Prescrittura

Latest Tips & Tricks About Baby Care

Credibly benchmark worldwide applications before a plug play processes dramatically.

Uso dei pennarelli

USO DEI PENNARELLI

GROSSI PENNARELLI LAVABILI SU GRANDI SUPERFICI

 

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L’uso di grossi pennarelli è consigliabile quando il bambino ha acquisito la prensione digitale con tre dita. Riesce cioè a tenere degli oggetti allungati utilizzando: pollice, indice e medio.

Questa presa gli da la possibilità di utilizzare i classici strumenti per scrivere: penne, matite, pennarelli, gessi.

È consigliabile iniziare con grossi pennarelli per vari motivi: non si rompono facilmente alla pressione, come il gesso o la punta della matita e hanno un tracciato corposo e colori vivaci, quindi soddisfano le richieste percettive e di gusto estetico del bambino più facilmente degli altri.

Indicazione            

Si consiglia di utilizzare pennarelli lavabili in quanto è facile che il bambino nella foga artistica dipinga le pareti o le vostre poltrone preferite. Se il pennarello è di tipo lavabile il danno potrà essere in parte rimediato. Cercate comunque di fargli trovare sempre dei grandi fogli sui quali disegnare.

Nel caso in cui dipinga con una foga eccessiva, sarà bene fissare i fogli sul tavolo con puntine da disegno agli angoli.

Esistono in commercio dei fogli plastificati autoadesivi, e pennarelli speciali tipo Velleda con particolari caratteristiche; si può scrivere e colorare e poi cancellare a secco, sia con la mano che con un panno senza lasciare traccia, ne polvere.


Poiché questi fogli sono auto adesivi si possono ritagliare nelle dimensioni volute, applicare senza colla e senza puntine direttamente sul muro, oppure su un supporto, diventando così delle particolarissime lavagne.

Nel caso del bambino spastico è conveniente per una prensione meno rigida, più stabile, più educativa della sua mano e delle sue dita, l’allargamento, mediante “DAS” dell’impugnatura del pennarello.

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Tipi di attività            

Le attività base da fare effettuare sono contenute nel capito dedicato ai colori a dito. Naturalmente il pennarello potrà portare il bambino ad essere più preciso; le forme da utilizzare saranno quindi più piccole, di materiale più leggero, che non quelle utilizzate per i colori a dito.

Timbri didattici

TIMBRI DIDATTICI









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Osservazione e valutazione             

Se il bambino ha acquisito una buona capacità di percezione visiva e di coordinazione manuale e sa giocare con tranquillità e con ordine sul suo tavolo, potremo stimolare la sua fantasia nel costruire paesaggi, storie figurate, situazioni, mediante l’uso dei timbri didattici cha hanno avuto, specie nel passato, una grande diffusione.

Indicazione                   

I timbri didattici sono formati da un corpo in legno più o meno grande, con alla base una parte gommosa, che riproduce, dopo essere stata appoggiata sul cuscinetto inchiostrato, la forma o la figura prescelta. Vi sono in commercio svariati tipi di timbri di varia grandezza e con svariati soggetti. Troviamo raffigurazioni di animali, cose, mezzi di locomozione, frutta, alberi, figure umane, oltre che lettere e simboli alfabetici.

I pregi di questo sussidio stanno nella possibilità di riprodurre con facilità disegni, immagini e lettere di ogni genere allo scopo di effettuare attività di tipo grafico, associative, ricerche, iconografie, coloritura.

I limiti li ritroviamo, più che nella capacità di prensione del timbro stesso, nella difficoltà di discriminare, l’immagine cercata, in quanto, il disegno, è riprodotto sulla gomma in modo speculare e poco chiaro.

Pertanto, a volte, sono necessarie numerose prove per trovare il timbro giusto; inoltre alcuni bambini hanno difficoltà ad inchiostrarlo, a sistemarlo nella posizione esatta, o a battere sul foglio su cui si vuole stampare con la giusta intensità. Ciò limita l’uso dei normali timbri didattici in commercio.

Nel caso in cui l’insegnante riesca a preparare dei timbri facili, sia per dimensione che per soggetto, vi è una possibilità di utilizzo precoce del timbro stesso. Infatti questi possono essere preparati utilizzando vari oggetti, ad esempio un mezza patata, con sagome semplici tagliate sulla superficie, o incollando su un supporto di legno dei disegni creati con pezzi di corda o di gomma.

Tipi di attività          

Oltre l’attività libera di espressione fantastica di cui abbiamo parlato prima, sono possibili i vari giochi:

➢    inserimento di una lettera specifica in un disegno già fatto dal bambino come completamento del disegno stesso.

➢    Giochi di associazione logica. L’educatore mette da una parte dell’album un oggetto, e il bambino vi pone accanto all’immagine di un altro oggetto che abbia un legame logico con il primo. Ad esempio Gatto-Topo; Pioggia-Ombrello, e così via.

➢    Iconografia di una storia. L’educatore racconta una favola al bambino, e questi raffigura i punti salienti con le immagini dei timbri.

➢    Composizione di una parola. Mediante l’accostamento dei vari segni grafici. Ad esempio con i due timbri -P- ed – A- si potrà scrivere la parola “ PAPA’ ”.

