi di colpa spesso le persone psicologicamente disturbate utilizzano degli atteggiamenti irritanti e arroganti, pur di sollecitare l&#8217;altro a dei comportamenti violenti e aggressivi nei loro confronti. In tal modo cercano di contribuire a bilanciare, almeno in parte, i loro sensi di colpa cosicché possano sentirsi in pace con la propria coscienza. Come dire: &#8216;Io non sono cattivo, sono gli altri che lo sono; il mio comportamento è strettamente connesso agli atteggiamenti aggressivi degli altri&#8217;. Il caso classico è quello del tradimento. Per lo stesso motivo a volte la persona che tradisce irrita il partner fino a fargli perdere le staffe, così da poter giustificare a sé e agli altri il proprio comportamento.</span></p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #008000;">La difficoltà di dialogo</span></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Tutti i disturbi psichici rendono difficile il rapporto e il dialogo con gli altri, oltre che con se stessi. Non potendo dare ciò che non si è avuto, si alterano o diminuiscono, insieme al dialogo, anche le capacità di cura e tenerezza che, ricordiamolo, insieme alla sessualità, sono i collanti delle relazioni di coppia. è difficile, a causa dei problemi personali, ascoltare e accettare l&#8217;altro. è difficile rendersi disponibile nella cura dell&#8217;altro. Allo stesso modo è difficile riuscire a mediare con l&#8217;altro, valorizzare l&#8217;altro o ricercare la soddisfazione nell&#8217;altro. Inoltre, spesso queste persone con disturbi psichici, non riuscendo a valorizzare l&#8217;uso delle parole, per risolvere le controversie preferiscono andare a vie di fatto.</span></p>
<h4 style="font-size: 12.16px; text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #008000;">L&#8217;accentuazione dei bisogni</span></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">I bisogni di una persona che ha molto sofferto, oltre che difficilmente comprensibili, sembrano infiniti. Pertanto non possono in alcun modo essere tutti soddisfatti. In questi casi è un continuo lamentarsi di ciò che l&#8217;altro dà o non dà; fa, non fa, o del modo con il quale l&#8217;altro si comporta. Per capire questa fame inesauribile di comportamenti adeguati bisogna riflettere sul fatto che nessuno può ridare ad un figlio o ad una figlia l&#8217;amore o il rispetto per i loro bisogni ed esigenze che sono stati loro negati durante l&#8217;infanzia. Nessuno può ridare ad un figlio un padre e una madre poco presenti, se non totalmente assenti. Nessuno è in grado di dare l&#8217;accoglienza e l&#8217;ascolto mai avuti. Pertanto le richieste sono non solo numerosissime, ma tendono a protrarsi indefinitamente nel tempo.</span></p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #008000;">Le difficoltà sessuali</span></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Quando sono presenti delle evidenti problematiche psicologiche si accentua l&#8217;insoddisfazione nella relazione di coppia, anche perché spesso, nelle patologie psichiche, è coinvolta la sessualità. Questa può assumere aspetti inusuali o patologici. Nell&#8217;uomo è spesso presente l&#8217;eiaculazione precoce o l&#8217;impotenza che alterano o rendono impossibile una sessualità ricca e soddisfacente. Nella donna può presentarsi la frigidità, che rende insopportabile ogni approccio relazionale che abbia, anche minimamente, delle componenti sessuali. Inoltre, se un qualche rapporto è accettato, piuttosto che viverlo con gioia e gratitudine è giudicato sporco e sconveniente o addirittura frutto di violenza. Inoltre in entrambi i sessi, la sessualità può essere vissuta in maniera patologica per la presenza di parafilie che se accettate sia dall&#8217;uomo sia dalla donna possono essere gratificanti e unire i due partner ma se, come spesso succede, sono desiderate e richieste solo da uno dei due, sono vissute dall&#8217;altro come degli insopportabili atti di violenza.</span></p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #008000;">Il piacere nel far e ricevere del male </span></h4>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #008000;">(comportamenti sadomasochistici)</span></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Alcune persone con problematiche psicologiche, nella loro ricerca di momenti di serenità hanno bisogno di liberarsi della loro tensione e del loro malessere interiore mediante comportamenti pungenti, irritanti se non chiaramente aggressivi e distruttivi. Si dice spesso che queste persone trovano la loro identità nell&#8217;aggressione. Io direi che è più esatto dire che queste persone ricercano, mediante l&#8217;aggressione esterna, dei momenti di serenità e pace interiore. L&#8217;aggredire, l&#8217;irritare, il creare scompiglio, l&#8217;usare un tono polemico, esasperante, su ogni parola che l&#8217;altro dice o su ogni cosa che l&#8217;altro fa o non fa, serve a scaricare e a ridurre la loro tensione interiore, che risente dei problemi o delle carenze del passato, senza spesso avere alcuna relazione con la realtà attuale la quale, in definitiva, &#8216; viene usata&#8217; per raggiungere lo scopo di cui sopra. Tuttavia il loro partner investito dall&#8217;aggressività, a volte motivata solo da minimi pretesti, se non totalmente ingiustificata, ha difficoltà ad essere indifferente, per cui risponder? con risposte altrettanto aggressive e irritate. S&#8217;instaura così una relazione sadomasochistica nella quale sono usati tutti i mezzi di difesa e di offesa. Pertanto viene sconvolta la relazione di coppia, con esiti sicuramente disastrosi. Pertanto il dialogo, anche se inizialmente era presente e valido, se alcune volte s&#8217;interrompe per breve tempo, nei casi in cui i momenti di esasperazione diventano frequenti rischia di interrompersi per sempre.</span></p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #008000;">La diminuzione o il crollo dell&#8217;autostima</span></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Se una persona, proprio per i problemi che l&#8217;affliggono, non si piace, non si stima, non ha fiducia in se stessa, difficilmente può amare e aver stima dell&#8217;altro. Per tale motivo le relazioni amorose appena iniziate finiscono molto presto mentre, in altri casi, non cominciano neanche. Tuttavia queste persone che hanno scarsa autostima, se a volte si chiudono in sé e rinunciano a cercare delle relazioni amorose, altre volte insistono ed esasperano i partner che li hanno rifiutati e allontanati, non accettando il loro rifiuto.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref1">[1]</a> Galimberti U. (2006), <em>Dizionario di psicologia</em>, Roma, Gruppo editoriale L&#8217;Espresso, Vol.3, p. 310.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref2">[2]</a> Wolff S. (1970), <em>Paure e conflitti nell&#8217;infanzia,</em> Roma, Armando Armando Editore, p. 37.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref3">[3]</a> Galimberti U. (2006), <em>Dizionario di psicologia</em>, Roma, Gruppo editoriale L&#8217;Espresso, Vol. 3, p. 553.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref4">[4]</a> Galimberti U. (2006), <em>Dizionario di psicologia</em>, Roma, Gruppo editoriale L&#8217;Espresso, Vol. 3, p. 554.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref5">[5]</a> Galimberti U. (2006), <em>Dizionario di psicologia</em>, Roma, Gruppo editoriale L&#8217;Espresso, Vol. 3, p. 553.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref6">[6]</a> Meazzini P. (2006), <em>L&#8217;ira di Achille</em>, <em>come dominare la collera, quando è necessario, </em>Milano, Giunti, p. 32.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref7">[7]</a> Meazzini P. (2006), <em>L&#8217;ira di Achille</em>, <em>come dominare la collera, quando è necessario, </em>Milano, Giunti, p. 32.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref8">[8]</a> Meazzini P. (2006), <em>L&#8217;ira di Achille</em>, <em>come dominare la collera, quando è necessario, </em>Milano, Giunti, p. 33.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref9">[9]</a> Meazzini P. (2006), <em>L&#8217;ira di Achille</em>, <em>come dominare la collera, quando è necessario, </em>Milano, Giunti, p. 39.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref10">[10]</a> Galimberti U. (2006), <em>Dizionario di psicologia</em>, Roma, Gruppo editoriale L&#8217;Espresso, Vol.  2, p. 203.</span></p>
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<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref11">[11]</a> Andreoli, V. (1995), <em>La violenza &#8211; dentro di noi, attorno a noi</em>, Fabbri editore Corriere della sera, Milano, p. 70.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref12">[12]</a> Bonino S., (2012), &#8216;L&#8217;assurdità delle punizioni fisiche: Ti picchio per insegnarti a non picchiare&#8217;, <em>Psicologia contemporanea</em>, gennaio-febbraio, p. 15.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref13">[13]</a> Bonino S., (2012), &#8216;L&#8217;assurdità delle punizioni fisiche: Ti picchio per insegnarti a non picchiare&#8217;, <em>Psicologia contemporanea</em>, gennaio-febbraio, p. 14.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref14">[14]</a> Galimberti U. (2006), <em>Dizionario di psicologia</em>, Roma, Gruppo editoriale L&#8217;Espresso, Vol. 3, p. 639.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref15">[15]</a> Galimberti U. (2006), <em>Dizionario di psicologia</em>, Roma, Gruppo editoriale L&#8217;Espresso, Vol. 3, p. 640.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref16">[16]</a> Ackerman N. W. (1968), <em>Psicodinamica della vita familiare,</em> Boringhieri, Torino, p. 71.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref17">[17]</a> Gu?guen N. (2009), &#8216;Aritmetica della coppia&#8217;, <em>Mente e cervello,</em> n° 53, maggio  p. 98.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref18">[18]</a> Hacker F., (1971), <em>Aggressività e violenza nel mondo moderno</em>, Edizioni il Formichiere, Milano, p. 148.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref19">[19]</a> Pasini W. (1993), <em>Volersi bene, volersi male,</em> Milano, Arnaldo Mondatori Editore, p. 47.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref20">[20]</a> Barberi M., (2016), &#8216;Conflitti senza violenza&#8217;, <em>Mente e cervello</em>, n. 135, marzo, p. 38.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref21">[21]</a> Barberi M., (2016), &#8216;Conflitti senza violenza&#8217;, <em>Mente e cervello</em>, n. 135, marzo, p. 38.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref22">[22]</a> Barberi M., (2016), &#8216;Conflitti senza violenza&#8217;, <em>Mente e cervello</em>, n. 135, marzo.</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref23">[23]</a> Barberi M., (2016), &#8216;Conflitti senza violenza&#8217;, <em>Mente e cervello</em>, n. 135, marzo.</span></p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cslogos.it/2025/03/26/aspetti-psicologici-dellaggressivita-e-della-violenza/">Aspetti psicologici dell&#8217;aggressività e della violenza</a> proviene da <a href="https://www.cslogos.it">CS Logos</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Infedeltà e gelosia</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/03/26/infedelta-e-gelosia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 00:04:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;aumento dell&#8217;infedeltà Quando l&#8217;intesa amorosa, che si stabilisce tra un uomo e una donna, si rende concreta in un legame progettuale importante, finalizzato alla vita e proiettato nel futuro, il rapporto stabile e privilegiato con il partner, che si rende concreto nel fidanzamento e poi,...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cslogos.it/2025/03/26/infedelta-e-gelosia/">Infedeltà e gelosia</a> proviene da <a href="https://www.cslogos.it">CS Logos</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #135cae; font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large; font-weight: bold; text-align: justify;">L&#8217;aumento dell&#8217;infedeltà</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Quando l&#8217;intesa amorosa, che si stabilisce tra un uomo e una donna, si rende concreta in un legame progettuale importante, finalizzato alla vita e proiettato nel futuro, il rapporto stabile e privilegiato con il partner, che si rende concreto nel fidanzamento e poi, ancor più, nel matrimonio vive di dialogo, scambio, solidarietà, complicità, sostegno e appoggio reciproco. Questo rapporto soprattutto vive ed è sostenuto da una condizione di stabilità e continuità che sono indispensabili per la nascita della fiducia, della stima, dell&#8217;amore e della donazione reciproca.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Poiché la fedeltà dell&#8217;uno, stimola nell&#8217;altro il bisogno di ricambiare tali comportamenti responsabili, attenti e rispettosi, un rapporto stabile ed esclusivo tra i due sessi è fondamentale per costruire la fiducia di base verso l&#8217;altro, ma anche per avere una visione positiva dei rapporti amorosi. Quando tutto ciò viene a mancare, quando il legame con la persona che amiamo e stimiamo è inficiato da infedeltà e tradimenti, quando uno dei due instaura con altri, quel rapporto e legame privilegiato che dovrebbe essere fondamento d&#8217;ogni coppia sana e responsabile, allora non possiamo che aspettarci delle conseguenze traumatiche e gravi. Tra queste conseguenze sicuramente la più drammatica e distruttiva è data dal sorgere o dall&#8217;accentuarsi dei comportamenti aggressivi e violenti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Sono descritti vari tipi d&#8217;infedeltà.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #008080;"><em>L&#8217;infedeltà relazionale </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questa è dovuta all&#8217;insoddisfazione nei rapporti con il proprio partner a causa d&#8217;una mancanza nell&#8217;intesa sessuale, nella comunicazione, nella comprensione o nel sostegno reciproco. In questi casi l&#8217;intesa e il dialogo produttivo tra le due persone sono deteriorati a causa dei sentimenti sopiti o totalmente spenti, che non permettono agli impulsi amorosi di offrire gli apporti sperati, fatti d&#8217;intimità e benessere psicologico. L&#8217;impoverimento o la stanchezza della vita a due, non solo non dà più frutti positivi ad entrambi ma diventa motivo di continua sofferenza e tristezza, per il nascere di atteggiamenti malevoli e distruttivi, ma anche per l&#8217;insorgere di gelosie morbose, aggressività e ripicche reciproche.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Tutto ciò rende la casa luogo di scontro e non d&#8217;incontro e la vita a due non un modo per aiutarsi a vicenda ma per farsi del male a vicenda, mediante continui dispetti e cattiverie nei confronti dell&#8217;altro, senza esclusione di colpi. La relazione rischia di diventare uno strumento per togliere qualcosa all&#8217;altro, per mortificare e aggredire l&#8217;altro e non certo per gratificarlo e dargli gioia, sicurezza e appagamento.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #008080;"><em>L&#8217;infedeltà compensatoria </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Gli infedeli di questo tipo cercano di colmare il vuoto che avvertono nella convivenza o nel matrimonio, investendo in una relazione complementare e compensatoria <a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn1">[1]</a>. In definitiva la persona che tradisce mantiene la non perfetta e soddisfacente relazione coniugale, per evitare la rottura del matrimonio, che comporterebbe importanti conseguenze economiche e gravi esiti sui figli e nell&#8217;ambiente sociale ma, nello stesso tempo, cerca all&#8217;esterno della coppia una relazione, a volte molto fuggevole, come può essere quella con una prostituta, oppure stabile nel tempo con un&#8217;amante, che in qualche modo riesca a compensare le carenze di cui soffre nel rapporto con il partner.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/conflitto7-3.jpg" width="510" height="340" /></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #008080;"><em>L&#8217;infedeltà pretesto </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questo tipo d&#8217;infedeltà è attuato da entrambi i sessi, ma soprattutto dalle donne, che lo giudicano come lo strumento più rapido e idoneo a provocare la rottura del matrimonio, ben sapendo che da parte dell&#8217;uomo è difficile perdonare un eclatante tradimento sessuale o sentimentale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #008080;"><em>L&#8217;infedeltà per vendetta</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">In questo caso si tradisce per vendicarsi di un torto subìto, così che l&#8217;altro provi lo stesso dolore e la stessa sofferenza. I torti possono riguardare la sfera sentimentale e sessuale ma possono anche riguardare patti e condizioni non rispettate, violenze subite o anche semplicemente richieste e capricci non soddisfatti da parte del partner. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #008080;"><em>Infedeltà nevrotica </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Una delle forme nevrotiche di vivere le relazioni di coppia è quella di cercare continuamente delle altre persone alternative, trascurando, senza un particolare motivo, quella che già si vive e con la quale, forse, è stata già formata una famiglia. In questi casi il soggetto è bensì soddisfatto della sua compagna ma avverte un bisogno incoercibile di vivere altre storie alternative<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn2">[2]</a>. A volte si tratta soltanto di un bisogno inconscio di dimostrare a sé stessi, prima che agli altri, le proprie capacità di fascino, seduzione o virilità. Altro comportamento nevrotico è spesso quello effettuato da uomini e donne d&#8217;una certa età, che lasciano la moglie o il marito per risposarsi o convivere con qualcuno molto più giovane di loro. In questo comportamento si può scorgere l&#8217;intento di verificare, aver prova e sostenere le proprie capacità di seduzione e l&#8217;incapacità di accettare il trascorrere del tempo, ma anche il bisogno di risvegliare, nell&#8217;incontro con un corpo giovane, gli ultimi bagliori di emozioni sentimentali e sessuali invecchiate e quindi da tempo sopite. Queste persone passano spesso dall&#8217;esaltazione provata per la conquista di un partner più giovane e bello di loro, alla depressione più nera e profonda, nel momento in cui l&#8217;entusiasmo iniziale si sgonfia, la novità e la passione perdono il loro mordente oppure non si vogliono più subire umilianti ricatti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> I bisogni nevrotici sono frutto di un&#8217;educazione e formazione umana poco attenta ai bisogni e alle necessità profonde dei minori. Quando poi questi si affacciano alla vita adulta, portano con sé una personalità disturbata da conflitti interiori non risolti, cosicché sono facili prede e vittime di bisogni e comportamenti francamente immaturi. Se a questo tipo di personalità infantile si aggiunge la mancanza di un bagaglio formativo ricco di valori fondamentali, come l&#8217;onore, la lealtà, la responsabilità, la correttezza, l&#8217;impegno verso l&#8217;altro e verso la società, si potranno comprendere molto bene i comportamenti di queste persone.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #008080;"><em>L&#8217;infedeltà multipla </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Alcuni, quando non riescono a trovare la persona perfetta da amare, che possa soddisfare pienamente tutti i loro bisogni estetici, sociali, economici, sessuali e sentimentali, sperano di ottenere la donna o l&#8217;uomo perfetto, frequentando più persone. In tal modo possono prendere da ognuna di esse una o più qualità cercate e desiderate. In definitiva <em>l&#8217;infedele multiplo</em> s&#8217;illude di creare, come in un puzzle, l&#8217;uomo o la donna sognata prendendo da una persona il corpo scultoreo, dall&#8217;altra l&#8217;intelligenza vivace, da un&#8217;altra i soldi o la cultura, da un&#8217;altra ancora le capacità amatorie e così via. è inutile dire che questa è solo un&#8217;illusione, poiché volente o nolente in ogni relazione che s&#8217;intraprende, è impossibile scindere gli aspetti positivi da quelli negativi. Per tale motivo l&#8217;infedele multiplo sarà costretto ad accettare, insieme ai pregi, anche i difetti di ogni persona frequentata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #008080;"><em>L&#8217;infedeltà dovuta alla solitudine e alla lontananza</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Nella nostra società globalizzata è frequente l&#8217;adulterio provocato dalla lontananza fisica del partner per motivi di lavoro. Gli uomini e le donne che si spostano per lavoro lontano da casa sono in Italia oltre seicentomila. Sono chiamati &#8216;i pendolari della famiglia&#8217;. Le coppie restano divise per la maggior parte della settimana da centinaia, se non da miglia di chilometri, avendo soltanto come unico legame relazionale i telefoni, le video &#8211; chiamate e i messaggini. In queste &#8216;famiglie pendolari&#8217;, il più delle volte i figli stanno con la madre, mentre il padre resta lontano per quasi tutta la settimana in un&#8217;altra città o, a volte, in un&#8217;altra regione, se non in un altro stato, per tornare in famiglia soltanto il venerdà sera o il sabato mattina. Anche se più raramente può succedere il contrario, per cui è il padre che resta con i figli che, di fatto, sono prevalentemente gestiti dai nonni, ed è la moglie che, nei fine settimana, si sposta per raggiungere il marito.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">In questi casi i due partner si ritrovano, per lunghi periodi soli, in ambienti diversi e in città diverse e si relazionano per molti giorni con persone diverse. Ciò può favorire senza dubbio il <em>tradimento consolatorio, </em>causato dalla solitudine e della maggiore fragilità psicologica. Questa situazione può però provocare nel tempo una grave e insanabile frattura nella coppia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Oltre alla solitudine e alla fragilità psicologica, nei predetti casi i motivi che spingono all&#8217;infedeltà di coppia possono nascere anche dai conflitti che si creano nel momento in cui, uno dei due o entrambi, avrebbero voluto che l&#8217;altro, rinunciando al suo lavoro o gestendolo in maniera diversa, avesse potuto rinunciare a spostarsi in un&#8217;altra città e restare vicino alla famiglia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em style="color: #008080; font-size: medium;">L&#8217;infedeltà &#8216;usa e getta&#8217; o &#8216; mordi e fuggi&#8217;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em> </em>Se, come abbiamo detto sopra, in alcuni periodi e in alcune società il tradimento può nascere a causa della solitudine, della mancanza di comunione e dialogo, per la scarsa attenzione ai bisogni dell&#8217;altro o per motivi di nevrosi, per cui il partner infedele si sente in qualche modo giustificato nei suoi comportamenti, nel nostro periodo storico, con la massiccia diffusione della libertà sessuale e sentimentale, l&#8217;infedeltà ha assunto altre e più gravi caratteristiche.