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	<title>#figli Archivi | CS Logos</title>
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	<description>Organizzazione di Volontariato volta alla ricerca psicopedagogica</description>
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		<title>Ambiente irritabile e collerico</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/03/26/ambiente-irritabile-e-collerico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 21:39:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[#danno]]></category>
		<category><![CDATA[#figli]]></category>
		<category><![CDATA[#genitori]]></category>
		<category><![CDATA[#irritabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come descrivere dei genitori, dei familiari o degli educatori irritabili e collerici, se non paragonandoli ad un vulcano sempre in attività come il nostro monte Etna? Quando questo imponente vulcano è in periodo di quiete, appare come un gigante buono e disponibile ad accettare tutto...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Come descrivere dei genitori, dei familiari o degli educatori irritabili e collerici, se non paragonandoli ad un vulcano sempre in attività come il nostro monte Etna?</p>
<p style="text-align: justify;">Quando questo imponente vulcano è in periodo di quiete, appare come un gigante buono e disponibile ad accettare tutto e tutti. Lo si può avvicinare tranquillamente. Sulle sue pendici si può sciare e si possono fare bellissime passeggiate e, tra i boschi che lo circondano si possono organizzare succulenti picnic. Addirittura, trasportati dai gipponi, ci si può spingere fin sul bordo dei crateri attivi, per effettuare delle foto suggestive, anche se raccapriccianti, dei fumi e del ribollire della lava nelle voragini sottostanti. In questi periodi di calma apparente, sembra che nulla di male possa mai succedere. Come spesso avviene nei vulcani sempre attivi questi, a volte per giorni, a volte per settimane o mesi, si limitano ad uno stanco borbottio, simile al russare di un gigante buono, mentre dal cratere esce soltanto qualche grazioso e vezzoso sbuffo di fumo bianco. In tali periodi, mentre i pullman dei turisti si arrampicano sulle sue vette e i contadini sono intenti a curare i pometi dai frutti saporiti e i vigneti rigogliosi, pronti a dare dell&#8217;ottimo, ricco vino, solo se si guarda bene il fondo del cratere, si vede la lava nera ribollire mentre si apre in frange rosso cupo. Ma questa, quando è visibile, è solo un&#8217;attrazione in più per i turisti che si limitano ad indicarla l&#8217;un l&#8217;altro o a fotografarla per provare un piccolo brivido da raccontare poi, ritornando nei loro paesi e nelle loro case, agli amici increduli, come dimostrazione di grande coraggio.</p>
<p style="text-align: justify;"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/ETNA.jpg" width="628" height="471" border="0" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ma poi, un bel giorno, senza alcun motivo apparente, almeno per noi profani, ecco improvvisamente la lava bollire più forte e diventare incandescente. Ecco la montagna scuotersi in boati e rombi spaventosi. Ecco fontane rosso vermiglio di lava sprizzare in alto a centinaia di metri di altezza, per poi colare dalla bocca del vulcano e invadere sentieri, strade, case, vigneti e strade sottostanti, tutto distruggendo, tutto, coprendo, tutto, bruciando. Insieme alla lava non è raro vedere lanciati a centinaia di metri di distanza, come da una mano gigantesca, pietre infocate e lapilli piccoli quanto un pugno o massi grandi quanto un&#8217;auto. Ma non basta. Per alcuni vulcani, i più cattivi, vi è il rischio che quei piccoli refoli di fumo bianco si trasformino in pochi minuti in una nuvola di gas incandescenti che arriva al cielo e poi si riversa fino a valle a chilometri di distanza, avvelenando e bruciando ogni cosa che incontra sul suo selvaggio cammino.</p>
<p style="text-align: justify;">É difficile vivere accanto o ai piedi di un vulcano, così com&#8217;è difficile vivere accanto a delle persone, specie se sono i propri genitori, facilmente irritabili. Basta poco per farli andare in collera. Basta poco per farli esplodere in grida ed invettive furiose. Basta poco per sentirsi da loro aggrediti, insultati e a volte picchiati. è difficile parlare con questi adulti in quanto, se a volte sono disposti ad accettare anche le critiche più pesanti, altre volte, in altre circostanze, qualunque frase, qualunque parola anche la più innocente, può far esplodere la loro irritazione, rabbia e aggressività. In queste occasioni, che possono essere più o meno frequenti, si è costretti a subire gli eccessivi rimproveri, gli improperi o peggio le ingiuste punizioni. Non sono solo gli elementi esterni a provocare gli scoppi d&#8217;ira ma questi nascono dalle profonde ferite mai rimarginate del loro cuore. Pertanto gli stimoli esterni sono solo l&#8217;occasione, mediante la quale l&#8217;aggressività accumulatasi nell&#8217;animo ha la possibilità di manifestarsi apertamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Già il neonato è costretto a subire gli altalenanti comportamenti di questo tipo di genitori. A volte la sua mamma o il suo papà sono sereni, tranquilli, capaci di mille moine e tenerezze. Un momento dopo possono comportarsi in modo aspro, scostante e ruvido. .</p>
<p style="text-align: justify;">Quando il bambino cresce in un ambiente così difficile e traumatico, avrà notevoli difficoltà ad intraprendere dei legami fruttuosi con gli altri, in quanto gli mancheranno i parametri indispensabili per stabile dei limiti e dei confini alle sue azioni. Non vi sono comportamenti corretti da cui aspettarsi una lode e comportamenti errati da cui attendersi un sonoro e aspro rimprovero, ma momenti. Momenti di calma apparente in cui tutto è possibile fare e dire senza che nulla succeda e altri in cui non c&#8217;è nulla di buono e di valido che si possa dire o fare per evitare che insorga la collera immotivata. Questo tipo di rapporti è improntato a volte alla paura, altre volte all&#8217;ansia, oppure alla chiusura e al silenzio, per evitare che una qualunque parola o azione possa scatenare una furente reazione. Anche in questo caso, se accanto ad un genitore irritabile ve ne è un altro equilibrato e tranquillo vi sarà, nell&#8217;ambito della famiglia, come un rifugio nel quale il figlio può trovare riparo. La situazione sarà molto più grave se il bambino può contare su un solo genitore o se l&#8217;altro elemento della coppia ha le stesse caratteristiche negative.</p>
<p style="text-align: justify;">Il racconto che riportiamo è di una bambina che viveva in una famiglia nella quale il padre, disoccupato, evitava per quanto possibile di farsi coinvolgere dai problemi familiari ma, quando si accorgeva che la moglie ed i figli avevano dei conflitti e gridavano, esplodeva aggredendo sia la consorte che i figli. La madre, d&#8217;altra parte, si descriveva come una donna molto ansiosa ed irritabile, che aveva instaurato un pessimo rapporto con i suoi bambini, specie con Francesca, con la quale litigava spesso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Francesca e le automutilazioni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8216;C&#8217;era una volta una signora di nome Nicoletta. A questa piaceva andare nel giardino dove vi erano tanti fiori. Lei li staccava e li metteva dentro i vasi. Un giorno andò in un mercato e comprò delle scarpe lucide con delle perline, una maglietta e un pantalone e poi ritornò a casa a preparare il mangiare. Un giorno suo figlio andò da un macellaio, si fece dare il coltello, entrò in bagno e si tagliò il culetto. La mamma gli disse di andare a comprare un altro chilo di carne e lui si è tagliato l&#8217;altro pezzo di culetto e poi si è tagliato anche il braccio&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo truce racconto evidenzia il grave conflitto e l&#8217;atmosfera costantemente aggressiva esistente nell&#8217;ambito familiare. Nei confronti della madre la bambina, indirettamente manifesta un giudizio molto severo, quasi feroce. Nel racconto che la bambina fa vi è una donna che vive la sua vita serenamente e tranquillamente, raccogliendo fiori e facendo spese voluttuarie <em>(A questa </em>(signora)<em> piaceva andare nel giardino dove vi erano tanti fiori. Lei li staccava e li metteva dentro i vasi. Un giorno andò in un mercato e comprò delle scarpe lucide con delle perline, una maglietta e un pantalone). </em>Questa signora, però, sembra non accorgersi minimamente di quanto avviene nella sua famiglia e a carico dei suoi figli <em>(Un giorno suo figlio andò da un macellaio, si fece dare il coltello, entrò in bagno e si tagliò il culetto. La mamma gli disse di andare a comprare un altro chilo di carne e lui si è tagliato l&#8217;altro pezzo di culetto e poi si è tagliato anche il braccio.)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un grande desiderio</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Roberta, di anni otto, che aveva una madre la quale tendeva facilmente ad accusarla di ogni malefatta e pertanto la sgridava frequentemente e vivacemente, affida i suoi desideri ad un disegno nel quale, dietro a delle rose piene di spine: la sua madre attuale, bella certamente ma irritabile e aggressiva, spiccano le montagne che hanno la forma di un morbido seno, che rappresenta il suo sogno ed il suo più grande desiderio: potersi relazionare con una madre accogliente, dolce ed affettuosa.</p>
<h4 style="text-align: justify;"><em>Tratto dal libro di Emidio Tribulato &#8220;Il bambino e l&#8217;ambiente&#8221; </em></h4>
<h4 style="text-align: justify;"><a href="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Il-bambino-e-lambiente.pdf"><em>Per scaricare gratuitamente tutto il libro clicca qui.</em></a></h4>
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		<title>Ambiente aggressivo e violento</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/03/26/ambiente-aggressivo-e-violento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 21:39:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[#aggressività]]></category>
		<category><![CDATA[#famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[#figli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non è difficile avere l&#8217;immagine mentale dell&#8217;aggressività.  Essa è fatta di occhi iniettati di sangue a cui segue il bisogno di colpire e fare del male a qualcuno, come può essere una persona o un animale, ma anche a qualcosa, come può essere un oggetto...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è difficile avere l&#8217;immagine mentale dell&#8217;aggressività.  Essa è fatta di occhi iniettati di sangue a cui segue il bisogno di colpire e fare del male a qualcuno, come può essere una persona o un animale, ma anche a qualcosa, come può essere un oggetto da rompere o distruggere. Essa è fatta di parole che bruciano e scottano più del fuoco, mentre riescono a sconvolgere e atterrire chi le ascolta, più delle azioni. Essa è fatta di gesti che arrecano sofferenza e dolore o che mimano la sofferenza e il dolore che si vorrebbe infliggere all&#8217;altro.</p>
<p>Sono occhi e gesti capaci di ferire, lacerare, rompere, distruggere. L&#8217;aggressività è fatta, quindi, di comportamenti, che tendono da una parte a far aumentare nell&#8217;altro la paura, l&#8217;ansia, la frustrazione ed il disgusto, dall&#8217;altra servono a scaricare un bisogno interiore di cui a volte ci si vergogna e ci si pente, mentre altre volte si gode degli atti compiuti. Essa è fatta di pensieri e desideri distruttivi che possono arrivare fino ad agognare la morte della persona odiata.</p>
<p>L&#8217;aggressività fa parte delle componenti umane e accompagna gli animali e gli uomini fin dalla loro nascita. Dobbiamo, allora, distinguere <strong>un&#8217;aggressività fisiologica</strong><strong>,</strong> come quella presente nella collera usata soltanto per difendere il proprio corpo, la propria vita, i propri diritti, i propri bisogni e le persone amate, da <strong>un&#8217;<em>aggressività patologica,</em></strong> che si mette in moto in occasioni ed in situazioni nelle quali non vi è alcuna minaccia diretta o indiretta verso la persona o verso gli oggetti da questa amati.</p>
<p>Non è difficile che un ambiente irritabile e collerico diventi anche un ambiente aggressivo e violento nel quale un minore possa subire maltrattamenti di ogni tipo.</p>
<p><img decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/ANGRY_M.jpg" width="277" height="233" border="0" /></p>
<p>Vi sono fondamentalmente due tipi di maltrattamento:</p>
<p>Intanto vi è un <em>maltrattamento psicologico</em> fatto di reiterate violenze verbali o di un&#8217;eccessiva pressione psicologica sul minore mediante un&#8217;elevata presenza di critiche e rimproveri per ogni suo gesto e per ogni suo comportamento (<em>stile ipercritico</em>). In questi casi il bambino psicologicamente maltrattato è spesso svalutato, schernito, deriso, umiliato e terrorizzato con minacce e punizioni eccessive, prolungate ed ingiuste. Questi genitori e adulti difficilmente notano i comportamenti positivi ed adeguati del bambino, mentre sono sempre pronti a sottolineare ed evidenziare ogni suo errore o difetto. Il minore avverte di essere affettivamente respinto dai genitori e familiari che usano dei comportamenti e dei modelli relazionali che portano la vittima a pensare che valga poco, o che non sia amata e desiderata.</p>
<p>Nel <em>maltrattamento fisico</em>, che spesso si associa a quello psicologico, la vittima presenta le conseguenze delle percosse sotto forma di lividi, ematomi, lesioni cutanee, fratture e bruciature, in varie parti del corpo. Queste <em>lesioni </em>possono essere dal punto di vista fisico <em>lievi</em>, quando non necessitano di ricovero; <em>di grado medio</em>, quando è necessario il ricovero ma non vi è pericolo di vita per il bambino; <em>gravi </em>quando il bambino è in serio pericolo di vita o lamenta delle conseguenze importanti sul piano dell&#8217;integrità fisica.</p>
<p>Sono più frequentemente maltrattati i minori disabili i quali sono 1,7 volte più a rischio dei bambini normali. E tra questi sono maggiormente abusati i maschi.</p>
<p><em>Le conseguenze psicologiche </em>del maltrattamento sono numerose e spesso gravi, in quanto è una grave frustrazione e trauma non essere amato e accettato. Per tali motivi si può avere un blocco nell&#8217;evoluzione psicoaffettiva del minore, con alterata organizzazione del sé. Frequente è la presenza di un pianto costante, la sfiducia in se stesso ma anche la difficoltà a fidarsi degli altri e, conseguentemente, il rifiuto di contatti fisici o di approcci relazionali. Non mancano le paure e quindi l&#8217;eccessiva attenzione ai pericoli dell&#8217;ambiente circostante. I bambini oggetti di abuso è come se stessero sempre in guardia contro gli altri. Sono presenti, inoltre, crisi di panico, disturbi dell&#8217;apprendimento, dello sviluppo intellettivo, del linguaggio. In questi bambini si può evidenziare una maggiore vulnerabilità alle malattie e la presenza di legami di attaccamento insicuri. Per un certo periodo i minori maltrattati possono presentarsi timidi e remissivi, ma in seguito, soprattutto nella fase adolescenziale, vi è il rischio che diventino, a loro volta, aggressivi e arroganti verso i più piccoli e deboli: &#8216;Gli adolescenti che hanno subito abusi da piccoli hanno più del 50% di probabilità di commettere reati violenti rispetto ai loro coetanei, cosa che dipende anche dalla loro frequenza in ambienti degradati&#8217;.<a title="" href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/User/Documenti/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftn1">[1]</a>  Inoltre i bambini maltrattati diventati adulti è facile che, a sua volta, maltrattino i loro figli, per cui il maltrattamento è un fenomeno ripetitivo, che viene trasmesso da una generazione all&#8217;altra. Secondo lo stesso autore si potrebbe pensare ad un effetto epigenetico.</p>
<p>&#8216;Finora le conseguenze dell&#8217;abuso venivano assimilate a quelle legate ad altre forme di grave stress, le quali comportano un&#8217;attivazione dell&#8217;ipotalamo e dei surreni che producono in forte quantità il cortisolo, l&#8217;ormone che caratterizza, insieme ad altre molecole, la reazione a fattori stressanti. Ora però, i risultati di una recente ricerca indicano che gli effetti dell&#8217;abuso fisico e sessuale infantile, possono essere ben più gravi di altre forme di traumi o stress e lasciare una vera e propria &#8216;impronta genica&#8217; che può alterare il funzionamento del cervello, in particolare della corteccia frontale, attraverso dinamiche di tipo &#8216;epigenetico&#8217;. Il termine &#8216;epigenesi&#8217; sta ad indicare che i fattori ambientali possono far sé che i geni si comportino (o meglio si esprimano) in modo diverso, senza che i geni stessi si modifichino&#8217;.<a title="" href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/User/Documenti/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftn2"><strong>[2]</strong></a></p>
<p>Le cause delle violenze fisiche da parte degli adulti verso i bambini possono essere diverse. Vi sono:</p>
<ol>
<li><em>       </em><em>Cause educative</em></li>
<li><em>.        </em><em>Cause sociali</em></li>
<li><em>Cause personali</em></li>
</ol>
<h5>1.      Cause educative</h5>
<p>Queste nascono da una risposta educativa eccessiva e sproporzionata da parte degli adulti a situazioni che possono essere presenti in tutte le famiglie e in tutti i luoghi dove sono presenti dei minori i quali, proprio per la loro età e per lo scarso controllo motorio ed emotivo, possono essere fastidiosi, pasticcioni, rumorosi ecc. Pertanto i maltrattamenti sui bambini possono esercitarsi sia in famiglia sia presso le istituzioni cosiddette &#8216;educative&#8217; e di &#8216;cura e sostegno alle famiglie&#8217;, soprattutto quando, come negli asili nido e nei centri per bambini disabili, gli ospiti di queste istituzioni non sono in grado di denunciare le violenze subite, a causa dell&#8217;età o degli handicap presenti.</p>
<p>In alcuni di questi ambienti i maltrattamenti fisici e psicologici possono essere utilizzati in maniera sistematica allo scopo di adeguare o correggere i comportamenti dei minori ritenuti pericolosi o non opportuni e adeguati al vivere sociale. Per fortuna, mentre in passato l&#8217;uso dei maltrattamenti fisici era frequente e sistematico, attualmente tali comportamenti sono nettamente diminuiti, in quando si è compreso che la violenza fisica stimola delle reazioni emotive che impediscono al bambino la <em>interiorizzazione delle norme</em>. In definitiva il bambino esegue quanto richiesto non perché ne sia convinto ma solo per evitare la punizione ed il dolore fisico. Pertanto, nel momento in cui pensa che può evitare la punizione, ritorna ad utilizzare il comportamento primitivo.</p>
<p><img decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/g0901937.jpg" width="198" height="314" border="0" /></p>
<h5>2.      Cause sociali</h5>
<p> Spesso i maltrattamenti fisici e psicologici si attuano per altri motivi che nulla hanno a che fare con le necessità educative. Possono provocare comportamenti aggressivi e violenti lo stress e l&#8217;eccessiva tensione nervosa, causati da rapporti coniugali o familiari conflittuali; da sovrabbondanti impegni lavorativi; da difficoltà economiche; da isolamento ed emarginazione dal contesto sociale; da condizioni abitative inadeguate; da presenza di famiglie monoparentali (ragazze madri, genitori single, divorziati, vedovi). Inoltre, oggi che i rapporti sentimentali sono spesso allargati ad amanti e &#8216;amici particolari&#8217;, la tensione interiore e l&#8217;eccessivo stress possono essere causati dalle difficoltà e dalle frustrazioni nel gestire questi legami alternativi, che presentano notevoli caratteristiche di variabilità e fluidità, ma che, sul piano emotivo, possono essere altrettanto coinvolgenti dei legami duraturi e stabili.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/g0502742.jpg" width="317" height="513" border="0" /></p>
<h5>3.      Cause personali</h5>
<p>In alcuni casi l&#8217;aggressività sui minori può essere provocata da adulti che presentano problematiche psicologiche, esistenziali e sociali. Questi adulti gestiscono con notevoli difficoltà le normali attività di cura necessarie per un bambino. Queste difficoltà si ampliano notevolmente quando il minore presenta delle problematiche, come patologie neonatali, malattie croniche, disabilità fisiche e psichiche, gravi problemi dell&#8217;apprendimento, pianto continuo, disturbi delle condotte alimentari, eccessiva irrequietezza, comportamenti distruttivi e violenti. Non vi è dubbio che la difficile gestione di queste ed altre problematiche comporti, nei genitori o nelle persone più immature e psicologicamente fragili che hanno in cura il bambino, uno stato di stress il quale, travalicando facilmente le loro capacità di autocontrollo, si trasforma in atteggiamenti o comportamenti aggressivi e rabbiosi. Questi atteggiamenti, è bene dirlo, spesso non sono né voluti né desiderati, tanto che lasciano nell&#8217;animo di questi adulti notevoli sensi di colpa che aggravano la loro precaria ed instabile condizione psichica.</p>
