Prescrittura

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Gli scarabocchi infantili

 

L'evoluzione degli scarabocchi anche se vi possono essere delle differenze individuali segue un preciso percorso. 

Il bambino già a tre mesi osserva le traccie lasciate dalle sue mani sulla sabbia, sulla polvere e sull'acqua.

A dodici mesi il foglio viene trattato come un oggetto su cui dare dei colpi e non come una superficie piana su cui scrivere. Il bambino usa il foglio come una sostanza che assorbe il suo movimento come fosse sabbia, creta, plastilina, fango.

 





A questa età riesce solo a lasciare sul foglio buchi, sfregamenti, colpi. Solo in un secondo momento impara ad usare il foglio come una superficie. 

A questa età ai suoi gesti mentre disegna partecipa tutto il corpo e non solo la mano o le dita. I movimenti sono molto larghi anche se il segno che lascia può essere molto piccolo.

Solo successivamente, e con gradualità, egli riesce a liberare la spalla dal corpo, la mano dal braccio e infine le dita dalla mano.

      Ma già egli scopre che i suoi movimenti possono lasciare una traccia e che vi è un rapporto tra il suo movimento ed il segno lasciato sulla superficie, per cui varando i suoi movimenti variano le tracce lasciate. E scopre anche che lasciare delle tracce è un gioco piacevole.


 

Verso i sedici-diciotto mesi nascono i tracciati caotici. Caotici in quanto  non vi è in essi alcun ordine. 

Questi tracciati fino ai venti mesi sono monolaterali. Nel senso che se usa la destra i tracciati si troveranno a destra, mentre se usa la sinistra i tracciati saranno a sinistra. 

Inoltre questi tracciati sono centrifughi partono partono, cioè, dal punto più vicino al bambino e si allontanano poi a destra o a sinistra. 

Le linee possono espandersi in senso orario o antiorario a secondo della strutturazione cerebrale.




Dai 20 ai 30 mesi, nella prima fase egli non riesce ad adattare il suo gesto manuale allo spazio a disposizione ma è l'occhio che segue la mano che scarabocchia e non viceversa.

Nella seconda fase, invece, egli è padrone del gesto e quindi della mano, per cui controlla i tracciati che effettua. La mano, in definitiva, viene guidata dalla sua volontà nell'effettuare segni circolari e ad angolo.

Non riesce ancora, però, a sollevare la matita dal foglio per effettuare i vari scarabocchi e spesso supera i bordi del foglio.




















Verso i 30 - 48 mesi, nella fase detta della rappresentazione lo scarabocchio è più circoscritto, non supera i bordi del foglio, il bambino è capace di disegnare degli oggetti grafici diversi:

  • per forma: rette, cerchi, croci, quadrati, 
  • Per proporzione: una cosa grande o una cosa piccola.
  • Per numero: un elemento grafico o tanti elementi grafici.
  • Per localizzazione nello spazio: sopra o sotto il foglio, a destra o a sinistra del foglio.

Ma lo stesso segno può, per il bambino, di volta in volta, rappresentare un viso, il telefono, una persona, un albero.

In questa fase può effettuare delle imitazioni della scrittura che sono chiamate “Grafismo scritturale”.

Sempre verso questa età disegna dei quadrati per seguire il bordo del foglio o racchiudere un disegno. Solo verso la fine dei tre anni le figure somigliano a qualcosa di concreto: un albero, un solo, una casa. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I percorsi

I PERCORSI

 

Quando il bambino percorre una o più linee che si snodano nello spazio sono soprattutto stimolate le aree cerebrali deputate al controllo e alla coordinazione occhio - mano. Questa capacità è minima all'età di due - tre anni per poi aumentare gradualmente fino a raggiungere dei buoni risultati solo dopo i sei anni.

Inizialmente il controllo motorio è grossolano in quanto il bambino pur percependo visivamente le variazioni dei percorsi non ha ancora acquisito le capacità necessarie per seguirle correttamente. Egli tende perciò a tracciare con il dito delle linee rette sia orizzontali che oblique piuttosto che delle linee curve.

Per far effettuare quest'attività l'insegnante chiederà al bambino di porre il dito all'inizio del percorso, segnato da una freccia, e di seguire poi lentamente la linea nera disegnata, fino alla sua fine, contrassegnata con un animale o un oggetto. Nel caso in cui il bambino tendesse a tracciare velocemente e senza il necessario controllo delle linee  senza seguire le variazioni dei percorsi l'educatore dovrà aiutarlo mettendo il suo dito davanti a quello del bambino in modo tale da rallentare e migliorare l'esecuzione del compito. Solo in un secondo momento sarà utile far effettuare il percorso con la matita o il pennarello.

