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	<title>Società Archivi | CS Logos</title>
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	<description>Organizzazione di Volontariato volta alla ricerca psicopedagogica</description>
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	<title>Società Archivi | CS Logos</title>
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		<title>Educazione e lavoro materno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 19:42:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La minore possibilità di lasciare il lavoro quando e se la famiglia necessitava  dell&#8217;impegno femminile ed inoltre, il notevole tempo trascorso all&#8217;esterno della casa e della famiglia, hanno  comportato delle conseguenze nettamente negative. Una madre che lavora o che ha numerosi impegni ha difficoltà a...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">La minore possibilità di lasciare il lavoro quando e se la famiglia necessitava  dell&#8217;impegno femminile ed inoltre, il notevole tempo trascorso all&#8217;esterno della casa e della famiglia, hanno  comportato delle conseguenze nettamente negative. Una madre che lavora o che ha numerosi impegni ha difficoltà a rispettare i bisogni, la fisiologia ed i ritmi della vita familiare.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Nel caso abbia un bambino piccolo, è costretta a trascorrere con questi un tempo limitato anche in momenti in cui la sua presenza sarebbe stata preziosa o addirittura indispensabile. Non è facile, infatti, contemperare le necessità dell&#8217;ufficio, della fabbrica e dei lunghi estenuanti tragitti dalla casa al lavoro, in macchina, in bici, in treno, con i bisogni di un bambino che vorrebbe ancora dormire, o che desidererebbe svegliarsi dolcemente per comunicare alla propria mamma idee, necessità, ma anche paure e perplessità.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">E&#8217; difficile soddisfare le necessità di un bambino che vorrebbe lentamente aprirsi al giorno mediante le coccole della madre; che vorrebbe, mentre si alza, si lava e si veste, avvertire le mani ed i baci di una persona tenera e rilassata avvolgere il suo viso ed il suo corpo; che amerebbe, con dolcezza e senza fretta, giocare con lei o sentire raccontata una favola mentre si prepara al nuovo giorno.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">E&#8217; facile pensare a quello che può provare un bambino, nell&#8217;essere svegliato prima del tempo, trascinato via dal suo caldo lettino, vestito in fretta, spinto a mangiare rapidamente con mille rimproveri o con molte minacce e preghiere.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Non è difficile immaginare la frustrazione di un bambino impossibilitato a dialogare con la madre nel momento delicato del risveglio, trascinato via dalla sua casa, dal suo ambiente, dai suoi balocchi.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Non è difficile immaginare la sofferenza di un bambino legato sui sedili posteriori della macchina come un pacco; come un pacco sballottato nella corsa frenetica dell&#8217;auto da una parte all&#8217;altra della città, verso una meta non voluta, non richiesta, non desiderata, rappresentata dall&#8217;asilo nido   e, nei migliori dei casi, dalla casa di nonni compiacenti, ma anche esausti a causa di responsabilità ed impegni eccessivi.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Non è difficile immaginare la sua tristezza e frustrazione nell&#8217;inserirsi improvvisamente, appena sveglio, in un ambiente caotico come la città e quindi, subito dopo, in un luogo non rassicurante, intimo, caldo come la propria casa. Un luogo in cui non ritrova gli oggetti conosciuti e amati: la sua stanza, il proprio lettino, i suoi mobili, i fratellini, i giocattoli. Tutte cose ricche e cariche di conforto e sicurezza, al contrario dei luoghi, degli oggetti e delle persone con cui spesso è costretto a relazionarsi: estranei e senza un vero e profondo rapporto d&#8217;amore, di confidenza e d&#8217;intimità.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Tutto ciò, purtroppo, diventa necessario, anzi indispensabile e deve essere accettato, o meglio subìto, giorno dopo giorno, per anni.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Non dovrebbe essere difficile immaginare la frustrazione di un bambino al quale non è possibile dare l&#8217;ascolto necessario, poiché, per dialogare non bisogna avere fretta, né si può correre, con la mente agitata dai bisogni.  Correre con l&#8217;ansia e la paura di essere rimproverati: dal capoufficio, dal datore di lavoro, dagli altri colleghi. Correre con la paura di essere licenziati se non si arriva a tempo o se si sottrae energia e spazio al lavoro; né si può dialogare efficacemente con una madre che ritorna dal lavoro, già stanca, oppressa dalla fatica e dalla tensione. Non si può dialogare efficacemente con una madre snervata dai problemi, dalle difficoltà relazionali con i capi, con i colleghi di lavoro. Già nuovamente impegnata a pulire, a spolverare e cucinare per garantire ai figli e alla famiglia, il soddisfacimento delle necessità indispensabili. Già pronta a correre per andare dai medici, fare la fila nelle farmacie o nei supermercati. Già in macchina per portare i figli alle varie attività: doposcuola, palestra, scout, parrocchia, ecc..</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">E&#8217; una continua corsa contro il tempo, ma anche contro se stessi, contro la possibilità di godere le gioie della maternità, il piacere di un rapporto intimo con i figli, la gioia di un dialogo tenero con loro.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Si dice spesso: &#8216; Non è importante la quantità del tempo che la madre trascorre con i figli, quanto la qualità di questo tempo.&#8217; Purtroppo, nel caso di un intenso impegno lavorativo esterno o d&#8217;impegni sociali pressanti, ne scade sia la quantità sia la qualità.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">  Per quanto riguarda quest&#8217;ultima è bene ricordarci che la quantità d&#8217;energia psichica che abbiamo non la possiamo aumentare a dismisura, né creare dal nulla. Possiamo e dobbiamo invece utilizzarla nel miglior modo possibile facendo delle scelte; e se essa è stata sottratta dal lavoro o dagli altri impegni ludici, sociali o politici, rimane ben poco per la relazione, per l&#8217;ascolto e l&#8217;intesa con i nostri cari. Don Mazzi così descrive la situazione di molte famiglie: &#8216;I bambini dei quartieri delle metropoli sono tutti orfani bianchi. Il papà e la mamma escono il mattino, per recarsi al lavoro. Con lo stipendio solo, si dice, in città non si può sopravvivere. Trovano il panino e il cappuccino sul tavolo, il pranzo nel frigo, la brioche  nello zainetto della scuola. Un bacetto quasi finto, mentre si stavano svegliando, ha indicato loro che era ora di alzarsi.&#8217; </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">La qualità dell&#8217;apporto scade anche perché gli impegni e le attività esterne,  assorbendo e condizionando pensieri e riflessioni,  portano ad un progressivo estraniamento rispetto ai temi riguardanti i bisogni e le necessità di accudimento, dialogo e attenzione  dei minori. Questi bisogni vengono vissuti non più in maniera istintiva ed empatica ma in modo freddo e razionale.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Quanto abbiamo detto mi fa pensare al caso di una bambina  che abbiamo dovuto affrontare qualche anno fa. Questo caso potremmo chiamarlo della &#8216;bambina miracolata.&#8217;</span></span></p>
<p><span style="color: #ff00ff; font-size: medium;"><em><span style="font-size: medium;">IL CASO DELLA BAMBINA MIRACOLATA.</span></em></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><em><span style="font-size: medium;">Un giorno venne all&#8217;osservazione della nostra equipe medicopsicopedagogica una bambina di tre anni. Ben sviluppata dal punto di vista fisico rispetto alla sua età, appariva nell&#8217;aspetto una bella bambina sana e vivace. Era figlia di genitori di ottima estrazione sociale e culturale: il padre aveva due lauree e così la madre. Entrambi i genitori mi dissero subito di essere super impegnati nelle attività lavorative. Quando ancora io stesso non mi ero lasciato sedurre dal telefonino cellulare che ora tengo, per  la disperazione di mia moglie e dei miei figli, ben conservato in un cassetto, la madre con orgoglio mi fece vedere di averne due: uno per le attività d&#8217;ufficio e uno per ricevere le chiamate di amici e familiari. Mi esposero il loro problema sintetizzandolo in poche parole: &#8216;La bambina nonostante abbia più di tre anni ancora non parla.&#8217;</span></em></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><em><span style="font-size: medium;">Non vi erano, nelle notizie riguardanti la gravidanza e la nascita, segni che potessero far pensare ad una patologia cerebrale pre o post natale. La bambina sembrava sentire benissimo e anche i test per evidenziare  il suo sviluppo intellettivo evidenziavano delle capacità logiche e percettive nella norma. Tra l&#8217;altro non sembrava una bambina abbandonata, la madre affermava che la bambina era sempre con lei per parecchie ore al giorno. Eppure non parlava. Imbarazzati in quanto non riuscivamo a fare uno straccio di diagnosi, io e gli altri membri dell&#8217;equipe, ci guardavamo in faccia, sperando che qualcuno riuscisse a capire l&#8217;origine di questa strana patologia. Poi, come per un&#8217;improvvisa illuminazione divina, le feci una domanda che raramente faccio ai genitori: &#8216;Ma voi avete insegnato a parlare a questa bambina?&#8217; Sia il padre che la madre mi guardarono stupiti. &#8216;Mi scusi ma perché avremmo dovuto insegnarle a parlare? Noi sappiamo che i bambini normali verso i tre anni parlano, lei non lo fa e per questo che noi ci siamo preoccupati e siamo venuti da lei.&#8217; Ripetei la domanda spiegando cosa significasse insegnare a parlare, la madre mi guardò quasi offesa e rispose stizzita :&#8217; Dottore ma veramente lei pensa che con tutto il da fare che ho io avrei mai potuto fare quello che lei mi dice? Forse non ha capito, io ho due lavori che mi impegnano anche quando sono a casa. Ecco perché porto due telefonini. La bambina sta sempre con me, anche quando vado dai clienti la porto nel sedile posteriore della macchina, ma certo non potevo mettermi a fare quelle cose che lei mi dice. Io e mio marito pensavamo che i bambini ad una certa età parlassero e basta.&#8217;</span></em></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><em><span style="font-size: medium;">Capendo che non era proprio il caso di infierire cominciai a spiegare loro un programma che avrebbe dovuto aiutare la bambina ad acquisire il linguaggio. Si trattava soltanto di farle ripetere delle parole prendendo spunto da immagini  semplici e colorate. Sapendo che entrambi i genitori avevano una cultura basata soprattutto sui numeri ed i calcoli, con pignoleria descrissi quante volte e per quanti minuti ogni giorno bisognava sottoporre la bambina a quel programma &#8216;speciale.&#8217;</span></em></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><em><span style="font-size: medium;">Dopo un mese circa i genitori e la bambina ritornarono per un controllo. Chiesi come andavano le cose e la madre: &#8216;Dottore è un miracolo, adesso la bambina parla.&#8217; Da allora quando vi sono casi simili dico scherzando ai miei collaboratori che si tratta di un altro caso che necessita di un intervento miracoloso!</span></em></span></p>
<h3><a href="https://www.lafeltrinelli.it/educazione-negata-malessere-educativo-nelle-libro-emidio-tribulato/e/9788878202153"><strong>Tratto dal libro &#8220;L&#8217;educazione negata&#8221; di Emidio Tribulato. Per richiedere questo libro clicca qui. </strong></a></h3>
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		<title>Aumento dei disturbi psichici</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/04/01/aumento-dei-disturbi-psichici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 19:42:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non è facile quantificare e mettere in relazione i disturbi psichici per evidenziare un loro aumento o loro diminuzione nel tempo e ciò per vari motivi: a)    la classificazione anche mediante l&#8217;uso di strumenti creati a questo scopo come i vari DSM, non sempre avviene...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1></h1>
<p><span style="font-size: medium;">Non è facile quantificare e mettere in relazione i disturbi psichici per evidenziare un loro aumento o loro diminuzione nel tempo e ciò per vari motivi:</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">a)    la classificazione anche mediante l&#8217;uso di strumenti creati a questo scopo come i vari DSM, non sempre avviene in maniera corretta;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">b)    la valutazione quantitativa dei sintomi stessi è spesso affidata alla sensibilità ed agli strumenti comunicativi del paziente e del medico;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">c)    il maggior o minore uso di psicofarmaci, può essere causato, come per un qualsiasi prodotto, da un maggiore o minore benessere economico, dalla pubblicità che li accompagna, dalla maggiore o minore restrizione legislativa nella compilazione delle ricette dettata dai vari stati e governi.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nonostante ciò, la sensazione che gli addetti ai lavori hanno (psichiatri, psicologi, pedagogisti), è che siano in netto aumento, nell&#8217;età evolutiva, i disturbi pervasivi dello sviluppo: autismo e disturbi aspecifici; i disturbi affettivi; la sindrome disattentivo-ipercinetica; i disturbi della condotta; i disturbi d&#8217;ansia; i disturbi del comportamento alimentare (anoressia e bulimia).    Negli adulti sono in aumento i disturbi del sonno e della sfera affettiva: le depressioni, spesso accompagnate dalle sindromi ansiose.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Le citazioni che seguono ci possono dare un&#8217;idea della problematica.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">&#8216;<em>La depressione costituisce una condizione patologica molto frequente, con una prevalenza che giunge fino al 8% nella popolazione generale. Questo disturbo è anche associato all&#8217;emergenza di gravi deficit in svariate aree di funzionamento (familiare, lavorativo, sociale) e ad un elevato rischio di mortalitè, dovuto principalmente alla possibile messa in atto di condotte suicidarie.&#8217;</em> G. Levi &#8211; G. Meledandri, Epidemiologia dei disturbi psicopatologici nell&#8217;età evolutiva, FM 3 &#8211; 1994 , 11/75 e seguenti.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">&#8216; <em>I tassi di prevalenza, indicati negli studi dell&#8217;ultimo decennio, mostrano una generale tendenza ad una maggiore diffusione dei disturbi dell&#8217;affettività in età giovanile. In ascesa sono anche, come sarà detto in seguito, i dati inerenti al parasuicidio e al suicidio e i legami tra queste situazioni di emergenza e la depressione in senso lato sono noti.&#8217; </em></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Secondo un&#8217;indagine dell&#8217;Eurisco riportata dal prof. Bosio   nel 1986 soffriva di insonnia il 21,2% degli italiani, due anni dopo, nel 1988 soffriva d&#8217;insonnia il 24,9% degli italiani. Rimaneva invece in pratica invariata al 40% il numero delle persone che soffrivano di tensione e stress.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">&#8216; Lo stress da lavoro, l&#8217;ansia, la vita logorante. Parole entrate a far parte ormai del vocabolario d&#8217;uso quotidiano, e a buon motivo. Il 70/80%, infatti, della popolazione dei paesi industrializzati ha sofferto almeno una volta nella vita di manifestazioni che si accompagnano all&#8217;ansia. Sudorazione, paura immotivata, timore di imprevisti, sensi di colpa.&#8217; </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">&#8216; L&#8217;aumento del tentato suicidio in età evolutiva, che si registra in tutti i paesi industrializzati ne ha fatto un problema di primaria importanza, tanto che dal 1989 è considerato negli Stati Uniti un problema nazionale di salute mentale.&#8217;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> &#8216;In un&#8217;indagine del centro ricerche sociologiche Labos sulla condizione giovanile si rileva che il 43% dei giovani in età compresa tra i 15 e i 20 anni ha grossi problemi affettivi e relazionali entro la famiglia, il che vuol dire che circa la metà delle famiglie con figli adolescenti non riesce a dare un adeguato supporto affettivo ai propri ragazzi. E questo costituisce un elemento di fragilità dei legami familiari che poi produce conseguenze di disagio. Infatti, per molti studiosi la povert? entro la rete familiare, soprattutto per quanto riguarda la situazione dei giovani, va misurata non soltanto per quanto riguarda cifre di consumi o di reddito disponibile, ma anche di relazioni affettive e di esclusione sociale.&#8217;  </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">&#8216; Nella casistica dell&#8217;autore del presente articolo, è stata riscontrata depressione nel 12,6% dei soggetti esaminati, cioè in 76 dei 600 pazienti abituali (360 donne e 240 uomini), che frequentano tale studio medico. Nielsen e Williams hanno riscontrato in pratica la stessa incidenza (12%) nello studio da loro svolto sull&#8217;assistenza medica ambulatoriale. Essi ritengono che la sindrome depressiva, spesso non sia diagnosticata: il 50% dei depressi che hanno formato oggetto del loro studio non erano stati riconosciuti come tali dal loro medico curante. Sempre secondo la statistica dell&#8217;autore, la depressione nelle donne è stata cinque volte più frequente rispetto agli uomini. &#8216; </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">&#8216; Elemento comune di tutti questi studi è stato quello di ribadire e amplificare ulteriormente il dato, già segnalato negli anni 50, di un&#8217;altissima prevalenza delle patologie legate ad ansia e depressione.&#8217; </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">&#8216; I dati sono allarmanti. Stando alle statistiche diffuse dal comitato dei cittadini per i diritti dell&#8217;uomo negli ultimi 5 anni negli Stati Uniti il numero dei bambini che si sono suicidati è aumentato del 600%.&#8217;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La sofferenza psichica si manifesta anche mediante le risposte dirette ai questionari del rapporto Asper: il 22,2% dei maschi ed il 23,4% delle femmine tra i 15 ed i 25 anni dichiara di avere sofferto di crisi depressive; il 28,7% dei maschi ed il 31,0% delle femmine dichiara di avere sofferto senso di solitudine e abbandono. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;aumento dei disturbi psichici (ansia e depressione) nella società occidentale contemporanea è soprattutto appannaggio della popolazione femminile e dei minori. Questo la dice lunga sia sui &#8216;miglioramenti della condizione femminile&#8217; dopo gli anni dell&#8217;emancipazione, sia sul futuro della società umana costituito dai bambini; ma dà anche delle indicazioni di tipo economico a quei politici e finanzieri che ragionano in termini di denaro. Una condizione psichica sfavorevole della popolazione comporta, e comporterà ancora di più nel futuro, dei costi sociali, relazionali ed economici considerevoli che tenderanno a perpetuarsi e ad accentuarsi nel tempo.</span></p>
<p><span style="color: #800000; font-size: medium;">A.    Costi economici.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> Il disturbo psicologico ha dei costi economici notevoli che solo negli ultimi anni si è riuscito a valutare e quantificare correttamente, tanto che l&#8217;Organizzazione Mondiale per la Sanit? indica la depressione, e le malattie mentali come il gruppo di patologie che provocano i costi più alti per la società. Una persona in preda all&#8217;ansia, o alla depressione ha spesso necessità di terapie che si protraggono per anni; si assenta più frequentemente dal lavoro per visite mediche e ricoveri; rende notevolmente meno nella sua attività rispetto ad una persona serena ed equilibrata; infine spesso, una persona con disturbi psicologici inquina l&#8217;ambiente di lavoro con la sua tensione, il suo scetticismo, l&#8217;aggressività, la chiusura, l&#8217;apatia. Per tali motivi, anche l&#8217;impegno di chi gli sta attorno, tende a scadere. Se a questi si aggiungono i costi economici indiretti dovuti alle problematiche relazionali e sociali ci si accorge che le società miopi, che impegnano buona parte delle proprie energie nelle attività produttive ed economiche, nel tempo vengono ad essere pesantemente punite proprio negli aspetti finanziari che sono loro più cari.</span></p>
<p><span style="color: #800000; font-size: medium;">B. Costi relazionali.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Una persona con problematiche psicologiche di una certa rilevanza ha difficoltà ad instaurare un rapporto affettivamente sereno, maturo, stabile, impegnato, aperto alla vita; anche quando ci riesce e quindi le si apre la possibilità del matrimonio o della procreazione, porta inevitabilmente i suoi problemi psicologici nel rapporto di coppia e nell&#8217;attività educativa con conseguenze disastrose sul benessere psicologico della famiglia, dell&#8217;altro coniuge e dei minori.</span></p>
<p><span style="color: #800000; font-size: medium;">C.    Costi sociali.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">I costi dovuti all&#8217;impatto sociale possono essere molto pesanti quando personalità disturbate riescono ad assumere importanti ruoli politici, in quanto tendono ad utilizzare le altre persone ed il potere che detengono in modo incongruo e gravemente distruttivo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">D&#8217;altra parte anche i comportamenti asociali spesso hanno come protagonisti delle personalità disturbate, fragili, introverse.</span></p>
<h3><a href="https://www.lafeltrinelli.it/educazione-negata-malessere-educativo-nelle-libro-emidio-tribulato/e/9788878202153"><strong>Tratto dal libro &#8220;L&#8217;educazione negata&#8221; di Emidio Tribulato. Per richiedere questo libro clicca qui. </strong></a></h3>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></span></p>
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		<item>
		<title>Le cause dell&#8217;abbandono del mondo degli affetti</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/04/01/le-cause-dellabbandono-del-mondo-degli-affetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 19:42:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  L&#8217;abbandono del mondo degli affetti ha varie cause.   Intanto è  facile capire il mancato coinvolgimento e sostanziale impegno maschile: 1.    L&#8217;uomo anche se educato dalle nuove madri ad  &#8216;aiutare la donna nella gestione della casa e dei bambini&#8217;, non ha sviluppato e non...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2></h2>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;abbandono del mondo degli affetti ha varie cause.</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter" style="cursor: -moz-zoom-in;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/Diapositiva54.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/ADULTI/Diapositiva54.JPG" width="288" height="216" border="0" /></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Intanto è  facile capire il mancato coinvolgimento e sostanziale impegno maschile:</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">1.    L&#8217;uomo anche se educato dalle nuove madri ad  &#8216;aiutare la donna nella gestione della casa e dei bambini&#8217;, non ha sviluppato e non avrebbe mai potuto sviluppare se non modificando sostanzialmente i suoi componenti genetici, quelle qualità materne indispensabili per un reale impegno a favore del mondo degli affetti. Vi è infatti una notevole differenza tra il lavare dei piatti o cambiare il pannolino ad un bambino e vivere in senso pienamente materno il rapporto con i propri figli, i parenti, la casa e le relazioni. Tra le due cose vi è la stessa differenza che corre tra il fare un&#8217;iniezione o medicare una ferita e fare il medico. Fare il medico nasce da una vocazione, da lunghi studi, da grandi applicazioni, tirocinio  ed esperienze. Tutte queste cose non si acquistano solo perché qualcuno ti dice che è tuo dovere averle ed esplicarle.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">2.    L&#8217;uomo non può avere alcun interesse, se non la spinta dal suo &#8216;dovere&#8217;, verso un ruolo disdegnato dalle donne e dalla società. Verso un ruolo considerato privo d&#8217;interessi, inferiore, noioso, castrante.</span></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter" style="cursor: -moz-zoom-in;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Diapositiva2-2.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/ADULTI/Diapositiva2.JPG" width="294" height="220" border="0" /></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per la donna, invece, questo abbandonare progressivamente ma inesorabilmente, il mondo degli affetti e delle relazioni ha delle cause più difficili da immaginare. La donna è molto propensa e sensibile ai cambiamenti, pertanto è facile che ella sposi ogni proposta che tenda a modificare il suo status quo, specialmente se a questo cambiamento si convertono le altre donne a lei vicini. D&#8217;altra parte è meglio cambiare quando al cambiamento è collegato un maggior potere, maggior prestigio sociale ed una maggiore autonomia.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;abbandono sempre maggiore del mondo degli affetti per il mondo della produzione è dovuto al fatto che quando le donne si sono trovate a competere con altre donne e altri uomini negli uffici come nelle fabbriche o nella scuola si sono sentite costrette a sposare pienamente le regole, i valori e le norme di questo mondo se volevano sconfiggere gli avversari. Contemporaneamente erano spinte a fuggire dal mondo degli affetti in quanto non sentendosi adeguate per scarsa preparazione non riuscivano a gestirle bene e quindi le frustrazioni le spingevano verso l&#8217;altro campo per il quale decenni di studio le avevano preparate. D&#8217;altra parte era un campo ricco di opportunità sentimentali e sociali e questo lo rendeva attraente ed interessante. Ancora le case all&#8217;interno di anonimi palazzi avevano diminuito di molto la possibilità di una vita amicale, sociale e interfamiliare. Gli appartamenti protetti da porte di acciaio diventavano dei bunker dai quali difendersi ma anche delle prigioni. I parenti presenti nella parte opposta della città o in altra città erano irraggiungibili e lontani.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Eppure nonostante queste realtà siano ben visibili e brucino sulla pelle e sul cuore di milioni di persone continuiamo ad illuderci che il disagio attuale sia un fatto passeggero dovuto alla lentezza di adattamento degli uomini, delle donne e dei bambini. Continuiamo ad illuderci che l&#8217;uomo e la donna troveranno per miracolo divino una soluzione a questi problemi.  L&#8217;illusione a cui vogliamo aggrapparci è ancora più tragica se si pensa che coinvolge decine di nazioni e milioni di persone. Non solo ma ci sembra tanto bella ed importante che vogliamo esportarla presso i popoli che &#8216;poverini&#8217; non l&#8217;hanno ancora accettata.   </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Sono numerose le leggi che non sostengono la funzione familiare e la coppia. Per i legislatori l&#8217;unica scusante che riusciamo a trovare è che non sempre si riesce a capire o ad essere consapevoli delle conseguenze negative che una certa legge o norma può avere nel tempo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Gli esempi potrebbero essere moltissimi. Alcune perle si trovano già nel nuovo diritto di famiglia quando, dopo aver annunciato che marito e moglie hanno gli stessi diritti e doveri sia reciprocamente, sia nei confronti dei figli, per cui devono trovare &#8216;democraticamente e attraverso il dialogo&#8217; un accordo per ogni scelta della famiglia, immaginando già le mille ed una situazione in cui i due coniugi quest&#8217;accordo non riescono proprio a trovarlo, inserisce, come deus ex machina, il giudice di famiglia con il compito di decidere per loro in caso di controversie sulle scelte educative e di vita della famiglia. In queste situazioni, delle due l&#8217;una: o al giudice di famiglia è data ospitalità in una stanza dell&#8217;abitazione coniugale così che possa vivere e capire le realtà psicologiche, economiche, relazionali, educative che portano ad una scelta piuttosto che ad un&#8217;altra o Giovannino, per il cui inserimento all&#8217;asilo i coniugi litigano, dovrà attendere la maggiore età prima di sapere se potrà frequentare la scuola materna statale o l&#8217;asilo privato sotto casa. Ma anche Francesco prima di comunicare all&#8217;amico Marco che ha avuto il permesso di andare alla sua festa dovrà attendere pazientemente che il giudice, sentite le parti, acquisiti i pareri dei periti, e le arringhe degli  avvocati che rappresentano rispettivamente i coniugi, emetta la sentenza definitiva!</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ritornando al discorso sull&#8217;adattamento, se un fabbricante di auto per imperizia o per risparmiare, usa materiali o pezzi non adatti allo scopo, non può stare con le mani in mano aspettando che la macchina &#8216;si adatti&#8217;. Deve invece necessariamente chiedersi quali sono stati gli errori fatti, cosa è che non funziona e perché. Solo così avrà la possibilità di mettere sul mercato delle auto che assolvano al loro compito efficacemente. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">In caso contrario? </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">In caso contrario c&#8217;è da aspettarsi soltanto il fallimento e la chiusura degli stabilimenti.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Tutte le società che non sanno costruire e proteggere delle buone famiglie, sono destinate a perire per essere sostituite da quelle che sanno fare questo. </span></p>