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Alcune persone, ed oggi sono tante, vedono la vita e il rapporto con gli altri in modo estremamente semplicistico, individualistico ed edonistico. Pertanto, non credendo nella monogamia o nella fedeltà, si sentono in diritto di avere rapporti sentimentali e sessuali con chi capita, quando capita, senza porsi alcun problema etico o morale. Queste persone pensano che sottomettersi alla legge morale significa reprimersi<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn3">[3]</a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">I motivi sono tanti:</span></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: medium;">Nelle società occidentali, le norme religiose e morali hanno perduto ormai da molto tempo, la capacità di indirizzare i comportamenti privati. La bontà di un&#8217;azione è giudicata da quello che ci si aspetta di ottenere in quel momento e non dalla considerazione che quell&#8217;azione sia giusta o ingiusta, sia conforme ai dettami della coscienza oppure no, sia o no moralmente lecita. In definitiva il danno che quell&#8217;azione può comportare alla stessa persona che la compie o agli altri, non è tenuto in alcuna considerazione o è ampiamente sottovalutato. In un&#8217;orgia di consumismo, individualismo, libertà sfrenata, senza alcun punto di riferimento ad un sistema di valori morali che trascenda l&#8217;individuo, è la persona stessa che crea i propri valori. &#8216;Un tempo era la società a giudicare una certa relazione sessuale morale o immorale, giusta o ingiusta; oggi i singoli si sono presi questo diritto di giudicare&#8217; (Harding, 1951, p. 212).  Il criterio ultimo per distinguere il bene dal male è suggerito dall&#8217;autorealizzazione e dal soddisfacimento immediato dei propri desideri e bisogni. Per tali motivi è concessa a tutti la possibilità di rendere ogni scelta sentimentale e sessuale totalmente e facilmente reversibile, in base ai propri desideri e bisogni del momento. A tutti, in definitiva, è concessa la possibilità di tornare sui propri passi, in modo tale da essere pienamente liberi nelle varie e molteplici relazioni. Pertanto, quando si ritiene che una situazione sentimentale o sessuale, che oggi è chiamata semplicemente &#8216;storia&#8217;, non sia sufficientemente valida e confacente, questa può essere interrotta in qualsiasi momento, con estrema facilità con un semplice messaggino, senza minimamente preoccuparsi delle conseguenze che questo tipo di comportamenti può provocare alle persone coinvolte, ai minori e alla società nel suo complesso. Per Harding <a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn4">[4]</a>: &#8216;Il caos che oggi regna nella morale sessuale è un fatto assolutamente moderno. In altre età il codice mutava con l&#8217;andar dei secoli; ma in genere, tutti quelli che si trovavano nelle medesime circostanze si attenevano a uno stesso codice&#8217;.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">L&#8217;amore è spesso ridotto a semplice infatuazione momentanea, se non a un&#8217;immediata soddisfazione sessuale. Aboliti ogni norma, ogni dovere, ogni obbligo morale o religioso, nonché ogni regola di comportamento, tacitati i sensi di colpa, pur d&#8217;inseguire il sogno e il desiderio di una felicità imperitura o almeno qualche ora o momento di piacere, non resta altro che scegliere la persona che più ci aggrada e ci attira o che in quel momento aneliamo conoscere, anche se, obiettivamente, si tratta soltanto dello sfizio d&#8217;un momento. In tal modo, pur di soddisfare ogni nostro immediato interesse, desiderio o capriccio, sono possibili infinite scelte e cambiamenti. Tra l&#8217;altro questa molteplicità di scelte è giudicata, dalla nostra odierna società occidentale, come qualcosa di moderno, poiché tende a rompere i rigidi schemi e dettami del passato. Per tale motivo lo scegliere come partner la persona che più ci aggrada, non importa se già fidanzata, sposata o convivente, è giudicato da ampi strati sociali un comportamento non solo naturale ma anche adeguato ai nostri tempi.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Altra causa della continua e incessante ricerca di altre persone con le quali avere dei rapporti &#8216;mordi e fuggi&#8217; è data dai numerosissimi messaggi che riceviamo ogni giorno, ad opera di un consumismo imperante. Messaggi che ci stimolano a sostituire e cambiare tutto ciò che non risponde ai nostri desideri e bisogni del momento. Pertanto, se quella donna o quell&#8217;uomo con cui abbiamo instaurato una relazione non ci dà in quel momento, ciò che ci aspettiamo, è giusto e sacrosanto cercare un&#8217;altra donna o un altro uomo, che ci offra quanto da noi in quel momento desiderato e cercato.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">A ciò si aggiungono gli stimoli presenti in una società fondata sui sentimenti e sulle emozioni del momento. Questo tipo di società insegna a disprezzare e disfarsi di ogni rapporto stanco e deludente, privo di quella passione e di quel mordente che possedeva nel periodo dell&#8217;innamoramento, proprio come di un bene di consumo &#8216;usa e getta&#8217; e giacché è risaputo che nel tempo, il calo della passione in una coppia non solo è fisiologico ma è anche scontato, è evidente che in questa logica sono molto pochi i rapporti che hanno la possibilità di salvarsi e di essere duraturi.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Vi è poi un altro elemento da non sottovalutare ed è la convinzione diffusa da una psicologia spicciola, poco o nulla scientifica, che collega il nostro malessere personale alle persone che in quel momento frequentiamo. Come dire: &#8216;Se tu non sei felice, anzi sei triste, ansioso, soffri di disturbi psicosomatici, sappi che quasi sicuramente, questi problemi sono dovuti alle persone che frequenti. Pertanto per curare il tuo umore, la tua ansia, la tua depressione è necessario cambiare vita. Soprattutto è necessario rimpiazzare le persone che ti stanno vicino, poiché sicuramente sono loro la causa dei tuoi malesseri&#8217;. Cosa molto spesso non vera, poiché buona parte dei nostri problemi psicologici ha origini molto lontane nel tempo.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">I facili rapporti mordi e fuggi sono dovuti anche alla frattura di quel gioco delle parti legato ai ruoli sessuali. Non più gli uomini che &#8216;ci provano&#8217;, mentre le donne con maggior criterio e sano discernimento selezionano e giudicano e per lo più negano di lasciarsi trasportare da avventure inconcludenti o negative, ma &#8216;tutti insieme appassionatamente&#8217;, uomini e donne alla ricerca di &#8216;storie&#8217; che siano apportatrici, anche se per pochi giorni, poche ore o qualche minuto, di passioni, piaceri ed emozioni violente, consumate in fretta, che si concludono altrettanto rapidamente lasciando molto amaro in bocca.</span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per tali motivi se fino a qualche anno fa la libertà sentimentale e sessuale era ammantata della necessità di rispondere all&#8217;impulso amoroso e pertanto si affermava con forza: &#8216;Va&#8217; dove ti porta il cuore&#8217;; o anche &#8216;Al cuore non si comanda&#8217;, oggi la motivazione sentimentale non è più necessaria. Il &#8216;mi piace e basta&#8217; serve a tappare la bocca a chiunque osi criticare o limitare ogni atteggiamento e comportamento iperliberale. &#8216;Mi piace e basta&#8217; quell&#8217;uomo, quella donna, quel gay, quella lesbica, quel transessuale. &#8216;Mi piace e basta&#8217;. E non importa se accanto a me o alla persona che mi piace avere come amante, vi è qualcuno che ha investito su quella relazione sogni, pensieri, sentimenti e anni della propria vita. Non importa se vi sono dei figli che soffriranno e grideranno il loro sconcerto, la loro inquietudine e la loro rabbia. &#8216;Mi piace e basta&#8217;. Queste quattro semplici paroline sono sufficienti a scacciare ogni critica e senso di colpa anche nei confronti delle reti familiari. Per Pirrone <a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn5">[5]</a>:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">&#8216;La relazione amorosa assume forme svariate, divenendo una realtà informe e mutevole, senza più tratti caratterizzanti, nemmeno quelli della differenza sessuale &#8211; contestata dalla cultura omosessuale e dalle recenti teorie del gender &#8211; né dalla generazione personale dei figli, aggirata dalle tecniche di fecondazione artificiale! La sempre maggiore flessibilità dello stare insieme, il credere sempre e comunque che tutto è relativo, trova riscontro, per esempio, in una nuova forma di relazione amorosa, definita &#8216;Living Apart Together&#8217; (Vivere insieme a parte o Vivere non insieme) LAT che va ad affiancarsi alle già presenti forme di convivenza senza matrimonio &#8216;.  In questo tipo di relazioni le coppie decidono di vivere in casa separate. <a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn6">[6]</a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">D&#8217;altra parte trovare un altro o un&#8217;altra che sia disponibile a questo tipo di rapporti, è diventato estremamente facile. è possibile &#8216;agganciare&#8217; un&#8217;altra o un altro per strada, sull&#8217;autobus o in metropolitana. è possibile farlo nell&#8217;ambiente di lavoro, come in palestra o in discoteca. In ogni luogo vi è la possibilità di effettuare incontri brevi, stuzzicanti e piacevoli. Per prendere contatto, incontrare e iniziare non una ma una molteplicità di &#8216;storie&#8217; che possono concludersi in pochi giorni o anche in pochi minuti di sesso vissuti nei bagni di qualche locale, vi è la possibilità di utilizzare internet e gli altri mezzi elettronici. Questi strumenti tecnologici, presenti ormai in ogni casa, come in ogni tasca o borsetta, sono pronti a mettere a disposizione e offrire, in ogni ora del giorno e della notte, centinaia di siti d&#8217;incontri reali e virtuali, che è possibile frequentare più o meno protetti dall&#8217;anonimato. Se tutto ciò non dovesse bastare, è possibile utilizzare i vari social network e chat, con i quali si possono inviare e ricevere centinaia di messaggi accattivanti. Pertanto, ormai da qualche decennio, il cercarsi, il trovarsi, l&#8217;innamorarsi o semplicemente il fare sesso, stando comodamente seduti nella propria casa, nel proprio ufficio o nel posto di lavoro, è diventato molto facile e immediato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per attirare e provocare l&#8217;attenzione dell&#8217;altro o dell&#8217;altra, può essere utile un corpo scultoreo. E ciò si prova ad ottenere frequentando le affollatissime palestre o iniziando interminabili diete. In aggiunta ad un corpo perfetto si può ricorrere a vari stratagemmi, tra i quali l&#8217;uso di numerose esplicite comunicazioni verbali e non verbali rivolte verso l&#8217;altro. Spesso si sprecano, in un clima di piena libertà e amicizia, sorrisi, atteggiamenti e ammiccamenti, che trasmettono segnali di disponibilità affettiva, amorosa o semplicemente sessuale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Allo stesso modo è accettato e incoraggiato, perché così fan tutti, il portare degli indumenti capaci di sorprendere, provocare, attirare, sedurre. Vestiti e accessori che stimolino l&#8217;interesse e i desideri, così da invogliare l&#8217;altro a lasciarsi andare ai sospirati approcci. Indumenti quindi capaci di evidenziare, esaltare e scoprire le parti del corpo atte a provocare un&#8217;intensa stimolazione sessuale. E tutto ciò non solo senza alcuno scrupolo verso il pudore, ma anche senza preoccuparsi minimamente che questi messaggi possano anche essere recepiti da persone che non vorremmo affatto incontrare sulla nostra strada.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Tuttavia, nonostante il nostro bisogno di socialità e dialogo vero e profondo, nonostante la facilità nell&#8217;iniziare una relazione, ci accontentiamo anche di esperienze sessuali molto povere che sfociano nel ridicolo, come gli scambi di coppia o, peggio ancora, l&#8217;uso di bambole di gomma e robot erotici.</span></p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="font-size: large; color: #008000;">Le conseguenze</span></h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il tradimento non è mai esente da una certa dose di sofferenza. I vissuti della persona ingannata possono essere molteplici ma sono sempre molto dolorosi, se non drammatici e traumatici.</span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: medium;">C&#8217;è, prima di tutto, un lutto da elaborare poiché abbiamo lasciato un compagno eppure una parte inconscia resta legata a lui.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">L&#8217;infedeltà compromette il dialogo interpersonale, poiché la comunicazione tra i due partner, mancando la stessa base su cui poggiare, crescere e alimentarsi, rappresentata dalla reciproca lealtà, rischia di scemare o anche di spegnersi.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Il tradimento subìto mette contemporaneamente in crisi la fiducia negli altri e quella in se stessi: &#8216;Cos&#8217;ha quello che io non ho?&#8217;, &#8216;Cos&#8217;ha da dare che io non riesco a dare?&#8217;, &#8216;Cos&#8217;ha visto quella in lui che io non ho visto?&#8217; Con l&#8217;animo lacerato si scopre di non conoscere l&#8217;altro. Si vede la persona amata diversa da come la si è sempre pensata. In definitiva la positiva immagine mentale di chi è a noi fisicamente vicino, di chi ci dovrebbe amare e rispettare, è svilita e compromessa. Si scopre di non conoscere se stessi e le proprie qualità, ci si sente deboli e impotenti. Il tradimento è, infatti, una sconfitta che genera dubbi angosciosi sulle proprie qualità personali o sulle proprie capacità nella scelta della persona d&#8217;amare.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">L&#8217;infedeltà genera dubbi sugli scopi della propria stessa esistenza: che senso ha la vita se non ci si può fidare neanche della persona che si ama e che diceva di amarci.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">L&#8217;infedeltà fa scadere il senso della propria responsabilità: &#8216;Se essere seri e fedeli porta a queste conseguenze, è meglio non essere responsabili e prendere dalla vita e dagli altri tutto quello che capita, quando capita, senza porsi alcun problema&#8217;.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Una delle conseguenze più gravi del tradimento è la destabilizzazione della psiche della persona tradita, giacché quel comportamento riesce a sconfiggere alcune certezze: come la fiducia negli altri, nell&#8217;essere coppia e che l&#8217;amore sia per sempre.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">L&#8217;infedeltà stimola l&#8217;altro a tradire a sua volta. La persona che ha subìto il tradimento pur di consolarsi, pur di migliorare l&#8217;autostima, pur di vendicarsi e ricambiare il male ricevuto, è facile che cerchi, a sua volta, di interessarsi e legarsi ad un altro.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">L&#8217;infedeltà stimola sentimenti di vendetta<em>.</em> &#8216;Come posso ricambiare il male che mi è stato fatto? Qual è la cosa più cara, alla quale lui/lei tiene che posso sottrargli: i figli, il denaro, l&#8217;onore, la vita?&#8217;</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Con l&#8217;infedeltà aumenta l&#8217;inquietudine e l&#8217;ansia. L&#8217;animo umano è molto complesso e sensibile ed ha dei bisogni primari, molto chiari e ben definiti, dai quali non può prescindere e fare a meno. Quando possiamo contare sull&#8217;amore di un&#8217;altra persona, in modo stabile e continuo, avvertiamo un caldo senso di sicurezza che ci permette di vivere con pienezza e serenità la nostra vita relazionale e lavorativa; quando invece viviamo dei rapporti che non hanno caratteristiche di stabilità e continuità, con molta facilità nasceranno e s&#8217;insinueranno nella nostra mente intense ansie e inquietanti paure. Tutte emozioni e sentimenti difficilmente gestibili, che spesso degenerano e si traducono in acredine e aggressività verso l&#8217;altro che non ha voluto o saputo costruire insieme a noi, qualcosa di solido e duraturo, qualcosa d&#8217;importante.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Il tradimento stimola sentimenti aggressivi e violenti rivolti non solo verso la persona che ci ha tradito ma anche di riflesso verso persone assolutamente innocenti: come i propri genitori o i genitori dell&#8217;altro, i figli, gli amici.</span></li>
</ul>
<h3 style="text-align: center;"><span style="font-size: x-large;">La gelosia</span></h3>
<p><span style="font-size: x-large;"> </span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/g0901937.jpg" width="118" height="187" border="0" /></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> Strettamente legato all&#8217;argomento precedente è quello della gelosia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questa emozione, che si configura come il timore di perdere l&#8217;altro o qualcosa che l&#8217;altro ci ha dato o ci potrebbe offrire, è una realtà presente in ogni relazione, in tutte le età, in tutti i popoli e in tutte le epoche storiche.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Sappiamo che prova gelosia il bambino verso il fratellino appena nato o nei confronti di quello particolarmente amato da parte di uno o di entrambi i genitori. è gelosa la bambina quando il papà bacia la mamma. Gli studenti sono gelosi dei compagni di classe più benvoluti dagli insegnanti. è gelosa la ragazza adolescente, quando la sua compagna preferisce sedersi nel banco insieme ad un&#8217;altra. E&#8217; gelosa la madre quando il figlio dimostra più attenzioni e affetto verso la nonna piuttosto che nei suoi confronti. I figli possono essere gelosi di uno o di entrambi i genitori quando, come avviene oggi sempre più spesso, dopo la separazione o il divorzio, papà e mamma iniziano delle &#8216;storie&#8217; con nuovi &#8216;amici&#8217; e &#8216;amiche&#8217;, &#8216;fidanzati&#8217; o &#8216;fidanzate&#8217;, &#8216;compagni&#8217; e &#8216;compagne&#8217;. Infine è geloso l&#8217;impiegato quando il capufficio dimostra più fiducia nei confronti dell&#8217;ultimo arrivato, piuttosto che verso di lui. In questi e in tanti altri casi l&#8217;aggressività, che frequentemente viene espressa, è finalizzata a proteggere dagli altri le persone, i sentimenti o le cose ritenute importanti per la propria vita personale, sociale e relazionale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Perché meravigliarsi allora se nelle relazioni sentimentali e amorose si è gelosi del proprio partner quando si teme, si pensa o si è certi che questi possa offrire o abbia offerto ad un altro, quella presenza, quell&#8217;amore, quelle cure, quell&#8217;affetto, ma anche quelle manifestazioni sessuali che prima offriva solo a noi? Perché meravigliarsi allora se l&#8217;aggressività, che nasce dalla gelosia, si attiva nei confronti di chi attenta al nostro ruolo di padre o madre, di marito o moglie o contro chi ha distrutto o intende distruggere la nostra famiglia, sognata e fantasticata fin dall&#8217;infanzia e che si è riusciti a costruire a costo di immensa fatica e abnegazione?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Solo quando sappiamo di poter contare sull&#8217;amore di un&#8217;altra persona in modo stabile e continuo, avvertiamo quel caldo senso di sicurezza che ci permette di vivere con pienezza e serenità la nostra vita relazionale e lavorativa. Al contrario, quando i rapporti, soprattutto quelli particolarmente intensi e coinvolgenti, non hanno caratteristiche di stabilità e continuità, saranno immancabili le ansie, le paure, le insicurezze e le inquietudini. Emozioni e sentimenti questi che spesso generano e si traducono in gelosia e acredine verso l&#8217;altro che non ha voluto o saputo costruire qualcosa di solido e duraturo, ma anche verso chi ci ha sottratto qualcosa di molto importante.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/ESAMINA.jpg" width="204" height="219" border="0" /></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> Il temere, o peggio il constatare, che della presenza, degli affetti, delle emozioni e dei sentimenti che la persona amata ci donava, possano usufruirne altri, può scatenare, come di fatto avviene frequentemente, intense emozioni aggressive e distruttive, fatte di rabbia e collera, non sempre controllabili e controllate. Queste emozioni negative non possono che stimolare e a volte purtroppo fanno mettere in atto, pensieri violenti e distruttivi di vendetta, nei confronti di chi si è allontanato da noi per dare il proprio amore, il proprio corpo, le proprie cure, i propri beni ad altri, ma anche verso chi ci ha sottratto o privato di qualcosa per noi necessario e importante, ma che anche sentiamo che in qualche modo, ci appartiene. In queste occasioni è facile aspettarsi anche una maggiore irritabilità, aggressività e diffidenza verso tutti, ma soprattutto verso il genere sessuale che l&#8217;altro rappresenta: &#8216;Tutti gli uomini sono&#8230;&#8217; &#8216;Tutte le donne sono &#8230;&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per quanto riguarda l&#8217;altra modalità, che viene spesso suggerita e cioè quella dell&#8217;indifferenza e del controllo assoluto delle proprie emozioni, cosa che in parole povere e volgari si traduce in: &#8216;Chi se ne frega, lui/lei faccia quello che vuole, io farà lo stesso&#8217;, è questa una modalità ancora peggiore della prima, giacché porta all&#8217;anestesia dei sentimenti e delle emozioni. Anestesia che rende totalmente fredde e vuote le relazioni umane, anche quelle più intime e profonde.