Inseriamo in questa pagine solo alcuni esempi di percorsi presenti in alcuni livelli di "Voglia di crescere".

                                                                  ESEMPI




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Rappresentare

RAPPRESENTARE

La capacità di rappresentare dei segni grafici in modo corretto toccando i vari punti dello spazio comporta il coinvolgimento di diverse aree cerebrali interessate nella scrittura. Il soggetto, infatti, non solo deve riuscire a percepire in modo corretto l'elemento grafico che cade sotto i suoi sensi, mediante un'attenta analisi delle sue caratteristiche: forma, dimensione, orientamento nello spazio, numero di elementi, rapporti reciproci ecc.. ma deve avere anche la capacità di rappresentarselomentalmente, prima ancora di coinvolgere, coordinandoli correttamente, i centri della motilità fine.

Pertanto in questa attività sono stimolate molte aree cerebrali interessate  nell'attività della scrittura.

Nelle schede di "Rappresentare" presenti in "Voglia di crescere" a partire dai cinque anni di età mentale. sono presenti, nella parte sinistra degli elementi grafici colorati in nero da riprodurre prima con il dito e, successivamente, con la matita nella parte destra toccando gli stessi punti.

 

 

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I labirinti

I LABIRINTI


Era noto fin dall'antichità la necessità di dover attivare importanti meccanismi intellettivi per muoversi bene e risolvere i tanti problemi posti da un labirinto. Solo l'eroe furbo e intelligente riusciva ad uscire da un labirinto, lo stupido no.

 

Per muoversi correttamente in esso, camminando al centro della stradina, percorrendo la via più breve, bisogna avare infatti, l'immagine d'insieme degli spazi, dei percorsi e delle varie possibilità presenti nel labirinto per trovare mentalmente e rapidamente la soluzione migliore.

 

I labirinti assolvono molto bene a varie funzioni. Se da una parte stimolano le capacità intellettive e percettive degli spazi e degli ostacoli, dall'altra, se effettuati con il dito o con la matita, migliorano la coordinazione occhio mano e sono un importante strumento di pregrafismo. E' per tali motivi che in "Voglia di crescere" questa attività è presente, con un gran numero di schede, a varie età, a partire dai quattro anni di età cronologica e mentale.

 

E' bene far effettuare il percorso dapprima con il dito e successivamente, ma solo quando è stato più volte eseguito correttamente, con la matita.

 

La scheda risulta non superata se il bambino attraversa qualche linea, "i muri che non si possono superare", o se non sa scegliere la strada più breve.

 

Prima di far iniziare il percorso con il dito o con la matita è utile invitare il bambino a farlo mentalmente, in modo tale da stimolare al massimo la concettualizzazione del problema. Per ottenere ciò basta invitarlo a percorrere il labirinto "con gli occhi" pensando alla strada più breve e più corretta.


ESEMPI DI LABIRINTI






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Riprodurre

RIPRODURRE

La capacità di riprodurre dei segni grafici comporta il coinvolgimento di diverse aree cerebrali. Il soggetto, infatti, non solo deve riuscire a percepire in modo corretto l'elemento grafico che cade sotto i suoi sensi mediante un'analisi delle sue caratteristiche: forma, dimensione, orientamento nello spazio, numero di elementi, rapporti reciproci ecc., ma deve avere anche la capacità di rappresentarselo mentalmente, prima ancora di coinvolgere, coordinandoli correttamente, i centri della motilità fine, deputati alla sua rappresentazione grafica.

Pertanto in quest'attività di prescrittura sono tutte queste potenzialità mentali, che vengono ad essere stimolate e sviluppate e non soltanto quelle riguardanti la coordinazione occhio-mano.

 

UTILIZZAZIONE   

Far rappresentare, su un foglio a parte, ogni elemento grafico presente nelle singole schede tenendo presente non tanto la perfezione grafica, quanto la presenza o meno degli elementi caratteristici di ogni singola forma (dimensione, grandezza, posizione nello spazio, numero di elementi ecc.).

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L'immagine “http://www.cslogos.it/uploads/images/riprodurre/Diapositiva12.JPG” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.





