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	<title>Famiglia Archivi | CS Logos</title>
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	<description>Organizzazione di Volontariato volta alla ricerca psicopedagogica</description>
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	<title>Famiglia Archivi | CS Logos</title>
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	<item>
		<title>La presenza fisica dei genitori</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/06/30/la-presenza-fisica-dei-genitori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jun 2025 09:13:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>la presenza fisica dei genitori è indispensabile per il bambino piccolo sia per costruire la sua personalità che per dagli sicurezza e serenità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cslogos.it/2025/06/30/la-presenza-fisica-dei-genitori/">La presenza fisica dei genitori</a> proviene da <a href="https://www.cslogos.it">CS Logos</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="7997" class="elementor elementor-7997">
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<h3 class="wp-block-heading"><span style="color: #000080;"><a style="color: #000080;">I genitori</a></span></h3>

<p class="wp-block-paragraph">Poiché il bambino, quando nasce, non è in grado di creare e gestire l’ambiente esterno, affinché questo sia idoneo ai suoi bisogni e al suo sviluppo, a questa gestione devono necessariamente provvedere gli adulti ed in particolar modo i genitori e gli altri familiari.</p>
<h4><span style="color: #ff6600;">La relazione significativa</span></h4>
<p>È bene, infatti, ricordare che, fino ai tre-quattro anni di vita, l’unica relazione significativa fondamentale per i bambini è quella con i propri genitori. È la bontà di questo rapporto che potrà permettere a tutte le altre relazioni di mettere radici e svilupparsi, ed è dalla bontà di questo rapporto che dipenderà l’atteggiamento complessivo del bambino e poi dell’adulto, nei confronti degli altri.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Per Bilbao, durante i primi anni di vita, non la scuola, ma i genitori e i fratelli esercitano la maggiore influenza sullo sviluppo e sulla maturazione del bambino, poiché i valori, le regole, la memoria e la capacità di affrontare i problemi si trasmettono attraverso il linguaggio, i giochi, i piccoli e grandi gesti e tutti gli altri dettagli, apparentemente insignificanti, di cui è fatta l’educazione che si acquisiscono nell’ambito familiare. <a id="_ftnref1" href="#_ftn1">[1]</a></p>
<h4><span style="color: #ff6600;">Essere genitori</span></h4>

<p class="wp-block-paragraph">Essere genitori significa certamente rinunciare a molti piccoli piaceri della vita o rimandarli. Quando si è genitori il tempo libero, i viaggi, la carriera professionale o il riposo dovrebbero passare in secondo piano, giacché ogni genitore sa che avere un bambino significa rinunciare a una vita spensierata, per vivere molto, molto indaffarati e che tutte queste rinunce hanno senso solo se compensate dal piacere di stare con il proprio figlio (Bilbao Á.).<a id="_ftnref2" href="#_ftn2">[2]</a></p>

<p class="wp-block-paragraph">Ciò presuppone una grande disponibilità al dono di sé a favore dell’essere umano che si sta formando e che necessita di tanta dedizione, attenzione, presenza e pazienza. Il darsi per i propri figli, specie se piccolini, comporta, quindi, sacrifici e rinunce: del proprio tempo, delle proprie personali aspirazioni e desideri. Queste rinunce potranno essere attuate facilmente solo se, superando l’individualismo e l’egoismo personale, sono vissute con piacere e gioia.</p>
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<h4><span style="color: #ff6600;">Cosa dà il bambino ai genitori</span></h4>

<p class="wp-block-paragraph">Per fortuna sappiamo che un bambino non chiede soltanto, ma dà molto alle persone che hanno cura di lui in modo costante, attento e valido. Ne sono prova le coppie adottive e quelle che effettuano la fecondazione artificiale. Si tratta, in entrambi i casi, di coppie che non hanno paura di affrontare e accettare mille sacrifici, di compiere pesanti percorsi terapeutici e non temono di sobbarcarsi a spese ingenti, pur di avere un figlio in braccio. La natura ha legato alla maternità e alla paternità molti motivi di gioia, piacere e gratificazione.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-7938 aligncenter" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/baby-4100420_640-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" srcset="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/baby-4100420_640-300x222.jpg 300w, https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/baby-4100420_640.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>

<p class="wp-block-paragraph">Cosa c’è di più piacevole di un bambino che si addormenta nelle braccia della mamma o del papà, satollo di latte e di affetto, con il visino paffuto da cui traspare, sazio, insieme a qualche rivolo di latte, anche una beatitudine celestiale? Cosa c’è di più piacevole e gratificante del vedere un bambino che risponde con un sorriso al tuo sorriso, con le smorfie alle tue smorfie, con i baci ai tuoi baci, mai soddisfatto di restare in contatto con te, mai sazio di moine, abbracci e giochi?</p>

<p class="wp-block-paragraph">Questi ed altri mille momenti piacevoli sono certamente legati indissolubilmente anche ai tanti sacrifici e limitazioni che i genitori accettano e si impongono.</p>
<h4><span style="color: #ff6600;">Disponibilità al dono gratuito</span></h4>

<p class="wp-block-paragraph">È difficile pensare a dei genitori che non abbiano la disponibilità al dono gratuito e generoso. Tuttavia, vi sono delle notevoli differenze. Sono più facilmente disponibili al dono gratuito le persone più mature e psicologicamente serene ed equilibrate. Poiché, quando si è affettivamente e psicologicamente piccoli o immaturi si tende più a chiedere che a dare. Allo stesso modo, quando si sta psicologicamente male si ha fame di piaceri semplici e banali e si è più propensi a pretendere dagli altri che ad offrire agli altri.</p>

<p class="wp-block-paragraph">La disponibilità al dono gratuito nasce anche da alcuni valori familiari trasmessi mediante l’educazione alle nuove generazioni. Si può avere un’educazione che mette in primo piano l’arrivismo sociale, il potere, l’efficienza, le capacità intellettive e culturali, l’aggressività nei confronti della vita da cui prendere per sé onori, ricchezze e glorie, oppure, ed è ciò che si aspettano le nuove generazioni, è possibile attuare un’educazione che tenda a stimolare e far maturare nei futuri padri e nelle future madri, nei futuri cittadini, il piacere di aprirsi agli altri, la gioia dell’intesa, del rapporto e del dono.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Affinché i minori, e soprattutto i bambini molto piccoli, abbiano gli apporti necessari al loro sviluppo armonico e pieno, i genitori devono necessariamente possedere alcune caratteristiche essenziali e devono porre in essere precisi impegni. </p>
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<h3 class="wp-block-heading"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;">La presenza fisica</a></span></h3>

<p class="wp-block-paragraph">La necessità, sia in quantità che in qualità, della presenza fisica dei genitori nei confronti dei figli è insita nell’essere umano. Per tale motivo non varia, né è sostanzialmente modificabile al variare dell’ambiente o delle società. I bisogni di dialogo, di affetto, di comunicazione, di rapporto con le figure genitoriali e familiari di un bambino del duemila non sono, nelle loro quantità e qualità fondamentali, molto diversi da quelli di un coetaneo dell’età della pietra. D’altra parte, la probabilità che si creino paure, ansie, insicurezze, o che il bambino avverta la necessità di chiudersi in sé stesso, mettendo come un filtro tra lui e il mondo ritenuto non idoneo ai suoi bisogni, sono conseguenze sostanzialmente uguali.</p>

<p class="wp-block-paragraph">È necessario quindi che i genitori siano presenti seguendo la fisiologia dello sviluppo del loro figlio, senza mai forzarla o superficialmente ignorarla. In caso contrario lo scotto da pagare può, inizialmente, essere soltanto un lieve vissuto di disagio, che però può complicarsi e accentuarsi in sintomi e disturbi molto più gravi e invalidanti.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Ogni volta che il rapporto affettivo-relazionale con i propri genitori è carente in quantità, il figlio avvertirà e soffrirà delle limitazioni presenti, poiché noterà che mamma e papà, nei suoi confronti, sono come una fonte inaridita, incapace di dargli l’ascolto, la protezione, l’affetto e le cure che gli sono indispensabili.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Come dice Maté G.:</p>

<blockquote>
<p class="wp-block-paragraph">‹‹I bambini piccoli non riescono a comprendere le motivazioni degli adulti. Sapere di essere amati non significa nulla per loro se il genitore sparisce continuamente. Si sentono abbandonati e, a livello subliminale, si convincono che il genitore abbia cose molto più importanti da fare. Pensano di non essere degni delle sue attenzioni e, all’inizio inconsciamente, cominciano a credere che qualcosa non vada in loro››.  </p>
</blockquote>

<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, avvertirà con rammarico il fatto che molte attività, squisitamente materne o paterne, sono gestite da altre persone.  Altre persone, spesso altre donne sono presenti al suo risveglio. Altre persone, spesso altre donne, lo curano e l’assistono durante la giornata. Altre persone dialogano con lui, con lui giocano e scambiano tenerezze o asciugano le sue lagrime nei momenti di tristezza. Altre persone gli comunicano gli elementi fondamentali del vivere civile. Altre persone preparano i cibi che consuma. Addirittura, altre persone provvedono ad allietare le sue feste (Tribulato E.).</p>

<p class="wp-block-paragraph">Quando sussistano tali condizioni non è possibile aspettarsi dal figlio manifestazioni di attaccamento e amore.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"> Come dice Bilbao:</p>

<blockquote>
<p class="wp-block-paragraph">‹‹Non aspettarti che i tuoi figli ti adorino se tu per primo non gli fai sentire che sono speciali ogni giorno della loro vita. Per ottenere il rapporto che hai sempre sognato con i tuoi figli non devi fare altro che costruirlo giorno per giorno insieme a loro››.<a id="_ftnref3" href="#_ftn3"><strong>[3]</strong></a></p>
</blockquote>

<p class="wp-block-paragraph">L’immagine materna e paterna si sposterà allora, nell’intimo del bambino, da fonte di accudimento e sostegno affettivo, relazionale ed educativo, a fonte soltanto di sostegno economico per la famiglia, oppure i genitori acquisteranno la veste di “autisti” pronti a trasportarlo, volente o nolente, da una parte all’altra della città, per condurlo all’asilo nido o ad una delle tante terapie di cui ha necessità. Ciò non può che stimolare sentimenti come l’aggressività, la sfiducia e l’insicurezza.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Per il bambino è nefasta ogni separazione dai suoi genitori e, in particolare, nei primi anni di vita è nefasto ogni allontanamento dalla propria madre (Osterrieth P. A.),<a id="_ftnref4" href="#_ftn4">[4]</a> in quanto l’assenza di questa fondamentale figura, per un tempo eccessivo, lo priva di quei fondamentali e stabili punti di riferimento provocando nel piccolo sofferenza e con la sofferenza emozioni negative fatte di ansia, paura, sfiducia, rabbia e tristezza.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo, la ricerca affannosa di una realizzazione individuale in campo lavorativo, sociale, affettivo, sentimentale e sessuale, spesso porta a trascurare le reali necessità dei figli. Si cerca di soddisfare innanzi tutto i propri bisogni e le proprie ambizioni, riservando troppo poco tempo alla famiglia. In tanti genitori si nota come una corsa che mira ad arraffare dalla vita e dalla società quanto più possibile, lasciando alle esigenze dei minori briciole di tempo e d’energie, senza tentare neanche di lasciarsi veramente andare con loro ad un rapporto intimo e privilegiato, così da offrire ciò che veramente è a loro utile, anzi indispensabile: una presenza calda e amorosa.</p>

<h3 class="wp-block-heading"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;">Le cause</a></span></h3>

<p class="wp-block-paragraph">La presenza dei genitori e dei familiari nella vita dei bambini è diminuita significativamente, a causa di vari fattori sociali, economici e culturali ed è testimoniata dalla realtà quotidiana e da numerose statistiche. I motivi sono diversi:</p>

<ol class="wp-block-list">
<li>
<h4><span style="color: #ff6600;">Gli impegni lavorativi e sociali.</span></h4>
</li>

<li>
<h4><span style="color: #ff6600;">Gli impegni ludici ed estetici.</span></h4>
</li>

<li>
<h4><span style="color: #ff6600;">Le occupazioni culturali e di studio.</span></h4>
</li>

<li>
<h4><span style="color: #ff6600;">Gli impegni sociali, politici e religiosi.</span></h4>
</li>

<li>
<h4><span style="color: #ff6600;">L’abuso degli strumenti elettronici.</span></h4>
</li>

<li>
<h4><span style="color: #ff6600;">La perdita delle competenze.</span></h4>
</li>

<li>
<h4><span style="color: #ff6600;">Le disarmonie e i conflitti all’interno delle coppie.</span></h4>
</li>
</ol>

<h4 class="wp-block-heading"><span style="color: #ff6600;">1.  </span>  <span style="color: #ff6600;">  Gli impegni lavorativi e sociali.</span></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-7045 aligncenter" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/05/people-g32d89b17e_1920-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/05/people-g32d89b17e_1920-300x200.jpg 300w, https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/05/people-g32d89b17e_1920-1024x683.jpg 1024w, https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/05/people-g32d89b17e_1920-768x512.jpg 768w, https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/05/people-g32d89b17e_1920-1536x1024.jpg 1536w, https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/05/people-g32d89b17e_1920-700x467.jpg 700w, https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/05/people-g32d89b17e_1920.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>

<p class="wp-block-paragraph">A partire dagli anni &#8217;70, sempre più donne hanno iniziato a lavorare fuori casa, riducendo il tempo disponibile per stare con i figli.<a id="_ftnref5" href="#_ftn5">[5]</a> La diminuzione dei matrimoni e l&#8217;aumento dei divorzi hanno portato ad un aumento delle famiglie monoparentali, nelle quali il genitore single è costretto a bilanciare il lavoro con la cura dei figli. Pertanto, il tempo trascorso con questi si riduce ulteriormente.<a id="_ftnref6" href="#_ftn6">[6]</a> Inoltre, l&#8217;urbanizzazione e la maggiore mobilità lavorativa hanno condotto molte famiglie a vivere lontano dalla rete parentale che, tradizionalmente, forniva un supporto nella cura dei bambini. I genitori sono stati, pertanto, costretti a gestire da soli tutto l’andamento della famiglia. <a id="_ftnref7" href="#_ftn7">[7]</a></p>

<p class="wp-block-paragraph">Questo tipo di “normalità degli impegni” ha fatto notevolmente aumentare il numero degli <em>orfani bianchi</em>. Sono questi i figli di genitori che, pur convivendo sotto lo stesso tetto, sono talmente assorbiti dalle attività esterne, da non riuscire a dare ai propri figli una presenza continua, costante ed efficace. Per questi genitori le possibilità relazionali ed educative diventano difficili, rare o saltuarie.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi decenni, da parte degli studiosi e dai mass media sono state notevolmente evidenziate e ben descritte quali fondamentali funzioni abbia <em>il lavoro extrafamiliare</em>.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Questo tipo di attività permette l’autonomia dei singoli e delle coppie dalle famiglie d’origine, assicurandone la sopravvivenza ed il benessere sociale, mediante l’acquisto di beni e servizi indispensabili per l’alimentazione, l’igiene, la sanità, la cultura, lo scambio sociale e le attività ludiche. Il lavoro extrafamiliare consente anche di accendere la fantasia, sbrigliare l’immaginazione, liberare la creatività, permettendo la realizzazione dei propri sogni, dei propri progetti, dei desideri e delle aspirazioni<em>.</em></p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-7872 aligncenter" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/family-457235_640-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/family-457235_640-1-300x200.jpg 300w, https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/family-457235_640-1.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>

<p class="wp-block-paragraph">Nello stesso periodo di tempo non vi è stata, purtroppo, altrettanta attenzione nei confronti del lavoro all’interno della famiglia e della casa: <em>lavoro intrafamiliare</em>. Anzi questo tipo d’impegno, dedicato al mondo degli affetti e delle relazioni, è stato sempre più sottovalutato; tanto da essere screditato e svilito agli occhi dell’opinione pubblica, in quanto giudicato come un lavoro di second’ordine e, quindi, nettamente accessorio. Cosicché le casalinghe<em>,</em> non per scelta, ma costrette a causa della mancanza di lavoro extrafamiliare, quasi si vergognano della loro condizione, poiché considerano il loro impegno all’interno della casa e della famiglia, non solo poco gratificante ma anche inutile, vuoto, sterile, scialbo ed umiliante. Anche perché gli organi dello Stato e buona parte della società civile lo considera come un grave problema da affrontare e superare al più presto, mediante vari incentivi dati alle ditte affinché assumano chi ancora non lavora e soprattutto le donne. Ciò è avvenuto per vari motivi: lotta per la cosiddetta <em>liberazione della donna</em>; necessità da parte delle industrie di manodopera a basso prezzo; stimolo a produrre, vendere e consumare quanto più possibile.</p>

<p class="wp-block-paragraph">In realtà, invece, a ben guardare, difficilmente si potrebbe trovare un lavoro o un impegno altrettanto importante e fondamentale per la vita ed il benessere dei singoli individui e della società.  L’impegno intrafamiliare è, infatti, essenziale alla costruzione della personalità dell’individuo, in quanto permette la distinzione del sé dall’altro e, successivamente, consente lo sviluppo di tutte le potenzialità umane iscritte nei geni. Queste potenzialità non possono attivarsi senza l’intervento di altri esseri umani legati al bambino da stabili e intensi legami affettivo-relazionali.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Sono frutto dell’impegno intrafamiliare: le capacità comunicative ed espressive della persona umana; la modulazione e il controllo e la corretta gestione delle pulsioni, delle emozioni e dei sentimenti; l’acquisizione di una corretta identità sessuale; la crescita dell’autonomia, della forza, del coraggio, della determinazione e della sicurezza; le capacità motorie e il dinamismo dell’individuo; la sua intraprendenza e determinazione.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Nascono, inoltre, dall’impegno intrafamiliare: l’acquisizione del senso dell’onore, del dovere e della lealtà verso gli altri; il rispetto delle regole e delle norme sociali; l’acquisizione di principi etici; la costruzione e la valorizzazione della rete familiare ed affettiva che è fondamentale per trovare aiuto, supporto e accoglienza in ogni momento della vita.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Alcuni di questi compiti sono prevalentemente, anche se non esclusivamente, materni, altri sono prevalentemente paterni. Molte di queste mansioni sono appannaggio di entrambi i genitori, ma non vi è dubbio che questo tipo di impegno sia fondamentale ed insostituibile per l’intera comunità civile.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Si può affermare anche qualcosa di più: il lavoro intrafamiliare è presupposto indispensabile al lavoro extrafamiliare<em>.</em> Senza il lavoro intrafamiliare, in assenza di questo o quando questo non è svolto correttamente, è compromessa anche l’attività lavorativa esterna alla famiglia, nonché il benessere di tutta la società. Ciò in quanto la presenza di esseri umani con capacità e qualità carenti, disturbate o chiaramente patologiche, se da una parte impedisce ogni apporto lavorativo stabile e produttivo, dall’altra richiede ingenti risorse per le necessarie diagnosi, cure e assistenza verso i soggetti che presentano disturbi psicologici di vario tipo.   </p>

<p class="wp-block-paragraph">Per tali motivi, per una buona e sana vita sociale, la presenza delle attività lavorative extrafamiliari deve necessariamente essere pienamente bilanciata dalla presenza di adeguati e opportuni impegni intrafamiliari.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Per raggiungere quest’obiettivo è indispensabile considerare il lavoro all’esterno della famiglia come fonte per soddisfare i bisogni essenziali e non certo quelli indotti dal consumismo. In tal modo si potrebbe evitare di farne un idolo messo al centro della nostra vita, al quale sacrificare tutto: vita personale, vita di coppia, vita familiare, educazione e cura dei figli. Idolo capace di assorbire buona parte delle nostre energie fisiche e psichiche. Idolo sul quale riversare quasi tutte le nostre attese e speranze.</p>

<p class="wp-block-paragraph">  Inoltre, è bene ricordare che non possiamo aumentare a dismisura, né possiamo crearla dal nulla la quantità d’energia che abbiamo. Dobbiamo invece utilizzare nel miglior modo possibile, le nostre energie fisiche e psichiche, facendo delle scelte. Se queste sono state assorbite dal lavoro all’esterno della famiglia o dagli altri impegni ludici, sociali o politici, rimane ben poco per la relazione, per l’ascolto e l’intesa con i propri figli.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Mazzi A. e Zois G., così descrivono la situazione di molte famiglie:</p>

<blockquote>
<p class="wp-block-paragraph"> ‹‹I bambini dei quartieri delle metropoli sono tutti orfani bianchi. Il papà e la mamma escono il mattino, per recarsi al lavoro. Con lo stipendio solo, si dice, in città non si può sopravvivere. Trovano il panino e il cappuccino sul tavolo, il pranzo nel frigo, la brioche nello zainetto della scuola. Un bacetto quasi finto, mentre si stavano svegliando, ha indicato loro che era ora di alzarsi››.<a id="_ftnref8" href="#_ftn8"><strong>[8]</strong></a></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7386 aligncenter" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/BAMBINI3.jpg" alt="" width="270" height="187" /></p>
</blockquote>

<p class="wp-block-paragraph"><strong>Caso clinico</strong>. <em>Un esempio lo abbiamo avuto nel caso di C. C., una bambina di sei anni la quale presentava numerosi disturbi psicoaffettivi di media gravità che si manifestavano con paure, disturbi del sonno, del comportamento, dell’alimentazione, somatizzazioni ansiose, eccessiva emotività e scarso controllo delle pulsioni. Abbiamo consigliato ai genitori di utilizzare il Gioco Libero Autogestito per ritrovare una piena relazione con la figlia e, nello stesso tempo, diminuire l’importante sofferenza interiore, in modo tale che i suoi sintomi potessero diminuire. In realtà già dopo poche settimane la bambina è nettamente migliorata. Pertanto, abbiamo potuto congratularci con i genitori per l’impegno che essi avevano profuso nel giocare e nel dialogare con la figlia. Quale fu la nostra sorpresa quando la madre ci confessò che buona parte dell’impegno nei confronti della bambina era stato attuato dal padre di Chiara, poiché lei, essendo insegnante di scuola materna, impegnata com’era per buona parte della giornata a seguire con grande abnegazione e impegno dei bambini piccoli, non aveva tempo, ma soprattutto non aveva sufficienti energie da utilizzare per la figlioletta.  </em></p>

<p class="wp-block-paragraph">La qualità dell’apporto scade, quindi, anche perché gli impegni e le attività esterne, assorbendo e condizionando pensieri e riflessioni, portano ad un progressivo estraniamento, rispetto ai temi riguardanti i bisogni e le necessità di accudimento, dialogo e attenzione nei confronti dei propri figli. Questi bisogni sono vissuti non più in maniera istintiva ed empatica ma in modo freddo e razionale. In pratica ci si organizza affinché i figli, anche se molto piccoli, stiano in un luogo considerato sicuro e affidabile, siano puliti e possano essere alimentati regolarmente, senza tener conto dei loro bisogni e dei loro desideri più veri e profondi.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Spesso è il datore di lavoro che chiede e pretende dal lavoratore, non una parte, ma tutte o quasi le sue energie, la sua fantasia, il suo interesse, in modo tale da rendere l’impegno di quest’ultimo sempre più produttivo. Queste richieste, non solo sono viste come sacrosante, ma anzi, da parte del datore di lavoro e dai colleghi, viene bollato di discredito il lavoratore che si occupa e preoccupa dei doveri familiari, i quali sono di solito giudicati come esigenze secondarie (Tribulato E.).</p>

<p class="wp-block-paragraph">Ciò può accadere sia per gli uomini che per le donne, sia per il padre che per la madre, in quanto vi è un &#8216;invito, quasi un obbligo, all’impegno di entrambi i genitori nel lavoro extrafamiliare, che è visto come un segno di modernità, democrazia e necessità per le famiglie e per la società, nonché come obiettivo primario da raggiungere per migliorare il PIL (Prodotto Interno Lordo), per dare maggiore ricchezza alla nazione e per permettere la “realizzazione” della donna nell&#8217;ambito sociale, così da “liberarla” dalla schiavitù della casa, dai figli e dai fornelli!</p>

<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, negli ultimi anni, poiché i progressi della tecnologia hanno consentito di lavorare quasi in ogni ora del giorno e della notte oltre che in ogni luogo, i confini tra il lavoro extrafamiliare e il tempo da dedicare alla famiglia sono diventati nebulosi e sempre più scarsi e poco adeguati (Shapiro Lawrence E.).<a id="_ftnref9" href="#_ftn9">[9]</a></p>

