Amore vissuto - amore coniugale

Amore vissuto - amore coniugale

 

 

L’amore più serio, più stabile nel tempo, più utile alla società, ma anche il più difficile da costruire e mantenere è l’amore nel quale siano presenti in modo equilibrato tutte e tre le componenti: l’intimità, la passione e l’impegno. Questo tipo d’amore viene chiamato da Sternberg amore vissuto o completo.[1] 

Simile all’amore vissuto è l’amore coniugale di cui parla Mucchielli.[2]

Nelle strade dell’amore coniugale troviamo di tutto: vi sono marmocchi da allattare e da cullare, come vi sono cene romantiche a lume di candela rubate, quasi per miracolo, alle necessità familiari. Vi sono tasse da pagare, lavatrici da riempire e panni da stirare, ma anche viaggi esotici e tramonti in riva al mare da godere. Se non sono rari i momenti di tensione e stress, sono frequenti le allegre tavolate. Spesso l’odore delle rose rosse regalate per San Valentino si unisce all’odore del sugo che bolle nella pentola. Spesso un bacio dato di sfuggita al partner è conteso anche dai figli vocianti e impertinenti.

Questo tipo d’amore può nascere dopo il matrimonio o quando i due partner sono giunti ad una profonda conoscenza reciproca, il che può accadere anche prima del matrimonio se il corteggiamento è stato lungo.

Ridotta o ridimensionata la iniziale passione amorosa della fase dell’innamoramento, questa viene sostituita dalla stima, dalla simpatia e dalla realtà dell’amore coniugale.

Questo tipo d’amore risulta notevolmente diverso e molto più complesso dell’innamoramento. Nonostante ciò molto spesso tra i giovani, ma anche tra i meno giovani, si parla indifferentemente dell’uno e dell’altro come fossero sinonimi.

Nell’amore coniugale le tre componenti: intimità, passione ed impegno, sono ben equilibrate.

Se, come abbiamo detto, la componente impegno è notevole, affinché l’amore duri nel tempo, l’intimità fatta di dialogo verbale, di ascolto ma anche di gesti dovrà necessariamente essere molto profonda e ricca. Lo stesso dicasi per la componente passione. Il darsi piacere reciproco con entusiasmo, con gioia e con generosità gratifica, arricchisce e aiuta ad affrontare le mille difficoltà della vita quotidiana.

 

 Il legame con le realtà

L’amore coniugale è un sentimento strettamente legato alla realtà. Esso non nasce, quindi, come alienazione o deformazione del vissuto reale.

 La gradualità

Altra caratteristica di questo tipo d’amore è la gradualità. Questo sentimento non esplode improvviso come l’innamoramento o l’amore romantico ma aumenta gradualmente insieme all’intimità tra le due persone, mentre aumentano le cose che vengono condivise: i sogni, i ricordi, i pensieri, le conquiste ma anche le perdite. Ogni realtà ed ogni avvenimento vissuto in comune, mano nella mano, sostenendosi a vicenda, fa aumentare l’intimità e quindi anche l’amore.

 

 

 Il legame con la volontà

Un’altra differenza significativa sta nella sua origine e nella sua crescita. La nascita, la crescita o la diminuzione e fine dell’innamoramento non dipendono da noi. Non sono soggette alla nostra volontà, in quanto l’innamoramento è “gratuito”. Ci prende improvvisamente come improvvisamente può scomparire. L’amore coniugale, invece, è strettamente legato al nostro impegno, alla nostra volontà, capacità e disponibilità.

Pertanto noi vogliamo amare quella persona, e, quindi, disponiamo il nostro cuore a questo sentimento. Noi vogliamo che questo amore cresca e pertanto con le nostre parole, con i nostri gesti, con i nostri comportamenti, con le mille attenzione che mettiamo in atto, facciamo di tutto per raggiungere questo obiettivo.

Noi vogliamo che questo amore duri tutta la vita e allora ci adoperiamo affinché diventi sempre più forte e robusto, così da superare le insidie del tempo e degli avvenimenti che potrebbero intaccarlo e corroderlo. E se per qualunque motivo, il rapporto si dovesse ammalare noi lo curiamo, a volte direttamente e personalmente, altre volte se da soli non riusciamo nell’intento, abbiamo il coraggio e la determinazione sufficiente per farci aiutare dagli altri.

 

 

La progettualità

Caratteristica di questo tipo d’amore è, inoltre, la progettualità. Non c’è solo l’oggi ma ci si impegna e si programma per un domani anche molto lontano nel tempo: si vuole progettare una vita in comune sostenendosi a vicenda; si programma di comprare una casa utilizzando il lavoro, i risparmi ed i sacrifici comuni; si progetta di avere dei figli e poi dei nipoti da curare, accudire, educare e poi accompagnare per le strade del mondo; si vuole una condivisione delle speranze, dei sogni e delle realtà, tristi o liete che siano.

La solidarietà e l’aiuto reciproco

La solidarietà e l’aiuto reciproco sono delle basilari caratteristiche dell’amore coniugale. In questa tipologia d’amore vi è una sollecitudine attiva nei confronti degli altri membri della famiglia che cerchiamo di proteggere e verso i quali ci sentiamo responsabili.