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Tra l&#8217;altro, per alcuni autori ciò è praticamente impossibile per una persona con normale equilibrio psichico. Per Andreoli<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn7">[7]</a>:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> &#8216;La gelosia dipende dall&#8217;attaccamento verso persone e cose ed è proporzionale alla loro importanza. L&#8217;amore e la gelosia sono due facce della stessa realtà: chi afferma di voler bene a una donna tanto da desiderare soltanto la sua felicità, anche con un altro, è un masochista folle, un razionalista delirante&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/g0600921.jpg" width="359" height="299" border="0" /></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<h6 style="text-align: justify;"><span style="font-size: large; color: #008000;">Gelosia fisiologica e patologica</span></h6>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Spesso oggi, come in passato, si dibatte se nei rapporti di coppia sia accettabile o meno la gelosia. I detrattori di questo sentimento giudicano la gelosia con molta severità. Per questi non è amore ma possesso, anzi è considerata &#8216;Il veleno dell&#8217;amore&#8217;, &#8216;Il sentimento che distrugge l&#8217;amore&#8217;, &#8216;Una forma esplicita di mancanza di fiducia e di rispetto nei confronti di chi sta accanto a noi&#8217;, &#8216;Qualcosa che può annientare l&#8217;intesa tra i sessi&#8217;, &#8216;Ma anche qualcosa capace, tra l&#8217;altro, di innescare dei conflitti difficilmente risolvibili, che possono sfociare in tragedia&#8217;. Per tali motivi, i detrattori della gelosia pensano che gli individui che si fanno coinvolgere da questo sentimento siano sicuramente delle persone psicologicamente disturbate e represse ma siano anche dei retrogradi che ancora nutrono sciocchi sentimenti possessivi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Altri invece ritengono che questo sentimento non sia stato inventato da uomini e donne possessivi ed egoisti ma che sia fondamentale al benessere delle singole persone, delle famiglie e della società. Essi credono inoltre che un po&#8217; di gelosia lusinghi il partner, facendolo sentire importante, anzi essenziale per il benessere dell&#8217;altro e che le dimostrazioni della gelosia siano salutari e gratificanti, poiché in definitiva sono delle dimostrazioni d&#8217;amore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">D&#8217;altra parte come dimenticare che anche l&#8217;uomo, come tutti gli animali, possiede l&#8217;istinto di proteggere quanto è suo, quanto gli è caro, quanto è indispensabile alla propria salute fisica e psichica? In definitiva attaccare chi ci minaccia, chi ci sottrae qualcosa d&#8217;importante o non tiene conto dei nostri sentimenti e bisogni, è un comportamento istintivo fondamentale per la sopravvivenza dell&#8217;individuo e della specie.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La diffusione di questo sentimento ci fa quindi pensare che la <em>gelosia fisiologica</em> sia naturale e normale, poiché ha degli scopi ben precisi e importanti in ogni relazione. Essa nasce, ripetiamo, dal bisogno istintivo di avere accanto a sé in modo continuo la o le persone che possono darci il loro affetto, il loro amore, la loro passione, le loro cure, le loro attenzioni e quindi serve a difendere ciò che per noi è fondamentale o comunque importante. Questo sentimento è in fondo uno dei tanti meccanismi atti a proteggerci e tutelarci dalla perdita di qualcosa di essenziale per la nostra vita o per il nostro benessere fisico e psichico.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Dal punto di vista sociale la gelosia è un elemento fondamentale per rendere più stabili le relazioni, tutte le relazioni, soprattutto quelle che costituiscono il fondamento stesso della società, come le relazioni affettive e sessuali, per le quali la stabilità è indispensabile, sia per il benessere psicologico personale di ogni componente la relazione, uomo, donna o minore che sia, sia per costruire e condurre proficuamente un progetto di famiglia serio e funzionale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Al contrario tutte le società come le nostre, nelle quali sono frequenti e numerose le situazioni d&#8217;instabilità affettiva, sono anche quelle nelle quali si registrano più frequenti i malesseri personali, esistenziali e sociali come la depressione, l&#8217;ansia, la chiusura ma anche i sentimenti e i comportamenti violenti e aggressivi. Il motivo è semplice da comprendere: quando si teme o peggio si constata, che dei doni di chi ci sta vicino possano usufruirne altri, è facile che si scatenino intense emozioni distruttive fatte di rabbia e collera, non sempre controllabili e controllate o al contrario sentimenti depressivi con manifestazioni di apatia, astenia e chiusura.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per quanto riguarda invece la <em>gelosia patologica</em>, questa si riconosce facilmente poiché le sue manifestazioni non sono legate alla realtà esterna alla persona, ma sono frutto di conflitti e percorsi psicologici interiori disturbati o alterati. Questo tipo di gelosia è tra l&#8217;altro facilmente evidenziabile, per la presenza di proiezioni e difese eccessive e abnormi in soggetti insicuri e ansiosi, non solo nei confronti degli altri, ma soprattutto nei confronti di se stessi e delle proprie capacità e qualità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Nonostante ciò, si continua a combattere la gelosia fisiologica senza accorgersi minimamente delle tragiche conseguenze che ciò comporta. Tra l&#8217;altro, da parte delle leggi dello stato italiano, poche e blande norme sono presenti per cercare di diminuire le occasioni di tradimento. Al contrario è severamente punito che viola la privacy. Sono puniti il marito o la moglie, il fidanzato o la fidanzata che guardano nel telefonino del partner o fanno controllare e fotografare l&#8217;altro per escludere o confermare un tradimento. Sono beffeggiati il marito o la moglie, il fidanzato o la fidanzata, che osano manifestare sospetti sulla fedeltà del partner. Si plaude a tutte le applicazioni presenti negli strumenti elettronici immessi sul mercato, che rendono il contatto tra i sessi sempre più facile e alla portata di tutti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questa difesa esasperata dell&#8217;individuo e non delle relazioni affettive, sessuali e sentimentali che questi vive, ha delle conseguenze disastrose sulla vita relazionale delle persone, giacché le emozioni e i sentimenti non possono essere cancellati, ma solo repressi. Per tale motivo le crociate contro la gelosia fanno diminuire le manifestazioni più sane e fisiologiche di questo sentimento, mentre accentuano il numero e la gravità delle manifestazioni più gravi e patologiche.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Pertanto, se il coniuge non può controllare il telefonino o le e-mail dell&#8217;altro per prevenire ed evitare un iniziale rapporto che potrebbe portare all&#8217;adulterio, quando poi questo si realizza, squassando e distruggendo l&#8217;intesa della coppia ma anche le famiglie interessate, la stessa legge è costretta a intervenire sulle sue tragiche conseguenze. è costretta a intervenire nelle liti tra i coniugi; nei momenti di separazione, divorzio e affidamento dei figli ed è costretta a farsi carico della cura delle problematiche psicologiche dei minori, delle persone coinvolte e della povert? di uno o di entrambi i coniugi. è evidente che tutto ciò comporterà un notevole aggravio economico a carico delle singole persone, della società civile e dello stato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">In molti casi l&#8217;assoluta mancanza di prevenzione costringer? successivamente la legge ad intervenire anche sui cosiddetti &#8216;drammi della follia&#8217;, nei quali, mariti esasperati e umiliati feriscono, aggrediscono o uccidono i figli, le mogli e anche se stessi, mentre queste ultime, altrettanto esacerbate, scaricano la loro aggressività sui minori picchiandoli, uccidendoli o privandoli del loro diritto di continuare ad avere uno stabile e proficuo rapporto con il loro padre.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<h3> </h3>
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<h5><span style="color: #ff6600;"><a style="color: #ff6600;" href="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Ti-odio-Template2.pdf"><strong>Tratto dal libro di Emidio Tribulato: &#8216;Ti odio!&#8217;- Conflitto e aggressività e violenza tra i sessi&#8217;. </strong></a></span></h5>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref1">[1]</a> Le Van C., Le Gall D. (2011), &#8216;I volti dell&#8217;infedeltà coniugale&#8217;, <em>Psicologia contemporanea</em>, settembre &#8211; ottobre  p. 30.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref2">[2]</a> Le Van C., Le Gall D. (2011), &#8216;I volti dell&#8217;infedeltà coniugale&#8217;, <em>Psicologia contemporanea</em>, settembre &#8211; ottobre  p. 31.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref3">[3]</a> Harding E., (1951), La strada della donna, Astrolabio, Roma, p. 281.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref4">[4]</a> Harding E., (1951), <em>La strada della donna,</em> Roma, Astrolabio, p. 209.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref5">[5]</a> Pirrone, C.,  (2014), &#8216;Come dire: Ti prometto di essere fedele sempre&#8217;, <em>Famiglia oggi</em>,  n. 3, p. 54-55.</span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref6">[6]</a>In Italia, secondo i dati Istat del 2003 la percentuale di coppie LAT nella classe dopo i quaranta anni era del 4,8%. </span></p>
</div>
<div>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref7">[7]</a> Andreoli, V. (1995), <em>La violenza &#8211; dentro di noi, attorno a noi</em>, Fabbri editore Corriere della sera, Milano, p. 283.</span></p>
</div>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Disagio e visione negativa del sesso opposto</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/03/26/disagio-e-visione-negativa-del-sesso-opposto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 00:04:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono molti i segnali che ci suggeriscono un aumento del disagio fra i due generi nel mondo occidentale e nel nostro periodo storico. Aumentano le separazioni, i divorzi. Aumentano i single. Sono in aumento le azioni legali e i processi per violenza, intentate dall&#8217;uno e...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/woman-2003647__340-1.jpg" width="510" height="340" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Sono molti i segnali che ci suggeriscono un aumento del disagio fra i due generi nel mondo occidentale e nel nostro periodo storico.</span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: medium;">Aumentano le separazioni, i divorzi.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Aumentano i single.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Sono in aumento le azioni legali e i processi per violenza, intentate dall&#8217;uno e dall&#8217;altro sesso.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Aumenta la sfiducia nei confronti dell&#8217;altro, espressa sia verbalmente sia nei comportamenti.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Diminuisce la sollecitudine, l&#8217;accoglienza e la disponibilità tra uomini e donne nella cura reciproca.</span></li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #339966;">La visione negativa del sesso opposto</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Una delle più importanti cause socio-relazionali che altera notevolmente il rapporto tra i sessi è dovuta all&#8217;attuale visione negativa del sesso opposto. Nell&#8217;incontro e nei rapporti che instauriamo con l&#8217;altro sesso, siano essi superficiali oppure molto intensi e profondi, sono insite e non potrebbe essere diversamente, tutte le problematiche riguardanti il rapporto con la diversità. Come dice Ackerman<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn1">[1]</a>:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">&#8216;Dalla nascita alla morte l&#8217;essere umano si muove, muta e si sviluppa in funzione del suo modo di adattarsi alla diversità. Vengono dei momenti in cui è inevitabile il conflitto; esso è intrinseco alla lotta per l&#8217;esistenza, intrinseco al processo di cambiamento e di sviluppo&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il rapporto con il diverso non è stato mai facile. In alcuni periodi storici e in alcune società, l&#8217;incontro con popoli e persone con caratteristiche diverse per religione, valori, cultura, usi, costumi, visione del mondo, è stato visto come un&#8217;occasione d&#8217;arricchimento, confronto e intesa, mentre, in altri casi e in altri periodi storici, le differenze sono state giudicate un grave problema da contrastare in ogni modo, mediante una netta opposizione, utilizzando dei comportamenti di esclusione, chiusura e lotta. In altri casi si è preteso, da chi è diverso da noi, la completa omologazione alla nostra cultura, alle nostre leggi, ai nostri usi e costumi, alla nostra lingua, alla nostra religione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questo modo di vedere e affrontare la diversità è stato sempre presente nel campo sociale e nelle relazioni tra popoli ed etnie diverse. Ciò ha provocato un&#8217;interminabile serie di conflitti, emarginazioni, guerre di religione ma anche i tanti incredibili orrori dei campi di sterminio, i quali avevano come obiettivo dichiarato l&#8217;eliminazione fisica del &#8216;diverso&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questa paura di confrontarsi con chi ha qualcosa di differente da noi, questo rifiuto di conoscere, accogliere e accettare chi ha lingua, religione, usi e costumi, caratteristiche fisiche, colore della pelle, diversi dai nostri, questo rinunciare ad instaurare con quelli una collaborazione ed un&#8217;intesa proficua, negli ultimi decenni ha coinvolto anche il campo delle differenze sessuali. Pertanto per molti l&#8217;altro sesso è diventato uno sconosciuto da tenere alla larga, un nemico da accusare di ogni possibile nefandezza, un essere da allontanare e demonizzare.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/model-2911332__340.jpg" width="509" height="340" /></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Come soluzione atta ad evitare continui contrasti e scontri, da più di mezzo secolo si punta sull&#8217;omologazione, utilizzando l&#8217;educazione. è diventato quasi un assioma affermare che bambine e bambini, uomini e donne per meglio comprendersi e accettarsi, non potendo essere, almeno per il momento uguali, sarebbe bene fossero per quanto possibile molto simili tra loro. Per raggiungere questa finalità e per fare in modo che non vi sia alcuna differenza, si ritiene utile che uomini e donne siano educati allo stesso modo, vestano in modo simile, si comportino allo stesso modo, abbiano lo stesso linguaggio, s&#8217;impegnino nelle stesse attività lavorative e sociali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Anche in questo campo, pur di non affrontare le difficoltà di una relazione tra diversi, si è preferito scegliere lo scontro o l&#8217;omologazione, senza curarsi del fatto incontestabile che la diversità, sia nel campo delle relazioni tra popoli, sia soprattutto nelle relazioni tra i sessi, che sono portatori di specifiche e particolari qualità e capacità, quando è accettata, accolta e ben gestita, è non solo utile ma preziosa. Essa offre la possibilità di un notevole arricchimento reciproco, che non si potrebbe assolutamente ottenere in altro modo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Al contrario, quando la diversità è contrastata o negata, si ottiene non solo un impoverimento personale e sociale ma, inevitabilmente, si provoca l&#8217;insorgere di notevoli e gravi incomprensioni, contrasti e scontri violenti. La prova più evidente della ricchezza apportata dall&#8217;integrazione è presente in ognuno di noi. è noto, infatti, che l&#8217;Io dell&#8217;individuo nasce e si sviluppa proprio mediante le prime relazioni che egli instaura con soggetti diversi da lui. Dapprima ogni bambino che nasce si confronta con la madre, subito dopo con il padre e poi con gli altri suoi familiari: fratelli, sorelle, nonni, zii. In seguito, quest&#8217;Io che è nato proprio dal rapporto con gli altri e dall&#8217;integrazione delle differenze, ha la possibilità di crescere, divenendo sempre più maturo, responsabile, duttile, forte e culturalmente ricco, proprio mediante il confronto e la parziale inclusione di pensieri, esperienze, sensazioni ed emozioni trasmesse da persone che possiedono età, sesso, pensieri, caratteristiche sociali e individuali diverse dalle proprie. Come dice Roberto<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn2">[2]</a>: &#8216;Senza il confronto con la differenza, e cioè senza la relazione, non si porrebbe l&#8217;identità. Senza l&#8217;altro l&#8217;Io non sarebbe: per questa ragione l&#8217;Io dovrà imparare a dialogare con l&#8217;altro, e solo dialogando con l&#8217;altro, l&#8217;Io troverà un&#8217;armonia con se stesso&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Detto questo, non possiamo tuttavia sottovalutare quanto sia complesso e difficile affrontare le diversità. Nel caso dell&#8217;incontro uomo &#8211; donna bisogna saper sfidare sia le problematiche legate alle diverse caratteristiche individuali, sia quelle dovute all&#8217;identità e al ruolo di genere. Questo percorso relazionale è sicuramente impervio, tanto che è necessario possedere una buona maturità e serenità personale per riuscire a compierlo. Questo percorso è certamente faticoso, tuttavia è un cammino indispensabile, se si vuole raggiungere una crescita personale e sociale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/ipad-1721428__340.jpg" width="474" height="340" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per Roberto<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn3">[3]</a>:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">&#8216;La quotidiana convivenza con la diversità ci mette in confronto e pone problemi tali da non poter essere ignorati, ma anzi spinge verso l&#8217;adozione di strategie culturali e d&#8217;accoglienza. Un confronto che implica la disponibilità, da parte degli individui che entrano in relazione, a mettere in discussione le proprie credenze, i propri valori, i presupposti di base su cui noi stessi costruiamo la nostra identità sia individuale che collettiva. Ma tale disponibilità richiede non solo il coraggio di cambiare, ma anche l&#8217;impegno che deve essere profuso nella trasformazione, nonché la capacità di affrontare i costi psicologici, sociali ed economici che sono necessari per il cambiamento&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">? evidente che se nei riguardi degli atti e dei comportamenti del sesso opposto, disponiamo il nostro animo alla fiducia, alla disponibilità e all&#8217;ascolto, saranno più facili l&#8217;intesa, l&#8217;incontro e l&#8217;accoglienza. Se invece siamo portati a giudicare negativamente e con sospetto ogni parola o comportamento di chi ci sta accanto, oppure se la nostra mente è permeata da molti, intensi e coinvolgenti pregiudizi, tutte le relazioni che intraprenderemo con l&#8217;altro sesso, anche quelle che a noi, nell&#8217;esaltazione della fase dell&#8217;innamoramento, ci appaiano splendide e meravigliose, anche quelle saranno, dopo poco tempo, influenzate negativamente. Cosicché questi rapporti perderanno, in breve tempo, ogni fascino e ogni attrattiva, così da farci assumere i soliti atteggiamenti di esclusione consistenti in repulsione, allontanamento, lotta o, al massimo, nell&#8217;assurda richiesta di una piena e totale omologazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Purtroppo questo è ciò che è avvenuto negli ultimi decenni, da quando il femminismo e l&#8217;individualismo più esasperato hanno sparso a piene mani, tra uomini e donne, acredine, invidia e sospetto reciproco, mettendo in tal modo i due sessi l&#8217;uno contro l&#8217;altro. Pertanto, come succede per ogni situazione impostata su questi presupposti, è diventato quasi una costante, il piacere di demolire e contrastare l&#8217;immagine positiva del sesso opposto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Da molti, troppi anni, non passa giorno che non siano esaltate le maggiori e migliori qualità femminili e le loro &#8216;conquiste&#8217; in tutti i campi dello studio, della politica, del lavoro e della famiglia mentre, contemporaneamente, sono denigrati e stigmatizzati, in maniera spesso ingenerosa e ingiusta, tutti i comportamenti maschili, sia del passato sia del presente. E ciò non solo quando questi atti realmente hanno leso, ledono o potrebbe danneggiare in modo grave il corpo, l&#8217;immagine, la dignità e la sensibilità delle compagne, ma anche quando sono semplicemente &#8216;diversi&#8217; e pertanto richiederebbero un maggiore sforzo di comprensione e accoglienza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Da vari lustri il nemico &#8216;uomo&#8217; è diventato agli occhi di molte donne &#8216;l&#8217;essere cattivo&#8217;, che ha tenuto schiavo il genere femminile del passato, &#8216;l&#8217;essere falso e bugiardo&#8217;, poiché ogni cosa che propone e richiede ha come scopo riportare la donna in una condizione di sudditanza sociale, per continuare a relegarla in un ruolo subalterno dal quale si è finalmente liberata, l&#8217;uomo è diventato &#8216;l&#8217;essere traditore ed infido&#8217;, pronto ad abbandonare e ingannare le aspettative di ogni donna che scioccamente pone in lui fiducia e speranza e infine, &#8216;l&#8217;essere arrogante, aggressivo e violento&#8217;, il quale ghermisce con sopraffazione il corpo e lo spirito delle fanciulle che incontra sul suo cammino, ferendo e uccidendo quelle che si oppongono ai suoi desideri lascivi, ai suoi capricci, nonché ai suoi bisogni egoistici. Pertanto l&#8217;uomo, ormai da molti decenni è diventato l&#8217;essere dal quale proteggersi, l&#8217;essere da controllare, temere e, quando è il caso, denunciare alle prime avvisaglie di sopraffazione o violenza, per evitare di essere preda delle sue continue nefandezze. Nelle testimonianze raccolte da Belotti, gli uomini sono definiti dalle loro compagne come: noiosi, prolissi, antipatici, odiosi, prevaricatori, avari, meschini, sprezzanti, sessualmente egoisti, presuntuosi, competitivi, complessati, inibiti, conformisti, tristi, ecc.&#8217;<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn4">[4]</a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Ma così come di solito avviene tra &#8216;nemici&#8217;, anche l&#8217;uomo ormai da molto, troppo tempo, ha sviluppato anticorpi e difese nei confronti del sesso opposto, intravedendo e sottolineando nell&#8217;essere femminile tutti i possibili tratti problematici o negativi, in qualche modo e in qualche caso presenti, pur di difendersi e contrattaccare. Pertanto anche per l&#8217;uomo l&#8217;elenco delle accuse verso l&#8217;altro sesso è diventato lungo, ma altrettanto ingiusto e ingeneroso, come quello stilato dalle donne.