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Focalizzazione delle dita

FOCALIZZAZIONE DELLE DITA

 

Osservazione e Valutazione

A volte notiamo che il bambino si comporta come se non conoscesse le capacità offerte dalle sue mani e dalle sue dita. Prende e stringe qualcosa, ma poi la butta o la mette in bocca.

Probabilmente non ha scoperto le possibilità delle sue mani e non sa coordinarle verso compiti meno istintivi e automatici. È necessario quindi che con il nostro aiuto arrivi a conoscere tutto ciò che questi meravigliosi strumenti sono capaci di compiere.

    

Indicazione

Per Finnie , come per altri autori, «è importante incoraggiare il bambino a guardarsi le mani». Ciò si può ottenere, come suggerisce tra l’altro la stesa autrice, stropicciandole, sbattendo tra di loro le palme, facendo sbattere su un tamburo  o su un tavolo, disegnandogli delle immagini sul dorso, o sul palmo , oltre che facendolo giocare, come vedremo, con la farina, con l’acqua, la sabbia, la creta.

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  Questi materiali, infatti, aderendo alle mani stimolano l’attenzione del bambino su di esse, in quanto provocano delle sensazioni che a volte cercherà di risentire, a volte allontanare pulendosi le dita.

Naturalmente è bene iniziare a fargli utilizzare prima le due mani insieme e successivamente una sola mano

Inoltre, mediante oggetti vari cercheremo di concentrare la sua attenzione non solo sulla mano, ma anche sulle dita e sui  loro movimenti. Tra i tanti giochi ricordiamo:

•    Trillini colorati di varia forma. Per ascoltare il loro suono sarà stimolato a muoverli ed è facile quindi che non si accontenti soltanto di metterli in bocca. Prendendone noi uno in mano e facendogli vedere il movimento e sentire l’effetto, per imitazione è possibile che faccia altrettanto.

 

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•    Animaletti da schiacciare e che suonino schiacciandoli. Con questi giocattoli il bambino sarà stimolato al movimento di tutta la mano e delle dita per sentire il rumore (preparazione alla presa palmare)

•    Animaletti che si muovono tirando una cordicella con anello . Gli metteremo il dito nell’anello in modo tale da fargli avvertire che è il movimento delle sue dita che fa muovere gli animaletti.

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•    Giochi con la luce. Illuminiamo le sue dita con la lampada tascabile colorata, in modo che si accorga che il loro movimento fa compiere dei giochi di luci ed ombre (preparazione all’indipendenza delle dita).

•    Giochi con le nacchere. Mettiamo delle nacchere nelle sue dita: il bambino sarà portato a  muoverle in modo coordinato per farle suonare.

Giochi con la lampada tascabile a pile

 

 

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Osservazione

Il bambino sa stringere le cose, ma ancora non muove la mano in modo coordinato. Rifiuta i giochi con la schiuma da barba e con il borotalco.

I giochi precedenti l’hanno aiutato a compiere dei movimenti grossolani della mano e delle dita. Per stimolarlo ad una coordinazione più fine, sono necessari altri tipi di attività.

Per quanto riguarda il rifiuto dei giochi con il borotalco o con la schiuma da barba, questo si può spiegare con l’immaturità  del bambino che ama ancora i giochi di movimenti che rifiuta di fissare la sua attenzione su un attività focalizzata e limitata ad un solo luogo.

 

Indicazione  

                                    I giochi  con la lampada  tascabile a pile gli permettono di muoversi liberamente, e di avere  a sua disposizine grandi superfici e molti oggetti. Si consiglia di utilizzare una lampada tascabile a torcia, che egli possa impugnare bene e che si illumini anche con vari colori.

Tipi di attività  

                               Il bambino  sarà felice di illuminare dapprima in modo disordinato tutte le cose presenti nella stanza per poi focalizzare la sua attenzione su alcuni oggetti o sulla persona della madre o dell’educatore. Possiamo a questo punto giocare con lui a :

-    Illuminare il viso della madre o il suo, oppure altre parti del corpo, che noi denomineremo.

-        Fargli focalizzare la luce sugli oggetti e le persone presenti nella stanza, in modo

più ordinato: prima le cose che si trovano in una parete, poi le cose presenti in un’altra parete. Approfittiamo anche per invitare il bambino a denominare gli oggetti che vede. Se non  lo fa, denominiamoli noi.

           -       Rincorrere la luce    ci muniremo di una lampada tascabile e seguiremo sia la sua luce con una di colore diverso. Questo gioco a rincorrersi potrà essere invertito e sarà   quindi lui ad inseguire la nostra luce.