<p>Gli adulti che nel loro rapporto educativo più facilmente tendono ad effettuare violenza sui minori, in quanto non sono in grado di gestire le proprie emozioni ed i propri impulsi aggressivi e distruttivi, presentano spesso problematiche psicologiche e sociali di vario tipo: carenze affettive e relazionali, disturbi notevoli della personalità, tossicodipendenza, malattie nevrotiche o psicotiche, disadattamento sociale. Nella loro storia personale ritroviamo frequentemente conflitti e crisi coniugali, separazioni, condizioni socio-economiche scadenti, emigrazione, coinvolgimenti giudiziari, assenza di valori di riferimento.</p>
<p>La stessa difficoltà nel controllo delle pulsioni aggressive è stata evidenziata nei genitori o familiari troppo giovani o, al contrario, troppo avanti negli anni e nelle famiglie monoparentali.</p>
<p><strong>I racconti di Marcello</strong></p>
<p> I racconti di Marcello, un bambino di sei anni, sono un vivido ritratto dell&#8217;ambiente familiare e scolastico nel quale viveva e con il quale era costretto a relazionarsi giornalmente.</p>
<p><strong><em>Primo racconto</em></strong></p>
<p><em>C&#8217;era una volta un deficiente che si chiamava Gianmarco. Un giorno la madre gli ha detto: &#8216;Non buttare quella pianta se no ti ammazzo&#8217;, lui che era un deficiente è andato in balcone e butta la pianta sotto, e pensa: &#8216;Ora mia mamma mi ammazza&#8217;. C&#8217;era un aeroplano e disse: &#8216;Ancora peggio perché la pianta può rompere l&#8217;aeroplano&#8217;. L&#8217;aeroplano si è schiantato nel palazzo sono morte duemila persone. La madre disse: &#8220;è andata la casa a fuoco?&#8217;, e il bambino disse di sé. La madre l&#8217;ha buttato dalla finestra. </em></p>
<p><strong><em>Secondo racconto</em></strong></p>
<p><em>C&#8217;era una volta il mio compagno Stello. Una volta aveva fatto una scemenza stupida -stupida. Noi abbiamo un balcone a scuola. Lui ha fatto uscire la maestra, ha preso le piante e le ha buttate fuori. E la maestra lo ha rimproverato e mandato dal direttore. Una volta ha fatto lo stupido e la maestra ha chiamato la madre che lo stava &#8220;miscando&#8217; </em>(picchiando)<em>. Lui è entrato come un cagnolino. Il direttore ha chiamato la mamma, che gli ha alzato le mani e lui è morto. Lo hanno sepolto a scuola e ai funerali hanno chiamato anche le autorità degli Stati Uniti.</em></p>
<p><strong><em>Terzo racconto</em></strong></p>
<p><em>C&#8217;era una volta Cristiano Bestia. Un giorno è voluto andare dalla maestra e gli ha chiesto: &#8216;Posso andare in bagno?&#8217; E la maestra gli dice: &#8216;No! Te lo scordi!&#8217; E poi Cristiano si fa la pipì addosso. Hanno dovuto chiamare i pompieri e gli hanno dato una mutanda dei pompieri. Stava scrivendo un compito di matematica e doveva fare 1+1, lui pensa quanto fa e scrive 1000. Così la maestra di matematica lo ha sbattuto fuori e gli ha rotto la testa. La maestra ha chiamato sua mamma e gli ha detto: &#8216;Lo scriva in un&#8217;altra scuola!&#8217; Sua mamma è grossa e a Cristiano gli ha dato una botta facendolo sbattere (</em>fuori<em>) dalla finestra. Sotto c&#8217;era un&#8217;autombulanza, l&#8217;hanno messo lì e ricoverato al pronto soccorso. Era tutto rotto tranne il cuore. L&#8217;hanno dimesso sulla sedia a rotelle. è tornato a scuola e gli ha chiesto di nuovo alla maestra se poteva uscire e la maestra gli ha dato un altro schiaffo e l&#8217;hanno ricoverato di nuovo. Ritornato di nuovo a scuola con la sedia a rotelle, ha chiesto di nuovo di uscire, l&#8217;hanno sbattuto al muro e alla fine muore.</em></p>
<p><strong><em>Quarto racconto</em></strong></p>
<p><em>C&#8217;era una volta Stello e sua madre, che erano andati al mare e poi Stello ha chiesto alla madre se poteva fare il bagno ed è annegato, perché non sapeva nuotare. Sua mamma lo ha chiamato: &#8216;Vieni qui cretino!&#8217; E gli ha dato una timpulata (</em>uno schiaffo<em>), e così lui è morto nel mare. C&#8217;era il suo fantasma, sua mamma si è spaventata e gli ha dato un calcio. Lui è morto di nuovo e la cosa si è ripetuta tante volte.</em></p>
<p><strong><em>Quinto racconto</em></strong></p>
<p><em>C&#8217;era un ragazzo di nome Giacomo di un anno. La mamma esce a fare la spesa il bambino accende il fornello e incendia tutta la casa. Poi si arrampica al balcone e si butta già, facendosi malissimo al cervello. Il pompiere arriva e dice: &#8216;Ma che cavolo fai?&#8217; Muore. Lo portano in chiesa e al cimitero. Poi il suo fantasma ripercorre la stessa storia per duecento volte e poi muore per sempre. </em></p>
<p><strong><em>Sesto racconto: Desiderio di adozione</em></strong></p>
<p><em>&#8216;C&#8217;era una volta un bambino che si chiamava Marco e si era perso. Un giorno ha trovato una casa e ha pensato di entrarci. C&#8217;erano tante cose vecchie e poi è uscito a giocare. Poi si è annoiato e se ne andato nel bosco. Nel bosco c&#8217;erano un maschio e una femmina grandi. Hanno trovato questo bambino ed hanno pensato di adottarlo. Sono tornati a casa e il bambino non era più solo&#8217;.</em></p>
<p>I racconti di Marcello non hanno bisogno di molti commenti, in quanto la quotidiana realtà di un certo tipo di scuola e di famiglia ne esce vivida e realistica: le botte, gli schiaffi, le aggressioni fisiche e verbali descrivono un ambiente e dei comportamenti educativi sicuramente poco consoni allo sviluppo di un bambino di sei anni. Come si può notare dai racconti, gli adulti: la madre, l&#8217;insegnante, il direttore, non sono mai sotto accusa. Sotto accusa sono gli stessi bambini, cioè le vittime. Come dice Giancarlo Tirendi: &#8216;L&#8217;odio provato per il genitore maltrattante verrà spostato su altri oggetti, consentendo così di conservare una buona relazione con il padre (o la madre) a livello cosciente&#8217;.<a title="" href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/User/Documenti/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftn3">[3]</a></p>
<p>L&#8217;ultimo racconto è però molto diverso dagli altri. In questo il protagonista: Marco, sente prepotentemente il bisogno di allontanarsi dalla sua famiglia nella quale vi era un clima violento. Tanto che inizialmente si accontenta di restare da solo. Solo successivamente emerge il desiderio di cercare una coppia di genitori diversi dai suoi che possano adottarlo.  </p>
<p><strong>Lupi travestiti d&#8217;agnelli</strong></p>
<p><em>&#8216;C&#8217;era una volta un lupo che passeggiava e in giro c&#8217;era un agnellino. Questo lupo si nascondeva e diceva all&#8217;agnellino: &#8216;Sei carino e bellino e da mangiare!&#8217; L&#8217;agnellino impaurito, va dai genitori che poi vanno a chiedere spiegazioni al lupo: lui risponde che non è vero che voleva mangiarlo.</em></p>
<p><em>Il lupo esce dalla tana, va dall&#8217;agnellino e gli dice: &#8216;Hai detto ai tuoi genitori che ti voglio mangiare?&#8217; &#8216;Sì dice l&#8217;agnellino&#8217;. Poi arriva il cucciolo del lupo e dice al padre che non può mangiare l&#8217;agnellino perché sennò i genitori dell&#8217;agnellino lo cercheranno. Così il lupo grande non lo mangia. Così gli dice il lupo piccolo: &#8216;L&#8217;agnellino è mio amico, se voglio te lo faccio mangiare&#8217;. Una sera spunta il lupo, l&#8217;agnellino era con i genitori. Il lupo saluta i genitori e loro ricambiano. I genitori volevano sapere come mai lui non avesse mangiato l&#8217;agnellino, perché i genitori erano anch&#8217;essi dei lupi travestiti da agnelli. Alla fine si sono tolti i travestimenti e hanno mangiato tutti l&#8217;agnellino. </em></p>
<p>Da notare intanto in questo racconto di un altro bambino, Tonino, come le parole più frequenti siano: &#8216;lupi, mangiare ed agnellino&#8217;. Queste tre parole colorano di notevole, incredibile violenza e angoscia tutto il racconto. La seconda cosa da evidenziare è che i personaggi hanno continuamente degli atteggiamenti ambivalenti: a volte sembra vogliano proteggere la piccola, fragile vittima, mentre in altri momenti la tradiscono o sono ansiosi di aggredirla e sbranarla o farla sbranare. Pertanto, insieme alla paura della violenza estrema nel bambino: l&#8217;essere mangiato, pur essendo buono, piccolo e docile come un agnellino, vi è l&#8217;assenza di ogni speranza e di ogni fiducia negli altri, anche nei cosiddetti &#8216;amici&#8217; che sono pronti in ogni momento a tradirti. Il lupacchiotto che sembra proteggere in un primo momento l&#8217;agnellino (<em>Poi arriva il cucciolo del lupo e dice al padre che non può mangiare l&#8217;agnellino perché sennò i genitori dell&#8217;agnellino lo cercheranno) </em>un momento dopo? pronto a darlo in pasto alle sue fauci (<em>L&#8217;agnellino è mio amico, se voglio te lo faccio mangiare). </em>Questa sfiducia si allarga, in un terribile crescendo, anche ai propri genitori!<em> (perché i genitori erano anch&#8217;essi dei lupi travestiti da agnelli. Alla fine si sono tolti i travestimenti e hanno mangiato tutti l&#8217;agnellino). </em></p>
<p>Tutto ciò rispecchia le realtà interiori di questi bambini i quali, in seguito ai comportamenti dei genitori e degli adulti aggressivi, perdono ogni punto di riferimento affettivo e ogni sicurezza nell&#8217;ambiente che li circonda. Quali certezze avere, su chi e su che cosa poter contare e avere fiducia, quando le persone che lo picchiano frequentemente nei momenti di irritazione ed insofferenza sono le stesse che in altri momenti lo hanno abbracciato, baciato e consolato?</p>
<p><strong>Un cuore stanco di essere picchiato</strong>.</p>
<p>Le violenze subite da Daniela prima dell&#8217;adozione si riflettono in questa storia:</p>
<p>  <img loading="lazy" decoding="async" style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/z0002100.jpg" width="308" height="308" border="0" /></p>
<p><em>&#8216;C&#8217;era una volta un cuore che era stanco di essere picchiato dai suoi genitori. Lo picchiavano perché combinava guai. Il cuore è andato via e si è sposato, ha avuto dei figli: una si chiamava Emanuela e l&#8217;altro si chiamava Marco. Dopo ha avuto una famiglia tanto bella perché andavano d&#8217;accordo e non picchiavano mai i figli, ( a me non piace quando picchiano i figli!) E vissero tutti felici e contenti.&#8217;</em></p>
<p>Innanzi tutto è da notare come la bambina metta in evidenza non il dolore del corpo che subisce le botte dei suoi genitori ma il cuore <em>(c&#8217;era una volta un cuore che era stanco di essere picchiato dai suoi genitori)</em>, come a voler sottolineare che la cosa che soffre di più, in seguito alle violenze subite è soprattutto l&#8217;animo del bambino. Anche questa bambina, almeno in parte giustifica queste violenze <em>(lo picchiavano perché combinava guai). </em>La bambina cerca di sfuggire a questo ambiente violento, sognando di sposarsi ed avere dei figli e quindi avere una famiglia propria nella quale non si picchiano i bambini ed i genitori vanno d&#8217;accordo. Famiglia che rispecchia, in realtà, quella adottiva dove la bambina ormai viveva (<em>Dopo ha avuto una famiglia tanto bella perché andavano d&#8217;accordo e non picchiavano mai i figli</em>).</p>
<h6>Possibili conseguenze  sui minori</h6>
<ol>
<li>Qualsiasi forma di violenza può comportare nella personalità in formazione, delle conseguenze psicologiche e relazionali a breve, medio e lungo termine, sul processo di crescita e, conseguentemente, dei disturbi psicopatologici o devianze nell&#8217;età adulta. I bambini sottoposti a frequenti episodi di aggressività e/o violenza, evidenziano spesso paure, tristezza, irrequietezza, scarso rendimento scolastico, disturbi dell&#8217;attenzione, perdita di fiducia in se stessi ma anche negli altri, senso d&#8217;impotenza, disperazione, tendenza all&#8217;isolamento, difficoltà nelle relazioni intime. I sintomi più gravi possono presentarsi sotto forma di amnesie, alterazioni dello stato di coscienza, disforie, autolesionismo, rabbia esplosiva o inibizione.</li>
<li>Per quanto riguarda la gravità del danno causato da un ambiente violento, questa è tanto maggiore quanto più piccolo è il bambino e quanto più duratura è l&#8217;esposizione all&#8217;ambiente traumatico. L&#8217;esperienza ci dimostra però che se si riescono a modificare, mediante interventi opportuni, le condizioni nelle quali vive il bambino, i disturbi presentati dal minore recedono rapidamente anche se non completamente.</li>
<li>Per quanto riguarda le dinamiche che si realizzano in seguito ai comportamenti aggressivi da parte dei genitori o da parte degli altri educatori ed adulti con i quali è in contatto il bambino, si possono configurare varie situazioni:</li>
</ol>
<ul>
<li>Intanto <em>vi può essere un&#8217;accettazione del giudizio negativo dato dagli adulti:</em> &#8216;Se i miei genitori, la mia insegnante o i miei nonni, mi puniscono così frequentemente e così severamente, devo essere veramente molto cattivo&#8217;. Si può avere pertanto, da parte del bambino, una notevole perdita dell&#8217;autostima ed un&#8217;accettazione dell&#8217;immagine negativa che proviene dal suo alterato ambiente di vita.</li>
<li>In alcuni casi, viceversa<em>, il bambino può pensare di essere lui &#8216;buono&#8217;, mentre invece ha dei genitori o dei familiari e altri educatori &#8216;cattivi&#8217;.</em> In queste situazioni si può instaurare un problema di perdita. Un genitore, un padre o una madre sono per definizione buoni. Un genitore cattivo è un falso genitore, un finto genitore che non esiste o che, se esiste, è meglio che gli succeda qualcosa di grave, è meglio che muoia, così da non poter più nuocere. Ma poiché è difficile che questo tipo di desideri così punitivi e distruttivi, sia accettato dal super Io del bambino, è facile che per evitare gravi sensi di colpa, il suo Io cerchi in tutti i modi di rimuovere questi pensieri e desideri nell&#8217;inconscio. Pertanto, l&#8217;ansia consequenziale a questi pensieri negativi continuerà a persistere e si potrà manifestare mediante comportamenti e sintomi esattamente opposti al desiderio iniziale. Ad esempio, il bambino potrà evidenziare un&#8217;intensa paura che il papà, che è stato aggressivo con lui, muoia o si faccia del male. Questo timore lo potrà portare ad avere un&#8217;attenzione eccessiva e patologica nei confronti di questo genitore.</li>
<li>In altri casi questi <em>desideri negativi e distruttivi possono condurre ad una grave disistima ma anche a comportamenti autopunitivi: </em>&#8216;Se io ho pensieri di questo genere sono un pessimo bambino e quindi è giusto che soffra e che gli altri mi puniscano&#8217;.</li>
<li>Un&#8217;altra modalità utilizzata dai bambini quando avvertono che un genitore è &#8216;cattivo&#8217;, è quella di <em>far coppia con l&#8217;altro genitore</em>. &#8216;Se papà è cattivo, la mamma che è buona, ha bisogno di un uomo affettuoso e comprensivo accanto a sé: io voglio essere quest&#8217;uomo buono che vuole bene alla mamma senza mai farla soffrire o abbandonarla&#8217;. In questi casi il legame con la madre viene rafforzato e rischia di perpetuarsi anche nell&#8217;età adulta, quando dovrebbe essere sostituito da legami amorosi e affettivi vissuti all&#8217;esterno del nucleo familiare.</li>
<li>Vi è poi un&#8217;ulteriore modalità di vivere l&#8217;aggressività genitoriale che è quella di <em>far propri i comportamenti educativi dei genitori e degli adulti </em>pensando, erroneamente, che essere genitori ed adulti significa far soffrire i figli e i bambini a loro affidati. In questo caso viene ad essere compromesso nel bambino il suo futuro ruolo di genitore e di educatore. Pertanto, il danno ricevuto si trasferirà nel tempo ad altri esseri umani.</li>
<li>Inoltre, come nel racconto del lupo e dell&#8217;agnellino, il bambino osservando nei genitori e negli adulti dei comportamenti notevolmente contrastanti rischia di <em>perdere ogni punto di riferimento affettivo e ogni sicurezza nei riguardi dell&#8217;ambiente che lo circonda</em>.</li>
</ul>
<h4 style="text-align: justify;"><em>Tratto dal libro di Emidio Tribulato &#8220;Il bambino e l&#8217;ambiente&#8221; </em></h4>
<h4 style="text-align: justify;"><a href="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Il-bambino-e-lambiente.pdf"><em>Per scaricare gratuitamente tutto il libro clicca qui.</em></a></h4>
<p><a title="" href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/User/Documenti/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftnref1">[1]</a> Oliverio A., (2008), &#8216;Abusi e DNA&#8217;,  <em>Mente e cervello</em>, , psicologia contemporanea, settembre-ottobre, p. 69.</p>
<p><a title="" href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/User/Documenti/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftnref2">[2]</a> Oliverio A., (2008), &#8216;Abusi e DNA&#8217;,  <em>Mente e cervello</em>, , psicologia contemporanea, settembre-ottobre, p. 70.</p>
<p><a title="" href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/User/Documenti/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftnref3">[3]</a> Tirendi Giancarlo, &#8216;Il maltrattamento infantile: semplice violenza o patologia?&#8217;, Solidarietà, anno IX N° 24, p. 96.</p>


<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>I conflitti coniugali: cause, conseguenze e prevenzione</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/03/26/i-conflitti-coniugali-cause-conseguenze-e-prevenzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 21:39:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[#conflitt]]></category>
		<category><![CDATA[#conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[#figli]]></category>
		<category><![CDATA[#genitori]]></category>
		<category><![CDATA[#sofferenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Momenti di scontro e conflitto nell&#8217;ambito delle coppie, per fortuna alternati a momenti di intesa, dialogo proficuo, scambi affettuosi, vi sono sempre stati. Ciò che stupisce nelle coppie di questo periodo storico non è la presenza dei conflitti nella vita coniugale, ma il notevole...</p>
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									<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Momenti di scontro e conflitto nell&#8217;ambito delle coppie, per fortuna alternati a momenti di intesa, dialogo proficuo, scambi affettuosi, vi sono sempre stati. Ciò che stupisce nelle coppie di questo periodo storico non è la presenza dei conflitti nella vita coniugale, ma il notevole aumento di questi conflitti, la loro maggiore gravità e le tragiche conseguenze alle quali spesso portano. è come se nella vita delle coppie i momenti di quiete e di bonaccia siano diventati sempre più rari, mentre quelli di scontro, più o meno violento, siano sempre più frequenti, quasi la norma. Questi scontri sono fatti di frasi nelle quali gli insulti, le parolacce, le accuse, i rimproveri ed i rimbrotti la fanno da padroni.</span></p>
<h6><span style="font-size: x-large; color: #008000;">Le cause</span></h6>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La conflittualità all&#8217;interno della coppia, nel mondo occidentale, ha molteplici cause:</span></p>
<ol style="text-align: justify;" start="1">
<li><strong><span style="font-size: medium;">La maggior frequenza dell&#8217;adulterio.</span></strong></li>
<li><strong><span style="font-size: medium;">La presenza di una mentalità consumistica.</span></strong></li>
<li><strong><span style="font-size: medium;">Le differenze eccessive nell&#8217;ambito della coppia.</span></strong></li>
<li><strong><span style="font-size: medium;">La non accettazione delle differenze di genere.</span></strong></li>
<li><strong><span style="font-size: medium;">La scelta di partner con personalità non adatte alla vita familiare e coniugale.</span></strong></li>
<li><strong><span style="font-size: medium;">Il vivere la vita affettiva e amorosa con eccessive e fragili illusioni</span></strong></li>
<li><strong><span style="font-size: medium;">Il diverso clima sociale</span></strong></li>
<li><strong><span style="font-size: medium;">La scarsa influenza delle religioni.</span></strong></li>
<li><strong><span style="font-size: medium;">Il deterioramento delle immagini maschili e femminili.</span></strong></li>