Con i timbri –M- ed –A- si potrà scrivere la parola “ MAMMA”. Ciò è utile soprattutto per i bambini spastici o piccoli che hanno, nonostante le possibilità creative, difficoltà a volte insuperabili nella scrittura con penna e matita.

Album da colorare e coloredo

ALBUM DA COLORARE E COLOREDO

ALBUM DA COLORARE

Osservazione e valutazione

Se il bambino è capace di eseguire disegni semplici a mano libera, sarà anche in grado di colorare i disegni in bianco e nero degli album che  esistono in commercio per questo scopo.

 

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Indicazione            

sono  convenienti gli album grandi con molti disegni. È bene iniziare da quelli formati da un'immagine in bianco e nero, con accanto la stessa immagine colorata, che suggerisce l’uso dei colori più adatti. Quest’attività stimola il bambino alla discriminazione dei colori e alla loro utilizzazione nel modo più opportuno. Inoltre, il seguire i contorni delle immagini, lo prepara al disegno spontaneo.

Successivamente o anche contemporaneamente potranno essere utilizzati album non colorati, in modo tale da stimolare sia il ricordo del colore più opportuno da utilizzare, che la fantasia del bambino stesso.

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COLOREDO

Osservazione         

Il bambino è capace di infilare con tre dita i chiodini del “ Coloredo” nell'apposita lavagnetta.

A che cosa può servire questo sussidio e come utilizzarlo nel miglior modo possibile?

Valutazione          

Se il bambino ha l’indispensabile coordinazione  oculo-manuale, e di prensione digitale, potrà utilizzare questo prezioso sussidio didattico.

    Prezioso in vari campi: nell’affinamento delle capacità manuali e digitali (sviluppo della presa a pinza), nella espressione grafica, nello stimolo delle funzioni logiche, e logico matematiche, e nella conoscenza dei colori.

Indicazione                      I

lL COLOREDO o “CHIODINI” come normalmente questo gioco, viene chiamato dai bambini, è composto da una lavagnetta di plastica, di grandezza variabile, con numerosi buchi che permettono di inserire i chiodini.

Questi hanno una testa di varia forma, grandezza, e colore, ed in alcuni tipi sono riprodotti gli elementi essenziali di un disegno o le lettere dell’alfabeto. Ciò può permettere l’esecuzioni di disegni, raffigurazioni grafiche, sequenze di colori, di quantità. Mediante le lettere mobili permette di scrivere intere parole e frasi.

Tipi di attività             

Attività libere

All’inizio sarà bene favorire le attività libere. Queste permettono al bambino uno sviluppo graduato ed istintivo di numerose acquisizioni.

Inizialmente infatti è attratto dal piacere di infilare e sfilare i chiodini; successivamente si accorgerà che disponendoli in un certo modo otterrà un disegno astratto, o una sequenza o alternanza di colori e di forme varie ed interessanti.

In pratica sarà stimolato a dividere i chiodini per colore, forma, o grandezza; oppure ad alternare i colori e le forme, per grandezza e quantità. Quando avrà individuato la forma di certe lettere sarà portato a farne un'imitazione utilizzando questo suo gioco.

Attività guidate

Se le attività libere restano sempre alla base di ogni programma educativo, in quanto lo sviluppo e la gradualità, vengono ad essere cercate dal bambino stesso, le attività guidate possono essere più importanti se gli interventi non sono eccessivi, nella quantità e nel tempo, e se le richieste fatte non superano le sue capacità, ma sono molto graduate. Ciò impone un'attenta programmazione.

Indichiamo alcune attività:

1.    dividiamo i chiodini per grandezza: quelli piccoli da una parte, quelli grandi dalla parte opposta. Dividiamoli per colore o forma.

2.    mettiamoli tutti in fila così da formare una linea. Facciamo un girotondo, le onde del mare, una casetta, un fiore, una barchetta, e così via. Nella confezione del gioco sono inseriti dei disegni che il bambino può ricopiare.

3.    attività logiche. Facciamo delle sequenze logiche, ad esempio mettiamone uno grande ed uno piccolo; e poi ancora grande e piccolo e così via.

Uno rosso ed uno giallo; uno rosso ed uno giallo e così via.

 E lo stesso con le forme, ad esempio uno rotondo ed uno quadrato.

Facciamo adesso una sequenza più complicata: uno rosso, uno giallo, e un verde; uno grande,uno piccolo e uno più piccolo e poi ancora uno grande uno piccolo e uno più piccolo.

Lo stesso con le forme, scegliendone tre da mettere in sequenza. Per quanto riguarda i concetti di quantità, si possono effettuare delle linee sempre più lunghe, prima con un chiodino, poi con due, tre, e così via

4.    concetti spaziali. Sopra - sotto - dentro - fuori - a destra - a sinistra. Con il Coloredo sono numerosi gli esercizi che è possibile effettuare utili a sviluppare le capacità spaziali. Per esempio se c’è una barchetta (l’insegnante disegna una barchetta sulla lavagna) mettiamo sotto i pesciolini (chiodini piccoli un po’ allungati), sopra metteremo gli uccelli, le nuvole, ed il sole. Inoltre l’insegnante o il bambino potranno eseguire una forma quadrata in modo tale da poter mettere dentro i chiodini di un colore, e fuori quelli di un altro colore.