<h3><a href="https://www.lafeltrinelli.it/educazione-negata-malessere-educativo-nelle-libro-emidio-tribulato/e/9788878202153"><strong>Tratto dal libro &#8220;L&#8217;educazione negata&#8221; di Emidio Tribulato. Per richiedere questo libro clicca qui. </strong></a></h3>
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		<title>I ruoli maschili e femminili</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/04/01/i-ruoli-maschili-e-femminili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 19:42:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo la definizione del sociologo Neil J. Smelser:    &#8216;Un ruolo consiste nelle aspettative che si creano riguardo al comportamento di una persona quando questa si trova in una certa posizione all&#8217;interno di un gruppo.&#8217; A volte siamo noi stessi che ci affidiamo un ruolo per...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;">Secondo la definizione del sociologo Neil J. Smelser:    &#8216;Un ruolo consiste nelle aspettative che si creano riguardo al comportamento di una persona quando questa si trova in una certa posizione all&#8217;interno di un gruppo.&#8217;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">A volte siamo noi stessi che ci affidiamo un ruolo per trovare in esso piacere, gratificazione e realizzazione.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Altre volte, all&#8217;interno di un gruppo, il ruolo può esserci affidato, concordato o democraticamente scelto. In altri casi è la società, in una visione ampia e complessiva delle necessità del singolo e del gruppo che si aspetta da noi qualcosa. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per tale motivo il ruolo di ognuno di noi può nascere dalla necessità e dai bisogni del singolo, del gruppo o della società. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff6600; font-size: large;"><strong>I RUOLI MASCHILI E FEMMINILI NELLA STORIA</strong></span><br />
</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;ideologia corrente nella società occidentale, che ha fatto propri gli assunti delle femministe, vorrebbe che i ruoli fossero nati da un&#8217;appropriazione, da parte del maschio, di compiti importanti, liberi e gratificanti. L&#8217;uomo, secondo la stessa tesi, avrebbe lasciato per la sua compagna &#8211; schiava, gli incarichi più subordinati, poveri, ripetitivi, scarsamente gratificanti.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">All&#8217;uomo quindi la caccia, la pesca, le imprese guerresche, i commerci, le esplorazioni, la politica, i grandi piacevoli spazi offerti dall&#8217;arte, dalla cultura e dal piacere. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Alla donna il dolore ed i rischi della procreazione, l&#8217;impegno continuo e costante dell&#8217;allevamento dei figli e per finire la schiavitù delle incombenze domestiche, sempre uguali, noiose, tediose, umilianti, all&#8217;ombra di un marito &#8211; padrone, mai sazio, mai contento, mai pago, mai gratificante. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per cui, finalmente, nella seconda metà del novecento, in seguito ai movimenti di liberazione della donna portati avanti dal femminismo si è avuto l&#8217;affrancamento dalla schiavitù e dall&#8217;oppressione maschile. Si è conquistata, dopo gloriose battaglie, l&#8217;uguaglianza e la parità, in tutti i campi: nel lavoro, dentro e fuori della casa, nei rapporti sessuali e affettivi, nella politica, nel costume e nella società. Finalmente, alle soglie del terzo millennio, il sesso ed il piacere, appannaggio solo dell&#8217;uomo entrano vivificanti nella vita quotidiana della donna. Finalmente la donna è uguale all&#8217;uomo, ha i suoi stessi diritti e compiti, s&#8217;inserisce nelle stesse attività del sesso forte, s&#8217;impegna in maniera egualitaria nella casa, sceglie se avere o no dei figli e quale ruolo esercitare nella loro educazione e poi lotta strenuamente contro gli ultimi maschilisti affinché non una di queste &#8216;conquiste&#8217; sia messa in discussione.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><img decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/24506.jpg" width="582" height="380" border="0" /></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff6600; font-size: large;">IL LAVORO FEMMINILE</span><br />
</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La realtà ad un esame appena più approfondito appare diversa, giacché, ad esempio, la donna ha sempre lavorato. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> Dire come spesso viene detto oggi e non solo in campo femminista, che la donna soltanto negli ultimi decenni ha iniziato a lavorare è un errore grossolano. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ella ha sempre lavorato: all&#8217;interno della famiglia, come madre, moglie, casalinga; all&#8217;esterno per la comunità, il clan, il villaggio, la città in cui viveva. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il suo lavoro era però diverso per quantità e qualità rispetto a quello attuale.</span></p>
<p><span style="color: #339966;"><em><span style="font-size: large;">Il lavoro della donna ieri.</span></em></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">1.    Il suo impegno lavorativo aveva più le caratteristiche di un lavoro autonomo che di un&#8217;attività subordinata. Moglie o figlia di contadino, negoziante, allevatore, poteva dedicarsi al lavoro all&#8217;esterno della casa e della famiglia quando voleva, se voleva e poteva, tenendo presente le proprie condizioni personali e familiari. Lo stesso avveniva per le attività effettuate in casa, come la camiciaia, la sarta, la vasaia. Poteva iniziarli e finirli a proprio piacimento in rapporto alle necessità della procreazione e della cura degli abitanti della casa ai quali era dato un valore prioritario e privilegiato. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">2.    Le attività lavorative esterne alla propria famiglia erano spesso effettuate in regime di part &#8211; time. I proventi non si sostituivano, ma si aggiungevano, quando c&#8217;erano, a quelli del marito. Per tali motivi se voleva, se era necessario, poteva trascurare le varie attività esterne per dedicarsi all&#8217;impegno considerato principale e di base, che era quello affettivo, relazionale, educativo, d&#8217;assistenza e cura all&#8217;interno della casa e della famiglia. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">3.    Erano diversi anche i luoghi del lavoro.  Le attività lavorative, non prettamente domestiche, erano spesso effettuate nella stessa casa o nell&#8217;ambiente viciniore. Ciò sempre allo scopo di permettere una vicinanza continua e costante, anche fisica, con i figli, con la casa, con l&#8217;ambiente domestico.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">4.    Non era svolto con estranei ma con gli altri uomini o donne della famiglia o del vicinato. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="color: #339966;"><em><span style="font-size: large;">Il lavoro della donna oggi.</span></em></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il lavoro in cui la donna oggi è coinvolta è diverso come abbiamo detto per quantità, ma soprattutto è diverso per qualità.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">1.    Assorbe la donna per numerose ore al giorno.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">2.    E&#8217; svolto lontano da casa. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">3.    Spesso è un lavoro dipendente. Ciò significa che c&#8217;è un datore di lavoro esterno alla famiglia, ai bisogni, ai problemi della donna. Un datore di lavoro per il quale le necessità e gli impegni educativi e di cura hanno scarso interesse, giacché sono preminenti il profitto e la gestione economica dell&#8217;azienda. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">4.    Molti dei lavori in cui oggi la donna è impegnata sono inoltre svolti in compagnia di persone estranee alla famiglia.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">5.    Dal punto di vista dell&#8217;apporto economico il lavoro della moglie spesso è di consistenza uguale se non superiore a quello del marito.</span></p>
<p><span style="color: #339966;"><em><span style="font-size: large;">Conseguenze positive</span></em></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;economia delle società occidentali ha avuto un grande apporto dal lavoro femminile. Sicuramente le industrie, soprattutto inizialmente quelle tessili e manifatturiere e le ditte disseminate in ogni parte del mondo, hanno utilizzato il prezioso apporto di manodopera a basso costo, per il loro sviluppo. Quest&#8217;apporto di manodopera femminile si è tradotto in un maggior benessere economico, sia per le singole famiglie sia per la società nel suo insieme. Ciò ha allontanato sempre di più lo spettro della miseria, della fame e del bisogno. Inoltre, l&#8217;inserimento di qualità squisitamente femminili in lavori in cui queste doti sono preziose, come la scuola e le altre attività educative, sociali e assistenziali ha comportato, almeno inizialmente, un modo diverso, più vicino ai bisogni affettivi, nella gestione di questi servizi. </span></p>
<p><em><span style="color: #339966; font-size: large;">Conseguenze negative nei confronti dei figli.</span></em></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nel caso di un intenso impegno lavorativo o d&#8217;impegni sociali pressanti, scade sia la quantità sia la qualità dell&#8217;apporto materno. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La minore possibilità di lasciare il lavoro quando e se la famiglia necessitava  dell&#8217;impegno femminile ed inoltre, il notevole tempo trascorso all&#8217;esterno della casa e della famiglia, hanno invece comportato delle conseguenze nettamente negative. Una madre che lavora o che ha numerosi impegni ha difficoltà a rispettare i bisogni, la fisiologia ed i ritmi della vita familiare. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nel caso abbia un bambino piccolo, è costretta a trascorrere con questi un tempo limitato anche in momenti in cui la sua presenza sarebbe stata preziosa o addirittura indispensabile. Non è facile, infatti, contemperare le necessità dell&#8217;ufficio, della fabbrica e dei lunghi estenuanti tragitti dalla casa al lavoro, in macchina, in bici, in treno, con i bisogni di un bambino che vorrebbe ancora dormire, o che desidererebbe svegliarsi dolcemente per comunicare alla propria mamma idee, necessità, ma anche paure e perplessit?. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E&#8217; difficile soddisfare le necessità di un bambino che vorrebbe lentamente aprirsi al giorno mediante le coccole della madre; che vorrebbe, mentre si alza, si lava e si veste, avvertire le mani ed i baci di una persona tenera e rilassata avvolgere il suo viso ed il suo corpo; che amerebbe, con dolcezza e senza fretta, giocare con lei o sentire raccontata una favola mentre si prepara al nuovo giorno. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E&#8217; facile pensare a quello che può provare un bambino, nell&#8217;essere svegliato prima del tempo, trascinato via dal suo caldo lettino, vestito in fretta, spinto a mangiare rapidamente con mille rimproveri o con molte minacce e preghiere. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Non è difficile immaginare la frustrazione di un bambino impossibilitato a dialogare con la madre nel momento delicato del risveglio, trascinato via dalla sua casa, dal suo ambiente, dai suoi balocchi. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Non è difficile immaginare la sofferenza di un bambino legato sui sedili posteriori della macchina come un pacco; come un pacco sballottato nella corsa frenetica dell&#8217;auto da una parte all&#8217;altra della città, verso una meta non voluta, non richiesta, non desiderata, rappresentata dall&#8217;asilo nido   e, nei migliori dei casi, dalla casa di nonni compiacenti, ma anche esausti a causa di responsabilità ed impegni eccessivi. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Non è difficile immaginare la sua tristezza e frustrazione nell&#8217;inserirsi improvvisamente, appena sveglio, in un ambiente caotico come la città e quindi, subito dopo, in un luogo non rassicurante, intimo, caldo come la propria casa. Un luogo in cui non ritrova gli oggetti conosciuti e amati: la sua stanza, il proprio lettino, i suoi mobili, i fratellini, i giocattoli. Tutte cose ricche e cariche di conforto e sicurezza, al contrario dei luoghi, degli oggetti e delle persone con cui spesso è costretto a relazionarsi: estranei e senza un vero e profondo rapporto d&#8217;amore, di confidenza e d&#8217;intimità.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Tutto ciò, purtroppo, diventa necessario, anzi indispensabile e deve essere accettato, o meglio subìto, giorno dopo giorno, per anni. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Non dovrebbe essere difficile immaginare la frustrazione di un bambino al quale non è possibile dare l&#8217;ascolto necessario, poiché, per dialogare non bisogna avere fretta, né si può correre, con la mente agitata dai bisogni.  Correre con l&#8217;ansia e la paura di essere rimproverati: dal capoufficio, dal datore di lavoro, dagli altri colleghi. Correre con la paura di essere licenziati se non si arriva a tempo o se si sottrae energia e spazio al lavoro; né si può dialogare efficacemente con una madre che ritorna dal lavoro, già stanca, oppressa dalla fatica e dalla tensione. Non si può dialogare efficacemente con una madre snervata dai problemi, dalle difficoltà relazionali con i capi, con i colleghi di lavoro. Già nuovamente impegnata a pulire, a spolverare e cucinare per garantire ai figli e alla famiglia, il soddisfacimento delle necessità indispensabili. Già pronta a correre per andare dai medici, fare la fila nelle farmacie o nei supermercati. Già in macchina per portare i figli alle varie attività: doposcuola, palestra, scout, parrocchia, ecc..</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E&#8217; una continua corsa contro il tempo, ma anche contro se stessi, contro la possibilità di godere le gioie della maternità, il piacere di un rapporto intimo con i figli, la gioia di un dialogo tenero con loro. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Si dice spesso: &#8216; Non è importante la quantità del tempo che la madre trascorre con i figli, quanto la qualità di questo tempo.&#8217; Purtroppo, nel caso di un intenso impegno lavorativo esterno o d&#8217;impegni sociali pressanti, ne scade sia la quantità sia la qualità. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">  Per quanto riguarda quest&#8217;ultima è bene ricordarci che la quantità d&#8217;energia psichica che abbiamo non la possiamo aumentare a dismisura, né creare dal nulla. Possiamo e dobbiamo invece utilizzarla nel miglior modo possibile facendo delle scelte; e se essa è stata sottratta dal lavoro o dagli altri impegni ludici, sociali o politici, rimane ben poco per la relazione, per l&#8217;ascolto e l&#8217;intesa con i nostri cari. Don Mazzi così descrive la situazione di molte famiglie: &#8216;I bambini dei quartieri delle metropoli sono tutti orfani bianchi. Il papà e la mamma escono il mattino, per recarsi al lavoro. Con lo stipendio solo, si dice, in città non si può sopravvivere. Trovano il panino e il cappuccino sul tavolo, il pranzo nel frigo, la brioche  nello zainetto della scuola. Un bacetto quasi finto, mentre si stavano svegliando, ha indicato loro che era ora di alzarsi.&#8217;  </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La qualità dell&#8217;apporto scade anche perché gli impegni e le attività esterne,  assorbendo e condizionando pensieri e riflessioni,  portano ad un progressivo estraniamento rispetto ai temi riguardanti i bisogni e le necessità di accudimento, dialogo e attenzione  dei minori. Questi bisogni vengono vissuti non più in maniera istintiva ed empatica ma in modo freddo e razionale.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Quanto abbiamo detto mi fa pensare al caso di una bambina  che abbiamo dovuto affrontare qualche anno fa. Questo caso potremmo chiamarlo della &#8216;bambina miracolata.&#8217;</span></p>
<p><span style="color: #ff00ff; font-size: large;">IL CASO DELLA BAMBINA MIRACOLATA.</span></p>
<p><em><span style="font-size: medium;">Un giorno venne all&#8217;osservazione della nostra equipe medicopsicopedagogica una bambina di tre anni. Ben sviluppata dal punto di vista fisico rispetto alla sua età, appariva nell&#8217;aspetto una bella bambina sana e vivace. Era figlia di genitori di ottima estrazione sociale e culturale: il padre aveva due lauree e così la madre. Entrambi i genitori mi dissero subito di essere super impegnati nelle attività lavorative. Quando ancora io stesso non mi ero lasciato sedurre dal telefonino cellulare che ora tengo, per la disperazione di mia moglie e dei miei figli, ben conservato in un cassetto, la madre con orgoglio mi fece vedere di averne due: uno per le attività d&#8217;ufficio e uno per ricevere le chiamate di amici e familiari. Mi esposero il loro problema sintetizzandolo in poche parole: &#8216;La bambina nonostante abbia più di tre anni ancora non parla.&#8217;</span></em></p>
<p><em><span style="font-size: medium;">Non vi erano, nelle notizie riguardanti la gravidanza e la nascita, segni che potessero far pensare ad una patologia cerebrale pre o post natale. La bambina sembrava sentire benissimo e anche i test per evidenziare  il suo sviluppo intellettivo evidenziavano delle capacità logiche e percettive nella norma. Tra l&#8217;altro non sembrava una bambina abbandonata, la madre affermava che la bambina era sempre con lei per parecchie ore al giorno. Eppure non parlava. Imbarazzati in quanto non riuscivamo a fare uno straccio di diagnosi, io e gli altri membri dell&#8217;equipe, ci guardavamo in faccia, sperando che qualcuno riuscisse a capire l&#8217;origine di questa strana patologia. Poi, come per un&#8217;improvvisa illuminazione divina, le feci una domanda che raramente faccio ai genitori: &#8216;Ma voi avete insegnato a parlare a questa bambina?&#8217; Sia il padre che la madre mi guardarono stupiti. &#8216;Mi scusi ma perché avremmo dovuto insegnarle a parlare? Noi sappiamo che i bambini normali verso i tre anni parlano, lei non lo fa e per questo che noi ci siamo preoccupati e siamo venuti da lei.&#8217; Ripetei la domanda spiegando cosa significasse insegnare a parlare, la madre mi guardò quasi offesa e rispose stizzita :&#8217; Dottore ma veramente lei pensa che con tutto il da fare che ho io avrei mai potuto fare quello che lei mi dice? Forse non ha capito, io ho due lavori che mi impegnano anche quando sono a casa. Ecco perché porto due telefonini. La bambina sta sempre con me, anche quando vado dai clienti la porto nel sedile posteriore della macchina, ma certo non potevo mettermi a fare quelle cose che lei mi dice. Io e mio marito pensavamo che i bambini ad una certa età parlassero e basta.&#8217;</span></em></p>
<p><em><span style="font-size: medium;">Capendo che non era proprio il caso di infierire cominciai a spiegare loro un programma che avrebbe dovuto aiutare la bambina ad acquisire il linguaggio. Si trattava soltanto di farle ripetere delle parole prendendo spunto da immagini  semplici e colorate. Sapendo che entrambi i genitori avevano una cultura basata soprattutto sui numeri ed i calcoli, con pignoleria descrissi quante volte e per quanti minuti ogni giorno bisognava sottoporre la bambina a quel programma &#8216;speciale.&#8217; </span></em></p>
<p><em><span style="font-size: medium;">Dopo un mese circa i genitori e la bambina ritornarono per un controllo. Chiesi come andavano le cose e la madre: &#8216;Dottore è un miracolo, adesso la bambina parla.&#8217; Da allora quando vi sono casi simili dico scherzando ai miei collaboratori che si tratta di un altro caso che necessita di un intervento miracoloso!</span></em></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per fortuna le carenze educative di tipo culturale così grossolane e macroscopiche sono rare, sono invece più frequenti ed evidenti le carenze affettive. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E&#8217; facile, infatti, che si vengano a scaricare sulla famiglia lo stress, le frustrazioni e le tensioni accumulate nel lavoro e nella vita sociale sotto forma di disagio affettivo e di sintomi nevrotici.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nel vissuto da parte dei figli di questo tran &#8211; tran così poco fisiologico, raramente è presente una chiara colpevolizzazione della madre. Le angosciose corse, il mancato o alterato ascolto, il rapporto con una persona sempre tesa e nervosa, la mancanza d&#8217;intimità, raramente vengono, almeno consciamente, a lei imputate.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> E&#8217; più facile che sia colpevolizzato il padre, sia perché le sue assenze sono in genere più prolungate di quelle dell&#8217;altro genitore, sia perché è più difficile accusare una madre che, nell&#8217;immaginario collettivo, è sempre quell&#8217;essere buono, che si sacrifica per tutti e che sta vicina ai nostri bisogni più profondi.  </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Quando la responsabilità non è data né all&#8217;uno né all&#8217;altro, è facile che sia attribuita proprio a se stessi.  E&#8217; come se il bambino dicesse &#8216; Io soffro, sto male, di chi sarà la colpa? Non dei miei genitori perché i loro strattoni, la mancanza di dialogo, la difficoltà a trattarmi in maniera dolce, affettuosa, ad aver pazienza con me, non dipendono da loro perché devono lavorare. Forse la colpa sarà mia, perché non sono abbastanza rapido nello svegliarmi, nel vestirmi, nel lavarmi. Non sono attento, come dovrei essere, ai loro inviti e sollecitazioni. Non mi integro abbastanza facilmente con gli altri bambini, con le insegnanti, con i vicini. E&#8217; colpa mia perché piango quando non dovrei piangere; mi arrabbio con i miei genitori quando non dovrei; li accuso ingiustamente; soffro quando non dovrei soffrire; non accetto quello che dovrei accettare.&#8217;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Poiché dal vissuto di colpa peggiora il rapporto con se stessi, i problemi psicologici del bambino non possono che aggravarsi.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Anche gli interrogativi che la donna si pone sono altrettanto angosciosi: &#8216;E&#8217; giusto o &#8216;no&#8217; quello che faccio Mi comporto bene o male?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Continuamente trascinata e a volte travolta dal dubbio e dalla perplessità, si chiede: &#8216; Ne ho il diritto? E&#8217; una cosa che devo fare? La mia famiglia ne ha veramente bisogno ?&#8217; </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La donna avverte il disagio dei figli ed il suo, insieme alla sgradevole sensazione di non sentirsi pienamente realizzata come donna e madre. In alcuni casi cerca di eliminare il problema, negandolo &#8216;Non c&#8217;è alcun problema, i miei figli stanno bene, la mia famiglia procede come tutte le altre, il mio lavoro non ha alcuna influenza negativa su di essa. Non faccio mancare loro nulla, tutto è come dovrebbe essere.&#8217; </span></p>
<p><span style="color: #339966;"><em><span style="font-size: large;">Conseguenze negative nei confronti della relazione coniugale. </span></em></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Abbiamo parlato dei cambiamenti nei riguardi dei figli. Esaminiamo adesso ciò che succede o potrebbe succedere nella vita relazionale e di coppia.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La disponibilità economica uguale, se non superiore a quella del marito, se da una parte dà alla donna un senso di maggiore sicurezza, giacché non la fa sentire dipendente economicamente dall&#8217;uomo, modifica sostanzialmente il vissuto verso l&#8217;apporto dato da quest&#8217;ultimo alla famiglia e alla donna stessa. Il contributo economico del proprio uomo è visto non più come fondamentale e necessario ma accessorio. Ciò contribuisce a far diminuire la stima nei confronti del marito, mentre d&#8217;altra parte fa sentire la moglie più libera e autonoma, poiché si sente affrancata dalla dipendenza economica. Questo sentire può comportare una minore gratitudine e rispetto nei confronti del compagno con conseguente scarsa disponibilità al compromesso. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La presenza nello stesso luogo di lavoro d&#8217;uomini e donne che condividono giorno dopo giorno per anni gli stessi ambienti, gli stessi interessi, lo stesso impegno, aumenta notevolmente la possibilità di legami extra coniugali fatti a volte di semplice amicizia, altre volte di flirt innocenti mentre in molti casi si arriva ad un pieno coinvolgimento affettivo e sessuale e quindi si attua il tradimento vero e proprio.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;inserimento di un altro uomo o donna, in un rapporto coniugale, è reso più facile anche perché l&#8217; &#8216;altro&#8217; o l&#8221;altra&#8217; ha molte più possibilità seduttive rispetto al coniuge.</span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: medium;">    Ha l&#8217;opportunità d&#8217;inserirsi in qualunque momento di crisi o di stanchezza sia personale che di coppia.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">    Non è portatore di quell&#8217;intenso stress che gli impegni della vita familiare comportano e che tende ad accumularsi con gli anni.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">    Poiché i rapporti e le mediazioni sono limitate a poche piacevoli ore d&#8217;amore e di sesso scelte, per altro, nei momenti in cui vi è una maggiore serenità e disponibilità da parte di entrambi i partner, il condurre avanti una relazione extraconiugale è sicuramente più facile e gratificante. </span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: medium;">Ciò non toglie che questi legami tendano spesso ad indebolire o a mettere in crisi i legami familiari e di coppia. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Da parte soprattutto dell&#8217;uomo le attività femminili esterne alla famiglia, possono innestare facilmente uno stato di tensione e ansia, poiché sono avvertite come situazioni in cui il rischio di tradimento aumenta notevolmente. Ciò può comportare reazioni improntate a gelosia e aggressività.   </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Vi può essere inoltre tristezza e disappunto dovuti al fatto che la sua immagine d&#8217;uomo che provvede alla famiglia, viene ad essere sminuita e svilita. </span></p>