 

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-    Possiamo disegnare  infine  con un trattino di matite, sul muro, il percorso che fa la sua luce, se lui sarà così bravo da farla muovere piano. A questo punto, anche  se con  un mezzo così inconsueto resterà una traccia di ciò che il bambino ha eseguito.

Lettere mobili

LETTERE MOBILI

 

Osservazione   

Il bambino riconosce le singole lettere ed ha raggiunto quell’indispensabile maturità intellettiva globale per la lettura e la scrittura analitica della parola (circa 5anni di età mentale).

Valutazione  

  Il riconoscimento della prima lettera di cui è composta la parola, ad esempio la “M” di MAMMA, la “P” di PAPA’ , la “T” di TOPO, avviene abbastanza precocemente, all’età di circa 3 anni. Necessita invece di una maturità intellettiva ed uno sviluppo percettivo-visivo maggiore la lettura analitica delle sillabe, e la possibilità di associare la lettera al suono corrispondente. Ciò si attua generalmente quando il bambino ha raggiunto un’età mentale di circa 5-6 anni.

Pertanto è inutile anzi dannoso stimolarlo ad una scrittura e lettura analitica, quando ancora non ha gli strumenti necessari per comprenderla e attuarla.

Nel caso in cui tale maturità sia raggiunta e non sia ancora possibile l’utilizzazione di una tastiera di pc per scrivere, può essere utile servirsi di questo sussidio.

Indicazioni   

La scrittura con le lettere mobili, può essere attuata in vari modi, fra i principali ricordiamo:

a)    LETTERE MOBILI DI TIPO MAGNETICO

b)    LETTERE MOBILI SU PANNO

c)    LETTERE MOBILI CON I CHIODINI

d)    LETTERE MOBILI NON ADESIVE

e)    TIMBRI DIDATTICI

f)    LETTERE TRASFERIBILI “TRASFERELLI”

La scelta del tipo di lettere da utilizzare deve essere attuata tenendo presente le caratteristiche ed i limiti di ciascun tipo.

a)    LETTERE MAGNETICHE. Sono di solito in plastica, con colori molto vivi, e richiedono una buona prensione digitale.

Possiedono un magnetino nella parte sottostante, il quale permette l’adesione a qualunque tipo di supporto in ferro, oltre che alla lavagnetta di corredo.

Per utilizzarle bene e però necessario costruire al bambino una cassettiera con 21 o più scomparti, in cui dividere le singole lettere, in modo tale che possa prenderle, comporre la parola e la frase e quindi riporle nello scomparto corrispondente.

b)    LETTERE MOBILI SU PANNO. Queste hanno il vantaggio di poter essere costruite con dimensioni anche notevoli, in quanto sono di panno ritagliato e pertanto, oltre quelle in commercio, è possibile ritagliarne altre delle dimensioni volute.

Anche dal punto di vista tattile e dei colori sono attraenti e piacevoli da usare. Danno al bambino più che la sensazione di scrivere quella di fare un grande disegno.

Aderiscono su un supporto di panno. Non è necessaria una cassettiera come per quelle magnetiche, ma basta ordinarle tenendole separate le une dalle altre.

Hanno lo svantaggio di richiedere, per staccarle dal panno, una presa a pinza delle dita e, non scivolando come le lettere magnetiche sul loro supporto, è più difficile spostarle da una parte all’altra, per correggere gli eventuali errori.

c)    LETTERE MOBILI CON CHIODINI TIPO “COLOREDO”. Le lettere hanno una grandezza inferiore a quella delle lettere magnetiche, ma si inseriscono saldamente nel loro supporto forato mediante il chiodino di plastica. È  possibile scrivere delle parole e delle piccole frasi mettendole l’una accanto all’altra.

Queste lettere hanno il pregio di aderire bene al loro supporto, sicchè difficilmente si spostano dalle loro posizioni con i movimenti involontari o con gli urti, ma hanno anche dei limiti.

I limito sono dati dalla difficoltà  di spostare le lettere velocemente, dalla dimensione della lavagna che può accogliere poche lettere, ed infine dalla necessità di avere buone capacità nella prensione e coordinazione motoria in quanto ogni lettera va presa e infilata nell’apposito foro.

d)    LETTERE MOBILI NON ADESIVE. Le migliori in commercio sono composte da lettere in plastica colorata, già divise in una cassettiera con vari scomparti.