Ancora, si potranno mettere sulla parte destra quelli più grandi e  a sinistra quelli più piccoli.

Altre sequenze e giochi più complessi potranno essere attuati successivamente.

Il plastigrafo

IL PLASTIGRAFO

 

Osservazione e valutazione   

        Se notiamo che il bambino ha una certa capacità nel disegno libero e nel colorare, ad esempio esegue con facilità le schede di prescrittura, e vogliamo perfezionare la capacità nel controllo della penna o della matita,  a seguire i contorni, dandogli inoltre la gioia di eseguire disegni abbastanza complessi, possiamo pensare ad un sussidio didattico particolare costituito da forme di plastica da contornare o da riempire, che in commercio vanno sotto il nome di “ PLASTIGRAFO” .


Indicazione          

 Precedentemente abbiamo consigliato l’uso precoce di forme solide da contornare o riempire, il “ plastigrafo” vero e proprio, in quanto è formato da disegni piccoli, richiede un buon controllo della mano e delle dita, pertanto può essere iniziato proficuamente solo ora.

L’aiuto che può dare questo tipi di sussidio è importante. Infatti senza nulla togliere al disegno libero, questo fa avvertire fisicamente a bambino, la forma delle cose e guida la sua mano a disegnare con una certa precisione immagini che, a mano libera, non saprebbe fare. Ciò lo gratifica e gli da la sensazione di creare delle cose belle e con poca fatica.

Tipi di attività        

l’uso del “Plastigrafo”, serie I-II-III ed. La Scuola, si attua iniziando dalla serie più semplice la Iª .

                               

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All’inizio il bambino potrà riempire la forma colorandola,  poi seguendo i margini interni disegnerà il profilo.

È bene che per ogni serie, giochi con le forme, dalle più semplici alle più difficili e complesse. Una volta eseguito il disegno, come già è stato detto, lo si può valorizzare con una cornicetta e appenderlo.

Per fissare la forma sul tavolo si consiglia di utilizzare delle puntine.

Schede di prescrittura

LE SCHEDE DI PRESCRITTURA


Osservazione           

Il bambino, controllando in parte i movimenti della mano, sa disegnare con la matita o con il pennarello scarabocchi e puntini, in maniera organizzata, su di un foglio da disegno, ma non sa scrivere ancora le lettere alfabetiche.

Valutazione        

Se sa fare gli scarabocchi senza uscire troppo spesso dal foglio e se gli scarabocchi sono in qualche modo organizzati, il bambino è pronto a lavorare con le schede di prescrittura che si trovano in commercio.

Queste schede hanno lo scopo di far comprendere ai bambini che i segni sulla carta hanno un significato, cioè rappresentano qualcosa. Inoltre gli permettono di acquisire quelle abilità motorie e quella coordinazione visuo-motoria necessarie per dirigere la matita nel tracciare il segno grafico desiderato.

Infine lo aiutano ad acquisire la consapevolezza delle principali forme geometriche ed i rapporti spaziali.

Si consiglia di usare le schede in modo progressivo come indicato dagli autori, consegnandole al bambino una per volta, traendo spunto dai disegni per ampliare il discorso su ciò che vede, colora, completa.

Pertanto sarà bene leggere attentamente le istruzioni che si trovano all’inizio di ogni album o dietro ogni scheda. Come potremo notare dagli esempi le schede di prescrittura  hanno alcune caratteristiche comuni essenziali che le rendono particolarmente accettate dai bambini.

NB: OLTRE CHE CON LE SCHEDE  DI PRESCRITTURA SI PUO'  FAR ESERCITARE IL BAMBINO CON I DISEGNI PRESENTI NELLA PAGINA "RIPRODURRE"


ESEMPIO DI SCHEDE DI PRESCRITTURA: preparazione alla esecuzione di linee oblique.

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ESEMPIO DI SCHEDA DI PRESCRITTURA: preparazione alle linee curve.

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ESEMPIO DI SCHEDE DI PRESCRITTURA: preparazione alla esecuzione di linee oblique.

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ESEMPIO DI SCHEDE DI PRESCRITTURA: preparazione alla esecuzione di forme triangolari.

 

 

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ESEMPIO DI SCHEDE DI PRESCRITTURA: preparazione alla esecuzione di linee a X.

 

 

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ESEMPIO DI SCHEDE DI PRESCRITTURA: preparazione alla esecuzione del disegno dell'albero (forme circolari e rettangolari).

 

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ESEMPIO DI SCHEDE DI PRESCRITTURA: preparazione al disegno della figura umana.

 

 

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ESEMPIO DI SCHEDE DI PRESCRITTURA: preparazione alla esecuzione di forme circolari.

 

 

 

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ESEMPIO DI SCHEDE DI PRESCRITTURA: preparazione alla esecuzione di cerchi.

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ESEMPIO DI SCHEDE DI PRESCRITTURA: preparazione alla esecuzione di linee concave.

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ESEMPIO DI SCHEDE DI PRESCRITTURA: preparazione alla esecuzione di linee a U.

 

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ESEMPIO DI SCHEDE DI PRESCRITTURA: preparazione alla esecuzione delle forme ovali e linee curve.

 

 

 

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ESEMPIO DI SCHEDE DI PRESCRITTURA: preparazione alla esecuzione di linee complesse.