</ol>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">1.      <span style="color: #008000;">La maggior frequenza dell&#8217;adulterio</span></span></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La fedeltà reciproca della coppia è ampiamente sottovalutata sia nell&#8217;ambiente politico e sociale sia in quello familiare e personale. Si gioca con i sentimenti. Si gioca con la sessualità. Si gioca con i comportamenti che implicano dei rischi di tradimento, senza tener presente che questo piacevole gioco iniziale ha delle conseguenze deleterie sia sul piano personale dei coniugi, sia sull&#8217;intera famiglia, ma soprattutto ha notevoli conseguenze sulla vita dei figli. La maggior frequenza dell&#8217;adulterio è dovuta anche al complessivo peggioramento del dialogo nell&#8217;ambito della coppia, diventato sempre più raro e difficile, ma anche sempre più aspro, in quanto spesso privo dell&#8217;indispensabile intesa, accettazione e comprensione reciproca. Dialogo nel quale si lascia prevalere l&#8217;istinto di predominio dell&#8217;uno sull&#8217;altro, piuttosto che l&#8217;accoglienza. Dialogo nel quale si cerca di primeggiare e di sottomettere l&#8217;altro, piuttosto che valorizzarlo. Prevale il concetto che all&#8217;interno della coppia tutto si può fare e tutto si può dire perché lui/lei se mi ama capirà</span><span style="font-size: medium;"> e accetterà. E ciò senza tener conto della sensibilità del partner.</span></p>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">2.      <span style="color: #008000;">La presenza di una mentalità consumistica</span></span></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Influenzati dal consumismo imperante che stimola a sostituire e cambiare quanto non corrisponde ai nostri desideri del momento, si è spinti a cambiare partner ogni qualvolta si notano dei difetti nell&#8217;altro, ogni volta che avvertiamo una netta diminuzione del sentimento amoroso, o quando abbiamo la sensazione che sia possibile averne uno migliore. Siamo sempre alla ricerca della relazione &#8216;perfetta&#8217; e dell&#8217;uomo e della donna altrettanto &#8216;perfetti&#8217; che ci facciano vivere in uno stato di perenne innamoramento e gioia, se non addirittura di felicità.</span></p>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">3.      <span style="color: #008000;">Le differenze eccessive nell&#8217;ambito della coppia.</span></span></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Un&#8217;altra delle cause della conflittualità è da riportarsi alla presenza, nell&#8217;ambito della coppia, di caratteristiche di personalità, stili educativi, valori, a volte anche religione e cultura molto, troppo diversi e distanti. Senza tenere conto che le differenze eccessive nel modo di vivere e sentire sono di ostacolo nelle mille decisioni che si è costretti a prendere giornalmente nella vita familiare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Anche questo tipo di scelte nasce dall&#8217;illusione romantica che l&#8217;amore supera tutto, che l&#8217;amore tutto fa comprendere ed accettare, che l&#8217;amore cancella le differenze e le diversità. Purtroppo ciò è vero solo se le diversità non sono numerose e non sono eccessivamente profonde.</span></p>
<div id="attachment_7728" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7728" class="size-medium wp-image-7728" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/conflitto-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/conflitto-2-300x200.jpg 300w, https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/conflitto-2.jpg 508w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-7728" class="wp-caption-text">Young woman getting bored while man using phone in the background. Beautiful young woman feeling annoyed as man texting on phone. Young woman after an argument with her boyfriend in their living room.</p></div>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">4.      <span style="color: #008000;">La non accettazione delle differenze di genere.</span></span><span style="font-size: medium; color: #008000;"> </span></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Mentre si è propensi ad accettare nell&#8217;altro anche cultura, carattere, lingua diversa, non si è disposti ad accettare le differenze di genere, in quanto &#8216;uomini e donne siamo uguali&#8217; e quindi ci si attende che l&#8217;altro si comporti e viva le realtà della vita allo stesso nostro modo. Non si accetta la diversa emotività. Non si accetta il diverso modo di vivere e sentire la sessualità, i diversi contenuti e stili nella comunicazione, il diverso modo di esprimere l&#8217;interesse e l&#8217;amore. Si rifiutano le differenze nel vivere e gestire gli eventi, la diversa prospettiva storica, la difformità nel modo di affrontare le attività educative e le attività lavorative. Questa ricerca dell&#8217;uguaglianza a tutti i costi mette in secondo piano il fatto che quando le differenze di genere sono comprese e accettate, sono di notevole aiuto nei rapporti di coppia, nell&#8217;educazione dei figli e nella vita familiare. Se invece si cerca di negarle cercando inutilmente, ma anche erroneamente, un&#8217;uniformità nei comportamenti e nei vissuti, le differenze di genere sono causa di contrasti notevoli, mentre i figli perdono la ricchezza dovuta proprio ai diversi apporti educativi e formativi.</span></p>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">5.      <span style="color: #008000;">La scelta di partner con personalità non adatte alla vita familiare e di coppia.</span></span></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La personalità e le esperienze familiari degli sposi sono fondamentali per la riuscita d&#8217;un matrimonio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Q</em>uando la personalità è alterata da problematiche psicologiche come l&#8217;ansia, la depressione, la facile irritabilità e aggressività, le ossessioni, la diffidenza, la povertà affettiva, le difficoltà nella comunicazione, c&#8217;è da aspettarsi un notevole aumento dei conflitti coniugali insieme al notevole danno per i figli che nasceranno</span></p>
<h5 style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: medium;">6. <span style="color: #008000;">Il vivere la vita affettiva e coniugale con eccessive e fragili illusioni.</span></span></strong></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Nell&#8217;ambito della relazione amorosa le illusioni create dal cinema, dalla Tv e dai romanzi sono tante. Ad esempio:</span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="font-size: medium; color: #008000;">credere che esista la donna o l&#8217;uomo perfetto;</span></strong></li>
<li><strong><span style="font-size: medium; color: #008000;">credere che i rapporti affettivi rimarranno immutati negli anni;</span></strong></li>
<li><strong><span style="font-size: medium; color: #008000;">credere che esista il partner ideale;</span></strong></li>
<li><strong><span style="font-size: medium; color: #008000;">credere che l&#8217;amore sia in grado di far capire e accettare tutto;</span></strong></li>
<li><strong><span style="font-size: medium; color: #008000;">credere che l&#8217;altro sia sempre pronto ad esaudire ogni nostro desiderio e a soddisfare ogni nostra esigenza;</span></strong></li>
<li><strong><span style="font-size: medium; color: #008000;">credere che per amore nostro l&#8217;altro possa snaturare il proprio carattere fino ad adattarsi interamente a noi;</span></strong></li>
<li><strong><span style="font-size: medium; color: #008000;">credere che l&#8217;altro abbia il dovere di renderci felici;</span></strong></li>
<li><strong><span style="font-size: medium; color: #008000;">credere che la sessualità e l&#8217;amore siano sempre collegati l&#8217;uno all&#8217;altra;</span></strong></li>
<li><strong><span style="font-size: medium; color: #008000;">credere che con la persona amata saremo sempre due persone in un&#8217;anima sola;</span></strong></li>
<li><strong><span style="font-size: medium; color: #008000;">credere che la coppia sia sufficiente a sé stessa.</span></strong></li>
</ul>
<h5><span style="font-size: medium;"> </span><img loading="lazy" decoding="async" style="font-size: 12.16px; display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/coppia-litigio-1.jpg" width="300" height="193" border="0" /></h5>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">7.      <span style="color: #008000;">Il diverso clima sociale.</span></span></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">I diversi valori ed il diverso clima sociale presente nelle società occidentali hanno una notevole influenza sulla conflittualità coniugale. Intanto è valutata positivamente, e quindi come valore sociale, <em>la reversibilità delle scelte</em>, cioè la libertà di tornare sui propri passi quando una decisione si mostra troppo vincolante per un soggetto che si vuole e si pensa come assolutamente libero nelle sue relazioni. Pertanto quando una situazione non è molto gradita, piuttosto che affrontare e cercare di risolvere le cause che l&#8217;hanno determinata, si è più propensi a ritornare sui propri passi cercando di eliminarla e cancellarla. D&#8217;altra parte, per le attuali società occidentali, tutte le scelte individuali, di coppia e familiari sono allo stesso livello (<em>privatizzazione delle scelte).</em> Da parte dello Stato non vi sono, pertanto, interventi di alcun genere sulle scelte individuali, anche quando queste si dimostrino essere notevolmente deleterie per la stessa persona, per i minori e per la società, purché non comportino dei reati penalmente perseguibili.</span></p>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">8.      <span style="color: #008000;">La scarsa influenza delle religioni.</span></span></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La religione, in tutte le epoche e presso tutti i popoli, ha avuto sempre un notevole peso sui comportamenti e sugli atteggiamenti riguardanti la famiglia, l&#8217;unione sponsale, l&#8217;uso della sessualità. Purtroppo, attualmente, la sua influenza sui comportamenti dei singoli è diminuita notevolmente in quanto gli Stati, sempre più laicizzati, hanno emarginato la religione nel campo delle emozioni e dei sentimenti, per cui essa non riesce più ad influenzare se non in modo marginale la vita delle persone e le scelte individuali e collettive.</span></p>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">9.      <span style="color: #008000;">Il deterioramento dell&#8217; immaginario maschile e femminile.</span></span></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;immagine dell&#8217;uomo agli occhi delle donne e quella delle donne agli occhi degli uomini si è negli ultimi decenni notevolmente deteriorata. Pertanto anche il valore ed il rispetto che si dovrebbe avere nei confronti dell&#8217;altro sesso nonché il valore di un sesso per l&#8217;altro è, negli ultimi decenni notevolmente scaduto. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Da quando è iniziata la cosiddetta &#8216;liberazione femminile&#8217;, da quando il clima culturale ha iniziato a legiferare e a lottare per &#8216;l&#8217;eguaglianza tra i sessi&#8217;, l&#8217;immagine del maschio è stata sistematicamente deteriorata e svilita. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Gli uomini sono sistematicamente descritti come:</span></p>
<ol>
<li><span style="font-size: medium;">&#8216;immaturi&#8217;, &#8216;bamboccioni&#8217;, &#8216;mammoni&#8217;, &#8216;inaffidabili&#8217; nella cura delle loro donne, come dei figli; </span></li>
<li><span style="font-size: medium;">sempre più frustrati e poco capaci dal punto di vista lavorativo, culturale, intellettivo e sessuale.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">schiavisti per millenni nei confronti delle donne che hanno relegato in casa, legandole ai fornelli, ai figli da curare e ai panni da lavare.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">pronti a far violenza, fino ad uccidere le donne che si ribellano al loro dominio o dalle quali sono lasciati</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">violenti stupratori che aggrediscono le donne indifese che si ribellano al loro dominio. </span></li>
<li><span style="font-size: medium;">maschi pronti ad assumere le vesti di orchi pedofili pronti ad abusare di piccoli esseri innocenti.</span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">D&#8217;altra parte le accuse alle donne, anche se fatte per lo più in sordina sono altrettanto violente e denigratorie: </span></p>
<ol>
<li><span style="font-size: medium;">oggi le donne hanno un aspetto assolutamente trasandato o portano un abbigliamento e dei vestiti eccessivamente sexy e provocanti;</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">le donne si concedono con troppa facilità, per poi piangere disperate e quindi spesso sono considerate di facili costumi ma anche stupide;</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">le donne del nostro periodo storico sono incapaci di gestire, non dico la loro casa, ma anche solo se stesse e quindi sono pronte a schiavizzare il marito o il compagno che cade tra le loro grinfie malefiche;</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">le donne sono pronte a sacrificare la propria dignità, il marito e i figli per un avanzamento di carriera;</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">le donne non sono mai soddisfatte dei loro uomini, pronte a lamentarsi e a lagnarsi di tutti e di tutto;</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">le donne sono pronte ad approfittare dei figli e del legame matrimoniale per &#8216;lasciare in mutande&#8217; il povero uomo che hanno accalappiato, togliendogli tutto: i soldi, la casa, i mobili, i figli, ma anche la sua stessa dignità.</span></li>
</ol>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large;"><span style="color: #008000;">Le conseguenze</span><span style="font-size: medium;"> </span></span></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Nelle situazioni di conflitto tra coniugi, la tensione emotiva all&#8217;interno della famiglia e della coppia è fatta di gelo e di fuoco. Come il gelo dell&#8217;inverno colpisce le giovani gemme dell&#8217;albero e le congela, le fa inaridire e marcire, impedendo lo schiudersi delle foglie e dei fiori, allo stesso modo l&#8217;atteggiamento freddo tra i genitori impedisce che all&#8217;interno della famiglia circoli quel dolce tepore che alimenta e fa sbocciare la vita e con la vita la gioia. Questo stato di tensione è però anche fuoco, simile a quello che nei campi brucia e trasforma in cenere tutto ciò che incontra: insetti e animali, alberi grandi ma anche giovani piantine appena spuntate dalla terra: tutto muore investito dal calore delle fiamme, tutto viene sterminato, distrutto e ridotto in cenere, senza pietà.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;aggressività, l&#8217;intolleranza il conflitto della coppia si espandono nell&#8217;ambiente dove questa vive. Per i figli è vivere in una condizione di grave, continuo, insopportabile stress. Tutto ciò non può non avere delle pesanti ripercussioni sul loro benessere e sulla loro vita emotiva e relazionale. Per Paradis e altri,<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftn4">[4]</a> i litigi tra i genitori possono danneggiare l&#8217;equilibrio mentale dei figli, i quali da adulti avranno più facilmente e frequentemente disturbi depressivi, uso eccessivo di alcol e droghe, comportamenti antisociali, difficoltà a trovare e mantenere un lavoro.</span></p>
<h5><span style="font-size: large; color: #993300;">Lo schierarsi</span></h5>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-7729 aligncenter" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/coppia-c-1-300x140.jpg" alt="" width="300" height="140" srcset="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/coppia-c-1-300x140.jpg 300w, https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/coppia-c-1.jpg 329w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><span style="font-size: medium;">Lo scontro ed il disagio dei coniugi si allarga poi, quasi sempre, alle famiglie di origine. Nonostante molte di queste facciano sforzi immani per aiutare i loro figli a raggiungere una sistemazione affettiva stabile e duratura, si ritrovano ad assistere, e poi inevitabilmente ad essere coinvolte, in duelli fatti di offese e aggressioni. Duelli nei quali ognuno cerca di ferire e far del male all&#8217;altro.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Pertanto è molto facile che le persone attorno ai due contendenti si schierino con l&#8217;uno o con l&#8217;altro. La scelta a volte è istintiva: &#8216;Io, come madre del giovane, non posso certo prendere le difese di quella donna che lo ha lasciato &#8216;. Altre volte sono i contendenti stessi a chiedere, anzi a pretendere, un pieno appoggio contro l&#8217;avversario, tanto che è visto con sospetto, quasi fosse un altro nemico, chi non si sente di dare un giudizio di parte. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La necessità di schierarsi a favore dell&#8217;uno o dell&#8217;altro elemento della coppia, innesta delle dinamiche che coinvolgono i figli, gli altri familiari e gli amici. Queste dinamiche spesso hanno come conseguenza la rottura dei legami che sostenevano la rete familiare ed affettiva, con ripercussioni a cascata su ogni nodo della rete. Dove prima vi era fiducia rischia di nascere il dubbio. La o le persone da cui ci si attendeva aiuto e conforto rischiano di diventare fonte di malessere e insicurezza. A questa logica non si sottrae nessuno. N? i figli della coppia conflittuale, né gli altri familiari e gli amici.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ma cosa significa schierarsi per un figlio? Spesso equivale a bollare di iniquità uno dei due genitori, accettando in tutto o in parte le accuse dell&#8217;altro. Significa allontanarsi, sia fisicamente sia psicologicamente, dalla madre o dal padre ritenuto colpevole. Significa costringere un figlio a prendere anche lui delle armi per difendere il genitore che si crede aggredito e, contemporaneamente, cercare di punire il presunto aggressore. Solo in alcuni casi, con la maturità, alcuni figli riescono a giudicare serenamente quanto è avvenuto o avviene nella loro casa, sotto i loro occhi e dentro il loro cuore, evitando di prendere le parti dell&#8217;uno o dell&#8217;altro. Anzi, soprattutto con la maturità, è facile che siano accusati entrambi i genitori, in quanto ritenuti rei di non aver ottemperato a un loro fondamentale, preciso dovere: <span style="color: #000080;">rendere il clima familiare sereno e pacifico. </span></span></p>
<h5><span style="font-size: large; color: #993300;">Le alleanze</span></h5>
<p><span style="font-size: medium;">Alle alleanze non si sottraggono le famiglie d&#8217;origine e gli amici. Come è naturale anche questi in genere tendono, per solidarietà, a vedere l&#8217;altro e anche la famiglia dell&#8217;altro come colpevoli. Non sono però rari i casi in cui la madre o il padre accusano chiaramente ma anche coraggiosamente il proprio figlio o la propria figlia del conflitto esistente. In ogni modo, con la rottura dell&#8217;unità familiare, si forma una rete patologica di alleanze, in favore dell&#8217;uno o dell&#8217;altro. Queste alleanze risultano frequentemente distruttive per l&#8217;uno e per l&#8217;altro.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Vi possono essere, soprattutto nella fase iniziale del conflitto, degli interventi pacificatori, in quanto, ben a ragione, ognuno dei familiari, in qualche modo, subisce delle perdite ma anche delle sofferenze a causa della contesa in atto. Purtroppo però, frequentemente, i dissidi coniugali fanno riemergere nei familiari e parenti, risentimenti, animosità e gelosie latenti o nascoste che tenderanno a manifestarsi, accentuando la lotta tra i coniugi: &#8216;Quell&#8217;uomo non mi è mai piaciuto, ero sicuro/a che non faceva al caso tuo. Ho sospettato che non fosse una persona sincera, equilibrata e con dei solidi principi, da quando me l&#8217;hai presentato&#8217;. &#8216;Quella donna si è comportata male dal primo giorno del matrimonio. Non mi sono mai andate a genio la sua alterigia e la sua sfrontatezza&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Anche i figli, purtroppo, a volte non solo non si impegnano per degli interventi pacificatori ma tendono ad accentuare, con i loro comportamenti, i contrasti tra i genitori, sia per punire il genitore che con i suoi &#8216;no&#8217;, con le sue decisioni più rigide li ha fatti qualche volta soffrire, sia con la vana speranza che, eliminando dalla propria famiglia e dalla propria vita l&#8217;elemento &#8216;cattivo&#8217;, rimanga soltanto la parte &#8216;buona&#8217;. Per fortuna, nell&#8217;ambito familiare, amicale e nei figli, a volte sono presenti degli elementi più saggi e illuminati, che mettono in moto gli interventi appropriati e utili a rappacificare la coppia. Sono interventi difficili, ma quando sono attuati, spesso sono un toccasana per i contendenti, i quali si vedono in questo modo costretti a riappropriarsi della loro responsabilità genitoriale.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/13459158-la-bambina-l-39-ascolto-di-genitori-litigano.jpg" width="311" height="209" border="0" /></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large; color: #993300;">Conseguenze sui figli</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">&#8216;I bambini sono estremamente sensibili al tipo di relazione esistente tra i genitori: quando tra le quinte va tutto bene, il bambino è il primo a rendersene conto e lo dimostra: infatti è palesemente più a proprio agio ed è felice; è anche più facile accudirlo&#8217;.<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftn1">[1]</a>  Che cosa succede, invece, nell&#8217;animo di un bambino quando le persone che dovrebbero, più delle altre, dargli sicurezza e serenità, iniziano tra loro una contesa della quale non si conoscono i risultati, ma si avvertono sicuramente i danni inferti?