<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo, gli impegni lavorativi e sociali dei genitori, ma anche degli altri familiari che hanno in cura un bambino, possono avere una notevole valenza sia nell’insorgenza delle patologie psichiche, sia nella possibilità o non della loro cura. Le conseguenze sono drammatiche. Non dovrebbe essere difficile immaginare la frustrazione di un bambino al quale non è possibile dare l’ascolto necessario, poiché, per dialogare non bisogna avere fretta, né si può correre, con la mente agitata dai bisogni.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Correre con l’ansia e la paura di essere rimproverati: dal capoufficio, dal datore di lavoro, dagli altri colleghi. Correre con la paura di essere licenziati, se non si arriva in tempo o se si sottrae energia e spazio agli impegni lavorativi; né si può dialogare efficacemente con una madre o un padre che ritornano dal lavoro, già stanchi e oppressi dalla fatica e dalla tensione. Non si può dialogare efficacemente con dei genitori snervati dai problemi, dalle difficoltà relazionali con i capi e con i colleghi di lavoro. Già nuovamente impegnati per garantire ai figli e alla famiglia, il soddisfacimento delle necessità indispensabili. Già pronti a correre per andare dai medici, fare la fila nelle farmacie o nei supermercati! Già in macchina per portare i figli alle varie attività: doposcuola, palestra, scout, parrocchia!&#8230;</p>

<p class="wp-block-paragraph">È una continua corsa contro il tempo, ma anche contro sé stessi, contro la possibilità di godere le gioie della maternità e della paternità, il piacere di un rapporto intimo con i figli, la gioia di un dialogo tenero con loro. Tutto ciò, purtroppo, viene considerato necessario, anzi indispensabile e deve essere dai figli, anche molto piccoli, accettato, o meglio subìto, giorno dopo giorno, per anni.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-7308 aligncenter" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/ice-skating-235547__340-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" srcset="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/ice-skating-235547__340-300x201.jpg 300w, https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/ice-skating-235547__340.jpg 508w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>

<h4 class="wp-block-heading"><span style="color: #ff6600;">2.      Gli impegni estetici e ludici.</span></h4>

<p class="wp-block-paragraph">Nella nostra società dell’immagine è pressante l&#8217;invito a migliorare l’aspetto fisico a contenere i danni inferti dal tempo sul viso e sul corpo mediante la frequenza di palestre e di centri benessere, ma anche di sale operatorie per interventi di chirurgia estetica. Altre volte, e ciò avviene sempre più frequentemente, nelle ricche e opulente società occidentali, occupano il tempo di mamma e papà impegni sicuramente più futili o ludici come le cene con gli amici, i giochi, i balli e le vacanze. L&#8217;avvento della televisione, dei videogiochi e, più recentemente, degli smartphone e dei social media, ha cambiato il modo in cui le famiglie trascorrono il tempo insieme. I genitori, e di conseguenza anche i figli, trascorrono molto tempo immersi nei dispositivi elettronici, riducendo le interazioni faccia a faccia.<a id="_ftnref10" href="#_ftn10">[10]</a></p>

<p class="wp-block-paragraph">Queste ed altre attività similari, sono percepite come molto importanti per la propria vita e per la realizzazione personale, tanto da essere avvertite come bisogni imprescindibili del corpo e della mente e pertanto non si riesce a rinunciarvi o a limitarle.</p>

<p class="wp-block-paragraph">I motivi di ciò vanno ricercati nell’alienazione di una società che continuamente stimola, per motivi economici, a vivere senza mai accontentarsi di ciò che si ha e che si è. È l’alienazione di una società basata sui beni di consumo, che spinge a comprare e consumare sempre di più, con la vana promessa di raggiungere in questo modo la gioia e la serenità, se non proprio la felicità. È una società che stimola a migliorare il proprio aspetto nella prospettiva e nella speranza di sentirsi meglio: ‹‹Se sei triste e insoddisfatta è perché il tuo naso è troppo grande, il tuo seno troppo piccolo, i tuoi fianchi troppo larghi. Per sentirti meglio basta mettersi nelle mani di un chirurgo che penserà a stringere, allargare, sostenere, modellare e quindi insieme alla bellezza ti darà serenità e gioia<em>››.</em> È una società che invita al divertimento ed al piacere nella chimera di raggiungere piena soddisfazione personale.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Giacché le promesse restano solo promesse, gli inviti alla ricerca del benessere, mentre si vive nel malessere, diventano sempre più numerosi e si prolungano all’infinito. Come dice Faretta E., e Parietti P.:</p>
<blockquote>
<p>‹‹… nella società attuale, caratterizzata da una cultura individualista orientata narcisisticamente, si percepisce l’esibizione di un apparente ben essere, che cela un diffuso e profondo mal essere››.<a id="_ftnref11" href="#_ftn11">[11]</a></p>
</blockquote>

<p class="wp-block-paragraph">S’innesca allora un circolo vizioso: si è invitati a superare lo stress del lavoro e della vita quotidiana acquistando di più e spendendo di più; per spendere di più e consumare di più sono necessari più soldi e più lavoro; impegnandosi di più nel lavoro aumenta lo stato di malessere e di disagio; si ritorna al punto di partenza in una spirale senza fine.</p>

<h4 class="wp-block-heading"><span style="color: #ff6600;">3.      Le occupazioni culturali e di studio</span></h4>

<p class="wp-block-paragraph">Non mancano le esortazioni a migliorare la propria cultura mediante la frequenza di lauree, corsi, master, tirocini e aggiornamenti. Dagli economisti è continuamente affermato che una società moderna non si accontenta di una modesta cultura di base, ma richiede delle persone che abbiano un bagaglio di istruzione a livello universitario e oltre.</p>

<h4 class="wp-block-heading"><span style="color: #ff6600;">4.      Impegni sociali e politici</span></h4>

<p class="wp-block-paragraph">Si è inoltre sollecitati a dedicare parte del proprio tempo e delle proprie energie all’agone sociale e politico. Succede a volte, e la cosa potrebbe essere comica se non fosse tragica, che mentre siamo occupati con passione ed impegno a risolvere i problemi e le difficoltà degli altri: coppie con problemi, bambini, anziani, disabili, svantaggiati, ecc. va alla malora la nostra vita di coppia, trascuriamo i nostri figli, lasciamo soli i vecchi genitori.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Siamo soprattutto occupati a fare<em>,</em> non importa che cosa e dove, l’importante è che sia un “fare”, almeno in teoria, gratificante e qualificante, fuori della propria famiglia; mentre siamo poco o nulla disponibili alla cura, all&#8217;ascolto e al dialogo con le persone che sono a noi più vicine: i nostri figli, verso i quali dovremmo avere degli obblighi e dei doveri ben precisi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-8033 aligncenter" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/07/camera-1842202__340-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/07/camera-1842202__340-300x200.jpg 300w, https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/07/camera-1842202__340.jpg 510w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>

<h4 class="wp-block-heading"><span style="color: #ff6600;">5.      L’abuso degli strumenti elettronici.</span></h4>

<p class="wp-block-paragraph">Se tutto ciò non bastasse le moderne società devono fare i conti con una serie di strumenti elettronici che hanno invaso le case e le vite degli abitanti delle città e dei paesi: televisori, computer, consolle di videogiochi, telefoni cellulari, tablet e così via. Questi strumenti che si propongono di migliorare la comunicazione tra persone, essendo utilizzati in maniera eccessiva ed impropria, sottraggono energie e tempo che potrebbero essere dedicati al dialogo e alla cura della prole.</p>

<h4 class="wp-block-heading"><span style="color: #ff6600;">6.      La perdita delle competenze.</span></h4>

<p class="wp-block-paragraph">L’allontanamento da parte degli uomini e delle donne dalla cura dei figli è causato anche da quella che potremmo chiamare <em>perdita delle competenze</em>. Nonostante oggi vi sia una notevole maggiore cultura di tipo tecnico &#8211; professionale, sono di fatto notevolmente diminuite le conoscenze riguardanti la relazione con i minori, così come sono diminuite le acquisizioni riguardanti una maggiore sensibilità e capacità nel campo affettivo-relazionale. Tutto ciò contribuisce ad allontanare uomini e donne dalle cure dei figli, in quanto i genitori non riescono ad avere nei loro confronti un rapporto sereno e stabile, che è anche la premessa per un rapporto gratificante e appagante.</p>

<h4 class="wp-block-heading"><span style="color: #ff6600;">7.      Le disarmonie e i conflitti all’interno della coppia.</span></h4>

<p class="wp-block-paragraph">Quando i genitori impegnano buona parte delle proprie energie nell’affrontare l’altro, nel difendersi dall’altro, nell’accusare l’altro, nel far del male all’altro; sono coinvolti da sentimenti che sconvolgono l’animo, come la gelosia, l’aggressività, la delusione, la sofferenza e la rabbia. Essi, pertanto, non hanno la possibilità di esprimere pienamente quei teneri e delicati sentimenti di cui hanno bisogno i figli e non vi è sufficiente disponibilità e serenità indispensabili per la cura e l’ascolto dei loro bisogni.</p>

<h3 class="wp-block-heading"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;">Le conseguenze</a></span></h3>

<p class="wp-block-paragraph">La conseguenza di quanto abbiamo detto è che l’impegno educativo, di cura e relazione verso i minori, oltre che essere trascurato dalle politiche sociali, è visto dai genitori e familiari come una gravosa e tediosa necessità da far disimpegnare, se possibile, agli altri. Quando si è costretti ad affrontarlo personalmente non è avvertito come un impegno gratificante, piacevole e gioioso, ma come un lavoro faticoso, da liquidare il più presto possibile, mediante risposte smozzicate, incomplete, frettolose e spesso purtroppo anche irritate, mentre si corre per assolvere gli altri numerosi obblighi quotidiani.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Il legame che dovrebbe unire i genitori ai figli diventa fragile e debole, nonché incapace di sostenere, guidare, confortare. La saltuaria, incostante, instabile presenza dei genitori non solo impedisce ai figli quello sviluppo interiore capace di costruire e poi difendere e rafforzare la loro personalità, ma impedisce pure di affrontare in tempo e con gli opportuni provvedimenti i disagi nascenti.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Sempre più spesso uomini e donne, padri e madri ‹‹non hanno tempo››. Non hanno tempo da dedicare ai figli nel momento in cui dovrebbero contribuire alla loro crescita e alla loro formazione; inoltre, anche quando si evidenziano gravi problematiche gli stessi genitori “non hanno tempo” per affrontare il disagio dei figli con la necessaria costanza, dedizione e collaborazione con gli operatori.</p>
<p> </p>
<p><a href="https://www.cslogos.it/2025/06/09/prevenire-la-chiusura-autistica/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-7825 aligncenter" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/71AtByaRdL._AC_UL320_-1-194x300.jpg" alt="" width="194" height="300" srcset="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/71AtByaRdL._AC_UL320_-1-194x300.jpg 194w, https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/71AtByaRdL._AC_UL320_-1.jpg 207w" sizes="(max-width: 194px) 100vw, 194px" /></a></p>
<h5 style="text-align: center;">Tratto dal libro di Emidio Tribulato &#8220;Prevenire la chiusura autistica&#8221;. </h5>
<h5 style="text-align: center;"><a href="https://www.cslogos.it/2025/06/09/prevenire-la-chiusura-autistica/"><span style="color: #008000;">Per scaricare gratuitamente questo libro clicca qui.</span></a></h5>
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<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />
<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Liberace P., (2009), <em>Contro gli asili nido,</em> Soveria Mannelli, Editore Rubettino, p.32.</p>

<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn2" href="#_ftnref2">[2]</a> Bilbao Á., (2023), <em>Il cervello del bambino spiegato ai genitori, </em>Milano, Salani editore, p.31.</p>

<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn3" href="#_ftnref3">[3]</a> Bilbao Á., (2023), <em>Il cervello del bambino spiegato ai genitori, </em>Milano, Salani editore, p. 151.</p>

<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn4" href="#_ftnref4">[4]</a> Osterrieth P., (1965), <em>Introduzione alla psicologia del bambino,</em> Firenze, C/E Giunti – G. Barbera, p.55.</p>

<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn5" href="#_ftnref5">[5]</a> https://www.istat.it/it/files/2018/11/Report_Natalita_fecondita.pdf.</p>

<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn6" href="#_ftnref6">[6]</a> https://osservatoriocoesionesociale.eu/osservatorio/pochi-figli-non-per-scelta-litalia-tra-familismo-e-de-natalita/.</p>

<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn7" href="#_ftnref7">[7]</a> https://www.istat.it/it/files/2019/01/evoluzione-demografica-1861-2018-testo.pdf.</p>

<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn8" href="#_ftnref8">[8]</a> Mazzi A. et Zois G., (1994), <em>Pinocchio e i suoi fratelli</em>, Piemme, III ristampa, p.27.</p>

<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn9" href="#_ftnref9">[9]</a> Shapiro Lawrence E., (2003), <em>Il linguaggio segreto dei bambini,</em> Milano, Fabbri editori, p.76.</p>

<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn10" href="#_ftnref10">[10]</a> https://www.infodata.ilsole24ore.com/2022/07/11/inverno-demografico-come-e-cambiata-la-famiglia-in-italia-ecco-come-saremo-nel-2042/.</p>