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1.    i segni grafici che si richiedono non sono mai fine a se stessi e non fanno parte di una vocale o consonante che agli occhi e alla mente del bambino appare assolutamente senza senso, ma sono parte essenziale di un disegno e di immagini vicine al suo mondo. Ciò gli permette di utilizzare tante altre informazioni presenti nella sua memoria, oltre a rendere divertente ciò che fa.

2.    per molti esercizi gli si richiedono dei segni molto ampi e semplici.

3.    vi è una progressione che lo accompagna, dolcemente e senza brusche, difficili richieste, dai segni che quasi spontaneamente egli faceva sul foglio scarabocchiando, a segni più difficili e complessi.

4.    la sequenza che lo accompagna al disegno libero è preceduta da esercizi di ricalco, esecuzione con traccia, esecuzione con punti che danno i margini o l’iniziale esecuzione del disegno stesso.

Se avremo compreso “il segreto ” di queste schede, con la nostra fantasia e con poche capacità artistiche potremo inventarne altre noi stessi o proporgliele ricopiandole con numerosi altri sussidi: colori a dito, pennelli, pennarelli, lavagne, ecc..

Le lavagne

LE LAVAGNE



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L’uso delle lavagne è antichissimo. È però variato nel tempo sia il materiale di scrittura, che il supporto.

Attualmente si sono affermate presso le scuole ed i centri didattici solo alcuni tipi di lavagne ed è di questi che parleremo, facendone evidenziare i pregi, i difetti, e le indicazioni.

TIPI DI LAVAGNE

1.    lavagne magnetiche;

2.    lavagne pannografiche;

3.    geopiano;

4.    lavagne a gesso.

1.    LAVAGNE MAGNETICHE

Sono le più facili da utilizzare. Sono formate da un supporto metallico, ed è possibile esprimersi graficamente, anche se in modo rudimentale, mediante una serie di sbarrette magnetiche di varia grandezza e colore.

Se con queste lavagne, vi è una limitazione nella varietà e nella morbidezza dei tratti, tuttavia hanno il pregio di far percepire in modo più pregnante sia lo spazio che viene delimitato che le forme rappresentate.

2.    LAVAGNE PANNOGRAFICHE

Tali tipi di lavagne sono costituite da un panno speciale sul quale si fanno aderire figure varie ricavate da fogli vellutati o immagini, che si trovano in commercio già ritagliate, di vario tipo: geometriche, alfabetiche, figurative, e così via.

3.    GEOPIANO

Questa lavagna è formata da un supporto in legno o plastica, con numerosissimi chiodini regolarmente distanziati, per accogliere degli elastici colorati.

Tenendo questi elastici tra i vari chiodini è possibile ottenere varie figure.

Queste lavagne servono soprattutto per la comprensione e la rappresentazione delle forme geometriche. Ma è possibile, allo stesso modo, rappresentare anche altre immagini.

4.    LAVAGNA  A GESSO

Osservazione e valutazione               

Se il bambino dipinge con i pennarelli utilizzando le tre dita, e se la pressione che esercita nello scrivere non  è eccessiva, potrà utilizzare questo mezzo che, con tutti i suoi pregi e difetti, continua ad essere presente in maniera capillare in tutte le scuole del mondo.

Indicazione                  

L’uso del gesso sulla lavagna richiede che le mani abbiano una buona presa sulle tre dita, in quanto il gesso tende a saltare ed a rompersi con facilità.

Notevoli sono i vantaggi:

  •    l’uso di un materiale naturale come il gesso, dà al bambino delle sensazioni emotive più pregnanti.

  •    La sua forma lo aiuta ad una buona presa digitale.

  •    Il rumore aggiunge alla percezione visiva lo stimolo uditivo nella rappresentazione mentale del disegno grafico.

  •     È facilmente cancellabile, quindi permette una continua utilizzazione del supporto.

  •     Il costo del materiale è modesto.


Ricordiamo che oltre alle lavagne nere di  ardesia, esistono in commercio altre lavagne, più leggere, meno costose, in plastica colorata o altro materiale, su cui si può scrivere con gessi speciali o speciali penne a feltro.

Tipi di attività            

Gli esercizi possibili sulla lavagna sono numerosi. Ne elenchiamo qualcuno più specifico:

  • Le piste. Disegniamo sulla lavagna con bei colori una pista. Il bambino, al quale abbiamo consegnato un gesso piccolo, potrà percorrerla tutta, da una parte all’altra.

Le piste possono essere di varia forma: dritte, ondulate,  ad angolo.                                                     

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La progressione nelle difficoltà sarà attuata tenendo presente alcune considerazioni:

➢    Una pista larga è più facile da percorrere rispetto a una stretta.

➢    È più semplice seguire le linee verticali che quelle orizzontali.

➢    Le curve ad angolo sono più difficili di quelle larghe.

Solo successivamente metteremo degli ostacoli sulla pista, che il bambino non dovrà toccare ma aggirare.

  •     Le storie figurate. Disegniamo sulla lavagna una fiaba, ad esempio "Cappuccetto rosso", rappresentandone i punti salienti ( la casa di Cappuccetto Rosso, il bosco, il lupo, la casa della nonna. Subito dopo raccontiamo la fiaba, e chiediamo al bambino di disegnare la strada che Cappuccetto Rosso percorre per andare da un punto all’altro. Lo stesso potremo fare per numerose altre fiabe. Naturalmente quando Cappuccetto Rosso si “riposa” anche il bambino si fermerà, e se “corre”, anche il bambino disegnerà velocemente la strada.