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Le accuse a quello che una volta era il &#8216;gentil sesso&#8217; da sognare, idealizzare, proteggere e per cui spasimare, riguardano l&#8217;alterigia, l&#8217;instabilità d&#8217;umore, la facile irritabilità e l&#8217;incontentabilità, nonché la sempre maggiore arroganza, aggressività e violenza, espressa in modi tali che, se è difficile o impossibile dimostrarla davanti a un giudice, perché fatta più di parole e comportamenti che non di lesioni fisiche, sarebbe spesso gravemente presente in molti rapporti di coppia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Le critiche e i giudizi negativi non finiscono qui. Le donne sono accusate di essere molto volubili, di seguire in modo dissennato le mode del momento, senza compiere alcuna valutazione razionale, cosicché spesso il loro modo di vestire appare in alcuni casi sciatto e informe, mentre in altri casi è chiaramente ridicolo e volgare. Per non parlare delle scarse capacità nella cura dei figli, della casa, nonché degli uomini che, per loro disgrazia, si legano ad esse. Inoltre come fidarsi delle donne se queste, avvertendo e seguendo, senza molto riflettere e valutare, ogni impulso del momento, dettato dai loro volubili sentimenti, emozioni o capricci, sono facilmente disponibili al tradimento sentimentale e sessuale? E infine che fiducia avere nei loro confronti quando è evidente che molte di esse, dopo aver tradito il loro uomo che dicevano di amare, sono pronte a togliergli non solo l&#8217;onore e i beni ma anche l&#8217;amore dei figli?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Che da questa concezione negativa delle persone dell&#8217;altro sesso, possano nascere segni di reciproca incomprensione e conflittualità, che in un momento successivo, potrebbero sfociare in comportamenti e atti aggressivi, è qualcosa di facilmente prevedibile e anche difficilmente evitabile.</span></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #339966;">La scomparsa di un corretto galateo tra i sessi</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Una delle tante conseguenze della presenza di una continua e incessante lotta tra uomini e donne, è stata la scomparsa quasi totale di ogni indicazione che, nelle generazioni passate, era presente nel galateo tra i due sessi. Queste indicazioni imponevano agli uomini e alle donne una serie di precisi comportamenti, atti a proteggere, curare, rispettare, far stare bene e rassicurare l&#8217;altro. Queste indicazioni e consigli che venivano dati dalla società nel suo complesso, ma soprattutto dai genitori ai figli, permettevano a ogni uomo e donna di avere una base sicura dalla quale muoversi, nel momento in cui volevano confrontarsi con il sesso opposto, per intraprendere e costruire un rapporto armonioso, rispettoso e stabile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Sia agli uomini sia alle donne, tenendo presenti le loro caratteristiche peculiari, erano indicate le migliori norme per proteggere, aiutare, rassicurare, gratificare, rendere sereno e per quanto possibile lieto, l&#8217;altro sesso. Queste istruzioni erano così cogenti e numerose, da apparire oggi assolutamente poco credibili e fuori luogo. L&#8217;episodio personale che qui descrivo ne è un esempio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="font-size: medium;">Il mio vecchio padre soffriva da molto tempo del morbo di Parkinson. Mi ero reso disponibile a curarlo personalmente ma, data la patologia cronica e ingravescente, i risultati erano stati modesti. Pertanto, tenendo conto della mia giovane età e della mia scarsa esperienza nel settore, mi chiese di prenotargli una visita presso un altro specialista, molto più anziano di me e sicuramente molto più illustre, che visitava a Roma. Naturalmente acconsentii subito alla sua richiesta e così prenotai anche l&#8217;aereo per la Capitale. Il viaggio di andata si svolse senza particolari problemi, tranne le continue attenzioni e l&#8217;aiuto che dovevo necessariamente fornire al vecchio genitore, quando era costretto a camminare, sedersi, alzarsi e, soprattutto, quando fu costretto a salire le scalette dell&#8217;aereo che, a quel tempo, erano piuttosto strette e ripide.</span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="font-size: medium;">I guai cominciarono quando arrivammo nella clinica privata, dove visitava l&#8217;illustre collega neurologo. Data la fama di questi, i pazienti presenti nella sala d&#8217;attesa erano numerosi, per cui riuscii con difficoltà a trovare una sedia nella quale sistemare il traballante genitore. Contento e soddisfatto della mia impresa, aspettavo in piedi che la gentile segretaria ci chiamasse quando, dopo pochi minuti, alzando gli occhi dalla rivista che avevo appena iniziato a leggere, lo vidi alzarsi di scatto per cedere il suo posto a una donna molto più giovane e sicuramente molto più stabile di lui. Assolutamente conscio delle problematiche motorie e dello scarso equilibrio dell&#8217;anziano genitore non persi tempo nel cercare un altro posto dove farlo accomodare.</span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="font-size: medium;">Cercando nuovamente di rilassarmi ritornai a leggere gli articoli della rivista quando, alzando gli occhi, lo rividi nuovamente in piedi, mentre il suo posto era occupato da un&#8217;altra donna. A questo punto non riuscii a trattenermi dal rimproverarlo, anche se in modo affettuoso, per quel gesto imprudente, facendogli notare che, a causa della sua instabilità motoria, rischiava di cadere da un momento all&#8217;altro. Fui tuttavia sopraffatto e bloccato dalla sua risposta ferma e decisa: &#8216;Io, uomo, non posso starmene tranquillamente seduto, mentre una signora è in piedi&#8217;.</span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="font-size: medium;">Rassegnato, andai nuovamente alla ricerca di un&#8217;altra sedia!</span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="font-size: medium;">Prima che arrivasse il suo turno, la stessa scena si ripetè più volte: immancabilmente mentre io mi affannavo a cercare e trovare una sistemazione più sicura per lui, in qualche poltrona o sedia che fosse, egli, con uno scatto fulmineo, anche se barcollando, si alzava per cedere il suo posto a ogni donna che entrava nella sala d&#8217;attesa.</span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="font-size: medium;">Dopo la breve visita, ritornando all&#8217;aeroporto, m&#8217;illusi che i problemi dovuti all&#8217;estrema sua disponibilità e cortesia nei confronti del genere femminile fossero terminati, anche perché, nelle sale d&#8217;attesa, vi erano molti posti liberi. Tuttavia qualcos&#8217;altro colpì la sua attenzione. Proprio accanto a noi si era seduta una donna di non più di quarant&#8217;anni. Dopo aver saputo che la signorina viaggiava da sola, nel mio vecchio padre emerse immediatamente il mai sopito istinto cavalleresco, pertanto non poté esimersi dal prendere la donna sotto la sua ala protettrice.</span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="font-size: medium;">Le richieste nei miei confronti affinché nulla mancasse alla solitaria viaggiatrice erano categoriche: &#8216;Lo sai che negli aeroporti vi possono essere dei ladri? Che aspetti a sistemare la valigetta della signorina accanto a noi?&#8217; &#8216;Non rimanere l? impalato, vai al bar a comprare quello che la signorina desidera, non può certamente rimanere a digiuno!&#8217;. &#8216;Chiedile se deve andare ai servizi e in tal caso accompagnala&#8217;.</span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="font-size: medium;">Anche durante l&#8217;imbarco egli non riuscì ad esimersi dal prestare il suo sostegno e i suoi servizi da perfetto gentiluomo alla donna. Pertanto, agli osservatori si offrì uno spettacolo che oggi apparirebbe assolutamente incredibile: quello di un giovane figlio, costretto a tenere con una mano una valigia, mentre con l&#8217;altra cerca di aiutare il vecchio padre disabile che, sbilenco, si arrampica sui gradini di una ripida scaletta di aereo, rischiando in ogni momento di cadere, mentre questi, dal canto suo, non può esimersi dal tenere ben stretta in mano, la valigetta d&#8217;una giovane donna la quale, con fare spedito, sicuro e leggiadro, precede tutto il gruppo!</span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="font-size: medium;">Il compito del vecchio gentiluomo terminò soltanto quando, arrivati all&#8217;aeroporto di Catania, poté consegnare al genitore della signorina, sana e salva la figlia, che aveva curato e protetto per tutto il tempo del viaggio.</span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Dicevamo una scena poco credibile oggi, giacché tali comportamenti, non soltanto non sono valorizzati, ma da molto tempo sono aborriti e anche completamente aboliti sia dagli uomini sia dalle donne. Ognuno, uomo o donna che sia, non importa se giovane o anziano, si sente in diritto di comportarsi nei confronti dell&#8217;altro sesso, così come gli aggrada in quel momento, senza tener presente la sensibilità e le attese di chi dovrebbe rispettare e, soprattutto, senza tener in alcun conto i bisogni e le necessità di chi ha di fronte o si trova accanto a lui. Se gli uomini non pensano affatto a cedere il posto alle donne sull&#8217;autobus o in metropolitana, né sono disposti a pagare il conto dell&#8217;amica al ristorante o portare i libri della compagna quando si recano insieme a scuola, le donne, da parte loro, non sono assolutamente disponibili a ricambiare con qualche altra gentilezza o cortesia l&#8217;altro sesso. Ognuno di loro, chiuso nel suo egoismo, pensa piuttosto a come difendersi e offendere piuttosto che al modo migliore per aiutare, assistere e far piacere all&#8217;altro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Con tali comportamenti è facile capire come tra i due sessi siano diventati molti più frequenti gli atteggiamenti che fanno soffrire piuttosto che quelli che fanno gioire. Altrettanto facile immaginare quanto siano più numerosi i comportamenti che rendono insicuro, irritabile e aggressivo chi ci sta accanto, piuttosto che i gesti e le parole atti a rassicurare, rasserenare e proteggere. La disponibilità a un piccolo o grande sacrificio, pur di essere vicini e aver cura dell&#8217;altro, è considerata retaggio di lontani periodi storici, quando uomini e donne erano schiavi di questi comportamenti ed atteggiamenti altruistici e cavallereschi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Tutto ciò è avvenuto, lo sappiamo benissimo, nel momento in cui l&#8217;uguaglianza nella dignità e nella responsabilità dei sessi è stata trasformata in uguaglianza nei ruoli, nei comportamenti, nelle aspirazioni, nei desideri, negli atteggiamenti e nei comportamenti. &#8216;Se la donna che sta accanto a me, uomo, è come me, perché dovrei cederle il mio posto in autobus o in metropolitana? Perché dovrei usare un linguaggio attento alla sua sensibilità? Perché dovrei esentarla dagli impegni e lavori più difficili, gravosi, sporchi o pericolosi? Perché mai dovrei proteggerla e rassicurarla? Si arrangi!&#8217;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">D&#8217;altra parte, se non tutte, anche molte donne rese, almeno apparentemente, sicure e forti delle loro idee di uguaglianza, non accetterebbero più di essere trattate con la delicatezza e l&#8217;attenzione riservate alle loro madri e nonne del passato; così come non accetterebbero di essere esentate dai lavori più pericolosi e gravosi; né tantomeno vorrebbero essere escluse dall&#8217;ascoltare i racconti, le parolacce e le barzellette più spinte e piccanti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questi comportamenti maschili, che una volta erano spontanei e naturali, oggi sarebbero giudicati come un venir meno dei principi di uguaglianza e quindi significherebbe per loro sentirsi trattate come &#8216;donnicciole d&#8217;altri tempi&#8217; e non come delle donne forti, sicure di sé, coraggiose, impavide, pienamente libere ed emancipate, che non hanno alcun bisogno di protezione e cura da parte del sesso opposto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La stessa cosa avviene per il sesso femminile: &#8216;Se l&#8217;uomo che è accanto a me è come me, se uomini e donne siamo uguali, perché dovrei essere attenta ai suoi bisogni? Perché dovrei rispettare la sua sensibilità nei riguardi dei temi e delle situazioni che più possono turbarlo o metterlo in difficoltà? Perché dovrei stare attenta a non sollecitare la sua gelosia? Per quale motivo dovrei rispettare la sua dignità, la sua virilità e il suo onore? Perché dovrei rinunciare a vestire come mi pare, usare il linguaggio che desidero, comportarmi con il cameratismo che mi aggrada, solo perché a lui e agli altri uomini, queste cose danno fastidio? E poi perché dovrei aver cura di lui, preparargli da mangiare, lavare e stirare la sua biancheria, se tutte queste cose <span style="text-decoration: underline;">lui</span> le potrebbe fare da solo, con le sue mani?&#8217;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Quest&#8217;altro episodio può meglio chiarire quali tipi di rapporti tra i sessi, in questi anni abbiamo contribuito a costruire.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Com&#8217;? risaputo oggi quando siamo in treno, in autobus o in metropolitana, volenti o nolenti siamo costretti ad ascoltare quello che il vicino di posto comunica usando il suo cellulare. Di solito cerco di astrarmi e non seguire quanto viene detto attorno a me, sia per il fastidio che ciò mi provoca, sia per un certo senso di pudore. Tuttavia in un mio recente viaggio in treno non sono riuscito a fare ciò. Troppo strane e bizzarre erano le frasi che ascoltavo dall&#8217;uomo seduto di fronte a me, per riuscire ad escluderli dalla mia mente. Quest&#8217;uomo, sulla cinquantina, ben vestito e rasato, con un viso allegro e soddisfatto, che tra l&#8217;altro, ho saputo in seguito, eseguiva un&#8217;importante e responsabile attività lavorativa, non faceva altro che registrare e inviare messaggi vocali con frasi davvero strane: &#8216;Sai cosa fai, Salvatore?, Quel gatto della tua ex, buttalo fuori di casa e poi puoi sempre dire a lei che è scappato&#8217;. E subito dopo un altro messaggio: &#8216;Oppure, ascoltami bene, Salvatore, puoi fare ancora meglio: invita la tua ex moglie a pranzo e servile il gatto cotto al forno con contorno di patatine, ma non le dire niente se non alla fine del pranzo&#8217;. E ancora: &#8216;Va bene, se non vuoi farlo tu, lascia entrare il gatto quando il tuo pitbull è libero, in giro per la casa e aspetta che sia lui a sbranarlo&#8217;. </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Durante il viaggio, ridendo, ci tenne a spiegarmi che l&#8217;ex moglie del suo amico era andata in vacanza e aveva lasciato a quest&#8217;ultimo la cura del suo gatto. E poiché questo compito non era gradito all&#8217;amico, lui si era sentito in dovere di dargli qualche prezioso e utile consiglio!</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Naturalmente il tutto era detto con un sorriso e c&#8217;è da sperare che non dicesse sul serio quando incitava l&#8217;amico a far gustare all&#8217;ex moglie quel particolare menù. Tuttavia i segnali del tipo di rapporti che oggi spesso sono presenti tra uomini e donne, specie tra separati, sono a volte di questo tenore.</em></span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref2">[2]</a> Roberto R., (2016), &#8216;La violenza intrafamiliare&#8217;, <em>Il consulente familiare</em>, aprile &#8211; giugno, p.  13.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref3">[3]</a> Roberto R., (2016), &#8216;La violenza intrafamiliare&#8217;, <em>Il consulente familiare</em>, aprile &#8211; giugno, p. 12.</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref4">[4]</a> Slepoj V. (2005), (Milano), <em>Le ferite degli uomini</em>, Arnaldo Mondadori Editore, p. 138.</span></p>
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		<title>La lontananza fisica ed affettiva</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/03/26/la-lontananza-fisica-ed-affettiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 00:04:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Un&#8217;importante situazione nella quale facilmente può insorgere aggressività tra uomini e donne è data dal distacco fisico ed emotivo. In passato, tranne che per gli emigranti, la situazione di separazione tra i coniugi era presente quasi esclusivamente durante le vacanze estive, In questo periodo,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: xx-large;"> </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/imagescoppoiec1-1.jpg" width="364" height="364" /></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Un&#8217;importante situazione nella quale facilmente può insorgere aggressività tra uomini e donne è data dal distacco fisico ed emotivo. In passato, tranne che per gli emigranti, la situazione di separazione tra i coniugi era presente quasi esclusivamente durante le vacanze estive, In questo periodo, mentre le mogli e i figli si trovavano in vacanza in qualche stazione balneare, i mariti ancora impegnati nel lavoro, rimanevano per qualche altro giorno in città. Quando la famiglia nei fine settimana si riuniva, già allora era nettamente avvertito lo stress da lavoro di lui, costretto a vivere in città senza il conforto e la vicinanza della moglie e dei figli, così com&#8217;era evidente anche la stanchezza di lei, costretta ad affrontare quotidianamente tutte le problematiche legate all&#8217;educazione e alla cura dei bambini, senza il supporto e l&#8217;aiuto del suo uomo. Ciò provocava dei facili contrasti e litigi, dovuti anche a frequenti e facili motivi di gelosia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">In questo momento storico la situazione è notevolmente peggiorata. Sono numerose le coppie che vivono separate in maniera costante per quasi tutto l&#8217;anno, a causa dell&#8217;accentuarsi di un pendolarismo diffuso, che costringe l&#8217;uomo a lavorare in un&#8217;altra cittè, dal lunedà al venerdè, mentre la moglie, sempre per motivi di lavoro o studio, si sposta vicino alla casa coniugale e ritorna stanca e avvilita la sera, per accudire i figli. In altre situazioni è ancora peggio: lui è impegnato in una città distante centinaia di chilometri dalla casa coniugale e lo stesso succede a lei, mentre i figli che studiano e vanno a scuola, sono accuditi dai nonni, i quali con fatica si rendono disponibili nel cercare di sopperire alla mancanza dei genitori. </span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/coppia-c.jpg" width="329" height="153" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Anche se l&#8217;obiettivo è di ricongiungersi, questa lontananza non è priva di effetti negativi: aumenta la tensione nella coppia; si aggrava l&#8217;insoddisfazione legata al proprio ruolo di marito o moglie, di padre o madre;  si accentuano i conflitti per motivi di gelosia: &#8216;Cosa fa lui tutto solo in un&#8217;altra città?&#8217; &#8216;Siamo certi che lei quando esce la sera con qualche amica, esca veramente solo con qualche amica o non ci sia pure qualche amico?&#8217; Tutto ciò non fa altro che accentuare l&#8217;insoddisfazione reciproca, i sospetti e i conflitti, ai quali possono seguire anche lievi o gravi manifestazioni aggressive.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il distacco emotivo può essere causato, oltre che dalla lontananza fisica anche da quella affettivo &#8211; relazionale. Ciò non solo a causa del lavoro ma anche per altri impegni sociali, politici o ludici, che spesso creano un notevole coinvolgimento emotivo, non permettendo di vivere correttamente l&#8217;intimità e il dialogo nell&#8217;ambito della coppia. In questi casi i rapporti amorosi sono resi difficili a causa del carrierismo, dell&#8217;ambizione personale, del desiderio di possesso e di prestigio, dalla ricerca di frequenti, egoistici passatempi. Ciò comporta un abuso delle proprie energie fisiche e psichiche, al quale possono seguire dei litigi. Questi s&#8217;innescano nel momento in cui l&#8217;altro si sente deprivato del dialogo e delle attenzioni necessarie. è molto facile, infatti, che le persone eccessivamente dedite al lavoro o ad altri impegni, portino in famiglia e nei rapporti di coppia, la stanchezza, le ansie, le frustrazioni, lo svilimento e i pensieri accumulati nella giornata. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/ESPLORAT.jpg" width="277" height="266" border="0" /></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">A tutto ciò si è aggiunta, negli ultimi anni, la presenza costante, in ogni ora del giorno e della notte, degli strumenti elettronici, i quali distraggono l&#8217;attenzione di chi si sente in dovere di rispondere agli amici, alle amiche o ai compagni di lavoro, che scrivono o inviano messaggi vocali o video in maniera sistematica e continua sui vari social. Ciò crea irritazione, risentimento, cruccio e malumore nel partner, che si sente trascurato e messo da parte, a favore di altri, mentre avrebbe diritto a un maggior dialogo, ascolto e ad una più costante intimità e comunione. A sua volta quest&#8217;ultimo, che soffre di carenza di affetto e dialogo, stanco e sfiduciato, è stimolato ad utilizzare comportamenti e atteggiamenti aggressivi, sia come strumento di rimprovero e punizione, sia come estremo tentativo per riuscire ad ottenere quanto gli è dovuto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questi comportamenti a volte raggiungono lo scopo, per cui l&#8217;altro risponde positivamente alle legittime proteste del compagno, tuttavia può accentuarsi il divario nell&#8217;ambito della relazione se l&#8217;altro non riesce a resistere alla dipendenza dallo Smart fon. In questi casi è come se dicesse: &#8216;Ciò che tu mi chiedi è giusto, ma io non riesco a fare a meno di rispondere a chi mi contatta. Non potrà mai darti quel grande amore che tu vorresti, non riuscirà mai a manifestarti tutta la passione che tu cerchi, fattene una ragione!&#8217;. In altri casi ancora da questa dipendenza possono nascere dei risentimenti, delle controaccuse e anche degli abbandoni: &#8216;Tu m&#8217;impedisci o mi ostacoli nel momento in cui sono in contatto con i miei amici e le mie amiche; non c&#8217;è dubbio che questa è un&#8217;azione brutale, egoista e prepotente: pertanto, è meglio lasciarsi&#8217;.</span></p>
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		<item>
		<title>Le illusioni nel campo amoroso</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/03/26/le-illusioni-nel-campo-amoroso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 00:04:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>      Autore: Emidio Tribulato Se le attese che abbiamo nei riguardi della vita in generale, dell&#8217;altro sesso, dei sentimenti amorosi e delle qualità delle persone che incontriamo e di cui ci innamoriamo e se le aspettative presenti in un&#8217;unione stabile, come il matrimonio,...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: xx-large; color: #008000;"> </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: xx-large; color: #008000;"> <img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/coppia6-1.jpg" width="486" height="323" /></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: xx-large; color: #008000;"> </span></p>