<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn11" href="#_ftnref11">[11]</a> Faretta E., et Parietti P., (2012), <em>Ben essere e sviluppo delle risorse personali,</em> Roma, Alpes Italia, p.5.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Violenza e aggressività nei separati e divorziati</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/03/26/violenza-e-aggressivita-nei-separati-e-divorziati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 00:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Autore: Emidio Tribulato La possibilità di sciogliere in ogni momento il vincolo matrimoniale ha fatto cambiare profondamente la percezione e il valore della famiglia e, di conseguenza, ha modificato in peggio la responsabilità nei confronti dei figli. Il &#8220;Finché morte non vi separi&#8217;  tipico del...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" style="font-size: 12.16px; display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/JUDGE-1.jpg" width="204" height="223" border="0" /></p>
<p><span style="font-size: large; color: #339966;">Autore: Emidio Tribulato</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La possibilità di sciogliere in ogni momento il vincolo matrimoniale ha fatto cambiare profondamente la percezione e il valore della famiglia e, di conseguenza, ha modificato in peggio la responsabilità nei confronti dei figli. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il &#8220;Finché morte non vi separi&#8217;  tipico del matrimonio di un tempo, è stato messo ai margini della coabitazione temporanea dettata dal più prosaico &#8216;&#8230;vediamo se funziona&#8217; e infine è stato sostituito da un modello flessibile, part-time dello &#8216;stare insieme&#8217;. Si pensa che si possa &#8216;entrare e uscire&#8217; impunemente da un legame sentimentale con un <em>click</em>, come se fosse una relazione virtuale <a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn1">[1]</a>. Pertanto, non affrontando con la necessaria convinzione e impegno la vita in comune, la famiglia nasce già negativamente segnata fin dal suo inizio<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn2">[2]</a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per lo stesso autore Volpi<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn3">[3]</a>:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">&#8216;Uno degli effetti immediati della legge sul divorzio si manifestò in un aumento del numero e dell&#8217;incidenza percentuale dei matrimoni civili; non clamoroso, ma certamente consistente e significativo, che soprattutto non si sarebbe più fermato. L&#8217;ascesa dei matrimoni civili parte da qui, nel senso che è indissolubilmente legata all&#8217;introduzione della legislazione del divorzio nel nostro paese&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Se interpretiamo correttamente quest&#8217;aumento dei matrimoni civili, non vi è dubbio che esso ha il significato di &#8216;lasciare una porta aperta&#8217; ad un eventuale e probabile divorzio. Cosicché, dall&#8217;entrata in funzione di questa legge, si è perso nelle coppie il senso che l&#8217;unione sia per tutta la vita.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Ma insieme alle sempre più frequenti fratture del matrimonio si è assistito nel tempo anche ad un aumento della conflittualità tra i coniugi, non solo durante il tempo più o meno lungo dell&#8217;unione di coppia, ma anche nelle fasi successive alla separazione. Per Andreoli <a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn4">[4]</a> in tutte le condizione di destrutturazione sociale l&#8217;aggressività nei singoli aumenta notevolmente, proprio per la mancanza del sostegno reciproco. Statisticamente i periodi che generano i più gravi stress e le più forti tensioni, nell&#8217;ambito della coppia, riguardano i giorni o i mesi nei quali si attua la separazione o il divorzio. Ciò avviene soprattutto quando la coppia si affida al sistema giudiziale con il suo corollario di testimonianze e prove, non sempre spontanee e sincere; con i suoi documenti, non sempre fedeli e veritieri; con richieste e comportamenti, che quasi sempre contengono dei secondi fini a favore di una delle controparti. Questi stress e queste tensioni facilmente si ripercuotono sui singoli individui, generando notevoli manifestazioni di aggressività reciproca ed a volte atti di gravissima violenza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/13459158-la-bambina-l-39-ascolto-di-genitori-litigano.jpg" width="168" height="113" border="0" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La separazione e il divorzio non rappresentano soltanto un allontanarsi dall&#8217;altro. Separazione e divorzio sono in realtà uno strappo importante che coinvolge e sconvolge una comunità molto ampia di soggetti. Oltre la coppia direttamente interessata, esso trascina in un grave malessere gli eventuali figli e familiari, dell&#8217;uno e dell&#8217;altro coniuge, ma anche gli amici intimi dei due e la comunità nel suo complesso. Il momento della separazione è vissuto, in molti casi, come un&#8217;insopportabile lacerazione della propria vita e del proprio cuore. Come accendendo un fiammifero in una santabarbara, le esplosioni di emozioni che ne possono conseguire sono drammatiche. Come un fuoco che dilaga in un&#8217;arida prateria, mentre spira il vento caldo del sud: l&#8217;ansia, la collera, i timori che si diffondono e sconvolgono gli animi degli interessati sono ingovernabili.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il separarsi e il divorziare coinvolgono e sconvolgono profondamente l&#8217;ambiente fisico e quello psicologico, le emozioni e gli affetti, le abitudini e i consueti stili di vita, il benessere interiore ma anche quello economico di chi, anche se solo marginalmente, è in qualche modo implicato in queste tristi vicende. Nascono rimpianti, sensi di colpa, accuse, recriminazioni, ma anche una serie di prevaricazioni psicologicamente insostenibili a causa della loro intensità e del loro perdurare nel tempo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Nonostante le emozioni che sconvolgono gli animi degli individui siano spesso considerate consequenziali ai conflitti preesistenti durante il matrimonio o la convivenza, sono proprio i momenti della separazione e del divorzio a far esplodere le pulsioni più violente e distruttive.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per Hacker <a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn5">[5]</a>:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">&#8216;L&#8217;improvvisa liberazione dell&#8217;aggressività in seguito allo scioglimento del vincolo, alla perdita di persone di riferimento o all&#8217;espulsione del gruppo, porta alla sua introiezione sotto forma di stati depressivi (&#8216;ben mi sta, non merito di meglio&#8217;) o di complessi di colpa quando si perde una persona cara (&#8216;ho fatto davvero tutto il possibile?&#8217;) Nonché alla sensazione di inutilità e rabbia impotente che, a loro volta, provocano l&#8217;aggressività indistinta e incontrollata&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per Ackerman<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn6">[6]</a>:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">&#8216;Va anche ricordato che, per i genitori, non vi può essere un divorzio totale. Sebbene divisi in modo definitivo in quanto coppia sessuale, essi rimangono permanentemente legati alla comune responsabilità per la cura dei loro figli, e in qualche caso questo legame diventa una fonte di sofferenza per molti anni&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Nell&#8217;ambito della famiglia è facile che uno o entrambi i membri della coppia, senza avere la maturità e la consapevolezza delle dinamiche relazionali in gioco e senza comprendere la gravità di quello che stanno compiendo, mettano i figli l&#8217;uno contro l&#8217;altro genitore; lasciando che si creino delle alleanze patologiche: maschi contro femmine, madre con il figlio contro il padre e la figlia<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn7">[7]</a>.  In tal modo essi accentuano la sofferenza e il disagio dei minori, i quali, a loro volta, soffrendo di maggiore irritabilità, aggressività e instabilità, sia durante l&#8217;infanzia sia nell&#8217;età adulta, continueranno ad alimentare nell&#8217;ambito familiare e sociale un circolo vizioso, sempre più distruttivo e incontrollabile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Dalle separazioni e dai divorzi tenderanno a crescere, inoltre, delle generazioni il cui senso innato della stabilità del matrimonio è stato profondamente scosso dalla precoce esperienza del divorzio e dal vivere in famiglie spezzate e ciò influenzerà certamente le future relazioni, rendendole sempre più fragili ed evanescenti<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn8">[8]</a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per Maccoby <em>et al. </em>(1993, pp. 24-38) dopo il divorzio tra i coniugi si vengono a strutturare fondamentalmente tre tipi di comportamenti:</span></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large; color: #008000;"><em>Cooperativo.</em> </span>In questi casi i genitori parlano tra loro, discutono dei problemi della famiglia, non si squalificano reciprocamente e cercano di coordinarsi nelle attività in favore dei figli. Ad esempio: &#8216;Io accompagno a scuola Giulio; tu, per piacere, pensa a riprenderlo quando esce&#8217;. Oppure: &#8216;Mentre tu porti la nostra piccolina dal dottore, io mi occupo di parlare con gli insegnanti di Francesco&#8217;. E così via. Purtroppo quest&#8217;atteggiamento o comportamento cooperativo, nella ricerca effettuata da parte degli autori suddetti, dopo diciotto mesi dalla separazione, riguardava solo un quarto circa dei soggetti del campione <span style="color: #000000;">studiato.</span></span></li>
<li><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large; color: #008000;"><em>Disimpegnato.</em></span> In questi casi i genitori non comunicano tra loro e non collaborano reciprocamente. Per quanto riguarda i figli è come se questi vivessero in due mondi separati. Ad esempio, il sabato e la domenica stanno con il padre, mentre durante la settimana sono totalmente gestiti dalla madre. Quando uno dei due si rivolge con acredine all&#8217;ex marito o moglie, fa delle raccomandazioni di questo tipo: &#8216;Come abbiamo concordato con il giudice, ricordati di prendere Mario davanti alla porta di casa, alle sedici di sabato e riportarlo alle diciotto della domenica, non prima e non dopo, se no mi rivolgo al mio avvocato e ti faccio passare dei guai seri&#8217;. Questo comportamento, solo apparentemente cooperativo, viene attuato solitamente quando si hanno dei figli abbastanza grandi e coinvolge circa un terzo del campione esaminato.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;"><span style="color: #008000; font-size: large;"><em>Ostile.</em></span> In un terzo dei casi i genitori separati mantengono tra loro dei contatti ma questi sono gestiti in modo sistematicamente astioso. Poiché permane in ognuno di essi il bisogno di vendicarsi e far del male all&#8217;altro, sono evidenti, nei loro rapporti, la persistenza di aggressività e conflittualità, così come sono evidenti i tentativi tesi a sabotare il benessere e la tranquillità dell&#8217;altro. Nei separati e divorziati che assumono un comportamento ostile, ad esempio, per evitare che lui o lei esca il sabato sera con il nuovo legame sentimentale, l&#8217;ex coniuge cercherà di ostacolare questi incontri sentimentali frapponendo qualche impedimento: &#8216;Purtroppo questo sabato non potrò tenere i bambini perché dovrò farmi visitare dal medico&#8217;&#8221; Oppure: &#8216;Tu puoi stare con i tuoi figli quando vuoi, ma quella donnaccia con cui convivi non deve stare mai accanto a loro&#8217;. La qual cosa, naturalmente è impossibile che sia attuata. Questa limitazione ha il solo scopo di contribuire a creare scompiglio nella nuova coppia che si sta formando o si è già formata.</span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> Con il trascorrere del tempo il comportamento disimpegnato diventa quello più comune e non ha molto valore il tipo di affidamento attuato in sede giudiziaria. I genitori più conflittuali sono quelli che, dopo la separazione, devono provvedere a figli piccoli, quelli che hanno molti figli, ma anche quelli che hanno intrapreso delle nuove relazioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/coppia-litigio-1.jpg" width="300" height="193" border="0" /></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="font-size: large; color: #0000ff;">Le cause dell&#8217;aggressività durante e dopo la separazione</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">I motivi della conflittualità durante e dopo la separazione sono tanti.</span></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: large; color: #008000;"><em>1.      </em><em>L&#8217;invidia e la gelosia</em></span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;atto di separarsi e allontanarsi fisicamente dal proprio uomo o dalla propria donna, per andare a vivere in un&#8217;altra casa, intrattenendo delle nuove relazioni, spezza molti equilibri preesistenti che, bene o male, tenevano sotto controllo le emozioni più intense. Alla sofferenza subìta durante il matrimonio o la convivenza si somma quella che scaturisce durante e dopo la separazione. La libertà ritrovata, nella nuova condizione di separati, stimola entrambi a cercare nuove avventure sentimentali, che si concludono con delle relazioni non sempre più stabili di quelle precedenti e che aggiungono altro amaro in bocca ai divorziati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Spesso si vengono a creare nuovi e a volte più intensi motivi di conflitto, legati all&#8217;esplosione della gelosia e dell&#8217;invidia. Sapere che altri hanno le parole, i baci, le carezze e il corpo della persona che si è tanto desiderato, sognato e amato, con la quale si è convissuto per tanti anni e con la quale si è costruita una famiglia, suscita intensi sentimenti di acredine, gelosia e rivalità che è molto difficile controllare e contenere: &#8216;Perché neanche il tempo di separarci e lui ha un&#8217;altra? Cos&#8217;ha questa che io non ho? è forse più bella o più interessante di me? Sa ascoltarlo e capirlo più di quanto non abbia saputo fare io?&#8217; Oppure da parte dell&#8217;uomo: &#8216;Lei si è messa subito con il nostro migliore amico. Sicuramente c&#8217;era qualcosa anche prima. L&#8217;ho sempre detto che era una donnaccia, che non si vergogna di portare a casa nostra il suo amante, presentandolo e facendolo convivere con i nostri figli come se nulla fosse&#8217;. Da tutto ciò non possono che nascere dei dolorosi sensi d&#8217;impotenza, rabbia e collera, che sono accentuati anche dalla perdita dell&#8217;autostima.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Non è difficile che passino davanti alla mente dei separati, come in un doloroso caleidoscopio, una serie d&#8217;immagini che possono sconvolgere anche la mente più posata ed equilibrata. Immagini dell&#8217;ex partner che, finalmente libero se la spassa con un altra, utilizzando forse proprio la casa di proprietà, comprata insieme a costo d&#8217;immensi sacrifici, per organizzare dei festosi, intimi incontri, senza preoccuparsi minimamente del dolore, del disagio o peggio della disperazione e della gelosia che questi comportamenti provocano in chi è stato lasciato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">D&#8217;altra parte le due reti familiari, ma anche amicali, piuttosto che essere d&#8217;aiuto e di sostegno alla coppia, frequentemente alimentano e rinfocolano la conflittualità: &#8216;Come puoi accettare che il tuo ex se la spassi con quella ragazza, mentre tu sei costretta ad occuparti dei suoi figli giorno e notte?&#8217; Oppure: &#8216;Come puoi restare indifferente verso quella donnaccia che in maniera spudorata fa entrare nella casa, che tu hai comprato con i tuoi soldi e il sudore della tua fronte, il suo nuovo amico?&#8217;</span></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: large; color: #008000;"><em>2.      </em><em>Le motivazioni economiche</em></span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Tra i tanti motivi che fanno permanere anche dopo il matrimonio notevoli conflitti, vi sono sicuramente le motivazioni economiche. Ognuno dei due ex coniugi cerca in tutti i modi di pretendere e prendere per sé quanto più possibile, ma anche di togliere all&#8217;altro più che può, al fine di vendicarsi e fargli quanto più male possibile. La guerra economica, fomentata dagli avvocati e dai parenti dell&#8217;uno e dell&#8217;altro, si protrae spesso per decenni. Questo stato di continuo, perenne conflitto esaspera gli animi e rende incandescente il clima tra i due, anche perché la separazione comporta spesso per entrambi un peggioramento delle condizioni economiche. Gli stipendi di entrambi, quando ci sono, sono sistematicamente falcidiati a causa delle nuove spese, come quelle per gli avvocati e per i periti; ma anche per essere costretti a far fronte a due abitazioni, con conseguente raddoppio delle utenze a queste collegate: acqua, luce, gas, telefono, tasse per la casa, per la raccolta dei rifiuti e così via.</span></p>
<ol>
<li><span style="font-size: large; color: #008000;"><em>3. La cura e la gestione dei figli</em></span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Un altro motivo che innesca nuovi e frequenti conflitti, riguarda la cura, l&#8217;educazione e la gestione dei figli. Educazione, cura e gestione che, in queste occasioni, diventano notevolmente più complesse e difficili. Lo sviluppo umano dei minori richiede una presenza costante di persone serene, adulte e mature, che sanno essere di esempio, guida e stabile punto di riferimento. è gravemente illusorio immaginare che un educatore possa tranquillamente sostituirsi ad un altro o che un affetto possa tranquillamente essere sostituito da un altro o che una casa possa essere abbandonata per un&#8217;altra, senza che i minori ne risentano un danno. Danno che in alcuni casi può essere lieve ma che, in tante situazioni, può essere tanto grave da destrutturare o far regredire in maniera notevole e stabile, la fragile personalità dei più piccoli.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Ogni figlio vorrebbe amare e rispettare entrambi i genitori, giacché la sua tranquillità, la sua gioia, la sua fiducia nella vita e nel mondo, la sua serenità interiore, sono riposte quasi esclusivamente in loro. Per tale motivo la sofferenza è grande quando è costretto a scegliere l&#8217;uno piuttosto che l&#8217;altro. Allo stesso modo i minori soffrono e provano intensi sensi di colpa, difficilmente gestibili, quando sono costretti a voler bene e frequentare soltanto i nonni e i parenti materni o soltanto quelli paterni. Il fanciullo entra in un circolo vizioso poiché il comportamento che fa piacere a un genitore suscita il rifiuto dell&#8217;altro (Lidz, 1977, pp. 65-66).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Difficilmente gestibile è anche il conflitto interiore, quando i figli si accorgono che il loro schierarsi a favore del genitore con il quale sono affidati, con il quale restano più a lungo e che ha maggiore cura di loro, nasce spesso non da una scelta oggettiva, ma dalla maggiore possibilità che questi ha di parlar male e accusare l&#8217;altro, ma anche dalla paura di rischiare di perdere l&#8217;appoggio e il legame dell&#8217;unica persona che si occupa di loro. Questa conflittualità provoca e aggrava la già difficile e delicata vita interiore dei figli dei separati e può innescare disturbi psicologici di varia gravità, che alterano i rapporti che essi hanno con se stessi, con i coetanei, con la scuola, con gli insegnanti e, soprattutto, con uno o con entrambi i genitori.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Spesso i minori, provati dai tanti dissidi e dallo scombussolamento della loro vita intima e relazionale, provano disistima sia verso la madre sia verso il padre in quanto, con i loro comportamenti incongrui, non sono riusciti a mantenere quel clima di pace e serenità che essi si attendevano e ed al quale avevano diritto. I genitori perdono autorevolezza ai loro occhi non solo per il modo con il quale si erano comportati quando stavano insieme, ma anche per come giornalmente si comportano da separati. Ad esempio, quando, come fossero ragazzini adolescenti, iniziano a frequentare nuovi uomini e nuove donne, non tenendo in alcun conto i bisogni e i desideri dei loro piccoli, i quali vorrebbero invece che papà e mamma, dopo il periodo tempestoso, si decidessero a non più litigare e a far pace riunendosi nuovamente. E nel caso che ciò non fosse proprio possibile, che almeno evitassero di frequentare altre persone, alla ricerca di nuovi amori o semplicemente di nuove avventure sentimentali, occupandosi principalmente di curare le ferite inferte al loro animo. è infatti molto difficile per un figlio immaginare ed accettare che i propri genitori amoreggino, si fidanzino, abbiano delle &#8216;storie&#8217; o rapporti sessuali con persone diverse dalla loro madre e dal loro padre.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Quando poi, con i nuovi matrimoni o convivenze, entrano nella vita dei figli nuove figure a loro sconosciute e spesso istintivamente rifiutate: nuovi nonni, nuovi zii, nuove sorellastre e fratellastri, verso i quali non vi è alcun legame preesistente, ma soprattutto non vi è alcun desiderio di accoglienza, i loro problemi non sempre migliorano! Spesso questi nuovi rapporti, non desiderati e non cercati, provocano nei figli ulteriori severi giudizi verso chi continua a sconvolgere il mondo nel quale fino a quel momento essi erano vissuti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">I figli sono costretti a subire anche gli effetti di una maggiore irritabilità e gelosia da parte di uno dei genitori. Poiché: &#8216;Quando l&#8217;unità coniugale si è infranta e uno dei due coniugi si sente escluso, le paure di castighi e ritorsioni che incombono sul bambino non sono soltanto proiezioni del suo desiderio di liberarsi di un genitore, ma si basano sull&#8217;effettiva presenza di un genitore geloso e ostile nei suoi confronti&#8217; (Lidz, 1977, pp. 72-73).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Infine, non è facile da parte dei figli accettare che i genitori, da separati, continuando a guerreggiare in modo aperto o sotterraneo, li coinvolgano direttamente come spie di quello che l&#8217;altro fa o non fa, di quello che l&#8217;altro dice o non dice, di quale persona l&#8217;altro frequenta. Il loro giudizio diventa ancora più severo, quando si accorgono di essere usati come armi improprie, per accusare o denigrare l&#8217;altro genitore, per sottrargli più denaro o per colpirlo e ferirlo in maniera più dolorosa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Infine per dei separati o divorziati, così psicologicamente provati, è difficile mantenere una corretta linea educativa. Spesso, pur di accaparrarsi l&#8217;amore di qualche figlio, entrambi gli ex coniugi tendono ad assumere un comportamento nettamente permissivo o altalenante. D&#8217;altra parte come fare ad attivarsi come coppia genitoriale? Come fare a decidere in piena armonia e intesa che cosa fare e come educare al meglio i figli dovendo necessariamente accogliere le proposte o le indicazioni che provengono dalla persona che più si odia, dalla persona che ha tradito tutte le loro aspettative, della persona che più si disprezza? Da quanto abbiamo detto, è facile comprendere come sia difficile per i genitori separarti o divorziati l&#8217;educazione dei figli, ma anche semplicemente la loro normale gestione quotidiana.</span></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="font-size: large; color: #0000ff;">Le conseguenze sui figli</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per tutelare il benessere di un minore è necessario tutelare il suo ambiente affettivo. Questo è costituito, fondamentalmente, dalle relazioni esistenti tra e con le persone a lui più vicine e più care al suo cuore: i suoi genitori e i suoi familiari. Un rapporto armonico, sereno e affettuoso è per ogni figlio la fonte principale della sicurezza fisica ed emotiva. Questa sicurezza è indispensabile per il suo sviluppo fisico ma soprattutto per il sano sviluppo dell&#8217;Io di ogni piccolo che viene al mondo. La serenità che nasce dall&#8217;avvertire attorno a sé un clima d&#8217;intesa, collaborazione e sostegno reciproco, è indispensabile per il formarsi di una solida identità personale, atta ad affrontare efficacemente i tanti eventi critici presenti nella vita di ogni essere umano. Per tale motivo i rapporti tra i genitori (<em>rapporti coniugali</em>) e quelli tra genitori e figlio (<em>rapporti genitoriali)</em>, anche se fondamentalmente diversi, sono strettamente legati gli uni agli altri, tanto che non è possibile scinderli, poiché fanno parte dello stesso sistema familiare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Sappiamo che tra un padre e una madre vi è un mutuo interesse nel crescere congiuntamente i loro figli, per cui quando tra papà e mamma è presente una buona intesa, questi riusciranno a lavorare insieme, supportandosi reciprocamente, così da collaborare strettamente al lungo, complesso impegno che ha come obiettivo la strutturazione della personalità dei loro piccoli. In un <em>sistema coparentale funzionale, </em>quando nascono dei problemi o dei disaccordi, i genitori sono perfettamente in grado di lavorare insieme per risolverli. Per ottenere ciò una coppia funzionale riesce ad essere aperta e disponibile verso i bisogni e le aspirazioni dell&#8217;altro, creando un clima affettivo nel quale il figlio si ritrova a suo agio. Ed è per tale motivo che le coppie soddisfatte da un punto di vista coniugale hanno la possibilità di dimostrare, nei confronti dei figli, più calore, più dialogo, più cooperazione e più sensibilità nei confronti dei loro bisogni. Con tali preziosi apporti i figli avranno maggiori possibilità di crescere affettivamente ed emotivamente sani e di introiettare molto più facilmente norme, regole, esperienze, abilità relazionali, possibilità di scambi, espressioni affettive, nonché strategie adeguate alla risoluzione dei futuri conflitti con i coetanei e gli adulti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per tale motivo se durante il matrimonio sono presenti degli intensi ed eclatanti conflitti, quando questi cessano con la separazione, ciò può apportare giovamento ai figli, i quali non sono più costretti ad assistere a quotidiane aggressioni e violenze verbali o fisiche tra i genitori. Tuttavia, se dopo il matrimonio questi comportamenti irritanti e aggressivi perdurano o si accentuano, il danno che i minori ne hanno, dovendo tra l&#8217;altro vivere senza l&#8217;apporto di uno dei genitori, aggrava il loro status psicologico, già molto provato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Come conseguenza di ciò si possono avere una serie di disturbi psicoaffettivi, più o meno gravi, ma sempre limitanti il normale sviluppo dei minori. Questi disturbi sono più gravi quando è presente solo un figlio unico, rispetto a quando vi sono più fratelli e sorelle che possono, con la loro presenza, la loro relazione affettiva, attenuare o limitare l&#8217;eventuale danno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> Nei genitori separati nei quali perdura lo stato conflittuale si evidenziano spesso segnali di  carenze affettive, mancanza di equilibrio psichico, deficit cognitivi, senso di solitudine, depressione, difficoltà relazionali, facili comportamenti devianti, condotte asociali o antisociali, pigrizia, mancanza d&#8217;impegno e fenomeni d&#8217;auto-colpevolizzazione in rapporto alla separazione dei genitori.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per Lidz (1977, p.69): &#8216;Più spesso di quanto non appaia da uno studio superficiale, i figli cresciuti in famiglie ove esistono tendenze disgregatrici tendono a manifestare una scissione della struttura dell&#8217;Io. La definitiva frattura tra i genitori sul piano della realtà dà luogo, in seguito all&#8217;introiezione, a un&#8217;analoga frattura sul piano psichico&#8217;.</span></p>
<div></div>
<div></div>
<div><br clear="all" /></p>
<hr size="1" width="33%" />
<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref1">[1]</a> Pirrone, C.,  (2014), &#8216;Come dire: Ti prometto di essere fedele sempre&#8217;, <em>Famiglia oggi</em>,  n. 3.</span></p>
</div>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref2">[2]</a> Volpi R. (2007), <em>La fine della famiglia,</em> Mondatori, Milano, p. 62.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref3">[3]</a> Volpi R. (2007), <em>La fine della famiglia,</em> Mondatori, Milano, p. 15.</span></p>
</div>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref4">[4]</a> Andreoli, V. (1995), <em>La violenza &#8211; dentro di noi, attorno a noi</em>, Fabbri editore Corriere della sera, Milano, p. 71.</span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref5">[5]</a> Hacker F., (1971), <em>Aggressività e violenza nel mondo moderno</em>, Edizioni il Formichiere, Milano, p. 145.</span></p>
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<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref6">[6]</a> Ackerman N.W., (1968), Psicodinamica della vita familiare, Torino, Bollati Boringhieri, p. 193.</span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref7">[7]</a> Ackerman N.W., (1968), Psicodinamica della vita familiare, Torino, Bollati Boringhieri, p. 82.</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref8">[8]</a> Harding E. (1951), <em>La strada della donna,</em> Roma, Astrolabio, p. 233.</span></p>
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<h5><span style="color: #ff6600;"><a style="color: #ff6600;" href="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Ti-odio-Template2.pdf"><strong>Tratto dal libro di Emidio Tribulato: &#8216;Ti odio!&#8217;- Conflitto e aggressività e violenza tra i sessi&#8217;. </strong></a></span></h5>