<p><span style="color: #339966; font-size: large;">La &#8216;schiavitù femminile&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Quando si accusa l&#8217;uomo di aver schiavizzato la donna imponendole le fatiche del parto, dell&#8217;educazione e delle cure della prole, lasciando per sé le attività più gratificanti, piacevoli, interessanti, si dimenticano o si sottovalutano molti elementi storici e biologici. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Si dimentica che la donna, sicuramente non per scelta dell&#8217;uomo, era, e lo è ancora, l&#8217;unica persona in grado di concepire un figlio, di portare avanti una gravidanza e di allattare al seno un neonato. Si dimentica che la donna è anche la persona più idonea all&#8217;allevamento e alla cura di un bambino piccolo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Che cosa comportava la gravidanza, fino a pochi decennio fa?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Una gravidanza significava non solo impossibilità di un lavoro pesante e rischioso, ma anche nove mesi di fragilità, d&#8217;attenzioni e cure nei confronti della futura madre ed una sua dipendenza più o meno completa da parte di altri.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">D&#8217;altra parte allattare un bambino al seno e per  lungo tempo, non era una scelta politica o ideologica, ma un&#8217;inderogabile necessità di vita, giacché non solo mancava il latte artificiale ma i rischi di varie patologie infantili che portavano spesso alla morte, potevano essere contrastati solo con un allattamento al seno particolarmente prolungato che garantiva al cucciolo dell&#8217;uomo i necessari apporti nutrizionali ed immunologici. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Impegnata in questo compito essenziale, mirato alla sopravvivenza stessa della razza umana, non erano possibili per la madre né gli impegni guerreschi, né quelli riguardanti un lavoro pesante. Soprattutto non era accettabile un lavoro che la tenesse lontana dalle necessità della prole. Sarebbe stato sicuramente poco igienico, infatti, andare con un bambino attaccato al seno, lancia in resta contro i nemici, le belve o in mezzo ai campi a lavorare!</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ricordiamo, inoltre, che le gravidanze dovevano essere necessariamente numerose a causa della diffusa mortalità infantile, delle continue epidemie, guerre e lotte contro le belve e le avversità della natura, che mietevano anzitempo numerose vittime nella specie umana. Si dimentica, infatti, che la razza umana è stata per molti millenni al limite dell&#8217;estinzione, giacché l&#8217;uomo è più fragile degli altri animali e ha, nello stesso tempo, bisogni più complessi.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Se sommiamo allora il tempo trascorso dalla donna in stato di gravidanza, quello utilizzato per l&#8217;allattamento e la cura dei piccoli e consideriamo la breve vita media di allora, ci accorgiamo che, buona parte del tempo fecondo della donna, era strettamente e necessariamente legato alla procreazione, all&#8217;allattamento e alla cura della prole, pena la scomparsa della specie. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;ipotesi che la donna sia stata per secoli schiava dell&#8217;uomo, appare ancora più inverosimile pensando che sarebbero state le stesse donne, per millenni, ad allevare e educare, con deformi e crudeli caratteristiche e principi, i loro futuri carcerieri! </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">D&#8217;altra parte, questa ipotesi è ancora più incredibile giacché, in ogni tempo, le caratteristiche psicologiche femminili, unite ai loro efficacissimi mezzi di persuasione, hanno sempre fatto ottenere alle donne con facilità e con mezzi incruenti, quanto veramente voluto e desiderato; cosa che d&#8217;altronde è puntualmente avvenuta in ogni epoca storica e non solo nella nostra moderna società occidentale. La loro capacità di difesa e le caratteristiche psicologiche rendono le donne esseri molto difficili da sottomettere anche per un tempo brevissimo, non parliamo poi di renderle schiave per secoli o millenni!</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E l&#8217;uomo? Anche lui aveva un compito legato alle sue caratteristiche naturali che non poteva essere disatteso. Non essendo in grado di procreare, non poteva decidere della sua discendenza, che era invece legata alla volontà e capacità della donna. Lei, e soltanto lei, poteva accogliere il suo seme, farlo germogliare e crescere. Lei e soltanto lei era in grado di allevare e curare i suoi figli, fino a farli diventare uomini e donne adulti. Uomini e donne capaci, a loro volta, di impegnarsi nelle attività sociali e nella costruzione di una nuova famiglia. Pertanto era indispensabile che l&#8217;uomo lavorasse, s&#8217;impegnasse, lottasse per proteggere la donna giacché, soltanto lei, poteva dare garanzie alla sua discendenza. Aiutarla, curarla, assisterla non era solo un segno di bontà o di personale disponibilità, ma, ancora una volta, necessità vitale.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Allontanarsi, a volte solo per ore, altre per giorni o mesi dalla propria famiglia e spesso ritornare invalidi o lasciare la propria vita lontano da casa, per occuparsi di commercio, di guerre, di trattati, o alla ricerca del cibo e di mezzi di sopravvivenza, non era una piacevole occupazione maschile, ma un&#8217;inderogabile, faticosa e spesso rischiosa necessità legata ai bisogni fondamentali della famiglia, del clan o della città e in definitiva della specie umana. Quindi mentre la donna aveva bisogno che qualcuno, l&#8217;uomo, la proteggesse, la difendesse, procurasse il cibo per lei, quest&#8217;ultimo, a sua volta, aveva la necessità di curare questa donna e i suoi figli che rappresentavano tra l&#8217;altro, per il futuro, la più importante possibilità d&#8217;assistenza, aiuto e sostegno. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Quest&#8217;atteggiamento di protezione, difesa e aiuto dell&#8217;uomo verso la donna si manifestava in mille modi: basti ricordare il grido dei marinai mentre la nave affondava: &#8216;Prima le donne ed i bambini!&#8217; o le norme di galateo che imponevano all&#8217;uomo di cedere il posto nei mezzi di trasporto o di dare la destra alla donna per poterla proteggere maggiormente. Questo atteggiamento cavalleresco è ancora, a ben guardare, presente nella nostra società. Ancora oggi, se si dialoga con le ragazze, queste avvertono, nonostante decenni di femminismo imperante, come amici sinceri, leali e disponibili più gli uomini che le donne. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Certamente ci sono uomini aggressivi, violenti, e prepotenti nei confronti dell&#8217;altro sesso, come vi sono altrettanto donne con caratteristiche similari, anche se l&#8217;aggressività, le prepotenze, le violenze femminili si manifestano con mezzi meno evidenti ed eclatanti di quelli maschili. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Tale realtà ha spinto, sia gli uomini sia le donne, ad occuparsi dell&#8217;educazione e della formazione dei figli, in modo tale da sviluppare, sottolineare ed evidenziare, tutte quelle caratteristiche utili ad una donna e ad un uomo maturi; ciò in sintonia con l&#8217;altro elemento biologico e cioè la selezione naturale. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Questa privilegia gli individui portatori di caratteristiche utili per la sopravvivenza e la diffusione della specie, che quindi potranno procreare e moltiplicare la loro discendenza, mentre tende a penalizzare i soggetti portatori di caratteristiche genetiche poco efficienti e produttive. Per tale motivo, anche a livello genetico, oltre che educativo, si sono venute a selezionare nelle donne alcune caratteristiche che chiamiamo femminili e nell&#8217;uomo caratteristiche maschili. Questi caratteri, ripetiamo, si evidenziano mediante il concorso d&#8217;elementi innati e d&#8217;elementi educativi ambientali. Gli uni e gli altri sono indispensabili per ottenere il risultato voluto in quanto, gli elementi genetici non potranno svilupparsi correttamente senza l&#8217;apporto ambientale e d&#8217;altra parte gli elementi ambientali non potranno modificare di molto, ma soprattutto non in maniera corretta e completa quelli congeniti. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Come il rapporto esistente tra un progetto e la sua esecuzione. L&#8217;uno e l&#8217;altro sono indipendenti, ma l&#8217;uno ha bisogno dell&#8217;altro. Per cui se vi è concordanza il risultato sarà perfetto, se vi è discordanza il risultato sarà monco e deficitario.<br />
</span></p>
<h3><a href="https://www.lafeltrinelli.it/educazione-negata-malessere-educativo-nelle-libro-emidio-tribulato/e/9788878202153"><strong>Tratto dal libro &#8220;L&#8217;educazione negata&#8221; di Emidio Tribulato. Per richiedere questo libro clicca qui. </strong></a></h3>
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		<title>Il benessere sociale</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/04/01/il-benessere-sociale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 19:42:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nostra società occidentale si caratterizza sicuramente per alcune notevoli conquiste civili ed economiche. Sarebbe lungo enumerare le meraviglie offerte dalla moderna tecnologia, come i nostri computer sempre più piccoli, potenti ed economici e le macchine sempre più perfette e complesse che diminuiscono, di molto,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">La nostra società occidentale si caratterizza sicuramente per alcune notevoli conquiste civili ed economiche.</span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Sarebbe lungo enumerare le meraviglie offerte dalla moderna tecnologia, come i nostri computer sempre più piccoli, potenti ed economici e le macchine sempre più perfette e complesse che diminuiscono, di molto, la fatica umana, mentre, nel frattempo, sotto forma d&#8217;astronavi immense, s&#8217;innalzano orgogliose verso il cielo portando al di fuori della terra un carico scientifico di prim&#8217;ordine, capace di ascoltare, fotografare ed analizzare i pianeti del nostro sistema solare, ma anche le stelle più lontane; come sarebbe inutile enumerare e magnificare gli strumenti di comunicazione: sempre più potenti, in grado di unire tutto il mondo, in un&#8217;unica rete telematica.</span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Del maggior benessere materiale ne sono prova:</span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    l&#8217;allungamento della vita media che ha raggiunto dei primati impensabili fino a qualche decennio fa: nel 1961 la speranza di vita alla nascita era di 67,2 anni per gli uomini e di 72,3 anni per le donne; nel 2001 è stata di 76,8 anni per gli uomini e di 82,9 per le donne;</span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    la  mortalità perinatale e infantile che, nel 2002 è scesa allo 0,4%, mentre nel 1999 era dello 0,5%;</span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    l&#8217;aumento in altezza della popolazione.</span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">             </span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Accanto alle grandi conquiste tecnologiche non possiamo dimenticare il maggior benessere materiale.</span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Mai siamo stati così ricchi e mai la ricchezza e stata così diffusa. La nostra è la civiltà che ha raggiunto il maggior benessere economico e materiale, per giunta distribuito in una larga fascia sociale. Sicuramente anche nelle nazioni più progredite socialmente vi sono grandi ricchi e sacche di povertà e d&#8217;emarginazione sociale, ma la fascia media è molto ampia, tanto che sono numerosissimi i cittadini del mondo occidentale che non solo non hanno problemi di alimentazione ma di iperalimentazione; non hanno tanto il problema di comprare dei beni di consumo, quanto quello di smaltire i rifiuti.</span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Mai le nostre case sono state così ricche d&#8217;oggetti ad alto contenuto tecnologico, più o meno utili per il lavoro, per le attività culturali, ricreative, sportive ecc..</span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Mai le nostre case sono state così numerose, ampie e pulite.</span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Accanto a questo maggior benessere materiale, vi è stato nel frattempo un aumento notevole dei servizi sociali, che mai sono stati così numerosi, diffusi e capillari. Anche i bambini dei paesi più piccoli possono godere della formazione e della cultura data da un sistema scolastico notevolmente più ricco che in passato.</span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">In Italia il numero degli iscritti all&#8217;università da 270.000 negli anni &#8217;60 è aumentato fino a 1.700.000 nel 2002.</span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">          </span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Anche se non ancora sufficienti, il sistema assistenziale nei confronti degli anziani e l&#8217;integrazione ed il recupero delle disabilità, hanno raggiunto dei livelli notevoli.</span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Mai abbiamo goduto di tanta libertà di pensiero, d&#8217;espressione, di movimento, d&#8217;idee, sia a livello personale, che di gruppo: razziale, culturale, linguistico e religioso.</span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Notevole è l&#8217;impegno nel volontariato (il 15% degli italiani vi si dedica).</span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"> </span></p>
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		<title>Disagio e malessere sociale 1</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/04/01/disagio-e-malessere-sociale-1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 19:42:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>DISAGIO E MALESSERE SOCIALE 1 Emidio Tribulato &#8211; LA SOCIETA&#8217; DEL MALESSERE Accanto ai numerosi ed importanti segnali positivi ve ne sono però altri, di segno opposto, che ci dovrebbero fare riflettere a lungo, giacché sono segnali che incidono pesantemente sul benessere psicologico del singolo individuo,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="font-size: xx-large; color: #008000;">DISAGIO E MALESSERE SOCIALE 1</span></h2>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;">Emidio Tribulato &#8211; </span><span style="font-size: x-large;">LA SOCIETA&#8217; DEL MALESSERE</span><br />
<span style="font-size: x-large;"><br />
</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Accanto ai numerosi ed importanti segnali positivi ve ne sono però altri, di segno opposto, che ci dovrebbero fare riflettere a lungo, giacché sono segnali che incidono pesantemente sul benessere psicologico del singolo individuo, delle famiglie, delle coppie e minano le stesse fondamenta della società civile.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff; font-size: x-large;">NATALITA&#8217; E FERTILITA&#8217;</span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ffffff;"> </span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #993300; font-size: large;">Diminuisce la natalitè, aumenta l&#8217;invecchiamento della popolazione.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La popolazione minorile continua a diminuire in maniera inesorabile. I minorenni, in Italia, erano 11.518.344 al censimento del 1991; sono stati 10.090.805 al primo gennaio 2001. Nell&#8217;arco di un decennio vi è stata una perdita del 12,4%. I minori nel 2001 rappresentavano in Italia solo il 17,4% della popolazione (dati ISTAT).</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">      </span><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Diapositiva1-4.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/MALESSERE%20SOCIALE/Diapositiva1.JPG" width="548" height="412" border="0" /><span style="font-size: medium;">     </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;indice di fecondità, per ogni donna in età fertile, è stato in Italia (anno 2002) dell&#8217;1,2 figli per donna, mentre nel 1971 era di 2,4  figli per donna (dati ISTAT).  </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><br />
</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Diapositiva3-4.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/MALESSERE%20SOCIALE/Diapositiva3.JPG" width="584" height="438" border="0" /></p>
<p><span style="font-size: medium;">       </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">&#8216;Gli italiani con più di 65 anni sono 10.555.935 (il 18,25% della popolazione). Nel 2010 saranno il 20,4%, nel 2024 il 26,5%&#8217;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Trent&#8217;anni fa un italiano su dieci aveva più di 65 anni, oggi è un italiano su 5 che ha più di 65 anni.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il calo della natalità ha colpito in maggiore o minore misura tutti i popoli occidentali. Dal 1997, in Italia, è iniziato un ritmo negativo che ha portato ad un numero di decessi superiore alle nascite. Nel frattempo è aumentato il numero di immigrati che hanno scelto la nostra nazione alla ricerca di lavoro e di condizioni di vita migliori.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il calo della natalità ha varie conseguenze:</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">1.    va in crisi il sistema previdenziale. Dovrebbero essere, infatti, i nuovi lavoratori a farsi carico dei pensionati mediante i loro contributi. Quando questo ricambio generazionale non avviene, il meccanismo s&#8217;inceppa; perciò o lo stato è costretto a tagliare le pensioni o si allunga l&#8217;età pensionabile;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">2.    la diminuzione delle nascite porta inevitabilmente all&#8217;invecchiamento della popolazione; come conseguenza viene a mancare l&#8217;apporto vitale al cambiamento, dato dalle nuove generazioni. Aumenta il numero dei disabili bisognosi d&#8217;assistenza, rispetto alle persone giovani che si possono attivare per aiutarli. Si ricorda che mentre nelle popolazioni giovani vi sono molti nipoti che possono badare ad un nonno, nelle popolazioni anziane viceversa, si prospetta la triste necessità che un solo nipote debba assistere più nonni;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">3.    vi è la progressiva perdita dell&#8217;identità nazionale, fatta di tradizioni, valori, religione e culture specifiche, che sono sostituite da altre, anche molto lontane dalla nostra sensibilità, importate con l&#8217;immigrazione;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">4.    manca quello scambio e aiuto intergenerazionale indispensabile per il benessere sia delle persone anziane, sia dei nuovi nati;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">5.    si perde la proiezione personale verso il futuro: &#8216;Io lavoro per&#8230;&#8217;, &#8216;Io mi sacrifico per&#8230;&#8217;; quindi cessa progressivamente la spinta emotiva indispensabile nel lavoro e nell&#8217;impegno sociale. Tutto inizia e finisce tristemente nell&#8217;individualismo più povero e squallido.</span></p>
<p><span style="color: #993300; font-size: large;">Diminuisce la fertilità della coppia.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">In parte collegata al calo delle nascite è la diminuzione della fertilità maschile e femminile.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">&#8216; Secondo un&#8217;indagine fatta dall&#8217;istituto &#8216;Alma res&#8217; di Roma diretto da Pasquale Bilotta, su 1068 aspiranti donatori di seme, la concentrazione di spermatozoi è calata in 15 anni del 31% e la loro mobilità dell8%&#8217; </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Negli ultimi cinquant&#8217;anni la fertilità maschile, nei paesi industrializzati, è diminuita del cinquanta per cento, a causa della diminuzione del numero degli spermatozoi e della loro vitalità.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Le coppie senza figli erano 3.631.000 ( 17,9%) nel 1989-1990;  mentre sono aumentate a 4.158.000 (19,6%) nel 1997/1998.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">    </span><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Diapositiva2-3.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/MALESSERE%20SOCIALE/Diapositiva2.JPG" width="573" height="430" border="0" /></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">La diminuzione della fertilità nell&#8217;uomo è causata da problemi ormonali, dal maggiore stress, da infezioni o traumi ai testicoli, dall&#8217;inquinamento ambientale, dalle malattie trasmissibili sessualmente, dall&#8217;uso di indumenti poco idonei, dallo sport eccessivo, dall&#8217;uso di droghe e alcool, e non ultimo dal calo del desiderio sessuale con conseguente diminuzione nella frequenza dei rapporti sessuali.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Anche la fertilità femminile ha avuto una notevole diminuzione per varie cause: maggiore stress; inquinamento ambientale; infezioni e infiammazioni degli organi genitali e della riproduzione dovute a malattie trasmissibili sessualmente, uso della spirale, uso d&#8217;indumenti non adatti, uso di detergenti intimi che non rispettano l&#8217;ambiente vaginale; attività sportive eccessive; sovrappeso o dimagrimento eccessivo; uso di droghe, alcool e fumo. Da non trascurare inoltre, come causa di scarsa fertilità, soprattutto nella donna, l&#8217;aumento dell&#8217;età in cui questa è disponibile ad avere un figlio. Età che è andata progressivamente aumentando (nel 2000, a trent&#8217;anni); mentre sappiamo che un alto livello di fertilità si ha fino ai 25 anni, poi questa decresce progressivamente e, dopo i 35 anni, rapidamente.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">La diminuzione della fertilità comporta spesso un senso di frustrazione personale e di coppia. La donna e l&#8217;uomo, che non sono in grado di procreare, avvertono con angoscia questa loro limitazione. Cercano pertanto, in tutti i modi, di sopperire a questa manchevolezza, dapprima con un aumento nella frequenza dei rapporti sessuali, i quali, a causa della perdita della spontaneità, diventano spesso angosciosi e motivo di impotenza psicologica per l&#8217;uomo; successivamente, dopo qualche anno di tentativi inutili, la coppia tende ad utilizzare le tecniche di procreazione assistita, le quali, oltre ad essere fisicamente e psicologicamente traumatiche, sono molto costose e non garantiscono un &#8216;figlio in braccio&#8217; se non ad una modesta percentuale di coppie. Per non parlare dei problemi etici, legati agli embrioni soprannumerari, di cui non si sa cosa fare, che giacciono a migliaia nei congelatori dei laboratori.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #0000ff; font-size: x-large;">SESSUALITA&#8217;</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff6600; font-size: large;">Diminuisce il desiderio sessuale.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">E&#8217; in calo il desiderio sessuale sia negli adulti sposati sia nei giovani.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">&#8216;&#8230;il 37% delle coppie, secondo gli ultimi dati del CENSIS, hanno un solo rapporto sessuale la settimana, frequenza che &#8216;&#8230; con il passare degli anni si riduce.&#8217; </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;inchiesta effettuata dalla SIMG (Società Italiana di Medicina Generale), su tutto il territorio nazionale ha evidenziato che più della metà degli intervistate in maniera anonima (549), ha confessato di essere insoddisfatta della propria vita sessuale: più le donne (il 58,8%), quasi la metà delle intervistate ha confessato di non raggiungere l&#8217;orgasmo, che gli uomini (il 53,7%).  </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">&#8216;Secondo gli psicologi, su 113 milioni d&#8217;americani ormai accasati, una percentuale compresa tra il 15 e il 20% delle coppie sposate non fa l&#8217;amore più di dieci volte l&#8217;anno: una cifra che porta gli esperti a definire queste unioni come &#8216;matrimoni senza sesso.&#8217;  </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">&#8216; Oltre la metà dei maschi britannici è così stressata dal lavoro da preferire un&#8217;ora in più di sonno al sesso.&#8217;  </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Anche per quanto riguarda i giovani le cose non vanno meglio: mentre nel primo rapporto ASPER, indagine sui giovani italiani dai 15 ai 25 anni, che è stato pubblicato nel 1988, la maggioranza dei giovani (il 37,1% degli uomini ed il 37,5% delle donne), aveva rapporti due &#8211; tre volte la settimana, nel 1998 la maggioranza dei giovani (il 23,3% dei maschi ed il 22,0% delle femmine) aveva avuto rapporti 1-2 volte al mese. Per non parlare del fatto che il 13% degli italiani soffre di impotenza più o meno grave.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Si pensava, negli anni sessanta, che una liberazione dai tab? sessuali, mediante una migliore conoscenza tra i sessi e una maggiore libertà nei comportamenti, nell&#8217;abbigliamento e nel linguaggio, avrebbe portato ad un miglioramento nei rapporti intimi. Le cose sono andate diversamente; nonostante il cinema, la televisione ed i giornali non facciano altro che dare consigli e suggerimenti per una migliore intesa sessuale, l&#8217;obiettivo non è stato raggiunto; anzi, in tutto il mondo occidentale, si registra un progressivo calo del desiderio sessuale, che si riflette poi, negativamente, non solo sull&#8217;intesa di coppia, ma anche sulla fecondità. Il sesso fa ridere nelle battute dei comici e dei &#8216;barzellettieri&#8217;, ma diventa spesso dramma tra le lenzuola, poiché è sempre meno desiderabile: viene dopo il lavoro, le cene, gli amici, le partite di calcio. Anche i giovanissimi considerano il sesso con atteggiamento di noia e d&#8217;indifferenza. Addirittura si è scoperto che nelle discoteche sono necessari farmaci come il Viagra per dare tono alla sessualità.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #993300; font-size: large;">Aumentano le situazioni d&#8217;omosessualità, bisessualità, transessualità.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Secondo il quarto rapporto ASPER nei giovani maschi tra i 21 ed i 25 anni, il 19,3% si considera omosessuale; il 7,0 bisessuale; il 3,5% transessuale. Nelle ragazze della stessa età le percentuali sono rispettivamente del 19,7; 8,1 e 2,0.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">In qualunque modo si consideri il diverso modo di vivere e sentire la propria identità e ruolo sessuale: se patologia da capire e da correggere o uno dei tanti modi in cui viene ad esprimersi o è vissuta la sessualità, non c&#8217;è dubbio che tale situazione provoca problemi gravi e di difficile soluzione.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Spesso l&#8217;omosessualità ed in special modo la bisessualità, non sono condizione di serena, netta e chiara scelta interiore ma sono vissute con ansia, disistima e difficoltà nel rapporto con gli altri: genitori, amici, colleghi. &#8216; La pressione psicologica è così forte che il 22% degli/delle omosessuali ha pensato almeno una volta di togliersi la vita (il 5% ci ha provato; mentre tra i giovani sotto i 20 anni la percentuale dei tentativi di suicidio sale al 19%).&#8217;   In altri casi l&#8217;omosessualità è vissuta quasi in modo coattivo, come vizio da soddisfare in ogni modo e con chiunque, con una continua ed incessante ricerca di nuovi partner per il piacere di provare mille situazioni diverse, senza tenere conto della loro età e dei loro vissuti sessuali. Ciò porta a fenomeni di proselitismo ai quali, soprattutto da parte dei minori e dei giovani, è difficile sottrarsi, con conseguente deviazione e confusione sulla propria identità sessuale che può prolungarsi ed accentuarsi nel corso della vita futura. I rapporti omosessuali sono resi ancora più facili dall&#8217;attuale stato di conflitto tra i diversi sessi, dall&#8217;uso di droghe disinibenti e dalla facilità di contatti tramite internet. D&#8217;altra parte, chi pratica questa continua ricerca di nuovi e giovani soggetti da sedurre, manifesta sensi di colpa e d&#8217;indegnità per aver coinvolto altri in questo tipo di pratiche sessuali.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Il legame affettivo nell&#8217;ambito dell&#8217;omosessualità, anche quando è cercato, è molto meno stabile di quello eterosessuale giacché non trova nell&#8217;altro, &#8216;omo&#8217;, quella complementarità indispensabile nei rapporti affettivi e sessuali, per cui il tradimento, sia fisico, sia sentimentale è molto più frequente. Ciò determina uno stato d&#8217;insoddisfazione e di tensione permanente che a volte si cerca di attenuare mediante l&#8217;uso di alcool e droghe, mentre altre volte sfocia in comportamenti ed atteggiamenti sempre più strani e bizzarri.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Una condizione di diffusa omosessualità come quella che si sta attuando nella nostra società, unita ad un&#8217;immagine di accettazione e di valorizzazione, &#8216;l&#8217;orgoglio omosessuale&#8217;, rischia di provocare una reazione a catena, con conseguente chiusura all&#8217;interno del proprio sesso, di un numero sempre maggiore d&#8217;individui.