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Nei bambini, dopo un iniziale stato istintivo d&#8217;allarme, sopravviene il bisogno di capire e, se possibile, ricercare delle soluzioni alla sgradevole situazione nella quale la propria famiglia è piombata. Pur tuttavia, nonostante i figli, anche se molto piccoli, siano perfettamente capaci di avvertire immediatamente le caratteristiche positive o negative dell&#8217;ambiente attorno a loro, gli stessi hanno difficoltà, invece, a capire esattamente i problemi che sottostanno alle espressioni emotive che li circondano e nelle quali si sentono coinvolti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Tutti i conflitti, anche i più lontani, risvegliano in noi adulti emozioni fatte di sofferenza ma anche di perplessità e stringenti interrogativi: &#8216;Chi sono i contendenti?&#8217; &#8216;Perché guerreggiano tra loro?&#8217; &#8216;Chi ha ragione?&#8217; Chi ha torto?&#8217; &#8216;Cosa posso fare io per far cessare questa contesa che procura tante sofferenze e distruzioni?&#8217; &#8216;Quali strumenti posso utilizzare?&#8217; Se queste sono le domande che noi adulti ci facciamo quando dal telegiornale ascoltiamo le notizie di una guerra lontana dalla nostra nazione, dalla nostra terra, dalla nostra casa, quanto più gravi e coinvolgenti devono essere gli interrogativi, ma anche le sofferenze nel caso in cui la guerra sia molto vicina, anzi il conflitto sia proprio dentro la propria casa e tra i suoi genitori, che rappresentano, per il bambino piccolo, tutto il suo mondo!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La prima domanda che forse si fa un figlio ?: &#8216;Chi sono i contendenti?&#8217;  Non è facile, come si crede, rispondere a questa semplicissima domanda. Queste due persone non sono degli estranei che si sono scontrati per la via con le loro autovetture in un malaugurato incidente, per cui, con i nervi scossi per la paura di restare coinvolti anche fisicamente e per il danno subìto dalle loro auto, hanno iniziato a litigare. Queste due persone si sono cercate. Queste due persone si sono scelte per amore. Il bambino ha visto tante volte le loro foto nel grande album del loro matrimonio. Ha visto i loro volti raggianti di gioia, ha visto le loro mani ed i loro corpi uniti da gesti affettuosi. Queste due persone si sono giurate aiuto e sostegno reciproco. Pertanto le perplessità del bambino sono numerose e gravi: &#8216;Queste due persone hanno giurato di volersi bene sempre, hanno giurato che avrebbero fatto di tutto affinché io stia bene, non soffra, non sia perseguitato da dubbi, da incertezze, da timori, da angosce. Questo è il loro lavoro, questo è il loro impegno quotidiano. Ho sentito gridare mio padre accusando mia madre di essere una poco di buono e mia madre accusare mio padre di essere un despota. Ma può una madre essere una poco di buono e mio padre, il suo uomo, può essere quel violento despota descritto da mia madre?&#8217; E ancora: &#8216;Minacciano di lasciarsi. Ma che vuol dire lasciarsi? Dicono che è meglio che ognuno vada alla sua casa e per la sua strada. Ma la nostra casa è questa. Io ho visto come e con quali sacrifici l&#8217;hanno pagata. Io ho visto come e con quanto amore l&#8217;hanno arredata. Il loro lettone non sta forse nella stanza accanto alla mia? E quella stanza e quel letto non sono forse il mio rifugio quando i fantasmi della notte opprimono il mio cuore e lo spaventano? Quella stanza e quel letto non sono forse il nostro campo di giochi preferito la mattina della domenica e delle feste quando, mentre loro stanno sotto le coperte abbracciati, io e mia sorella saltiamo sul materasso e ridendo ci buttiamo sopra di loro e loro si lamentano, felici che li schiacciamo?&#8217;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Solo successivamente nascono le alleanze. Per cui Giancarlo Tirendi<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftn2">[2]</a> vede nei comportamenti del bambino quattro stadi.</span></p>
<ol style="text-align: justify;" start="1">
<li><span style="font-size: medium;"><strong>Nel primo</strong> il bambino appare come semplice spettatore di fronte a qualcosa che lo stupisce, lo spaventa ma non riesce ancora a capire, né sa come comportarsi.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;"><strong>Nel secondo stadio</strong> il bambino si schiera e stabilisce un&#8217;alleanza con il genitore che appare vittima del partner. In genere questo genitore è la madre in quanto la donna, con più emotività, mediante il pianto ed i lamenti manifesta meglio e con più impeto la sua sofferenza e le sue accuse.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;"><strong>Nel terzo stadio</strong> il genitore visto come vittima, ottiene la coalizione attiva del figlio.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;"><strong>Nel quarto stadio</strong> le risposte del figlio vengono strumentalizzate al massimo per cui il genitore visto come vittima ha dei comportamenti permissivi verso il figlio, così da rendere stabile e definitiva questa alleanza. D&#8217;altra parte l&#8217;altro genitore diventa eccessivamente autoritario in quanto avverte anche il figlio come un nemico contro il quale combattere. &#8216;Si viene a creare infatti ciò che in termini sistemici viene chiamata triangolazione ovvero una coalizione tra membri appartenenti a due generazioni diverse, contro un terzo &#8216;Giancarlo Tirendi&#8217;<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftn3">[3]</a>.</span></li>
</ol>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></h5>
<p> <img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/coppia-litigio-1.jpg" alt="coppia-litigio.jpg - 7.03 KB" width="350" height="225" border="0" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;ansia e la paura che nascono da questi continui conflitti non possono non riflettersi nell&#8217;animo dei minori, i quali avranno notevoli difficoltà ad amare e rispettare i genitori. A volte il rancore dei figli si riverserà su entrambi, altre volte solo su uno di essi. In altri casi o in altri momenti l&#8217;odio si alternerà all&#8217;amore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Inoltre come potranno questi piccoli esseri umani, diventati grandi, credere ancora nell&#8217;amore, quando dopo pochi anni hanno visto l&#8217;unione dei propri genitori sfaldarsi e sciogliersi come neve al sole? Come potranno credere nell&#8217;istituto del matrimonio, se è proprio all&#8217;interno di questo istituto che si è consumata e si consuma la tragedia del conflitto?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">D&#8217;altra parte il non avere avuto una famiglia serena accanto a loro li spinger? a cercarla, inutilmente, altrove. Inutilmente in quanto qualsiasi altro rapporto instaurato in seguito, non potrà mai riempire il vuoto lasciato da una famiglia conflittuale, né potrà spegnere il dolore ed il risentimento causati da questa condizione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Purtroppo lo stesso giudizio, imbevuto di odio e d&#8217;amore, potrà essere rivolto anche a se stessi, ritenuti, quasi sempre a torto, causa del conflitto stesso. Non è raro constatare come molti motivi di scontro tra i genitori, riguardano le decisioni da attuare e la linea da tenere nell&#8217;educazione dei figli. Pertanto questi ultimi si accusano con frasi come queste: &#8216;Se io fossi stato più bravo, se io fossi stato più buono, i miei genitori non avrebbero litigato tra loro&#8217;. Altri sensi di colpa nascono dai giudizi dati all&#8217;uno e all&#8217;altro genitore nel corso della propria fanciullezza: &#8216;É giusto che in quell&#8217;occasione io abbia giudicato male mia madre schierandomi con mio padre?&#8217; E viceversa: &#8216;É giusto che per tanti anni abbia difeso mia madre quando, obiettivamente, lei ha un pessimo carattere, così che facilmente fa arrabbiare ed esasperare mio padre?&#8217; Il senso di colpa può nascere anche per essere stati incapaci di tenere uniti mamma e papà, non intervenendo nelle loro dispute.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Le paure dei figli spesso riguardano anche il proprio futuro ruolo di genitore: &#8216;Sarà un buon padre? Sarà una buona madre? Come posso essere certo che con il mio comportamento e con i miei problemi d&#8217;ansia non farà soffrire i miei figli?&#8217;</span></p>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #008000;">Alcuni racconti dei figli che hanno vissuto o vivono i conflitti dei genitori</span></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Marco, di undici anni, viene portato alla nostra osservazione a causa della presenza di incubi, paure, fobie, parziali e momentanei estraniamenti dalla realtà, eccessiva dipendenza dalla figura materna.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;ambiente nel quale viveva questo ragazzo era fortemente influenzato, da una parte dalle caratteristiche dei genitori: il padre era descritto dalla moglie come nervoso, suscettibile, aggressivo mentre la madre era descritta come una donna insicura, nervosa, molto emotiva, ansiosa, apprensiva, ma soprattutto patologicamente gelosa del marito. I coniugi fin dall&#8217;inizio del matrimonio erano in perenne conflitto proprio a motivo della gelosia della donna.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Riportiamo due suoi racconti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong>Litigi tra i genitori</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>C&#8217;era una volta una famiglia in cui ancora non avevano deciso di avere un figlio. Quando l&#8217;ebbero, decisero di non litigare più. Ma un giorno litigarono e decisero di mandare il loro figlio da amici. Dopo capirono che il loro figlio stava male se loro litigavano e decisero di parlare con lui e dopo averlo capito decisero di non litigare più e vissero felici e contenti.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Dietro la frase <em>&#8216;C&#8217;era una volta una famiglia in cui ancora non avevano deciso di avere un figlio. Quando l&#8217;ebbero, decisero di non litigare più&#8217;</em>, è evidente il giudizio severo di Marco, che è poi lo stesso evidenziato da tutti i bambini, verso tutti i genitori che litigano pur avendo un figlio. è evidente il suo disappunto nei confronti dei suoi genitori <em>(Quando l&#8217;ebbero, decisero di non litigare più, ma un giorno litigarono e decisero di mandare il loro figlio da amici).</em> Come dire che avevano promesso a se stessi di non litigare per rispetto del figlio, e anche per non far vivere al figlio le conseguenze del conflitto e invece&#8230;Sono chiaramente manifesti anche la sua sofferenza (<em>capirono che il loro figlio stava male se loro litigavano)</em>; ed infine il suo maggior desiderio <em>(decisero di non litigare più e vissero felici e contenti).</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong>La foresta distrutta dall&#8217;incendio e poi ricostruita</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>&#8216;C&#8217;era una volta una foresta molto bella, c&#8217;erano molti alberi e un lago. Un giorno, non si sa il motivo, la foresta si incendiò. Le persone si rifugiarono in una baita. Grazie all&#8217;intervento dei vigili del fuoco alcuni alberi si sono salvati e altri sono stati tagliati e al loro posto sono stati piantati dei nuovi alberi e, in un anno, la foresta diventò di nuovo bella&#8217;.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il ragazzo descrive la sua realtà interiore, che è strettamente legata a quella della sua famiglia, dopo un anno e sei mesi dall&#8217;inizio della terapia, in seguito alla quale i rapporti tra i suoi genitori erano nettamente migliorati. Egli rappresenta il conflitto subìto, come un fuoco che brucia e distrugge tutto ciò che incontra (<em>la foresta si incendiò</em>). Il ragazzo non sa il motivo di quello che era avvenuto tra i suoi genitori, però si accorge sia della distruzione sia, in seguito, della ricostruzione avvenuta (<em>Grazie all&#8217;intervento dei vigili del fuoco alcuni alberi si sono salvati e altri sono stati tagliati e al loro posto sono stati piantati dei nuovi alberi e in un anno la foresta diventò di nuovo bella).</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong>La casa del sole</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"> <img loading="lazy" decoding="async" style="font-size: 12.16px;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/Barca-del-sole.jpg" width="548" height="411" border="0" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Il commento al disegno effettuato da Cettina di anni sette i cui genitori spesso litigavano, è molto esplicativo sia dei suoi bisogni che non venivano ad essere soddisfatti nella sua famiglia, sia della necessità di fuggire dalla realtà angosciante nella quale si trovava a vivere.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>&#8216;</em><em><em>C&#8217;era una volta un sole che parlava con i fiori. Gli diceva cose belle:</em></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em> &#8211; Che cosa state facendo?</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>&#8211; Stiamo giocando con il mare e abbiamo visto una barchetta buttata dal mare, poi l&#8217;abbiamo presa e l&#8217;abbiamo portata a casa per ripararla. Quando è stata bene abbiamo giocato tutti insieme: il sole, i fiori, il mare e la barchetta.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em><em>Un giorno la barchetta scappò a casa del sole e allora il sole l&#8217;ha detto a tutti i suoi amici. La barchetta è scappata nella casa del sole perché non stava bene a casa sua. Anche i suoi amici allora sono andati nella casa del sole, hanno chiuso la porta a chiave, hanno fatto la festa e dormirono tutti a casa del sole</em></em><em>&#8216;.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;interpretazione che abbiamo dato a questo racconto è ancora una volta molto toccante e ci rivela dei sentimenti e dei pensieri molto profondi per una bambina di solo sette anni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">&#8216;Nell&#8217;immenso mare della vita vi sono delle persone che navigano a loro agio, mentre altre, per motivi vari: in questo caso il conflitto tra i genitori e le caratteristiche di personalità della madre, sono gravemente danneggiate dai marosi tanto che vengono estraniate dalla vita (<em>abbiamo visto una barchetta buttata dal mare)</em>. Per fortuna, a volte, qualche persona buona (<em><em>i fiori)</em></em>, ha cura delle loro ferite. I fiori, infatti, dicono al sole : <em><em>abbiamo visto una barchetta buttata dal mare, poi l&#8217;abbiamo presa e l&#8217;abbiamo portata a casa per ripararla. </em></em>Ma la persona, nonostante stia meglio dopo quanto ha sofferto nella sua famiglia e quindi nella vita reale, piuttosto che ritornare a confrontarsi con le gravi difficoltà nelle quali si è trovata, preferisce fuggire e rifugiarsi in un mondo caldo, luminoso ma irreale (<em>Un giorno la barchetta scappò a casa del sole e allora il sole l&#8217;ha detto a tutti i suoi amici. La barchetta è scappata nella casa del sole perché non stava bene a casa sua).</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Naturalmente in questo mondo irreale la bambina non vuole restare sola e porta con sé, non i suoi genitori ma solo le persone a lei più care (<em>Anche i suoi amici allora sono andati nella casa del sole), </em>ma da questo luogo ideale esclude tutto il resto del mondo <em>(&#8230; hanno chiuso la porta a chiave).</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questo racconto è sicuramente molto più tragico di quanto non appaia a prima vista. In realtà questa bambina, nonostante sia migliorata con l&#8217;aiuto della terapia, non si fida affatto di tornare a rapportarsi con una famiglia per lei così traumatica. Preferisce piuttosto chiudersi volontariamente in un suo mondo immaginario.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong>Salvatore e i suoi genitori separati</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La madre di Salvatore, un ragazzo di dodici anni, aveva chiesto il nostro intervento in quanto il figlio presentava disturbi psicoaffettivi di media gravità che si manifestavano con parziale e momentaneo distacco dalla realtà, tendenza alla chiusura, distraibilità eccessiva, scarsa cura di sé, labilità emotiva, notevoli difficoltà scolastiche. Quando abbiamo chiesto a Salvatore di parlarci della sua famiglia egli l&#8217;ha descritta in questi termini:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>&#8220;Papà è normale, tranquillo un po&#8217; impulsivo: quando dobbiamo vederci la partita non avvisa la mamma ma solo me. Lui non telefona per mettersi d&#8217;accordo. A volte si arrabbia perché la mamma non è puntuale. Sto spesso dai nonni della mamma, sono simpatici. La mamma è un po&#8217; bugiarda, dice un sacco di bugie e papà si arrabbia.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Ricordo poco di quando la mamma e papà stavano insieme.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Con mia sorella Francesca litigo, mi prende in giro e gli do botte. Canta &#8216;Salvatore è scemoooooo!!&#8217; Mamma poi rimprovera tutti e due.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Litigo con la mamma per i compiti, per la scuola, perché l&#8217;aiutiamo poco. Ma io preparo la tavola e mia sorella non fa niente.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Con i compagni va benissimo, organizziamo le partite, non mi prendono in giro.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>La convivente di mio padre mi sta un po&#8217; antipatica, litiga sempre con papà, si arrabbia con me e difende mia sorella. Io ci vado quasi sempre da lei. Francesca quasi mai. Papà si arrabbia perché Francesca non ci va quasi mai.&#8221;</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">In questo racconto sulla propria famiglia con genitori separati notiamo:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">I genitori continuano a litigare anche da separati <em>(Papà è normale, tranquillo un po&#8217; impulsivo. A volte si arrabbia perché la mamma non è puntuale. La mamma è un po&#8217; bugiarda, dice un sacco di bugie e papà si arrabbia).</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">I bambini danno dei giudizi negativi su entrambi i genitori. In questo caso soprattutto sulla madre <em>(Lui non telefona per mettersi d&#8217;accordo) ( La mamma è un po&#8217; bugiarda, dice un sacco di bugie e papà si arrabbia).</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">I figli trovano un&#8217;oasi di serenità solo dai nonni e nei giochi con i compagni. <em>(Sto spesso dai nonni della mamma, sono simpatici). (Con i compagni va benissimo, organizziamo le partite, non mi prendono in giro).</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La sofferenza provata si trasforma in aggressività tra fratelli <em>(Con mia sorella litigo, mi prende in giro e gli do botte. Canta &#8216;Salvatore è scemooooo!!)</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il bambino evidenzia poi i difficili rapporti con il genitore affidatario <em>(Litigo con la mamma per i compiti, per la scuola, perché l&#8217;aiutiamo poco).</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Non trascura di annotare il difficile rapporto del padre con la nuova convivente <em>(litiga sempre con papà).</em></span></p>