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  • La pista. La strada proposta da Marian Jenks Wirth, è rotonda, ed ha un diametro di cm 60 circa. Ha lo scopo di “ rinforzare i muscoli che servono per scrivere e coordinare i loro movimenti con gli occhi: rendere questi movimenti elastici e fluidi”. Stimola inoltre la distinzione tra destra e sinistra. La macchina è rappresentata dal gesso che non deve attraversare nessun tracciato. Si danno al bambino degli ordini semplici che deve eseguire, per esempio: “ la macchina corre, va piano, va verso la porta, verso la finestra, inverte la direzione,  va a zig zag, si ferma, riparte”.


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  • Il cane e lo scoiattolo. Anche questo gioco è proposto dall’autrice sopra citata. Da una parte della lavagna disegneremo la cuccia del cane, nella parte opposta l’albero dello scoiattolo. Se l’educatore che fa lo scoiattolo segnerà sulla lavagna, con dei puntini, la strada che percorre scappando, il bambino, che fa il cane, con il suo gesso ricalcherà i puntini ripercorrendo lo stesso tragitto. 


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  • Per  altre idee di disegni di prescrittura da fare effettuare sulla lavagna si consiglia di utilizzare le schede di prescrittura. Tali disegni vanno riprodotti e ingranditi dall’insegnante, e completati dall’alunno.

Uso dei pennelli

USO DEI PENNELLI

GROSSI PENNELLI SU GRANDI SUPERFICI

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Osservazione            

Il bambino ha acquisito una buona presa palmare; potrebbe essere in grado di utilizzare uno strumento per dipingere.


Valutazione              

Se ha una buona presa palmare sarà certamente in grado di dipingere prendendo in mano un grosso pennello. La dimensione è importante in quanto egli potrebbe non aver ancora acquisito la presa digitale che gli consentirebbe la utilizzazione di un piccolo pennello o pennarello.


Indicazioni              

Si consiglia inizialmente di mettere a disposizione del bambino un pennello da barba intriso di sapone , con il quale potrà disegnare su uno specchio o su un piano di laminato plastico, ad esempio sul tavolo da cucina; intingendolo soltanto nell’acqua si potrà disegnare alla lavagna e su altre superfici scure.

Per l’uso dei colori è bene procurargli diversi barattoli, ciascuno con il proprio pennello. Si potranno utilizzare colori in polvere, diluiti con dell’acqua e quindi facilmente lavabili. E’ bene diluirli poco in modo da ottenere una buona consistenza.


Assicuratevi però che il bambino sia coperto da un camicione (le vecchie camice smesse da un uomo vanno benissimo). Sul pavimento potrete stendere dei giornali, o meglio ancora un cartone rigido, per evitare di macchiare.

Il bambino pitturerà su dei fogli grandi che avrete fissato alle paretI.

Dopo aver organizzato l’attività come sopra descritto, seguendo il consiglio di Jean Marzollo : «rilassatevi pure; in ogni caso insegnate al bambino a non sporcarsi, ma senza esagerare. Se dovrà preoccuparsi troppo dell’ordine, non si divertirà abbastanza a dipingere».

Se avete numerosi bambini da educare, è conveniente preparare il colore in un recipiente grande, chiuso ermeticamente e darne a ciascuno la giusta quantità.
            

Per un solo bambino è possibile preparare i colori fondamentali in  grossi barattoli ermetici, da consegnare ogni volta che servono.

Sarà bene aiutare il bambino a prendere un barattolo alla volta da un vassoio posto al centro del tavolo, e quindi a rimetterlo al suo posto dopo averlo utilizzato.

In questo modo si potrà tenere un pennello dentro ciascun barattolo e si eviterà che i colori si mescolino via via  che il lavoro prosegue.


Naturalmente gli metteremo a disposizione degli stracci, con cui pulirà le macchie di colore e le mani.

Per quanto riguarda i pennelli e la consistenza dei colori, bisogna ricordare che più il bambino è piccolo, più grosso deve essere il pennello, e più consistente il colore.

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Per un bambino di 3 anni, va bene il pennello di cm. 5 o più; solo i bambini più grandi dovranno utilizzare i pennellini da vero pittore.

Ciò sia perché un bambino piccolo ha bisogno di una presa grande sia perché l’intensità con cui utilizza il pennello è notevole, e spezzerebbe i pennelli piccoli, sia infine perché il piacere che il bambino prova è maggiore quando il pennello lascia una grossa traccia.


Per quanto riguarda i colori, sono inizialmente inutili e costosi quelli in tubetto; meglio quelli in polvere, che costano molto meno.

Per dare più consistenza si possono mescolare con della colla in polvere. Il colore denso è importante, non solo perché così si evita che sgoccioli, ma anche perché lascia un segno più denso e appagante.