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Come dire: &#8216; Poiché i rapporti con chi è diverso da me sono difficili, perché rischiare e lottare? Meglio, molto meglio viverli senza problemi con quelli a me uguali. &#8216; Poiché, per definizione, la coppia omosessuale è sterile, questo potrebbe determinare la fine di un gruppo o di una civiltà. Tutto ciò spiega le parole così aspre e la condanna così netta, verso chi pratica l&#8217;omosessualità, da parte della Bibbia.   Quando è in gioco il futuro stesso dell&#8217;umanità, la religione, la cultura e la tradizione non fanno sconti!</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #993300; font-size: large;">Aumenta il numero dei partner sessuali.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Mentre nel primo rapporto ASPER del 1988, il numero degli uomini e delle donne che avevano avuto un solo partner sessuale era rispettivamente del 55% e del 68,5%, mentre il 27% di uomini ed il 23,1% di donne aveva avuto 2/3 partner, nel quarto rapporto ASPER del 1998, solo il 19,3% dei maschi ed il 21,5% delle donne intervistate, aveva avuto un solo partner, mentre il 20,3%% degli uomini e il 18,4% delle donne, aveva avuto 2/3 partner. Più di 10 partner avevano avuto il 12,0% degli uomini e il 9,6% delle donne.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Questa realtà può essere vista in termini positivi: avere più partner può portare ad una migliore e più ricca esperienza affettiva e sessuale. Ciò è indubbiamente vero, ma gli aspetti negativi di questo modo di gestire il proprio corpo ed i propri sentimenti sono molto più numerosi e carichi di conseguenze.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">A prescindere da ogni considerazione religiosa o morale, nel DNA di ogni essere umano, ma soprattutto nella popolazione maschile, la ricerca di un partner fedele, e quindi del sentimento di appartenenza, è molto forte, giacché l&#8217;impegno alla fedeltà ha garantito nei millenni e garantisce ancora oggi, due necessità vitali: l&#8217;allevamento e l&#8217;educazione della prole ed i mezzi di sussistenza e di cura per se stessi e per i piccoli.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Quando si nota che l&#8217;altro, uomo o donna che sia, ha avuto più esperienze sessuali, scatta una serie d&#8217;emozioni incontrollabili, proprio perché innate.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">&#8216;? facile che lui non sia la persona adatta per formare una coppia stabile: come ha cambiato facilmente partner in passato, potrà farlo ancora in un futuro e quindi io e i miei sentimenti ci troveremmo a mal partito. &#8216;Oppure: &#8216;Sicuramente lei non è adatta a formare una famiglia, quindi non sarà in grado di portare avanti un progetto così importante e a lungo termine come il matrimonio.&#8217;</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Come ulteriore conseguenza si potranno avere considerazioni di questo tipo: &#8216; Se l&#8217;altro mi può lasciare o tradire, il mio investimento affettivo non deve essere eccessivo per evitare di farmi del male.&#8217; Oppure: &#8216;Se l&#8217;altro non è in grado di formare e portare avanti una famiglia il mio coinvolgimento verso questa realtà di coppia deve essere limitato al minimo.&#8217;</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Il livello della relazione tende ad abbassarsi e ad autolimitarsi. &#8216;Inutile pensare al matrimonio e alla famiglia, godiamoci le cenette al lume di candela, i giochi tra le onde del mare, le passeggiate con gli amici, il ballo e lo sballo in discoteca&#8217;, e poi? E poi basta. Capita sempre più spesso che coppie che stanno insieme da diversi anni, si rompano verso i trent&#8217;anni, alla vigilia di un possibile matrimonio, quando finalmente, dopo decenni di studio, si è trovato un lavoro e vi sarebbe la possibilità di mettere su famiglia.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Molto spesso non sembra vi sia un motivo concreto, lei o più spesso lui, si allontanano con la fatidica frase: &#8216;Non me la sento, voglio pensarci&#8217;, lasciando sconcertato l&#8217;altro. I motivi della rottura non nascono in quel momento, ma si evidenziano nell&#8217;età in cui la coppia ed i singoli dovrebbero necessariamente dare una svolta alla loro vita.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Non mancano, inoltre, le generalizzazioni che aggravano ed inquinano, anche per il futuro, i rapporti di base con l&#8217;altro sesso: se sono molte le ragazze che si comportano in questo modo&#8230; &#8216;Tutte le ragazze sono&#8230; facili, inaffidabili, volubili&#8217;. Se molti uomini si comportano in questo modo: &#8216;Tutti gli uomini sono&#8230;traditori, immaturi, bambini incoscienti&#8217;.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Vi sono, infine, i problemi legati al rischio di AIDS che attualmente si trasmette soprattutto tra gli eterosessuali e delle altre malattie trasmissibili sessualmente che rendono molto problematica e pericolosa una vita sessuale &#8216;allegra&#8217;.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #0000ff; font-size: x-large;">DISTURBI PSICHICI</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #993300; font-size: large;">Aumentano i disturbi psichici.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Non è facile quantificare e mettere in relazione i disturbi psichici per evidenziare un loro aumento o loro diminuzione nel tempo e ciò per vari motivi:</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">a)    la classificazione anche mediante l&#8217;uso di strumenti creati a questo scopo come il DSM, non sempre avviene in maniera corretta;</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">b)    la valutazione quantitativa dei sintomi stessi è spesso affidata alla sensibilità ed agli strumenti comunicativi del paziente e del medico;</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">c)    il maggior o minore uso di psicofarmaci, può essere causato, come per un qualsiasi prodotto, da un maggiore o minore benessere economico, dalla pubblicità che li accompagna, dalla maggiore o minore restrizione legislativa nella compilazione delle ricette dettata dai vari stati e governi.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Nonostante ciò, la sensazione che gli addetti ai lavori hanno (psichiatri, psicologi, pedagogisti), è che siano in netto aumento, nell&#8217;età evolutiva, i disturbi pervasivi dello sviluppo: autismo e disturbi aspecifici; i disturbi affettivi; la sindrome disattentivo-ipercinetica; i disturbi della condotta; i disturbi d&#8217;ansia; i disturbi del comportamento alimentare (anoressia e bulimia).    Negli adulti sono in aumento i disturbi del sonno e della sfera affettiva: le depressioni, spesso accompagnate dalle sindromi ansiose.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Le citazioni che seguono ci possono dare un&#8217;idea della problematica.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">&#8216;La depressione costituisce una condizione patologica molto frequente, con una prevalenza che giunge fino al 8% nella popolazione generale. Questo disturbo è anche associato all&#8217;emergenza di gravi deficit in svariate aree di funzionamento (familiare, lavorativo, sociale) e ad un elevato rischio di mortalità, dovuto principalmente alla possibile messa in atto di condotte suicidarie.&#8217; </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">&#8216; I tassi di prevalenza, indicati negli studi dell&#8217;ultimo decennio, mostrano una generale tendenza ad una maggiore diffusione dei disturbi dell&#8217;affettività in età giovanile. In ascesa sono anche, come sarà detto in seguito, i dati inerenti al parasuicidio e al suicidio e i legami tra queste situazioni di emergenza e la depressione in senso lato sono noti.&#8217; </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Secondo un&#8217;indagine dell&#8217;Eurisco riportata dal prof. Bosio   nel 1986 soffriva di insonnia il 21,2% degli italiani, due anni dopo, nel 1988 soffriva d&#8217;insonnia il 24,9% degli italiani. Rimaneva invece in pratica invariata al 40% il numero delle persone che soffrivano di tensione e stress.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">&#8216; Lo stress da lavoro, l&#8217;ansia, la vita logorante. Parole entrate a far parte ormai del vocabolario d&#8217;uso quotidiano, e a buon motivo. Il 70/80%, infatti, della popolazione dei paesi industrializzati ha sofferto almeno una volta nella vita di manifestazioni che si accompagnano all&#8217;ansia. Sudorazione, paura immotivata, timore di imprevisti, sensi di colpa.&#8217; </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">&#8216; L&#8217;aumento del tentato suicidio in età evolutiva, che si registra in tutti i paesi industrializzati ne ha fatto un problema di primaria importanza, tanto che dal 1989 è considerato negli Stati Uniti un problema nazionale di salute mentale.&#8217;</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"> &#8216;In un&#8217;indagine del centro ricerche sociologiche Labos sulla condizione giovanile si rileva che il 43% dei giovani in età compresa tra i 15 e i 20 anni ha grossi problemi affettivi e relazionali entro la famiglia, il che vuol dire che circa la metà delle famiglie con figli adolescenti non riesce a dare un adeguato supporto affettivo ai propri ragazzi. E questo costituisce un elemento di fragilità dei legami familiari che poi produce conseguenze di disagio. Infatti, per molti studiosi la povertà entro la rete familiare, soprattutto per quanto riguarda la situazione dei giovani, va misurata non soltanto per quanto riguarda cifre di consumi o di reddito disponibile, ma anche di relazioni affettive e di esclusione sociale.&#8217;  </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">&#8216; Nella casistica dell&#8217;autore del presente articolo, è stata riscontrata depressione nel 12,6% dei soggetti esaminati, cioè in 76 dei 600 pazienti abituali (360 donne e 240 uomini), che frequentano tale studio medico. Nielsen e Williams hanno riscontrato in pratica la stessa incidenza (12%) nello studio da loro svolto sull&#8217;assistenza medica ambulatoriale. Essi ritengono che la sindrome depressiva, spesso non sia diagnosticata: il 50% dei depressi che hanno formato oggetto del loro studio non erano stati riconosciuti come tali dal loro medico curante. Sempre secondo la statistica dell&#8217;autore, la depressione nelle donne è stata cinque volte più frequente rispetto agli uomini. &#8216; </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">&#8216; Elemento comune di tutti questi studi è stato quello di ribadire e amplificare ulteriormente il dato, già segnalato negli anni 50, di un&#8217;altissima prevalenza delle patologie legate ad ansia e depressione.&#8217; </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">&#8216; I dati sono allarmanti. Stando alle statistiche diffuse dal comitato dei cittadini per i diritti dell&#8217;uomo negli ultimi 5 anni negli Stati Uniti il numero dei bambini che si sono suicidati è aumentato del 600%.&#8217;</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">La sofferenza psichica si manifesta anche mediante le risposte dirette ai questionari del rapporto Asper: il 22,2% dei maschi ed il 23,4% delle femmine tra i 15 ed i 25 anni dichiara di avere sofferto di crisi depressive; il 28,7% dei maschi ed il 31,0% delle femmine dichiara di avere sofferto senso di solitudine e abbandono. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;aumento dei disturbi psichici (ansia e depressione) nella società occidentale contemporanea è soprattutto appannaggio della popolazione femminile e dei minori. Questo la dice lunga sia sui &#8216;miglioramenti della condizione femminile&#8217; dopo gli anni dell&#8217;emancipazione, sia sul futuro della società umana costituito dai bambini; ma dà anche delle indicazioni di tipo economico a quei politici e finanzieri che ragionano in termini di denaro. Una condizione psichica sfavorevole della popolazione comporta, e comporterà ancora di più nel futuro, dei costi sociali, relazionali ed economici considerevoli che tenderanno a perpetuarsi e ad accentuarsi nel tempo.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ffcc00; font-size: large;">A.    Costi economici.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"> Il disturbo psicologico ha dei costi economici notevoli che solo negli ultimi anni si è riuscito a valutare e quantificare correttamente, tanto che l&#8217;Organizzazione Mondiale per la Sanità indica la depressione, e le malattie mentali come il gruppo di patologie che provocano i costi più alti per la società. Una persona in preda all&#8217;ansia, o alla depressione ha spesso necessità di terapie che si protraggono per anni; si assenta più frequentemente dal lavoro per visite mediche e ricoveri; rende notevolmente meno nella sua attività rispetto ad una persona serena ed equilibrata; infine spesso, una persona con disturbi psicologici inquina l&#8217;ambiente di lavoro con la sua tensione, il suo scetticismo, l&#8217;aggressività, la chiusura, l&#8217;apatia. Per tali motivi, anche l&#8217;impegno di chi gli sta attorno, tende a scadere. Se a questi si aggiungono i costi economici indiretti dovuti alle problematiche relazionali e sociali ci si accorge che le società miopi, che impegnano buona parte delle proprie energie nelle attività produttive ed economiche, nel tempo vengono ad essere pesantemente punite proprio negli aspetti finanziari che sono loro più cari.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ffcc00; font-size: large;">B. Costi relazionali.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Una persona con problematiche psicologiche di una certa rilevanza ha difficoltà ad instaurare un rapporto affettivamente sereno, maturo, stabile, impegnato, aperto alla vita; anche quando ci riesce e quindi le si apre la possibilità del matrimonio o della procreazione, porta inevitabilmente i suoi problemi psicologici nel rapporto di coppia e nell&#8217;attività educativa con conseguenze disastrose sul benessere psicologico della famiglia, dell&#8217;altro coniuge e dei minori.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ffcc00; font-size: large;">C.    Costi sociali.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">I costi dovuti all&#8217;impatto sociale possono essere molto pesanti quando personalità disturbate riescono ad assumere importanti ruoli politici, in quanto tendono ad utilizzare le altre persone ed il potere che detengono in modo incongruo e gravemente distruttivo.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">D&#8217;altra parte anche i comportamenti asociali spesso hanno come protagonisti delle personalità disturbate, fragili, introverse.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #0000ff; font-size: x-large;">DISTURBI DELLE CONDOTTE ALIMENTARI</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #993300; font-size: large;">Aumenta l&#8217;obesità.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Nel 2002 gli italiani obesi erano il 25% del totale della popolazione e di questi il 12% era in età pediatrica.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">       </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">&#8216;Almeno 20 milioni di italiani hanno problemi di peso e, di questi, oltre 4 milioni sono obesi.&#8217;  </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">&#8216;Il 36% dei bambini italiani sono in sovrappeso. E&#8217; il record europeo.&#8217; </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Così come la nostra mente e la volontà hanno difficoltà a gestire bene l&#8217;abbondanza di denaro e per questo l&#8217;utilizziamo spesso male e a sproposito, il nostro corpo ha difficoltà a gestire l&#8217;abbondanza di cibo. I motivi sono uguali: l&#8217;umanità, tranne qualche categoria particolare, nei suoi milioni d&#8217;anni di storia non è mai stata ricca, né di beni materiali, né di alimenti, quindi ha imparato a gestire bene la povertà e la fame; ha invece grosse difficoltà ad utilizzare correttamente la ricchezza e l&#8217;opulenza.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">D&#8217;altra parte le occasioni per pranzi pantagruelici sono aumentate enormemente: le cene con gli amici, con i parenti, le numerosissime feste, sono tutte occasioni per abbuffarsi. Il settore della ristorazione: bar, pizzerie, trattorie, fa affari d&#8217;oro con tutte le categorie sociali e con le persone di ogni età. L&#8217;inattività, davanti alla televisione, stimola ad ingozzarsi di pop-corn, pizza, birra e altri cibi non proprio dietetici.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;aumento del numero delle persone obese comporta oltre che danni organici, come l&#8217;aumento dell&#8217;ipertensione, dei trigliceridi, delle malattie cardiovascolari e del diabete, una diminuzione della fertilità ed un aggravamento del disagio psicologico. Sempre di più in una società che ci vuole tutti magri e belli, l&#8217;immagine di un corpo in soprappeso, o chiaramente deforme e per giunta sterile, comporta conflittualità interiore, sensi di colpa e disistima per non riuscire a controllare il proprio appetito.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Soprattutto il sesso femminile passa buona parte del suo tempo con un occhio alla bilancia e l&#8217;altro al piatto, in una continua dieta: al grissino, alla mela, dissociata, al fantino, al pompelmo; per poi lasciarsi andare, ingozzandosi di cibo, &#8216;nelle occasioni&#8217;.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">I giovani sono bombardati da stimoli contrastanti: da una parte sono proposti dalle pubblicità dolci e cibi ricchi di calorie, dall&#8217;altra sono presentati come modelli femminili e maschili donne e uomini dalle forme perfette. In soggetti psicologicamente più labili si possono innestare forme di bulimia o d&#8217;anoressia, con conseguenze per la vita stessa delle persone che soffrono di tali malattie psichiche, ma anche con grave disagio per i familiari e gli amici che sono costretti, per decine d&#8217;anni, a confrontarsi con una persona che porta a spasso lo spettro della morte.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #0000ff; font-size: x-large;">DEVIANZA</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #993300; font-size: large;">Aumenta la criminalità.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">In Italia, secondo i dati ISTAT il tasso di criminalità nell&#8217;ultimo secolo si è pressoché quadruplicato. E&#8217; passato da 1470 ogni 100.000 abitanti nel 1901, a 4823 per 100.000 abitanti nel 1992. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">            </span><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Diapositiva10-3.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/MALESSERE%20SOCIALE/Diapositiva10.JPG" width="523" height="392" border="0" /></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Se si esamina la criminalità degli ultimi trent&#8217;anni, fatto 100 il tasso nel 1970 per gli omicidi (consumati e tentati), nel 1999 esso era 228; per i furti 331; per le rapine l&#8217;indice arrivava nello stesso anno a 1975.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">&#8216; La criminalità è cresciuta in maniera esponenziale negli ultimi due anni a tal punto che la Francia ha superato gli Stati Uniti: 4255 per 100.000 abitanti, contro 4.135 per 100.000 degli Usa.&#8217; </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">&#8216;Inquietanti i dati di queste tabelle in riferimento alla violenza che sembra caratterizzare la società e il mondo d&#8217;oggi. Emana violenza il mondo degli adulti, aleggia violenza su quello dei giovani, promette violenza il mondo di domani.&#8217; </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Ma anche il sentire quotidiano della popolazione giovanile ci può dare delle indicazioni sulla violenza nella società attuale:</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Il mondo degli adulti è giudicato come egoista dal 38,4% dei giovani, solo 8,9% lo vede solidaristico. Il 35,8% lo giudica illegale e corrotto e solo l&#8217;8,0% lo vede onesto; il 27,6% lo giudica violento, solo il 7,6% lo vede amicale.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Il mondo giovanile è visto nel 50,1% dei giovani violento e solo il 31,2% lo vede amicale. Il 32,5% lo vede irresponsabile; il 18% lo vede illegale e corrotto e solo il 10,2% lo vede onesto, il 7,5% allegro. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Aumentano i delitti in famiglia.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"> &#8216; Sono in aumento i delitti familiari e passionali.&#8217; Se nel 2000 rappresentavano il 75% dei casi, nel 2002 sono arrivati all&#8217; 80%&#8217; </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Ogni due giorni nei primi quattro mesi del 2003 vi è stato un morto dovuto a delitti nell&#8217;ambito familiare.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Ad uccidere sono soprattutto gli uomini. Ma dietro ogni uomo che uccide, che colpisce, che ferisce, vi è spesso una storia di soprusi e di violenze al femminile poco visibili, attuati mediante parole e comportamenti che provocano, colpiscono, offendono, sviliscono, umiliano. Comportamenti invisibili agli occhi del gran pubblico e davanti alle leggi di una società sempre pronta a capire, consolare e proteggere la donna, vista il più spesso come essere amorevole, fragile, debole e vittima piangente delle prepotenze del maschio!</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #993300; font-size: large;">Aumenta la violenza sui minori.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"> &#8216;In Italia ogni anno 15000 minori subiscono maltrattamenti (nel 43% dei casi le vittime hanno meno di 13 anni, mentre nel 20% meno di 7 anni).&#8217; </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Secondo i dati raccolti nel 1996 dall&#8217;associazione Telefono Rosa, la violenza sui minori è in aumento in tutte le sue espressioni: nel 1995 gli adolescenti vittime della violenza erano stati lo 0,7 del totale, nel 1996 la percentuale è cresciuta fino al 4,3 % (sei volte di più) del totale. Nella fascia tra i 19 e i 24 anni si è passati dal 5,2% del 1995, al 7,2% nel 1996. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Non è facile definire il concetto di violenza sui minori. Ernesto Caffo utilizza questa definizione: &#8211; E&#8217; violenza sul minore «qualunque condizione che possa limitare in termini significativi le potenzialità naturali dei soggetti in età evolutiva&#8217;  &#8211;</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Se si accetta questo tipo di definizione gli sforzi ed i tentativi da parte della nostra attuale società di coprire in ogni modo questo problema sono tali e tanti da apparire patetici, se non ridicoli.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Un modo è quello di trasferire il problema della violenza presso i popoli &#8216; barbari, arretrati e incivili&#8217; del terzo e quarto mondo, specialmente, dopo l&#8217;11 Settembre, se di religione musulmana. Per tale motivo si elencano gli abusi sessuali, il lavoro minorile, le mutilazioni femminili.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"> Nell&#8217;ambito nazionale, invece, la più frequente ed attiva delle modalità è quella di relegare questo problema nel campo di una piccola minoranza di soggetti patologici: i pedofili. Contro di loro continuamente vengono scagliati gli strali della polizia, della magistratura e della pubblica opinione. Ogni notizia che li riguarda è riportata a lettere cubitali dai mass media. L&#8217;orco, il lupo, l&#8217;uomo cattivo è diventato in questi anni il pedofilo.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">A. Censi così si esprime: &#8216;Ormai la pedofilia è una vera e propria emergenza, ogni giorno la cronaca c&#8217;informa di violenze e orrori perpetrati su bambini per fini sessuali. L&#8217;ultima rivelazione è venuta da Telefono Arcobaleno, che ha denunciato le centinaia di terribili immagini esposte in due siti internet, che mostrano sevizie compiute su bambini che vanno dai pochi mesi di vita ai nove anni.&#8217; </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Fanno, inoltre, notizia ed occupano le prime pagine dei giornali i bambini gettati dalle madri nei cassonetti della spazzatura, quelli sfruttati per il lavoro nero o per l&#8217;accattonaggio, i ragazzi inseriti nel settore dello spaccio degli stupefacenti, quelli picchiati a sangue dai genitori.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">E per il resto? Nulla.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Pochi si occupano di sapere se, ad esempio, l&#8217;evoluzione dei bambini sottratti al loro ambiente naturale e precocemente inseriti in un ambiente particolarmente carico di competizione, aspettative e quindi a rischio di frustrazioni, com&#8217;? quello della pubblicità, del cinema, della televisione o dello sport agonistico, comporti o no un danno nello sviluppo psicologico. Sappiamo che in questi casi per raggiungere certi traguardi i genitori e quindi anche la società spesso sottovalutano i ritmi di vita poco adeguati, i rischi morali dell&#8217;ambiente in cui i bambini vengono ad inserirsi, la privazione dei normali e spontanei giochi infantili, il loro bisogno di amicizia.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Ancora meno ci si occupa dei bambini che vivono molte ore della giornata in un ambiente malsano fatto di violenza, morte, pornografia e volgarità, creato in tutte le ore del giorno e della notte dalla televisione, dai videogiochi, da internet.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Per non parlare dei bambini angosciati, contesi, strumentalizzati, deprivati affettivamente a causa della conflittualità tra i genitori.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Come sono ignorati i tanti bambini che trascorrono i loro anni migliori tra il cemento e l&#8217;asfalto delle grandi città, senza il vivificante contatto con il verde e la natura, così importante per una normale crescita umana.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Ed infine i tanti, i troppi bambini &#8216;sistemati&#8217; come pacchi postali o &#8216;posteggiati&#8217; presso i nonni, con le baby-sitter, negli asili nido, nell&#8217;attesa che i genitori li ritirino, tornando dal lavoro, dal cinema, o dalla cena con gli amici.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Ci appare molto malata una società che aggredisce il bambino, che stupra il bambino, ma ci appare anche molto malata una società che spaventa, che turba, che scandalizza o che priva il bambino dei suoi bisogni più essenziali. E se parliamo di bambini parliamo degli esseri che rappresentano il futuro stesso della società, per cui istintivamente dovremmo provare intensi ed immediati sentimenti di protezione, di difesa, di affetto, di tenerezza di aiuto connaturati all&#8217;umanità stessa, ma direi anche alle caratteristiche proprie di ogni razza, che tende a proteggere tutti i propri cuccioli, a costo della propria vita.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">C&#8217;? poi un&#8217;altra modalità attraverso cui cerchiamo di giustificare i nostri comportamenti ed è la sottolineatura degli elementi genetici. Come dire che se il bambino ha delle paure, è depresso, ansioso, o è chiaramente disturbato, la causa risiede dentro di lui: nella sua costituzione genetica; noi genitori e la società nel suo complesso non abbiamo alcuna responsabilità, possiamo solo dare psicofarmaci per alleviare i suoi sintomi e studiare e lavorare per modificare tale situazione congenita in attesa che la scienza riesca ad affrontare anche questo problema.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Ancora una volta spostando il problema all&#8217;esterno (i popoli barbari, l&#8217;orco, il pedofilo) o all&#8217;interno (i cromosomi), riusciamo, forse, a dormire sonni tranquilli!</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #0000ff; font-size: x-large;">MATRIMONIO E FAMIGLIA</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #993300; font-size: large;">Diminuiscono i matrimoni.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Nel 1971 i matrimoni sono stati 404.464; nel 2002 sono stati 266.000 (fonti ISTAT e Ministero della Giustizia).</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">    </span><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Diapositiva4-4.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/MALESSERE%20SOCIALE/Diapositiva4.JPG" width="567" height="425" border="0" /><span style="font-size: medium;">  </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Rita Querz riporta sul Corriere della sera del 4 Giugno 2003, una ricerca effettuata dal settore Statistica del Comune di Milano su 900 donne di età compresa fra i 20 e i 49 anni, da cui si evidenzia che l&#8217;83,2% delle milanesi gradisce vivere non sposata soprattutto se ha la possibilità di avere una situazione sentimentale stabile.