<p dir="ltr" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Infine è evidente lo scarso amore e attaccamento verso la convivente da parte di entrambi i figli <em>(La convivente di mio padre mi sta un po&#8217; antipatica. Si arrabbia con me e difende mia sorella. Io ci vado quasi sempre da lei. Francesca quasi mai. Papà si arrabbia perché Francesca non ci va quasi mai).</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong>Maria</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong>Primo racconto</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong>Un fiore, un diamante, un cuore e tanta puzza</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> &#8221; <em>C&#8217;era una volta una famiglia. Avevano una casa bellissima e avevano una figlia. La figlia un bel giorno ha guardato un fiore azzurro e ha detto: &#8216;Me lo voglio prendere&#8217;. Se l&#8217;è preso e dopo un po&#8217; di giorni la bimba è diventata grande. E anche il fiore è diventato grande e dentro il fiore c&#8217;era un diamante e dentro il diamante c&#8217;era il cuoricino della bimba che stava crescendo. La bambina era felice perché aveva un diamante in casa.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Sua madre non se n&#8217;è accorta ed ha buttato il fiore con dentro il diamante ed il cuore. La figlia cercava il diamante ma non lo trovava e allora è diventata sempre più piccola, ed è diventata neonata e la mamma ha detto: &#8216;Come può essere che è diventata neonata?&#8217; Questa bimba neonata parlava e ha chiesto alla madre il diamante e la madre ha detto che era nella spazzatura. Lei </em>(la bimba), <em>l&#8217;ha ripreso ed era tutto sporco. Dopo l&#8217;hanno pulito, ma faceva puzza di pesce. E la bimba è tornata grande, ma, nonostante questo, è rimasta puzzolente&#8221;.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Si rimane stupiti di come una bambina di appena cinque anni abbia potuto descrivere così bene la sua storia ed i suoi problemi attuali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;interpretazione di questo primo racconto non è affatto difficile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Maria si trova a vivere in una famiglia agiata (avevano una casa bellissima). Tutto sembra andare per il verso giusto. Ella è di intelligenza normale, anzi molto vivace, ha una buona stima di se, è vuole crescere rapidamente (La figlia un bel giorno ha guardato un fiore azzurro e ha detto: &#8216;me lo voglio prendere&#8221;. Se l&#8217;è preso e dopo un po&#8217; di giorni la bimba è diventata grande. E anche il fiore è diventato grande e dentro il fiore c&#8217;era un diamante e dentro il diamante c&#8217;era il cuoricino della bimba che stava crescendo). Ma c&#8217;è un grande &#8216;ma&#8217;. La madre, senza accorgersi del male che stava compiendo, mette la bambina in una situazione di grave disagio, la bambina probabilmente si riferisce ai notevoli conflitti con il padre (Sua madre non se ne accorta ed ha buttato il fiore con dentro il diamante ed il cuore). La conseguenza è stata, purtroppo, la regressione della bambina in alcuni settori dello sviluppo (La figlia cercava il diamante ma non lo trovava e allora è diventata sempre più piccola, ed è diventata neonata). La madre accortasi che qualcosa di grave ed importante era accaduto alla figlia ha cercato di capirne il motivo (e la mamma ha detto &#8216;come può essere che è diventata neonata?&#8217;)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Maria, a questo punto, fa capire in modo esplicito alla madre il suo notevole disagio (Questa bimba neonata parlava e ha chiesto alla madre il diamante e la madre ha detto che era nella spazzatura). La madre, finalmente consapevole di aver commesso degli errori, cerca di affrontare e risolvere i problemi della piccola, accettando un percorso che l&#8217;aiuti a risolvere i conflitti di coppia e porta la figlia in un centro di neuropsichiatria, in modo tale che le venga dato l&#8217;aiuto necessario per risolvere i suoi problemi. Per fortuna alcuni dei più gravi problemi dei genitori e della figlia vengono risolti (Lei (la bimba), l&#8217;ha ripreso ed era tutto sporco. Dopo l&#8217;hanno pulito, ma faceva puzza di pesce. E la bimba è tornata grande).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La bambina però si accorge che, nonostante l&#8217;impegno dei genitori e degli operatori, non tutti i suoi problemi sono stati eliminati. Qualcosa dei traumi subito mentre aveva assistito per anni alle continue liti dei genitori era rimasto nel suo cuore ( E la bimba è tornata grande, ma, nonostante questo, è rimasta puzzolente).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il secondo racconto di Maria che riportiamo, evidenzia in modo più evidente la sua più pressante e grave problematica: il conflitto tra i genitori.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong>I principi litigiosi</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-size: medium;">&#8220;C&#8217;era una volta una bellissima principessa che aveva un fidanzato con il quale andava a passeggiare in un prato fiorito. Un giorno hanno deciso di sposarsi e hanno fatto un figlio che si chiamava Davide. Ma litigavano e si volevano lasciare.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-size: medium;">La mamma di Davide aveva già partorito ed era molto preoccupata perché non sapeva cosa dire al figlio quando sarebbe diventato grande. I genitori si sono lasciati per forza.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Quando Davide è cresciuto ha chiesto:</em> &#8216;<em>Ma io non c&#8217;è l&#8217;ho un papà?&#8217; E la mamma ha detto &#8216;Te lo spiegherà quando sarai diventato più grande!&#8217; E poi dopo gli ha detto: &#8216;Ci siamo lasciati per le (a causa delle nostre) famiglie&#8217;.</em> <em>Il bimbo era scappato dalla famiglia e cercava il suo papà e la mamma è andata a cercarlo. Dopo (la madre) ha trovato papà e figlio che passeggiavano e gli ha detto: &#8216;Ma tu che ci fai qui!&#8217; E ha rimproverato il papà. La mamma era disperata. Dopo hanno fatto tutti pace e vissero felici e contenti.&#8221;</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">In questo racconto ancora una volta Maria mette in evidenza come nella sua famiglia vi fossero tutti i presupposti per un matrimonio felice: la bellezza, la ricchezza, l&#8217;amore, un ambiente idilliaco, la nascita di un figlio <em>(C&#8217;era una volta una bellissima principessa che aveva un fidanzato con il quale andava a passeggiare in un prato fiorito. Un giorno hanno deciso di sposarsi e hanno fatto un figlio che si chiamava Davide).</em> Purtroppo però questi presupposti non bastano <em>(Ma litigavano e si volevano lasciare).</em> A questo punto è evidente la paura più grande che assilla la bambina: il timore che la separazione dei suoi genitori possa comportare la perdita del rapporto con il papà <em>(Dopo ha trovato papà e figlio che passeggiavano e gli ha detto: &#8216;Ma tu che ci fai qui!&#8217; E ha rimproverato il papà.)</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Come si può evincere da questi racconti i sintomi presentati dalla bambina ci dicono poco o nulla sulle cause dei suoi problemi, né ci fanno comprendere la sofferenza della piccola. Questi problemi, e la sofferenza che ne consegue, diventano evidenti quando le si dà la possibilità di esprimere liberamente i suoi sogni, i suoi desideri, le sue emozioni, i suoi pensieri, mediante l&#8217;uso del disegno libero e l&#8217;esposizione di qualche racconto anch&#8217;esso costruito liberamente. In definitiva noi crediamo che è dalle loro parole, dai disegni e dai loro racconti, che possiamo veramente comprendere il mondo interiore dei bambini e non certo dai loro sintomi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<div style="text-align: justify;"><hr size="1" width="33%" />
<div>
<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftnref1">[1]</a> Winnicott D.W., (1973), <em>Il bambino e il mondo esterno</em>, Firenze, Giunti e Barbera, p. 113.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
</div>
<div>
<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftnref2">[2]</a> Tirendi Giancarlo, &#8216;Il maltrattamento infantile: semplice violenza o patologia?&#8217;, Solidarietà, anno IX N° 24, p. 98-99.</span></p>
</div>
<div>
<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftnref3">[3]</a> Tirendi Giancarlo, &#8216;Il maltrattamento infantile: semplice violenza o patologia?&#8217;, Solidarietà, anno IX N° 24, p. 99.</span></p>
</div>
<div>
<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftnref4">[4]</a> Paradis A. D., et al., (2009), &#8216;Long-term impact of family arguments and physical violence on adult functioning at age 30 years: Findings from the Simmons longitudinal study&#8217;,  <em>Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry</em>, 48 (3), 290-298.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
</div>
</div>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-large; color: #008000;">La prevenzione della conflittualità familiare</span></h4>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Se la conflittualità e la disgregazione del nucleo familiare, sono considerate tra le più importanti e frequenti piaghe delle moderne società occidentali, in quanto apportatrici di notevole sofferenza sia per gli adulti sia per i minori, l&#8217;impegno individuale, familiare e sociale per combatterle, dovrebbe essere notevole e dovrebbe riguardare i comportamenti dei singoli individui, delle famiglie e delle istituzioni sociali.</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #008000;"><em>Gli impegni dei singoli individui:</em></span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">a)      Per quanto riguarda i singoli individui, nella scelta del partner si dovrebbero seguire dei canoni prevalentemente oggettivi e non solo criteri soggettivi, legati principalmente all&#8217;entusiasmo della fase dell&#8217;innamoramento. Ciò in quanto, per una buona vita relazionale, sono importanti alcune caratteristiche come la maturità, la saggezza, la serenità interiore, l&#8217;equilibrio psichico; sono essenziali buone capacità di dialogo, ascolto e accoglienza; non devono mancare, inoltre, notevoli capacità e disponibilità nel dare amore, calore e affetto all&#8217;altro. Per non parlare dell&#8217;importanza di qualità come la serietà, la fedeltà, la generosità, le capacità di cura e di sacrificio. Qualità queste indispensabili in un rapporto di coppia stabile e duraturo.</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">b)      Durante il matrimonio l&#8217;impegno dei coniugi dovrebbe essere finalizzato a dare con entusiasmo e generosità all&#8217;altro il proprio amore, utilizzando gli apporti specifici legati alle proprie caratteristiche personali e sessuali, piuttosto che chiedere sempre di più!  </span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">c)      Sarebbe importante, inoltre, considerare la famiglia che si è formata, come il luogo migliore nel quale con gioia, attenzione e responsabilità reciproca, è possibile educare i nuovi cittadini di domani, aiutandoli a sviluppare le migliori qualità, che sono di specifico appannaggio dell&#8217;essere umano e non soltanto come un&#8217;istituzione alla quale chiedere, in ogni momento, piacere, gioia, benessere e felicità.</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">d)     Quando poi compaiono gli inevitabili primi screzi e conflitti, questi dovrebbero essere accolti come una sfida e un&#8217;occasione, per meglio comprendere non solo i limiti ma anche i bisogni dell&#8217;altro, così da poter accettare i primi e soddisfare gli altri e non dei precisi segnali della fine di un rapporto.</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">e)      Poiché l&#8217;adulterio è una delle più frequenti cause di conflitto nella coppia, conflitto che poi si estende in maniera distruttiva anche alle famiglie interessate, compito dei coniugi, delle loro famiglie e delle istituzioni dovrebbe essere la promozione, protezione, e la valorizzazione dell&#8217;unione coniugale e della fedeltà di coppia.</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">f)       Infine, giacché le differenze di genere e i diversi apporti sessuali, se ben accolti e sfruttati, sono preziosi per il pieno sviluppo umano, oltre che per le relazioni di coppia, queste differenze dovrebbero essere notevolmente promosse nell&#8217;educazione dei minori e dei giovani e giammai, come avviene oggi, soffocate o sminuite.</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #008000;"><em>Gli impegni delle famiglie d&#8217;origine</em></span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">a)      Compito delle famiglie d&#8217;origine dovrebbe essere quello di preparare fin dall&#8217;infanzia i figli, mediante un&#8217;educazione specifica, all&#8217;assunzione di ruoli particolarmente complessi, delicati e difficili, come quelli di marito e moglie, di padre e di madre. Questa preparazione dovrebbe avere come obiettivi il buon equilibrio psichico dei figli, unito ad una sufficiente maturità e responsabilità. Per tale motivo ogni famiglia dovrebbe sviluppare nei propri figli alcuni valori fondamentali come:</span></p>
<ol>
<li><span style="font-size: medium;">la gioia del dare;</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">il piacere della cura e della disponibilità verso l&#8217;altro;</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">il massimo rispetto verso chi, in futuro, sarà loro vicino in un progetto di vita in comune. Rispetto, quindi, per le idee, per le diversità, per le convinzioni, per i singoli ruoli, per i bisogni e per le necessità del partner;</span></li>
</ol>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> L&#8217;educazione dovrebbe sviluppare, inoltre, le attitudini empatiche indispensabili per capire e ascoltare i messaggi e i sentimenti più profondi, così come dovrebbe far crescere nell&#8217;animo dei minori le capacità di perdonare e di chiedere scusa quando è il caso e di tener fede agli impegni assunti, così da evitare il tradimento delle promesse fatte.</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">b)      Le famiglie d&#8217;origine, inoltre, dovrebbero poter dare ai giovani che iniziano una vita in comune non solo il loro aiuto materiale ed il loro tempo, ma anche consigli e supporti ricchi di esperienza, saggezza e maturità.</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #008000;"><em>Impegni delle istituzioni sociali </em></span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">a)      Queste dovrebbero provvedere a favorire la formazione di coppie e di famiglie stabili e funzionali ai loro compiti affettivi, educativi, di cura e assistenza, pur senza sovrapporsi ad esse, pur senza sostituirsi ad esse.</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">b)      Le istituzioni sociali dovrebbero proteggere sia i minori sia gli adulti dall&#8217;inquinamento psichico e morale derivante dagli strumenti di comunicazione i quali, diffondendo capillarmente idee, situazioni e immagini, altamente diseducative, volgari e violente, riescono a minare il normale sviluppo della personalità umana, limitando e rendendo vano l&#8217;impegno educativo e formativo dei genitori e delle altre agenzie educative.</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">c)      Compito delle istituzioni sociali dovrebbe essere anche quello di proteggere con ogni mezzo il contratto matrimoniale, e quando le disarmonie e i contrasti all&#8217;interno della coppia risultano evidenti, dovrebbe essere interesse preminente di tutta la società, oltre che dei singoli, mobilitarsi per affrontare e risolvere questi eventi negativi nella maniera più rapida e corretta possibile, utilizzando i mezzi più opportuni: terapia individuale, di coppia o familiare. Il ricostruire l&#8217;armonia dove vi sono contrasti, il ridare gioia dove è presente il dolore, far rinascere la pace dove è scoppiata la guerra, dovrebbe essere uno degli impegni primari di tutte le componenti la società. Non ha senso, come avviene oggi, che lo stato e la comunità civile assistano impotenti al disfacimento della più importante e fondamentale istituzione umana: la famiglia, quando sappiamo benissimo, e le cronache quotidiane drammaticamente ce lo ricordano, che la separazione ed il divorzio sono solo delle pseudosoluzioni che non solo non risolvono i conflitti, ma li esasperano e li accentuano, provocando un danno notevolmente grave ai minori e al tessuto sociale. Danno che può arrivare, come le cronache quotidiane ci ricordano, alle terribili tragedie del cosiddetto &#8216;femminicidio&#8217;, per cui, alla morte della donna uccisa per mano dell&#8217; uomo, segue la morte fisica di questi per suicidio oppure la sua morte sociale a causa della condanna penale e morale. Non è raro inoltre nelle famiglie conflittuali, disgregate o disfunzionali l&#8217;infanticidio ad opera soprattutto della donna, la quale, con questo gesto estremo, cerca di vendicarsi dell&#8217;abbandono o del tradimento oppure pensa di cancellare come con un colpo di spugna ogni segno della disgraziata unione. </span></p>
<h4 class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #236fa1;"><em>Tratto dal libro di Emidio Tribulato &#8220;Il bambino e l&#8217;ambiente&#8221; </em></span></h4>
<h4 class="Standard" style="text-align: justify;"><a href="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Il-bambino-e-lambiente.pdf"><span style="font-size: medium; color: #236fa1;"><em>Per scaricare gratuitamente tutto il libro clicca qui.</em></span></a></h4>
<h1 class="Standard" style="text-align: justify;"> </h1>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong> </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><strong> </strong></span></p>
<div>
<div>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
</div>
</div>

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		</div>
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		<p>L'articolo <a href="https://www.cslogos.it/2025/03/26/i-conflitti-coniugali-cause-conseguenze-e-prevenzione/">I conflitti coniugali: cause, conseguenze e prevenzione</a> proviene da <a href="https://www.cslogos.it">CS Logos</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Famiglie disgregate: conseguenze psicologiche sui figli</title>
		<link>https://www.cslogos.it/2025/03/26/famiglie-disgregate-conseguenze-psicologiche-sui-figli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emidio Tribulato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 21:39:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[#divorzio]]></category>
		<category><![CDATA[#figli]]></category>
		<category><![CDATA[#separazione]]></category>
		<category><![CDATA[#sofferenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>   Leggendo le normative dei vari stati sul divorzio, si nota come i legislatori si siano affannati a sottolineare che la separazione o il divorzio dei genitori non debba in alcun modo avere delle ripercussioni negative sui figli. Per tale motivo le sentenze emesse dai...</p>
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									<h5> </h5>
<p style="text-align: justify;"> <span style="font-size: medium;">Leggendo le normative dei vari stati sul divorzio, si nota come i legislatori si siano affannati a sottolineare che la separazione o il divorzio dei genitori non debba in alcun modo avere delle ripercussioni negative sui figli. Per tale motivo le sentenze emesse dai vari tribunali che si occupano di cause di divorzio, dovrebbero, in ogni caso, mettere in primo piano il benessere materiale, sociale e psicologico dei minori. Benessere dei minori che dovrebbe essere preponderante rispetto a quello dei singoli coniugi. Inoltre, nella legislazione italiana, per evitare che il genitore non convivente sia per il figlio un fantasma da vedere solo per il pranzo della domenica, per poi guardare insieme la partita, con la nuova legge sulla separazione e sul divorzio si cerca di puntare sulla bi-genitorialità per cui l&#8217;articolo 155 del nuovo testo recita:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> &#8216;Anche in caso di separazione personale dei genitori, il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Poiché il figlio desidera, chiede e ha necessità dell&#8217;affetto, della presenza, dell&#8217;educazione di entrambi i genitori naturali, mediante la bi-genitorialità il legislatore vorrebbe che papà e mamma, anche se separati, provvedessero in modo armonico ad educare i propri figli, soddisfacendo in tal modo i loro bisogni affettivi e materiali. Ciò in quanto, come abbiamo detto prima, il benessere dei figli dovrebbe prevalere sui bisogni dei genitori coinvolti nella separazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Non dubitiamo della sincerità dei legislatori nell&#8217;emanare delle leggi e in quelle dei giudici nel farle applicare. Dubitiamo molto, invece, sulle conseguenze reali che questo istituto, anche utilizzando la nuova legge sulla bi-genitorialità, ha sui figli e quindi sulle nuove generazioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Esaminando le dinamiche presenti in questa triste realtà, che è in costante aumento,<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftn1">[1]</a> ci si accorge immediatamente di come i desideri del legislatore siano da annoverarsi più nel campo delle pie illusioni che non della cruda, quotidiana realtà.</span></p>
<h6 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Le cause della sofferenza</span></h6>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">I motivi di sofferenza dei figli dei separati o divorziati possono riguardare:</span></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: medium; color: #008000;">La conflittualità tra i genitori.</span></li>
<li><span style="font-size: medium; color: #008000;">Uso dei figli nel conflitto.</span></li>
<li><span style="font-size: medium; color: #008000;">La crisi dei precedenti legami affettivi.</span></li>
<li><span style="font-size: medium; color: #008000;">Il difficile e complesso rapporto con i nuovi genitori, con i fratellastri e i nuovi parenti.</span></li>
<li><span style="font-size: medium; color: #008000;">La difficile relazione educativa.</span></li>
</ol>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #008000;">1.      La conflittualità tra i genitori</span></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La separazione ed il divorzio spesso non diminuiscono le cause di diverbio né fanno cessare il conflitto esistente tra i coniugi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> Per Scaparro e Bernardini<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftn2">[2]</a>:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">&#8216;Le procedure di separazione e divorzio nel nostro sistema ci sembrano oggi, indipendentemente dalla volontà dei singoli, disumane. In molti casi, infatti, lungi dal ridurre la conflittualità tra i genitori in via di separazione o separati, la accrescono esponendo i bambini a gravi forme di abuso e gli stessi genitori ad insostenibili ansie&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> In molti casi ai vecchi motivi di contrasto se ne aggiungono altri e la nuova legge italiana sull&#8217;affidamento condiviso non sembra aver affatto risolto questo annoso problema.<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftn3">[3]</a></span></p>