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<p>L'articolo <a href="https://www.cslogos.it/2025/03/26/violenza-e-aggressivita-nei-separati-e-divorziati/">Violenza e aggressività nei separati e divorziati</a> proviene da <a href="https://www.cslogos.it">CS Logos</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Violenza e imitazione</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/03/26/violenza-e-imitazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 00:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Violenza e imitazione Il fatto che l&#8217;aggressività, come molti comportamenti negativi, possa essere appresa dall&#8217;ambiente di vita, è noto da sempre: &#8216;Chi pratica con lo zoppo all&#8217;anno zoppica&#8217;. Quest&#8217;antico proverbio vuole chiaramente indicare la notevole influenza negativa che ispirano le persone che frequentiamo e con...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><span style="font-size: xx-large; color: #003300;">Violenza e imitazione</span></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/man-3241483__340.jpg" width="321" height="214" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il fatto che l&#8217;aggressività, come molti comportamenti negativi, possa essere appresa dall&#8217;ambiente di vita, è noto da sempre: &#8216;Chi pratica con lo zoppo all&#8217;anno zoppica&#8217;. Quest&#8217;antico proverbio vuole chiaramente indicare la notevole influenza negativa che ispirano le persone che frequentiamo e con cui viviamo, sui nostri comportamenti relazionali e sociali. Soprattutto i bambini e gli adolescenti, ma anche gli adulti, tendono istintivamente ad imitare gli atteggiamenti ed i comportamenti che scorgono nel loro ambiente di vita. Pertanto, così come sono spinti a riprodurre i comportamenti positivi di accoglienza, rispetto, dialogo, dono e cura, allo stesso modo possono imitare, in ogni rapporto relazionale, anche i comportamenti di rifiuto, aggressività e violenza, dei quali sono spettatori.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per i minori questa imitazione è più frequente ed incisiva quando i comportamenti negativi provengono da persone che hanno per loro una maggiore valenza affettiva ed educativa: &#8216;Vedo i miei genitori che litigano continuamente, pertanto è normale che i coniugi litighino tra loro&#8217;. &#8216;Mio padre si è comportato in maniera violenta e aggressiva con me o con mia madre; è normale e logico che anch&#8217;io faccia lo stesso, con i miei figli e con mia moglie&#8217;. &#8216;Mia madre gridava continuamente e anch&#8217;io ho l&#8217;abitudine di gridare per un nonnulla&#8217;. Alcuni di questi bambini, divenuti adulti, tenderanno a ripetere gli stessi comportamenti vissuti nell&#8217;infanzia, altri, per fortuna, facendo propri dei comportamenti positivi acquisiti da altri adulti conosciuti in altri ambienti, saranno in grado di criticare e rifiutare quei comportamenti ritenuti violenti, ingiusti e apportatori di sofferenza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Inoltre, come dice Hacker <a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn1">[1]</a>: &#8216;Il comportamento aggressivo, come molte altre forme comportamentistiche, ha la tendenza a estendersi e generalizzarsi; una volta appreso e collaudato esso viene esteso ad altre situazioni e qui applicato&#8217;. Ancor peggio se gli atteggiamenti aggressivi sono premiati. In questi casi anche dei comportamenti chiaramente abnormi assumono valenze positive<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn2">[2]</a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Tuttavia, a questo riguardo, è bene rilevare che nel campo educativo quando l&#8217;aggressività nasce dalla sofferenza, dalle frustrazioni e dai traumi subìti, l&#8217;atteggiamento repressivo non ottiene i risultati voluti e sperati, poiché non si può insegnare a non essere aggressivi, utilizzando l&#8217;aggressività!<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn3">[3]</a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>L&#8217;aggressività appresa dalla logica del gruppo.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questo tipo di comportamento è frequente nei giovani e negli adolescenti i quali, inseriti in un &#8216;branco&#8217;, sono condizionati dalle regole presenti nel gruppo. Per cui hanno notevoli difficoltà a controllare i comportamenti e gli atteggiamenti aggressivi e violenti suggeriti dagli altri componenti, poiché questi comportamenti diventano una condizione necessaria per essere accettati dagli altri. Per tale motivo il giovane che aderisce a queste indicazioni si sente come deresponsabilizzato nelle decisioni personali e avverte il dovere di accettare le decisioni prese dal capo del branco o dalla maggioranza dei coetanei. D&#8217;altra parte, opporsi ai comportamenti, significherebbe opporsi a tutto il gruppo, non far più parte di questo e, di conseguenza, sentirsi isolati ed emarginati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">In questi casi il singolo individuo non agisce aggressivamente per frustrazione o per scaricare l&#8217;ansia eccessiva, ma per aderire a una logica di gruppo, che vede la violenza come necessaria e coerente con i propri bisogni d&#8217;integrazione e socialità. Come dicono Erikson e Erik, 2008, p.29),: &#8216;Un individuo si sente isolato dalle sorgenti della forza collettiva allorché egli, magari solo nel suo intimo, assume un qualsiasi ruolo che il suo gruppo ritiene particolarmente negativo&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>L&#8217;aggressività e la violenza appresa dai mass media e dai mezzi di comunicazione di massa.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> Non sono da sottovalutare l&#8217;emulazione delle scene di violenza presenti nei mezzi di comunicazione di massa, nei film, nei video giochi e negli spettacoli come quelli di Wrestling. Per Hacker <a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftn4">[4]</a>: &#8216;Dappertutto i mezzi di comunicazione di massa influenzano la coscienza generale e con essa indirettamente ma in modo determinante anche l&#8217;inconscio, le opinioni, gli atteggiamenti e le azioni del pubblico&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">E ancora lo stesso autore (Hacker, 1971, p. 315):</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">&#8216;L&#8217;adolescente americano medio è così ipersaturato dai tanti stimoli aggressivi trasmessi dai mezzi di comunicazione, che nessun modello specifico di aggressione gli sembra nuovo o degno di essere imitato; tuttavia questo ottundimento del singolo è ottenuto al prezzo del globale innalzamento del livello di aggressività&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per quanto riguarda i Wrestling, non può essere certamente indifferente, soprattutto per i minori, assistere a dei giganti super palestrati che lottano e si aggrediscono in maniera violenta e selvaggia, cercando in ogni modo di far del male all&#8217;avversario, fino a schiacciarlo a terra con il loro mastodontico corpo. Il fatto poi di sapere che in realtà, quella alla quale si assiste, è una finta lotta e che, almeno si spera, questi atleti, non si facciano veramente del male, non sempre viene percepito in maniera corretta, soprattutto dai più piccoli che assistono a questi spettacoli. In questi, la traccia emotiva che permane e predomina nel loro animo può purtroppo comportare il desiderio e il piacere di poterli in qualche modo imitare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per quanto riguarda i film e i telefilm, mentre fino a qualche decennio fa l&#8217;eroe aveva una funzione di difesa della nazione, dei più deboli e degli indifesi e pertanto, almeno nelle intenzioni degli autori, aveva un ruolo positivo, ormai da molti decenni lo stesso eroe partecipa in modo confuso e caotico al piacere di distruggere e aggredire tutto ciò che capita a tiro, utilizzando qualunque strumento di distruzione: bazuka, bombe, fuoco, auto e camion, spesso senza che si riesca a rintracciare, nelle sue azioni, un minimo di finalità costruttiva ed educativa. &#8216;La tendenza mimetica viene esaltata quando gli atti aggressivi mostrati sono rappresentati come eroici, promettenti e apportatori di successo, oppure quando gli spettatori sono espressamente invitati all&#8217;imitazione e vi vengono autorizzati&#8217; (Hacker, 1971, p. 315).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per tale motivo gli attuali eroi, ai quali bisognerebbe identificarsi e imitare, sono certamente senza paura, veloci, forti e sicuri di sé, ma sono anche dei balordi confusi e violenti, senza pietà, ma anche senza alcuna disponibilità all&#8217;ascolto e alla comprensione dell&#8217;altro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Ancora più grave è la stimolo all&#8217;emulazione che l&#8217;individuo, soprattutto in età evolutiva, può ricevere da parte dei contenuti dei videogiochi più comunemente utilizzati e diffusi. Molti di questi si basano essenzialmente su una continua, ripetitiva, perenne lotta, utilizzando varie armi e strategie, contro alieni e nemici immaginari, mostri da distruggere, prima di essere distrutti, da uccidere, prima di essere uccisi; ma anche lotta nei confronti di malcapitati, innocui passanti. D&#8217;altra parte molto spesso, in questi giochi, uccidere quanto più possibile dei fantomatici nemici fa &#8216;vincere&#8217; una partita o fa andare ad un livello successivo e pertanto &#8216;premia&#8217;. Questi personaggi suggeriscono e nel tempo convincono il piccolo utilizzatore, che l&#8217;aggredire e il distruggere sono atteggiamenti e comportamenti non solo &#8216;normali&#8217; ma anche utili, piacevoli e divertenti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Si dirà che la violenza presente nei film, nella Tv o nei video giochi è &#8216;finta, non è vera, è solo spettacolo &#8216; tuttavia &#8216;L&#8217;effetto imitativo è uguale, sia che le scene di violenza siano prodotte negli studi, sia che vengano riprese dalla vita reale (anche se questa differenza fosse riconoscibile). Banddura e in seguito Berkowitz hanno dimostrato con estesi esperimenti su gruppi di bambini di diverse età che l&#8217;effetto di accrescimento dell&#8217;aggressività esercitato da esempi d&#8217;aggressione è sostanzialmente lo stesso, a prescindere dal fatto che l&#8217;aggressione rappresentata e successivamente imitata si sia svolta originariamente nella vita reale, in un film o in un cartone animato'(Hacker, 1971, p. 315).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Poiché in queste immagini e in questi giochi non c&#8217;è pietà, tenerezza, comprensione, giustizia, ma soprattutto non ci sono sfumature, l&#8217;uso di questi strumenti può condurre ad atteggiamenti reattivi e aggressivi nei confronti degli altri, giacché riduce le inibizioni e non educa alla necessità di ricercare e trovare soluzioni alternative ai problemi e ai conflitti tra esseri umani, utilizzando il dialogo, la mediazione e l&#8217;accordo tra le parti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;altra conseguenza insita in questi spettacoli, che è forse ancora peggiore di quella precedente, è che nell&#8217;animo e nella mente dei bambini s&#8217;insinua e si sviluppa l&#8217;idea che nel mondo nel quale viviamo allignano una serie infinita di nemici che subdolamente possono circondarci, assalirci e farci del male, per cui è necessario vivere costantemente sulla difensiva, sempre pronti a prendere le armi più? efficaci per proteggerci o attaccare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Quest&#8217;inquinamento mediatico è tanto più grave quanto maggiore è il numero dei messaggi, quanto minore è l&#8217;età, quanto più il soggetto è psicologicamente fragile, suggestionabile e insicuro, ma anche quanto maggiore è l&#8217;interattività.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Tuttavia, da parte della società e dei legislatori è difficile accettare e soprattutto porre rimedio al fatto incontestabile che le parole e le immagini violente ascoltate e viste, ma anche virtualmente eseguite migliaia di volte dai minori, dagli adolescenti e dagli adulti, possano lasciare delle tracce indelebili nell&#8217;animo di chi le utilizza. Si preferisce allora per motivi economici e ideologici far credere che ciò non sia vero e non sia possibile, al fine di coprire una realtà difficile da accogliere; giacché accettare ciò significherebbe modificare in maniera sostanziale la presunta neutralità di questi strumenti e pertanto intervenire non solo sul loro uso ma anche e soprattutto sulla loro produzione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Tra l&#8217;altro oggi buona parte dell&#8217;educazione e della formazione dei minori, a causa di genitori sempre più impegnati, lontani, assenti e distratti, è diventata di tipo mediatico. E se i media ma anche internet sono ricchi di contenuti violenti, i risultati non possono che essere deleteri sul piano del rispetto dell&#8217;integrità, dignità e sacralità dell&#8217;animo, del corpo e della vita dell&#8217;altro. Ciò è evidente in molti rapporti sociali. Le assemblee scolastiche o di condominio, le discussioni parlamentari, Facebook, gli incontri di calcio e i dibattiti televisivi, ovunque vi sia la minima possibilità di confrontarsi con idee diverse, sono spesso utilizzati per scaricare sugli altri, mediante la violenza verbale, la propria rabbia e le proprie frustrazioni. Per Dacquino (1994, p. 304): &#8216;Viviamo in un clima di violenza e sadismo verbale, alimentato dall&#8217;abitudine di polemizzare accanitamente anche per le cose più futili. Siamo sempre sul piede di guerra oppure discutiamo con voce dura, stridula, alta, pur sapendo che urlare è la reazione di chi ha torto o è insicuro&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>L&#8217;aggressività può essere appresa in famiglia da stili educativi erronei.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Vi sono degli stili educativi nei quali sono trasmessi i valori dell&#8217;accoglienza, della fratellanza, dell&#8217;amore, dell&#8217;accettazione e del dono, ma vi sono purtroppo anche degli stili educativi nei quali sono trasmessi disvalori: come la violenza, la prepotenza, la protervia e lo sfruttamento dell&#8217;altro ai propri fini. In questi casi è costantemente sottolineato l&#8217;errato principio che bisogna rispondere &#8216;occhio per occhio e dente per dente&#8217; a quanto subìto e che &#8216;non bisogna essere pecore ma lupi&#8217; pronti ad azzannare chi ci ha fatto o potrebbe farci del male o potrebbe sottrarci qualcosa di nostro. Questi stili educativi sollecitano ad accettare e utilizzare l&#8217;uso della forza e della violenza in molte, troppe occasioni senza che ciò sia strettamente necessario e utile.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref1">[1]</a> Hacker F., (1971), <em>Aggressività e violenza nel mondo moderno</em>, Edizioni il Formichiere, Milano, p. 315.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref2">[2]</a> Andreoli, V. (1995), <em>La violenza &#8211; dentro di noi, attorno a noi</em>, Fabbri editore Corriere della sera, Milano, p. 71.</span></p>
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref3">[3]</a> Hacker F., (1971), <em>Aggressività e violenza nel mondo moderno</em>, Edizioni il Formichiere, Milano, p. 171.</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/AGGRESSIVIT%C3%A0%20E%20VIOLENZA%20DI%20GENERE/Ti%20odio%20-%20CON%20NOTE.docx#_ftnref4">[4]</a> Hacker F., (1971), <em>Aggressività e violenza nel mondo moderno</em>, Edizioni il Formichiere, Milano, p. 317</span></p>
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		<title>Separazione e divorzio</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/03/26/separazione-e-divorzio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 00:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una delle cause più rilevanti di assenza genitoriale è data dalla separazione e dal divorzio. Il numero delle coppie che si separano o divorziano in tutto il mondo occidentale è in continuo, costante aumento. In Italia l&#8217;introduzione nel 1970 dell&#8217;istituto del divorzio, ha provocato un...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cslogos.it/2025/03/26/separazione-e-divorzio/">Separazione e divorzio</a> proviene da <a href="https://www.cslogos.it">CS Logos</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;">Una delle cause più rilevanti di assenza genitoriale è data dalla separazione e dal divorzio.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il numero delle coppie che si separano o divorziano in tutto il mondo occidentale è in continuo, costante aumento. In Italia l&#8217;introduzione nel 1970 dell&#8217;istituto del divorzio, ha provocato un modo diverso di vedere e di affrontare il matrimonio e le crisi coniugali. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">           Il legame matrimoniale si è trasformato, agli occhi e nell&#8217;animo di molti, da legame perenne, fonte di sicurezza, solidarietà e impegno, a legame temporaneo da cui ci si può sciogliere facilmente e unilateralmente. Naturalmente per fare ciò è necessario superare il problema educativo dei figli, ma a questo pensano studiosi compiacenti che cercano di dimostrare, arrampicandosi sugli specchi, che i figli dei divorziati non subiscono poi un gran danno dalla rottura del matrimonio o che in ogni modo è meglio vivere lontani da un genitore che vivere in una famiglia conflittuale.         </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per tale motivo il matrimonio viene sempre di più visto come un gravoso optional di un rapporto a due, in quanto gravato da minacce, da stress psicologico, economico o legale, più che come la realizzazione di un progetto agognato, una meta da raggiungere e vivere serenamente e pienamente, per cui, se nascono dissidi nella vita matrimoniale, non si cerca di affrontarli e risolverli, anche con molto sacrificio del proprio Io, ma si tende a gettare la spugna e quindi a separarsi.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">    Le leggi che si sono succedute negli anni, le quali, in qualche modo, hanno interessato la coppia e la famiglia, non hanno fatto altro che peggiorare, e di molto, il clima familiare e l&#8217;intesa tra i coniugi. &#8216; Tra moglie e marito non mettere il dito.&#8217; Questo detto popolare dovrebbe valere soprattutto per il legislatore e per la magistratura.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">    L&#8217;istituto del divorzio, ad esempio, ha modificato in maniera notevole il concetto di separazione dei coniugi. Questa è vista non più come &#8216;&#8230;una pausa di riflessione consentita ai coniugi in difficoltà, per correggere comportamenti ed atteggiamenti pregiudizievoli alla prosecuzione della convivenza, bensì una fase intermedia del rapporto coniugale, spesso compromesso e proiettato verso lo scioglimento definitivo.&#8217;   Cambia la prospettiva stessa della famiglia e del matrimonio, il quale viene inteso non più come uno strumento per far crescere nel modo migliore le future generazioni, ma come uno dei tanti modi in cui la coppia può vivere e amarsi.  Una realtà in cui l&#8217;individuo può realizzare se stesso e i propri bisogni. Ciò che ci si aspetta dal matrimonio è il raggiungimento di un&#8217;elevata felicità personale, mentre si trascurano gli obblighi nei confronti dei figli e della società. </span></p>
<p><span style="color: #800000;"><em><strong><span style="font-size: medium;">Affidamento dei figli.</span></strong></em></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per consuetudine giuridica, i figli sono affidati in Italia alla madre (nel 2002 nell&#8217;82,7%) Questo affidamento è legato all&#8217;uso dell&#8217;appartamento comune. Recita, infatti, l&#8217;art. 155 c.c. &#8216;L&#8217;abitazione della casa familiare spetta di preferenza e ove sia possibile, al coniuge cui vengono affidati i figli&#8230;&#8217; Ciò comporta, spesso, un grave disagio e un cocente senso di ingiustizia, per l&#8217;altro coniuge, costretto a uscire, a volte, dall&#8217;abitazione che con tanti sacrifici aveva contribuito a creare.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">I motivi sono noti: la madre viene vista come la persona più idonea a curare, seguire, educare i figli, in quanto viene evidenziato nella femminilità quel particolare carisma capace di instaurare un miglior dialogo con il bambino e una migliore comprensione e realizzazione dei suoi bisogni. La madre, quindi, in quanto tale, è giudicata come il coniuge più adatto a seguire e educare un bambino, specie nei primi anni della sua vita. Ciò, come vedremo, è solo in parte vero se si tiene conto delle capacità nell&#8217;allevamento e nell&#8217;accudimento; invece, per quanto riguarda le regole, le norme e linee educative, l&#8217;apporto paterno in tutte le età e specialmente nell&#8217;età adolescenziale è fondamentale.  In questo momento però non è di questo che vorremmo discutere ma delle conseguenze di queste scelte giuridiche. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il rischio è che, da parte della donna, discenda un pensiero consequenziale: &#8216;Potrà separarmi tranquillamente in quanto il giudice quasi sicuramente mi farà dare un assegno di mantenimento, mi affiderà i figli e mi permetterà di continuare a vivere nella casa dove già abito, utilizzando tutti i mobili e gli arredi che contiene, senza nulla perdere, se non un ingombrante marito.&#8217; Quest&#8217;ipotetico pensiero c&#8217;è il rischio che corrisponda spesso alla realtà se lo colleghiamo ad un altro dato statistico, il quale evidenzia il fatto che sono soprattutto le donne a chiedere la separazione ed il divorzio. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Da parte dell&#8217;uomo il discorso potrà essere diverso ma altrettanto distruttivo: &#8216;La legge riconosce l&#8217;importanza primaria della donna nell&#8217;educazione dei figli, per cui, se mi separo, perder? quasi sicuramente i miei figli, la casa dove abito, i mobili, gli arredi e una parte del reddito che dovrà dare alla mia ex come assegno di mantenimento, in compenso non dovrà più occuparmi della salute e dell&#8217;educazione dei bambini, in quanto sono le donne e le madri che si occupano di queste cose. Io potrà tranquillamente pensare ad un nuovo amore ed a nuovi rapporti affettivi&#8217;; infatti, nell&#8217;80% dei casi, l&#8217;uomo riesce a trovare un altro legame e &#8216;&#8230;il 21% di loro (dei padri) vede i figli meno di una volta al mese a due anni dalla separazione. E tale percentuale sale con il passare degli anni rompendo dolorosamente i rapporti padre-figli.&#8217;    </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Abbiamo cercato di tradurre anche se in modo molto rude e grossolano, ma pensiamo molto vicino alla realtà, il pensiero più probabile dell&#8217;uno e dell&#8217;altro coniuge, solo per evidenziare come certe prassi giurisprudenziali possono portare a conseguenze sicuramente non volute, ma psicologicamente prevedibili. E&#8217; per tale motivo che vi sono numerose istanze da parte non solo delle associazioni degli uomini separati, ma anche da parte di associazioni cattoliche, che hanno a cuore il futuro delle famiglie e delle nuove generazioni, affinché tale prassi cambi sostanzialmente. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Si vuole che in queste tristi situazioni si esaminino con accuratezza le reali possibilità e capacità educative dell&#8217;uno e dell&#8217;altro coniuge. Soprattutto si tenga conto delle reali necessità del bambino ad avere non uno ma due genitori educandi, quindi si attui, per quanto possibile, un affidamento congiunto.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;affidare ad entrambi i genitori la cura e l&#8217;educazione del bambino così come si profila nella nuova legge, sicuramente non risolver? tutti i problemi educativi, in quanto persisteranno molti dei problemi di cui parleremo. In compenso, questo atteggiamento, potrebbe dare ai genitori un segnale ben preciso: i figli hanno dei diritti che travalicano le problematiche, le scelte e i bisogni individuali e personali dei loro genitori. Una nuova formulazione dovrebbe portare, se non altro, ad una maggiore responsabilità da parte di tutti.</span></p>
<p><span style="color: #800000;"><em><strong><span style="font-size: medium;">Il padre separato.</span></strong></em></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Chi è il padre separato? </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Può essere un uomo che in solitudine lecca le ferite ricevute nel matrimonio, soprattutto negli ultimi periodi che hanno preceduto la separazione. Periodi questi ritenuti dagli psicologi tra i più tesi, stressanti e drammatici che un individuo può subire durante tutta la sua vita (nel punteggio degli stress al primo posto vi è la morte del coniuge, al secondo il divorzio, al terzo la separazione coniugale). Quest&#8217;uomo spesso cerca una rivincita che lo compensi, in qualche modo, della sofferenza subita. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Può essere lo sposato, finalmente di nuovo scapolo, che approfitta della sua ritrovata posizione e della nuova condizione di libertà per fare nuove conquiste, trascurando la famiglia d&#8217;origine che avverte carica di tensione e aggressività verso di lui. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Altre volte è il padre affettuoso che cerca la continuità nel rapporto con i figli, che si lega con altri padri in associazioni per rivendicare il diritto alla paternità, all&#8217;affidamento e all&#8217;educazione della prole.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> In rari casi, per fortuna, potrebbe essere il padre disperato che, pur di non concedere l&#8217;amore e l&#8217;educazione dei figli alla moglie, preferisce uccidere questa e togliersi la vita.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ancora può essere l&#8217;amante che spera in un riavvicinamento della propria compagna. Ascolta e interpreta, a volte in maniera ottimistica, ogni telefonata o sguardo che possa essere interpretato come il rinascere di un sentimento d&#8217;amore, la scintilla di una nuova e ritrovata passione. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Al contrario potrà vestire i panni dell&#8217;amante deluso che cerca in tutti i modi di vendicare i torti e le angherie subite da parte della sua ex compagna anche mediante l&#8217;uso della violenza.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Può essere un uomo che esclude ogni rapporto affettivo con una donna o, al contrario, che cerca in un altro essere femminile ciò che non ha trovato nella prima moglie: una presenza, un affetto, una compagnia, un amore. </span></p>
<p><em><strong><span style="color: #800000; font-size: medium;">La madre separata.</span></strong></em></p>
<p><span style="font-size: medium;">Anche la donna separata può vivere molte delle realtà maschili che abbiamo descritto ma, poiché si sente dalla legge economicamente protetta e più appagata nel suo ruolo di madre che, a differenza del padre, in giudizio non le viene quasi mai negato, raramente arriva ad atti inconsulti. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il suo vissuto si caratterizza soprattutto, per un legame più stabile e continuativo con i figli che le sono affidati. Legame che però difficilmente riesce a vivere in maniera serena e produttiva.  </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per difficoltà intrinseche al suo essere femminile, senza l&#8217;apporto di un uomo ha difficoltà ad essere guida serena, equilibrata e lineare per i figli. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">In quanto coinvolta anche lei in una spirale fatta d&#8217;aggressività, di difese e di sospetti non riesce a garantire loro un minimo di serenità ed equilibrio. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Bisognosa di un appoggio morale e materiale, è portata molto spesso ad essere riassorbita nella casa paterna, regredendo di nuovo al ruolo di figlia. Infine, poiché più coinvolta nel ruolo di madre, più raramente dell&#8217;uomo riesce a trovare con un nuovo compagno un sano e sereno rapporto affettivo. </span></p>