<h3><span style="color: #993366; font-size: large;">Autore: Emidio Tribulato</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Se le attese che abbiamo nei riguardi della vita in generale, dell&#8217;altro sesso, dei sentimenti amorosi e delle qualità delle persone che incontriamo e di cui ci innamoriamo e se le aspettative presenti in un&#8217;unione stabile, come il matrimonio, sono realistiche, la nostra vita sarà sicuramente più serena e accettabile, poiché ogni cosa che il partner o la relazione sentimentale potrà darci ci sembrerà importante, anzi preziosa. Pertanto la soddisfazione che ne avremo compenserà certamente le eventuali frustrazioni. Se al contrario le attese sono eccessive; se non ci accontentiamo facilmente di quello che gli altri e la vita ci offrono, se dai nostri desideri e aspirazioni ci lasciamo facilmente trasportare nel mondo delle illusioni, cosicché pensiamo che riusciremo ad ottenere dalla persona che amiamo il massimo della perfezione, dell&#8217;amore, della gentilezza, dell&#8217;accoglienza, della sollecitudine e dell&#8217;onestà, in questo caso, poiché ci lasciamo trasportare da una serie di sogni irrealizzabili, è molto probabile che nasceranno insoddisfazione, sconforto e cocenti delusioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Di conseguenza possono sorgere nel nostro animo aggressività, livore e rabbia, nei confronti della vita in generale, ma soprattutto nei confronti delle persone a noi più vicine, che consideriamo responsabili per non averci concesso quanto sognato, desiderato e immaginato. Tutto ciò non potrà che tradursi in continue rimostranze, che potranno creare i presupposti sia per rapporti instabili e precari sia per comportamenti aggressivi e violenti.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/couple-1822585__340.jpg" width="509" height="340" /></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Le illusioni nel campo affettivo &#8211; relazionale sono molte:</span></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: medium; color: #ff00ff;"><em>Credere che la passione provata all&#8217;inizio del rapporto rimanga immutata nel tempo.</em></span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Sappiamo benissimo che i cambiamenti in senso positivo o negativo dovuti all&#8217;età, alle continue, nuove esperienze e situazioni alle quali ci sottopone la vita: come le malattie, la perdita del lavoro, una nuova gravidanza o il dover affrontare situazioni difficili e confronti imbarazzanti, sono la norma e non l&#8217;eccezione. Per tale motivo piuttosto che arrabbiarci, rifiutare e opporci ai cambiamenti, difendendo rigidamente lo <em>status quo</em>, dovremmo essere pronti a sfidarli, adattandoci a essi.</span></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff00ff;"><em>Credere che se qualcuno ci ama, sarà sempre in grado di capire ogni nostro bisogno, sensazione, emozione e desiderio</em></span>.</span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;amore, quando è vero e reale, è un sentimento molto forte e potente, tuttavia, anche quando siamo riusciti ad esprimere al nostro partner in modo chiaro ed evidente i nostri bisogni e desideri, difficilmente lo troveremo sempre disposto ad accoglierli e soddisfarli pienamente.</span></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: medium; color: #ff00ff;"><em>Credere che per amore l&#8217;altro possa snaturare le proprie caratteristiche</em> <em>di personalità per adattarle alle nostre.</em></span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Ci sono sempre degli insopportabili difetti che vorremmo cancellare nella persona che amiamo, perché ci fanno innervosire, irritare o soffrire. Nello stesso tempo vorremmo che l&#8217;altro potesse acquisire, se non tutte, buona parte delle caratteristiche da noi richieste e desiderate. In realtà questa speranza non è totalmente vana. Qualche piccola modifica nel comportamento della persona con la quale abbiamo una relazione amorosa, è possibile, ciò che è illusorio è che avvenga un cambiamento radicale. è necessario allora fare delle scelte oculate, prima di iniziare un rapporto amoroso, piuttosto che chiedere per amore, in un momento successivo, un impossibile cambiamento.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/sunset-3392348__340.jpg" width="511" height="340" /></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: medium; color: #ff00ff;"><em>Credere che l&#8217;altro abbia le qualità che scorgiamo durante la fase dell&#8217;innamoramento</em>.</span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Una delle principali illusioni riguarda la fase dell&#8217;innamoramento. I libri, i tanti film, le soap opere e le riviste, con o senza carta patinata, negli anni ci hanno suggerito, fino a convincere molti di noi, che tutto ciò che crediamo e sogniamo, quando siamo in preda a una sconvolgente passione, sia qualcosa di reale e concreto, mentre dovremmo sapere molto bene che così non è. Le emozioni anche molto intense, vissute durante la fase dell&#8217;innamoramento, sono spesso delle vere e proprie illusioni mentali, nelle quali i nostri sogni, i nostri bisogni interiori, i nostri desideri, le nostre aspirazioni, sono proiettati su un altro e per ciò stesso diventano veri e concreti per noi, ma solo per noi e solo durante questo particolare, roseo periodo. Il corpo che abbracciamo è certamente reale e concreto ma la parte più intima e profonda di quella persona in quei momenti ci sfugge quasi totalmente e solo in seguito dovremo imparare a conoscerla, capirla e accettarla.</span></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: medium; color: #ff00ff;"><em>Credere che esista in qualche parte del mondo la donna e l&#8217;uomo che si adattino perfettamente a no</em>i.</span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Alcuni sprecano tutta la loro vita nella ricerca &#8216;dell&#8217;altra metà della mela&#8217; e cioè della persona che riesca non solo a capirli fino in fondo ma che sia anche disposta ad accontentare e soddisfare tutti o quasi tutti i loro bisogni e desideri. Tuttavia questi desideri e questi bisogni nel nostro tempo sono diventati talmente numerosi e spesso anche contrastanti, che sarebbe veramente un miracolo trovare qualcuno che riesca ad appagarli realmente. Pertanto crediamo sia molto più conveniente impegnarsi ad amare e rendere stabile e produttivo un legame con una persona la quale, pur avendo dei limiti e dei difetti, ha anche dei pregi che possiamo scoprire, coltivare e valorizzare.</span></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: medium; color: #ff00ff;"><em>Credere che lo stare insieme o lo sposarsi sia fonte di perenne gioia, se non di piena e totale felicità.</em></span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questa convinzione ci spinge a pensare che la persona amata abbia il dovere di darci tutta la gioia e la felicità che sogniamo e alla quale aspiriamo. In questo caso non si riflette abbastanza sul fatto che anche soltanto uno stato di sufficiente benessere interiore, dipende da molteplici fattori, legati solo in parte, alla realtà attuale. Molti elementi del nostro benessere o malessere dipendono più dalle esperienze del passato che da quelle del presente. Pertanto la persona amata può solo aiutarci a vivere meglio e con più serenità, ma non potrà modificare, se non in piccola parte, i nostri più profondi vissuti interiori, quando questi sono frutto di traumi o disturbi psichici che traggono la loro origine dal nostro lontano passato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<h3></h3>
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			</item>
		<item>
		<title>La scomparsa del galateo tra i sessi</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/03/26/la-scomparsa-del-galateo-tra-i-sessi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 00:04:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una delle tante conseguenze della presenza di una continua e incessante lotta tra uomini e donne, è stata la scomparsa quasi totale di ogni indicazione che, nelle generazioni passate, era presente nel galateo tra i due sessi. Queste indicazioni imponevano agli uomini e alle donne...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/anziani-1.jpg" width="511" height="340" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Una delle tante conseguenze della presenza di una continua e incessante lotta tra uomini e donne, è stata la scomparsa quasi totale di ogni indicazione che, nelle generazioni passate, era presente nel galateo tra i due sessi. Queste indicazioni imponevano agli uomini e alle donne una serie di precisi comportamenti, atti a proteggere, curare, rispettare, far stare bene e rassicurare l&#8217;altro. Queste indicazioni e consigli che venivano dati dalla società nel suo complesso, ma soprattutto dai genitori ai figli, permettevano a ogni uomo e donna di avere una base sicura dalla quale muoversi, nel momento in cui volevano confrontarsi con il sesso opposto, per intraprendere e costruire un rapporto armonioso, rispettoso e stabile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Sia agli uomini sia alle donne, tenendo presenti le loro caratteristiche peculiari, erano indicate le migliori norme per proteggere, aiutare, rassicurare, gratificare, rendere sereno e per quanto possibile lieto, l&#8217;altro sesso. Queste istruzioni erano così cogenti e numerose, da apparire oggi assolutamente poco credibili e fuori luogo. L&#8217;episodio personale che qui descrivo ne è un esempio.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/titan014.jpg" width="334" height="455" border="0" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il mio vecchio padre soffriva da molto tempo del morbo di Parkinson. Mi ero reso disponibile a curarlo personalmente ma, data la patologia cronica e ingravescente, i risultati erano stati modesti. Pertanto, tenendo conto della mia giovane età e della mia scarsa esperienza nel settore, mi chiese di prenotargli una visita presso un altro specialista, molto più anziano di me e sicuramente molto più illustre, che visitava a Roma. Naturalmente acconsentii subito alla sua richiesta e così prenotai anche l&#8217;aereo per la Capitale. Il viaggio di andata si svolse senza particolari problemi, tranne le continue attenzioni e l&#8217;aiuto che dovevo necessariamente fornire al vecchio genitore, quando era costretto a camminare, sedersi, alzarsi e, soprattutto, quando fu costretto a salire le scalette dell&#8217;aereo che, a quel tempo, erano piuttosto strette e ripide.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/g0504836.jpg" width="235" height="257" border="0" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">I guai cominciarono quando arrivammo nella clinica privata, dove visitava l&#8217;illustre collega neurologo. Data la fama di questi, i pazienti presenti nella sala d&#8217;attesa erano numerosi, per cui riuscii con difficoltà a trovare una sedia nella quale sistemare il traballante genitore. Contento e soddisfatto della mia impresa, aspettavo in piedi che la gentile segretaria ci chiamasse quando, dopo pochi minuti, alzando gli occhi dalla rivista che avevo appena iniziato a leggere, lo vidi alzarsi di scatto per cedere il suo posto a una donna molto più giovane e sicuramente molto più stabile di lui. Assolutamente conscio delle problematiche motorie e dello scarso equilibrio dell&#8217;anziano genitore non persi tempo nel cercare un altro posto dove farlo accomodare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Cercando nuovamente di rilassarmi ritornai a leggere gli articoli della rivista quando, alzando gli occhi, lo rividi nuovamente in piedi, mentre il suo posto era occupato da un&#8217;altra donna. A questo punto non riuscii a trattenermi dal rimproverarlo, anche se in modo affettuoso, per quel gesto imprudente, facendogli notare che, a causa della sua instabilità motoria, rischiava di cadere da un momento all&#8217;altro. Fui tuttavia sopraffatto e bloccato dalla sua risposta ferma e decisa: &#8216;Io, uomo, non posso starmene tranquillamente seduto, mentre una signora è in piedi&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Rassegnato, andai nuovamente alla ricerca di un&#8217;altra sedia!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Prima che arrivasse il suo turno, la stessa scena si ripeté più volte: immancabilmente mentre io mi affannavo a cercare e trovare una sistemazione più sicura per lui, in qualche poltrona o sedia che fosse, egli, con uno scatto fulmineo, anche se barcollando, si alzava per cedere il suo posto a ogni donna che entrava nella sala d&#8217;attesa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Dopo la breve visita, ritornando all&#8217;aeroporto, m&#8217;illusi che i problemi dovuti all&#8217;estrema sua disponibilità e cortesia nei confronti del genere femminile fossero terminati, anche perché, nelle sale d&#8217;attesa, vi erano molti posti liberi. Tuttavia qualcos&#8217;altro colpì la sua attenzione. Proprio accanto a noi si era seduta una donna di non più di quarant&#8217;anni. Dopo aver saputo che la signorina viaggiava da sola, nel mio vecchio padre emerse immediatamente il mai sopito istinto cavalleresco, pertanto non poté esimersi dal prendere la donna sotto la sua ala protettrice.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Le richieste nei miei confronti affinché nulla mancasse alla solitaria viaggiatrice erano categoriche: &#8216;Lo sai che negli aeroporti vi possono essere dei ladri? Che aspetti a sistemare la valigetta della signorina accanto a noi?&#8217; &#8216;Non rimanere l? impalato, vai al bar a comprare quello che la signorina desidera, non può certamente rimanere a digiuno!&#8217;. &#8216;Chiedile se deve andare ai servizi e in tal caso accompagnala&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/TLOVE008.jpg" width="229" height="263" border="0" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Anche durante l&#8217;imbarco egli non riuscì ad esimersi dal prestare il suo sostegno e i suoi servizi da perfetto gentiluomo alla donna. Pertanto, agli osservatori si offrì uno spettacolo che oggi apparirebbe assolutamente incredibile: quello di un giovane figlio, costretto a tenere con una mano una valigia, mentre con l&#8217;altra cerca di aiutare il vecchio padre disabile che, sbilenco, si arrampica sui gradini di una ripida scaletta di aereo, rischiando in ogni momento di cadere, mentre questi, dal canto suo, non può esimersi dal tenere ben stretta in mano, la valigetta d&#8217;una giovane donna la quale, con fare spedito, sicuro e leggiadro, precede tutto il gruppo!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il compito del vecchio gentiluomo terminò soltanto quando, arrivati all&#8217;aeroporto di Catania, poté consegnare al genitore della signorina, sana e salva la figlia, che aveva curato e protetto per tutto il tempo del viaggio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Dicevamo una scena poco credibile oggi, giacché tali comportamenti, non soltanto non sono valorizzati, ma da molto tempo sono aborriti e anche completamente aboliti sia dagli uomini sia dalle donne. Ognuno, uomo o donna che sia, non importa se giovane o anziano, si sente in diritto di comportarsi nei confronti dell&#8217;altro sesso, così come gli aggrada in quel momento, senza tener presente la sensibilità e le attese di chi dovrebbe rispettare e, soprattutto, senza tener in alcun conto i bisogni e le necessità di chi ha di fronte o si trova accanto a lui. Se gli uomini non pensano affatto a cedere il posto alle donne sull&#8217;autobus o in metropolitana, né sono disposti a pagare il conto dell&#8217;amica al ristorante o portare i libri della compagna quando si recano insieme a scuola, le donne, da parte loro, non sono assolutamente disponibili a ricambiare con qualche altra gentilezza o cortesia l&#8217;altro sesso. Ognuno di loro, chiuso nel suo egoismo, pensa piuttosto a come difendersi e offendere piuttosto che al modo migliore per aiutare, assistere e far piacere all&#8217;altro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Con tali comportamenti è facile capire come tra i due sessi siano diventati molti più frequenti gli atteggiamenti che fanno soffrire piuttosto che quelli che fanno gioire. Altrettanto facile immaginare quanto siano più numerosi i comportamenti che rendono insicuro, irritabile e aggressivo chi ci sta accanto, piuttosto che i gesti e le parole atti a rassicurare, rasserenare e proteggere. La disponibilità a un piccolo o grande sacrificio, pur di essere vicini e aver cura dell&#8217;altro, è considerata retaggio di lontani periodi storici, quando uomini e donne erano schiavi di questi comportamenti ed atteggiamenti altruistici e cavallereschi.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/cntc021-1.jpg" width="303" height="347" border="0" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Tutto ciò è avvenuto, lo sappiamo benissimo, nel momento in cui l&#8217;uguaglianza nella dignità e nella responsabilità dei sessi è stata trasformata in uguaglianza nei ruoli, nei comportamenti, nelle aspirazioni, nei desideri, negli atteggiamenti e nei comportamenti. &#8216;Se la donna che sta accanto a me, uomo, è come me, perché dovrei cederle il mio posto in autobus o in metropolitana? Perché dovrei usare un linguaggio attento alla sua sensibilità? Perché dovrei esentarla dagli impegni e lavori più difficili, gravosi, sporchi o pericolosi? Perché mai dovrei proteggerla e rassicurarla? Si arrangi!&#8217;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">D&#8217;altra parte, se non tutte, anche molte donne rese, almeno apparentemente, sicure e forti delle loro idee di uguaglianza, non accetterebbero più di essere trattate con la delicatezza e l&#8217;attenzione riservate alle loro madri e nonne del passato; così come non accetterebbero di essere esentate dai lavori più pericolosi e gravosi; né tantomeno vorrebbero essere escluse dall&#8217;ascoltare i racconti, le parolacce e le barzellette più spinte e piccanti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questi comportamenti maschili, che una volta erano spontanei e naturali, oggi sarebbero giudicati come un venir meno dei principi di uguaglianza e quindi significherebbe per loro sentirsi trattate come &#8216;donnicciole d&#8217;altri tempi&#8217; e non come delle donne forti, sicure di sé, coraggiose, impavide, pienamente libere ed emancipate, che non hanno alcun bisogno di protezione e cura da parte del sesso opposto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La stessa cosa avviene per il sesso femminile: &#8216;Se l&#8217;uomo che è accanto a me è come me, se uomini e donne siamo uguali, perché dovrei essere attenta ai suoi bisogni? Perché dovrei rispettare la sua sensibilità nei riguardi dei temi e delle situazioni che più possono turbarlo o metterlo in difficoltà? Perché dovrei stare attenta a non sollecitare la sua gelosia? Per quale motivo dovrei rispettare la sua dignità, la sua virilità e il suo onore? Perché dovrei rinunciare a vestire come mi pare, usare il linguaggio che desidero, comportarmi con il cameratismo che mi aggrada, solo perché a lui e agli altri uomini, queste cose danno fastidio? E poi perché dovrei aver cura di lui, preparargli da mangiare, lavare e stirare la sua biancheria, se tutte queste cose <span style="text-decoration: underline;">lui</span> le potrebbe fare da solo, con le sue mani?&#8217;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Quest&#8217;altro episodio può meglio chiarire quali tipi di rapporti tra i sessi, in questi anni abbiamo contribuito a costruire.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Com&#8217;è risaputo oggi quando siamo in treno, in autobus o in metropolitana, volenti o nolenti siamo costretti ad ascoltare quello che il vicino di posto comunica usando il suo cellulare. Di solito cerco di astrarmi e non seguire quanto viene detto attorno a me, sia per il fastidio che ciò mi provoca, sia per un certo senso di pudore. Tuttavia in un mio recente viaggio in treno non sono riuscito a fare ciò. Troppo strane e bizzarre erano le frasi che ascoltavo dall&#8217;uomo seduto di fronte a me, per riuscire ad escluderli dalla mia mente. Quest&#8217;uomo, sulla cinquantina, ben vestito e rasato, con un viso allegro e soddisfatto, che tra l&#8217;altro, ho saputo in seguito, eseguiva un&#8217;importante e responsabile attività lavorativa, non faceva altro che registrare e inviare messaggi vocali con frasi davvero strane: &#8216;Sai cosa fai, Salvatore, Quel gatto della tua ex, buttalo fuori di casa e poi puoi sempre dire a lei che è scappato&#8217;. E subito dopo un altro messaggio: &#8216;Oppure, ascoltami bene, Salvatore, puoi fare ancora meglio: invita la tua ex moglie a pranzo e servile il gatto cotto al forno con contorno di patatine, ma non le dire niente se non alla fine del pranzo&#8217;. E ancora: &#8216;Va bene, se non vuoi farlo tu, lascia entrare il gatto quando il tuo pitbull è libero, in giro per la casa e aspetta che sia lui a sbranarlo&#8217;. </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Durante il viaggio, ridendo, ci tenne a spiegarmi che l&#8217;ex moglie del suo amico era andata in vacanza e aveva lasciato a quest&#8217;ultimo la cura del suo gatto. E poiché questo compito non era gradito all&#8217;amico, lui si era sentito in dovere di dargli qualche prezioso e utile consiglio!</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Naturalmente il tutto era detto con un sorriso e c&#8217;è da sperare che non dicesse sul serio quando incitava l&#8217;amico a far gustare all&#8217;ex moglie quel particolare menù. Tuttavia i segnali del tipo di rapporti che oggi spesso sono presenti tra uomini e donne, specie tra separati, sono a volte di questo tenore.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em> </em></span></p>
<h3></h3>
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<p style="text-align: justify;">
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			</item>
		<item>