<ul>
<li><strong><span style="font-size: medium; line-height: 1.3em; color: #993300;">  Il conflitto economico</span></strong></li>
</ul>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/dolarbil.jpg" width="249" height="228" border="0" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Intanto, con la separazione ed il divorzio si apre il fronte del conflitto economico. Ognuno dei coniugi, spalleggiato dai suoi avvocati, cercherà in ogni modo di ottenere dalla separazione, per il proprio cliente, il massimo del profitto con il minimo danno. Anche perché sono poche le famiglie che possono permettersi di mantenere, da separati, lo stesso tenore di vita che avevano precedentemente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il conflitto sulle condizioni economiche può durare vari decenni in quanto, anche dopo la sentenza definitiva di divorzio, se la situazione si è modificata, e non è affatto difficile che il tempo modifichi le cose, uno dei due contendenti può richiedere al giudice nuove e diverse misure economiche. Ciò mantiene gli ex coniugi in una continua, esasperante situazione di tensione che alimenta i motivi e le condizioni di reciproca aggressività.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;altro viene visto come una sanguisuga pronta a utilizzare tutti gli espedienti possibili per ottenere sempre di più: &#8216;Pur di pretendere più soldi si inventa mille necessità e spese per i figli e per la famiglia&#8217;. Oppure, al contrario, l&#8217;altro viene visto come l&#8217;avaro ed il prepotente che non concede quanto può e quanto gli è dovuto ai figli e al coniuge, costringendoli ad una vita difficile e grama: &#8216;Non vuole pagare neanche le spese per l&#8217;apparecchio dei denti di cui ha bisogno suo figlio! è proprio un miserabile&#8217;.  &#8216;Si rifiuta di partecipare alle spese per il corso di ginnastica riabilitativa per risolvere il problema della scoliosi di Laura&#8217;. In questi conflitti su base economica sono coinvolti anche i figli, i quali sono spesso costretti a mentire su quanto veramente spendono o su quanto guadagnano: &#8216;Fai pure qualche lavoretto ma non dirlo a papà se no ti toglie il mantenimento&#8217;. &#8216;Di&#8217; a papà che il corso di chitarra ti è indispensabile e che ci costa molto&#8217;.</span></p>
<ul>
<li><span style="color: #993300;"><strong><span style="font-size: medium; line-height: 1.3em;">  Il contenzioso sull&#8217;affidamento dei figli</span></strong></span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Con la separazione e con il divorzio si apre il contenzioso sull&#8217;affidamento dei figli. Per Vico<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftn4">[4]</a> : &#8216;Il figlio diventa spesso una realtà contesa, divisa, ora oggetto di scambio, ora fattore di compensazione, ora perdita preziosa nel circolo vizioso giuridico &#8211; psicologico del gioco delle parti in cui il sistema familiare viene a trovarsi&#8217;. Vi sono mille motivi di tipo affettivo ed economico per volere per sé i figli quanto più a lungo possibile o, al contrario, per non volerli. &#8216;Se i figli stanno insieme a me, di questo disastrato matrimonio mi resta almeno qualcosa: il loro affetto, la loro presenza nonché il mantenimento che il mio ex mi dovrà dare&#8217;. &#8216;Se i figli stanno con me posso facilmente gestire a mio vantaggio i loro bisogni economici&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Ma sono presenti anche dei desideri o dei bisogni opposti: &#8216;Se il figlio non sta con me sono libero/libera di avere altre amicizie, altri amori ed intraprendere nuove e più redditizie attività lavorative senza che lui/lei sappia nulla&#8217;. Anche in questo caso il dissidio può non finire affatto con la sentenza del giudice che indica a chi sono affidati i figli e quali possibilità ha l&#8217;altro di vederli e restare con loro. Può succedere che il genitore che si è battuto strenuamente ed ha fatto &#8216;ferro e fuoco&#8217; per avere affidati i figli quanto più a lungo possibile, pochi mesi dopo, a causa delle mutate esigenze sentimentali, lavorative o per un sopraggiunto difficile dialogo e gestione dei minori, pretenda esattamente il contrario: &#8216;Se quando ero solo mi stava bene che i figli stessero con me tutti i giorni tranne il sabato e la domenica, dopo aver conosciuto Luisa, queste condizioni non mi stanno più bene in quanto non mi permettono di trascorrere i fine settimana con la mia nuova fidanzata&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> <img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-7737 aligncenter" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/couple-1934204__340-300x200.jpg" alt="" width="329" height="219" srcset="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/couple-1934204__340-300x200.jpg 300w, https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/couple-1934204__340.jpg 510w" sizes="(max-width: 329px) 100vw, 329px" /></span></p>
<ul>
<li><span style="color: #993300;"><strong><span style="font-size: medium; line-height: 1.3em;">  Le nuove relazioni amorose</span></strong></span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;altro fronte molto caldo, anzi scottante, che si apre riguarda le nuove relazioni amorose. Una parte degli uomini e delle donne separati o divorziati vorrebbe creare, dopo il fallimento del primo matrimonio, una nuova famiglia. Una famiglia che abbia tutti i pregi di quella abbandonata senza averne i difetti. Il progetto è sicuramente desiderabile e augurabile, ma si scontra con mille difficoltà.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">è, intanto, laboriosa la scelta di un nuovo partner. Data la facilità con la quale i due sessi si possono incontrare nelle numerose feste, nelle discoteche o mediante l&#8217;uso degli strumenti elettronici: Internet, cellulari, telefono, agenzie matrimoniali, ma anche con la frequenza di appositi locali per gli incontri sentimentali dei single, il progetto di conoscere e frequentare un nuovo partner non è obiettivamente difficile. è facile organizzare dei primi incontri, così com&#8217;? agevole la conduzione sentimentale e sessuale durante le prime settimane della nuova relazione. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">I fuochi della passione, delle illusioni e dell&#8217;innamoramento, con molta probabilità riusciranno a creare un clima relazionale incantevole. I problemi nascono dopo. I problemi nascono quando si vuole trasformare un rapporto sentimentale e amoroso in qualcosa che somigli ad una famiglia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Non appena l&#8217;uomo e la donna iniziano a parlare e a programmare qualcosa di più importante, rispetto ai piacevoli momenti vissuti e goduti insieme, saltano fuori, come dal cappello a cilindro di un prestigiatore, i problemi reciproci. &#8216;S? ci amiamo, ma che fare di questo amore? Ancora non sono divorziato&#8217;. &#8216;Ho ancora dei figli piccoli che stanno con me e non vorrei traumatizzarli inserendo un&#8217;altra presenza estranea tra noi&#8217;. &#8216;Attualmente non sono pronto per un&#8217;altra unione&#8217;. O peggio: &#8216;Tu credi ancora nel matrimonio o nella convivenza? Io non ci credo più, dopo quanto ho dovuto subire&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Ciò rende i genitori dei bambini separati o divorziati notevolmente inquieti, instabili e incostanti. Essi passano dall&#8217;entusiasmo della fase dell&#8217;innamoramento, quando nuove e più esaltanti emozioni bussano al loro cuore ed al loro corpo, alla tristezza e al pessimismo più profondi, che spesso si accompagnano a irritabilità e scontrosità quando, per un motivo qualsiasi, il nuovo legame amoroso diventa difficile, si sfalda o sfuma.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">I problemi personali dei divorziati, e quindi i riflessi negativi sui figli, si accentuano anche per la difficoltà o l&#8217;impossibilità di far accettare all&#8217;altro coniuge il nuovo sentimento amoroso e la nuova realtà affettiva. Sono pochi gli uomini e le donne, cosiddetti &#8216;di larghe vedute&#8217;, che riescono ad essere insensibili o poco reattivi quando avvertono che una nuova persona è accanto all&#8217;ex coniuge. Molti che fino a qualche giorno prima giuravano di non provare più nulla per l&#8217;altro, nel momento in cui si accorgono che questi ha iniziato ad instaurare una nuova relazione, avvertono sorgere nel loro animo un&#8217;intensa, irrefrenabile gelosia, mista a disappunto e aggressività. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Sentimenti questi difficilmente gestibili. Non è psicologicamente facile accettare che nel proprio talamo coniugale il proprio ex consorte accolga un altro uomo o un&#8217;altra donna. Non è assolutamente agevole pensare serenamente che quest&#8217;ultimo mangi nello stesso desco dove, per decine d&#8217;anni, la famiglia consumava i suoi pasti, sospettando, tra l&#8217;altro, che assapori i cibi comprati con i soldi dati da lui/lei all&#8217; ex consorte per il suo mantenimento.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Non è necessario essere siciliani per provare i morsi feroci della gelosia quando si sospetta o si è certi che qualcosa del genere avvenga. Ciò spinge chi prova questo sentimento ad atti e comportamenti particolarmente irritanti, se non chiaramente aggressivi, sia nei confronti dell&#8217;ex coniuge sia verso il suo nuovo amore. Ne sono un&#8217;evidente dimostrazione le bordate al vetriolo contro l&#8217;altro o l&#8217;altra fidanzato/a che si accompagna al marito o alla moglie.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Ancor più difficili da accettare sono i rapporti affettuosi dell&#8217;ex coniuge quando l&#8217;altro ha la veste del proprio miglior amico o amica, resosi subito disponibile per consolare il giovane divorziato o la giovane separata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Data l&#8217;intensa gelosia, le conseguenti manifestazioni di collera e aggressività sono pertanto frequenti. Il modo di manifestarle è però diverso. Se la donna cercherà di colpire subdolamente l&#8217;ex marito sui beni a cui tiene di più: sull&#8217;amore dei figli, sulle sostanze economiche, sulle amicizie, l&#8217;uomo che tende a trasformare in immediate azioni aggressive il suo odio, la sua sofferenza e la sua rabbia, rischia di diventare, e sempre più spesso lo diventa, un feroce assassino: della propria consorte, della suocera che l&#8217;appoggia e del nuovo amore della sua ex! </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Anche la donna, a volte, uccide il marito ma più spesso non lo fa direttamente bensì tramite altre persone: il padre, il fratello, il nuovo amante, così come in un moto di disperazione o di aggressività può uccidere o ferire i figli e se stessa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7738" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/family-3043408_640-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/family-3043408_640-300x200.jpg 300w, https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/family-3043408_640.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></p>
<ul>
<li><span style="color: #993300;"><strong><span style="font-size: medium; line-height: 1.3em;">  La gestione quotidiana dei figli</span></strong></span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Con la separazione nasce il problema della gestione quotidiana dei figli. Se questi figli, ad esempio, sono affidati alla moglie è molto facile che questa si lamenti di non essere assolutamente aiutata dal marito. Pertanto, cercherà in tutti i modi di metterlo in difficoltà chiedendo il suo aiuto nei momenti meno opportuni, al fine di creare scompiglio, sia ai programmi lavorativi sia agli incontri sentimentali. Se invece il marito cercherà di impegnarsi nella gestione del figlio, è molto facile che la moglie veda questo suo desiderio come un&#8217;insopportabile intrusione e quindi farà di tutto per impedire i contatti troppo frequenti tra padre e figlio, anche accusando l&#8217;ex marito dei comportamenti i più infamanti come la violenza, l&#8217;abuso o le molestie sessuali.</span></p>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #008000;">2.      Uso dei figli nel conflitto</span></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Non è difficile avvertire la sofferenza di un bambino quando uno o entrambi i genitori usano il figlio come arma impropria nei confronti dell&#8217;altro. Eppure è ciò che accade frequentemente nelle coppie di separati, anche per il &#8216;progressivo inserimento nel corso delle procedure legali di tutta una serie di figure quali avvocati, periti, magistrati e così via, che oggettivamente possono portare i genitori a perdersi, letteralmente di vista e a comunicare esclusivamente attraverso carte bollate&#8217;<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftn5">[5]</a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Spesso il figlio è utilizzato come spia per conoscere cosa fa, con chi esce, quali sono le cattive abitudini e quanto guadagna l&#8217;altro, in modo tale da fornire al proprio avvocato nuove armi legali contro l&#8217;ex coniuge. Bastano poche informazioni riguardanti ad esempio l&#8217;abuso di alcolici, stupefacenti, la frequenza di cattive compagnie o la possibilità di nuovi introiti, per iniziare un procedimento di modifica della sentenza del giudice a proprio favore. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Può succedere ancora di peggio: come quando i figli, specie se piccoli, sono utilizzati per accusare l&#8217;altro di violenza fisica o abuso sessuale. Così da mettere KO l&#8217;avversario in modo completo e definitivo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">In altri casi il figlio è utilizzato per ricattare l&#8217;altro: &#8216;Se non mi mandi puntualmente l&#8217;assegno di mantenimento non ti faccio vedere tuo figlio&#8217;. &#8216;Se continui a frequentare quella donnaccia chiederà al giudice di non farti vedere più Francesco&#8217;. I figli sono anche utilizzati direttamente per punire l&#8217;altro: &#8216;Lei mi ha lasciato e io le sottraggo il figlio e vado all&#8217;estero&#8217;. &#8216;Lui si è comportato male e io gli metto il figlio contro, così quando viene a prenderlo nei fine settimana, il bambino si rifiuterà di andare e questo rifiuto lo umilierà e lo rattristerà&#8217;. O ancor peggio: &#8216;Lei si è comportata male io le uccido i figli prima di uccidere anche me&#8217;.</span></p>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #008000;">3.      La crisi dei precedenti legami affettivi</span></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Spesso con la separazione o con il divorzio vanno in crisi molti dei legami affettivi precedenti che avevano supportato lo sviluppo psicologico e maturativo dei minori.</span></p>
<h6 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #993300;">La crisi del legame genitori-figli</span></h6>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Va in crisi il legame con uno, ma a volte anche con entrambi i genitori in quanto, già durante la separazione o anche prima, i genitori separati cercano consciamente o inconsciamente di strappare o rendere il più evanescente e conflittuale possibile il rapporto dei figli con l&#8217;altro coniuge. E ciò per vari motivi:</span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: medium;">&#8216;Lui/Lei deve pagare in qualche modo per i danni arrecati con il suo comportamento, con la sua infedeltà, con le sue parole aggressive o ingiuriose mentre stavamo insieme&#8217;.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">&#8216;Lui/lei deve pagare per quello che con la separazione ha ottenuto tramite un bravo avvocato o un giudice compiacente&#8217;.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">&#8216;Lui/ lei deve pagare per i piacevoli incontri o per i nuovi amori che si concede con un&#8217;altra donna o un altro uomo&#8217;.</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questo accanirsi l&#8217;uno contro l&#8217;altro comporta dei messaggi altamente deleteri nei riguardi dei figli: &#8216;Se mi vuoi bene, se vuoi essere un buon figlio, cerca di giudicare quanto peggio possibile tua madre/tuo padre, per quello che è il suo caratteraccio, per quello che ha fatto quando stavamo insieme, ma anche per come si comporta adesso&#8217;. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Anche se lui/lei, seguendo i consigli e le esortazioni degli psicologi, dei consulenti familiari o delle persone vicine che cercano di inserire nella relazione tra i due ex, un minimo di buon senso, si sforzano di impegnarsi affinché l&#8217;immagine del padre o della madre non scada agli occhi dei figli, questo tipo di comunicazione passa ugualmente mediante i comportamenti e gli atteggiamenti nettamente aggressivi e pieni di livore verso l&#8217;altro coniuge.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Da ciò nasce la lacerazione interna della quale soffrono i figli dei divorziati. A loro viene di fatto negata la possibilità di amare e rispettare entrambi i genitori. A loro viene di fatto negata la possibilità di dialogare serenamente e costruttivamente con la madre ma anche con il padre naturale. A loro viene di fatto negata la possibilità di avere da entrambi i genitori quei valori, quei consigli, quegli atteggiamenti educativi diversi per qualità e contenuto, che possono provenire solo da una figura femminile e materna e da una figura maschile e quindi paterna.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">I figli, qualunque sia il loro comportamento, rischiano di far soffrire o di offendere l&#8217;uno o l&#8217;altro dei genitori. Se scelgono di amare maggiormente la persona con la quale vivono maggiormente, sentono di fare un torto all&#8217;altra, che è costretta ad avere la loro compagnia ed il loro affetto solo per alcuni giorni o ore della settimana e ne lamenta la mancanza. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Se al contrario si legano maggiormente al genitore meno frequentato, essi avvertono di essere ingiusti nei confronti di chi, giornalmente, per loro lavora, per loro sacrifica molte ore della sua giornata, li segue, li aiuta e sostiene nei momenti di difficoltà, li cura nelle malattie, a loro è vicino nei momenti di scoraggiamento, dolore e delusione.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/13459158-la-bambina-l-39-ascolto-di-genitori-litigano.jpg" alt="13459158-la-bambina-l-39-ascolto-di-genitori-litigano.jpg - 6.80 KB" width="200" height="135" border="0" /></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La crisi tra i genitori e i figli si accentua nel momento in cui questi ultimi hanno comportamenti o atteggiamenti poco o nulla affettuosi nei riguardi di mamma e papà. Mentre quando la famiglia è unita il genitore che in quel momento lamenta la lontananza o la scarsa tenerezza dei figli vive questi episodi con serenità, in quanto essi fanno parte delle dinamiche fisiologiche all&#8217;interno del gruppo familiare, il genitore separato soffre gli stessi atteggiamenti con angoscia e sensi di colpa. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Sensi di colpa per non essere riuscito a tenere integra l&#8217;unità familiare, per tutto ciò che avrebbe potuto fare per loro e non ha fatto, per tutto quello che avrebbe potuto dire loro e non ha detto, per tutte le occasioni sprecate o mancate, per tutto il tempo a loro non concesso. Altre volte il senso di colpa è sostituito da sentimenti e comportamenti reattivi e aggressivi. In questi casi il genitore separato, con il suo comportamento, con il suo atteggiamento, con le sue parole, rimprovera e manifesta ai figli tutto il suo livore, per non essere stato compreso e aiutato abbastanza o perché questi hanno appoggiato l&#8217;altro genitore, a suo giudizio colpevole della crisi della famiglia. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questa ostilità aperta o nascosta rischia spesso di allontanare ancora di più i figli, sia psicologicamente, sia fisicamente. Questi, quando sono abbastanza grandi per decidere autonomamente, possono rifiutare ogni visita ed ogni contatto, creando di fatto un baratro a volte incolmabile. è frequente un preciso giudizio negativo sui genitori che si sono separati: &#8216;La violenza maggiore che ho subìto è stata quella fattami dai miei genitori quando si sono lasciati&#8217;. </span><span style="font-size: medium;">Così affermava una giovane donna in un incontro in cui si discuteva di violenza. A un figlio spesso non importa di chi sia la colpa: entrambi i genitori sono accusati di non essersi comportati con la maturità e la saggezza necessaria, impedendogli di vivere e godere, giorno per giorno, la serenità e la sicurezza di una famiglia normalmente unita.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il rapporto genitori-figli è destinato spesso a peggiorare nel momento in cui i separati o divorziati cercano o instaurano nuovi legami amorosi. Questi nuovi legami spesso sono vissuti dai figli con sconcerto ed irritazione, quando non fanno emergere una chiara collera. I figli, istintivamente, avvertono la patologia di un secondo legame sentimentale e matrimoniale in quanto sanno, più o meno consciamente, che in questi successivi rapporti vi è qualcosa che rischia di portare loro ulteriore sofferenza. &#8216;Papà che prima trascorreva tanto tempo con me, non è diventato forse più assente da quanto ha conosciuto quest&#8217;amica?&#8217; &#8216;La mamma non è forse più nervosa, irritabile ed aggressiva da quando ha saputo che papà ha una nuova fidanzata?&#8217; &#8216;Papà non è andato forse in bestia minacciando una carneficina quando gli ho detto che la mamma usciva con uno che poi ha addirittura invitato a cena?&#8217;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> Tra l&#8217;altro nell&#8217;immaginario dei figli, i rapporti sessuali dei genitori sono accettati già con molta difficoltà solo nei confronti della propria madre o del padre; quelli con gli estranei sono visti e giudicati come una cosa poco bella, se non chiaramente impudica e sconcia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Frequentemente nei libri che si occupano di questo argomento viene consigliato di parlare con calma ai propri figli di questo scabroso argomento, così da far accettare meglio la nuova situazione sentimentale e sessuale di mamma e papà. Non vi è dubbio che il consiglio sia valido, anche se, purtroppo, le sue conseguenze pratiche sono minime in quanto si cerca di modificare razionalmente qualcosa che sfugge ad un ragionamento logico, in quanto le reazioni dei bambini a questi avvenimenti sono legate più ai moti istintivi dell&#8217;animo che alla ragione.</span></p>