<p><span style="color: #993300; font-size: large;">LE DIFFICOLTA&#8217; EDUCATIVE  NEI SEPARATI E DIVORZIATI</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il mondo del bambino inizialmente è limitato alla propria casa e ai propri genitori, per tale motivo è diverso dal mondo degli adulti che è ampio, perché fatto di numerosi e complessi rapporti familiari, amicali, professionali e di mille conoscenze. Compito degli adulti dovrebbe essere pertanto quello di dargli un mondo pacifico anche se non dell&#8217;Eden; invece, quando avverte tra loro conflitto, freddezza, aggressività, tutto il suo essere è pervaso, sconvolto e squassato dal conflitto, dall&#8217;aggressività, dalla tensione; pertanto ogni disturbo della relazione dovrebbe essere &#8216;curato&#8217; o con l&#8217;aiuto di persone mature e responsabili o mediante specialisti nella terapia della coppia e della relazione. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">D&#8217;altra parte, anche quando la separazione è già avvenuta, le conseguenze e le tensioni non diminuiscono di molto. Per tutti questi motivi, nel caso di separazione o di divorzio, è raro che entrambi i genitori riescano a seguire e curare l&#8217;educazione e la crescita dei figli in maniera adeguata, a causa della mancanza di stima, affetto, apertura e disponibilità reciproca e a motivo della perdita d&#8217;autorevolezza. Inoltre, lo scontro tra i genitori, che spesso si trasforma in guerra aperta, coinvolge anche i figli che sono costretti a schierarsi con l&#8217;uno o con l&#8217;altro. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">In genere questi tenderanno ad allearsi con il genitore al quale sono stati affidati, in quanto  è il genitore più vicino, quello che li cura di più, ma anche quello che ha tutta la possibilità di parlare male dell&#8217;altro, senza che quest&#8217;ultimo possa difendersi.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">    Lo schierarsi, porta inevitabilmente ad una perdita di stima e quindi di autorevolezza nei confronti del genitore avvertito come colpevole. A sua volta, quest&#8217;ultimo, non sentendosi più amato e rispettato, tenderà a rispondere con altrettanta acredine o con freddezza.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il rapporto genitori &#8211; figli, pertanto, si deteriora rapidamente, e molto spesso anche definitivamente.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">    Da ciò nasce quella &#8216;lacerazione interna&#8217; di cui parlano i figli dei separati o divorziati.  Lacerazione in quanto, ogni figlio vorrebbe apprezzare e amare entrambi i genitori. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Dalla lacerazione discende il frequente vissuto di colpa. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Non è raro, come conseguenza di quanto abbiamo detto, il rifiuto del figlio di restare anche per poche ore con il genitore non affidatario, sia per sfuggire al senso di colpa e alla tensione interiore, sia per l&#8217;acredine reciproca, che spezza rapidamente i legami affettivi preesistenti. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Pi? raramente, specie nel periodo adolescenziale, con la fine della fase edipica, può accadere che il genitore accusato, diventi quello con cui il figlio convive. Ciò è facilitato dall&#8217;atteggiamento polemico e contestatore caratteristico di quest&#8217;età e dalla necessità, da parte del genitore affidatario, d&#8217;interventi educativi tendenti a limitare o reprimere i comportamenti e gli atteggiamenti più problematici.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;adolescente tenderà allora a manifestare aggressività, irritabilità ed atteggiamento dispettoso ed irrispettoso nei confronti del genitore che si cura di lui e che vorrebbe, anche per questo, tutta la sua solidarietà e comprensione. La risposta di quest&#8217;ultimo, a tali accuse ed aggressività che ritiene assolutamente illegittime ed ingiuste, scatena spesso altrettanta aggressività e rifiuto verso il figlio ritenuto immeritevole di tanti sacrifici.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Manca spesso inoltre, in queste situazioni, un dialogo efficace. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Questo, che dovrebbe essere continuo e spontaneo, è limitato per il genitore non affidatario alle poche ore settimanali concesse dal giudice, spesso in un clima di sospetto e diffidenza reciproca. Per il genitore affidatario, invece, la difficoltà nasce soprattutto dalla carenza di una figura che l&#8217;aiuti, l&#8217;accompagni, e lo collabori nell&#8217;attività educativa, ma anche dall&#8217;essere costretto ad assumere un doppio ruolo, maschile e femminile, di padre e di madre.  </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Inoltre, per accaparrarsi l&#8217;amore del figlio conteso, è frequente la tendenza, in entrambi i coniugi, ad essere più permissivi di quanto si sarebbe voluto e si dovrebbe; come conseguenza di ciò si ha, nei figli, una frequente presenza di comportamenti capricciosi ed infantili.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E&#8217; nota, inoltre, l&#8217;utilizzazione di questi con lo scopo di aggredire l&#8217;altro coniuge. Tale aggressività e bisogno di vendetta possono durare molti anni: se c&#8217;è qualcosa di duraturo nella coppia separata o divorziata è la loro reciproca aggressività, capace di durare per tutta la vita. I figli sono spesso utilizzati come arma impropria per minacciare, colpire, sfruttare, assoggettare, difendersi dall&#8217;ex marito o moglie. Nel momento della separazione, frequentemente, ognuno dei coniugi cerca di togliere qualcosa all&#8217;altro, di ferire, sminuire e far del male all&#8217;altro. Da ciò la frase abusata, ma vera, che &#8216;i genitori separati litigano a colpi di bambino&#8217;, cioè utilizzano il bambino per farsi del male. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Le minacce sono spesso del tipo: &#8216;Se non mi dai più soldi non ti faccio vedere i figli.&#8217; &#8216;Se mi chiedi troppo, ti tolgo il figlio più amato&#8217; ecc.. I minori spesso avvertono di essere usati come arma o mezzo di scambio e ricatto per cui la stima nei confronti dei genitori, intesi come adulti responsabili, forti, equilibrati, fonte di sicurezza, serenità e amore, non può che risultare gravemente compromessa. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il coinvolgimento dei parenti e degli amici, nei casi di separazione o di divorzio, è frequente. Anche loro, vuoi spontaneamente, vuoi perché trascinati nella contesa, si sentono moralmente costretti a schierarsi, dividendosi per l&#8217;uno o l&#8217;altro fronte. Con ciò, alimentando e accentuando gli elementi di rottura ed inimicizia, privando così, sia l&#8217;uno che l&#8217;altro coniuge, dell&#8217;apporto amicale. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ricco poi di complesse problematiche interiori è, per i figli, l&#8217;accettare la presenza di un&#8217;altra persona accanto al proprio padre o alla madre.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E&#8217; molto facile, infatti, che la solitudine, il bisogno di dialogo, di affetto e di una vita sessuale normale, spinga alla ricerca di un nuovo partner. Ciò disturba notevolmente l&#8217;immagine che ogni figlio tende a farsi dei propri genitori e della propria famiglia. Il genitore per i figli è circondato da un alone di serietà e purezza particolare. Un padre non si fidanza: lo ha già fatto una volta con la mamma e basta. Non corteggia, non s&#8217;innamora, non ha rapporti sessuali, non si sposa con altre donne. Per il figlio queste realtà possono solo riguardare il passato, ma non il presente. Nel suo immaginario i rapporti sessuali sono accettati già con molta difficoltà solo nei confronti della propria madre o padre, con estranei sono visti e giudicati come una cosa impudica e sconcia. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Tra l&#8217;altro, oggi, vi è la tendenza, da parte di genitori sempre più infantili, di far partecipare i figli delle proprie esperienze amorose. Per cui, mentre prima l&#8217;amante era presentato come un amico, fino a pochi mesi prima del matrimonio, oggi i figli sono costretti a partecipare a tutta la vita amorosa e sessuale dei genitori. Da ciò un accentuarsi del disagio interiore e del giudizio negativo verso di loro e gli adulti in genere.    </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Anche in questo caso si prospetta, come risolutore del problema, &#8216;l&#8217;adattamento.&#8217; Si dice: &#8216;I figli, come i coniugi, si devono adattare alla nuova situazione.&#8217; Ma a quale prezzo? Vale, anche in questo caso ciò che abbiamo detto prima sull&#8217;adattamento.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Con il nuovo matrimonio o convivenza vi è l&#8217;inserimento di nuove figure che si pongono come paterne o materne. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Se si tengono in giusto conto le caratteristiche così particolari di unicità, globalità, indissolubilità del rapporto genitore &#8211; figlio, si comprenderà bene come l&#8217;inserimento di figure che dovrebbero aggiungersi o sostituire quelle che lui conosce e che si sono profondamente radicate nel suo animo, sia traumatico e fonte di conflittualità interiore notevole. Spesso quest&#8217;inserimento porta a dei giudizi severi da parte dei figli: &#8216;Perché lo ha fatto, forse io non gli/le bastavo?&#8217;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il nuovo compagno difficilmente sarà accettato pienamente e quindi non potrà avere, nei confronti dei figli non propri, quella dignità, quell&#8217;autorità e responsabilità che sono appannaggio del vero genitore.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Se poi, come spesso avviene, con il nuovo matrimonio si aggiungono anche altri figli di precedenti unioni, le dinamiche relazionali si complicano ulteriormente. Questi, infatti, sono portatori non solo di un diverso patrimonio genetico e un diverso cognome, ma anche di diverse esperienze educative. Portano, nella nuova famiglia, tutta una rete di dinamiche affettive e relazionali che è difficile gestire in maniera corretta. I rapporti tra fratelli sono molto conflittuali per loro natura. Questa conflittualità non può che aumentare nelle famiglie così dette &#8216;allargate o multiple&#8217;, giacché le diverse appartenenze dei fratellastri accentuano le gelosie, le invidie, le rivalità. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Diminuisce quindi il senso di appartenenza familiare e il grado di sicurezza ed integrità nei confronti del mondo esterno. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Si sono paragonate questo tipo di famiglie alle parentele spirituali dei padrini e delle madrine o alle famiglie patriarcali. Nulla di meno vero di questo. Le famiglie patriarcali avevano dei saldi e inequivocabili legami di stile educativo e di sangue, che le tenevano unite attorno all&#8217;anziano patriarca, cosa che manca completamente in questo tipo di unioni, nelle quali l&#8217;elemento disgregante è prevalente ed i genitori non solo non hanno il carisma del patriarca, ma somigliano piuttosto a dei giovani naufraghi in cerca di una tavola su cui aggrapparsi. N? si possono paragonare alle parentele spirituali date dalle madrine e dai padrini, poiché queste nascono da scelte, operate dai genitori, di persone che s&#8217;impegnano a restare vicini ai minori nei loro bisogni spirituali. Quindi sono persone di aiuto e supporto ad una famiglia chiaramente definita e stabile nella sua composizione. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Molto spesso i conflitti si evidenziano già prima che si sia formato un nuovo vincolo. Alcuni figli lottano per restare con i nonni o altri parenti. Altri preferiscono defilarsi dalla nuova situazione vivendo da soli, piuttosto che con il nuovo patrigno o matrigna o con gli altri fratellastri. Il nuovo venuto, ed i suoi parenti, sono visti come figure minacciose pronte a sottrarre loro il vero genitore o come ladri desiderosi di rubare loro il suo affetto. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">In molti casi il nuovo fidanzato o la nuova fidanzata, i loro figli ed i loro parenti sono vissuti come persone che sconvolgeranno un equilibrio interiore che con tanta fatica erano riusciti ad conquistare.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Altri figli infine, pur rimanendo in apparenza nel nuovo nucleo familiare cercano e trovano all&#8217;esterno, nel branco, negli amici, nei coetanei o in qualche altro adulto, quella serenità, continuità e stabilità che ogni minore desidera ardentemente. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La presenza nella stessa casa di persone che non presentano lo stesso patrimonio genetico, nuovi genitori, fratellastri, sorellastre, fa aumentare il rischio di promiscuità violenze sessuali ed incesto, all&#8217;interno della famiglia. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">I figli dei separati e dei divorziati, in ogni caso, sono costretti a farsi carico di responsabilità eccessive e sproporzionate, spesso non gestibili in maniera efficace e serena. Ciò in quanto, il genitore che è rimasto solo a dover affrontare i mille nuovi problemi di sopravvivenza e per giunta in un clima di conflittualità, facilmente avverte il bisogno d&#8217;appoggiarsi all&#8217;affetto e al consiglio del figlio per far fronte ad un futuro incerto ed oscuro; tenderà, allora a trattare il figlio come se fosse un sostituto dell&#8217;ex coniuge. Ciò spinge il minore ad assumere il ruolo di capofamiglia e di confidente dei problemi economici o sentimentali del genitore.   </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">D&#8217;altra parte il figlio, venendo a contatto con l&#8217;infelicità genitoriale, è obbligato a diventare precocemente adulto per sostenere e rassicurare il proprio genitore -bambino. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Questi avvenimenti segnano per sempre in modo negativo lo stato psichico dei minori.</span></p>
<p><span style="color: #993300;"><strong><span style="font-size: medium;">Conseguenze psicologiche.</span></strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Più aumenta il numero delle persone con immaturità, o con disturbi psichici, più si deteriora il tessuto sociale attuale, mentre viene compromesso il futuro stesso della società. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Le conseguenze psicologiche di quanto abbiamo detto possono essere, nei minori di famiglie separate o divorziate, molto gravi e numerose. L. Cian evidenzia: &#8216; &#8230;la presenza di carenze affettive, la mancanza di equilibrio e di formazione di una identità personale stabile (la cosa sembra più grave se vi è differenza di sesso fra il genitore affidatario ed il bambino), sensibili deficit cognitivi nell&#8217;apprendimento, minore efficacia nell&#8217;interiorizzazione dei modelli normativi, solitudine, depressione, difficoltà a mettersi in relazione, più elevato rischio di comportamenti devianti, maturazione precoce in qualche modo forzata (specie se il genitore affidatario è molto assente dal nucleo familiare).&#8217;  </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Lo stesso autore evidenzia che a scuola gli insegnanti constatano in questi bambini di genitori separati &#8216; tristezza, depressione, condotte asociali o antisociali, pigrizia e mancanza d&#8217;impegno, fenomeni d&#8217;autocolpevolizzazione rispetto alla separazione dei genitori.&#8217;  </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Altri autori evidenziano: ansia per il futuro, solitudine, confusione, depressione, aggressività, disturbi dell&#8217;apprendimento e del comportamento, senso di perdita e del lutto. Più grave quando vi è un figlio unico che quando vi sono più fratelli e sorelle.   </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">&#8216; Per un bambino è inconcepibile vivere separato dalla propria famiglia, poiché in quell&#8217;ambiente trova le radici del suo esistere, il significato della sua appartenenza, il senso del divenire persona adulta.&#8217;  </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> Ciò evidentemente aggrava, in maniera esponenziale, le problematiche della comunità in quanto più aumenta il numero delle persone con immaturità, o con disturbi psichici, più si deteriora il tessuto sociale attuale, mentre viene compromesso il futuro stesso della società. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nel caso dell&#8217;adolescente è facile che tenda a cercare al di fuori della famiglia e dell&#8217;ambiente di vita, quella serenità, quelle attenzioni, quella gioia di cui è stato privato, purtroppo, a volte, affidandosi ad altri giovani o adulti che non solo non sono in grado di dare un aiuto efficace, ma tendono a proporre comportamenti e stili di vita gravemente a rischio. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Si è cercato di quantificare il rischio corso dai figli di genitori separati, il cui padre è assente sul piano educativo e si è visto che è triplo il rischio di difficoltà scolastiche e nella socializzazione; doppio il rischio per quanto riguarda il subire violenze, abusi, l&#8217;uso di droghe, di fumo e d&#8217;alcool.</span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></span></p>
<h3><a href="https://www.lafeltrinelli.it/educazione-negata-malessere-educativo-nelle-libro-emidio-tribulato/e/9788878202153"><strong>Tratto dal libro &#8220;L&#8217;educazione negata&#8221; di Emidio Tribulato. Per richiedere questo libro clicca qui. </strong></a></h3>
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		<title>Ruoli e responsabilità familiare</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/03/26/ruoli-e-responsabilita-familiare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 00:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esaminiamo cosa comporta l&#8217;assunzione di uno stesso ruolo di responsabilità al vertice dell&#8217;istituzione familiare. In questo campo ogni indicazione data dalla storia, dalla tradizione millenaria, dal buon senso e dalle esperienze manageriali, sembra non sia servita a nulla. Cosa comporta mettere a capo di una...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;">Esaminiamo cosa comporta l&#8217;assunzione di uno stesso ruolo di responsabilità al vertice dell&#8217;istituzione familiare. In questo campo ogni indicazione data dalla storia, dalla tradizione millenaria, dal buon senso e dalle esperienze manageriali, sembra non sia servita a nulla. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Cosa comporta mettere a capo di una famiglia due persone il marito e la moglie, così com&#8217;? stato fatto in Italia da parte del nostro attuale diritto di famiglia? Per capire ciò basta pensare a quello che potrebbe succedere in una qualunque industria, ente o istituzione pubblica o privata se al posto di un capo ve ne fossero due. Basta pensare a quello che succederebbe in un&#8217;industria se, al suo vertice, vi fossero due direttori generali con le stesse prerogative e funzioni; al vertice di un governo due presidenti del consiglio o due capi di stato; o in una scuola due dirigenti o al comando di una nave due comandanti. In quest&#8217;ultimo caso un osservatore esterno vedrebbe prima i due comandanti litigare per un bel po&#8217;, mentre la nave come ubriaca arranca zigzagando sul mare, per poi colare a picco dopo essere aver fatto collisione contro qualche scogliera. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Quando la responsabilità di vertice è affidata ad una persona questa, nel momento in cui accetta tale ruolo, gode del prestigio che da tale funzione gli conferisce ma si assume più facilmente e pienamente tutte le responsabilità e gli oneri che tale ruolo comporta: &#8216;onore e oneri.&#8217; Poiché l&#8217;autorità è servizio agli altri, San Paolo   espone in maniera egregia il rapporto che dovrebbe esistere tra il marito e la moglie. Da una parte (dalla moglie verso il marito) il riconoscimento dell&#8217;autorità, dall&#8217;altra ( dal marito verso la moglie ), un  amore grande e profondo ed un sacrificio che può essere spinto fino alla morte. San Paolo, come per millenni tutti gli studiosi di problemi familiari, sapeva che in un&#8217;istituzione così complessa e delicata come quella familiare è indispensabile, per il suo funzionamento, una guida unica, come sapeva anche che autorità si coniuga con responsabilità e amore verso le persone che sottostanno a questa autorità.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Quando invece tale ruolo è affidato a due o più persone, nessuno dei due lo sente veramente e pienamente proprio, per cui è facile il disimpegno da parte di uno dei due o di entrambi. Infatti, nelle nazioni, come la nostra, dove non esiste un responsabile all&#8217;interno della famiglia la ricerca di una figura autorevole che dia regole e norme  e che le faccia applicare risulta vana. E&#8217; più facile che si attivi uno scontro continuo a causa del modo diverso di vedere e di agire nelle varie circostanze, mentre, nello stesso tempo, diminuisce il senso di responsabilità nei confronti dei propri doveri. Come dire: &#8216;Piuttosto che litigare ogni giorno ed ogni momento per decidere cosa fare o non fare e a chi tocca fare questo o quello, è molto meglio defilarsi e cercarsi altrove uno spazio più libero e sereno.&#8217;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;assunzione di un ruolo già coperto da un&#8217;altra figura comporta molto spesso fuga dalle responsabilità oppure gelosia, concorrenza, scontro, aggressività, competizione e quindi disistima reciproca e lotta. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ognuno dei due, consciamente o inconsciamente, cerca di acquisire sempre più potere a scapito dell&#8217;altro. Ognuno cerca di far valere il proprio punto di vista sottomettendo quello dell&#8217;altro, ognuno cerca di delegare l&#8217;altro nelle attività più faticose o noiose.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La mediazione, utilizzando il dialogo, diventa estenuante, infinita, ed alla fine sterile. L&#8217;aggressività si accumula ogni volta che l&#8217;uno è costretto a cedere al volere dell&#8217;altro, ogni volta che l&#8217;uno è costretto ad accettare le opinioni e gli indirizzi operativi dell&#8217;altro. Tutto l&#8217;opposto dell&#8217;aiuto, del sostegno e dell&#8217;intesa reciproca, che dovrebbe caratterizzare i ruoli di marito e di moglie, di padre e di madre. &#8216; Io direi che l&#8217;uomo e la donna sono fatti per seguire strade diverse, per quanto vicine, e non per gareggiare tra loro.&#8217;  </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Le conseguenze, spesso inevitabili, sono rappresentate dapprima da liti e musi lunghi sempre più frequenti e gravi, poi dal gran numero di separazioni e di divorzi, ed infine dalla ricerca affannosa di modalità di rapporto uomo-donna diverse, più semplici e meno coinvolgenti, come la &#8216;convivenza&#8217;, &#8216;il matrimonio con scadenza prefissata&#8217;, &#8216;il matrimonio senza convivenza&#8217;, &#8216;un&#8217;affettuosa amicizia&#8217;, &#8216;un rapporto affettivo aperto&#8217;, &#8216;un compagno di vita&#8217;, &#8216;un amico speciale&#8217; o più banalmente &#8216; uno o una con cui uscire ed andare a letto ogni tanto.&#8217; </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Si cercano nuove modalità di rapporto, per evitare legami, doveri o responsabilità eccessive, ma soprattutto si cercano nuove e diverse strategie per evitare continui e dolorosi scontri ed un perenne stato di conflitto. Questo perché i fondamenti stessi dell&#8217;intesa coniugale sono stati minati alla base. Non avendo dei ruoli chiari, né più bisogno l&#8217;uno dell&#8217;altro, non avendo più fiducia nelle promesse matrimoniali, i motivi che tengono uniti un uomo ed una donna, tendono a scemare e a scomparire. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Tutto ciò avviene più raramente quando i due campi d&#8217;intervento sono diversi e complementari. Nel tanto vituperato e frettolosamente abbandonato sistema patriarcale, i poteri ed i ruoli pur avendo molti elementi di contatto, avevano una parziale ma reale divisione che permetteva ad entrambi una concreta libertà d&#8217;azione, che si coniugava con il massimo della responsabilità e dell&#8217;impegno reciproco.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> Se l&#8217;uomo scavava un pozzo per l&#8217;acqua, era la donna che la tirava su e la utilizzava al meglio per cucinare e per la pulizia personale e della casa.  </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Se l&#8217;uomo spianava la terra e ci costruiva una dimora, la donna l&#8217;arredava, la rendeva accogliente, calda, pulita. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Se il proprio uomo conduceva i propri affari nella città, lei era regina nei piccoli ma fondamentali commerci che si svolgevano attorno e dentro la casa.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" style="cursor: -moz-zoom-in;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/Diapositiva54.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/ADULTI/Diapositiva54.JPG" width="386" height="289" border="0" /></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Se era l&#8217;uomo a provvedere al cibo, era la donna a scegliere quello più adatto, era lei che con maestria lo preparava e cucinava nel modo più opportuno, perché si adattasse alle varie età, ai bisogni e fosse appetibile per tutti. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Se era la donna che, con le sue qualità di dialogo, riusciva a far crescere dall&#8217;interno le potenzialità del bambino, era l&#8217;uomo che sapeva indirizzarle e guidarle verso obiettivi socialmente utili.</span></p>
<p>                                                          <img loading="lazy" decoding="async" style="cursor: -moz-zoom-in;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/Diapositiva24-1.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/ADULTI/Diapositiva24.JPG" width="370" height="277" border="0" /></p>
<p><span style="font-size: medium;">Se l&#8217;uomo intesseva i rapporti di tipo politico con l&#8217;amministrazione della città, la donna aveva la responsabilità della gestione altrettanto importante delle relazioni parentali, sociali e amicali. Relazioni che riguardavano innanzi tutto il rapporto con e tra i figli, poi tra questi ed il loro padre, quindi tra questi e i nonni e gli altri componenti della famiglia di origine, ed infine tra più famiglie in qualche modo legate da vincoli di parentela o stretta amicizia. Lo scopo finale era creare una rete fatta di dialogo costruttivo, d&#8217;intesa, di aiuto e sostegno reciproco, in cui sia lei che tutta la sua famiglia potesse muoversi agevolmente e fruttuosamente. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> Se era il marito che aveva l&#8217;ultima parola sugli indirizzi e le norme di comportamento sociale, il regno della donna e quindi della moglie spaziava e si allargava nella mente e nei cuori d&#8217;ogni figlio e d&#8217;ogni componente la famiglia, creando quella maturazione intellettiva e culturale, quel benessere affettivo e psicologico fondamentale per lo sviluppo e la crescita di ogni individuo umano e di ogni società civile.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" style="cursor: -moz-zoom-in;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/Diapositiva29-1.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/ADULTI/Diapositiva29.JPG" width="398" height="298" border="0" /></p>
<p><span style="font-size: medium;">Se l&#8217;uomo si preparava e s&#8217;impegnava nel creare le difese, nell&#8217;affrontare le guerre e nel trattare la pace, era la donna che si occupava di gestire al meglio sia i momenti difficili sia quelli più tranquilli. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">A lui l&#8217;impegno educativo per stimolare le capacità fisiche e morali dei figli, a lei la responsabilità di sviluppare le capacità affettive, amorose, sentimentali e di dialogo. </span></p>
<p><span style="color: #ff6600; font-size: x-large;">Il mondo degli affetti e il mondo della produzione e dei servizi.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nel mondo femminile vi era una predominanza ed un impegno prioritario nello sviluppo degli affetti, delle relazioni e delle cure. Nel mondo maschile predominava l&#8217;impegno per la politica, la difesa, il commercio e la produzione di beni e servizi.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">In definitiva l&#8217;uomo e la donna davano vita e si muovevano prevalentemente in mondi diversi: la donna nel mondo degli affetti e delle cure,  l&#8217;uomo nel mondo della produzione, del commercio e dei servizi.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff0000;"><strong>IL MONDO DEGLI AFFETTI E DELLE CURE</strong></span></span></p>
<ul>
<li>    <span style="font-size: large;">Lo sviluppo affettivo e relazionale.<br />    La gestione della casa come luogo d&#8217;incontro e di dialogo della cellula familiare;  caldo e protetto nido; culla della futura umanità.<br />    L&#8217;allevamento delle prole.<br />    L&#8217;arricchimento culturale della prole.<br />    L&#8217;educazione dei figli.<br />    La gestione della rete parentale.<br />    La cura dei più piccoli e dei più deboli: anziani, malati, handicappati.<br /></span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #0000ff;">IL MONDO DELLA PRODUZIONE DEL COMMERCIO E DEI SERVIZI</span><br /></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: medium;"><br />    <span style="font-size: large;">Educazione alle regole e norme civili .</span></span></li>
<li><span style="font-size: large;">    Arricchimento culturale e formativo.</span></li>
<li><span style="font-size: large;">   Produzione di beni e servizi.</span></li>
<li><span style="font-size: large;">    Gestione politica.</span></li>
<li><span style="font-size: large;">    Commercio.</span></li>
<li><span style="font-size: large;">    Creazione d&#8217;infrastrutture.</span></li>
<li><span style="font-size: large;">   Difesa.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">In tal modo i due settori di competenza, quello maschile e quello femminile, permettevano di gestire autonomamente un ampio spazio individuale. Spazio in cui potersi muovere, e da cui ricevere notevoli stimoli e gratificazioni, mentre gli attori principali dell&#8217;uno e dell&#8217;altro: l&#8217;uomo e la donna, s&#8217;incontravano nei momenti e negli spazi gestionali in cui era necessario l&#8217;aiuto e la collaborazione reciproca. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Con questa modalità ognuno dei due sessi:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: medium;">    si preparava e veniva preparato dalla rete sociale e parentale a gestire nel modo migliore possibile la realtà in cui sarebbe vissuto e avrebbe operato;</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">    si attivava coerentemente e impegnava gran parte delle proprie energie educative nel preparare le future generazioni a svolgere nel migliore dei modi il proprio compito;</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">    studiava e metteva in opera tutti gli accorgimenti affinché la gestione del proprio mondo fosse ottimale, difendendone i valori ed i principi indispensabili;</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">    dalla società veniva responsabilizzato nel proprio settore di competenza e gratificato, confortato e rassicurato in base ai risultati conseguiti. </span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: medium;"><br />La figura del &#8220;pater familias&#8221; creava quel punto fermo e di riferimento per tutti. Riferimento indispensabile in ogni organizzazione, grande o piccola, che vuole essere efficiente e funzionale.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Tutto ciò portava alla complicità e complementarità, e questa facilitava di molte le intese e rendeva più stabili le unioni. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Un matrimonio è saldo, tanto più saldo quanto più le persone sono mature, responsabili e ricche di valori, ma anche quanto più è presente una reciproca interdipendenza ed una buona integrazione, quanto più l&#8217;uno trova nell&#8217;altro, ciò di cui ha bisogno, ciò che gli manca, ciò che non ha, ciò che cerca. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Un matrimonio è tanto più fragile quando più le due persone  hanno caratteristiche sessuali simili, quanto più l&#8217;uno lavora per non chiedere nulla all&#8217;altro o pensa di potere fare a meno dell&#8217;altro. Un matrimonio è tanto più fragile quando non vi è un&#8217;autorità ed una responsabilità riconosciuta ed accettata.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per i figli vi erano due spazi diversi in cui muoversi liberamente: uno più tenero, più vibrante, più dolce, più affettivamente caldo; l&#8217;altro più deciso, più fermo, più sicuro; l&#8217;uno proiettato verso l&#8217;interno: della famiglia, degli affetti, della comunicazione, l&#8217;altro indirizzato verso l&#8217;esterno: verso la società, verso le attività. Sempre per i figli vi erano due livelli di autorità il primo più vicino, più tenero, più accettante e comprensivo, più flessibile, ed istintivo; il secondo meno emotivo, ma anche più fermo, più vincolante e lineare. L&#8217;uno e l&#8217;altro non in continuo conflitto o in opposizione ma entrambi legati da un&#8217;interazione ed un sostegno reciproco.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Si dirà che questo tipo di famiglia non era democratica, in quanto, l&#8217;ultima e definitiva decisione spettava al padre, ma guai alle istituzioni in cui la demagogia o un&#8217;astratta, vuota e falsa democrazia minano la sua funzionalità. Se l&#8217;albero si riconosce e ha valore per i suoi frutti, non si dovrebbe parlare di famiglia &#8216;democratica&#8217; o di famiglia &#8216;dittatoriale&#8217;, ma di sistema familiare che funziona e quindi porta benessere a tutti i suoi membri ed alla società, per cui assolve al ruolo che la natura gli ha dato  e di sistema familiare che non funziona, per cui tutti i suoi membri ne soffrono ma soprattutto è la società, nel suo complesso, che ne paga le conseguenze. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;attuale sistema familiare si è rivelato fallimentare in quanto privo di molti elementi funzionali indispensabili.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="color: #ff6600;">Tratto dal libro di Emidio Tribulato &#8220;Mondo affettivo e mondo economico &#8211; Conflitto o collaborazione&#8221;.</span></p>
<p><a href="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/mondo-affettivo-e-mondo-economico.pdf"><span style="color: #ff6600;">Per scaricare gratuitamente questo libro clicca qui.</span></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/67743/mondo-affettivo-e-mondo-economico/"><span style="font-size: large;"><span style="color: #ff0000;">Per avere in forma cartacea il libro &#8220;Mondo affettivo e mondo economico- Conflitto o collaborazione?&#8221; </span>Clicca qui.</span></a></p>