Giochi con materiali non plasmabili

GIOCHI CON MATERIALI NON PLASMABILI


 http://www.cslogos.it/uploads/images/animate/anigif26.gifOsservazione e valutazione
               

Il bambino ha giocato a lungo con sabbia, fango ed altri materiali plasmabili. Dopo qualche tempo, se ci accorgiamo che non li utilizza in modo grossolano come le prime volte, ma tende a tracciare, ad esempio sulla sabbia, delle grandi linee e dei “ghirigori”, e col fango inizia una semplice ma importante opera di rappresentazione, e se inoltre non ha difficoltà a giocare in un posto ben determinato, potremo pensare che egli ha superato la fase manipolativa e che ora è in grado di accettare e di utilizzare le dita per disegnare con altri materiali, che offrono meno possibilità alla manipolazione, ma che permettono dei tratti più netti, più puliti su un solo piano.

Indicazione                    

Tra i materiali non plasmabili ricordiamo:

1.    La schiuma da barba.

2.    L’acqua.

3.    La farina.

4.    I colori a dito.

1) LA SCHIUMA DA BARBA

       Questo tipo di sussidio può essere utilizzato per disegnare, sia con tutta la mano, che con le singole dita. Le superfici utilizzabili possono essere uno specchio, un pavimento scuro o un tavolo rivestito di formica scura.

  anigif59.gif - 3,85 KbTipi di attività          

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  •  Possiamo spruzzare la schiuma da barba con la bomboletta, creando un’immagine qualunque, ad esempio, una faccia; o possiamo giocare a rivestire un oggetto, come un giocattolo o una bambola. Questo, che è uno dei pochi modi per sfruttare la scarsa plasmabilità di questo materiale è ovviamente un gioco costoso, che potrebbe creare problemi, se, accanto al bambino, non vi è un adulto che organizza e controlla il gioco.

  • Mettiamo un po’ di schiuma quanto un noce sulla superficie dello specchio o della formica e facciamola stendere dal bambino con tutta la mano più che sia possibile  facendogli osservare il diverso effetto ottenuto con i vari movimenti (stimolo all’indipendenza della mano rispetto al braccio).

  • Successivamente con l’indice (stimolo all’indipendenza delle dita) gli faremo tracciare prima delle linee verticali, poi delle linee orizzontali e infine delle linee circolari.    

  • Le linee verticali sono più facili da eseguire rispetto a quelle orizzontali, pertanto sarà bene fargli effettuare prima queste.
  • Facciamogli poi disegnare, sulle superfici sopra indicate, delle figure più reali e vicine al suo mondo, come un albero, un sole, un volto, un bimbo.

  • Infine, se avremo disegnato con un pennarello lavabile delle grandi immagini sullo specchio, il bambino, utilizzando la schiuma, potrà ricopiarle, ricalcarle, riempirle.


2) L’ACQUA

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       Bagneremo, ma non troppo, una spugnetta nell’acqua posta in una tazzina di plastica; con questa potremo farlo disegnare agevolmente sulla lavagna o su un’altra superficie scura.

       Gli faremo fare prima dei grandi cerchi, con una mano e poi con l’altra; delle grandi onde, e altri disegni più complicati, come un " 8 " rovesciato. In questo modo l’aiuteremo a coordinare, rinforzare o rilassare la muscolatura del braccio, della mano, del polso e delle spalle, sia del lato dominante, che dell’altro.

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UTILIZZAZIONE DA PARTE DEL BAMBINO SPASTICO

       Le posture corrette per il bambino spastico sono essenziali. E' bene tenere il bambino a cavalcioni sulle gambe dell’educatore mentre traccia delle figure con la schiuma su uno specchio.

       Si può tenere il bambino appoggiato sul pallone del Bobath  mentre gioca con la schiuma da barba su uno specchio a parete o su un tavolo –  Il controllo si esercita a livello delle cosce, in alto, mantenendo gli arti extrarotati e le anche estese. Per accrescere l’estensione attiva di tutto il corpo, i piedi sono poggiati e premuti sulle nostre gambe mentre il pallone viene fatto oscillare lentamente.

3) GIOCHI CON LA FARINA O CON IL BOROTALCO

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Valutazione           

Per la farina e il borotalco vale lo stesso tipo di valutazione fatto per la schiuma da barba, cioè la loro utilizzazione presuppone che il bambino non se ne serva soltanto dal punto di vista manipolativo, e quindi per prenderla, buttarla, o impasticciarsi il viso e il corpo, ma accetti le possibilità grafiche offerte da questo materiale. Per tale  motivo è bene che sia l’educatore o il genitore a preparare il tavolo o la superficie scura, spargendovi un sottile velo di borotalco o farina, senza dare al bambino tutto il materiale.

Indicazione         

Sulla farina o borotalco spolverati sul tavolo lasciamo che il bambino scarabocchi o disegni. Per molto tempo non si riuscirà a distinguere niente in questi tracciati disordinati e l’educatore, scoraggiato, sarà tentato d’interrompere questo tipo di attività apparentemente “senza costrutto” , per stimolarlo a segni grafici per lui più importanti e con senso logico (casette, fiori, omini). Ciò sarebbe un errore, in quanto, se il bambino non ha cessato quella scoperta grafica spontanea, non è pronto sia manualmente che psicologicamente alle fasi successive.

Come dice Rey , infatti «un giorno forse, il bambino cesserà di fare tratteggi, zig zag a caso, compariranno nel suo tracciato elementi circolari: sarà il segno di un progresso, che si affermerà meglio il giorno in cui il piccolo, indicando un vago tracciato, o anche una parte di questo, lo nominerà facendo capire di aver voluto rappresentare qualche cosa: una casetta, un fiore, un animale».