<h6 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #993300;">La crisi del legame con gli altri familiari</span></h6>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Si complicano di molto il dialogo e le relazioni affettive con i familiari dell&#8217;ex consorte. Verso di questi può persistere un buon legame amichevole o anche affettivo solo se manifestano apertamente una netta condanna nei confronti del loro congiunto. In caso contrario i sentimenti verso i genitori ed i parenti dell&#8217;ex coniuge non sono affatto né affettuosi, né amichevoli. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">A questo riguardo le frasi che si odono più frequentemente sono: &#8216;Non sono forse loro ad averlo/a educato/a così male tanto che non ha saputo ben comportarsi nella vita matrimoniale?&#8217; E poi: &#8216;Siamo certi che i suoi genitori e parenti si siano adoperati fino in fondo per evitare che il figlio/la figlia si comportasse in quel modo deleterio o seguisse una cattiva strada?&#8217; Ed infine: &#8216;I genitori di lui/lei non sono forse gli stessi che nel primo periodo del fidanzamento, ma anche dopo, non erano affatto d&#8217;accordo sulla scelta fatta dal figlio o dalla figlia e mi mettevano in cattiva luce ai suoi occhi? Pertanto, sicuramente, avranno influito negativamente sul suo comportamento successivo e adesso gioiscono della separazione&#8217;. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Anche in questo caso, consciamente o inconsciamente, il messaggio che arriva ai figli dei divorziati ?: &#8216;Cerca di giudicare anche tu male queste persone e quindi comportati verso di loro con freddezza e animosità&#8221;. Oppure: &#8216; Allontanati da questi parenti in quanto fanno parte di un mondo che ci è ostile e non è più il nostro&#8217;.</span></p>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">4.      <span style="color: #008000;">Il difficile e conflittuale confronto con i nuovi genitori, fratellastri e parenti</span></span></h5>
<h6 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #993300;">I conflitti con i nuovi genitori</span></h6>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Molto spesso i conflitti dei figli di divorziati con i nuovi genitori si evidenziano già prima che si sia formato un nuovo vincolo. Alcuni, se possono, preferiscono defilarsi dalla nuova situazione vivendo da soli, piuttosto che con il patrigno o matrigna e con i fratellastri. Il nuovo venuto, ed i suoi parenti, sono visti come figure minacciose, pronte a sottrarre loro il vero genitore, o come ladri desiderosi di rubarne l&#8217;affetto. In ogni caso il nuovo fidanzato o la nuova fidanzata, i figli ed i parenti di questi sono vissuti come persone che porteranno sicuramente scompiglio in un equilibrio preesistente. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Altri figli di separati o divorziati pur rimanendo in apparenza nel nuovo nucleo familiare, cercano all&#8217;esterno: nel branco, negli amici, nei coetanei o in qualche altro adulto, quella serenità, continuità e stabilità che ogni minore desidera ardentemente, e ciò comporta il rischio di essere plagiati o strumentalizzati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Ancora più difficile è accettare, senza particolari traumi, l&#8217;inserimento di nuove figure che dovrebbero sostituire o aggiungersi a quelle che i figli conoscono e che si sono profondamente radicate nel loro animo. Molte volte, se i nonni sono disponibili ad accoglierli, alcuni figli chiedono e ottengono di restare con loro al fine di garantirsi un minimo di stabilità, vivendo con persone ben conosciute e amate, piuttosto che affrontare nuovi e difficili rapporti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Le motivazioni o spiegazioni date dai genitori nel momento in cui questi iniziano una nuova &#8216;storia&#8217; non sono spesso sufficienti a placare i sentimenti negativi dei figli, in quanto questi comprendono benissimo che il mondo attorno a loro non è come dovrebbe essere. Da una parte il figlio vorrebbe che il papà e la mamma fossero uniti mentre non lo sono. Vorrebbe che almeno vi fosse tolleranza e rispetto reciproco ma anche questi comportamenti non sono presenti. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Si aspetterebbe che dopo la sofferenza ed i traumi dovuti ai diverbi prima e durante la separazione ed il divorzio, vi fosse una pausa di stabile serenità, ma anche questo rimane un sogno impossibile. In queste situazioni i minori si sentono trascinati in una giostra di emozioni e sentimenti negativi che non riescono a gestire, senza subire ferite laceranti. Ferite che, a sua volta, lasciano cicatrici indelebili nella loro psiche.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Ancora una volta, si chiede ai bambini di capire e accettare qualcosa che difficilmente si può capire e accettare, in quanto contrasta fortemente con i loro desideri e i loro bisogni più profondi e veri. Come si fa ad accettare e se possibile amare una donna o un uomo fino a quel momento dei perfetti estranei, in sostituzione od in aggiunta al loro vero padre o alla loro vera madre? Se poi estranei non sono è ancora peggio. Come si fa ad accettare e amare quelle persone che hanno provocato, anche se involontariamente, sconquasso nella propria vita e nella propria esistenza?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Tra l&#8217;altro, prima della scelta definitiva, che spesso avviene molto tardi, questi uomini e queste donne che si sono frequentati hanno, per i figli, caratteristiche poco chiare e definite. &#8216;Questa persona che sta accanto a mio padre o a mia madre, che dovrei rispettare e con la quale dovrei esser gentile perché dice di volermi bene, chi ?? è un amico/a? Un amante? Un fidanzato/a? Un nuovo genitore? Insomma, chi ?? e cosa vuole da noi e da me in particolare?&#8217;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Può poi capitare, e capita spesso, che anche questo nuovo &#8216;amico&#8217;, &#8216;amore&#8217; o peggio, &#8216;fidanzato&#8217;, scompaia dopo poco tempo come volatilizzatosi, lasciando nei figli sconcerto e perplessità e, nel genitore che si era illuso, collera, risentimento o depressione. Sentimenti questi che inevitabilmente si riverseranno nell&#8217;animo dei minori. Per non parlare dello sconvolgimento quando i nuovi nonni, zii e cugini, dopo essere improvvisamente comparsi nella loro vita, altrettanto velocemente scompaiono nel nulla.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Quando poi la situazione si stabilizza con una convivenza o meglio ancora con un nuovo matrimonio, come accettare questo nuovo compagno? Non è facile avvertire senza acredine o profondo rifiuto, chi si inserisce dall&#8217;esterno in una relazione familiare preesistente. Istintivamente, ma anche istigati dalla madre o dal padre naturale, i figli sentono e giudicano quelle persone come degli intrusi che cercano di annettersi un ruolo che non è il loro. Pertanto i minori tendono ad esasperare sia i rimproveri, sia qualunque intervento educativo venga da esse. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">I sentimenti negativi dei figliastri rischiano, inoltre, di provocare in chi li subisce delle reazioni tali da impedire al nuovo padre o alla nuova madre di assumere quell&#8217;autorità e quella responsabilità indispensabili per gestire un vero ruolo genitoriale. Ne segue l&#8217;amarezza, in questi nuovi genitori, di far di tutto per farsi voler bene ed essere, invece, ricambiati con freddezza o peggio con netta ostilità. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Alcuni minori pur di vivere accanto a due figure genitoriali stabili e che abbiano delle buone relazioni affettive accettano, anzi desiderano questi nuovi legami, ma sono costretti a subire dei notevoli sensi di colpa nei confronti dell&#8217;altro genitore naturale, in quanto temono di essere giudicati corresponsabili dell&#8217;intrusione di un&#8217;altra persona estranea nella famiglia naturale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Anche verso il genitore che ha fatto questa scelta nascono dei conflitti e dei giudizi severi: &#8216;Anche se mia madre odia papà, perché ha bisogno di un altro uomo? Il mio amore per lei non era forse sufficiente?&#8217; D&#8217;altra parte soprattutto le matrigne, se non riescono in entrambi i ruoli: di buona madre del figlio del marito e di buona moglie, è facile che provino sentimenti negativi sia verso il bambino che verso il di lui padre.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/03/clip_art49.jpg" width="140" height="150" border="0" /></span></p>
<h6 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #993300;">I conflitti con i fratellastri</span></h6>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Se con il nuovo legame, matrimonio o convivenza che sia, si aggiungono anche altri figli di precedenti unioni, le dinamiche relazionali si complicano ulteriormente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;incontro di minori con diverse origini familiari, esperienze educative, patrimonio genetico e cognome, spesso è notevolmente difficile da vivere e da gestire da parte di minori già portatori di disagio psicologico, in quanto provengono da una vita familiare nella quale i conflitti, le incomprensioni, le aggressioni li hanno profondamente segnati. Il ritrovarsi improvvisamente con dei fratellastri non cercati, non desiderati, non può che accentuare le normali invidie, gelosie e rivalità tanto frequenti nei fratelli.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #0000ff;"><strong>Come un figlio vede la sua famiglia separata</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La madre di Salvatore, un ragazzo di dodici anni, aveva chiesto il nostro intervento in quanto il figlio presentava disturbi psicoaffettivi di media gravità che si manifestavano con parziale e momentaneo distacco dalla realtà, tendenza alla chiusura, distraibilità eccessiva, scarsa cura di sé, labilità emotiva, notevoli difficoltà scolastiche. Quando abbiamo chiesto a Salvatore di parlarci della sua famiglia egli l&#8217;ha descritta in questi termini:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>&#8216;Papà è normale, tranquillo un po&#8217; impulsivo: quando dobbiamo vederci la partita non avvisa la mamma ma solo me. Lui non telefona per mettersi d&#8217;accordo. A volte si arrabbia perché la mamma non è puntuale. Sto spesso dai nonni della mamma, sono simpatici. La mamma è un po&#8217; bugiarda, dice un sacco di bugie e papà si arrabbia.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Ricordo poco di quando la mamma e papà stavano insieme.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Con mia sorella Francesca litigo, mi prende in giro e gli do botte. Canta: &#8216;Salvatore è scemoooooo!!&#8217;Mamma poi rimprovera tutti e due.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Litigo con la mamma per i compiti, per la scuola, perché l&#8217;aiutiamo poco. Ma io preparo la tavola e mia sorella non fa niente.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Con i compagni va benissimo, organizziamo le partite, non mi prendono in giro.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>La convivente di mio padre mi sta un po&#8217; antipatica, litiga sempre con papà, si arrabbia con me e difende mia sorella. Io ci vado quasi sempre da lei. Francesca quasi mai. Papà si arrabbia perché Francesca non ci va quasi mai.&#8217;</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">In questo racconto sulla propria famiglia con genitori separati, vi è un&#8217;efficace sintesi di quanto abbiamo descritto:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">I genitori spesso continuano a litigare anche da separati <em>(Papà è normale, tranquillo un po&#8217; impulsivo. A volte si arrabbia perché la mamma non è puntuale. La mamma è un po&#8217; bugiarda, dice un sacco di bugie e papà si arrabbia).</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">I bambini danno dei giudizi negativi su entrambi i genitori. In questo caso soprattutto sulla madre <em>(Lui non telefona per mettersi d&#8217;accordo) ( La mamma è un po&#8217; bugiarda, dice un sacco di bugie e papà si arrabbia).</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">I figli trovano un&#8217;oasi di serenità solo dai nonni e nei giochi con i compagni. <em>(Sto spesso dai nonni della mamma, sono simpatici). (Con i compagni va benissimo, organizziamo le partite, non mi prendono in giro).</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La sofferenza provata si trasforma in aggressività tra fratelli <em>(Con mia sorella litigo, mi prende in giro e gli do botte. Canta &#8216;Salvatore è scemooooo!!)</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il bambino evidenzia poi i difficili rapporti con il genitore affidatario <em>(Litigo con la mamma per i compiti, per la scuola, perché l&#8217;aiutiamo poco).</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Non trascura di annotare il difficile rapporto del padre con la nuova convivente <em>(litiga sempre con papà). </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Infine, è evidente lo scarso amore e attaccamento verso la convivente da parte di entrambi i figli <em>(La convivente di mio padre mi sta un po&#8217; antipatica. Si arrabbia con me e difende mia sorella. Io ci vado quasi sempre da lei. Francesca quasi mai. Papà si arrabbia perché Francesca non ci va quasi mai).</em></span></p>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">  <span style="color: #008000;">    La difficile relazione educativa</span></span></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Una delle principali conseguenze è la nascita o l&#8217;aggravarsi dei problemi di tipo educativo. Affinché un rapporto pedagogico sia efficace, sono necessarie alcune qualità essenziali: <em>la</em> <em>stabilità, la serenità, l&#8217;autorevolezza, un dialogo efficace, chiari ruoli,</em> ed infine <em>un lavoro di squadra</em> tra tutti gli adulti e i minori interessati. Al buon esito del processo educativo partecipano non solo gli adulti ma anche l&#8217;educando, il quale deve collaborare con altrettanta disponibilità ed impegno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Nel caso di genitori separati o peggio divorziati, spesso non vi è alcuna di queste condizioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Non vi è stabilità, </em>perché le relazioni precedenti sono sconvolte dalle decisioni dei giudici e dagli accordi dei genitori, ma anche perché ognuno dei genitori è spesso impegnato a ricercare e a vivere altre amicizie, altri amori, altre passioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Non vi è serenità </em>in quanto i genitori e, spesso, anche gli altri parenti e amici, sono coinvolti su come, quando e con quali armi potranno far del male alla controparte o su come, con quali mezzi e strumenti possono privare l&#8217;altro di qualcosa a cui tiene, piuttosto che su come ben educare il minore. Spesso, inoltre, le maggiori difficoltà economiche dovute all&#8217;incremento delle spese necessarie a mantenere due famiglie, nonché gli esborsi per spese legali, impegnano i genitori nella ricerca di nuove e più sostanziose entrate che permettano di vivere decentemente o almeno di sopravvivere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Non vi è autorevolezza,</em> in quanto con i loro comportamenti, spesso incongrui e contraddittori, l&#8217;immagine genitoriale scade agli occhi dei figli.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Non vi è collaborazione da parte dell&#8217;educando,</em> poiché questi, investito da profonde e conflittuali dinamiche relazionali, difficilmente ha la serenità necessaria per aderire ad un processo educativo proposto da un genitore che giudica egoista, evanescente, contraddittorio, ma anche colpevole del proprio personale disagio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Non vi è lavoro di squadra, </em>poiché se i figli hanno dei comportamenti ansiosi, instabili, aggressivi, non trovano nei genitori inquieti una sponda capace di comprenderli, correggerli e indirizzarli adeguatamente. Spesso i due coniugi sono in concorrenza per avere rispettivamente tutto per sé l&#8217;affetto e l&#8217;attenzione dei figli. Se vi è qualche problema psicologico questo o viene negato, per evitare di essere emotivamente coinvolti o viene aggravato, in modo tale da dare all&#8217;ex coniuge la responsabilità di quanto accade: &#8216;Necessariamente Luigi si comporta così, in quanto ha un padre che l&#8217;accontenta in tutto ciò che chiede quando sta con lui. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Quando poi io, madre, devo negargli qualcosa, egli mi giudica cattiva e si ribella&#8217;. &#8216;Francesco è capriccioso poiché sua madre lo sta allevando nella bambagia, come d&#8217;altronde è stata educata anche lei dai suoi genitori&#8217;. E ancora: &#8216;Mio figlio ha questi gravi problemi psicologici perché mio marito non si trattiene e lo fa assistere alle effusioni che ha con la nuova amica&#8217;. &#8216;Questo ragazzo ha il carattere capriccioso, caparbio, egoista di suo padre&#8217;. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Poiché queste difficoltà educative si accentuano nel periodo adolescenziale, è in questo periodo che esplodono in modo più virulento i contrasti tra il genitore affidatario e i figli, specie se questo genitore è la madre, in quanto per la donna è più difficile e complessa la gestione educativa del figlio adolescente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Inoltre manca spesso, in queste situazioni, <em>un dialogo efficace</em>. Questo dovrebbe essere sereno e costruttivo. Ciò è difficile che avvenga in quanto, se il bambino nei fine settimana lascia la madre affidataria per andare a casa del padre, questi, piuttosto che impegnarsi in un sano e rispettoso dialogo, costretto spesso dalla guerra interminabile con l&#8217;ex coniuge, cercherà di sapere dal bambino elementi che possono mettere in cattiva luce la madre: &#8216;Cosa fa? Con chi esce? Ti accompagna a scuola?</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-7739 aligncenter" src="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/bambino-arrabbiato-300x300.webp" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/bambino-arrabbiato-300x300.webp 300w, https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/bambino-arrabbiato-150x150.webp 150w, https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/06/bambino-arrabbiato.webp 340w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Lo stesso fa la madre quando il bambino, trascorsi il sabato e la domenica con il padre, ritorna da lei. &#8216;Dove siete stati? Con chi siete stati? Cosa faceva tuo padre con quella donna che sta con lui?&#8217; Prevalgono nel dialogo i motivi di sospetto, diffidenza e ricerca di comportamenti o atteggiamenti colpevoli dell&#8217;altro. Pertanto, il rapporto genitori-figli si deteriora rapidamente, e molto spesso anche definitivamente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Nell&#8217;educazione dei bambini di genitori separati o divorziati incidono pesantemente la mancanza di linearità e di un <em>chiaro ruolo educativo</em>. Il genitore affidatario, o comunque il genitore con il quale il bambino resta durante tutta la settimana, che è in genere la madre, ha difficoltà ad assumere contemporaneamente il doppio ruolo di padre e di madre, maschile e femminile. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">A sua volta il padre, che vede il bambino solo durante i fine settimana, non riesce ad avere con lui un ruolo autorevole di tipo paterno, per evitare che il bambino si irriti e rifiuti quel minimo di rapporto che si è instaurato tra di loro. Per tale motivo mette da parte il suo fondamentale compito per assumere una più comoda mansione di &#8216;padre &#8211; amico e complice con il quale andare allo stadio o vedere le partite alla tv&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Inoltre, per accaparrarsi l&#8217;amore del figlio conteso, è frequente la tendenza, in entrambi gli ex coniugi, ad essere più permissivi di quanto si sarebbe voluto e si dovrebbe. Come conseguenza di ciò si ha, nei figli dei divorziati, una frequente presenza di comportamenti capricciosi ed infantili.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<div><hr size="1" width="33%" />