<p class="wp-block-paragraph"></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Famiglia ed adattamento</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/03/26/famiglia-ed-adattamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 00:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Non si dovrebbe parlare di &#8216;crisi della famiglia&#8217; ma di un sistema sociale che produce delle famiglie disfunzionali attraverso una serie di decisioni individuali, leggi, disposizioni e norme. LA FAMIGLIA DISFUNZIONALE    Non è funzionale una famiglia in cui sono presenti due responsabili con...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: x-large;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Non si dovrebbe parlare di &#8216;crisi della famiglia&#8217; ma di un sistema sociale che produce delle <strong>famiglie disfunzionali </strong>attraverso una serie di decisioni individuali, leggi, disposizioni e norme.</span></p>
<p><em><strong><span style="font-size: medium;">LA FAMIGLIA DISFUNZIONALE</span></strong></em></p>
<ul>
<li><em><strong><span style="font-size: medium;">   Non è funzionale una famiglia in cui sono presenti due responsabili con uguali compiti e medesime funzioni.</span></strong></em></li>
<li><em><strong><span style="font-size: medium;">    Non è funzionale una famiglia in cui molte responsabilità specifiche vengono sottratte al pater familias per essere assunte dall&#8217;ordine giudiziario.</span></strong></em></li>
<li><em><strong><span style="font-size: medium;">    Non è funzionale una famiglia in cui gli elementi della coppia che la costituiscono non hanno caratteristiche sessuali diverse, specifiche e complementari.</span></strong></em></li>
<li><em><strong><span style="font-size: medium;">   Non è funzionale una famiglia in cui ogni elemento della coppia non è stato adeguatamente formato, fin dall&#8217;infanzia, alle problematiche riguardanti l&#8217;allevamento e l&#8217;educazione dei piccoli ed ai bisogni relazionali della vita di coppia e familiare.</span></strong></em></li>
<li><em><strong><span style="font-size: medium;">    Non è funzionale una famiglia in cui le leggi dello stato non aiutano, nei fatti, la sua unità, ma provocano e stimolano conflittualità, fratture e disfacimento.</span></strong></em></li>
<li><em><strong><span style="font-size: medium;">    Non è funzionale una famiglia quando la società non protegge adeguatamente i componenti, soprattutto i minori, da condizionamenti negativi, idee diseducative, volgarità e sfruttamento economico ad opera dei mass &#8211; media. Non è funzionale una famiglia in cui, per la produzione di beni materiali o sociali, sono sottratte le migliori energie, a scapito della funzione formativa, educativa ed affettiva.</span></strong></em></li>
<li><span style="font-size: medium;"> </span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: medium;">Spesso si parla della famiglia come di un&#8217;istituzione che si adatta alle varie condizioni ambientali. E&#8217; questo un modo ottimistico di guardare la realtà, in quanto si intende in questo modo affermare che la famiglia essendo un organismo vivo e flessibile ha la capacità, modificandosi, di trovare delle modalità positive che le permettono di svolgere anche nelle situazioni più difficili il suo compito. Ne consegue che basta aspettare il tempo necessario al suo adeguamento affinché i problemi si risolvano. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Purtroppo non è così. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il sistema famiglia nasce da una serie di scelte individuali e di coppia. Scelte libere ed autonome. Il padre che decide di lavorare in un&#8217;altra città fa una scelta, come fa una scelta la madre che decide di impegnare buona parte del suo tempo nel lavoro extrafamiliare, o il nonno che preferisce occuparsi del gioco delle bocce piuttosto che del suo nipotino.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> Fa anche delle scelte verso un tipo di famiglia piuttosto che di un altro ogni governo, ogni organismo pubblico o privato che emana o interpreta leggi, circolari, disposizioni e norme e ogni religione che è capace o no di dare indicazioni morali efficaci ed utili. Per tale motivo ogni tipologia familiare è costruita dalle scelte individuali o sociali, per cui il termine adattamento è usato in modo improprio. La conseguenza di quanto abbiamo detto è che non si dovrebbe parlare di &#8216;crisi della famiglia&#8217; ma di un sistema sociale che produce delle famiglie disfunzionali attraverso tutta una serie di decisioni individuali, leggi, disposizioni e norme. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Intanto lo spostamento di tempo, impegno, formazione e cultura a favore del mondo degli affari e dell&#8217;economia ha portato ad un aumento notevole del benessere materiale che ha fagocitato il mondo affettivo e delle cure che appare ridotto al lumicino.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" style="cursor: -moz-zoom-in;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/Diapositiva14-2.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/ADULTI/Diapositiva14.JPG" width="353" height="276" border="0" /></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Tale realtà e sotto gli occhi di tutti. Dalla culla alla tomba, la deprivazione affettiva non risparmia nessuno: i bambini che devono fare a meno di mamma e papà entrambi impegnati nel lavoro: &#8216; Perché con uno stipendio non si può vivere&#8217;. Gli adolescenti : &#8216; Ascolta tuo figlio che ha sempre qualche problema perché ho una riunione importante&#8217;. Gli adulti ammalati: &#8216;Mi dispiace ma non mi posso assentare dal lavoro per farti compagnia.&#8217; Gli anziani: &#8216; Immagina con tutte le cose che ho da fare se posso pensare ad assistere mio padre, gli procurerà una badante&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Molti erano sicuramente in buona fede quando hanno accettato le nuove e più entusiasmanti regole del gioco, abbandonando le &#8216;vecchie, ammuffite teorie&#8217; che volevano un impegno privilegiato per il mondo degli affetti rispetto a quello della produzione. Molti pensavamo veramente di poter moltiplicare le proprie energie e di poter far tutto, ma proprio tutto, per contemperare esigenza diverse e contrastanti. Molti avevano e ripongono ancora oggi tutte le loro speranze su due buoni stipendi e sui servizi dello stato, perché è stato detto loro, fino alla nausea, che &#8216;con i soldi puoi fare ogni cosa, puoi comprare tutto.&#8217;  Ora si sentono traditi non sanno da chi o da che cosa ma la sensazione e di essere stati traditi: dal governo che non fa gli asili nido ed i servizi necessari per i bambini, gli adolescenti, i giovani, gli ammalati e gli anziani; dall&#8217;altro coniuge &#8216;Che non si impegna veramente quanto dovrebbe&#8217;; dagli insegnanti &#8216;Che non fanno il loro dovere e rubano lo stipendio&#8217;; dai pedofili, dai cattivi compagni e dagli spacciatori che hanno rovinato i figli: &#8216; Che Dio  stramaledica questa gente che approfitta delle debolezze altrui.&#8217; </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Difficilmente riescono ad intravedere la verità, ancora più difficilmente quando la scoprono riescono ad accettarla.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Un&#8217;altra delle conseguenze del privilegiare e mettere in primo piano il mondo della produzione rispetto al mondo degli affetti è stata quella di aver distrutto e disperso in poche generazioni, un patrimonio culturale  accumulato dall&#8217;umanità in millenni di storia. E&#8217; come se tutti o buona parte degli agricoltori, disprezzando e sentendo poco esaltante la loro attività, avessero privilegiato l&#8217;impegno industriale. Questo cambiamento di ruolo avrebbe provocato non solo l&#8217;inaridimento o la desertificazione dei campi e quindi una crisi alimentare spaventosa, ma quel che è peggio si sarebbe perduta la cultura ed il piacere legati alla coltivazione della terra. Si sarebbe perduta la capacità di seminare e coltivare, ma anche il piacere  di vedere germogliare le piantine e di vederle crescere. Si sarebbe perduta la capacità di far diventare le esili piantine alberi grandi, forti e rigogliosi, ma sarebbe scomparsa anche la gioia immensa di ammirarle ricche di fogliame e maestose sfidare i venti, le nuvole e la pioggia. Si sarebbe perduto il piacere di vederle avvolte in una nuvola di fiori in primavera e più tardi, in estate, di raccoglierne i frutti succosi.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Mentre uomini e donne siamo sempre più esperti come medici, avvocati, commercialisti e con noncuranza usiamo i computer o navighiamo in internet, siamo sempre più insicuri ed imbranati  non solo quando si tratta di allevare un bambino, ma anche quando con lui vogliamo avere un dialogo profondo e intimo. Saper ascoltare e capire, saper consigliare e guidare, è diventata un&#8217;arte sconosciuta. Tra l&#8217;altro l&#8217;incapacità affettiva si ripresenta puntuale in molte altre occasioni, come quando ci cimentiamo in un rapporto profondo a due, o quando vogliamo capire e consolare un ammalato, o avvicinare e accarezzare il bianco capo di un vecchio per rassicurarlo. In queste ed in mille altre occasioni la carenza del mondo affettivo attorno a noi e dentro di noi ci rende incapaci ed insicuri, con notevole danno verso gli altri e noi stessi.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Già anche verso noi stessi perché sentirsi incapace non migliora l&#8217;autostima, né ci rende più sicuri e felici.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Abbiamo detto precedentemente che siamo molto bravi nelle attività professionali, ciò è vero solo in parte in quanto la carenza affettiva, si riflette alla lunga, in modo negativo, anche nelle attività tecniche e professionali. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per cui siamo medici, avvocati ed ingegneri che hanno più conoscenze e strumenti sofisticati, ma il cui reale valore professionale decade inesorabilmente perché non sostenuto da qualità umane come l&#8217;equilibrio, la serenità e la saggezza, caratteristiche indispensabili in ogni attività, anche la più tecnica.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Molti per la verità, soprattutto nell&#8217;ambito cattolico, non avrebbero assolutamente voluto che il mondo della produzione fosse privilegiato rispetto al mondo degli affetti, in quanto prevedevano le conseguenze nefaste sulla coppia, sulla famiglia e sull&#8217;educazione della prole. Pertanto proponevano che l&#8217;uomo e la donna si dividessero equamente questi due fondamentali impegni. Era ed è ancora per molti educatori la proposta del 50%. In pratica la donna e l&#8217;uomo avrebbero e dovrebbero impegnare  il proprio tempo e le proprie energie dividendole equamente tra casa e lavoro; tra mondo dell&#8217;affettività e mondo della produzione.  </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Tutto ciò purtroppo non è avvenuto. E&#8217; avvenuto ben altro. E&#8217; avvenuto quello che alcuni prevedevano. Nonostante alcune immagini folcloristiche di uomini che portano a spasso i propri figli nella carrozzella o lavano i piatti, l&#8217;uomo non si è mai veramente coinvolto ed impegnato ad utilizzare metà del proprio tempo e delle proprie energie a favore del mondo degli affetti. Ma quel che è peggio la donna, nonostante il tanto declamato istinto materno, dapprima gradualmente e ora, in Italia negli ultimi anni, precipitosamente ha quasi del tutto abbandonato il mondo degli affetti per riversare le proprie energie ed il proprio tempo sul mondo della produzione. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="color: #ff6600;">Tratto dal libro di Emidio Tribulato &#8220;Mondo affettivo e mondo economico &#8211; Conflitto o collaborazione&#8221;.</span></p>
<p><a href="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/mondo-affettivo-e-mondo-economico.pdf"><span style="color: #ff6600;">Per scaricare gratuitamente questo libro clicca qui.</span></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/67743/mondo-affettivo-e-mondo-economico/"><span style="font-size: large;"><span style="color: #ff0000;">Per avere in forma cartacea il libro &#8220;Mondo affettivo e mondo economico- Conflitto o collaborazione?&#8221; </span>Clicca qui.</span></a></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
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		<title>Il calo delle nascite</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/03/26/il-calo-delle-nascite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 00:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>    Nonostante l&#8217;istinto materno sia molto forte, le cause principali del calo, o meglio del crollo delle nascite coinvolgono entrambi i sessi: uomini e donne,  mariti e mogli, ma anche nonni, familiari e amici spesso concorrono in modo negativo, non incoraggiando o chiaramente sconsigliando...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><audio class="audio-for-speech" src="https://www.cslogos.it/cslogos/images/j2xml/91cbab10652104683dda9d95b0e1dd58"></audio></p>
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<p><span style="font-size: x-large; color: #008000;"> </span></p>
<p><span style="font-size: x-large; color: #008000;"><br /><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/Diapositiva12-2.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/BAMBINI/Diapositiva12.JPG" width="311" height="233" border="0" /></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nonostante l&#8217;istinto materno sia molto forte, le cause principali del calo, o meglio del crollo delle nascite coinvolgono entrambi i sessi: uomini e donne,  mariti e mogli, ma anche nonni, familiari e amici spesso concorrono in modo negativo, non incoraggiando o chiaramente sconsigliando la procreazione.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">I motivi sono tanti e tutti concorrono ad allontanare nel tempo o a limitare al massimo, se non ad escludere, nelle famiglie, l&#8217;arrivo di nuove vite umane. </span></p>
<ol>
<li><span style="color: #99cc00; font-size: large;">La consapevolezza di non poter garantire un ambiente sereno.  </span></li>
</ol>
<p><span style="font-size: medium;">Sia istintivamente che razionalmente noi avvertiamo che un bambino dovrebbe essere concepito e nascere in un ambiente stabile, sereno, ricco di tenerezza, pace e amore. Come pensare di mettere al mondo dei figli quando le incomprensioni, le accuse, i dissidi, o i conflitti sono frequenti e gravi e sconvolgono e straziano quasi ogni giorno le coppie e le famiglie? Come pensare di mettere al mondo dei figli quando i litigi tra i coniugi non sono un fatto eccezionale ma il velenoso pane quotidiano; quando i padri fanno di tutto per mettere in cattiva luce le madri e viceversa; quando i nonni sputano veleno contro nuore e generi; quando gli &#8216;amici&#8217; si dividono per difendere a spada tratta o incolpare ora l&#8217;uno ora l&#8217;altro? Difficile pensare di mettere al mondo dei figli quando l&#8217;ambiente extra-familiare non brilla per armonia e serenità. Non solo per le tante guerre sparse per il mondo, ma anche e soprattutto per le atrocità in parte vere, in parte frutto di finzione, riversate nelle case in ogni ora del giorno e della notte da una televisione che cerca di attirare spettatori sollecitando emozioni e bassa istintività.</span></p>
<p><span style="color: #99cc00; font-size: large;">La consapevolezza di non poter garantire la soddisfazione dei bisogni essenziali di un bambino. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Quali probabilità vi sono che questo bambino possa continuare ad avere due genitori quando le separazioni ed i divorzi sono così frequenti? E poi come garantire a questo bambino l&#8217;educazione necessaria quando i &#8216;bisogni&#8217; che la società dei consumi propone sono sempre più numerosi, costosi e sofisticati? </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Come garantire una corretta educazione quando, con l&#8217;avallo dello Stato , entrano fin dentro le case e quindi fin dentro l&#8217;animo dei bambini, mediante la TV, la radio, Internet e ora anche con i telefonini,  scene, pensieri, situazioni altamente diseducativi, nei quali la fanno da padroni il sesso, la violenza, la volgarità, la menzogna, l&#8217;aggressività? Elementi diseducativi e distruttivi dai quali è oltremodo difficile, se non impossibile, poter difendere la propria famiglia ma soprattutto i propri figli. </span></p>
<p><span style="color: #99cc00; font-size: large;">La mancanza o la scarsa quantità di gratificazioni. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Un figlio per essere desiderato dovrebbe essere fonte anche di gioia e gratificazioni. In una situazione di normalità il tempo, le energie, la fatica, la pazienza e i sacrifici necessari per la crescita di un nuovo essere umano dovrebbero essere, almeno in parte, ricompensati dal piacere e dalle gratificazioni. Dovrebbe essere fonte di gioia il neonato, per la dolcezza del suo visino, per le buffe espressioni con le quali accoglie le nuove esperienze, per i teneri sorrisi che dispensa. Dovrebbe essere fonte di gioia il bambino, quando comincia a conquistare il mondo con la sua infantile ma ricca personalità. Dovrebbero essere fonte di gratificazione per i genitori l&#8217;adolescente, che si affaccia alla maturità con la caratteristica esuberanza, forza e determinazione e poi il giovane che infonde con il suo lavoro e la sua nuova famiglia, nuova linfa nella storia dell&#8217;umanità. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il giovane figlio dovrebbe essere in grado di prendere presto il testimone dalle mani dei genitori per portarlo sempre più lontano, ma nello stesso tempo, dovrebbe essere a loro vicino per aiutarli e assisterli negli anni difficili della vecchiaia, cercando di lenire problemi e limiti causati dall&#8217;età. Purtroppo molte di queste gratificazioni, piaceri e gioie non sono più appannaggio dei genitori. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Papà e mamma, quando il bambino è piccolo, inseguiti dalla fretta, dagli impegni e dalle necessità lavorative, sociali ed economiche, molto spesso non riescono ad apprezzare e gustare il dialogo, l&#8217;amore e la presenza dei loro figli. Quando poi questi figli si affacciano nel burrascoso periodo adolescenziale, spesso i genitori li sentono allontanarsi ogni giorno di più, mentre l&#8217;incontro e l&#8217;intesa rischiano di trasformarsi in scontri o in rapporti freddi, distaccati e superficiali. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Infine, pensare di essere accompagnati, sostenuti, assistiti, sollevati dai pesi e dalle limitazioni degli anni e della vecchiaia diventa sempre più frequentemente pura illusione in quanto, accanto ai vecchi genitori, per ascoltarli, assisterli e curarli, è molto più facile che vi siano braccia, volti, orecchie e occhi sconosciuti e stranieri provenienti da lontani paesi, che non occhi, braccia e volti da sempre conosciuti e amati come quelli dei loro figli.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">In definitiva, si avverte nettamente che questo rapporto di dare e avere tra le generazioni si concluder? con una netta perdita per i genitori. Questa consapevolezza non fa che accentuare la frustrazione ed il rifiuto verso la maternità e la paternità. </span></p>
<p><span style="color: #99cc00; font-size: large;">La scarsa presenza di un sicuro e valido spazio affettivo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Lo spazio affettivo sicuro e valido è quello spazio fatto di dialogo, attenzioni, ascolto, disponibilità, nel quale il bambino da una parte può muoversi in piena sicurezza, mentre dall&#8217;altra, in questo spazio, può ricevere e far propri preziosi apporti educativi e formativi. Lo spazio affettivo può essere ampio, come nelle famiglie allargate, nelle quali molte persone, sia adulti che minori, unite da legami di sangue o di parentela vivono insieme in armonia e collaborazione reciproca, oppure può essere limitato e ristretto soltanto ai due genitori o addirittura ad un solo genitore e a qualche sporadico amico di famiglia. Sappiamo che quanto più ampio è lo spazio affettivo e relazionale con caratteristiche positive nel quale il bambino può liberamente ed in sicurezza scambiare, tanto più facile è la sua gestione, in quanto i molteplici punti di riferimento positivi, diminuiscono l&#8217;impegno diretto e personale dei genitori. Al contrario, quanto più ristretta è la rete affettiva e familiare, tanto più difficile, penosa e snervante è la gestione della crescita dei minori. Quanto più rischioso e pericoloso è lo spazio delle relazioni, tanto più attenzioni sono necessarie per farlo vivere ai figli senza troppi rischi. Quando il mondo economico e le politiche familiari, non solo non favoriscono ma anzi rendono difficile o ostacolano una ricca, positiva ed efficace rete familiare, si vengono a strutturare le attuali mini famiglie, le quali da una parte non sono in grado di gestire correttamente l&#8217;educazione del minore, dall&#8217;altra rendono oltremodo difficoltoso l&#8217;impegno per il suo sviluppo.</span></p>
<p><span style="color: #99cc00; font-size: large;">La insufficiente presenza di uno spazio fisico. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Oltre allo spazio affettivo è importante anche lo spazio fisico. Se il bambino ha attorno a sé un ampio spazio strutturato in modo tale da potersi muovere liberamente senza rischio per la sua incolumità fisica e morale, come potrebbero essere cortili, giardinetti e altri spazi verdi attorno o vicino alle case, l&#8217;impegno diretto della famiglia diminuisce notevolmente, mentre nel contempo migliora l&#8217;umore ed il benessere psicologico del minore. Quando invece il bambino è costretto in spazi limitati e ristretti, come quelli presenti nei normali appartamenti in condominio, le limitazioni, i divieti, ma anche i rischi sono notevolmente maggiori, con conseguente aggravio dell&#8217;impegno e del controllo da parte dei genitori e maggiore frustrazione e tensione emotiva da parte del bambino.</span></p>
<p><span style="color: #99cc00; font-size: large;">I notevoli costi economici. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Un figlio, &#8216;una nuova bocca da sfamare&#8217;, come si diceva nelle società contadine di una volta, ha avuto sempre un costo economico, ma mai nella storia umana il costo economico della cura, allevamento, formazione ed educazione di un essere umano è stato così alto, com&#8217;? attualmente nelle società occidentali.  E ciò essenzialmente per due motivi. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il primo riguarda gli stili di vita imposti dalla pubblicità e dalla società dei consumi, che condizionano pesantemente le scelte dei genitori i quali, non si sentono buoni genitori, se non si allineano a certi standard. Per sentirsi &#8216;un buon genitore&#8217; non basta comprare delle scarpe al proprio figlio ma, è necessario che queste siano di moda e, se possibile, griffate. Lo stesso vale per la cartella, il diario, i quaderni, i vestiti, i mobili della sua stanzetta ecc.. Non basta un telefono in casa ma ogni componente della famiglia ne deve avere almeno uno, se non due o tre. Come non basta in casa un televisore o una radio, ma è necessario che vi sia un televisore in ogni stanza. Per sviluppare normalmente il corpo di un bambino, non è sufficiente camminare, correre e giocare liberamente, ma un buon sviluppo fisico deve passare attraverso palestre o attività sportive da frequentare, naturalmente, a pagamento. Vi è poi la formazione culturale e scolastica che si associa al divieto di lavorare. Non viene considerata assolutamente sufficiente l&#8217;istruzione familiare, come non viene considerato sufficiente neanche qualche anno di istruzione nelle scuole pubbliche o private. Sono obbligatoriamente necessari molti, molti anni da trascorre sui libri e nei banchi di scuola. Perché lo Stato  lo impone e perché, per trovare un lavoro prestigioso, sono necessari certi standard formativi. Il fatto che lo Stato  imponga, con l&#8217;obbligo scolastico, una certa istruzione di base, attualmente in Italia fino a sedici anni, potrebbe essere un fatto positivo soltanto se la società civile potesse assumerne tutti gli oneri. Ci si aspetterebbe allora che fosse completamente gratuita la frequenza delle lezioni, ma anche completamente gratuiti dovrebbero essere i libri. Ma non solo. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Se lo Stato  impone alle famiglie per i minori lo studio, piuttosto che il lavoro con il quale questi potrebbero essere rapidamente indipendenti, questa operazione dovrebbe essere a costo zero per le famiglie, in quanto è la società civile che dovrebbe farsi carico del necessario mantenimento dei minori fino all&#8217;età nella quale persiste l&#8217;obbligo scolastico ed il divieto di lavorare. Per un minimo di correttezza e di giustizia, delle due una: o lo Stato  lascia libere le famiglie di regolarsi come meglio credono nelle loro scelte educative e formative o, se la società è consapevole che è un bene per la comunità civile che i propri concittadini abbiano un alto livello d&#8217;istruzione, se ne assuma tutti gli oneri che ne conseguono. In caso contrario? In caso contrario non può che accettare, senza incolpare i genitori di egoismo, quello che milioni di famiglie già fanno e cioè limitare al massimo il numero dei figli o escluderli del tutto, per evitare di affrontare spese ingenti per numerosi anni.  </span></p>
<p><span style="color: #99cc00; font-size: large;">Le limitazioni nella carriera professionale, politica o sociale. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Se la carriera professionale o politica è considerata importante, e messa al primo posto, non vi è dubbio che questa sarà limitata dalla nascita di uno o più figli. Come pensare alla carriera e seguire efficacemente e contemporaneamente un figlio? Com&#8217;? possibile, se richiesto dal datore di lavoro, spostarsi da una città all&#8217;altra e seguire un figlio? Stabilità nel lavoro, licenziamento, avanzamento di carriera e maggior stipendio spesso dipendono da quanto si riesce a dare nel lavoro, non da quanto si riesce a dare come genitori. </span></p>
<p><span style="color: #99cc00; font-size: large;">Le limitazioni nel tempo libero e nelle gratificazioni personali. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Un figlio o peggio, più figli limitano e condizionano molte scelte e necessità personali. Limitano la possibilità di utilizzare il tempo libero.  Limitano la possibilità di accedere alle cure del corpo. Limitano la possibilità di impegnarsi nell&#8217;agone politico e sociale. Limitano la vita di coppia. Se l&#8217;educazione delle nuove generazioni è stata impostata sulla valorizzazione dell&#8217;individuo e sulla conquista del massimo piacere e gratificazione personale e non sulla gioia della conquista e del dono queste, ed altre limitazioni della libertà individuale, saranno vissute con un senso di penoso sacrificio, che si cercherà di evitare sfuggendo o limitando al massimo le gravidanze.</span></p>
<p><span style="color: #99cc00; font-size: large;">L&#8217;inadeguatezza. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Vi è poi il problema dell&#8217;inadeguatezza. Nelle società avanzate del ricco e tecnologico occidente tutti i genitori dovrebbero avere caratteristiche da Superman. Essi dovrebbero contemporaneamente essere impegnati in una o più attività lavorative, &#8216;perché i soldi non bastano mai&#8217;; dovrebbero poi riuscire ad affrontare tutti gli impegni burocratici dettati ed imposti da una società avanzata e, contemporaneamente, dovrebbero riuscire ad impegnarsi ad educare e curare i figli. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La cosa detta così non sembra troppo difficile ma lo diventa a causa di una macchina burocratica e tecnologica sempre più complessa ed esigente. Non basta, infatti, essere disponibili a pagare le tasse ma bisogna avere una laurea in economia e commercio per poter assolvere, senza errori, a tutti gli impegni fiscali. Errori che tra l&#8217;altro sono poi puniti severamente come fossero dei crimini. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per spedire un pacco non basta confezionarlo e portarlo all&#8217;ufficio postale, ma bisogna saper compilare i moduli giusti nel modo giusto. Per telefonare non è sufficiente alzare una cornetta e comporre il numero, ma bisogna fare un corso sulla comunicazione per poter capire come funzionano le mille diavolerie presenti nei normali cellulari. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Alte capacità e cultura tecnologica e fiscale sono solo due dei tanti requisiti che dovrebbero avere dei buoni genitori. Questi, come Sant&#8217;Antonio, dovrebbero poi possedere ampi poteri di bi o tri locazione per essere contemporaneamente presenti al primo e secondo lavoro; per essere pronti ad accompagnare i figli nelle varie attività sportive, musicali e scolastiche &#8216;indispensabili per farli crescere bene&#8217;; dovrebbero moltiplicarsi per essere sempre disponibili ad accompagnarli alle visite dei vari medici e specialisti per non trascurare problemi, una volta considerati assolutamente accettabili ma che vengono oggi presentati come importanti e fondamentali per la futura salute dei giovani rampolli.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nel contempo i genitori dovrebbero essere attenti nel controllare che i figli non si mettano in situazioni di rischio con radio, Tv, Internet e telefonini tutto fare. Strumenti i quali, nonostante venga ripetuto costantemente che &#8216;di per sé non sono buoni o cattivi ma tutto dipende dall&#8217;uso che se ne fa&#8217;, costringono i genitori ad essere sempre disponibili e presenti mentre il figlio si collega in Internet e i pedofili ed i siti pornografici sono l? pronti a ghermirlo appena si distrae un attimo. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E ancora i genitori devono essere presenti e disponibili, come viene giustamente consigliato dai buoni psicologi, a sedersi accanto ai giovani virgulti che assistono ai programmi TV per selezionare, con loro, i programmi più adatti e contemporaneamente dialogare su quanto visto o ascoltato.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Naturalmente gli stessi genitori non possono mancare al loro ruolo di tassisti pronti ad accompagnare i figli nelle varie festicciole, ma anche alla danza, al teatro, al cinema &#8216;perché i figli hanno la necessità di migliorare la loro cultura e contemporaneamente relazionarsi con i loro coetanei.&#8217; Quando i figli sono più grandetti il loro servizio di accompagnatori si prolunga anche durante la notte. è normale che durante l&#8217;adolescenza, ma anche nei lunghi anni della giovinezza dei figli trascorsa in famiglia, la notte per i genitori non sia più fatta per riposare. Durante tutti questi anni il lavoro notturno dei genitori, infatti, consiste nell&#8217;accompagnare i giovani rampolli o le giovinette nelle varie discoteche o nelle case poste spesso in località fuori mano, come le ville in campagna e al mare, &#8216;dove è giusto che si divertano con i coetanei&#8217;, per poi aspettarli per ore in macchina, oppure rientrare in casa e dormicchiare sul sofà in attesa di andarli a riprendere. Se poi hanno raggiunto il traguardo dei diciotto anni e quindi della patente e hanno diritto alle chiavi e all&#8217;auto propria o di papà, le cose non migliorano affatto perché non è fino a mezzanotte che bisogna aspettare i figli, ma fino alle cinque &#8211; sei del mattino. E&#8217; solo mentre albeggia che si avrebbe il diritto di riposare e ritrovare un po&#8217; di pace e tranquillità, dopo aver sentito il rumore della macchina posteggiata nel condominio e il tonfo della porta di casa che, finalmente, indica il ritorno tra le mura domestiche dei giovani nottambuli. Questi due segnali sono essenziali per capire che, almeno per quella notte, i propri figli e la preziosa auto non sono andati a sbattere contro un albero o un muro, né si sono fracassati scontrandosi contro un&#8217;altra macchina. A quel punto, però, bisogna essere pronti e pimpanti per iniziare un&#8217;altra giornata di lavoro.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;inadeguatezza si presenta anche nel momento della relazione. Uomini e donne educati ed istruiti entrambi allo stesso modo nella prospettiva e nell&#8217;attesa di un comune futuro impegno professionale e di carriera, con scarsa o senza alcuna preparazione alla vita genitoriale e familiare, dovrebbero essere capaci di atteggiamenti e comportamenti difficilmente compatibili. Ad esempio, se hanno scelto la carriera militare, dovrebbero andare per qualche mese in &#8216;missione di pace&#8217; per sganciare bombe e mitragliare senza pietà i ribelli che non vogliono accettare la nostra democrazia, dimostrando virilità, grinta, dinamismo, aggressività e sicurezza in questo loro quotidiano &#8216;lavoro&#8217;, per poi tornare a casa ad accudire amorevolmente il nuovo nato, preparandogli ottime pappine prima di cantare al suo capezzale dolci e tenere ninnenanne! </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nonostante l&#8217;inadeguatezza tra ciò che si richiede ai genitori e le loro reali possibilità sia notevole ed evidente, pochi si pongono il problema sia di preparare questi genitori, sia di facilitare e rendere possibile il loro compito. Si fa invece a gara nel complicarlo sempre più riversando ed inserendo, all&#8217;interno delle famiglie, bisogni, esigenze e strumenti sempre più difficili da governare e controllare. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Si vuole ad esempio che la famiglia educhi i figli all&#8217;amore, alla legalità, al rispetto e alle buone maniere ma poi si lascia, si dice per amore della libertà, che i mass media invadano le case, i cuori e le menti di ogni membro della famiglia con immagini e contenuti grondanti violenza, volgarità, superficialità, aggressività, opportunismo. </span></p>
<p><span style="color: #ff6600;">Tratto dal libro di Emidio Tribulato &#8220;Mondo affettivo e mondo economico &#8211; Conflitto o collaborazione&#8221;.</span></p>
<p><a href="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/mondo-affettivo-e-mondo-economico.pdf"><span style="color: #ff6600;">Per scaricare gratuitamente questo libro clicca qui.</span></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/67743/mondo-affettivo-e-mondo-economico/"><span style="font-size: large;"><span style="color: #ff0000;">Per avere in forma cartacea il libro &#8220;Mondo affettivo e mondo economico- Conflitto o collaborazione?&#8221; </span>Clicca qui.</span></a></p>