  Sono anche corredate da schede, con immagini e relativa parola scritta, che il bambino utilizza sovrapponendo le lettere mobili alla parola sulla scheda. Pochi i vantaggi rispetto alle lettere magnetiche; molti gli inconvenienti, in quanto, non aderendo in nessun modo al supporto, si mescolano facilmente.

e)    TIMBRI DIDATTICI. Come abbiamo detto precedentemente, questi sono formati da un corpo in legno, con alla base una parte gommosa, che riproduce le varie lettere e segni alfabetici.

Si utilizzano poggiando la parte gommosa su un cuscinetto imbevuto di inchiostro e quindi premendo su un foglio di carta si riproducono per stampa, le lettere presenti nel timbro. È bene che i timbri siano inseriti in una cassettiera e che sul timbro sia chiaramente riprodotta la lettera corrispondente. Hanno il vantaggio di far giocare il bambino in modo piacevole e non richiedono un' eccessiva difficoltà nella prensione.

f)    LETTERE TRASFERIBILI- “TRASFERELLI”. Le prime sono composte da un foglio semitrasparente sul quale sono impresse le varie lettere e segni grafici. Poggiando tale foglio su un quaderno o album, basta cancellare con una penna la lettera che serve perché si trasferisca come per magia sul quaderno stesso.

Il sistema è molto attraente, ma è bene controllare il bambino per evitare che utilizzi le lettere a casaccio.

Ha il vantaggio di far ritrovare in un unico foglio molte lettere alfabetiche e di poter variare la loro grandezza seguendo lo sviluppo delle capacità manuali e percettive del bambino. Inoltre, per rendere la pagina più piacevole e vivace, si possono utilizzare le immagini colorate di oggetti, animali, fiori e altri, presenti in vari tipi di “trasferibili”.

Scrittura con le parole già composte

SCRITTURA CON PAROLE GIA' COMPOSTE

 

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Osservazione

          Due sono le condizioni che maggiormente ci possono spingere a utilizzare questi sussidi. La prima nasce da un nostro desiderio di far esprimere con parole scritte un bambino piccolo di circa 3-4 anni che, data l’età, difficilmente potrebbe esprimersi per iscritto in altro modo. La seconda e più importante condizione nasce dall’osservazione di bambini con gravi disturbi motori e menomazioni alle mani o alle dita, che hanno però raggiunto uno sviluppo intellettivo tale da poter associare e ricordare le parole scritte, con gli oggetti e le immagini corrispondenti, anche se non sono pronti alla scrittura e lettura analitica.

Valutazione               

Notiamo a volte in bambini che hanno disturbi anatomici e nella coordinazione motoria, ad esempio bambini cerebropatici, una discrepanza fra le capacità intellettive, e le fini e complesse capacità motorie indispensabili per la scrittura mediante i normali strumenti (penna e matita).

In questi bambini, nonostante tutti i tentativi di rieducazione motoria, persistono spesso difficoltà tali da rendere impossibile o estremamente difficoltosa l’espressione grafica.

A volte riescono lo stesso a scrivere con la penna, ma a prezzo di enorme tensione e con accentuazione dei disturbi spastici e dei riflessi patologici.

In questi casi, insistere nella preparazione alla scrittura con mezzi consueti, ci sembra antieconomico per la globalità degli interessi del bambino.

Molto meglio utilizzare strumenti di espressione diversi, ma altrettanto validi, per permettergli di comunicare ed esprimere i suoi pensieri, le sue idee, le sue emozioni:

1)    CARTONCINI CON PAROLE Già COMPOSTE;

2)    LETTERE MOBILI

3)    PERSONAL COMPUTER

Tra questi è naturalmente necessaria una gradualità e una scelta che tenga conto delle possibilità sia psichiche che motorie del soggetto.

1)    CARTONCINI CON PAROLE Già COMPOSTE

Questi cartoncini, li troviamo in commercio con parole associate o no all’immagine corrispondente.

Affinché un bambino piccolo o cerebroleso possa esprimersi attraverso parole già stampate, è necessario che siano attuate, da parte dell’educatore, le condizioni indispensabili per l’acquisizione di qualunque messaggio.

Il messaggio deve essere infatti:

•     “ chiaro”. Nel nostro caso le  immagini grafiche devono essere grandi, chiaramente stampate con un bel colore, ad esempio il rosso, ma soprattutto hanno bisogno di una presentazione che non dia adito a confusione.

