Il benessere sociale

Il benessere sociale

 

La nostra società occidentale si caratterizza sicuramente per alcune notevoli conquiste civili ed economiche.

Sarebbe lungo enumerare le meraviglie offerte dalla moderna tecnologia, come i nostri computer sempre più piccoli, potenti ed economici e le macchine sempre più perfette e complesse che diminuiscono, di molto, la fatica umana, mentre, nel frattempo, sotto forma d’astronavi immense, s'innalzano orgogliose verso il cielo portando al di fuori della terra un carico scientifico di prim’ordine, capace di ascoltare, fotografare ed analizzare i pianeti del nostro sistema solare, ma anche le stelle più lontane; come sarebbe inutile enumerare e magnificare gli strumenti di comunicazione: sempre più potenti, in grado di unire tutto il mondo, in un’unica rete telematica.

Del maggior benessere materiale ne sono prova:

•    l’allungamento della vita media che ha raggiunto dei primati impensabili fino a qualche decennio fa: nel 1961 la speranza di vita alla nascita era di 67,2 anni per gli uomini e di 72,3 anni per le donne; nel 2001 è stata di 76,8 anni per gli uomini e di 82,9 per le donne;

•    la  mortalità perinatale e infantile che, nel 2002 è scesa allo 0,4%, mentre nel 1999 era dello 0,5%;

•    l’aumento in altezza della popolazione.

             

Accanto alle grandi conquiste tecnologiche non possiamo dimenticare il maggior benessere materiale.

Mai siamo stati così ricchi e mai la ricchezza e stata così diffusa. La nostra è la civiltà che ha raggiunto il maggior benessere economico e materiale, per giunta distribuito in una larga fascia sociale. Sicuramente anche nelle nazioni più progredite socialmente vi sono grandi ricchi e sacche di povertà e d'emarginazione sociale, ma la fascia media è molto ampia, tanto che sono numerosissimi i cittadini del mondo occidentale che non solo non hanno problemi di alimentazione ma di iperalimentazione; non hanno tanto il problema di comprare dei beni di consumo, quanto quello di smaltire i rifiuti.

Mai le nostre case sono state così ricche d’oggetti ad alto contenuto tecnologico, più o meno utili per il lavoro, per le attività culturali, ricreative, sportive ecc..

Mai le nostre case sono state così numerose, ampie e pulite.

Accanto a questo maggior benessere materiale, vi è stato nel frattempo un aumento notevole dei servizi sociali, che mai sono stati così numerosi, diffusi e capillari. Anche i bambini dei paesi più piccoli possono godere della formazione e della cultura data da un sistema scolastico notevolmente più ricco che in passato.

In Italia il numero degli iscritti all'università da 270.000 negli anni '60 è aumentato fino a 1.700.000 nel 2002.

          

Anche se non ancora sufficienti, il sistema assistenziale nei confronti degli anziani e l’integrazione ed il recupero delle disabilità, hanno raggiunto dei livelli notevoli.

Mai abbiamo goduto di tanta libertà di pensiero, d’espressione, di movimento, d’idee, sia a livello personale, che di gruppo: razziale, culturale, linguistico e religioso.

Notevole è l’impegno nel volontariato (il 15% degli italiani vi si dedica).

 

Tratto dal libro "L'educazione negata" di Emidio Tribulato. Per richiedere questo libro clicca qui. 

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