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #993300; font-size: large;">Aumenta l&#8217;età media del matrimonio</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">In Italia nel 1980 l&#8217;età media del matrimonio per le donne era di 23,9 anni, nel 1999 è stata di 28,1.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Diapositiva5-4.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/MALESSERE%20SOCIALE/Diapositiva5.JPG" width="593" height="445" border="0" /></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">     </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">In Svezia nello stesso anno l&#8217;età media per gli uomini è stata di 32,9 anni, mentre quella per le donne è stata di 30,4 anni; (Rilevazione Eurostat).</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #993300; font-size: large;">Aumenta l&#8217;infedeltà.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Secondo il 4 rapporto Asper, i maschi fedeli, nella popolazione giovanile che va dai 15 ai 25 anni sono il 36,6% mentre le donne fedeli sono il 37,1%. Ha tradito il 57,7 dei maschi ed il 58,1% delle femmine. Ha tradito solo una volta il 26,4% dei maschi ed il 25,8% delle donne; tradisce sistematicamente il partner l&#8217;8,4% dei maschi ed l&#8217;8,9% delle femmine. Nel tradimento gli uomini prendono l&#8217;iniziativa nel 63,2%, mentre le donne prendono l&#8217;iniziativa nel 68,8%.  </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;avventura extraconiugale ha danneggiato la relazione ufficiale: nel 21%, ha determinato l&#8217;interruzione dei rapporti sessuali, ed in un altro 21% ha portato alla separazione.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Sono il 52%  le donne che, tra quelle che tradiscono il partner, sono sposate ( Aied).</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">&#8216;Negli Stati Uniti un numero crescente di donne tradisce il marito e lo fa senza alcun rimorso, secondo uno studio della sessuologa Susan Shapiro Barash. Della ricerca riferisce il New York Post in un servizio sul &#8216;Perché le donne tradiscono&#8217;. Il 90% delle mogli traditrici interpellate, ha detto di aver avuto una relazione extraconiugale &#8216;senza provare alcun senso di colpa&#8217;. La stragrande maggioranza ha sentito di avere il &#8216;diritto&#8217; di farlo. In base al suo studio oltre il 60% di tutte le donne sposate è destinata ad avere almeno un&#8217;esperienza sessuale fuori del matrimonio&#8217;. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #993300; font-size: large;">Aumentano le separazioni ed i divorzi.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Le separazioni nell&#8217;anno1971 sono state 11.796, nel 2002 sono state 104.986 (Fonti ISTAT 1971-2000) e Direzione Statistica del Ministero della Giustizia (2001-2002).</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Diapositiva6-3.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/MALESSERE%20SOCIALE/Diapositiva6.JPG" width="589" height="442" border="0" /></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">      </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Il totale delle coppie separate è di 1.327.553( dal 1971 fino al 2002). Il totale delle coppie separate che ancora non hanno divorziato in Italia è di 562.855; il totale delle coppie divorziate è stato negli stessi anni di 764.698.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Il numero è cresciuto progressivamente dalle 17mila dei primi dodici mesi del 1971, fino a superare quota 50mila nel 2001. Nel 1971 i divorzi erano poco più di 4 ogni 100 matrimoni. Nel 2002 vi sono stati 19 divorzi ogni cento matrimoni. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Diapositiva7-2.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/MALESSERE%20SOCIALE/Diapositiva7.JPG" width="584" height="438" border="0" /><span style="font-size: medium;">        </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Nel 2000, Il 10% delle coppie si è lasciato dopo 40-50-anni di matrimonio: sono chiamati  &#8216;i divorzi grigi&#8217;. Nel 1990 erano il 5%.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Anche nella cattolicissima Irlanda il tasso dei divorzi è più che raddoppiato tra l&#8217;anno 1986 ed il 1996.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Il 70% dei divorzi è chiesto dalle donne.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Non tutti i separati chiedono il divorzio e ciò per vari motivi: il costo, lo stress che nasce da infinite discussioni, motivi religiosi, la perdita dell&#8217;interesse per un nuovo matrimonio.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #993300; font-size: large;">Aumentano le unioni irregolari.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">In Francia, nel 1999, fra i giovani fino a 28 anni, le coppie conviventi erano più numerose delle coniugate. Nel 1997 il 40% delle nascite è avvenuto fuori del matrimonio. Per i primogeniti la percentuale di nascite fuori del matrimonio sale al 53%.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">In Italia (secondo l&#8217;ISTAT) le unioni irregolari erano 192 mila (1,3% di tutte le coppie) nel 1983, mentre sono diventate 246 mila (1,7% di tutte le coppie) nell&#8217;anno 1994, e 344mila nel 1998.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Diapositiva8-3.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/MALESSERE%20SOCIALE/Diapositiva8.JPG" width="573" height="430" border="0" /></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">           </span><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Diapositiva11-3.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/MALESSERE%20SOCIALE/Diapositiva11.JPG" width="551" height="413" border="0" /></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Senza contare le giovani coppie, che sfuggono alla rilevazione visto che mantengono la residenza anagrafica presso la famiglia di origine. Non sono inoltre comprese le unioni libere e le &#8216;famiglie ricostruite&#8217;, per un totale di circa il 10%.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Aumentano i figli che abitano in famiglia fino a tarda età.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">&#8216;Sempre più spesso nelle famiglie italiane si ha la presenza di almeno un figlio, ancora celibe o nubile, con età compresa tra i 18 e i 30 anni. Ogni 100 giovani di 18 &#8211; 30 anni, poco più di 72 vivono sotto il tetto familiare. Quest&#8217;incidenza è più alta nelle regioni del Sud e delle Isole rispetto a quelle del Centro e del Nord, &#8230;&#8217;  </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #993300; font-size: large;">Aumentano le famiglie con un solo genitore.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">In Italia sono circa il 12% le famiglie monogenitoriali. (Dati ISTAT 2001)</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;affidamento dei figli alla madre dopo la separazione è stato nel 2002 dell&#8217;82,7%; nel 1996 era del 90%.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;affidamento dei figli al padre era del 7,3% nel 1996, attualmente è del 6,4%. E&#8217; aumentato l&#8217;affidamento congiunto o alternato che attualmente è del 9,4%, mentre nel 1996 era 1,9%.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Nel Regno Unito il 13% dei bambini ha un solo genitore, nella maggior parte si tratta di donne single o separate o divorziate.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Le famiglie con un solo genitore hanno un rischio di povertà nettamente superiore alle famiglie con due genitori, mentre nel contempo è più lenta l&#8217;uscita da una situazione di povertà.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Remo Siza sulla Rivista del Volontariato riferisce che:&#8217; Le famiglie costituite da un solo genitore, donna, rappresentano una quota crescente di famiglie povere: costituiscono il 12,2% delle famiglie povere, sebbene nel complesso delle famiglie italiane esse rappresentino l&#8217;11%, e il loro numero cresce costantemente ( nel 1998 erano il 9,6%).  </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #993300; font-size: large;">Aumentano i nati al di fuori del matrimonio.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Accanto alla maggiore libertà sessuale vi è come corollario un maggior numero di partner sessuali, con aumento dei figli nati al di fuori del matrimonio. L&#8217;Italia è, in questo senso, una delle nazioni più fortunate: la percentuale di bambini nati al di fuori del matrimonio è di circa l&#8217;8,9% (dati ISTAT1999), era il 6,1% nel 1989.</span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Diapositiva9-2.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/MALESSERE%20SOCIALE/Diapositiva9.JPG" width="580" height="435" border="0" /></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Da un rapporto di Eurostat nel 1999, i figli nati nei paesi europei al di fuori del matrimonio sono stati il 27,2%, con un incremento rispetto al 1980 del 200%.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">In Svezia nello stesso anno 1999, i figli nati fuori del matrimonio erano il 55,3%.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #993300; font-size: large;">Aumentano i single.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">&#8216;Erano poco più di un milione i residenti soli nel 1951, sono stati 5,5 milioni nel censimento del 2001. Per cui il fenomeno coinvolge poco meno del 10%  dei residenti.&#8217;  </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">La composizione dei single è molto variegata. Si tratta di persone anziane, soprattutto donne in stato di vedovanza, persone divorziate o separate, giovani uomini e donne che hanno preferito o sono state costrette a rinunciare al matrimonio e ad una famiglia. Il numero di questi è in costante aumento. &#8216;Mentre nel 1991 erano in condizione di single 3,4 giovani ogni 100, nel 2001 tale incidenza si è quasi raddoppiata ( 5,2 per 100). Meno rilevanti sono invece gli incrementi degli analoghi valori per gli adulti ( da 6,0 nel 1991 a 7,8 nel 2001 e per gli anziani ( da 24,7 a 26,3)&#8217; </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Si dirà che &#8216; E&#8217; meglio essere soli che male accompagnati&#8217;, e che la solitudine emozionale, il sentirsi soli, la si può provare anche stando in mezzo alla gente, ma non vi è alcun dubbio che la mancanza di una persona accanto a noi, vicino a noi, pesa come un macigno sull&#8217;animo umano. Gli umori e i pensieri tristi fanno compagnia ai single, specie nelle festività e nei giorni canonici: Natale, Pasqua, compleanni, onomastici. Sono soprattutto questi giorni, dedicati all&#8217;incontro e al dialogo, in cui le famiglie numerose si ritrovano e nella compagnia si allietano, che i single vorrebbe cancellare dal calendario. Ci sono poi le tante, troppe odiate sere, trascorse davanti alla TV che borbotta parole incomprensibili mentre la pubblicità ti fa vedere un mondo patinato e felice che non ti appartiene. Nel frattempo il tuo animo ed il tuo pensiero corrono a tutto ciò che non hai, che ti manca: una voce, un corpo, una persona reale con cui condividere parole, pensieri, emozioni. Per non parlare delle malattie nelle quali la presenza e la cura affettuosa di una persona che ti vuol bene sarebbero più preziose di ogni altra terapia. </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #0000ff; font-size: x-large;">VOCAZIONI RELIGIOSE</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #993300;"><strong><span style="font-size: large;">Diminuiscono i sacerdoti ed i religiosi.</span></strong></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Dal mensile &#8216;Vita pastorale&#8217;   si evincono alcuni dati sconfortanti sul calo delle vocazioni religiose: il numero dei sacerdoti diocesani all&#8217;inizio del secolo, nel 1901, era di 20,9 per diecimila abitanti, nel 1951 era di 9,9, nel 1999 i sacerdoti si erano ulteriormente ridotti a 6,3 per diecimila abitanti, mentre, così com&#8217;? avvenuto per la popolazione generale è aumentata la loro età media.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Diapositiva12-4.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/MALESSERE%20SOCIALE/Diapositiva12.JPG" width="588" height="441" border="0" /></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">La diminuzione dei sacerdoti e dei religiosi può essere vista dagli atei ed anticlericali con soddisfazione e gioia come segno di laicizzazione del tessuto sociale, ma ad un esame appena più obiettivo non può non preoccupare il dato che un popolo di profonde radici cristiane, com&#8217;? quello occidentale, non riesca ad esprimere, attraverso i suoi figli, un forte e deciso impegno pastorale. D&#8217;altra parte, la diminuzione di giovani che rifiutano il ministero sacerdotale va di pari passo con quella d&#8217;altri giovani che rifiutano l&#8217;impegno familiare. Tra i due dati non è difficile scorgere delle concordanze e delle similitudini, sia nelle cause sia nelle conseguenze di queste fughe.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #0000ff; font-size: x-large;">DISAGIO GIOVANILE</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #993300; font-size: large;">Aumenta lo svago disimpegnato e le scelte di vita prive di contenuti ideali.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Nel quarto rapporto Asper avvertiva noia il 34,4% dei maschi ed il 33,0% delle femmine.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Mentre solo il 50% dei giovani legge un libro l&#8217;anno, negli ultimi decenni sono aumentate le ore trascorse davanti alla televisione, ai videogiochi, ma soprattutto sono aumentate le notti trascorse a bighellonare nei bar, nelle pizzerie, nei pub, nelle paninerie, nelle discoteche. Pi? che un sano riposo o divertimento sono cercate tutte le occasioni di &#8216;sballo&#8217; mediante un cocktail fatto di musica assordante e ripetitiva, luci psichedeliche, alcool, droga e sesso. Aumentano la noia ed il disgusto verso la vita e se stessi. K. Rahner riporta la frase di un ragazzo che sta diventando impotente, abulico, inutile: &#8216;Sono arrivato al punto di non preoccuparmi del domani; tutto mi è indifferente, e mi sono abituato a questo ritmo. Ogni giorno comincia e finisce allo stesso modo. Bevo molto e, per la maggior parte del tempo, mi perdo dietro ai sogni&#8217;.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Da una parte ci sono i giovani che si impegnano nel volontariato a favore dei poveri, degli emarginati e degli handicappati, dall&#8217;altro, e sono in grande maggioranza, ci sono loro, i ragazzi senza o con scarsissima progettualità, che si trascinano annoiati da un bar all&#8217;altro, da una discoteca all&#8217;altra, alla ricerca anche della più piccola e fugace emozione che possa scuoterli dal torpore.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Così li descrive lo psichiatra M. Allone: &#8216; L&#8217;attesa da cui non si attende niente. L&#8217;abbandono della lotta. Tutto è vissuto in maniera assoluta e generica: senza approfondimenti o specificazioni. Il niente della noia, il vuoto abissale che tutto inghiotte: mete, scelte.&#8217;  </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">E ancora: &#8216; Devono stordirsi per poter sentire. L&#8217;esperienza deve essere acuta, per poterla vivere, come se alle giuste tonalità ogni cosa diventasse indifferente&#8217;.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">I giovani sono i primi a capire che i loro comportamenti ed i loro valori sono tragicamente poveri. Sul Corriere della Sera, Sara, una ragazza scampata ad un incidente automobilistico in cui avevano perduto la vita quattro suoi compagni, confessa: &#8216; Ma quali valori? Noi ragazzi non siamo per niente puri, ne combiniamo di tutte, non diamo importanza a niente. Il mondo è diventato uno schifo, per questo tanto vale andare avanti giorno per giorno: oggi ci siamo, domani forse no&#8217;.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #993300; font-size: large;">Aumentano le difficoltà scolastiche.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Nonostante che all&#8217;esame di maturità del 1950 fosse promosso solo il 71,3%, degli studenti italiani, mentre nell&#8217;anno 2000-2001 ben il 97,8%, vi è stata una diminuzione costante di laureati rispetto agli iscritti.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Nell&#8217;anno 1997/1998 vi erano circa 231.639 fuori corso in più rispetto al 1987/1988 con un rapporto tra iscritti e fuori corso che nel 1987/88 era del 32,3%, mentre nel 1997/&#8217;98 è stato del 35,4% &#8211; (Fonti: Campus &#8211; ISTAT- Cineca).</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">      </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Il tempo che un laureato ha impiegato per completare gli studi nel 2002 è stato di sette anni.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Nel 2001-2002 si è laureato solo il 52% degli iscritti. L&#8217;età media dei laureandi è stata di 27,8 anni mentre avrebbe dovuto essere di 22/23 anni.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: medium;">Ha letto un libro negli ultimi 12 mesi poco più del 50% dei minori tra i 6 ed i 17 anni ed il 38% degli adulti. </span></span></span></p>
<div>
<h3><a href="https://www.lafeltrinelli.it/educazione-negata-malessere-educativo-nelle-libro-emidio-tribulato/e/9788878202153"><strong>Tratto dal libro &#8220;L&#8217;educazione negata&#8221; di Emidio Tribulato. Per richiedere questo libro clicca qui. </strong></a></h3>
</div>
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		<title>Disagio e malessere sociale 2</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/04/01/disagio-e-malessere-sociale-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 19:42:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>DISAGIO E MALESSERE SOCIALE 2   Emidio Tribulato &#8211; LA SOCIETA&#8217; DEL MALESSERE   AUMENTANO I COMPORTAMENTI GIOVANILI ABNORMI In Inghilterra la soglia della non punibilità è stata abbassata a dieci anni.  Negli Stati Uniti si vorrebbe applicare il codice penale anche ai minori. In Italia...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="font-size: xx-large; color: #008000;">DISAGIO E MALESSERE SOCIALE 2</span></h2>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;">Emidio Tribulato &#8211; </span><span style="font-size: x-large;">LA SOCIETA&#8217; DEL MALESSERE</span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #993300;"><span style="color: #0000ff; font-size: x-large;"><br />
AUMENTANO I COMPORTAMENTI GIOVANILI ABNORMI<br />
</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">In Inghilterra la soglia della non punibilità è stata abbassata a dieci anni.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;"> Negli Stati Uniti si vorrebbe applicare il codice penale anche ai minori.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">In Italia si vuole abbassare l&#8217;età della punibilità, attualmente a 14 anni, ad almeno 12 anni.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">&#8216; L&#8217;associazione di insegnanti e lettori, il più importante sindacato scolastico inglese, ha dichiarato che i suoi uffici hanno ricevuto 125 proteste di professori picchiati letteralmente dagli alunni e dai genitori negli ultimi dodici mesi, quattro volte la cifra del 1998&#8217;. </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">In molte scuole americane i ragazzi sono controllati uno ad uno con il metal detector per evitare che portino all&#8217;interno della classe pistole o altre armi.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Durante la stagione calcistica 2002- 2003, si sono avuti 858 incidenti:  scontri tra tifosi, scontri tra tifosi e forze dell&#8217;ordine e vandalismi ( il 28% in più rispetto all&#8217;anno precedente), con  612 feriti tra le forze dell&#8217;ordine, 238 feriti tra i tifosi. Gli incidenti hanno portato alla denuncia di 818 persone. </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Nelle scuole, come nei cortili delle case, sui muretti come nelle piazzette di periferia, gli atti di prevaricazione e di piccola violenza soprattutto psicologica ci sono sempre stati. Con tali comportamenti, sia i maschietti che le femminucce scaricavano parte dell&#8217;aggressività repressa, mettendo a confronto la propria forza, prestanza e capacità con quella degli altri. Ma il tutto si riduceva a qualche scherzo più o meno pesante soprattutto a carico dei compagni più sempliciotti, mentre restava integro un rispetto di base che, come una legge non scritta, impediva al gruppo di andare oltre e tendeva ad isolare i più facinorosi.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Ciò che, invece, sta succedendo nelle nostre scuole, ma anche nei numerosi quartieri e non solo in quelli socialmente più degradati, è qualcosa di diverso e di molto più grave: gruppi di ragazzi, chiaramente disturbati e allo sbando, si coalizzano per ricattare, aggredire, intimidire, dominare e, a volte, violentare numerose vittime in maniera sistematica e continua, senza alcun rispetto per la loro dignità ed integrità fisica e psicologica. La vittima: un ragazzo, una ragazza, un vecchio, un disabile, a volte è scelta a caso, altre volte vi è una ricerca scientificamente perfida che permette ai violenti di attuare l&#8217;aggressione certi dell&#8217;impunità.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Il danno per la vittima, costretta a subire e tacere, se non sono provocati anche dei danni fisici, si traduce in paura, ansia, desiderio di vendetta, frustrazione e quindi impotenza e svalutazione del proprio Io. Anche il carnefice ne ha un danno, non solo in quanto il senso di colpa e d&#8217;indegnità spesso lo perseguiterà per tutta la vita, ma anche per il rischio di essere inserito, come manovalanza, in un percorso criminale vero e proprio, da parte delle organizzazioni a delinquere sempre alla ricerca di piccoli balordi per i loro traffici. Le soluzioni proposte sono diverse: punire i genitori dei piccoli delinquenti, abbassare l&#8217;età della punibilità, attuare il coprifuoco notturno per i minorenni delle città, aumentare di molto la sorveglianza e la repressione durante la notte nelle città a rischio.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Sono questi, segnali di paura da parte della comunità civile, ma anche segnali di cocente sconfitta per la società e le famiglie che non riescono a seguire ed educare i giovani rampolli.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Anche gli stadi di calcio e le città che ospitano partite importanti sono diventate delle arene in cui le tifoserie, sistematicamente, si scontrano e si lasciano andare alla violenza più brutale, tanto che da parte delle autorità sempre più preoccupate di queste continue e gratuite esplosioni di aggressività e distruttività, si propone di far gareggiare le squadre a stadi vuoti, senza, quindi, spettatori sugli spalti. </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Aumentano inoltre tutti quei giochi in cui, per l&#8217;ebbrezza di un momento, si rischia la vita: le gare in auto contromano; le prove di resistenza sui binari o sulle strade: da abbandonare un attimo prima di essere travolti dal treno o dalle auto in corsa; oppure sul tetto degli ascensori: da fermare qualche centimetro prima di essere schiacciati contro il muro; o correndo sulle auto: da bloccare prima dello schianto.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Il valore della propria e altrui vita si avvicina allo zero, perciò, come alla roulette russa, si può giocare per il piacere del brivido o per scacciare, per un momento, la noia.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="color: #0000ff; font-size: x-large;"> </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="color: #0000ff; font-size: x-large;">I GIOVANI BARBONI</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Aumentano i giovani &#8216;barboni.&#8217;</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">E&#8217; in notevole aumento anche il numero dei giovani che, piuttosto che reagire aggredendo e distruggendo si ripiegano su se stessi, si chiudono alla famiglia, alla vita attiva, alla società, per vivere da barboni o, come sono chiamati con un termine burocratico, senza fissa dimora.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;"> &#8216; Una grossissima fetta dei senza fissa dimora è rappresentata dai giovani. L&#8217;età media dei clochard è, infatti, sempre più bassa: non supera i 25 anni.&#8217;   </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Se si tiene presente che dei giovani, nel fiore degli anni, con alle spalle quasi sempre una famiglia, spesso agiata, sostituiscono quei poveri vecchi, sporchi, con i vestiti a brandelli, con la barba lunga, appunto i barboni che, non avendo di che vivere o una famiglia con cui abitare, fino a qualche decennio fa stazionavano sui cartoni, attorno alle stazioni, forse capiamo che qualcosa di grave sta succedendo nella nostra società. L&#8217;autrice dell&#8217;articolo citato sopra, riporta il pensiero dello psicanalista Paolo Crepet, esperto di disagio giovanile, su questo fenomeno: &#8216;Ci sono genitori che con il denaro credono di potere comprare tutto, anche l&#8217;amore dei figli. Così molti dei ragazzi che troviamo per strada non scappano dalla miseria ma dall&#8217;aridità degli affetti, altri cercano di vincere così la noia di una vita troppo facile.&#8217; </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="color: #0000ff; font-size: x-large;"><br />
DIPENDENZE</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="color: #993300; font-size: large;">FUMO</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="color: #993300; font-size: large;"> Aumentano le donne fumatrici.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Il consumo delle sigarette, che era diminuito a metà degli anni &#8217;80, è di nuovo in crescita. Secondo l&#8217;ISTAT fumano nel nostro paese 14 milioni di persone. &#8216; Così, oggi, fuma il 27,6% della popolazione, il 33,2% degli uomini italiani e il 22,5% di donne.&#8217;</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Sono in notevole aumento le donne fumatrici. Come conseguenza di ciò, in Europa, il numero delle donne morte a causa del fumo di sigarette è raddoppiato: erano 49.203 nel 1975, è stato di 113.000 nel 1995.<br />