 Se analizziamo l’amore coniugale vi ritroviamo un intenso bisogno di vicinanza e di dipendenza, tanto che si considera l’altra persona molto importante anzi essenziale per la propria vita ma anche per la propria felicità: “Se non avessi lei sarei infelice,: lei è tutto per me”.[3]

Quando si vive questo sentimento si considera la coppia e la famiglia al centro della propria vita, mentre passano in secondo piano, pur rimanendo presenti, le famiglie d’origine, gli amici, il lavoro ma anche l’”io” e il “tu”; sale in primo piano il “noi”. Noi corresponsabili di questa nuova ed originale realtà umana. Noiresponsabili principali dell’educazione dei figli. Noi[4] Noi per procreare e poi educare e far crescere con i nostri figli la speranza dell’umanità. corresponsabili nel difendere, proteggere e rafforzare, a volte con le unghie e con i denti, l’indipendenza, l’autonomia, la stabilità, il vigore, di questa unione.

Accanto alla coppia, l’amore coniugale inserisce l’apertura alla vita e quindi cerca nei figli un altro motivo di arricchimento, sia personale che di coppia. I figli, nell’amore coniugale, sono voluti, cercati, desiderati, in quanto con essi l’amore di coppia produce i suoi frutti migliori che offre alla vita e all’umanità e da essi trae nutrimento, scopo, vigore e sostegno.

 La durata

Un’altra caratteristica dell’amore coniugale è quella di essere un sentimento molto forte, duraturo e stabile nel tempo. Se l’innamoramento o la passione possono durare solo poche ore o pochi giorni, al massimo qualche anno, l’amore coniugale può durare tutta la vita.

 Le sue necessità

Anche se nel vivere questo dolce, incantevole sentimento, c’è molta gioia e tanto desiderio di piacere e di far piacere, esso si forma e matura attraverso gesti quotidiani, rinunce, sacrifici, a volte sofferenze.

Le coppie che scelgono di vivere l’amore coniugale, tendono sempre di più a valutare i loro atti individuali, i loro atteggiamenti e le loro intenzioni, in funzione della totalità coniugale e della risonanza degli effetti che questo amore avrà sui figli. Ciò in quanto le persone, nell’amore coniugale, si impegnano e responsabilmente lavorano per la salute della coppia e della famiglia.[5]

 I suoi doni

L’amore coniugale è un sentimento che arricchisce i due, ma anche la società, in modo profondo e stabile.

Emerge allora prepotentemente che l’amore coniugale è il centro ed il motore del mondo affettivo. Si comprende che solo vivendo con pienezza questo tipo d’amore, potrà nascere per le nuove generazioni la possibilità di vivere in senso pienamente umano sia le realtà individuali che quelle sociali e relazionali. Infatti, senza l’amore coniugale e quindi senza la famiglia che da esso nasce, non vi è possibilità di far sviluppare una vita umana matura, serena, equilibrata, libera dal disagio, dai disturbi psicologici, come dall’egocentrismo.[6]

Abbiamo detto che l’amore coniugale nasce, cresce e si sviluppa nella prospettiva della procreazione umana. Questo non significa che la procreazione sia indispensabile ma che nell’intraprendere questo cammino insieme si vuole condividere l’amore che si ha verso l’altro anche con dei figli. Si vuole generosamente aprire il proprio cuore perché anche altri possano abbeverarsi dell’amore che si sente e si vive.

 

 

Il lavoro di squadra

Come in una squadra, nell’amore coniugale l’uno cerca di aiutare l’altro, l’uno sostiene l’altro e si fa sostenere dall’altro: nelle sue difficoltà, nell’affrontare i problemi quotidiani, nel cercare delle soluzioni. Quando questo sentimento è ricco e forte si ha la netta sensazione di vincere in due e di perdere in due.

Il benessere dell’altro diventa il proprio benessere e quindi ognuno dei due è interessato alla gioia e alla serenità dell’altro come fossero la propria gioia e la propria serenità. Quando questo sentimento è ricco e forte l’altro è importante non perché mi può dare qualcosa ma perché è una parte importante di me. Non rispettare l’altro è non rispettare me stesso. Amare e prestare molte attenzioni all’altro è amare e prestare attenzioni a me. Essere paladini dell’altro, curare l’altro, proteggere l’altro, dedicare la propria vita all’altro, ricercare il suo benessere fisico, spirituale e psicologico sono fondamentali per avere io e la nostra famiglia cura, per avere io e la nostra famiglia benessere, per avere io e la nostra famiglia protezione.

La stima e il rispetto reciproco sono componenti fondamentali in questo tipo d’amore. Più è alta la stima e il rispetto, più dura il rapporto, più la coppia si cementa di quest’amore.

 

La sua nascita

L’amore coniugale può nascere in vario modo: si può aggiungere all’amicizia; può sostituire delle amicizie; può nascere da un’occasionale conoscenza; può sostituirsi al fuoco dell’innamoramento; può, come in India, in Cina ed in molti popoli orientali, iniziare nel momento stesso nel quale inizia il progetto matrimoniale che, se è da altri programmato e organizzato, è inseguito da noi gestito e vissuto.

Un amore che nasca dopo il matrimonio per la nostra cultura occidentale odierna appare poco credibile se non impossibile. Eppure milioni di coppie del presente come del passato sono là a dimostrare che questo tipo d’amore esiste ed è altrettanto valido.



[1]  STERNBERG, R. J., (2002), “La triangolazione dell’amore”, in Sternberg, R. J. – Barnes, L. M, a cura di, La psicologia dell’amore, Bompiani, Bologna, p. 151.

[2]  MUCCHIELLI, R, (1993), Psicologia della vita coniugale, Città nuova editrice, Roma.

[3]  MUCCHIELLI, R., (1993), Psicologia della vita coniugale, Città Nuova Editrice, Roma, p 77.

[4]  MUCCHIELLI, R., (1993), Psicologia della vita coniugale, Città Nuova Editrice, Roma, p 77.

[5]  MUCCHIELLI, R., (1993), Psicologia della vita coniugale, Città Nuova Editrice, Roma, pp. 78-82.

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