		<title>Il conflitto e l&#8217;aggressività tra i sessi e l&#8217;abnorme ricerca di diritti e potere</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/03/26/il-conflitto-e-laggressivita-tra-i-sessi-e-labnorme-ricerca-di-diritti-e-potere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 00:04:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Autore: Emidio Tribulato Uno dei tanti motivi che stimola le coppie a comportamenti aggressivi è legato all&#8217;accentuata voglia di esercitare il proprio potere sull&#8217;altro. Il movente del potere e del possesso è frequentemente originato dall&#8217;impellente desiderio infantile di pretendere per sé una posizione di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/conflitto-5-1.jpg" width="509" height="339" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large; color: #008000;">Autore: Emidio Tribulato</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Uno dei tanti motivi che stimola le coppie a comportamenti aggressivi è legato all&#8217;accentuata voglia di esercitare il proprio potere sull&#8217;altro. Il movente del potere e del possesso è frequentemente originato dall&#8217;impellente desiderio infantile di pretendere per sé una posizione di maggior controllo sugli altri o di possedere in modo esclusivo un oggetto, un lavoro, un ruolo od una funzione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questi comportamenti sono molto frequenti nei bambini per cui il fratello maggiore ama strappare la palla dalle mani del fratellino più piccolo, debole e indifeso, non perché questi non gli permetta di giocare ma solo per esercitare un potere su di lui. Come dire: &#8216;Io sono più grande e più forte di te. Io sono quello che comanda, tu sei quello che deve ubbidire&#8217;. A sua volta il bambino più piccolo, se è abbastanza furbo, riesce anche lui ad esercitare il suo potere sul più grande, piangendo e strillando a più non posso, così da costringere i genitori esasperati, ad accontentare le sue richieste, togliendo al fratello più grande, per darlo a lui, l&#8217;oggetto desiderato. Anche in questo caso, pur se indirettamente, il bambino piccolo, nonostante sia meno forte e indifeso, riesce lo stesso a procurarsi e utilizzare, tramite l&#8217;autorità genitoriale, un grande potere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questi comportamenti sono presenti anche negli adulti, quando questi fanno di tutto per imporre la propria volontà agli altri. I ricatti esercitati dagli uomini sulle donne possono essere di questo tenore: &#8216;Lasciami andare alle partite di calcio senza protestare, se no ti lascio e vado a cercare una ragazza più giovane e più accondiscendente di te&#8217;. O peggio ancora: &#8216;Lascia in pace me e la mia amante se no ti picchio&#8217;. I ricatti femminili possono essere di altro genere, ma sono altrettanto stringenti, pressanti e dello stesso tenore, poiché contengono la stessa brama di potere: &#8216;Pulisci i piatti e aiutami a sistemare la cucina, se vuoi fare all&#8217;amore con me stasera&#8217;. Oppure: &#8216;Dammi i soldi che ti ho chiesto, se vuoi vedere i tuoi figli&#8217;. O peggio ancora: &#8216;Se non mi dai ciò che ti ho chiesto, ti accuso di maltrattamenti e di violenza e ti faccio marcire in galera per anni&#8217;.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/ANGRY_M.jpg" width="277" height="233" border="0" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Così come quando un bambino picchiato dai compagni apprende che è necessario difendersi e picchiare a sua volta, altrettanto succede nelle relazioni tra adulti: quando uno dei due esercita ingiustamente il suo potere sull&#8217;altro, quest&#8217;ultimo si sente autorizzato a rispondere, ingigantendo le minacce o peggio le manifestazioni aggressive. &#8216;Se tu minacci di denunziarmi per violenza, io ti accuserò di abbandono di minore!&#8217;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Ciò avviene sovente nella nostra società e nel nostro periodo storico. Poiché si è affermata la cultura del predominio del più forte e del più prepotente, si crede di poter realizzare qualsiasi cosa, di soddisfare qualsiasi desiderio, utilizzando l&#8217;arroganza, i ricatti, le prepotenze e le minacce. Questo tipo di cultura ha coinvolto anche le relazioni tra i sessi. Dice Bonino <a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn1">[1]</a>(2005, p.15): &#8216;&#8230; si evidenzia anche un facile e disinibito ricorso all&#8217;aggressione, nel tentativo di imporre agli altri il proprio volere, o addirittura di distruggerli quando questo non è possibile&#8217;. Per Dacquino <a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn2">[2]</a>: &#8216;Proprio perché comporta l&#8217;incontro &#8211; scontro di due personalità, l&#8217;amore è anche un reciproco tentativo di affermarsi, per cui diventa terreno di sfida e di competizione tra uomo e donna&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">In definitiva, quando qualcuno avverte che l&#8217;altro ha dei comportamenti prevaricatori, si sente autorizzato a servirsi delle stesse modalità negative, se non più gravi, per difendersi e vendicarsi della violenza subita. Ciò innesca una spirale perversa, nella quale l&#8217;aggressività e la violenza, a volte nascoste, ma più spesso manifeste e presenti, possono diventare nel tempo sempre più intense, gravi e distruttive.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questo desiderio di potere si è sviluppato soprattutto quando è iniziata la competizione tra i sessi e quando si è affermata l&#8217;idea che i ruoli &#8216;devono&#8217; essere uguali: in famiglia come in politica; nel lavoro come nelle relazioni; pena il sentirsi inferiore all&#8217;altro. Pertanto la giusta ricerca di una compiuta uguaglianza e dignità della donna si è trasformata nel tempo, in una lotta per il potere, nella quale è possibile utilizzare tutte le armi a disposizione: politiche, legali, psicologiche e fisiche, pur di sottomettere, schiacciare, costringere e, se possibile, annullare l&#8217;altro sesso. è evidente che in una situazione di conflitto costante, nascano e si sviluppino sempre più, tra i generi, dei comportamenti aggressivi e violenti che è difficile, se non impossibile riuscire a gestire e controllare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">É palese come questa non sia la migliore modalità relazionale. L&#8217;incontro tra un uomo e una donna, ma anche le relazioni tra omosessuali, transessuali e altri generi sessuali, non dovrebbero essere vissuti come un terreno di conquista, confronto e scontro e certamente non dovrebbero portare al predominio e alla prevaricazione di un sesso sull&#8217;altro. Se si utilizza questo tipo di comportamenti, le possibilità di vivere bene e in pace le relazioni diventeranno sempre più un&#8217;eventualità rara o mancheranno del tutto. Questi incontri e queste relazioni dovrebbero, al contrario, permettere lo sviluppo di un&#8217;intesa, un aiuto e un sostegno reciproco, non solo utile ma direi indispensabile per vivere e collaborare, mano nella mano, in un clima di serenità e pace. </span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/conflitto.jpg" width="212" height="238" border="0" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;eccessiva difesa dei propri diritti e la contemporanea scarsa propensione ai propri doveri.</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Nell&#8217;attuale società, uno dei motivi di aggressività tra i sessi è dato dal notevole aumento di atti e comportamenti ritenuti necessari alla difesa di alcuni diritti, considerati importanti e sacrosanti da uno dei due, mentre non sono ritenuti tali, non sono accettati e pertanto in vari modi sono ostacolati, dall&#8217;altro. Nel momento in cui quest&#8217;ultimo non concede quanto richiesto, nasce l&#8217;impellente bisogno di esercitare la propria vendetta o ripicca, in modo tale che compensi &#8216;l&#8217;ingiustizia&#8217; subita o la sofferenza provata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Quelli che sono ritenuti dei propri &#8216;diritti&#8217; possono nascere dai bisogni personali, dai sentimenti che si provano in quel momento, dalle tradizioni e dai ruoli che la persona ricopre, dalle leggi dello stato; dalle sentenze dei giudici e così via e possono variare in base all&#8217;età, al sesso e alle consuetudini del luogo. Pertanto ogni persona, nelle varie età della vita, avverte dei personali bisogni ai quali non vuole e non intende rinunciare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Coloro che dovrebbero soddisfare questi bisogni sono spesso le persone che amiamo di più, le quali, tuttavia, non sempre sono in grado di ottemperare a quanto richiesto. Facciamo qualche esempio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/tlove031.jpg" width="490" height="303" border="0" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Per i bambini</em> i diritti sono spesso dovuti al bisogno e alla gioia di scoprire il mondo che li circonda e al piacere di sperimentare se stessi: le proprie capacità sensoriali, la propria forza fisica, l&#8217;agilità motoria. I piccoli sentono intensamente il diritto di scoprire e conoscere come sono fatti gli altri esseri viventi, gli oggetti, i materiali e gli strumenti presenti nel mondo che li circonda. Ciò fanno correndo e saltando da una parte all&#8217;altra della casa; smontando e spesso distruggendo i giocattoli, disegnando e colorando dove capita, inventando storie, perseguitando i poveri animali presenti in casa, verso i quali non rinunciano al piacere di tirar loro la coda e le orecchie o di abbracciarli così forte da far loro male.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">E guai a chi non accetta la loro insaziabile voglia e piacere finalizzati alla ricerca e alla scoperta. Quando i genitori o i nonni richiamano la loro attenzione, chiedendo di smettere di fare il gioco o l&#8217;esperienza che il quel momento stanno conducendo, perché non è giusto distruggere il giocattolo ancora nuovo e ben funzionante, maltrattare gli animali, decorare il corridoio o la stanza da pranzo con i loro graffiti, papà e mamma sono visti non solo come dei disturbatori e degli intrusi, ma anche come dei violenti persecutori, che impediscono di fare quanto ritengono essere un loro sacrosanto diritto. Per tale motivo si sentono nel giusto mentre gridano, piangono e protestano vivacemente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Per gli adolescenti</em> l&#8217;affermazione e la difesa ad oltranza dei propri diritti è strettamente legata alla ricerca di una maggiore libertà e autonomia nell&#8217;agire e nelle scelte da compiere, soprattutto nel campo delle amicizie, dei giochi, dei divertimenti, ma soprattutto nei riguardi della loro vita sentimentale e sessuale. Pertanto, di fronte ai genitori, agli insegnanti e agli adulti in genere, è come se continuamente affermassero ed elencassero questi loro &#8216;diritti&#8217;, come se questi fossero contemplati, a lettere d&#8217;oro, negli articoli della carta costituzionale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">&#8216;Io ho diritto di uscire in piazzetta tutte le sere insieme ai miei amici, di avere come questi il cellulare di ultima generazione, di andare in discoteca o in pizzeria ogni venerdì e sabato sera, tornando la mattina dopo&#8217;. E poi di seguito: &#8216;Io ho anche il diritto di frequentare la ragazza (o il ragazzo) che più mi piace, che più mi fa divertire, di fare e possedere tutto quello che fanno e hanno i miei amici&#8217; e così via. &#8216;Pertanto, chiunque non accetta le mie richieste e non acconsente ad esse, è da considerarsi ingiusto e cattivo, per cui è lecito che io mi ribelli vivacemente e se è il caso lo aggredisca con le mie parole e i miei comportamenti&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Ma anche <em>gli adulti</em> non mancano di affermare e rivendicare, nei confronti del partner, dei diritti che giudicano legittimi e sacrosanti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> I diritti dei maschi adulti riguardano, ad esempio, giocare a calcetto tutti i sabati; correre in bicicletta la domenica mattina con gli amici; gareggiare con le moto o con le auto. In altri momenti e per altri adulti più pantofolai i bisogni sono di tutt&#8217;altro genere, come: assistere a tutte le partite o agli altri sport trasmessi dalla tv, andare al campo sportivo la domenica o recarsi al bar per chiacchierare e giocare con gli amici, fare in compagnia di questi qualche viaggio di piacere, e così via.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Pertanto, quando la fidanzata, la compagna o moglie che sia, si oppone a tutto ciò, assume facilmente la veste di irriducibile nemica guastafeste.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/ELF058.jpg" width="249" height="350" border="0" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Allo stesso modo anche le donne adulte sentono di avere altrettanti bisogni da soddisfare come: andare per negozi per fare shopping in tutte le stagioni, senza porre troppa attenzione al portafoglio e senza badare alla lunghezza delle gonne ed alla profondità delle scollature, sistemare frequentemente la propria capigliatura dal parrucchiere, chiacchierare per ore con le amiche, vedere alla tv le telenovele che fanno battere forte il cuore, chattare in ogni momento della giornata in tutti i gruppi nei quali sono iscritte, inserire le ultime foto o le loro ricette su Facebook, e così via. Pertanto il marito, il fidanzato o compagno, quando osano opporsi a questi e ad altri desideri e bisogni che le donne sentono di dover soddisfare, si prenderanno facilmente l&#8217;appellativo di &#8216;retrogradi, violenti e prepotenti maschilisti&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Ci sono poi dei nuovi ed entusiasmanti &#8216;diritti&#8217;, strettamente legati al sesso, alle emozioni e ai sentimenti del momento, ritenuti un po&#8217;, ma solo un po&#8217;, troppo spinti, ai quali tuttavia le moderne società offrono una notevole dose di comprensione e accettazione. Sono il diritto di correre dietro ogni gonna o pantaloni che si trovano nei paraggi, che può procurare vivo piacere ed eccitazione o quello di lasciar correre a briglia sciolta le emozioni amorose, quando queste fanno battere forte il cuore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">In queste, e in tante altre occasioni, appare inutile far notare che accanto ai tanti &#8216;diritti&#8217;, che ognuno di noi proclama, dovrebbero riconoscersi altrettanti doveri: nei confronti della persona che ci sta accanto, verso i figli, verso la rete familiare e verso la società, in relazione  al lavoro, ma anche in ordine alla morale o al semplice buon gusto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/valen057.jpg" width="239" height="323" border="0" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Purtroppo il numero e la quantità di questi &#8216;diritti&#8217; si sono nel tempo moltiplicati a dismisura in tutte le età e in entrambi i sessi, a causa della martellante pubblicità, presente in ogni ora del giorno e della notte in tutti i mezzi di comunicazione di massa. Pertanto quando qualcuno accenna a limitarli o indirizzarli correttamente, sopravviene o si accentua immediatamente uno stato di frustrazione, che alcuni soggetti non riescono a sopportare e pertanto reagiscono con manifestazioni aggressive e violente.</span></p>
<div>
<h5><span style="color: #ff6600;"><a style="color: #ff6600;" href="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Ti-odio-Template2.pdf"><strong>Tratto dal libro di Emidio Tribulato: &#8216;Ti odio!&#8217;- Conflitto e aggressività e violenza tra i sessi&#8217;. </strong></a></span></h5>
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<h3><a href="tuttelecategorie/libri/ti-odio-conflitto-aggressivita-e-violenza-tra-i-sessi"><strong> </strong></a></h3>
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<hr size="1" width="33%" />
<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref1">[1]</a> Bonino S., (2012), &#8216;L&#8217;assurdità delle punizioni fisiche: Ti picchio per insegnarti a non picchiare&#8217;, <em>Psicologia contemporanea</em>, gennaio-febbraio, p. 15.</span></p>
</div>
<div>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref2">[2]</a> Dacquino G., (1994), <em>Che cos&#8217;è l&#8217;amore,</em> Milano, Mondadori Editore, p. 264.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
</div>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>La scelta del partner d&#8217;amare</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/03/26/la-scelta-del-partner-damare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 00:04:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scelta del partner dovrebbe essere il risultato di un esame molto attento e scrupoloso e dovrebbe basarsi più su una buona compatibilità caratteriale e sulla presenza di quelle qualità che sono necessarie per instaurare una stabile e serena vita di coppia e familiare, piuttosto...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La scelta del partner dovrebbe essere il risultato di un esame molto attento e scrupoloso e dovrebbe basarsi più su una buona compatibilità caratteriale e sulla presenza di quelle qualità che sono necessarie per instaurare una stabile e serena vita di coppia e familiare, piuttosto che sul piacere, sull&#8217;interesse o la passione del momento. Se invece, così come spesso avviene oggi, questa scelta è offuscata dalla cieca, istintiva passionalità, se questa valutazione è frutto soltanto della proiezione dei nostri desideri consci e inconsci, presenti nella fase dell&#8217;innamoramento, oppure ancor peggio, se questa scelta nasce in seguito ad un semplice, piacevole, occasionale gioco erotico, non ci si può certo attendere un risultato non dico valido, ma neanche soltanto accettabile, al fine di intraprendere un cammino di coppia stabile, responsabile, sereno e rispettoso dei bisogni e delle esigenze del partner e dei figli.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;esperienza popolare, acquisita nei millenni, nonché le indagini scientifiche più attuali, hanno da tempo evidenziato quali sono le qualità che devono avere dei coniugi perché sia possibile una buona intesa di coppia e la formazione di una funzionale e sana famiglia. In parole povere non si trova per caso o per fortuna un bravo marito o una buona moglie; non si trovano per caso o per fortuna un padre e una madre responsabili e capaci per i propri figli. Per ottenere ciò sono necessarie delle precise e responsabili scelte. Di queste le più importanti riguardano:</span></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: x-large; color: #ff00ff;"><em>Le affinità.</em></span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Intanto, per ottenere una serena vita di coppia è necessario poter condividere con la persona che si ama, molti elementi comuni, come l&#8217;età, la cultura, lo stile di vita, le idee, le abitudini, i valori religiosi e morali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per Ackerman<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn1">[1]</a> (1968, p. 200) entrambi i coniugi dovrebbero condividere desideri, valori e dovrebbe esserci una ragionevole compatibilità nelle esperienze emotive, sociali, economiche e parentali. L&#8217;avere un&#8217;età vicina a quella del partner; possedere valori etici e morali, religione, tradizioni, desideri, aspirazioni, interessi culturali, politici e artistici in comune, ma anche avere uno status sociale simile a quello del partner, facilita molto una buona e stabile intesa (Guguen, 2009, p. 99). Al contrario si rischia di esporsi a frequenti e gravi conflitti, con conseguenti crisi e rottura del legame coniugale, quando s&#8217;intraprende un rapporto di coppia con una persona che ha esperienze, idee, valori, stili di vita e caratteristiche di personalità molto diverse dalle nostre, se non proprio divergenti.<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn2">[2]</a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Purtroppo, a causa di vari fattori, tra cui la diffusione di facili contatti mediante gli strumenti elettronici, la globalizzazione del mercato lavorativo, il maggior benessere economico, l&#8217;aumento degli scambi turistici e professionali, l&#8217;eccessiva libertà sessuale e sentimentale, la scarsa influenza o la totale assenza delle famiglie e dell&#8217;ambiente sociale nella scelta del partner, si assiste ad un notevole aumento di relazioni che nascono con caratteristiche molto diverse o addirittura contrastanti. E ciò prelude spesso a conseguenze funeste per l&#8217;armonia e il benessere della coppia e, conseguentemente, dei figli.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/excited-2649320__340-1.jpg" width="509" height="340" /></span></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: large; color: #ff00ff;"><em>Capacità di instaurare dei sani rapporti con le reti familiari.</em></span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Molti scontri tra i sessi sono in qualche modo collegati, anche se spesso ingiustamente, a inopportune o distruttive interferenze che provengono dalle reti familiari dei due giovani. Ciò ha stimolato molte coppie a escludere il più possibile le famiglie d&#8217;origine, sia nel momento della scelta del partner, sia durante tutta la conduzione del rapporto. Come dire: &#8216;Se le nostre famiglie possono essere causa di conflitto, meglio farne a meno e vivere in modo autonomo, senza alcuna interferenza&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questa soluzione, purtroppo, si è rivelata un&#8217;amara illusione. La coppia normalmente non è, e non conviene che sia, totalmente indipendente e autonoma dall&#8217;ambiente nel quale è nata e si è sviluppata.  Così come non può essere, e non è conveniente che sia, totalmente indipendente dalla nuova rete familiare nella quale s&#8217;inserisce. Per tali motivi l&#8217;intesa tra i membri d&#8217;una coppia è strettamente collegata all&#8217;intesa tra e con la propria famiglia, ma anche ai buoni rapporti che riesce ad instaurare con la famiglia del partner.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">In definitiva l&#8217;avere pochi conflitti con i propri genitori e l&#8217;intrattenere buoni, anzi ottimi rapporti con la rete familiare dell&#8217;altro, è fondamentale al fine di evitare futuri conflitti di coppia. Inoltre, quando questi dovessero presentarsi, la presenza di familiari disponibili, vicini, attivi, attenti e collaboranti, sarà sicuramente un ottimo viatico, al fine di superare le distruttive possibili crisi. Si tratta allora non di auto isolarsi, ma di apprendere, fin dalla più tenera età, i segreti e i modi migliori per ben relazionarsi con i propri familiari e con quelli del partner, affinché la presenza di queste persone sia di aiuto e sostegno e non diventi motivo di danno per la coppia.</span></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: large; color: #ff00ff;"><em>La presenza di adeguate caratteristiche psicologiche. </em></span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Non dovrebbe stupire che vi siano persone adatte ad intraprendere una relazione di coppia stabile, serena e produttiva e persone che hanno difficoltà a fare ciò, a causa di caratteristiche di personalità non adeguate a ben relazionarsi, incapacità ad affrontare le difficoltà e gli stress ai quali va incontro una normale famiglia, mancanza di qualità essenziali per comprendere, educare, dialogare e aver cura della prole. In particolare non sono adatte ad una relazione di coppia, così da riuscire a creare e condurre bene una famiglia funzionale ai suoi scopi, gli uomini e le donne che presentano delle problematiche psicologiche di una rilevanza tale da disturbare o peggio rendere impossibile un sereno e costruttivo dialogo. Persone quindi che soffrono di eccessiva ansia, depressione, irrequietezza, instabilità, facile irritabilità e aggressività.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Al contrario le persone più idonee sono quelle che:</span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: medium;">Possiedono una buona serenità e sicurezza interiore.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Hanno valide capacità di ascolto e dialogo.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Sono disponibili e vivono con piacere la cura verso l&#8217;altro.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Sono determinate nell&#8217;affrontare le difficoltà e le avversità della vita.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Sono dotate di responsabilità e affidabilità.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Sono dotate di una buona maturità personale. Questa è indispensabile sia per affrontare i tanti problemi insiti in una relazione così complessa come quella uomo-donna, sia per intraprendere un corretto compito educativo. Dice Spock, (1969, p. 50): &#8216;Io direi che la misura più certa della maturità di un uomo o di una donna consiste nell&#8217;armonia, nello stile, nella felicità, nella dignità che riesce a creare nel matrimonio e nel piacere e nell&#8217;ispirazione che possono dare al coniuge. L&#8217;individuo immaturo può arrivare al successo nella carriera mai nel matrimonio&#8217;. La maturità personale è indispensabile soprattutto oggi, poiché viviamo in una società non solo molto complessa e articolata, ma anche notevolmente confusa, disgregante e poco coerente.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Possiedono buone capacità di adattamento. Nella normale vita familiare le preoccupazioni e le problematiche sono talmente frequenti e numerose che agli uomini e donne che la intraprendono sono richieste buone, anzi ottime, capacità di adattamento. Per tali motivi è notevolmente difficile, se non impossibile, alle persone infantili, deboli o insicure, affrontare adeguatamente le difficoltà e le problematiche presenti nella vita familiare e coniugale.</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: large; color: #ff00ff;"><em>La corretta formazione alla vita familiare e di coppia</em></span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Difficile inoltre immaginare che un uomo e una donna possano affrontare una vita insieme senza un&#8217;adeguata preparazione e un fruttuoso tirocinio. Tutto ciò in passato era attuato dai genitori, dagli altri componenti la famiglia, ma anche dagli adulti più ricchi di saggezza ed esperienza, che utilizzavano per fare ciò le loro parole e il loro esempio. Purtroppo, spesso oggi questa preparazione e questo tirocinio mancano quasi totalmente. Sono assenti nei genitori, spesso impegnati nel lavoro e nella competizione reciproca, ma sono assenti negli altri adulti e nell&#8217;ambiente sociale che ci circonda, che spesso offrono numerosi esempi di comportamenti diseducativi, nei quali prevalgono l&#8217;egoismo, l&#8217;individualismo e la scarsa responsabilità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;educazione attuale, organizzata e impegnata quasi esclusivamente sul piano professionale, si è rilevata assolutamente inadatta a far crescere e maturare degli uomini e delle donne capaci di affrontare il vasto e fondamentale campo affettivo &#8211; relazionale, nonché i normali compiti educativi e di cura, che sono indispensabili nel momento in cui si vuole creare una sana e funzionale famiglia.</span></p>