•     “forte” . in questa attività la forza del messaggio può essere accentuata con l’associazione più che con oggetti concreti, con persone che hanno per il soggetto una notevole pregnanza e risonanza affettiva.

Solo successivamente si può passare ad associare le parole agli oggetti e quindi alle immagini più comuni.

•     “ripetuto”. La ripetizione è indispensabile, ma deve essere evitata la noia. Pertanto la parola proposta deve essere alternata con altre parole, ma anche con altri tipi di giochi o con manifestazioni di affetto. Questo, prima che il bambino avverta stanchezza e, come dice il Doman «prima che il bambino lo desideri».

Infatti l’attenzione di un bambino piccolo o cerebroleso è breve, per cui è necessario dare continuamente altri stimoli e cambiare attività, anche se, dopo qualche tempo, è possibile ripresentare un’attività precedente.

Il luogo dove attuare questi esercizi dovrebbe essere una stanza con pochissimi arredi, oggetti, mobili, e quadri che potrebbero distrarre l’attenzione del bambino.

Quando questi riconosce le parole scritte, manifestategli la vostra gioia. Non è necessario premiarlo con dolciumi o altro, il piacere di imparare è già una gratificazione sufficiente.

Attività

➢    Esprimersi con una singola parola. Metteremo davanti al bambino un cartoncino che assoceremo, anche in senso fisico ad un oggetto o meglio, come abbiamo detto, ad una persona e lui cara. Ad esempio gli daremo il cartoncino –MAMMA- perché lo prenda e lo consegni alla madre.

Durante la prima lezione ci occuperemo  solo di questa parola. Dopo aver giocato, facendola consegnare alla madre, la metteremo in un album accanto ad altre immagini di  mamme.

Solo il secondo giorno useremo la parola –PAPA’- allo stesso modo con il quale avremo fatto apprendere la parola –MAMMA-. Anche per questa parola ritaglieremo e incolleremo sul solito album tante immagini di –PAPA’- .

A questo proposito dobbiamo dire che se il bambino e molto piccolo sarà bene mettere delle foto del padre e della madre; se il bambino è più grandicello qualunque foto di uomo o donna andrà bene per simbolizzare PAPA’ e MAMMA.

Nella terza giornata di questa attività, presenteremo al bambino prima la parola “MAMMA” e poi la parola “PAPA’ ”. Le metteremo insieme, dopo che le avrà ben distinte con la scritta: “MAMMA e PAPA’”.

Successivamente e gradualmente quando sceglierà con sicurezza tra i due, aggiungeremo una terza parola, ad esempio “ZIO-NONNA”, -giocando a farsela consegnare e farsela ridare. Anche queste le sistemeremo nell’album come le precedenti. Per quanto riguarda le parole da scegliere in successione, maggior interesse il bambino presenta per persone conosciute dal bambino stesso, ad esempio NONNO-NONNA , ZIO-ZIA o i nomi dei fratelli, delle sorelle o altre persone che per lui assumono molta importanza.

➢    Le azioni. Il nome delle azioni deve essere mimato, accompagnandolo con il soggetto che lo compie.

Ad esempio:

MAMMA: e si fa vedere il cartoncino “ MAMMA”, SALTA e dopo aver saltato si fa vedere il cartoncino corrispondente. La stessa azione mimata si farà fare al bambino o ad altre persone della famiglia. Nell’album metteremo l’azione e il soggetto che la compie. Ad esempio: “MAMMA SALTA - MARIO BALLA”.

➢    Gli aggettivi. Inseguito gli metteremo davanti due tre cartoncini con nomi indicanti persone e oggetti, e accanto due o tre cartoncini indicanti aggettivi.

Lo inviteremo ad associare le due cose, ad esempio:

PAPA’ sarà associato all’aggettivo GRANDE

MAMMA          »             BELLA   

MARIO            »       PICCOLO

Il bambino avrà quindi costruito una piccola frase  utilizzando globalmente parole scritte.

➢    Gli articoli. Per completare la sua frase gli metteremo sulla sua sinistra, gli articoli principali.

Gli daremo 2-3 cartoncini tra cui scegliere, per ogni elemento della frase.

Ad esempio:

IL PAPA’ è GRANDE

LA BAMBOLA è BELLA

IL PRATO è VERDE

In ogni caso prima di far rileggere qualsiasi frase sarà necessario che conosca ogni singola parola.

I limiti di questo gioco sono dovuti alla difficoltà di esprimere frasi complesse.

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