</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Diapositiva15-3.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/MALESSERE%20SOCIALE/Diapositiva15.JPG" width="583" height="437" border="0" /></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;aumento delle donne che fumano sigarette comporta, oltre ad un aumento nel numero dei tumori polmonari, un sicuro danno al feto, una maggiore frequenza d&#8217;aborti spontanei e di parti prematuri. Le donne che fumano partoriscono bambini con un peso inferiore alla media, ed una mortalità che è superiore del 25% rispetto ai bambini di donne non fumatrici.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Inoltre il fumo dei genitori fa aumentare il rischio per malattie respiratorie e allergiche nei bambini.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="color: #993300; font-size: large;">Aumenta la tossicodipendenza.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;aumento del consumo di droga, è evidente se si tiene conto che il numero dei decessi nel 1985 era di mille casi l&#8217;anno, mentre la media dei decessi nell&#8217;unione europea è stata nel 1999 di 7000-8000 casi l&#8217;anno (Dati Oedt).</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Diapositiva16-2.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/MALESSERE%20SOCIALE/Diapositiva16.JPG" width="580" height="435" border="0" /></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Diego Motta, in un suo articolo sull&#8217;Avvenire, riporta e commenta i risultati di una ricerca, mediante un questionario anonimo, fatta a Milano dall&#8217;università Vita-Salute del San Raffaele, su 2362 studenti di quindici istituti di scuola media superiore. Da questa ricerca si evidenzia che:&#8217;&#8230;il 42% degli intervistati ha usato la droga almeno una volta e il primo contatto con sostanze stupefacenti illegali è individuabile a circa 14 anni e mezzo, anche se c&#8217;è chi anticipa addirittura a tredici anni.&#8217;</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Si evidenzia la tendenza ad unire più di una droga &#8216;policonsumatori&#8217; e ad accompagnare l&#8217;uso delle droga con l&#8217;abuso di alcool.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Oedt) nella sua relazione riferita all&#8217;anno 1999, sull&#8217;evoluzione del fenomeno della droga nell&#8217;Unione europea, evidenzia che &#8216;il consumo di stupefacenti si conferma, inoltre, concentrato in gruppi precisi della popolazione: i giovani (tra i 15 e i 34 anni) e gli adulti maschi della città. Tra i giovani, in particolare, le percentuali di consumo sono sempre il doppio di quelle della popolazione adulta.&#8217; </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Gli studenti europei sono assai meno inclini al consumo di droghe di quelli americani, tra i quali il consumo occasionale di cannabis è del 41% contro il 20-25% dei paesi europei.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Se le droghe hanno accompagnato l&#8217;uomo fin dalla preistoria, anche il pericolo riguardante il loro uso ed abuso è da tempo conosciuto e temuto.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">I rischi delle droghe, di tutte le droghe, sono tali da minare alla radice le caratteristiche più specifiche dell&#8217;uomo: la sua mente, i suoi sentimenti, le sue emozioni, le sue capacità di giudizio e critica. Le droghe, tutte le droghe, alterano sia il controllo su se stessi, che sulla realtà che ci circonda.  Per tale motivo le droghe, tutte le droghe, rodono o rubano, chi più, chi meno, chi subito chi dopo un certo tempo, la nostra stessa umanità, la nostra libertà, la nostra autonomia di giudizio.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Il vuoto esistenziale, che si cerca di colmare, diventa ben presto baratro. La noia, che si cerca di sconfiggere, si tinge in breve del colore tetro della depressione. L&#8217;ansia, che si cerca di attutire, diventa angoscia.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;uso di droghe favorisce, inoltre, comportamenti a rischio per l&#8217;AIDS e per le altre malattie trasmissibili sessualmente non solo per l&#8217;uso di siringhe infette, ma anche perché vengono meno i freni inibitori che controllano e rendono responsabile e attento l&#8217;uso della sessualità.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">E ancora, nella ricerca del denaro che permette l&#8217;acquisto delle droghe è spesso calpestata ogni dignità personale: si mente, si ruba, ci si prostituisce, si aggredisce, si rapina &#8216;per la dose.&#8217; Diventa gravemente conflittuale il rapporto con se stessi, con la propria famiglia e con la società.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Le ragazze tendono a copiare i maschi sia nell&#8217;uso delle droghe che dell&#8217;alcool.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Si pensava inizialmente che l&#8217;uso della droga fosse causato da una mancanza di informazione, ma ci si è accorti ben presto, che non è l&#8217;informazione che manca: buona parte dei ragazzi sa a che cosa va incontro; mancano in realtà altre cose di cui parleremo più avanti.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Poiché il tema di questo libro è l&#8217;educazione, parleremo solo per sommi capi dell&#8217;alcool e delle droghe più in uso, in modo tale da permettere ai lettori di avere le idee un po&#8217; più chiare sul danno causato da queste sostanze e sulla loro frequenza nella popolazione in generale e in quella giovanile in particolare.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: large;"><strong><span style="color: #993300;">ALCOOL</span></strong></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">La curva del consumo del vino e delle altre bevande alcoliche come la birra ed i superalcolici è in aumento. In Italia sono stimati in un milione e mezzo gli alcoolisti e tre milioni quelli che eccedono nel bere .</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">I giovanissimi quindicenni bevono soprattutto la birra la quale è vista più come una fresca bevanda che non come un veicolo di alcool. G. Isola su l&#8217;Avvenire riporta i dati di una ricerca effettuata dall&#8217;ESPAD 2002, su un campione Italiano di 20 mila studenti di 300 scuole superiori e dice:</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">&#8216;Allarmante la situazione relativa all&#8217;alcool, che &#8216;si conferma la sostanza maggiormente usata dai giovani&#8217;: lo consumava l&#8217;86% nel 1999, valore salito l&#8217;anno scorso di ben tre punti percentuali. In aumento sensibile anche le &#8216;intossicazioni alcoliche&#8217;; se nel 1999 era il 53% degli intervistati a dichiarare di &#8216;essersi ubriacata almeno una volta&#8217;, la percentuale è ora (2002) al 55%.- </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">G.Brizzolati su l&#8217;Avvenire: &#8216;I giovani italiani fra i 14 e i 17 anni, con forte prevalenza maschile &#8211; 300mila a fronte di 160mila ragazze- fanno un eccessivo uso di sostanze alcoliche, soprattutto liquori e birra lontano dai pasti&#8217; </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">In alcune divisioni di neurologia in quasi dieci anni si è avuto il raddoppio dei ricoveri per alcolismo.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">&#8216;Il 95% dei soggetti che abusano di bevande alcoliche sviluppa, nell&#8217;arco di un anno, una sindrome da dipendenza.&#8217;</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">&#8216;Oggi negli Stati Uniti l&#8217;alcolismo rappresenta il terzo problema sanitario dopo le malattie cardiache ed il cancro.&#8217; </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Cosa comporta l&#8217;abuso di alcool?</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Il vino ha accompagnato l&#8217;uomo nella sua storia e nella sua evoluzione. E&#8217; quindi considerato a buon ragione, se consumato con moderazione, una bevanda utile all&#8217;organismo umano. Quando il bevitore non si adegua a norme di moderazione e di buon senso, per cui compaiono danni all&#8217;organismo, si è già in una situazione di abuso.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;uso e l&#8217;abuso d&#8217;alcool sotto varie forme: vino, birra, spumante, superalcolici, è diventato un fenomeno comune tra i giovani. Le occasioni i cui &#8216;si beve&#8217;, sembrano moltiplicarsi all&#8217;infinito: il bar, il pub, le innumerevoli feste, le nottate in discoteca, gli incontri al campo sportivo, le partite di calcio davanti al televisore, i concerti giovanili, il muretto ecc.. La polizia e le persone di buon senso, trincerate nell&#8217;ultimo baluardo arrivano a chiedere ai giovani (ma questa somiglia più a una supplica che ad una richiesta) che per evitare le stragi del sabato sera, &#8216;almeno&#8217; il guidatore sia sobrio o che si beva non oltre le due del mattino. L&#8217;alcool è la causa più comune degli incidenti stradali.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Per quanto riguarda i giovani, così come riferisce Margherita Fronte su un corsivo di Corriere Salute del 24 marzo 1998, &#8216; le ricerche del neuropsicologo Scott Swatzwelder e del suo gruppo del Duke University Medical Center dimostrano, infatti, che negli adolescenti, a causa del maggior numero di recettori presenti nel cervello, il consumo di alcolici porta alla perdita della memoria e del controllo di sé in modo più grave di quanto non accada con gli adulti&#8217;; inoltre, &#8216; La stanchezza sembra non colpire gli adolescenti che bevono alcool, che invece si sentono spavaldi e sono quindi più inclini a comportamenti aggressivi e imprudenti.&#8217;</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Si tende a limitare il problema dell&#8217;abuso di alcool alle sue conseguenze più tragiche: alla morte, sfracellati o bruciati vivi tra le lamiere accartocciate di un&#8217;auto.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Se questa è giustamente la conseguenza che più colpisce, come un pugno nello stomaco, i genitori che alla TV vedono quasi tutte le sere le carcasse delle auto e le bare con i poveri resti degli occupanti portate via dai soccorritori, si dimenticano altre realtà forse non meno drammatiche. Ad esempio, si dimentica che, accanto ai trenta- quaranta morti settimanali,  vi sono centinaia di feriti più o meno gravi, molti dei quali avranno conseguenze invalidanti per tutta la vita: giovani nel fiore degli anni diventati zoppi, ciechi, paralitici, ritardati o in coma.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Poiché l&#8217;alcool è una sostanza psicoattiva, esso agisce sul sistema nervoso centrale producendo modificazioni di tipo affettivo, comportamentale e cognitivo.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">A piccole dosi, nello stadio d&#8217;eccitazione, l&#8217;alcool provoca un&#8217;azione di depressione dei neuroni inibitori, con effetto stimolante ed euforizzante: maggiore loquacità fino alla logorrea, alterazioni di alcune funzioni sensitive e sensoriali, modica compromissione delle capacità intellettive e cognitive, deficit dell&#8217;attenzione, labilità emotiva e diminuzione dei freni inibitori.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Nello stadio d&#8217;ebbrezza si ha: incoordinazione motoria, compromissione della stazione eretta e della deambulazione, diplopia, incoerenza ideativa, aumento dei tempi di reazione.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Lo stadio d&#8217;ubriachezza porta ad alterazione quantitativa e qualitativa dello stato di coscienza, anestesia cutanea, disturbi della termoregolazione, alterazione della funzione cardiaca e respiratoria.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Nello stadio precomatoso e comatoso vi è una compromissione più o meno reversibile delle funzioni dei centri bulbari.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Quando dall&#8217;abuso saltuario di alcool si passa all&#8217;alcoolismo cronico vero e proprio, si possono avere:</span></span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    lesioni all&#8217;apparato digerente (esofagiti, gastriti, enteriti, ulcere gastriche);</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    lesioni al fegato: le epatiti prima acute e poi croniche, le steatosi, le cirrosi;</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    malattie del pancreas: le pancreatiti;</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    malattie cardiache;</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    diminuzione nella capacità di coagulazione del sangue;</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    alterazioni e lesioni cerebrali: le encefalopatie; la compromissione delle capacità intellettive e cognitive, i disturbi del comportamento, le violenze ed i delitti in famiglia e nei luoghi di lavoro, la depressione,</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    i disturbi delle sfera sessuale: la diminuzione del desiderio sessuale, l&#8217;impotenza, l&#8217;infertilità.</span></span></span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;"><br />
Quando all&#8217;alcool si associano altre sostanze come ansiolitici o ipnotici che producono depressione centrale, l&#8217;azione delle due sostanze è notevolmente potenziata, per cui si ha: accentuata sonnolenza, diminuzione dei riflessi ed alterazione della coordinazione psicomotoria.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Quando invece si associa agli stimolanti ad azione centrale, come i derivati delle anfetamine, (ad esempio l&#8217;Ecstasy) o alla caffeina, l&#8217;azione di questi stimolanti non elimina la depressione dovuta all&#8217;uso d&#8217;alcool. L&#8217;Ecstasy o altre sostanze simili possono, al massimo, indurre un effetto temporaneo di maggiore vigilanza, ma non sono in grado di bloccare in modo specifico l&#8217;azione del depressore. Infatti, appena cessa l&#8217;effetto temporaneo di stimolazione, il soggetto entra in una situazione depressiva ancora più profonda.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Questo significa che la sonnolenza, e quindi il rischio di gravi incidenti stradali, aumenta quando all&#8217;alcool si associano altre sostanze che tendono a deprimere il sistema nervoso centrale. Significa anche che i tentativi di controbattere l&#8217;effetto dell&#8217;alcool con l&#8217;uso di droghe stimolanti, può non avere alcun effetto o avere un effetto solo momentaneo.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;alcoolismo è più frequente nell&#8217;uomo rispetto alle donne, ma le donne reggono l&#8217;alcool meno dell&#8217;uomo per il loro metabolismo particolare e quindi le conseguenze sono più gravi e, quando sono incinte, coinvolgono nell&#8217;intossicazione anche il nascituro.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">All&#8217;uso frequente di alcool sono imputabili molti suicidi e tentativi di suicidio (il tasso di suicidio negli alcolisti è da 6 a 20 volte più frequente che nella popolazione generale, con una maggiore incidenza di suicidio nelle donne rispetto agli uomini).</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;alcool si associa spesso all&#8217;uso del tabacco, i bevitori regolari fumano quasi il doppio rispetto agli astemi, per cui si moltiplicano i fattori di rischio.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Il giovane bevitore incallito, attualmente, ha un&#8217;età compresa tra i 20 e i 25 anni, risiede nelle regioni nord-orientali e lavora. Un alto tasso di persone con problemi di abuso sono stati trovati fra i parenti ed i conoscenti, ciò significa che l&#8217;abuso di alcool si trasmette alla prole, come esempio negativo nello stile di vita.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #993300; font-size: large;">HASHISH E MARIJUANA</span><br />
</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Lo spinello, come volgarmente è chiamato, è attualmente la droga più consumata nei paesi europei ed americani. L&#8217;esperienza occasionale di cannabis va dall&#8217;8% della Svezia e del Portogallo al 35% di Francia e Gran Bretagna, mentre in America il consumo occasionale di cannabis arriva al 41%.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Nella statistica riportata da A. de&#8217; Micheli in Italia sarebbe usato occasionalmente dal 48% dei giovani. </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Sempre nel nostro paese il 33,5% degli studenti ha ammesso di avere fumato almeno una volta lo spinello. Il 7% lo aveva sperimentato già entro i 14 anni, il 18%  entro i 16 anni.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Nei giovani che si presentano alla visita di leva, il 51% risulta positivo al test delle urine che rileva la presenza nell&#8217;organismo di cannabis e suoi derivati.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;"> &#8216;Mamma &#8211; Papà, è solo uno spinello!&#8217;</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Sono molti i genitori che si sentono rispondere in questo modo dai figli, apostrofati o rimproverati perché nello zaino o tra i libri è stata scoperta &#8216;dell&#8217;erba&#8217;. &#8216;E&#8217; solo uno spinello!&#8217;, come dire che non è niente di male, né di pericoloso. &#8216;E&#8217; solo uno spinello&#8217;, per affermare che tutti lo fumano, che male c&#8217;è.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Che siano tanti i consumatori di questa droga &#8216;leggera&#8217; non c&#8217;è alcun dubbio.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Che l&#8217;uso dell&#8217;Hashish e della Marijuana ma anche il piccolo spaccio, tra amici, non sia visto come trasgressivo è altrettanto vero, ma che l&#8217;uso di questa sostanza non rechi danno è un altro discorso.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Per ottenere l&#8217;effetto euforizzante e la sensazione d&#8217;abbandono, di rilassamento e di calma, dato dall&#8217; &#8216;erba&#8217; si rischia molto, molto di più di quanto a prima vista non appaia.   Vi è il rischio di:</span></span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    sensazione di rallentamento del tempo;</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    deficit delle capacità critiche;</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    sonnolenza;</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    sensazione di secchezza alla bocca;</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    accentuazione della frequenza cardiaca;</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    caduta della potenza e dell&#8217;interesse sessuale;</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    peggioramento delle problematiche psicologiche che possono portare ad ansia, sospettositè, ideazione delirante, depressione. Con l&#8217;uso degli spinelli il rischio da parte degli adolescenti di cadere in una situazione d&#8217;ansia e di depressione aumenta di 5-6 volte.</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    demotivazione nei confronti delle attività e degli impegni giornalieri; apatia, indolenza;</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    alterazione delle capacità cognitive con difficoltà sia nell&#8217;imparare, sia nel ricordare: quindi difficoltà scolastiche e lavorative;</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">   alterazione della percezione;</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    disturbi nella coordinazione motoria;</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    poiché detta droga contiene gli stessi principi del tabacco, il suo fumo può portare a bronchiti, tracheiti e tumori;</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    produce dipendenza psicologica, anche se minore di quella data dall&#8217;eroina;</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    infine se sono raggiunti livelli ematici molto alti, il soggetto può provare alcuni degli effetti allucinogeni delle droghe, come quelli della dietilamide dell&#8217;acido lisergico (LSD). </span></span></span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #993300; font-size: large;">ECSTASY</span><br />
</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">&#8216;Secondo l&#8217;ultima relazione sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, almeno 80000 giovani assumono ogni settimana droghe di tipo anfetaminico, soprattutto pillole di Ecstasy.&#8217; </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Nel 1990 furono sequestrate 1691 pillole, nel 1994 ne furono sequestrate 36.000.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Diapositiva17-4.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/MALESSERE%20SOCIALE/Diapositiva17.JPG" width="587" height="439" border="0" /></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">E&#8217; usata dal 5,9 % dei giovani.            </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;Ecstasy appartiene alla grande famiglia delle amfetamine, è, quindi, uno stimolante del sistema nervoso centrale. &#8216;Le amfetamine sono farmaci che provocano dipendenza, anche se meno rispetto alla cocaina. Il loro uso sporadico spesso conduce all&#8217;abuso cronico, che può determinare gravi malattie fisiche e psicologiche.&#8217; </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Quando, nella seconda metà degli anni 80 questo tipo di sostanze si diffuse, insieme alla musica techno, nelle discoteche di ogni parte del mondo occidentale si pensò che i giovani avessero trovato il modo di sostituire, alle pericolose droghe derivate dall&#8217;oppio, come l&#8217;eroina, una sostanza diversa e molto meno rischiosa.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;"> Intanto l&#8217;Ecstasy e le sue consorelle erano usate sotto forma di pillole multicolori e quindi non vi era il pericolo di rimanere infettati dal temibile virus che porta all&#8217;AIDS; inoltre, la cosiddetta &#8216;pillola della felicità&#8217;, non deprimeva ma tirava su, eccitava, quindi era ottima per non addormentarsi ai margini della pista da ballo o mentre si era alla guida, ottima per eliminare ogni inibizione adolescenziale e quindi permettere di socializzare facilmente con l&#8217;altro sesso, l&#8217;ideale per sentirsi brillanti ed attivi.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Peccato che aumentandone la quantità, tra gli effetti secondari vi fosse un fastidioso batticuore non dovuto ad alcun innamoramento; un aumento marcato della pressione sanguigna, la sudorazione, i brividi, la nausea ed il vomito, la febbre ed il mal di testa e ancora difficoltà respiratorie e tremore.   Peccato che la perdita delle normali capacità sensoriali rendesse la guida meno sicura della normale sonnolenza e gli incidenti mortali aumentassero invece di diminuire, ma soprattutto che, finito lo &#8216;sballo&#8217;, si piombasse in uno stato di depressione, facile affaticabilità, umore disforico, agitazione psicomotoria,   e che per questi motivi, per giorni peggiorasse il comportamento e diminuisse, con la capacità di concentrazione, il rendimento. </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Ma i problemi causati dall&#8217;Ecstasy non finiscono qui. Nei test effettuati nell&#8217;Università di Toronto e dal Centro per i Disturbi da dipendenza della stessa città, si sono evidenziati dei deficit nelle capacità mnemoniche: &#8216;Lo scopo era quello di rilevare eventuali deficit in particolari settori della memoria visiva, percettiva e così via. E&#8217; risultato che i consumatori di Ecstasy ricordavano circa la metà degli elementi rispetto a chi non l&#8217;assumeva.&#8217; </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Negli ultimi anni, l&#8217;Ecstasy è stata sospettata di provocare danni al fegato che possono portare, nei casi più gravi, ad un&#8217;insufficienza epatica fulminante all&#8217;uscita dalla discoteca.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;uso può risultare fatale, inoltre, per collasso cardiocircolatorio o per shock da ipertermia   in quanto, queste sostanze, possono provocare un brusco aumento della frequenza del battito cardiaco e della pressione, restringimento delle coronarie e delle arterie cerebrali e quindi il rischio di una grave sofferenza cardiaca o cerebrale.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Queste pillole colorate danno ai giovani una falsa sicurezza: li fanno sentire non tossicodipendenti e quindi sono pochi quelli che chiedono aiuto ai centri specialistici, mentre sappiamo che sul banco degli imputati delle stragi del sabato sera, come delle violenze negli stadi &#8216;la pillola della felicità&#8217; ha un suo posto ben preciso. Come ha un posto ben preciso in tutti quei comportamenti d&#8217;uso facile della sessualità, con implicazioni anche di tipo omosessuale, da parte dei giovani che assumono queste pillole che, per loro caratteristica, diminuiscono notevolmente il controllo sulle pulsioni, con conseguenze anche a lungo termine (gravidanze indesiderate, aborti, dubbi sulla propria identità sessuale, inizio di relazioni sentimentali e sessuali con persone disturbate ecc.).</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="color: #993300; font-size: large;"><strong>LSD</strong></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Era la droga degli artisti che vedevano in questa sostanza una possibilità di ampliamento della coscienza e un modo diverso e più profondo di osservare la realtà sia interna sia esterna. In realtà era, come per tutte le droghe, un modo per cercare in una sostanza che influenza ed altera la psiche, ciò che ci manca, ciò che abbiamo perduto. Anche se non dà dipendenza questa droga, oltre ai sintomi fisici: come la midriasi, la tachicardia, l&#8217;offuscamento della vista, i tremori, la sudorazione, la palpitazione, la scarsa coordinazione motoria, ha effetti devastanti sulla psiche che vanno dalle alterazioni dell&#8217;umore e del pensiero, alle allucinazioni visive, uditive, tattili; dalla distorsione nella percezione dello spazio e del tempo, al rischio di depersonalizzazione e di vero delirio.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="color: #993300; font-size: large;"><strong>EROINA</strong></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">E&#8217; l&#8217;oppiaceo di più largo abuso nel mondo, si stimano a dieci milioni i consumatori di eroina.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Negli Stati Uniti sono più di mezzo milione gli eroinomani e più di due milioni fanno uso occasionale di tale sostanza.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;"> Secondo la relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, nel 1998 sono stati non meno di 300.000 gli italiani tra i 15 e i 54 anni che hanno usato occasionalmente l&#8217;eroina; di questi, 137.657 sono da considerarsi veri tossicodipendenti in cura presso i Sert. </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">In Italia i tossicodipendenti da eroina sarebbero 160.000, erano 70.000 nel 1979.  </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">I decessi nel 1995 sono stati 1200. nel 1996 erano 1400.<br />
</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Diapositiva18-3.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/MALESSERE%20SOCIALE/Diapositiva18.JPG" width="580" height="435" border="0" /></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">                                       </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">A questi bisogna aggiungere i morti per AIDS: sei malati su dieci hanno contratto il virus scambiandosi le siringhe.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Questa droga è molto diffusa nell&#8217;età giovanile anche se molti cominciano tardi anche tra i 30 e i 40 anni.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;"><br />
A questa terribile droga, che dà notevole dipendenza ed intensi sintomi di astinenza, si arriva attraverso varie strade di cui, la più comune, è quella dell&#8217;uso delle droghe &#8216;leggere&#8217;. Sebbene il passaggio dallo spinello all&#8217;eroina non sia per fortuna un fatto scontato, bisogna però notare che buona parte delle persone che arrivano all&#8217;eroina ha fumato erba. Questo passaggio dalle droghe &#8216;leggere&#8217; a quelle &#8216;pesanti&#8217; può essere dovuto al fatto che tutte le droghe, finito il loro effetto, fanno ripiombare il soggetto in una situazione psicologica peggiore di quella precedente al loro uso, perciò vi può essere, soprattutto nei soggetti con problematiche psicologiche come la depressione, l&#8217;ansia e l&#8217;insicurezza, il tentativo di cercare il benessere psicologico perduto, utilizzando una sostanza più potente ed incisiva.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Si può, inoltre, essere indotti a far uso di droghe pesanti da parte di altri tossicodipendenti che già si bucano, sia per un processo d&#8217;imitazione che per bisogno, da parte di questi, di procurarsi la dose giornaliera mediante un piccolo ma capillare spaccio.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Altre volte si può rimanere vittima della strategia attuata da parte dei grandi spacciatori che consiste nel far scomparire, per qualche tempo dal mercato, le droghe cosiddette &#8216;leggere&#8217;, che sono di poco costo, in modo da indurre i clienti a passare a delle sostanze per loro molto più redditizie.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">I sintomi comportamentali e psichici dovuti all&#8217;uso d&#8217;eroina sono, com&#8217;? noto, drammatici:</span></span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">   disturbi del comportamento: euforia seguita da apatia o disforia;</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    alterazione dell&#8217;umore con frequente depressione e ansia notevole;</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    tentativi di suicidio;</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    rallentamento psicomotorio;</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    deficit nelle capacità di critica;</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    compromissione delle attività sociali e professionali. L&#8217;eroinomane è come se vivesse nella perenne ricerca dei mezzi per comprare la &#8216;roba&#8217;, per questo la sua vita di studio, quella sociale o lavorativa si riduce notevolmente sia in quantità, sia in qualità;</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    stato di sonnolenza;</span></span></span></li>
<li><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">    deficit dell&#8217;attenzione e della memoria.</span></span></span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;"><br />