<div>
<h4><a href="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/udbivio.pdf"><span style="color: #ff6600;">Tratto dal libro di Emidio Tribulato &#8220;Uomini e donne al bivio- Quali strade per l&#8217;amore?&#8221;</span></a></h4>
<h4><span style="color: #ff6600;">Per scaricare questo libro sul tuo computer clicca qui.</span></h4>
<h3></h3>
<hr size="1" width="33%" />
<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref1">[1]</a> Ackerman N.W., (1968), Psicodinamica della vita familiare, Torino, Bollati Boringhieri.</span></p>
</div>
<div>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref2">[2]</a> Tra le persone che hanno effettuato un matrimonio misto, la percentuale dei divorzi e delle separazioni è di circa l&#8217;80%.  Il tasso del divorzio è il doppio di quello italiano.</span></p>
</div>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Prevenzione dei conflitti di coppia</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/03/26/prevenzione-dei-conflitti-di-coppia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 00:04:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Se vogliamo diminuire, se non debellare, l&#8217;aggressività, la violenza e i conflitti presenti nelle coppie e nelle famiglie, è evidente che bisogna agire sulle cause che li determinano.  La modifica dell&#8217;ambiente sociale e familiare nel quale vive la coppia è fondamentale per attuare una...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1></h1>
<p><span style="font-size: xx-large; color: #008000;"> </span></p>
<p><span style="font-size: xx-large; color: #008000;"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/conflitto-3-2.jpg" width="353" height="235" /></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Se vogliamo diminuire, se non debellare, l&#8217;aggressività, la violenza e i conflitti presenti nelle coppie e nelle famiglie, è evidente che bisogna agire sulle cause che li determinano.  La modifica dell&#8217;ambiente sociale e familiare nel quale vive la coppia è fondamentale per attuare una prevenzione primaria che miri a evitare che nelle coppie esplodano dei conflitti talmente frequenti e intensi che è difficile affrontarli adeguatamente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Immaginare, come attualmente spesso viene fatto, che questi fenomeni possano essere affrontati quasi esclusivamente mediante leggi sempre più severe e repressive, quasi sempre da applicare nei confronti di uno dei due generi: il sesso maschile, è non solo moralmente discutibile, ma è anche fondamentalmente errato, poiché non vi è dubbio che la violenza, anche se con modalità e strumenti diversi, è espressa da entrambi i sessi, mentre le vere cause dei problemi delle coppie vengono da molto lontano e sono molteplici e profonde.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Inoltre l&#8217;atteggiamento di costante criminalizzazione del sesso maschile è controproducente, poiché accentua sia una maggiore reattività femminile ad ogni atteggiamento, anche il più spontaneo e ricco di buone intenzioni che proviene dall&#8217;altro sesso, sia la rabbia dei maschi, che si sentono sistematicamente e ingiustamente accusati, oltre che sminuiti, nelle loro qualità affettive, intellettive, psicologiche, etiche e morali. D&#8217;altra parte è illusorio pensare di superare la violenza con altra violenza, in una perpetua, coatta, ripetizione. è possibile debellare l&#8217;aggressività e le violenze, che spesso ne conseguono, soltanto riconoscendo le circostanze e le condizioni che la generano e poi lavorando coraggiosamente per evitarle<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftn1">[1]</a>. Intervenire in maniera efficace su buona parte se non su tutte le problematiche presenti nelle coppie e nelle famiglie, mediante opportune terapie è oggi praticamente impossibile, dato l&#8217;enorme numero di coppie e famiglie squassate da conflitti, aggressività e violenze. Sarebbe come cercare di svuotare il mare con un cucchiaio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Fatte queste fondamentali premesse, e in attesa che la società civile, le leggi dello stato e i servizi deputati alle coppie e alle famiglie, come i Consultori Familiari, finalmente s&#8217;impegnino in un&#8217;attività di prevenzione e promozione, così da riuscire ad eliminare, se non tutte almeno una buona parte delle cause più importanti che creano i conflitti, le singole coppie potranno sicuramente migliorare il loro rapporto, nel momento in cui saranno riuscite a tener conto di alcuni concetti basilari.</span></p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/COPPI4-2.jpg" width="275" height="183" /></p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #ff00ff;">1.     Tutte le relazioni sono difficili</span></h2>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Non ci sono relazioni facili. Non esistono relazioni che non richiedano impegno, sacrificio o che siano esenti da momenti di tensione e sofferenza. Anche quando ci poniamo in un rapporto molto semplice, come può essere quello con un animale da compagnia: un cagnolino dagli occhi dolci e teneri o un gattino affettuoso da coccolare e accarezzare, anche in questi casi, insieme a dei momenti di gratificazione, piacere e gioia, vi saranno sicuramente dei periodi di difficoltà, impegno e sacrificio. Non solo, ma è naturale che in alcuni momenti, possano emergere momenti d&#8217;irritazione e insofferenza: &#8216;Vorrei fare un bel viaggio con le mie amiche, ma cosa devo fare di questo gattino?&#8217; &#8216;Che seccatura questa cagnetta: quante vaccinazioni da praticarle e quanti soldi che devo spendere per nutrirla, pulirla e curarla!&#8217;; &#8216;Il mio cagnolino non vuole saperne della mia stanchezza e del fatto che spesso soffra d&#8217;insonnia! Che ci sia sole o pioggia, che sia un giorno di vacanza o di lavoro, che io abbia dormito oppure no, alle sette del mattino vuole sempre uscire per fare la sua passeggiatina!&#8217;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Dovrebbe inoltre essere facile riconoscere che le relazioni umane sono notevolmente più complesse e difficili di quelle che possiamo instaurare con un animale, pertanto è naturale che necessitino, oltre che di tanta serenità e maturità interiore, anche di una grande disponibilità all&#8217;impegno e al sacrificio, insieme a tanta pazienza, capacità d&#8217;accettazione e sopportazione.</span></p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #ff00ff;">2.     Le relazioni sono molto più difficili quando sono presenti </span></h2>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #ff00ff;">delle problematiche psicologiche di un certo rilievo.</span></h2>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Le relazioni, tutte le relazioni diventano più difficili, se non impossibili, quando sono inficiate da problematiche psicologiche che alterano o disturbano proprio le capacità nella socializzazione e integrazione con gli altri. Queste problematiche psicologiche le riconosciamo facilmente poiché si evidenziano con ansia eccessiva, depressione, facile irritabilità, paure, fobie, ecc. Questi, e altri sintomi di disagio interiore, influenzano in modo rilevante la comunicazione, l&#8217;ascolto, l&#8217;intesa e il nostro rapporto con gli altri, specie con le persone a noi più care. In tali casi, quando i disturbi sono intensi, così da far soffrire il soggetto che ne è colpito e le persone a lui vicine, è necessario un attento esame specialistico, affinché sia valutata la gravità delle problematiche e siano indicate le terapie più efficaci per risolverle.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/coppia8.jpg" width="225" height="225" /></span></p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #ff00ff;">3.      Tutte le relazioni possono avere dei momenti di difficoltà o crisi.</span></h2>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Così come non esiste un tempo atmosferico sempre bello, ma periodi e giorni sereni si alternano ad altri tempestosi, nei quali nuvole nere incombono da un cielo tetro, sconvolto da fulmini e tuoni che sembrano scuotere la terra, oltre che impaurire i cuori, allo stesso modo vi sono giorni o periodi nei quali l&#8217;intesa di coppia sembra perfetta, cosicché il calore e la gioia si offrono alla coppia come spumeggianti coppe di sciampagne da sorseggiare al chiaro di luna. Tuttavia vi sono altri giorni o altri periodi nei quali gli sguardi arrabbiati, le parole tese, irose e i comportamenti scostanti e irritanti sembrano fatti apposta per incendiare ancor più gli animi, facendo in tal modo del male all&#8217;altro, a se stessi e all&#8217;unione coniugale. In definitiva le relazioni di coppia non sono qualcosa di stabile e immutabile, anzi il loro equilibrio è spesso instabile e precario, per cui hanno bisogno di continui aggiustamenti. Per tale motivo i conflitti sono presenti, in modo più o meno evidente e in modo più o meno grave e frequente, in tutte le relazioni intime, ma si considerano patogeni solo quando non sono dominati e correttamente gestiti.</span></p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #ff00ff;">4.      è indispensabile comprendere il corretto significato dell&#8217;amore.</span></h2>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Intanto è indispensabile accettare che, nel campo amoroso, il nostro compito non può certamente esaurirsi nel godere dell&#8217;amore o del piacere che si prova nell&#8217;essere amati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Amare ha ben altri significati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Come dice Dacquino <a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftn2">[2]</a>: &#8216;Chi possiede una vera disponibilità affettiva non privilegia l&#8217;amore come sentimento, ma come impegno; non si limita quindi a vivere gli affetti ma costruisce su di essi; non vuole comandare ma è disposto anche a servire, non vuole passività ma il fare insieme&#8217;. Se la fase dell&#8217;innamoramento è fatta per lo più d&#8217;illusioni che svaniscono dopo qualche mese o al massimo qualche anno, l&#8217;amore è un sentimento profondo che richiede molta volontà, saggezza, costanza, umiltà e coraggio nella sua gestione. Inserirsi in un rapporto amoroso significa essenzialmente iniziare in due, un cammino di crescita nel quale è importante accettare con gioia i bisogni e le istanze dell&#8217;altro. Questo cammino richiede una notevole disponibilità all&#8217;accoglienza e all&#8217;ascolto, tanta delicatezza e tenerezza, il tutto unito ad una notevole dose di responsabilità ed impegno, finalizzati al benessere fisico e psicologico dell&#8217;altro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Pertanto, ad esempio, è necessario un uso molto attento delle parole e delle espressioni che utilizziamo. Queste oggi, purtroppo, non tenendo in alcun conto la sensibilità e la sofferenza dell&#8217;altro, spesso corrono in totale libertà e veicolano, nei confronti di chi dovremmo rispettare, amare e proteggere, accuse gratuite ed eccessive, imprecazioni e offese volgari.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Poiché amare significa aver cura e sollecitudine verso la persona che ci sta accanto e fare di tutto, anche con sacrificio personale, pur di riuscire a farla stare bene, sia fisicamente sia psicologicamente, è evidente che bisogna spostare l&#8217;obiettivo dell&#8217;amore dall&#8221;io&#8217; al &#8216;tu&#8217;. Pertanto non &#8216;tu sei mio&#8217;, che ha la forma del possesso, ma &#8216;io sono tuo&#8217;, nel quale l&#8217;amore è donazione<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftn3">[3]</a>.   Poiché la dimensione fondamentale dell&#8217;amore è la relazione, per amare è necessario dare se stessi attraverso il dialogo, l&#8217;amicizia, le tenerezze e le coccole. Amare significa essere comprensivi verso l&#8217;altro, non solo accettando i suoi limiti e difetti, ma anche valorizzando le sue qualità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Amare significa anche vedere la coppia come un&#8217;unità, una squadra. Pertanto, insieme si vince e insieme e si perde. Certamente non può essere assolutamente adeguato l&#8217;atteggiamento nel quale ci si pone come dei rivali, pronti a godere dei limiti dell&#8217;altro, pronti ad azzannarsi e farsi del male, pur di prevalere sull&#8217;altro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Poiché il rapporto di coppia, come ogni relazione interpersonale, si basa sul principio della gratificazione reciproca, amare significa darsi vicendevolmente ed offrire con generosità e gioia alla persona amata le cose più belle che possediamo dentro di noi mentre accogliamo con gratitudine e gioia quanto riceviamo dall&#8217;altro<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftn4">[4]</a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Inoltre, è bene tener presente che ogni nostro atto o sentimento ha bisogno di precise regole. Quando eliminiamo dai nostri comportamenti amorosi e sentimentali la necessaria responsabilità e l&#8217;autodisciplina, così da lasciarci guidare e trasportare soltanto dagli impulsi e dai bisogni del momento, diventa quasi impossibile dare stabilità, correttezza ed efficacia alle relazioni solide e fondamentali per la nostra vita. Per tale motivo non è assolutamente valida, ed è anche molto rischiosa, la teoria della spontaneità, che ha condizionato in maniera notevole il comportamento relazionale dell&#8217;ultimo mezzo secolo. Questa teoria, tollerando ad oltranza gli elementi istintuali dell&#8217;essere umano, ha reso lecita la ricerca di ogni proprio piacere e il soddisfacimento di ogni proprio desiderio, senza tener conto dei bisogni e soprattutto della sofferenza dell&#8217;altro<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftn5">[5]</a>. Ciò inevitabilmente ha reso tutti i rapporti sentimentali e amorosi poveri, fragili, ma anche molto conflittuali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il vero amore per crescere ha bisogno di stabilità e questa, a sua volta, è fondamentale per il benessere individuale, familiare e sociale<em>. </em>Se la coppia è un&#8217;entità molto più forte di quanto lo sia la persona singola, il lavorare per stabilizzare la relazione con un partner permette di avere quella tranquillità interiore e quella garanzia degli affetti che ci può offrire la sicurezza, la serenità e la realizzazione che ognuno di noi ardentemente desidera<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftn6">[6]</a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/COPPIA3-3.jpg" width="225" height="225" /></span></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="font-size: x-large; color: #0000ff;">Il dialogo efficace</span></h2>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La comunicazione è un elemento indispensabile per la vita relazionale. Nella fase iniziale è necessaria per conoscere l&#8217;altro, le sue qualità e disponibilità, sia nel dare sia nel ricevere, i suoi bisogni e desideri, le sue possibilità e capacità come futuro marito o moglie, come futuro padre o madre. In una fase successiva il dialogo è indispensabile non solo per scoprire i cambiamenti presenti in chi è a noi vicino, ma anche per riuscire ad adattarsi a ogni nuova e diversa realtà, che le esperienze positive o negative della vita nel tempo apportano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">? difficile immaginare una relazione senza che alla base di questa via sia un buon dialogo. Il linguaggio verbale è sicuramente un importante strumento di dialogo, ma non è l&#8217;unico. è altrettanto importante la comunicazione non verbale, fatta di gesti e comportamenti. Un dono, un gesto tenero, un atteggiamento di solidarietà, lo scambio di una sessualità matura, capace di comunicare il nostro amore, la nostra disponibilità e attenzione verso l&#8217;altra persona, sono in una coppia comportamenti e atteggiamenti preziosi, quanto e più di mille parole.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Scambiando con la persona che amiamo i nostri pensieri, le nostre paure e le difficoltà che incontriamo giornalmente, il dialogo ci permette sia di farci aiutare dall&#8217;altro sia di essere vicino a quest&#8217;ultimo con sollecitudine e tenerezza. Pronunciando le parole giuste al momento giusto, riusciamo a dare a chi amiamo il sostegno e il conforto dei quali ha bisogno. Valorizzando le qualità  dell&#8217;altro sicuramente potremo migliorarne l&#8217;autostima, così da farlo sentire più sereno, forte e sicuro di sé.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il <em>dialogo efficace</em> si riconosce facilmente poiché riesce a soddisfare i bisogni e le attese della persona con la quale ci relazioniamo; pertanto, è in grado di produrre benessere e serenità alla persona che amiamo, alla coppia e a tutta la famiglia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Le sue caratteristiche più importanti sono:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em style="color: #ff00ff; font-size: large;">La chiarezza, la sincerità e la lealtà.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Affinché il dialogo sia efficace, il linguaggio dovrebbe essere per quanto possibile chiaro, semplice, sincero e trasparente, ma anche onesto e leale. Le bugie, i sotterfugi e ancor peggio i tradimenti delle promesse fatte, sono capaci di minare anche le relazioni più solide. Tuttavia, poiché le parole possono produrre una notevole sofferenza, una comunicazione efficace non consiste nel dire tutto ciò che passa per la mente, ma nel costruire, attraverso l&#8217;amore e il rispetto per la sensibilità altrui, un rapporto sincero e leale. Il minimo che si può chiedere a due persone, che si vogliono bene e che vogliono scongiurare conflitti inutili, è quello di evitare di ferire inutilmente l&#8217;altro mediante parole, frasi e atteggiamenti, espressi senza essere stati filtrati dal buon senso e dall&#8217;opportunità. In definitiva, bisogna assolutamente evitare che la sincerità si trasformi in crudeltà. Pertanto, in ogni relazione anche il tacere ha una grande importanza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em style="color: #ff00ff; font-size: large;">L&#8217;accettazione e l&#8217;accoglienza</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Accettare l&#8217;altro significa accoglierne la diversa personalità ed identità sessuale. Accettare l&#8217;altro significa accoglierne anche il diverso ruolo. E&#8217; da quest&#8217;accettazione di base che nasce e si sviluppa un confronto positivo. Quando tutto ciò manca, per cui vorremmo che l&#8217;altro fosse come noi lo sogniamo e desideriamo o che abbia sempre le stesse caratteristiche di quando l&#8217;abbiamo incontrato e ci siamo innamorati di lui, ci accorgeremo con amarezza che il dialogo diventa difficile o cessa del tutto. è indispensabile inoltre riconoscere che ogni elemento della coppia proviene da un passato, attraversa un presente e vuole proiettarsi in un futuro di cui non si può avere certezza. Pertanto, in un rapporto ricco e vivo, è necessario un continuo adattamento reciproco.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">? inoltre necessario accogliere le nostre e altrui fragilità. Accanto alla forza e alla sicurezza, ognuno di noi, a causa delle sofferenze e dei traumi subìti nel proprio passato, ha anche alcune o molte fragilità. Quando nella ricerca puntigliosa, oltre che inutile, della perfezione, non le accettiamo, mostrando di conseguenza un atteggiamento giudicante, rischiamo di compromettere la spontaneità dell&#8217;altro il quale, in futuro, cercherà di evitare di esternare il contenuto più profondo dei propri pensieri ed emozioni. Contemporaneamente, rischiamo di stimolare inutilmente le sue difese e le sue reazioni rabbiose e aggressive.