A questo punto constateremo che la prima fase del disegno normale si è instaurata: il bambino, allora, si interesserà alla sua produzione grafica, il tracciato tenderà a rappresentare oggetti o esseri. Cercheremo allora, anche per imitazione, di stimolarlo a fare vari tipi di segni grafici, per esempio: linee ondulate come il mare, per sostenere una barchetta; cerchi o linee rotonde per fare il sole, delle facce, le ruote di una macchina e così via.

Naturalmente il bambino traccerà le linee o i cerchi e l’educatore utilizzerà i suoi segni per i disegni più complicati.

UTILIZZAZIONE DA PARTE DEL BAMBINO SPASTICO

Per questo tipo di bambino diverse sono le posizioni utilizzabili.

Ad esempio l’educatore rimane seduto a terra con le gambe aperte, tiene i bambino a gambe distese extrarotate controllandolo a livello delle cosce o delle ginocchia. Davanti a lui metterà un puff o un tavolinetto su cui lavorare col materiale sopra citato.

Anche la posizione in ginocchio eretto è valida in quanto il carico è distribuito simmetricamente sulle due gambe e le anche sono estese.


4) I COLORI A DITO



Valutazione              

A volte i colori a dito sono rifiutati da bambini in quanto questi colori danno la sensazione di sporcarsi, anche se sono perfettamente lavabili e atossici.
Ciò può succedere a un bambino spastico che ha un cattivo rapporto con le proprie mani e le dita: ma anche nel bambino che ha disturbi nevrotici e psicotici, in quanto questo può sentire lo sporco come qualcosa d’invadente  per la propria persona. Normalmente tutto ciò nei bambini non avviene, anzi amano i colori, sono felici di mescolarli con le dita senza alcun pennello.

Indicazione              

Questo tipo di materiale è composto da barattoli di vari colore, atossici e facilmente lavabili sia dalle mani che dalla biancheria.
Possono essere adoperati con il pennello, ma l’utilizzazione specifica è con le dita. Bisogna disporre di cartoni grandi (fig.46) piuttosto pesanti da fissare su un tavolo e di un secchio pieno a metà d’acqua per lavarsi le mani.
  All’inizio per evitare che il bambino utilizzi questo materiale impasticciandosi troppo, è bene far capire l’uso facendogli chiudere il pugnetto, lasciando libero un solo dito, l’indice e facendogli immergere nel colore soltanto la punta.

In questo modo utilizzerà il suo dito come un pennello con cui creare i suoi primi capolavori artistici.
Si consiglia di sfruttare la sua migliore produzione grafica per farne dei quadretti da appendere alle pareti della stanza o da regalare.
I cartoncini che abbiamo consigliato potranno essere sostituiti con carta di poco prezzo, anche se parzialmente scritti. Per tale scopo possiamo procurarci ritagli di carta da parato, manifesti inutilizzabili, carta da pacchi. Il bambino, infatti, non tiene molto alla qualità, ma alla quantità del materiale. Essenziale è che ne trovi sempre a disposizione. Il supporto dove poggiare la carta è importante. Potrebbe essere sufficiente un tavolo basso o il pavimento ma è più difficile disegnare su una superficie orizzontale; meglio un piano inclinato. Per tale motivasi può comperare un cavalletto ben solido a due facce, in modo tale da utilizzare una faccia per dipingere e l’altra come lavagna o per far dipingere un altro bambino. Si può inoltre usare un pezzo di panforte, di masonite o di cartone robusto, da appendere alla parete o da appoggiare su una sedia.
Importante è che sia ben stabile e che vi sia un posto dove porre i barattoli. Per fissare la carta si possono utilizzare delle mollette o delle puntine da disegno. Bisogna ricordarsi in fine di proteggere la zona dove il bambino lavora con vecchi giornali stesi a terra.
Per quanto riguarda i lavori collettivi da fare in classe oppure a casa con gli altri figli, piuttosto che farli lavorare tutti insieme il che comporterebbe un disturbarsi reciprocamente, senza arrivare ad un risultato importante, è meglio che ciascun bambino esegua il proprio disegno individualmente e quindi successivamente potrà unirlo a quello degli altri per formare un collage.

Tipi di attività           

  • Lasciate che il bambino disegni liberamente  su un foglio bianco utilizzando i vari colori.


Nel disegno libero, infatti, ci si limita a far parlare il bambino della sua produzione grafica e a far riconoscere nei suoi tracciati quegli elementi che potrebbe trovare riscontro nella realtà: « questa sembra una macchina, quest’altro un bambino, e così via » , complimentandosi per le sue capacità.
Gli stimoli ed i suggerimenti dovranno essere molto graduati e limitati. Infatti critiche anche benevoli o richieste superiori alle sue capacità potrebbero distruggere a poco a poco il disegno libero e quindi sopprimere la possibilità di manifestarsi con un linguaggio personale spontaneo.
Ricordiamo infatti che il disegno libero deve sempre rimanere alla base di un’attività grafica.
Per Rey  «l’educatore deve riprendere a disegnare come un bambino, deve ritrovare la successione dei mezzi ingenui di rappresentazione». Ciò significa che i suggerimenti devono seguire la normale evoluzione del disegno infantile; senza salti e senza volere bruciare delle tappe indispensabili. Ciò vale per il disegno dell’omino, ma anche per il disegno dell’albero, della casa, del mare, degli animali e così via.
Solo quando il bambino adotta ed utilizza una più ricercata attività figurativa è possibile proporre delle varianti migliorative.