Nell&#8217;overdose si ha: rallentamento delle funzioni respiratorie, ipotermia, ipotensione, shock e bradicardia.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">La morte spesso avviene per l&#8217;arresto della funzione respiratoria. </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">A causa dell&#8217;uso di siringhe infette, della prostituzione per comprare le dosi e della promiscuità, i tossicodipendenti da eroina sono quelli maggiormente a rischio di epatite B. e di infezioni da virus HIV, che porta alla sindrome da immuno deficienza acquisita (AIDS).</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Poiché richiede una spesa notevole ogni giorno, la maggior parte del denaro usato per &#8216;farsi una pera&#8217; è frutto di azioni criminali.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">La crisi d&#8217;astinenza si manifesta con: ansia, insonnia, agitazione psicomotoria, diarrea, febbre, midriasi, piloerezione, nausea, vomito, ipertensione, tachicardia, crampi addominali.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Le madri eroinomani mettono al mondo dei bambini i quali, spesso, manifestano già alla nascita una sindrome d&#8217;astinenza per la quale necessitano di cure immediate.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="color: #993300; font-size: large;"><strong>COCAINA</strong></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Una  su tre che usano la cocaina ha un&#8217;età tra i 20 e i 24 anni.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Circa il 5% di studenti ammette di aver &#8220;sniffato&#8221; almeno una volta.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">&#8221; Nel 2002 sono stati sequestrati 3.932 chili di cocaina, a fronte dei 1.809 del 2001, con un incremento del 117%.&#8221; </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Diapositiva19-3.jpg" alt="http://www.cslogos.it/uploads/images/MALESSERE%20SOCIALE/Diapositiva19.JPG" width="574" height="430" border="0" /><span style="font-size: medium;">           </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;aumento nell&#8217;uso di questa sostanza pare sia collegato al costo, che è notevolmente inferiore a quello dell&#8217;eroina.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">&#8220;Oggi si conoscono appieno le capacità di assuefazione della cocaina e le gravi conseguenze del suo uso, molto più che negli anni &#8217;60 e &#8217;70, quando era erroneamente considerata una droga fondamentalmente innocua.&#8221; </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">La cocaina può essere considerata il simbolo di quanto avviene sistematicamente nel campo delle tossicodipendenze. Spesso, quando è scoperta e utilizzata tra i tossicodipendenti una nuova sostanza, si parla di droga leggera e di effetti trascurabili, ciò avviene per azione degli spacciatori che riescono ad influenzare anche alcuni cattivi maestri, con il tempo invece, e sulla pelle dei consumatori, si scoprono poi tutti gli effetti devastanti, sia sul fisico sia sulla psiche che attengono, chi più chi meno, a tutte le droghe.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Negli anni &#8217;60 la cocaina era la droga dei Vip che si tiravano su mentalmente e nell&#8217;umore sniffando la polvere bianca, oggi conosciamo meglio i suoi effetti deleteri sia sulla psiche sia sul corpo.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">I sintomi dell&#8217;intossicazione sono numerosi.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">a)    Sintomi psichici: intensa agitazione; irritabilità; alterazione del giudizio; aggressività; comportamenti sessuali impulsivi; eccitamento maniacale; aumento dell&#8217;attività psicomotoria; allucinazioni visive o tattili. L&#8217;uso frequente di cocaina può portare a sintomi psicotici con disturbi della percezione, deliri paranoidei, spesso di tipo persecutorio o di gelosia, impulsi omicidi.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">d)    Sintomi organici: tachicardia; ipertensione; midriasi; sudorazione o brividi; nausea o vomito. Si può avere la morte in seguito a convulsioni, depressione del centro respiratorio bulbare,    o per lesioni cardiache, soprattutto quando, invece di sniffarla, è iniettata: in questo caso l&#8217;azione è devastante.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;"><br />
La cocaina dà facilmente dipendenza e gravi sintomi d&#8217;astinenza.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Quando gli effetti si esauriscono si presenta affaticabilità, insonnia, disforia, agitazione psicomotoria, ansia, irritabilità, senso di spossatezza.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Gioco d&#8217;azzardo.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Nel 1998 sono stati 14,5 milioni i giocatori abituali, mentre si stimavano a 150.000 i giocatori patologici.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Sempre nel 1998 sono stati spesi in lotterie 1.782 miliardi di lire.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Non potevamo chiudere queste brevi note sulle dipendenze senza parlare della dipendenza da gioco.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">&#8221; Sono sempre di più i giovani &#8220;drogati&#8221; dal gioco. A vent&#8217;anni quasi un ragazzo su dieci è ad alto rischio di ammalarsi di &#8220;pathological gambling&#8221;, l&#8217;ossessione della scommessa &#8211; al casinò, ai cavalli ma anche al Superenalotto &#8211; che diventa dipendenza, con crisi di astinenza del tutto simili a quelle dell&#8217;alcool o degli stupefacenti.&#8221; </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">I giocatori sono in maggioranza uomini, ma anche le donne spesso si fanno trascinare dalle carte o dal piacere della puntata.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">All&#8217;aumento di questo particolare tipo di dipendenza che si registra in tutto il mondo occidentale, non è sicuramente estraneo il maggior benessere economico che permette il costoso brivido della scommessa, né sono senza macchia gli stati, come quello italiano, che utilizzano questo vizio o malattia a secondo di come si vuole intendere, per cercare di colmare i vuoti di bilancio provocati dagli sperperi nella pubblica amministrazione. Una quota consistente di questi ammalati da videopoker o da casinò rientrano tra i soggetti che cercano di sconfiggere o coprire il malessere personale, familiare o di coppia, mediante il brivido della scommessa.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">I danni sono numerosi: vi è un danno materiale che porta molte famiglie al limite della sussistenza a causa di questa dispendiosissima dipendenza; vi è un danno nel rapporto di coppia, le liti diventano continue e violente; vi è un danno nell&#8217;educazione dei figli i quali, oltre che ad essere vittime della conflittualità dei genitori, soffrono per la mancanza di dialogo e per il pessimo esempio dato dal genitore allontanatosi dai suoi compiti educativi, a causa del gioco.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Quando è lo stato a rastrellare soldi mediante questi mezzi, la cosa è particolarmente grave in quanto la pubblica amministrazione non si accorge del fatto che &#8216;La farina del diavolo si trasforma sempre in crusca&#8217;. Mentre da una parte lo stato rimpingua le sue casse con i giochi e le scommesse, dall&#8217;altra poi lo stesso stato è costretto a spendere cifre considerevoli per curare sia le persone dipendente dal gioco sia i loro familiari coinvolti nello sfacelo economico e psicologico.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="color: #0000ff; font-size: x-large;">MALATTIE TRASMISSIBILI SESSUALMENTE</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="color: #993300; font-size: large;">AIDS</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Dall&#8217;inizio dell&#8217;epidemia al 31 dicembre 1997 in Italia sono stati notificati 40.950 casi di AIDS.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">&#8216;Nel corso di pochi anni l&#8217;AIDS è diventata la più importante causa di morte tra i giovani adulti di sesso maschile e una delle principali nelle giovani donne. Nei maschi di età compresa tra i 25 e i 29 anni, dalla metà degli anni ottanta, l&#8217;AIDS ha determinato un&#8217;inversione della tendenza della mortalità generale tra i giovani, sino ad allora in costante diminuzione.&#8217; </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;AIDS è una minaccia costante se si tiene conto che il 50% dei ragazzi ha avuto un&#8217;esperienza a rischio elevato.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">A 19 anni il 56% dei maschi e il 42% delle femmine ha già avuto un&#8217;esperienza sessuale completa. Nei ragazzi fra i 18 e i 22 anni un terzo ha avuto un&#8217;esperienza con due donne in molti casi conosciute occasionalmente. L&#8217;aumento del numero dei contatti sessuali ha fatto diffondere l&#8217;infezione tra i soggetti eterosessuali i quali, molto spesso, sono dei portatori inconsapevoli. </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Fino al 1995 vi è stato un progressivo aumento dei casi di AIDS, successivamente è stata rilevata una diminuzione, con molta probabilità causata dall&#8217;uso precoce di farmaci antiretrovirali, particolarmente attivi su questi virus, che hanno impedito l&#8217;insorgere della malattia o ne hanno favorito il controllo. Per tale motivo, per alcuni autori, non vi sarebbe un vero e proprio declino dell&#8217;infezione da HIV ma un suo controllo farmacologico. </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">E&#8217; soprattutto durante le vacanze estive che, a causa di una maggiore libertà, di più tempo libero, e del clima più distensivo, insieme con nuovi amori o nuove avventure, si propagano le malattie a trasmissione sessuale.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Come è noto il virus HIV non uccide direttamente l&#8217;ospite ma, diminuendo le difese immunitarie, favorisce l&#8217;insorgere di malattie batteriche o virali che sono in grado di portare a morte i pazienti. Oltre ai problemi di natura organica, sono frequenti le problematiche psicologiche con: paura della morte, depressione, paura e senso di colpa per aver infettato le persone amate, paura di essere abbandonati dal coniuge, dai familiari, paura di abbandonare dei figli giovani, somatizzazioni dell&#8217;ansia.  </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: x-large;"> </span></span></p>
<h3><a href="https://www.lafeltrinelli.it/educazione-negata-malessere-educativo-nelle-libro-emidio-tribulato/e/9788878202153"><strong>Tratto dal libro &#8220;L&#8217;educazione negata&#8221; di Emidio Tribulato. Per richiedere questo libro clicca qui. </strong></a></h3>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Politica e raccomandazione</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/04/01/politica-e-raccomandazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 19:42:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LA POLITICA Se la religione è stata sempre uno dei pilastri delle società umane più evolute, l&#8217;altro elemento fondamentale è stato sempre rappresentato dalla politica. La storia umana ci conferma che le società diventano tanto più evolute e civili quanto più questi due elementi tra...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;">LA POLITICA<br />
</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Se la religione è stata sempre uno dei pilastri delle società umane più evolute, l&#8217;altro elemento fondamentale è stato sempre rappresentato dalla politica. La storia umana ci conferma che le società diventano tanto più evolute e civili quanto più questi due elementi tra loro collaborano, si armonizzano, si completano, si aiutano a vicenda. Il vivere sociale, al contrario, tende a degradare quando uno delle due prevale, ignora, sottomette o annulla l&#8217;altra; quando vi è, cioè, il prevalere della politica sulla religione o viceversa. Ciò sta avvenendo nelle società occidentali le quali hanno gradualmente emarginato le religioni, relegandole, nella vita civile, a delle funzioni puramente personali ed intime, disconoscendo e perdendo ad un tempo, in questo modo, buona parte dei preziosi apporti sociali di cui esse sono tributarie.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Se, infatti, la religione affonda le sue radici nell&#8217;elemento spirituale dell&#8217;uomo, la politica si lega all&#8217;elemento più pragmatico dell&#8217;umanità. Se la religione conferisce ai comportamenti e allo sviluppo umano un grande apporto nella continuità, la politica, che si base sull&#8217;attualità, permette di affrontare i problemi del particolare momento storico. Pertanto a questa non si può chiedere, come alla religione che sia immutabile, anzi si deve chiedere che si adatti continuamente alla situazione ambientale in cui l&#8217;essere umano deve vivere e confrontarsi. Se alla religione non si può chiedere di scendere a compromessi, la politica è per definizione l&#8217;arte del compromesso e della mediazione.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Se i comportamenti morali dei sacerdoti devono essere necessariamente esemplari, la stessa perfezione non si può chiedere ai comportamenti dei politici. Se ai religiosi si chiede una grande linearità e coerenza lo stesso non si può fare con i politici.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Pur tuttavia vi sono dei limiti che questi non possono e non devono travalicare pena il degrado della società civile.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Abbiamo detto che la politica deve necessariamente guardare e tenere conto della realtà attuale. Ciò non significa, però, che essa debba dimenticare la storia e la realtà del passato, in quanto è la storia dell&#8217;umanità che può impedirle di commettere errori irreparabili e gravidi di conseguenze.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Abbiamo anche ricordato che non si può chiedere ai politici la stessa dirittura morale che si chiede ai sacerdoti, pur tuttavia un buon politico dovrebbe avere dei solidi principi morali in quanto la sua immagine ed i suoi comportamenti hanno una grande influenza sugli atteggiamenti dei cittadini elettori.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ciò è vero soprattutto per quanto riguarda l&#8217;onestà. Poiché i politici utilizzano denaro pubblico, hanno il preciso dovere di spenderlo in maniera corretta, senza mai trarne profitto personale, né mai utilizzarlo per favorire &#8216;amici &#8216; personali o di partito. In caso contrario, ogni cittadino si sentirà derubato del poco o molto che avrà versato con le tasse e reagirò istintivamente cercando di evadere il fisco il più possibile. Dentro di sé è come se dicesse: &#8221; Se il politico ruba o sperpera, non vedo il motivo per il quale debba dargli i soldi che con tanta fatica, con tanto sacrificio io ho guadagnato. E&#8217; molto meglio che lo stesso denaro lo utilizzi io per la mia famiglia e per i miei figli, piuttosto che affidarlo a mani disoneste o spendaccione.&#8217;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Inoltre, poiché inoltre l&#8217;uomo politico è ritenuto da alcuni come modello cui attenersi, è facile che i suoi comportamenti, poco onesti, perdano nel tempo ogni connotazione negativa, fino al punto di essere visti come &#8220;normali&#8221;, in pratica corretti, dalla maggior parte della gente.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Purtroppo l&#8217;onestà, nei politici attuali, è una caratteristica non usuale, se non proprio rara. Per cui, è come se dai palazzi del potere giungessero ai cittadini, giorno dopo giorno, una valanga di messaggi negativi, con conseguenze devastanti sui valori cui credere e sui comportamenti più corretti da tenere.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">In particolare, un fatto inerente al comportamento e alla mentalità che tende a perdere le sue connotazioni negative, a causa della frequenza con cui viene attuato dai politici e non solo da questi, ma da chiunque detenga un minimo di potere, è la cosiddetta raccomandazione.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">LA RACCOMANDAZIONE</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per raccomandazione s&#8217;intende un comportamento che tende a favorire una o più persone appunto &#8220;raccomandate&#8221;, a scapito di altre che non hanno questo privilegio. L&#8217;ambito delle raccomandazioni è vastissimo. Specialmente nell&#8217;ambiente meridionale ci si fa raccomandare dal politico o &#8216;dall&#8217;amico potente&#8221; per una miriade di cose: per ottenere un posto di lavoro per sé o per i propri figli, per il disbrigo solerte di una pratica, per essere promossi o per ottenere buoni voti, a volte solo per evitare la fila in un ufficio. Nella raccomandazione, a differenza che nella corruzione, non vi è passaggio di denaro. Quest&#8217;elemento la rende moralmente più accetta, tanto che i politici, o altre persone che gestiscono un certo potere, spesso hanno già pronto un modulario su cui basta scrivere il nome del raccomandato ed il motivo della raccomandazione.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">In genere si accetta la raccomandazione per ottenere in contraccambio qualche altro favore o per &#8220;rispetto&#8221; ad un collega, un parente, un amico, una persona potente, che un giorno potrebbe esserci utile; in altri casi, come nell&#8217;ambiente politico, è attuata come voto di scambio, &#8216;Io ti sistemo il figlio e tu mi darai i tuoi voti e quelli della tua famiglia.&#8217;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La raccomandazione è diversa dalla segnalazione, fatta ad un datore di lavoro, di una persona che ha delle qualità o dei bisogni reali per ricoprire un determinato posto o lavoro. In quest&#8217;ultimo caso il datore di lavoro ha il diritto di scegliere la persona più bisognosa per il compito da assegnare o comunque ha il diritto di scegliere la persona più preparata o che gli dia più affidamento per le sue qualità morali e civili. In questo caso però la persona segnalata non viene scelta per favorire un potente o per ottenere qualcosa in cambio ma per le sue caratteristiche intrinseche.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nonostante la raccomandazione, come abbiamo detto, forse a causa della sua diffusione, sia moralmente ben accetta, è notevole il danno che essa reca alla comunità civile.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La persona che si fa raccomandare può vivere questa in vari modi: come esercizio di un potere superiore agli altri: &#8220;Io posso fare questo, voi no&#8217;, sentendosi titolare di diritti la cui legittimazione è molto opinabile. Ciò è pericoloso soprattutto se proiettato nel futuro, in quanto questa stessa persona è stimolata ad utilizzare gli stessi mezzi per fini più gravi. Altre volte la raccomandazione è vissuta con un senso di colpa che turba per molto tempo l&#8217;animo: &#8220;Io ho ottenuto qualcosa che non meritavo, a scapito di altri migliori di me e di questo mi vergogno.&#8217;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Anche la persona che accetta la raccomandazione la può vivere con modalità diverse; a volte è il senso del potere che predomina: &#8221; Solo le persone che valgano possono fare ciò che vogliono.&#8217; Altre volte è prevalente la mortificazione per essere stati &#8220;costretti&#8221; ad attivarsi per qualcosa che non si voleva e che la propria coscienza non accettava di fare e perciò l&#8217;aggressività verso la persona che lo ha &#8220;spinto&#8221; verso questo comportamento ingiusto ed illegale; ma anche aggressività verso sé stesso e la propria debolezza.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per quanto riguarda invece, le persone che sono state scavalcate o escluse, i sentimenti predominanti assumono le connotazioni della rabbia, della collera, della delusione, dello sconcerto e sconforto.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Rabbia per l&#8217;ingiustizia subita. Collera verso le persone da cui hanno subito il torto. Delusione per il modo in cui la società &#8220;civile&#8221; affronta il problema della giustizia: per la quale, in teoria, siamo tutti uguali di fronte alle leggi ed ai regolamenti ma poi si scopre che c&#8217;è sempre qualcuno che è &#8220;più uguale&#8221; di noi, per meriti sconosciuti.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Lo sconforto è naturale e frequente, ma è il modo con cui l&#8217;individuo &#8220;scartato&#8221; esce da questo stato d&#8217;animo negativo che è preoccupante. Alcuni cercheranno e riproveranno ad affrontare lo stesso problema sperando nell&#8217;onestà del resto della popolazione. Altri rinunceranno definitivamente a cercare od ottenere quel lavoro o quanto dovuto. Altri ancora, imparata la lezione, cercheranno, dal giorno dopo, non di prepararsi meglio per affrontare gli esami o le prove di selezione, ma si attiveranno, a loro volta, alla ricerca di un padrino &#8220;potente&#8221; che possa permettere loro di ottenere quello che non erano riusciti ad ottenere in modo legale. Si viene così a diffondere un sistema perverso, fatto di tante piccole e grandi illegalità, che inquinano profondamente ogni ganglio della società.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Oltre al danno morale vi è un grave danno nella funzionalità dei servizi. Con gli anni negli uffici ed enti pubblici, ma anche in settori fondamentali come la sanità, vengono a selezionarsi non le persone più preparate, meritevoli, capaci e motivate, ma una valanga d&#8217;ignoranti pelandroni capaci soltanto di accettare mille compromessi con la propria coscienza pur di fare carriera e quindi il degrado nella funzionalità è inevitabile. Anche perché, la persona &#8216;potente&#8217;, continuando a proteggere il suo raccomandato farà di tutto affinché questi lavori il meno possibile nel posto più comodo possibile. A questo degrado, per una provvidenziale legge del contrappasso, spesso non riescono a sottrarsi neanche le persone che lo hanno provocato le quali sono costrette, loro malgrado, a subire l&#8217;inefficienza di un personale non preparato e motivato.</span></p>
<h3><a href="https://www.lafeltrinelli.it/educazione-negata-malessere-educativo-nelle-libro-emidio-tribulato/e/9788878202153"><strong>Tratto dal libro &#8220;L&#8217;educazione negata&#8221; di Emidio Tribulato. Per richiedere questo libro clicca qui. </strong></a></h3>
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		<title>Il mondo degli affetti e quello dell&#8217;economia e della finanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 19:42:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Quando la mattina restiamo come ipnotizzati ed incantati dalla dolce musichetta della sveglia elettronica, senza saperlo, senza farci caso, dentro di noi e accanto a noi viaggiano e si muovono due mondi. Due realtà nelle quali la nostra vita, il nostro corpo, il nostro...</p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Quando la mattina restiamo come ipnotizzati ed incantati dalla dolce musichetta della sveglia elettronica, senza saperlo, senza farci caso, dentro di noi e accanto a noi viaggiano e si muovono due mondi. Due realtà nelle quali la nostra vita, il nostro corpo, il nostro cuore e la nostra mente, sono totalmente immersi. Il primo è il mondo degli affetti, dei sentimenti e delle relazioni: il secondo è il mondo dell&#8217;economia, dei commerci, dei servizi. Mentre sbadigliando cerchiamo di aprire il cuore e la mente ai piaceri, agli affanni e ai doveri della vita, che lo vogliamo o non, che ne abbiamo o non consapevolezza, queste due realtà ci accompagneranno, non solo per tutta la giornata, ma per tutta la vita. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Se siamo fortunati ad avere accanto una o più persone con le quali abbiamo instaurato una buona relazione ed un solido legame affettivo, persone insomma a cui voler bene e che ci vogliono bene, come possono essere i nostri genitori o un altro familiare: un nonno, una zia, un fratello, una sorella, una moglie o un marito, il nostro risveglio coincider? con un bacio, una carezza o un semplice saluto da parte di questi. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Ma, accanto a queste manifestazioni legate al mondo affettivo, vi saranno sicuramente e si imporranno altre realtà forse meno tenere, dolci e affettuose ma sicuramente altrettanto pressanti e coinvolgenti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Già quando sorseggiamo il primo caffè della giornata faranno capolino i pensieri e le realtà del lavoro al di fuori della famiglia, le normali faccende domestiche da affrontare, i servizi da utilizzare, le bollette e tasse da pagare. E così, durante tutta la giornata, queste due realtà ci faranno compagnia, a volte l&#8217;una, a volte l&#8217;altra, a volte insieme. In alcuni casi saranno realtà gioiose, in altri saranno realtà tristi o angoscianti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Non sempre saremo in grado di distinguerle. Non sempre saremo in grado di sceglierle.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">In molte situazioni vedremo i due mondi come fusi insieme, tanto da essere difficilmente separabili. Ad esempio, quando arriviamo in ufficio, il saluto ai colleghi può essere freddo e distaccato, perché solo di colleghi d&#8217;ufficio si tratta, oppure caldo e affettuoso, in quanto con questi si è anche stabilita un&#8217;amicizia sincera che va oltre i rapporti di lavoro. Un&#8217;amicizia che può prendere corpo nei fine settimana e nel tempo libero mediante il dialogo, le confidenze, le gite fatte insieme, i problemi condivisi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Queste due realtà che accompagnano la nostra esistenza, a volte le distinguiamo chiaramente: come confondere un affettuoso incontro amoroso con il lavoro fatto al computer per far quadrare i conti della società in cui lavoriamo? Come confondere l&#8217;abbraccio e il bacio di nostra figlia sulla porta di casa al ritorno dal lavoro, con il saluto formale del commercialista che ci aspetta con la cartella delle tasse in mano?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Altre volte, invece, con difficoltà, riusciamo a capire se il nostro impegno, i nostri sacrifici, il nostro tempo, il nostro lavoro, è dedicato all&#8217;una o all&#8217;altra realtà. Quando facciamo un radioso sorriso al capo, di cui tutti parlano male, siamo certi dello scopo del nostro gesto? Quel sorriso serve a rendere il capoufficio più benevolo nei nostri confronti, affinché ci aiuti nella promozione tanto sperata, oppure il nostro caldo saluto è solo un modo gentile per far sentire noi e lui a proprio agio, rassicurandolo nel contempo della nostra disponibilità ed amicizia?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Confusione che si crea anche quando un&#8217;occhialuta collega ci regala uno sguardo malizioso e delle confidenze intime, e restiamo perplessi ed in dubbio se queste manifestazioni hanno lo scopo di conquistare il nostro interesse e il nostro cuore o sono soltanto un mezzo mediante il quale, la gentile donzella mira ad approfittare di un passaggio per ritornare a casa con la nostra macchina.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Come le due corsie dell&#8217;autostrada, questi due mondi a volte corrono paralleli l&#8217;uno all&#8217;altro, altre volte si allontanano, per poi incrociarsi e sovrapporsi, tanto che sembrano scambiarsi e confondersi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">In realtà sono sempre distaccati e divisi perché fondamentalmente molto diversi. Capiamo però che l&#8217;uno, il mondo affettivo e delle relazioni, si rivolge soprattutto al nostro cuore, ai nostri sentimenti, alle emozioni e sogni, ci consola e scalda, ci fa piangere e ridere, ci commuove ed esalta, ci rende felici e tristi. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Avvertiamo invece che il mondo economico e dei servizi si rivolge soprattutto alla nostra ragione ed al nostro portafoglio: ci fa comprare le azioni piuttosto che i BOT, ci fa scegliere la lavatrice che è in offerta piuttosto che il forno a microonde; ci fa propendere per Giovanna, ricca ereditiera, piuttosto che per Francesca bella ma senza un soldo; ci fa trovare mille stratagemmi per pagare meno tasse o per non pagarle proprio; ci fa utilizzare gli ospedali più affidabili, i mezzi di trasporto più veloci ed efficienti, le strutture scolastiche più all&#8217;avanguardia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Uomini e donne siamo entrambi immersi nell&#8217;uno e nell&#8217;altro. Entrambi lavoriamo, gioiamo e soffriamo per l&#8217;uno o per l&#8217;altro, anche se l&#8217;educazione, la preparazione e la gestione del mondo affettivo era affidata prevalentemente alla donna, mentre incontrastato re nell&#8217;educazione, preparazione e gestione del mondo economico e dei servizi era l&#8217;uomo. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Se dovessimo dare un colore a questi due mondi non vi è dubbio che daremmo il colore rosso come il fuoco dell&#8217;amore al mondo degli affetti e giallo come il colore dell&#8217;oro al mondo dell&#8217;economia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Se poi dovessimo dargli una sede nel nostro corpo metteremmo il mondo degli affetti vicino e dentro il nostro cuore, mentre il mondo dell&#8217;economia, dei servizi e della politica lo inseriremmo nella nostra corteccia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Queste due realtà, come bravi fratelli, a volte sembrano collaborare ed andare a braccetto, altre volte invece, come avviene oggi, li osserviamo litigare e scontrarsi violentemente cercando l&#8217;uno di prevalere sull&#8217;altro, quando invece sarebbe necessaria un&#8217;intenso legame e collaborazione. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La prima difficoltà che dobbiamo affrontare nel capire queste due realtà è, intanto, quella di stabilire che cosa fa parte del mondo affettivo e cosa fa parte del mondo economico.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Chi e che cosa possiamo includere nella realtà dell&#8217;anima, del cuore, delle emozioni, dei sentimenti, del dialogo intimo, delle gioie profonde e chi e che cosa, invece, fa parte del prosaico ma altrettanto appetitoso, eccitante, attraente e coinvolgente mondo economico.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La vita familiare, i figli, l&#8217;impegno educativo e di cura, il rapporto con la rete affettiva, la vita di coppia, la famiglia, i rapporti amicali, ma anche l&#8217;amore per un qualunque essere vivente, che sia un essere umano, un animale o un vegetale, istintivamente li poniamo nel mondo affettivo, mentre nel mondo economico inseriamo il lavoro, il denaro, i servizi sociali, i rapporti con i colleghi, la politica, l&#8217;economia, la difesa, i commerci.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">In linea di massima, possiamo constatare che il mondo affettivo è fatto prevalentemente di rapporti e relazioni profonde con esseri viventi, soprattutto con esseri umani, mentre il mondo economico, al contrario, è ricco soprattutto di oggetti, di beni materiali e di numeri<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/MONDO%20AFFETTIVO%20E%20MONDO%20ECONOMICO/MONDO%20A%20E%20MONDO%20ECONperlulu2.doc#_ftn1">[1]</a>, mentre i rapporti con e tra le persone sono finalizzati alla produzione, al commercio e alla gestione di imprese e servizi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Ma le cose non sono così semplici e schematiche come appaiono. L&#8217;infermiera che passa facendo frusciare il bianco vestito inamidato tra i letti di un ospedale e il burbero maestro che si sgola dalla cattedra, dove inserirli?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La risposta non è difficile, né per gli ammalati né per i giovani discenti. Questi riconoscono subito se i due operatori riescono a stabilire, oltre ad un buon rapporto professionale, anche un caldo contatto umano verso gli utenti, oppure no. La risposta è facile anche per gli operatori stessi i quali sanno, o dovrebbero sapere, cosa e quanto della propria ragione o del proprio animo e del proprio cuore stanno mettendo nel loro lavoro. In teoria, ma solo in teoria, nei servizi potrebbero convivere entrambe le due realtà. In pratica spesso prevale l&#8217;apporto tecnico e professionale, mentre è marginale quello affettivo &#8211; relazionale. E&#8217; per questo motivo che abbiamo inserito i servizi nel mondo economico.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">E la sessualità?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Anche in questo caso la risposta non è difficile per le persone che la vivono. Se quello che scambiamo con l&#8217;altro è solo piacere o se, addirittura, questo piacere lo stiamo barattando, lo stiamo vendendo o in qualche modo comprando, non c&#8217;è dubbio che siamo nel mondo economico. Se la sessualità è dialogo, ascolto, dono o manifestazione d&#8217;amore verso l&#8217;altro, siamo sicuramente nel mondo degli affetti e delle relazioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per quanto riguarda gli oggetti anche loro possono rientrare nel mondo degli affetti, se riescono a comunicare qualcosa al nostro animo. Non regaliamo forse un anello, meglio se con un brillante sopra, quando vogliamo far capire alla persona amata che il nostro cuore è tutto per lei? Non ci leghiamo forse anche a delle realtà non viventi quando queste sono simbolo o messaggeri di ricordi che ci portano con la loro presenza emozioni e sensazioni che fanno vibrare la nostra anima? La casa della nostra infanzia, le cui stanze ci hanno visti bambini; il ricordo di parole, giochi, rimproveri e baci, non fa emergere forse intense emozioni nella nostra anima? L&#8217;auto in cui ci accompagnavamo con l&#8217;amore della nostra vita, non emana ancora il suo profumo? La bomboniera del battesimo di nostra figlia, non ci commuove ancora mentre la guardiamo?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">E d&#8217;altra parte dove inserire il mondo dell&#8217;arte, che è sicuramente una merce, perché ogni opera ha un prezzo e un costo, mentre il suo contenuto spesso ha una grande valenza emotiva ed affettiva?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per quanto riguarda invece la religione, è possibile inserire nell&#8217;uno o nell&#8217;altro mondo solo alcuni aspetti, i più esteriori di questa, mentre gli elementi più profondi e specifici che legano la nostra anima ad un essere trascendente costituiscono una realtà a parte della nostra esistenza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Anche se, come abbiamo visto, non sempre è possibile fare una netta distinzione tra queste due realtà, giacché sia nel mondo affettivo sia nel mondo dell&#8217;economia e dei servizi si muovono persone e con le persone si muovono affetti, legami, desideri, passioni ma anche più prosaici interessi, pur tuttavia dobbiamo riuscire a capire dove finisce l&#8217;uno e comincia l&#8217;altro. Quando siamo impegnati e coinvolti per l&#8217;uno e quando stiamo lavorando per l&#8217;altro. Che cosa diamo all&#8217;uno e che cosa diamo all&#8217;altro. Quali apporti riceviamo dall&#8217;uno e quali apporti riceviamo dall&#8217;altro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Perché è da questa consapevolezza che dipende la ricchezza o povert? del nostro Io e molti dei nostri comportamenti presenti e futuri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Infatti, numerose nostre scelte personali, familiari, politiche, giuridiche e religiose, vengono ogni giorno indirizzate dalla consapevolezza e poi dal valore che diamo a queste due realtà.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">E&#8217; per questo che dobbiamo riuscire a capire come alimentare e far crescere l&#8217;uno e l&#8217;altro. I limiti che dobbiamo dare all&#8217;espansione dell&#8217;uno o dell&#8217;altro affinché l&#8217;una realtà non fagociti l&#8217;altra, l&#8217;una realtà non faccia soffrire l&#8217;altra, l&#8217;una realtà non sottometta l&#8217;altra.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Lo scopo finale non è quindi il capire se l&#8217;uno è più importante dell&#8217;altro, né il cercare di far prevalere l&#8217;uno sull&#8217;altro, ma la gestione corretta di questi due mondi, affinché nessuno dei due venga sacrificato, trascurato o limitato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questa comprensione e questa gestione non sono state mai facili.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Già gli eroi omerici: come il furbo Ulisse, il grande Ettore ed il Pelide Achille, si ponevano questo problema ogni volta che anteponevano l&#8217;una realtà all&#8217;altra o nel momento in cui restavano coinvolti o impegnavano le loro vite e le loro esistenze per l&#8217;una o per l&#8217;altra. Ulisse, sicuramente, si sarà chiesto se era più importante andare in guerra per difendere la patria e l&#8217;onore del popolo acheo o restare nella propria isola accanto alla fedele moglie e al figlioletto Telemaco. E nel ritorno a Itaca, quante volte la scelta ed il conflitto avranno turbato la sua anima: se era più importante lasciarsi trasportare dallo spirito d&#8217;avventura e scoprire nuove terre, nuovi mari e nuova gente o tornare al più presto nella propria casa, tra i propri cari. Ma anche Achille, mentre combatteva sotto le mura troiane, si sarà chiesto se era il suo dovere di soldato, l&#8217;amor di patria o il desiderio di vendetta per la morte dell&#8217;amico Patroclo, a dargli veemenza, decisione e forza. Ma anche lo stesso Ettore, non ha forse dovuto scegliere tra la difesa della patria e i doveri di marito e padre?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Nella moderna società occidentale il problema si è ingigantito tanto che la gestione di queste due fondamentali realtà della nostra vita personale e sociale, in molti campi ci sta sfuggendo di mano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> A</span></p>
<div style="text-align: justify;"><br clear="all" /></p>
<hr width="33%" size="1" />
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<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Dropbox/Documents/EDITORIA%20CARTACEA/LIBRI/MONDO%20AFFETTIVO%20E%20MONDO%20ECONOMICO/MONDO%20A%20E%20MONDO%20ECONperlulu2.doc#_ftnref1">[1]</a> &#8216;Il lato commerciale di ogni società inizia e finisce con un&#8217;analisi intransigente dei propri numeri&#8217;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">B. GATES, <em>Business alla velocità del pensiero</em>, Mondadori, Milano, 1999, p.203.</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
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<p><a href="tuttelecategorie/libri/mondo-affettivo-e-mondo-economico-conflitto-o-collaborazione"><span style="font-size: 18.0pt; color: #236fa1;">Tratto dal libro: &#8220;Mondo affettivo e mondo economico-Conflitto o collaborazione?&#8221; Di Emidio Tribulato</span></a></p>
<p><a href="file:///C:/Users/emidio%20tribulato/Desktop/tuttelecategorie/libri/mondo-affettivo-e-mondo-economico-conflitto-o-collaborazionecomponent/content/article/mondo-affettivo-e-mondo-economico-conflitto-o-collaborazione.html%3fcatid=42&amp;Itemid=101"><span style="font-size: 18.0pt; color: #236fa1;">Per scaricare gratuitamente questo libro clicca qui.</span></a></p>
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<p><span style="font-size: large;"><span style="color: #ff0000;">Per avere in forma cartacea il libro &#8220;Mondo affettivo e mondo economico- Conflitto o collaborazione?&#8221; </span><a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/categorie.asp?act=ricerca&amp;genere=tutte&amp;searchInput=mondo+affettivo+e+mondo+economico&amp;scelgoricerca=nel_sito">Clicca qui.</a></span></p>
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		<title>Clima culturale e sociale</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/04/01/clima-culturale-e-sociale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 19:42:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> La reversibilità delle scelte. Nelle società occidentali è valutata positivamente, e quindi come valore sociale, la reversibilità delle scelte, cioè la libertà di tornare sui propri passi quando una decisione si mostra troppo vincolante per un soggetto che si vuole e si pensa come assolutamente...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2></h2>
<p class="3-corsivo-western" align="justify"><span style="color: #ff6600; font-size: large;"> La reversibilità delle scelte.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Nelle società occidentali è valutata positivamente, e quindi come valore sociale, la reversibilità delle scelte, cioè la libertà di tornare sui propri passi quando una decisione si mostra troppo vincolante per un soggetto che si vuole e si pensa come assolutamente libero nelle sue relazioni sociali. Da ciò si deduce che ogni comportamento, per essere desiderato, deve essere revocabile e pertanto si deve poter tornare alla situazione di partenza.<sup><a class="sdfootnoteanc" href="../index.php?page=clima-culturale-e-sociale#sdfootnote1sym" name="sdfootnote1anc"></a><sup>1</sup></sup></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Inoltre, lo stesso ambiente sociale è assolutamente incurante delle conseguenze: perché i due giovani debbono legare due famiglie con obblighi morali, a motivo del proprio rapporto amoroso, mediante il fidanzamento? Molto meglio restare liberi nelle proprie scelte presentando ai familiari e alla società la persona con la quale si è intrapreso un cammino affettivo e spesso anche di completa sessualità, come &#8216;il mio ragazzo o la mia ragazza&#8217; o come &#8216;la persona con cui sto&#8217;. Perché sposarsi quando vi sono altre scelte più facilmente reversibili come le affettuose amicizie o al massimo la convivenza? Perché procreare e quindi rimanere legati per decenni agli obblighi educativi, di cura e d&#8217;assistenza? Molto meglio non avere figli e vivere spensieratamente la propria vita sessuale o amorosa.</span></p>
<p class="3-corsivo-western" align="justify"><span style="color: #ff6600; font-size: large;"> L&#8217;esempio genitoriale ed il clima familiare.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">L&#8217;esempio dei genitori ed il clima familiare che si respira all&#8217;interno d&#8217;una casa, sono importanti nella riuscita o meno d&#8217;una futura relazione sentimentale. L&#8217;importanza aumenta se si instaura un rapporto matrimoniale. E ciò per vari motivi.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Un clima familiare teso o disturbato da frequenti e pesanti conflitti non è l&#8217;ambiente più idoneo per la crescita sana d&#8217;un bambino. La tensione e l&#8217;aggressività espresse in modo più o meno eclatante dai genitori comportano frequenti e spesso gravi sintomi psicologici di varia gravità che, inevitabilmente, si ripercuoteranno sulle future relazioni affettive dei figli rendendole più fragili, più dipendenti, più disturbate.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">D&#8217;altra parte gli esempi negativi sono anche dei modelli ai quali il bambino prima e il giovane e l&#8217;adulto poi, si confanno istintivamente: &#8216;Se i miei genitori erano soliti litigare e aggredirsi è naturale ed è normale che tra coniugi i rapporti siano improntati a litigi ed aggressioni reciproche&#8217;.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Il terzo motivo riguarda l&#8217;aiuto ed il supporto da parte dei genitori nella vita matrimoniale. Questo aiuto e questo supporto sarà difficile che vengano offerti da parte di genitori che hanno condotto la loro vita in modo conflittuale. E&#8217; molto più facile che i suggerimenti ed i consigli dati alla giovane coppia siano più di tipo distruttivo che non costruttivo.</span></p>
<p class="3-corsivo-western" align="justify"><span style="color: #ff6600; font-size: large;"> La differenziazione tra sfera pubblica e privata.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">La nostra società tende a differenziare le sfere d&#8217;azione private come l&#8217;amore, l&#8217;amicizia, la famiglia, la scelta d&#8217;uno stile di vita, da quelle pubbliche, come il lavoro, lo studio, la partecipazione politica, l&#8217;appartenenza alla Chiesa, creando norme e valori assolutamente distinti che trovano difficoltà ad integrarsi tra loro.<sup><a class="sdfootnoteanc" href="../index.php?page=clima-culturale-e-sociale#sdfootnote2sym" name="sdfootnote2anc"></a><sup>2</sup></sup></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Questa differenziazione dovrebbe servire a proteggere la libertà dell&#8217;individuo dalle ingerenze esterne. In realtà, una comunità che non dà alcuna indicazione etica nella sfera delle azioni private ma si limita a gestirne solo le conseguenze, è una comunità povera e monca. Per Donati &#8216;La tendenza (da parte della società) a far prevalere un diritto liberatorio anziché sanzionatorio ha, ovviamente, come effetto un&#8217;ulteriore privatizzazione della coppia che è riconosciuta e anche incentivata nel seguire le sue proprie aspirazioni e desideri&#8217;.<sup><a class="sdfootnoteanc" href="../index.php?page=clima-culturale-e-sociale#sdfootnote3sym" name="sdfootnote3anc"></a><sup>3</sup></sup></span></p>
<p class="3-corsivo-western" align="justify"><span style="color: #ff6600; font-size: large;">La privatizzazione delle scelte.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Privatizzazione delle scelte significa che per la società tutte le scelte individuali, di coppia e familiari sono allo stesso livello. L&#8217;unico limite è dato dall&#8217;osservanza o non delle leggi e dei regolamenti. Come dire: &#8216;Comportati come vuoi, fai le scelte che vuoi, basta che non commetta dei reati e delle infrazioni alle leggi&#8217;. La nostra società, nelle sue varie istituzioni, è diretta da un codice culturale che si rifiuta di prendere una posizione morale (questo è socialmente un bene, questo è socialmente un male), rispetto alle decisioni che riguardano la vita privata dell&#8217;individuo. Come dire &#8216;Nel pubblico prendi le decisioni seguendo le leggi imposte dalla maggioranza; nel privato comportati come vuoi&#8217;.<sup><a class="sdfootnoteanc" href="../index.php?page=clima-culturale-e-sociale#sdfootnote4sym" name="sdfootnote4anc"></a><sup>4</sup></sup></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Sono azioni socialmente indifferenti: avere o non rapporti prematrimoniali o mercenari; optare per il matrimonio o per la convivenza; per l&#8217;affettuosa amicizia o per il sesso libero; per la separazione o il divorzio. Queste azioni, essendo comportamenti considerati come scelte private, di individui adulti e consenzienti, si è pienamente legittimati a compierle. La nostra è una società che giudica, quindi, irrilevante ed indifferente il prendersi la responsabilità di coppia, il decidersi per il matrimonio, il costruire una famiglia pubblicamente legittimata. Che ci si sposi o non è un fatto di gusti e valori personali.<sup><a class="sdfootnoteanc" href="../index.php?page=clima-culturale-e-sociale#sdfootnote5sym" name="sdfootnote5anc"></a><sup>5</sup></sup></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Così come non esistono dilemmi morali per tutto ciò che riguarda la sfera privata dell&#8217;individuo, la stessa società è sempre più invasiva rispetto alle conseguenze delle stesse decisioni.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Pertanto se due ragazzi, anche giovanissimi, hanno tra loro rapporti sessuali, per lo Stato non ha alcuna importanza: &#8216;fatti loro&#8217;, ma se vogliono sposarsi o se la ragazza rimane incinta e vuole abortire, allora deve sottostare alle leggi dello Stato e dei servizi offerti dallo Stato.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">E&#8217; difficile però immaginare un consesso di cittadini che sia indifferente al danno personale che questo tipo di comportamento può avere sul futuro di questi giovani, ma soprattutto è difficile accettare che uno Stato resti indifferente alla morte d&#8217;un futuro cittadino.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Se una giovane o un giovane si lega ad un uomo o una donna sposata non ha alcuna rilevanza sociale ma se questo comportamento porta allo sfascio d&#8217;una famiglia con le consequenziali richieste di separazione o di divorzio, allora lo Stato interviene per regolamentare sia l&#8217;una che l&#8217;altra richiesta. Ma siamo certi che sia indifferente per una comunità il danno procurato alla società dalla rottura d&#8217;una famiglia?</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Da un lato generare figli non è un valore socialmente condiviso, dall&#8217;altro il problema della mancanza delle nascite diventa un argomento di discussione pubblica per le gravi conseguenze sociali che questo comportamento arreca.<sup><a class="sdfootnoteanc" href="../index.php?page=clima-culturale-e-sociale#sdfootnote6sym" name="sdfootnote6anc"></a><sup>6</sup></sup></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Ancora una volta alcuni Stati moderni per un&#8217;errata idea di libertà hanno scelto di avere un comportamento miope e schizofrenico nei confronti del benessere degli individui, delle coppie come delle famiglie.</span></p>
<p class="3-corsivo-western" align="justify"><span style="color: #ff6600; font-size: large;">La quantità e la qualità del lavoro.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Tra i tanti fattori che impediscono oggi di vivere bene l&#8217;intimità ed il dialogo tra un uomo e una donna, vi è la quantità e la qualità del lavoro. In quanto il lavoro può creare un notevole coinvolgimento emotivo.<sup><a class="sdfootnoteanc" href="../index.php?page=clima-culturale-e-sociale#sdfootnote7sym" name="sdfootnote7anc"></a><sup>7</sup></sup></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Per Albisetti, infatti, il carrierismo, la competizione, l&#8217;ambizione personale, il desiderio di possesso e di prestigio, non hanno fatto avanzare d&#8217;un millimetro la comprensione tra le persone men che meno aiutano i rapporti d&#8217;amore,<sup><a class="sdfootnoteanc" href="../index.php?page=clima-culturale-e-sociale#sdfootnote8sym" name="sdfootnote8anc"></a><sup>8</sup></sup> sia a causa dello stress dovuto alle enormi quantità d&#8217;energie utilizzate per raggiungere un posto elevato, sia per i litigi con il coniuge, privato di quel dialogo e di quelle attenzioni dei quali avrebbe diritto.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">S&#8217;instaura un circolo vizioso che allontana sempre di più l&#8217;individuo da se stesso, dagli altri, dalla società.<sup><a class="sdfootnoteanc" href="../index.php?page=clima-culturale-e-sociale#sdfootnote9sym" name="sdfootnote9anc"></a><sup>9</sup></sup> In particolare, nel dialogo di coppia, che dovrebbe essere un incontro, fonte di piacere, gioia, calore, le persone eccessivamente dedite al lavoro tenderanno a portare, in uno scontro distruttivo ed alienante, la stanchezza, le frustrazioni, lo svilimento, i pensieri e le ansie accumulate nella giornata.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Anche se uomini e donne hanno sempre lavorato, è il tipo di lavoro e la sua qualità che rendono difficile il dialogo e la comunione profonda. Come avere la giusta serenità per dialogare quando il lavoro non è da te gestito ma è esso che ti gestisce?</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Come avere il tempo per dialogare quando il pensiero è rivolto frequentemente al tuo datore di lavoro che ha minacciato di licenziarti se non rendi abbastanza e pertanto sei costretto a portarti a casa il lavoro per terminarlo entro i termini tassativamente stabiliti?</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Come dialogare serenamente con l&#8217;amore della tua vita, quando il tuo capo ti fa capire in modo chiaro e deciso che non potrai far carriera se non accetti i suoi inviti a cena, o non dimostri di essere felice quando ti propone di andare con lui in trasferta per presenziare ad un convegno che si svolge dall&#8217;altra parte della nazione?</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Come dialogare serenamente quando il pensiero è rivolto ai colleghi che ti circondano di sorrisi e frasi apparentemente affettuose, mentre sottobanco sono occupati a trovare il modo per svilirti agli occhi del capo o fanno di tutto per farsi raccomandare da persone potenti per scavalcarti o prendere il posto faticosamente da te conquistato?</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Come vivere bene il rapporto di coppia quando sei costretto a lottare contro la concorrenza, inseguito dagli appuntamenti, dalle riunioni che si prolungano nella notte e dalle improvvise trasferte in Italia e all&#8217;estero?</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">E&#8217; difficile essere marito o moglie sorridente, madre e padre sempre disponibile e allo stesso tempo competere in carriera. Sempre alla ricerca di posizioni sociali le più gratificanti possibili e di stipendi sempre più alti.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">E&#8217; fondamentale, quindi, per la persona, ma anche per la comunità civile, una qualità di lavoro notevolmente diversa da quella attualmente presente nella nostra società. Abbiamo bisogno d&#8217;una qualità di lavoro molto più attenta ai bisogni personali e al benessere della coppia e della famiglia.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Nella scelta e nella conduzione del lavoro dovremmo assolutamente evitare di lasciare per la comunione, l&#8217;incontro e lo scambio con la persona che amiamo, i rimasugli del nostro tempo e delle nostre energie. Dovremmo, invece, ritagliare nella nostra vita d&#8217;ogni giorno o nella nostra settimana, delle ore e dei giorni da dedicare, con serenità, disponibilità ed il massimo delle nostre capacità, al dialogo e allo scambio affettivo, amoroso e sessuale.</span></p>
<p class="3-corsivo-western" align="justify">
<div id="sdfootnote1">
<p class="sdfootnote"><span style="font-size: medium;"><a class="sdfootnotesym" href="../index.php?page=clima-culturale-e-sociale#sdfootnote1anc" name="sdfootnote1sym"></a>1 PRANDINI, R., (1998), &#8216;La cultura dell&#8217;amore giovanile&#8217;, in <em>La famiglia,</em>187, gennaio &#8211; febbraio, p.7.</span></p>
<p class="sdfootnote"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
</div>
<div id="sdfootnote2">
<p class="sdfootnote"><span style="font-size: medium;"><a class="sdfootnotesym" href="../index.php?page=clima-culturale-e-sociale#sdfootnote2anc" name="sdfootnote2sym"></a>2 PRANDINI R., La cultura dell&#8217;amore giovanile, in <em>La famiglia,</em> 187, 1998, p.7.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote3">
<p class="sdfootnote"><span style="font-size: medium;"><a class="sdfootnotesym" href="../index.php?page=clima-culturale-e-sociale#sdfootnote3anc" name="sdfootnote3sym"></a>3 DONATI P., (1995), <em>La dinamica di coppia oggi: un approccio relazionale</em>, in <em>La famiglia,</em> 170, marzo-aprile, p.13.</span></p>
<p class="sdfootnote"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
</div>
<div id="sdfootnote4">
<p class="sdfootnote"><span style="font-size: medium;"><a class="sdfootnotesym" href="../index.php?page=clima-culturale-e-sociale#sdfootnote4anc" name="sdfootnote4sym"></a>4 DONATI P., (1995), La dinamica di coppia oggi: un approccio relazionale<strong>,</strong> in <em>La famiglia,</em> 170, marzo-aprile, p.13.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote5">
<p class="sdfootnote"><span style="font-size: medium;"><a class="sdfootnotesym" href="../index.php?page=clima-culturale-e-sociale#sdfootnote5anc" name="sdfootnote5sym"></a>5 PRANDINI R., La cultura dell&#8217;amore giovanile, in <em>La famiglia,</em> 187, 1998, p.13.</span></p>
<p class="sdfootnote"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
</div>
<div id="sdfootnote6">
<p class="sdfootnote"><span style="font-size: medium;"><a class="sdfootnotesym" href="../index.php?page=clima-culturale-e-sociale#sdfootnote6anc" name="sdfootnote6sym"></a>6 PRANDINI R., La cultura dell&#8217;amore giovanile, in <em>La famiglia,</em> 187, 1998, p.14.</span></p>
<p class="sdfootnote"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
</div>
<div id="sdfootnote7">
<p class="sdfootnote"><span style="font-size: medium;"><a class="sdfootnotesym" href="../index.php?page=clima-culturale-e-sociale#sdfootnote7anc" name="sdfootnote7sym"></a>7 TRIBULATO E., (2005), <em>L&#8217;educazione negata</em>, EDAS, Messina, p.72.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote8">
<p class="sdfootnote"><span style="font-size: medium;"><a class="sdfootnotesym" href="../index.php?page=clima-culturale-e-sociale#sdfootnote8anc" name="sdfootnote8sym"></a>8 ALBISETTI, V., (1994), <em>Terapia dell&#8217;amore coniugale,</em> Paoline, Milano, p181.</span></p>
<p class="sdfootnote"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
</div>
<div id="sdfootnote9">
<p class="sdfootnote"><span style="font-size: medium;"><a class="sdfootnotesym" href="../index.php?page=clima-culturale-e-sociale#sdfootnote9anc" name="sdfootnote9sym"></a>9TRIBULATO E., (2005), <em>L&#8217;educazione negata</em>, EDAS, Messina, p.73.</span></p>
<p style="text-align: center;">
<p><span style="font-size: large;"><span style="color: #ff00ff;">Per avere in forma cartacea &#8220;Uomini e donne al bivio &#8211; Quali strade per l&#8217;amore&#8221;</span> <a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=332240">clicca qui.</a></span></p>
<p class="sdfootnote"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
</div>
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