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		<title>Le convivenze</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/03/26/le-convivenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 00:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Convivenza e coppie di fatto vengono messe insieme per comodità statistica, ma in realtà sono, nella vita della coppia, delle modalità di unione fondamentalmente diverse. La convivenza. Intanto vi sono vari tipi di convivenza. Vi è una convivenza come primo passo verso il matrimonio. Convivenza...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;">Convivenza e coppie di fatto vengono messe insieme per comodità statistica, ma in realtà sono, nella vita della coppia, delle modalità di unione fondamentalmente diverse. </span></p>
<p><span style="color: #ff6600; font-size: x-large;">La convivenza.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Intanto vi sono vari tipi di convivenza.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Vi è una convivenza come primo passo verso il matrimonio. <span style="color: #339966;">Convivenza prematrimoniale.  </span>Come dire: &#8216;Il matrimonio è una realtà troppo ardita e complessa, facciamo un passo alla volta. Per adesso conviviamo, si intende senza avere figli, in un secondo momento speriamo di fare il passo successivo: il matrimonio.&#8217;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Vi è una <span style="color: #339966;">convivenza intesa come prova.</span> Prova di come lui o lei o noi come coppia ci comporteremo in una situazione che non sia più di fidanzamento ma di matrimonio. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">A questo tipo di convivenza sono aperti soprattutto gli incerti ed i dubbiosi. Vi sono i dubbiosi nei confronti del partner. &#8216;Non mi piacciono le sorprese, meglio vedere prima come lei/lui si comporterà,&#8217; e poi decider?.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Vi sono poi i dubbiosi della realtà matrimoniale. &#8216;Chissà come è fatta o cosa succede in questa situazione di cui tutti parlano, che si chiama matrimonio, perché accettarla a scatola chiusa? Meglio provarla prima.&#8217;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">C&#8217;è infine una <span style="color: #339966;">convivenza come alternativa al matrimonio.</span> &#8216;Noi speriamo di stare insieme anche tutta la vita e di avere dei figli insieme ma, meglio lasciarsi una porta aperta, se le cose non dovessero andare bene, se il nostro amore dovesse sciogliersi come neve al sole, possiamo sempre lasciarci senza molti obblighi.&#8217; </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Approdano quindi alla convivenza soprattutto le persone insicure: di sé, dell&#8217;altro o dell&#8217;istituto matrimoniale. Vi approdano le persone che cercano e desiderano vivere e gustare qualcosa insieme piuttosto che le persone che hanno il desiderio di costruire insieme qualcosa che sia utile e importante per entrambi, per i figli che nasceranno, per la società. Qualcosa che duri nel tempo, che nel tempo si solidifichi e si espanda. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Entrambe queste situazioni psicologiche sono consequenziali alle modalità educative, mediante le quali i giovani oggi sono allevati. Un&#8217;educazione che ha come frutti perversi l&#8217;individualismo e l&#8217;edonismo. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Quando si vive con questi principi e con questo tipo di valori la persona, ogni persona, si arroga il diritto &#8211; dovere di scegliere e vivere in ogni momento ciò che le aggrada, come pure  di rifiutare e non accettare ciò che in quel momento non gli è congeniale o non più così piacevole ed interessante come prima. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il fine nell&#8217;individualismo è quello di alimentare costantemente il proprio Io. Non vi sono gli altri se non come una delle tante possibilità e strumento per soddisfare sé stessi. Non vi è progettualità; non vi è disponibilità alla lotta o al sacrificio; non vi è il concetto di dono per un ideale, dono agli altri, dono alla società.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Questo tipo di scelte nasce anche da un&#8217;educazione che tende a produrre persone fragili, immature, insicure, scarsamente determinate e motivate. Persone povere affettivamente ma anche povere nei loro ideali e nei loro sogni. Persone spaventate. Spaventate da troppe realtà negative che si muovono e si agitano attorno a loro, nella loro famiglia, nel loro cuore, nella vita delle coppie che ruotano attorno a loro. Spaventate dalle troppe liti e dalle manifestazioni di aggressività tra persone che invece avrebbero dovuto amarsi, rispettarsi ed accettarsi. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Questo tipo di scelte nasce da un&#8217;educazione che non guarda né al passato né al futuro ma che si accontenta ed è felice di vivere solo del presente. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Questo spiega perché le coppie, che prima di sposarsi hanno fatto l&#8217;esperienza della convivenza, sono meno affiatate, hanno più disaccordi profondi, si sostengono meno a vicenda, hanno più difficoltà a risolvere i problemi coniugali ed infine si separano più facilmente.</span></p>
<p><span style="color: #ff6600; font-size: x-large;">Le coppie di fatto.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nelle coppie di fatto la situazione è molto diversa. Le persone che vivono queste unioni non stanno insieme in attesa del matrimonio, non vivono assieme per sperimentare come si vive da sposati, né intendono mettere alla prova le proprie o le altrui qualità. Le persone che formano questo tipo di unioni sono certe delle proprie e altrui qualità, credono nell&#8217;indissolubilità della loro unione, hanno un piano concreto e stabile per la vita, vogliono avere una casa propria e dei figli. In esse vi è l&#8217;apertura alla procreazione, l&#8217;impegno alla fedeltà e alla stabilità della loro unione, ma non vogliono dare, a questa unione, né la forma sacramentale della chiesa, né vogliono sottostare agli obblighi e alle imposizioni dati dallo Stato. Insomma, le coppie di fatto non vogliono né la benedizione della chiesa, né quella dello Stato . </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Questo tipo di coppie ricalcano una situazione così come doveva presentarsi nei primi millenni della storia umana, quando ancora il patto tra un uomo e una donna era un patto privato, non era stato codificato da norme e regole date dalla società e dalle religioni. Norme e regole le quali, ricordiamo, sono nate e dovrebbero essere finalizzate a rendere più affidabili, solidi, stabili e duraturi questi contratti particolari. E&#8217; un ritorno alle origini che denota il disagio provato da queste persone nei riguardi di una società civile che ha imbrigliato questo istituto naturale con eccessive e pesanti implicazioni legali, con eccessive e contraddittorie norme e regole che, più che garantire confondono, più che dare solidità e stabilità sconvolgono la natura dell&#8217;istituzione e la vita delle coppie.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Entrambe queste scelte di vita familiare dovrebbero però far squillare un campanello d&#8217;allarme nei palazzi della politica, perché è la politica che ha reso l&#8217;istituto del matrimonio sempre meno appetibile, sempre più incerto, sempre più difficile da vivere serenamente ed in armonia, a causa di leggi inadeguate, contraddittorie e distruttive dell&#8217;unità familiare.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="color: #ff6600;">Tratto dal libro di Emidio Tribulato &#8220;Mondo affettivo e mondo economico &#8211; Conflitto o collaborazione&#8221;.</span></p>
<p><a href="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/mondo-affettivo-e-mondo-economico.pdf"><span style="color: #ff6600;">Per scaricare gratuitamente questo libro clicca qui.</span></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/67743/mondo-affettivo-e-mondo-economico/"><span style="font-size: large;"><span style="color: #ff0000;">Per avere in forma cartacea il libro &#8220;Mondo affettivo e mondo economico- Conflitto o collaborazione?&#8221; </span>Clicca qui.</span></a></p>
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		<title>Le funzioni della famiglia</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/03/26/le-funzioni-della-famiglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 00:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Il patto dal quale nasce la famiglia, rappresenta il migliore esempio di collaborazione ed intesa tra il mondo affettivo relazionale e quello economico e dei servizi. Nella famiglia, infatti, sono presenti ed agiscono molti elementi dell&#8217;una e dell&#8217;altra realtà. Da una parte sono innegabili...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2></h2>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/Diapositiva136.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/Diapositiva136.JPG" width="397" height="234" border="0" /></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il patto dal quale nasce la famiglia, rappresenta il migliore esempio di collaborazione ed intesa tra il mondo affettivo relazionale e quello economico e dei servizi. Nella famiglia, infatti, sono presenti ed agiscono molti elementi dell&#8217;una e dell&#8217;altra realtà. Da una parte sono innegabili gli elementi di tipo economico: entrate, uscite, mutui, bollette e tasse da pagare, dall&#8217;altra la famiglia è il centro ed il cuore pulsante del mondo affettivo, perché è nella famiglia che si muovono ed agiscono i principali attori dell&#8217;affettività e della relazione. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La famiglia, dal punto di vista psicologico, può essere definita come il luogo primario ed insostituibile di quelle relazioni di fiducia, reciprocità e dono che sono essenziali per costruire, alimentare e proteggere lo sviluppo di altri esseri umani.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Dal punto di vista sociologico essa costituisce il fondamento della totalità delle società umane e può essere definita come un insieme di due o più persone legate da vincoli di sangue, di matrimonio o di adozione, che formano un&#8217;unità economica, sono responsabili della reciproca cura e dell&#8217;educazione di eventuali figli e spesso vivono insieme nel medesimo aggregato domestico. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Sono considerate facenti parte della famiglia, come membri aggregati ad essa, anche le persone addette in maniera continuativa e stabile ai servizi domestici, nonché le altre persone che, a qualsiasi titolo, convivono abitualmente con la famiglia stessa. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Quindi nella famiglia vi sono più persone, variamente assortite, ma che insieme condividono in un patto di mutuo aiuto ed assistenza un passato e rilevanti prospettive per il futuro. Ogni uomo ha più famiglie: quella in cui è nato; quella o quelle che si sono formate dopo il suo matrimonio o in seguito alla convivenza; quella presente durante gli anni del tramonto della sua vita. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ogni famiglia lascia, nell&#8217;animo dei suoi componenti e consequenzialmente nei loro comportamenti e vissuti, dei segni indelebili, sia in senso positivo che negativo. Rimarranno allora in tutte le persone che vivono in essa, segni positivi lasciati da una realtà efficace, come rimarranno i segni negativi, lasciati da un gruppo che agisce e si relaziona in modo disfunzionale. </span></p>
<p><span style="color: #ff6600; font-size: large;">LE FUNZIONI DELLA FAMIGLIA</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Se la famiglia ha un buon grado di funzionalità ed efficienza deve poter garantire numerose prestazioni. Questa istituzione è stata, infatti, in tutti i popoli ed in tutti i secoli, il principale strumento di mediazione tra la società ed il fanciullo. Ha provveduto non solo alle necessità biologiche, ma anche a quelle psicologiche ed educative della prole. Ogni cucciolo d&#8217;uomo, infatti, per diventare una persona affettivamente ricca, matura, serena e socievole, ha bisogno di una famiglia che lo aiuti nella formazione e strutturazione della sua personalità.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La famiglia si attiva per trasmettere la cultura di base e per far maturare nei figli le capacità necessarie per una buona integrazione, in modo tale che questi possano vivere correttamente dando il loro prezioso contributo alla società.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E&#8217; quindi la famiglia un &#8216;seminarium civitatis&#8217; una istituzione naturale che &#8216;fa sorgere e fa crescere la città e dunque la società.&#8217;  Questo organismo è l&#8217;unità base affinché la società si evolva positivamente. Ma dalla famiglia dipende anche il destino dell&#8217;uomo, il suo benessere o malessere psicologico, la sua capacità di cogliere i piccoli piaceri e le gioie della vita, la capacità di dare senso alla sua esistenza.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Se le famiglie sono funzionali le future generazioni saranno forti, ricche di beni materiali, culturali, spirituali e materiali. In caso contrario saranno deboli, fragili, disturbate, malate fisicamente, psicologicamente o socialmente. La famiglia, pertanto, è il più importante capitale di ogni società umana.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nell&#8217;unione familiare, più che in altre forme di convivenza, possono dialetticamente armonizzarsi libertà e responsabilità; autonomia e solidarietà; cura dei singoli e ricerca del bene comune; forza progettuale e disponibilità all&#8217;imprevisto; sollecitudine e discrezione; sana aggressività e perdono; disponibilità alla comunicazione ma anche all&#8217;ascolto.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La famiglia, se funzionale, riesce ad assolvere a numerose ed importanti funzioni:</span></p>
<p><span style="color: #339966; font-size: large;">Funzione emotiva, affettiva e sessuale.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Essendo la famiglia luogo privilegiato degli affetti, e quindi luogo dove nascono e si sperimentano i primi sentimenti d&#8217;amore, essa ha, come fondamentale funzione, lo sviluppo delle espressioni affettive e sessuali. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Se la famiglia è funzionale riuscirà a ricreare una serie di elementi psicologici fondamentali allo sviluppo e al benessere umano, come la soddisfazione dei bisogni affettivi, la sicurezza, lo scambio dell&#8217;amore, della gioia e del piacere. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Come luogo primario dell&#8217;amore, dell&#8217;accoglienza, dell&#8217;abbraccio, della carezza, della rassicurazione, della sollecitudine, questa istituzione è dispensatrice della fiducia di fondo, del bambino, del giovane e dell&#8217;adulto, rispetto alla vita e all&#8217;ambiente sociale. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Se la famiglia riesce ad essere luogo di calore, accoglienza e amore, sarà capace di produrre nella prole capacità e possibilità affettive e relazionali notevoli, in caso contrario oltre a numerose problematiche psicologiche (nevrosi, psicosi, caratteropatie, tossicomanie ecc.) darà vita a frustrazione, impotenza, aggressività, odio e rancore. Problematiche queste che inevitabilmente saranno trasferite nel contesto sociale, creando un danno economico e di funzionalità del sistema tanto più grave quanto più numerosi e importanti sono i problemi dei suoi componenti.</span></p>
<p><span style="color: #99cc00; font-size: large;">Funzione di sostegno nelle avversità.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Se armonicamente strutturata, la famiglia riesce molto efficacemente ad essere sostegno in occasione delle tensioni connesse alle inevitabili fasi di transizione della vita: sostegno negli eventi stressanti, in caso di disabilità, di malattie, come nella vecchiaia e in presenza di lutti o perdite. </span></p>
<p><span style="color: #99cc00; font-size: large;">Funzione economica. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La famiglia è una piccola impresa tra persone che condividono e si impegnano per dei progetti comuni. Tra questi ve ne sono sicuramente anche quelli di tipo finanziario. La famiglia provvede, infatti, a procurare, con il lavoro dei suoi membri, le risorse necessarie per la vita comune: cibo, vestiti, abitazione, cure sanitarie e altre necessità materiali. Giacché con le sue spese consuma, mentre nel contempo produce reddito mediante il lavoro dei suoi componenti, è la famiglia il principale motore dell&#8217;economia. Mediante il pagamento delle tasse essa provvede alle necessità dello Stato , mentre, a sua volta, utilizza gli aiuti dello Stato  per l&#8217;assistenza ai minori, agli anziani, ai malati e ai disabili. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per Ackerman &#8216;La famiglia può essere paragonata a una membrana semipermeabile, a un involucro poroso, che permette un interscambio selettivo tra i suoi membri all&#8217;interno e il mondo esterno.&#8217; . </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il paragone è corretto. Infatti la membrana di una cellula di un corpo, ha la possibilità di aprire i suoi pori per prendere dall&#8217;esterno, dal sangue circolante, quello che le serve e nel contempo dare quello che è utile all&#8217;organismo. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La stessa membrana cellulare ha anche la possibilità di difendersi, chiudendo i suoi pori quando, nell&#8217;ambiente esterno, circolano sostanze tossiche o pericolose per il suo benessere. Allo stesso modo la famiglia dovrebbe avere la possibilità di scambiare con la società elementi utili ad entrambi, ma dovrebbe avere anche la possibilità di diminuire o chiudere questi scambi quando, all&#8217;esterno, circolano elementi deteriori, per qualcuno dei suoi membri o per tutta la famiglia. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ciò però è possibile quando vi è un unico, attento responsabile al quale è affidata la scelta su cosa scambiare, come scambiare, quando scambiare e sull&#8217;eventuale chiusura o apertura nei confronti del mondo esterno. Questo meccanismo si inceppa e risulta pertanto inidoneo, se più responsabili si attivano, a volte contraddicendosi, in queste vitali operazioni. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il paragone portato da Ackerman ci aiuta a capire anche altre situazioni che possono danneggiare notevolmente la famiglia. Se un individuo, in maniera frequente o costante, assume sostanze tossiche come potrebbero essere alcool, droghe o cibi tossici o adulterati, le possibilità della cellula di scambiare, senza correre rischi, si riducono notevolmente in quanto, da un momento all&#8217;altro, potrebbe essere messa in contatto con del materiale dannoso alla sua sopravvivenza. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Una situazione analoga è presente nella nostra società la quale, in modo assolutamente irresponsabile, non si cura di portare, mediante la TV e gli altri mass media, vicino alle famiglie e dentro le famiglie, insieme a materiale utile anche elementi molto dannosi per la vita di questa istituzione o per qualcuno dei suoi componenti più fragili e indifesi.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E&#8217; possibile, ma non è affatto conveniente, come spesso si vorrebbe e si è tentato di fare, rompere questo intimo sodalizio tra famiglia e società, in quanto le cellule hanno bisogno dell&#8217;intero organismo per vivere, ma anche l&#8217;organismo ha bisogno delle cellule per la sua salute e per la sua sopravvivenza e quindi se la famiglia, ogni famiglia, ha bisogno della società, questa, a sua volta, non può fare a meno delle famiglie. </span></p>
<p><span style="color: #99cc00; font-size: large;">Funzione riproduttiva. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">All&#8217;interno della famiglia nascono le future generazioni umane. Se le famiglie trovano nel proprio seno sufficienti capacità e all&#8217;esterno un ambiente favorevole, esse sono in grado di fornire alla società un numero di figli sufficiente a sostituire le persone decedute e ad ampliare, gradualmente, la diffusione della razza umana. In caso contrario, sia qualitativamente che numericamente, il &#8216;prodotto&#8217; di questa istituzione sarà scarso ed insufficiente a coprire anche solo le morti. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E&#8217; quello che sta avvenendo nelle società occidentali ormai da vari decenni. Il &#8216;prodotto&#8217; delle famiglie è così modesto, sia dal punto di vista qualitativo sia dal punto di vista quantitativo, che le società occidentali, per sopravvivere, hanno bisogno di un numero considerevole di uomini e donne provenienti da ambienti più poveri economicamente e culturalmente, ma più ricchi sul piano umano.  Non vi è quindi, come spesso viene strombazzato dai mass media, &#8216;un&#8217;invasione&#8217; da parte di uomini, donne e bambini che provengono dai paesi extracomunitari. Quello che avviene è un&#8217;indispensabile &#8216;sostituzione&#8217;. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Importiamo braccia e muscoli per i lavori più pesanti e umili. Importiamo cervelli per le attività di ricerca e studio. Importiamo presenza, dialogo, capacità di cura ed assistenza per i nostri ammalati in ospedale, per le nostre persone anziane, per i nostri bambini. Questo è ciò che avviene e che in realtà è sempre avvenuto nelle società ricche di mezzi materiali ma povere nell&#8217;ambito familiare.</span></p>
<p><span style="color: #99cc00; font-size: large;">Funzione assistenziale, di cura, allevamento e solidarietà sociale.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E&#8217; solo all&#8217;interno delle famiglie che le attenzioni amorevoli tra i coniugi, verso la prole, le persone ammalate, disabili o sole, hanno caratteristiche che le rendono uniche, insostituibili e particolarmente importanti. Psicologicamente, i membri della famiglia sono legati da una reciproca interdipendenza, per la soddisfazione dei bisogni affettivi. I servizi statali o quelli offerti, anzi comprati dai privati, raramente sono in grado di dare quanto promesso. Nessun servizio pubblico o privato è, infatti, capace di dare tanto e bene ad un costo così contenuto, come riesce a fare una normale sana famiglia, in quanto nessun servizio pubblico o privato riesce a creare, attorno ad un minore o alla persona ammalata, anziana, disabile, sola o bisognosa di cure, quel clima di affettuosa e attenta presenza che dà il necessario conforto, che lenisce la sofferenza, allevia i problemi, accelera la guarigione. </span></p>
<p><span style="color: #99cc00; font-size: large;">Funzione di protezione dai pericoli esterni. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La famiglia dovrebbe poter offrire a tutti i suoi membri, protezione e riparo, così da essere porto sicuro nei confronti dei fattori negativi dell&#8217;ambiente sociale nel quale è inserita. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">I pericoli presenti nell&#8217;ambiente sociale sono di vario ordine: sono pericoli di tipo fisico, ma sono soprattutto pericoli di tipo psicologico: contatto con disvalori, violenze, abusi o offese di tipo spirituale, morale e relazionale. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La famiglia, se adeguatamente preparata, aiutata e sostenuta dalle istituzioni, ha gli strumenti per riconoscerli, ha gli antidoti per neutralizzarli, ha la forza per debellarli, così da impedire danni irreparabili ai suoi membri. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Abbiamo detto &#8216;se aiutata dalle istituzioni&#8217;. E&#8217; indispensabile quindi che le istituzioni si facciano carico della protezione delle famiglie e dei loro membri, senza abbassare la guardia con la scusa della libertà di parola e di pensiero. Oggi, nelle società occidentali, questa protezione manca quasi completamente. Si ricercano e si puniscono severamente i pochi orchi pedofili, ma si lascia che un mare putrido di melma prodotto, anche a spese della comunità, invada, mediante i mass media, le menti ed i cuori di minori e adulti. </span></p>