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il dialogo è efficace quando riesce ad accogliere e tenere nella giusta considerazione le idee altrui. Poiché siamo uguali come esseri umani, quando la comunicazione è valida, si riesce facilmente ad accettare, senza sentirsi minimamente menomati, le decisioni e le opinioni dell&#8217;altro, specialmente quando queste nascono da una diversità di ruolo, da caratteristiche sessuali diverse, da qualità ed esperienze specifiche. Poiché la verità non è mai una sola, e ha tante sfaccettature, dovremmo imparare a non sentirci aggrediti o svalutati se le nostre idee non sono sempre condivise (Dacquino, 1994, p. 304).  D&#8217;altra parte sappiamo che i bisogni di un uomo sono diversi da quelli di una donna. I bisogni d&#8217;ogni individuo possono essere o tradursi in maniere diverse l&#8217;uno dall&#8217;altro. Non esistono due persone uguali, con gli stessi gusti, la medesima realtà interiore, gli stessi desideri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Come dice Ackerman<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftn7">[7]</a>:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">&#8216;La differenza tra coniugi nelle relazioni familiari non deve essere considerata un pericolo, più di quanto non sia la differenza sessuale. Al contrario, essa deve essere salutata come prova di un complemento del S?; come è la possibilità di imparare nuove cose e di realizzarsi meglio&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La complementarietà in ogni relazione è lo strumento migliore che le coppie hanno inventato per riuscire a diminuire il numero e la gravità dei conflitti. Nelle relazioni familiari sostiene l&#8217;unità, aiuta l&#8217;unione e la partecipazione <a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftn8">[8]</a>. E ancora lo stesso autore: &#8216;Gli uomini e le donne possono essere ugualmente rispettati per quanto danno alla famiglia, alla vita, alla società, ma la qualità di questo rispetto deve essere diversa&#8217;<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftn9">[9]</a>. Ed è per tale motivo che la complementarietà nei ruoli ancora oggi è utilizzata da milioni di coppie in buona parte del mondo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per Ackerman<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftn10">[10]</a>: &#8216;Esiste una complementarietà positiva quando i componenti della coppia o del triangolo familiare esperiscono una reciproca soddisfazione dei bisogni, in modo tale da promuovere un positivo sviluppo emotivo delle relazioni e degli individui&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Con questa strategia ognuno dei due sa e accetta che vi siano delle decisioni e dei settori della vita familiare, come l&#8217;educazione dei figli, che sono di appannaggio o di specifica competenza dell&#8217;altro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Le esperienze nettamente negative degli ultimi decenni nel mondo occidentale hanno ampiamente confermato che il discutere, decidere e prendere insieme ogni decisione: da quelle più importanti e fondamentali che riguardano l&#8217;andamento di base della famiglia, a quelle più minute di ogni giorno, anche se ciò appare &#8216;una cosa bella, moderna e attuale&#8217;, si è invece dimostrata nei fatti, il modo migliore per provocare e incrementare i conflitti e, di conseguenza, anche i comportamenti aggressivi e violenti nelle relazioni di coppia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em style="color: #ff00ff; font-size: large;">L&#8217;ascolto</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il dialogo efficace non dovrebbe consistere in una lotta di parole e argomentazioni per combattere e sopraffare i pensieri e le idee altrui, ma un mezzo per capire e mettersi in ascolto dei movimenti dell&#8217;animo della persona amata, al fine di armonizzarsi con essi. Per tale motivo nelle discussioni è bene cercare di comprendere il punto di vista dell&#8217;altro e riflettere, più sui bisogni che questi esprime, non solo con le parole, ma anche con i silenzi, piuttosto che sulla risposta da dare per sopraffare le sue idee, i suoi pensieri e i suoi sentimenti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per preservare una buona intesa è necessario spezzare in maniera decisiva il circolo vizioso che spesso si crea: &#8216;Lui mi ha fatto&#8230; lui mi ha detto e quindi io gli ho detto&#8230;io gli ho fatto&#8230;&#8217; che si potrebbe tradurre in: &#8216;Lui mi ha detto questa cosa sgradevole o peggio offensiva, io di rimando l&#8217;ho messo al tappeto con una cosa ancora peggiore e più offensiva&#8217;. L&#8217;esperienza delle coppie, che vivono un rapporto sano e armonico, ci indica invece che è molto meglio dare risposte totalmente diverse da quelle che l&#8217;altro ci ha dato e che ci hanno fatto soffrire o da quelle che l&#8217;impulso del momento istintivamente ci suggerisce. Questa strategia stimola la persona che amiamo a riflettere sulle sue parole e sulle sue azioni e gli crea nell&#8217;animo un debito psicologico di riconoscenza nei nostri confronti</span><em style="color: #ff00ff; font-size: large;">     </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em style="color: #ff00ff; font-size: large;">La delicatezza.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Spesso con gli estranei tendiamo a misurare le parole e i gesti per non offendere. Pur di essere accettati cerchiamo di avere modi cortesi, delicati e rispettosi. Per non essere sgradevoli, cerchiamo di essere allegri e di buon umore, mentre con la persona con la quale condividiamo la nostra vita e che dovremmo amare e rispettare più di qualunque altra, tutto ci sembra lecito. Pertanto, tendiamo ad usare nei suoi confronti modi e parole che mai useremmo con gli altri: &#8216;&#8230;perché se lui/lei mi ama veramente, mi deve accettare così come sono. Perché se lui/lei mi ama fino in fondo, deve riuscire a sopportare il mio nervosismo e i miei comportamenti irritanti&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Purtroppo non è così. I modi bruschi, le parole che umiliano, che fanno sentire male, l&#8217;eccessiva impulsività, la poca pazienza e l&#8217;aggressività allontanano, spaventano e mettono sulla difensiva chi ci sta accanto; esse ledono la sua pazienza, fanno scemare l&#8217;interesse e l&#8217;amore che ha per noi ed è facile che lo stimolino ad adottare dei comportamenti altrettanto deleteri e distruttivi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Non sempre le parole sono utili nelle relazioni di coppia. è molto meglio tacere quando avvertiamo dentro di noi tensione, ansia, aggressività e irritabilità, a causa delle quali tendiamo a essere scontrosi, irritanti o troppo sensibili e reattivi ad ogni parola che l&#8217;altro pronuncia anche in buona fede. è più saggio evitare di replicare quando ci accorgiamo che le parole peggiorano il rapporto, tendono a svalutare e umiliare l&#8217;altro, colpiscono i sentimenti più profondi dell&#8217;altro. Meglio parlare solo quando avvertiamo che quello che diremo gli darà serenità, lo conforterà, lo aiuterà a capire i nostri bisogni e i nostri argomenti. In definitiva spesso è possibile sdrammatizzare le tensioni che si creano e ristabilire un clima sereno e positivo, semplicemente evitando di rispondere con aggressività alle parole aggressive dell&#8217;altro<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftn11">[11]</a>.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/amore.jpg" width="453" height="340" /></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em style="color: #ff00ff; font-size: large;">Il piacere dell&#8217;incontro con l&#8217;altro</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Anche se non sempre ciò è possibile, anche se non sempre si riesce a trovare quell&#8217;intesa tanto agognata, la tensione interiore nell&#8217;approccio con l&#8217;altro dovrebbe esserci in ogni momento ed in ogni occasione, soprattutto nelle occasioni e situazioni più difficili e complesse. Per tale motivo, se è utile non lasciare che si accumulino dei non detti o delle piccole realtà negative, che in seguito potranno esplodere in un incontrollabile litigio, è disastroso discutere continuamente di tutto, così com&#8217;? dannoso rinvangare continuamente il passato: &#8216;Ricordati quella volta che tu mi hai detto&#8230;&#8217; &#8216;Pensa a quando hai guardato quella donna in mia presenza&#8217;. Spesso nei litigi sono fatti riemergere episodi lontani del passato che dovrebbero essere e restare sepolti per sempre e non proposti continuamente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Bisogna inoltre ricordare a se stessi che il compromesso non è una perdita di qualcosa ma una conquista. Allo stesso modo però, bisogna tener presente che quando si accettano delle proposte di conciliazione bisogna poi attenersi a quanto concordato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em style="color: #ff00ff; font-size: large;">  </em><em style="color: #ff00ff; font-size: large;">Il lavoro e gli impegni</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">A volte si litiga per il gusto di litigare: perché siamo nervosi, stanchi, frustrati nei nostri bisogni, a causa del lavoro o delle relazioni poco felici con i colleghi, con gli amici o altri familiari. Per tale motivo, quando si vuole iniziare una discussione che potrebbe degenerare, bisogna sempre chiedersi da dove realmente nasce la nostra irritabilità e quindi se veramente vale la pena iniziare un litigio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La comprensione, l&#8217;ascolto, il trovare l&#8217;intesa, il limitare il proprio Io, richiedono grandi capacità e notevole disponibilità interiore. Quando queste sono scarse, perché le abbiamo spese per il lavoro, gli impegni familiari o extrafamiliari, le energie residue non sono capaci di farci instaurare un dialogo efficace. Il lavoro, come molti altri impegni, anche di notevole spessore sociale, può creare un coinvolgimento emotivo eccessivo: occupando i nostri pensieri, prelevando buona parte delle nostre energie, impegnando la volontà oltre limiti accettabili.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Evitiamo quindi di lasciare per l&#8217;incontro, la comunione, lo scambio con la persona che amiamo i rimasugli del nostro tempo e delle nostre energie. Ritagliamo invece, nella nostra vita di ogni giorno o della nostra settimana, delle ore e dei giorni da dedicare con serenità, disponibilità ed il massimo delle nostre energie e capacità al dialogo e allo scambio affettivo, amoroso e sessuale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em style="color: #ff00ff; font-size: large;">I sentimenti positivi.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">I doveri di un compagno di vita sono anche quelli di ascoltare, lenire e confortare il nostro animo. Ciò che rinsalda l&#8217;unione è la partecipazione e la condivisione di pensieri, sentimenti ed emozioni. Pertanto è fondamentale il coinvolgimento affettivo che porta a vivere, come fossero nostri, le gioie e le gratificazioni dell&#8217;altro, ma anche la sua tristezza e sofferenza. Tuttavia, spesso le aspettative che abbiamo nel campo amoroso sono tante, troppe e assolutamente irrealistiche. Poiché non possiamo essere sicuri che l&#8217;altro possa saziare tutti i nostri bisogni e offrirci non dico la felicità ma almeno la serenità interiore che ci manca da sempre, è inutile chiedere alla persona che amiamo più di quanto possa darci. Questa, come noi, ha dei limiti che bisogna accettare e rispettare, se non si vuole costringerlo ad allontanarsi, a causa di un carico eccessivo di richieste e lamentele riversate continuamente sul suo animo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per tale motivo è bene evitare le continue lagnanze: &#8216;Tu non fai, tu non sei&#8230;, tu non mi capisci&#8230;,tu non cerchi di&#8230;&#8217;. è meglio sforzarsi di comunicare sentimenti maturi e positivi come l&#8217;ottimismo, la fiducia, il coraggio e la stima. Sentimenti questi che aiutano a crescere e ad affrontare con gioia e con serenità le difficoltà e le avversità della vita.</span></p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="font-size: large; color: #ff00ff;">L&#8217;ottimismo e l&#8217;allegria</span></h2>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per prevenire conflitti e aggressività reciproche è sicuramente molto utile un sano ottimismo. Uno stato d&#8217;animo positivo ci permette di osservare la realtà con animo sereno e lieto, cosicché possiamo nutrire fiducia in noi stessi ma anche in chi ci sta vicino. L&#8217;ottimismo ci permette, tra l&#8217;altro, di fare assegnamento sulle qualità positive dell&#8217;altro, evitando di porre l&#8217;accento ed esaltare nel nostro animo gli aspetti negativi che ci infastidiscono e fanno soffrire. Un sano ottimismo può inoltre potenziare le capacità della coppia nel saper riconoscere e affrontare i problemi che ogni giorno si presentano, riuscendo a trovare sempre un giusto compromesso.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Se riusciamo ad accompagnare la nostra vita in due con un atteggiamento e un umore allegro e brioso, sarà inoltre più facile vivere in modo sereno, stabile e duraturo i rapporti sentimentali. Il sentirsi lieti, il divertirsi insieme, il condividere con una risata liberatoria uno scherzo o una battuta, fa sentire la coppia più aperta alla vita e al cambiamento, aiuta a sdrammatizzare le situazioni difficili che inevitabilmente si incontrano, permette di scaricare ed eliminare le inevitabili tensioni, in definitiva, fa gustare meglio il piacere di stare insieme. Naturalmente l&#8217;allegria non deve servire a deridere o schernire l&#8217;altro giacché quest&#8217;atteggiamento produce frutti deleteri in tutte le relazioni.</span></p>
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<h5><span style="color: #ff6600;"><a style="color: #ff6600;" href="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Ti-odio-Template2.pdf"><strong>Tratto dal libro di Emidio Tribulato: &#8216;Ti odio!&#8217;- Conflitto e aggressività e violenza tra i sessi&#8217;. </strong></a></span></h5>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftnref1">[1]</a> Hacker F. (1971), <em>Aggressività e violenza nel mondo moderno,</em> Milano, Edizioni il Formichiere, p.117.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftnref2">[2]</a> Dacquino G., (1994), <em>Che cos&#8217;è l&#8217;amore</em>, Mondadori Editore, Milano, p. 267.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftnref3">[3]</a> Pirrone, C.,  (2014), &#8216;Come dire: Ti prometto di essere fedele sempre&#8217;, <em>Famiglia oggi</em>,  n. 3, p. 57.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftnref4">[4]</a> Dacquino G., (1994), <em>Che cos&#8217;è l&#8217;amore</em>, Mondadori Editore, Milano, p. 277.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftnref5">[5]</a> Dacquino G., (1994), <em>Che cos&#8217;è l&#8217;amore</em>, Mondadori Editore, Milano, p. 266.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftnref6">[6]</a> Dacquino G., (1994), <em>Che cos&#8217;è l&#8217;amore</em>, Mondadori Editore, Milano, p. 277.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftnref7">[7]</a> Ackerman N.W., (1968), Psicodinamica della vita familiare, Torino, Bollati Boringhieri, p 35.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftnref8">[8]</a> Ackerman N.W., (1968), Psicodinamica della vita familiare, Torino, Bollati Boringhieri, p. 82.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftnref9">[9]</a> Ackerman N.W., (1968), Psicodinamica della vita familiare, Torino, Bollati Boringhieri, p. 223.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftnref10">[10]</a> Ackerman N.W., (1968), Psicodinamica della vita familiare, Torino, Bollati Boringhieri, p. 115.</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftnref11">[11]</a> Dacquino G., (1994), <em>Che cos&#8217;è l&#8217;amore</em>, Mondadori Editore, Milano, p. 265.</span></p>
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		<title>Il perdono nelle relazioni di coppia</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/03/26/il-perdono-nelle-relazioni-di-coppia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 00:04:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bisogna essere sempre pronti e disponibili a chiedere perdono e a perdonare poiché tutti abbiamo qualcosa meritevole di assoluzione. D&#8217;altra parte, com&#8217;è possibile asserire di amare qualcuno se non si è disposti ad accettare le sue imperfezioni, i suoi difetti e i suoi limiti? Per...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Bisogna essere sempre pronti e disponibili a chiedere perdono e a perdonare poiché tutti abbiamo qualcosa meritevole di assoluzione. D&#8217;altra parte, com&#8217;è possibile asserire di amare qualcuno se non si è disposti ad accettare le sue imperfezioni, i suoi difetti e i suoi limiti?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per Pirrone<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftn1">[1]</a>:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> &#8216;L&#8217;intelligenza serve per capire che tutti abbiamo dei difetti e che quindi l&#8217;altro va amato, nonostante i suoi limiti, con tutti i suoi difetti. E per fare questo ci vuole la volontà: &#8216;Voglio volerti bene&#8217;.. Il bene significa voler sostenere l&#8217;altro a realizzarsi pienamente come persona, aiutarlo a sviluppare al meglio le sue qualità e acquisire capacità nuove che non gli sono innate.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il perdono ci permette di ricostruire insieme, su fondamenta più solide, il nostro rapporto, ci aiuta a superare la chiusura in noi stessi, esso ci permette di entrare in comunione più profonda, poiché possiamo meglio capire le ragioni dell&#8217;altro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Quando l&#8217;altro ci ha fatto del male, possiamo far finta di niente oppure cercare di analizzare le ragioni della crisi mediante la luce calda dei sentimenti, mentre da parte di chi chiede il perdono è importante cercare di capire perché l&#8217;altro si è sentito ferito e umiliato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il perdono ha molti lati positivi:</span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: medium;">Fa stare meglio. &#8216;Secondo quando hanno dimostrato numerosi studi, quando riusciamo a perdonare, ci sentiamo meglio, come liberati da un peso, possiamo girare pagina e guardare al futuro&#8217;<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftn2"><strong>[2]</strong></a>(Hofmann, 2015).</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Fa rientrare nella propria vita la serenità e la pace.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Cancellando il passato è più facile costruire il futuro.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Il perdono cambia le persone da dentro, poiché anche se non fa dimenticare il male ricevuto consente di portarlo in sé senza rancore.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">A sua volta, le persone che perdonano, sentendosi meglio, in seguito avranno più facilità nel perdonare<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftn3">[3]</a>.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Chi perdona facilmente sta meglio anche fisicamente<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftn4">[4]</a>.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Il perdono ristabilisce il contatto con l&#8217;altro, rende vivo il dialogo, riapre un processo di crescita.</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Nonostante ciò il perdono è difficile a causa del nostro amor proprio, della nostra gelosia, del nostro orgoglio. Le personalità rancorose e psichicamente meno stabili perdonano con più difficoltà. Perdonano più facilmente i bambini piccoli, perché sanno che i rimproveri di papà e le sgridate della mamma non tolgono nulla al fatto che entrambi amano moltissimo i figli. Sono più facili al perdono anche le persone più avanti con gli anni, giacché sanno per esperienza personale che è insito nel nostro DNA lo sbagliare e che di errori ognuno di noi ne commette tanti nella vita. Inoltre, la maturità permette di controllare meglio le proprie emozioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Con più difficoltà riescono a perdonare i giovani, i quali non accettano e non sopportano gli errori degli altri, mentre sono ben disposti a coprire, cancellare e scusare i propri. Hanno inoltre difficoltà a perdonare le persone che hanno un alto livello di narcisismo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">É più facile perdonare quando si è costruito un amore solido e forte. &#8216;Se i due sono molto vicini, se il loro rapporto è soddisfacente o hanno investito molto per crearlo e conservarlo, sarà più facile chiudere un occhio sulle offese&#8217;<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftn5">[5]</a>. Naturalmente si perdona più facilmente quando chi ha offeso ammette la colpa e si mostra pentito.</span></p>
<h5><span style="color: #ff6600;"><a style="color: #ff6600;" href="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Ti-odio-Template2.pdf"><strong>Tratto dal libro di Emidio Tribulato: &#8216;Ti odio!&#8217;- Conflitto e aggressività e violenza tra i sessi&#8217;. </strong></a></span></h5>
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<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftnref1">[1]</a> Pirrone, C.,  (2014), &#8216;Come dire: Ti prometto di essere fedele sempre&#8217;, <em>Famiglia oggi</em>,  n. 3, p. 56.</span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftnref2">[2]</a> Hofmann A. (2015), &#8216;Ti perdono oppure no?&#8217; &#8216;Mente e Cervello, n. 131, novembre.</span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftnref3">[3]</a> Hofmann A. (2015), &#8216;Ti perdono oppure no?&#8217; &#8216;Mente e Cervello, n. 131, novembre, p. 99.</span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftnref4">[4]</a> Hofmann A. (2015), &#8216;Ti perdono oppure no?&#8217; &#8216;Mente e Cervello, n. 131, novembre, p.99.</span></p>
</div>
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<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE%20Biblio.docx#_ftnref5">[5]</a> Hofmann A. (2015), &#8216;Ti perdono oppure no?&#8217; &#8216;Mente e Cervello, n. 131, novembre, p. 99.</span></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.cslogos.it/2025/03/26/il-perdono-nelle-relazioni-di-coppia/">Il perdono nelle relazioni di coppia</a> proviene da <a href="https://www.cslogos.it">CS Logos</a>.</p>
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