  • Pittura con macchie di colore


Questo tipo di pittura, dai piacevoli risultati, si può ottenere versando un po’ di colore sul foglio. Ripiegando più volte il foglio si ottengono dei particolari effetti speculari che si possono arricchire con la fantasia.

Anziché piegare il foglio, si può soffiare sul colore con una cannuccia, che farà spruzzare il colore tutto attorno al foglio. Infine si potrà fare allargare la  macchia con le dita.
Per aiutare il bambino spastico a controllare il tronco e il braccio facciamogli eseguire questi esercizi facendolo sedere su uno sgabello o un rullo davanti ad un tavolino basso, su cui ci saranno i colori. Il foglio lo metteremo accanto al tavolino sulla parete in modo tale che il bambino possa dipingere dopo essersi girato.

  • Disegno guidato da una traccia


abbozziamo il disegno di qualcosa, che il bambino modificherà a piacere, ad es. una barchetta, un albero, un prato.

  •  Disegno con oggetti di varia forma


Prendendo alcuni oggetti ( per i cerchi sono ottimi i contenitori di plastica, oppure i bicchieri; per rettangoli servono delle piccole scatole di medicinali, triangoli potrete ottenerli ritagliandoli da un cartone pesante), aiutate il vostro bambino a tracciare delle forme utilizzando questi oggetti.

  •  Disegno guidato da una forma

 

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Per dargli il concetto di forma, è bene iniziare a fargli sentire quei movimenti stessi del proprio corpo che queste esistono.
Disegnando un grande cerchio a terra lo inviteremo a camminarvi attorno; si accorgerà che quella forma circolare contempla un determinato movimento, in  questo caso di girotondo.
Disegnando a terra un rettangolo si accorgerà che il modo di camminare sarà diverso; camminerà prima dritto, e poi proverà a girarsi da un lato;  poi ancora dritto, e poi da un lato.

Il secondo momento della concettualizzazione e della consapevolezza delle forme sarà quello di fargliele avvertire, oltre che visivamente, attraverso i movimenti della mano. Per far ciò dovremo preparare ritagliandolo, un cartone spesso, o un pezzo di compensato di varia forma(vuoto al centro) : rotondo, quadrato, rettangolare, a stella.
Fissando la forma sul cartone, con una mano o una puntina da disegno, lasceremo che il bambino dapprima giochi a riempirla di pittura, successivamente potrà seguirne il contorno esterno e quindi quello interno.
Togliendo la forma il bambino si accorgerà del piacevole effetto ottenuto.
L’educatore potrà arricchirla e completarla trasformandola in un oggetto concreto e vicino alla vita del bambino.
Da un rettangolo si potrà ottenere un vagoncino, una macchina, un quadretto, un armadio, un libro; da un triangolo un cono gelato, una tenda da indiani, un formaggino; da un cerchio si potrà passare ad una mela, un arancia, una palla, una testa, una macchina.

  • Disegni di tracciati: Punti e linee.


Stimoliamo il bambino, dicendogli: «facciamo la pioggia» (tante linee verticali); «facciamo la neve» (tanti puntini); «facciamo il mare» (tante linee ondulate).

  • Utilizziamo inoltre le idee ed i disegni contenuti nelle schede di prescrittura.

Mediante queste schede, di cui parleremo più avanti, faremo giocare il bambino in modo graduato, dopo averle riprodotte e ingrandite adeguatamente, fino a fargli compiere i movimenti richiesti per il completamento dei disegni stessi: unione di due punti, anelli grandi, anelli allungati, e altri.

  • Disegnare la parte di un contorno.


 Ad esempio faremo tracciare un semicerchio da un cerchio, un angolo da un triangolo.
Ciò permetterà al bambino di astrarre dalla forma alcuni elementi essenziali e fondamentali della forma stessa.

All’inizio sarà bene segnare dei riferimenti cosicché egli inizi e termini ad un certo punto. In seguito sarà lui stesso ad utilizzare i vari elementi per disegni più complessi. Unendo infatti le varie forme si potrà farvi scoprire che queste costruiscono degli oggetti che lui conosce: un quadrato più un rettangolo formano una casa; un triangolo più un rettangolo, un albero; un cerchio più un triangolo, una testa con cappello e così via.

Sarà l’educatore stesso a completare i disegni fatti. Ben presto ci accorgeremo che anche il bambino saprà fare altrettanto con la sua viva fantasia, trovando delle utilizzazione da noi difficilmente immaginabili.
o è costretto a mantenere l’equilibrio modificando la posture di tutto il corpo. Questo modo di giocare lo aiuta a migliorare l’equilibrio nella stazione eretta, e quindi anche nel cammino. Potendo utilizzare la posizione seduta è bene che questa avvenga su un grosso rullo davanti ad un tavolino basso in modo tale che il bambino allarghi ed extraroti le gambe, e mantenga eretti il capo ed il tronco.

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