<p><span style="color: #99cc00; font-size: large;">Funzione educativa. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">&#8216;La famiglia, al di l? delle sue diverse configurazioni, ci rimanda a quella struttura relazionale delle persone che definisce il nostro Io più vero e profondo.&#8217;  Pertanto la funzione educativa primaria e di base non può che essere affidata alla famiglia. Solo in questa le future generazioni trovano quel legame d&#8217;amore tra due esseri di sesso diverso, quell&#8217;affetto, quelle attenzioni e cure, capaci di sviluppare tutte le potenzialità dell&#8217;essere umano, in un clima di serenità, apertura alla vita, fiducia e sicurezza. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Solo in questa istituzione sono presenti quei presupposti di continuità e gradualità dei processi educativi capaci di sviluppare e far crescere persone con una stabile e sicura identità e personalità. Persone quindi non solo intelligenti e capaci ma anche serene, mature e responsabili. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Questo perché è soltanto nella famiglia che ritroviamo dei legami affettivi con quelle caratteristiche di intensità, stabilità, continuità e responsabilità. Qualità indispensabili nella formazione ed educazione delle future generazioni umane. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La funzione educativa della scuola o degli altri servizi non può che essere secondaria e sussidiaria a quella familiare, in quanto, questi servizi non hanno né la capacità, né la linearità, né la coerenza, né la responsabilità, presenti in una sana normale famiglia. Pertanto è soprattutto in questa che al bambino vengono trasmessi i valori fondamentali indispensabili per la sua esistenza e per la società. E&#8217; nella famiglia che lui impara a limitare le sue esigenze; capisce come rispettare quelle degli altri; apprende ad inserire i bisogni in una corretta scala di valori. Ed è nella famiglia che impara a comprendere che la vera libertà si nutre di responsabilità e rispetto nei confronti degli altri, di se stesso e della verità. </span></p>
<p><span style="color: #99cc00; font-size: large;">Funzione socializzante. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Essendo il gruppo primario intermedio tra l&#8217;individuo e la più vasta società, la famiglia è la più piccola cellula sociale ma anche il principale mediatore sociale. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E&#8217; nella famiglia che vengono posti i fondamenti dell&#8217;educazione all&#8217;integrazione dei ruoli sociali e l&#8217;accettazione delle responsabilità verso il più vasto mondo esterno ad essa. Ed è nella famiglia che inizia il cammino socializzante per i minori, che si amplierà e completerà poi mediante l&#8217;attività della scuola e delle altre agenzie educative. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ed è sempre in questa istituzione che viene attuato il miglior tirocinio verso la comunità e verso l&#8217;altro. Si impara a limitare i propri desideri, a confrontarli con i bisogni degli altri, si impara a riconoscere nei propri comportamenti le conseguenze positive o negative che da questi comportamenti potrebbero scaturire. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Lo sganciamento dell&#8217;individuo dai rigidi legami dati dalla rete familiare, se da una parte offre maggiore libertà nelle scelte personali del coniuge, del lavoro, della professione o della residenza, dall&#8217;altra comporta tutta una serie di conseguenze negative facilmente individuabili, come: maggiore solitudine; netto aumento di comportamenti pericolosi, errati o poco congrui; infedeltà; maggiori difficoltà nel ricomporre le liti o i problemi che si dovessero presentare nella coppia. Per tale motivo gli uomini e le donne sposati godono, in genere, di maggiore considerazione sociale, in quanto i loro comportamenti sono considerati più vicini alla norma, meno egocentrici e più orientati al benessere comune. </span></p>
<p><span style="color: #99cc00; font-size: large;">Funzione religiosa ed etica. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E&#8217; all&#8217;interno della famiglia che, nei vari popoli, si coltiva e viene espressa la religiosità più profonda e vera. E&#8217; solo in questa istituzione che gli insegnamenti morali, religiosi, etici ed i valori fondamentali del genere umano vengono trasmessi dagli adulti alle nuove generazioni, senza orpelli o grandi manifestazioni esteriori ma nel modo più intimo, profondo e vero. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nella vita di ogni giorno, tra le mura che racchiudono e uniscono le famiglie, lo spirito religioso viene trasmesso non solo come informazione culturale ma, goccia dopo goccia, è alimento prezioso ed essenziale nella strutturazione e formazione della personalità. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Non è un caso che in tutti i popoli di grande civiltà, è in seno alla famiglia che viene iniziato, alimentato e sviluppato il senso etico e religioso della vita, tanto che per la chiesa cattolica la famiglia rappresenta la &#8216;piccola chiesa domestica&#8217;. </span></p>
<p><span style="color: #99cc00; font-size: large;">Funzione di trasmissione culturale. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E&#8217; la famiglia che provvede allo sviluppo della personalità dei singoli componenti.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E&#8217; attraverso la famiglia che le fondamentali conoscenze e la cultura di base dell&#8217;umanità passano alle nuove generazioni. Mediante l&#8217;esempio quotidiano sono trasmessi gli insegnamenti riguardanti i rapporti con il prossimo, i principi educativi fondamentali per il buon vivere sociale, i valori morali, i ruoli sessuali, i compiti ed i legami generazionali.</span></p>
<p><span style="color: #99cc00; font-size: large;">Funzione di sviluppo dell&#8217;orientamento e dell&#8217;identità sessuale e personale. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La famiglia ha lo scopo di sviluppare l&#8217;identità sessuale e personale che si trova allo stato potenziale nei nostri geni. Almeno un terzo dell&#8217;identità e dei ruoli sessuali sono affidati all&#8217;ambiente affettivo relazionale nel quale il bambino vive. Questo significa che una buona parte della corretta identità sessuale necessita di idonei interventi da parte della famiglia di origine.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Basta scorrere e soffermarsi un attimo su queste che sono le sue funzioni basilari per rendersi conto che la famiglia non è un fossile storico, ma resta il migliore ed insostituibile strumento per la sopravvivenza della specie e della società. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="color: #ff6600;">Tratto dal libro di Emidio Tribulato &#8220;Mondo affettivo e mondo economico &#8211; Conflitto o collaborazione&#8221;.</span></p>
<p><a href="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/mondo-affettivo-e-mondo-economico.pdf"><span style="color: #ff6600;">Per scaricare gratuitamente questo libro clicca qui.</span></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/67743/mondo-affettivo-e-mondo-economico/"><span style="font-size: large;"><span style="color: #ff0000;">Per avere in forma cartacea il libro &#8220;Mondo affettivo e mondo economico- Conflitto o collaborazione?&#8221; </span>Clicca qui.</span></a></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Maternità e paternità</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/03/26/maternita-e-paternita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 00:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La gioia di essere marito o moglie, si accentua se il proprio ruolo si amplia anche alla paternità o alla maternità. Creare una nuova vita umana, vederla crescere, partecipare attivamente e con impegno al suo sviluppo e alla sua maturazione gratifica non solo l&#8217;istinto, ma...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">La gioia di essere marito o moglie, si accentua se il proprio ruolo si amplia anche alla paternità o alla maternità. Creare una nuova vita umana, vederla crescere, partecipare attivamente e con impegno al suo sviluppo e alla sua maturazione gratifica non solo l&#8217;istinto, ma anche il cuore e la mente.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Iniziale e primitivo strumento di apertura alla vita, è ancora una volta l&#8217;istinto. Questo rappresenta la modalità scelta dalla natura per accompagnare alla paternità e maternità anche gli individui più recalcitranti. è l&#8217;istinto un sistema primordiale, ma molto valido ed efficace, per la riproduzione della specie, ma può rappresentare un modo altrettanto efficace per lanciarsi nell&#8217;avventura di costruire e far crescere una nuova famiglia. L&#8217;istinto verso la maternità, sembra sia più forte e incisivo della ricerca della paternità. Nonostante ciò, molti uomini desiderano essere padri, ma per scopi ed in un modo diverso, da come le donne desiderano essere madri. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">ESSERE MADRE</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><img loading="lazy" decoding="async" style="cursor: -moz-zoom-in;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/Diapositiva21-1.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/BAMBINI/Diapositiva21.JPG" width="578" height="433" border="0" /></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Per le donne la maternità è qualcosa che fa parte del loro DNA. Prima di diventare pensiero razionale, è già nel loro corpo e nel loro sangue, in quanto nasce con loro. E se la donna è educata correttamente, si evolve e arricchisce con i giochi di bambina; si matura con l&#8217;identificazione con la propria madre e con le altre madri e donne; ed è presente in ogni componente del proprio corpo come del proprio spirito. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Pertanto subentrano il trauma ed il lutto quando la donna non riesce ad essere madre o quando, per gravi problemi patologici, è costretta ad interventi demolitori degli organi della riproduzione. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Molte donne bramano avere un figlio, anche se nato da un&#8217;altra donna; anche se l&#8217;età fisiologica non lo permetterebbe; anche se l&#8217;uomo che è accanto a loro non è dei migliori; o addirittura, anche quando accanto a loro non c&#8217;è nessun uomo degno e disponibile ad essere padre. Abbiamo detto prima che l&#8217;istinto verso la maternità va educato, stimolato ed aiutato a manifestarsi fino a raggiungere la ricchezza caratteristica di una buona madre. Ma non sempre ciò avviene anzi, sempre più spesso, l&#8217;istinto materno viene trascurato, irriso, svalutato, compresso a favore di altri valori e altre finalità. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Per tale motivo non sempre si presenta con tutte quelle caratteristiche indispensabili ad una buona madre. Inoltre, in molte donne, il desiderio di maternità si rattrappisce fin quasi a scomparire quando l&#8217;uomo, che è accanto a loro, non è affidabile o quando l&#8217;impegno o lo stress per la vita lavorativa e professionale al di fuori della famiglia, assorbe eccessivamente il loro tempo, la loro vita, le loro emozioni.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">ESSERE PADRE</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><img loading="lazy" decoding="async" style="cursor: -moz-zoom-in;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/Diapositiva28-1.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/BAMBINI/Diapositiva28.JPG" width="583" height="437" border="0" /></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">La motivazione dell&#8217;uomo alla famiglia, alla procreazione e il desiderio di paternità, invece, nasce e si realizza in modo diverso.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;uomo che ama progettare e poi costruire ponti, strade, macchine, strumenti, vie commerciali, nuove città e nuovi Stati, vede la famiglia come una costruzione che, per essere desiderabile e accettabile, deve possedere determinate caratteristiche, in caso contrario, per lui non ha alcun interesse. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Come una costruzione ha bisogno di un buon progetto, di architetti e operai qualificati, di un responsabile che con passione, forza e razionalità sia capace di portarla a buon fine, con delle decisioni e responsabilità ben precise, utilizzando materiali di prima scelta, così anche nell&#8217;impegnarsi alla formazione di una famiglia, l&#8217;uomo ha bisogno di trovare determinati requisiti che ritiene necessari affinché, alla fine, lo scopo sia raggiunto. E lo scopo viene raggiunto quando quello che viene costruito ha caratteristiche e qualità corrispondenti al progetto iniziale.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">I presupposti per intraprendere un percorso di responsabilità alla paternità includono quindi tutta una serie di parametri, senza i quali l&#8217;uomo non si impegna o si impegna in maniera parziale, momentanea o di malavoglia.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Intanto egli necessita di un partner affidabile e quindi di una donna che abbia certi requisiti.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Cerca una donna da amare e da cui venga amato e rispettato. L&#8217;amore include molte cose: il dialogo, il piacere di stare insieme, il sesso ma anche il sentimento, il rispetto reciproco, le reciproche attenzioni. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Cerca una donna capace di cure. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;amore include la cura per l&#8217;altro. Egli pertanto si aspetta di trovare, come compagna per la vita, una donna con caratteristiche nettamente femminili: tenera, dolce, appassionata, ma anche capace di attenzioni particolari verso di lui e verso la prole.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Cerca una donna con caratteristiche materne. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">In questa donna l&#8217;uomo deve riconoscere, in maniera chiara, sufficienti caratteristiche per essere una buona madre. Deve pertanto essere una persona matura, serena, attenta, disponibile, capace di gestire con sano criterio, con saggezza, prudenza e accortezza, la vita familiare anche dal punto di vista educativo. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Cerca una compagna di vita. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Altra caratteristica desiderata è la capacità di essere per lui compagna di vita. Non ama pertanto una donna dura, aggressiva, sempre sulla difensiva, troppo indipendente, troppo forte, troppo libera, frivola o spavalda, che ama aggredire più che accogliere. Cerca quindi una donna che accetti con responsabilità ed impegno un ruolo complementare a quello maschile. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Cerca una donna fedele. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Nella donna da amare e con la quale costruire una famiglia, cerca la fedeltà, non solo dal punto di vista sessuale e sentimentale, ma anche in relazione agli impegni assunti con il matrimonio. Una donna fedele gli assicura che i figli che nasceranno ed i sacrifici che farà saranno indirizzati e utilizzati dalla sua progenie e non da quella di un occasionale amante e che il progetto comune andrà a buon fine. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Desidera una donna che abbia sviluppato un sano senso del pudore. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Giacché, a differenza della donna che si eccita più dalle parole e dai gesti, che non dalle immagini, l&#8217;uomo si eccita più facilmente soprattutto attraverso la vista, egli giudica severamente la donna che sottolinea le sue forme o peggio, le scopre. Ama quindi una donna con un sano e alto senso del pudore.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Cerca una donna che valorizzi e rispetti le sue capacità gestionali. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">La donna da amare, inoltre, deve sapergli dare un ruolo importante nell&#8217;organizzazione e nella progettazione della vita familiare. L&#8217;uomo desidera quindi una donna che sappia accettarlo, rispettarlo e valorizzarlo come compagno prezioso e importante, anzi indispensabile, in questa splendida avventura umana. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Richiede una donna che non sia facile preda delle mode. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Poiché gli uomini tendono ad essere più tradizionalisti e quindi tendono a conservare l&#8217;esistente, essi cercano una donna che non si adatti in maniera passiva alle mode del momento, ma riesca a vedere con razionalità ed obiettività quello che è più utile per la coppia e per la famiglia.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Solo se sussistono buona parte di queste condizioni nasce il desiderio di paternità e di famiglia, in caso contrario la paternità e la famiglia per l&#8217;uomo non hanno alcun valore, non hanno alcun senso, non hanno alcun interesse. Per tale motivo difficilmente l&#8217;uomo si lascia convincere ad un cammino familiare da donne che non possiedono o nelle quali non riconosce questi requisiti. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Soprattutto lo convincono poco ed è molto recalcitrante verso donne nelle quali non vede buone capacità materne e di cura. Capacità indispensabili per gestire correttamente sia eventuali figli che una sana vita familiare. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;interesse per le capacità professionali di una eventuale compagna, è così scarso che spesso viene visto addirittura in modo negativo, in quanto l&#8217;uomo sa, e si accorge dalle esperienze delle famiglie dalle quali proviene o è circondato, che alte capacità professionali mal si accordano con buone capacità materne in quanto, alte esperienze professionali mal si legano con buone capacità di attenzioni e cure nei confronti suoi, dei suoi figli e nei confronti della rete familiare. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">In molte nazioni occidentali come l&#8217;America, la Francia, l&#8217;Italia gli uomini spesso cercano e si sposano con donne straniere, non perché siano più belle e avvenenti di quelle del proprio paese, ma nella speranza di trovare delle donne che abbiano requisiti vicini ai propri ideali. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Dovendo confrontarsi e vivere in una società consumistica, l&#8217;uomo si trova davanti ad un dilemma: da una parte, razionalmente, è attratto e capisce che un secondo stipendio in famiglia gli farebbe comodo per affrontare tutte quelle spese che la moderna società occidentale propone come spese indispensabili per vivere, dall&#8217;altra è restio ad impegnarsi in un cammino di paternità. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">La soluzione più ragionevole che vede e spesso sceglie, è quella di condividere con la compagna un impegno minimo che gli permetta lo stesso una piacevole, e se possibile intensa, vita sessuale, amicale e sociale, senza obblighi di tipo matrimoniale, limitando al massimo le nascite o abolendole completamente. Pi? tardi gli uomini arrivano al matrimonio, più tendono a posticipare la decisione di mettere al mondo dei figli, in quanto diminuisce l&#8217;entusiasmo verso la paternità, mentre nel contempo aumentano le perplessità nei confronti di una vita sociale e familiare spesso caotica. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">In questo rifiuto della procreazione l&#8217;uomo può essere d&#8217;accordo con alcuni tipi di donne che, a causa di un&#8217;educazione focalizzata sulla vita professionale e sull&#8217;edonismo, vedono nella gravidanza e nel cambiamento di ruolo, da donna a madre, una limitazione, una palla al piede che le limita nelle loro possibilità di carriera, nelle amicizie, nei piaceri, nei viaggi e divertimenti.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Per quanto riguarda il proprio ruolo all&#8217;interno della famiglia, l&#8217;istinto, oltre che il patto e la tradizione millenaria, sollecita l&#8217;uomo a chiedere di essere accettato come capo e responsabile. Egli avverte che per esprimere la sua paternità in modo pieno e completo, deve avere la possibilità di indirizzare responsabilmente i vari componenti di questa in un percorso virtuoso, stabile e sicuro, che porti a trasmettere ai figli tutte quelle informazioni e realtà che egli possiede e che potrebbero essere utili per formare un uomo e una donna maturi. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;uomo inoltre è consapevole che la selezione naturale, operata in milioni di anni, gli ha conferito determinate caratteristiche che lo rendono più idoneo della donna al compito di responsabile della famiglia. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Infatti, caratteristiche dell&#8217;uomo educato correttamente,  sono la forza morale, la determinazione, la capacità di lottare e di osare nei momenti più difficili e duri senza scoraggiarsi facilmente, senza tentennare, senza fughe dovute all&#8217;emotività e alla fragilità. Ciò permette all&#8217;uomo di superare meglio le difficoltà e di raggiungere più facilmente gli obiettivi prefissati.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Anche le altre caratteristiche maschili, come il saper dare e accettare regole e norme, la più facile e frequente linearità nei comportamenti, una visione sociale più ampia e le minori influenze che hanno su di lui le mode e gli usi del momento, possono permettergli una guida più stabile e sicura, una visione più obiettiva delle situazioni da affrontare, una migliore utilizzazione delle esperienze del passato e una più corretta programmazione del futuro. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Nonostante ciò egli, per millenni abituato a lottare, cacciare e lavorare in gruppo, sotto la direzione di un capo, è disponibile ad accettare e collaborare con un responsabile da lui rispettato, ammirato e accettato, anche se di sesso femminile. Questa donna però deve essere capace di prendere su di sé tutti gli onori e gli oneri della difficile conduzione familiare. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Il maschio, abituato a confrontarsi in ambiti sociali con ruoli piramidali, a differenza della donna che ama i ruoli paritari, cerca e chiede, nelle attività nelle quali si impegna, decisioni chiare, sicure, rapide, concrete e stabili. Pertanto, sia istintivamente, sia razionalmente, avverte un grave disagio quando è costretto ad operare in un sistema, come quello occidentale, fondato sulle responsabilità totalmente condivise. Egli, infatti, sa che, in una struttura complessa, variegata, di grande continuo impegno, come quella familiare, nella quale sono fondamentali la rapidità e la linearità delle decisioni, questa metodologia gestionale non è assolutamente funzionale agli scopi che dovrebbe assolvere. Sa, inoltre, che non sono adeguate leggi che rendano aleatorio ogni serio progetto di famiglia stabile e responsabile. Leggi che sembrano fatte apposta per dare lavoro ai peggiori azzeccagarbugli. Pertanto non è disposto ad accettare il coinvolgimento in un&#8217;impresa votata alla disgregazione e al fallimento, sia sotto l&#8217;aspetto economico che psicologico. </span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000; font-size: large;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">E&#8217; bene quindi che società ed istituzioni tengano presente che se la figura maschile all&#8217;interno della famiglia continua a diventare sempre più periferica, nell&#8217;ombra, trascurata, se si toglie all&#8217;uomo, come è avvenuto in maniera sistematica in questi ultimi decenni, ogni autorità, se non lo si mette più in grado di farsi rispettare e ubbidire, se il suo potere disciplinare all&#8217;interno della famiglia viene drasticamente ridotto, se il ruolo maschile e paterno viene sminuito, mentre nel contempo viene esaltato quello femminile e materno, non è difficile prevedere che la speranza di trovare uomini disponibili ad assumersi un serio e stabile impegno familiare si ridurr? sempre di più, fino a ritornare agli albori della storia umana quando le nuove generazioni erano allevate solo da donne, con le quali gli uomini avevano avuto unicamente dei rapporti sessuali occasionali. </span> </span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000; font-size: large;"> </span></p>
<p><span style="color: #ff6600;">Tratto dal libro di Emidio Tribulato &#8220;Mondo affettivo e mondo economico &#8211; Conflitto o collaborazione&#8221;.</span></p>
<p><a href="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/mondo-affettivo-e-mondo-economico.pdf"><span style="color: #ff6600;">Per scaricare gratuitamente questo libro clicca qui.</span></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/67743/mondo-affettivo-e-mondo-economico/"><span style="font-size: large;"><span style="color: #ff0000;">Per avere in forma cartacea il libro &#8220;Mondo affettivo e mondo economico- Conflitto o collaborazione?&#8221; </span>Clicca qui.</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cslogos.it/2025/03/26/maternita-e-paternita/">Maternità e paternità</a> proviene da <a href="https://www.cslogos.it">CS Logos</a>.</p>
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