<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftnref1">[1]</a> In Italia nel 1995 si verificavano 158 separazioni e 80 divorzi ogni mille matrimoni; nel 2008, sempre in Italia si è arrivati a 286 separazioni e 179 divorzi ogni mille matrimoni (Dati Istat).</span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftnref2">[2]</a> Scaparro F., Bernardini I., (1987), &#8216;Come ridurre i traumi della separazione&#8217;, <em>Famiglia Oggi</em>, settembre &#8211; ottobre, anno X, n.29, p. 65.</span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftnref3">[3]</a> Per il presidente dell&#8217;AMI Gian Ettore Gassani (associazione avvocati matrimonialisti italiani) il 70% delle coppie anche dopo la separazione ed il divorzio continua a essere in conflitto e a delegittimarsi.</span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftnref4">[4]</a> Vico G., (1987), &#8216;Educare il bambino in una famiglia instabile&#8217;<em>,</em> <em>Famiglia oggi</em>, Anno X, Settembre-ottobre, p. 29.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
</div>
<div>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftnref5">[5]</a> Scaparro F., Bernardini I., (1987), &#8216;Come ridurre i traumi della separazione&#8217;, <em>Famiglia Oggi</em>, settembre &#8211; ottobre, anno X, n.29, p. 66.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
</div>
</div>
<h2> </h2>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #008000;">Conseguenze psicologiche sui figli</span></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Le conseguenze sui figli, causate da un ambiente disgregato, sono tanto più gravi quanto più il bambino è piccolo al momento della separazione, quanto maggiore è il grado di conflittualità e quanto più le visite dell&#8217;altro genitore sono irregolari ed imprevedibili.<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftn1">[1]</a> Tra le tante conseguenze si registrano nei minori:</span></p>
<ol style="text-align: justify;" start="1">
<li><strong><span style="font-size: medium; color: #0000ff;">Disturbi psicoaffettivi.</span></strong></li>
<li><strong><span style="font-size: medium; color: #0000ff;">La perdita della stabilità, della sicurezza e della chiarezza.</span></strong></li>
<li><strong><span style="font-size: medium; color: #0000ff;">La scarsa fiducia e le maggiori difficoltà nei futuri legami affettivi ed amorosi.</span></strong></li>
<li><strong><span style="font-size: medium; color: #0000ff;">Problemi di identità e identificazione</span></strong></li>
<li><strong><span style="font-size: medium; color: #0000ff;">L&#8217;assunzione di precoci ed eccessive responsabilità.</span></strong></li>
<li><strong><span style="font-size: medium; color: #0000ff;">La perdita di stima nei confronti dei suoi genitori.</span></strong></li>
<li><strong><span style="font-size: medium; color: #0000ff;">Il rischio di promiscuità, violenze sessuali ed incesto.</span></strong></li>
</ol>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #ff00ff;">1.      Disturbi psicoaffettivi</span></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">I minori di famiglie separate o divorziate sono spesso colpiti da ansie, paure, sensi di colpa, depressione ed altri disturbi psicoaffettivi, dovuti alla perdita di uno dei genitori o di entrambi se questi sono immersi nel conflitto, nell&#8217;offesa o nella difesa, piuttosto che nella relazione con il bambino. La sofferenza provata può spingere i minori a dei comportamenti incongrui come quelli attuati mediante l&#8217;uso di sostanze stupefacenti o atteggiamenti asociali o antisociali. Inoltre, poiché è la famiglia il luogo privilegiato della formazione emotiva, quando la famiglia si rompe, si interrompe o si altera questo tipo di formazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Il confronto tra i bambini che crescono con una madre vedova, rispetto a quelli che crescono con una madre divorziata è nettamente sfavorevole per questi ultimi, nei quali vi è un maggior grado di alterazione, a livello cognitivo, emotivo e sociale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">I sensi di colpa di cui possono soffrire i figli dei separati e dei divorziati possono nascere dalla consapevolezza di non essere stati in grado di tenere uniti papà e mamma, o peggio di essere stati causa dei loro diverbi con i loro comportamenti non corretti. Altri sensi di colpa possono nascere dai giudizi negativi che essi hanno formulato in cuor loro verso uno o verso entrambi i genitori: &#8216;La mamma è una poco di buono, come dice papà. Lui, a sua volta, è uno sfaticato ed un incapace come dice la mamma&#8217;. Il bambino, inoltre, può vivere dei sensi di colpa difficilmente superabili per il riacutizzarsi di problematiche edipiche in quanto &#8216;Vedere i genitori opporsi, litigare, separarsi, può costituire la realizzazione di un desiderio fantasmatico incestuoso: togliere di mezzo uno dei genitori per poter possedere l&#8217;altro&#8217;.<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftn2">[2]</a></span></p>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #ff00ff;">2.      Perdita della stabilità, della sicurezza e della chiarezza</span></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Se vi sono degli elementi di cui i bambini non possono fare a meno, questi sono <em>la stabilità, la chiarezza e la sicurezza.</em> Quando questi tre capisaldi mancano nell&#8217;ambiente nel quale i minori vivono, il loro sviluppo, se non regredisce, certamente si arresta o si altera. Purtroppo queste tre componenti spesso mancano nelle famiglie di separati e divorziati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Manca la stabilità </em>in quanto da un momento all&#8217;altro possono modificarsi le condizioni dei minori. Si può stare con la mamma tutti i giorni tranne il sabato e la domenica, ma se il giudice modifica la sentenza di separazione o di divorzio, la situazione può, da un momento all&#8217;altro, ribaltarsi. Sono necessari, allora, dei continui stressanti tentativi di adattamento: ad una nuova casa, a nuovi fratellastri, a nuovi amici e familiari, ad una nuova scuola, ad un genitore diverso, ma anche ad affrontare un diverso fidanzato/a o convivente di mamma e papà. Se poi questa nuova unione fallisce, e non è raro che ciò succeda, vi è il rischio di dover modificare ancora una volta i propri rapporti affettivi ed i propri punti di riferimento.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>Manca la chiarezza</em> <em>e la sicurezza</em> in quanto, a volte per anni, i genitori naturali, nella ricerca di una persona che vada bene per sé e per i propri figli, instaurano delle &#8216;storie&#8217; più o meno lunghe, più o meno profonde, con persone diverse presentate al figlio: a volte come amici, altre volte come fidanzati, altre volte ancora come conviventi o come qualcuno &#8216;che per te sarà come un nuovo papà o una nuova mamma&#8217;. Amici, fidanzati, conviventi o nuovi papà e mamma, che però, da un momento all&#8217;altro, possono ridiventare degli odiati estranei da non salutare nemmeno, in base a come evolve il rapporto amoroso.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Lo stesso dicasi con i figli di questi, con i quali il minore viene invitato a socializzare. Questi possono essere presentati come &#8216;i figli di Mario con cui giocare&#8217; o come &#8216;nuovi amichetti o nuovi fratelli e sorelle&#8217;, che però, da un momento all&#8217;altro, possono ridiventare degli estranei in base a come va avanti la relazione con la loro madre o con il loro padre. Altrettanto dicasi degli altri familiari: nonni zii, cugini ecc. Pertanto, nelle famiglie ricostruite i punti di riferimento affettivo per i figli spesso diventano vaghi, insicuri, imprecisi e altalenanti.</span></p>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #ff00ff;">3.      La scarsa fiducia e le maggiori difficoltà nei futuri legami affettivi e amorosi</span></h5>
<p class="Testonormale1" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Se da una parte la conflittualità all&#8217;interno delle coppie si traduce, inevitabilmente, in un maggior numero di separazioni e di divorzi, dall&#8217;altra le separazioni e i divorzi producono nella prole atteggiamenti di sospetto e di rifiuto verso tutti i tipi di unione stabile. Non solo, ma anche quando questo sospetto e questo rifiuto siano stati superati, nel momento in cui i figli dei divorziati decidono di unirsi stabilmente mediante il matrimonio o una convivenza, è facile che si crei una maggiore conflittualità coniugale. Il motivo è facilmente comprensibile: l&#8217;aumento della sofferenza nei figli provoca adulti più fragili, immaturi, o con chiari disturbi psichici. Questi, a sua volta, avranno più difficoltà a relazionarsi in maniera efficace e stabile, nel momento in cui decideranno di formare una famiglia.</span></p>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #ff00ff;">4.      Problemi di identità e di identificazione</span></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><em>L&#8217;identità </em>caratterizza in modo inconfondibile ciascuno di noi come individuo singolo. <em>L&#8217;identità oggettiva</em> è data da quanto gli altri vedono in noi: non solo il nostro viso, il nostro carattere, il nostro modo di vestire ma anche la nostra collocazione familiare e sociale. <em>L&#8217;identità soggettiva</em> è l&#8217;insieme delle nostre caratteristiche così come noi le vediamo e le descriviamo. Per una corretta e costante identità soggettiva e oggettiva, è necessario che i punti di riferimento siano costanti e solidi; ogni alterazione o cambiamento, sia del mondo interiore come del mondo esterno la può, pertanto, mettere in discussione o alterare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Per quanto riguarda <em>l&#8217;identificazione, </em>la scarsa presenza, la scomparsa o la modifica, in senso negativo, dell&#8217;immagine di uno o di entrambi i genitori, può alterare o impedire l&#8217;identificazione con il genitore dello stesso sesso. Per il maschietto: &#8216;Perché dovrei desiderare di essere come papà se la mamma lo descrive come una persona spregevole e inaffidabile, così come sono tutti gli uomini?&#8217; Per le femminucce: &#8216;Perché dovrei desiderare di essere donna come mia madre e quindi assumere le sue caratteristiche, se ha fatto soffrire il papà che amavo tanto e lo ha allontanato da me e dalla famiglia?&#8217;.</span></p>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #ff00ff;">5.      L&#8217;assunzione di precoci ed eccessive responsabilità</span></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">I figli dei separati e dei divorziati sono spesso costretti a farsi carico di responsabilità precoci, in quanto, il genitore rimasto solo, frequentemente non ha né il tempo, né le energie necessarie per occuparsi della cura della famiglia e dei figli. Inoltre, questo genitore solo si ritrova spesso in una precaria situazione economica ed in continuo conflitto con l&#8217;ex coniuge e con la sua famiglia. Questo genitore, rimasto privo dell&#8217;apporto affettivo e materiale della rete amicale e parentale, è costretto a barcamenarsi tra lavoro, avvocati, giudici e assistenti sociali. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Quando poi è anche invischiato in nuove impegnative relazioni amorose, non riesce a gestire in maniera piena, efficace e serena il rapporto con i figli, per cui avverte il bisogno d&#8217;appoggiarsi all&#8217;affetto e al consiglio di questi, per far fronte ad un futuro incerto ed oscuro. Questo bisogno di far partecipi i figli delle responsabilità della famiglia, lo spinge a trattarli come avessero una maturità e delle capacità superiori alla loro età, ma anche come fossero dei sostituti dell&#8217;ex coniuge. Ciò spinge i minori ad assumere dei ruoli non propri e non adeguati alla loro età e maturità<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftn3">[3]</a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Questo comportamento non stimola affatto la crescita e lo sviluppo dei figli, come spesso viene affermato, in quanto, come dice Lidz:<a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftn4">[4]</a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">&#8216;I genitori possono, anzi devono, dipendere l&#8217;uno dall&#8217;altro, ma non dal bambino &#8211; ancora immaturo &#8211; che ha bisogno della sicurezza derivante dal suo stato di dipendenza per dedicare ogni energia al proprio sviluppo. Tale sviluppo può arrestarsi se il fanciullo deve sostenere emotivamente i genitori, quando invece è proprio da loro che deve ricevere sicurezza&#8217;.</span></p>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #ff00ff;">6.      La perdita di stima nei confronti dei loro genitori</span></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Abbiamo detto che spesso i figli sono usati dai genitori come strumento di offesa, spionaggio, scambio e ricatto. Questi comportamenti fanno scemare o perdere totalmente nei piccoli la stima verso i genitori, che non sono più percepiti come adulti responsabili, forti, equilibrati, fonte di sicurezza, serenità e amore ma, al contrario, come individui irresponsabili, deboli, scarsamente stabili, dai quali è possibile attendersi solo ansie, problemi e frustrazioni. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;immagine che il bambino ha dei genitori è quella che questi ultimi trasmettono loro direttamente o indirettamente. Quando una madre parla male del marito, inevitabilmente trasmette ai figli un&#8217;immagine negativa del padre. Se poi le sue osservazioni riguardano gli uomini in generale, riesce a comunicare anche un&#8217;immagine negativa del sesso maschile. A sua volta però, il bambino avrà difficoltà a stimare se stesso in quanto, come dice Wolff <a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftn5">[5]</a>: &#8216;&#8230;noi stessi siamo i nostri genitori, la stima e la fiducia in noi stessi dipendono dalla nostra capacità di pensar bene dei nostri genitori nell&#8217;infanzia&#8217;.</span></p>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #ff00ff;">7.      Il rischio di promiscuità, violenze sessuali ed incesto</span></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Uno dei rischi più gravi, ma per fortuna non frequente, è il rischio di comportamenti promiscui, nonché di violenze sessuali o incesti all&#8217;interno delle famiglie ricostruite. Questi rischi sono dovuti alla compresenza di persone non legate da vincoli di sangue, che possono, tra l&#8217;altro facilmente già presentare, sintomi di disagio o chiari disturbi psicologici.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: large; color: #ff6600;">La limitazione dei danni nei casi di separazione o divorzio</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium; line-height: 1.3em; text-align: justify;">Elenchiamo adesso alcuni accorgimenti che sarebbe bene attuare nelle situazioni di separazione o divorzio, al fine di limitare e attenuare i danni psicologici dei minori:</span></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; line-height: 1.3em;">  diminuire al massimo i motivi del contendere, anche mediante l&#8217;utilizzo della figura del mediatore familiare;</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; line-height: 1.3em;">  mettere in primo piano il benessere proprio e quello dei figli, piuttosto che ricercare, con mille espedienti legali e psicologici, l&#8217;acre e velenoso piacere della vendetta;</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; line-height: 1.3em;">  riflettere sulla legge fisica per cui &#8216;ad ogni azione segue una reazione uguale e contraria di pari intensità&#8217;, per cui ogni male fatto all&#8217;altro coniuge, piccolo o grande che sia, prima o poi provocherà del male rivolto a se stessi. Così come ogni atteggiamento di rispetto, amicizia e di civile disponibilità verso l&#8217;altro, è facile che, prima o poi, sia ricambiato con altrettanti comportamenti rispettosi ed amichevoli;</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; line-height: 1.3em;">  evitare atteggiamenti e comportamenti chiaramente o subdolamente provocatori. Lo scopo non è, o non dovrebbe essere, quello di far soffrire l&#8217;altro, ma di convivere pacificamente, rispettandosi, anche se non si vive nella stessa casa;</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; line-height: 1.3em;">  non parlare male dell&#8217;altro coniuge in pre­senza dei figli, ma, al contrario, sottolineare davanti a loro tutti i lati positivi dell&#8217;ex coniuge, in modo tale che non avvertano nelle parole e nelle azioni odio, rancore, deside­rio di ripicca o vendetta ;</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; line-height: 1.3em;">  mai cercare l&#8217;amore del figlio a scapito dell&#8217;affetto che questi nutre verso l&#8217;altro coniuge. Evitare quindi di inviare ai figli messaggi di questo tenore: &#8216;Se mi vuoi bene, se vuoi essere un buon figlio, dovresti giudicare quanto peggio possibile tua madre/tuo padre&#8217;;</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; line-height: 1.3em;">  poiché il bambino non è un oggetto da possedere perché se ne ha diritto o da non cedere per gli stessi motivi, ma una persona da aiutare a crescere con delicatezza, amore, tenerezza e giusto cri­terio, è bene favorire e non ostacolare in alcun modo il rap­porto di questi con l&#8217;altro coniuge. Ciò in quanto, per una buona crescita affettiva, ogni bambino ha bisogno di entrambi i genitori. Per ottenere questo risultato è importante che la madre o comunque il genitore affidatario, prepari gli incontri con l&#8217;altro genitore, mediante atteggiamenti di gioia, sottolineando, così come abbiamo detto prima, gli aspetti positivi dell&#8217;ex coniuge. Questi, a sua volta, dovrebbe riuscire ad inserirsi con delica­tezza e serenità in un dialogo educativo con il bambino, cosicché l&#8217;autorevolezza si unisca ai giochi, ai sorrisi e alle affettuose dimostrazioni di affetto;</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; line-height: 1.3em;">  nel caso in cui i genitori riescano a non essere palesemente ostili l&#8217;uno nei confronti dell&#8217;altro, sarebbe, inoltre, molto importante permettere al bambino di vivere con entrambi i genitori molte occasioni di festa: come i compleanni, gli onomastici, il Natale, la Pasqua e altre importanti occasioni;</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; line-height: 1.3em;">  poiché i figli non sono delle spie al servizio dei genitori, non si dovrebbero mai utilizzare questi per conoscere cosa fa, con chi esce, quali sono le cattive abitudini e quanto guadagna l&#8217;altro, in modo tale da fornire al proprio avvocato nuove e più efficaci armi legali contro l&#8217;ex coniuge;</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; line-height: 1.3em;">  giacché i nuovi legami amorosi sono spesso vissuti dai figli con sconcerto ed irritazione, se non proprio con rabbia e collera, è bene che siano portati alla sua conoscenza con notevole gradualità, responsabilità e delicatezza. Pertanto, fino a quando non sia stato programmato un secondo matrimonio o una stabile convivenza, queste nuove amicizie o questi nuovi amori dovrebbero essere vissuti dai genitori separati in modo molto discreto e personale, evitando precoci coinvolgimenti della prole;</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; line-height: 1.3em;">  per quanto riguarda poi la frequenza con i nuovi fratellastri, anche ciò dovrebbe avvenire solo quando il nuovo matrimonio o la nuova stabile convivenza è alle porte e non prima. Ciò per evitare precoci, inutili e dannosi coinvolgimenti;</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; line-height: 1.3em;">  giacché nei confronti dei familiari dell&#8217;ex coniuge: nonni, zii, cugini, il bambino può aver instaurato dei profondi e intensi legami affettivi è importante che anche dopo la separazione questi legami continuino ad essere protetti e valorizzati. </span></li>
</ul>
<h4 class="Standard" style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium; color: #236fa1;"><em>Tratto dal libro di Emidio Tribulato &#8220;Il bambino e l&#8217;ambiente&#8221; </em></span></h4>
<h4 class="Standard" style="text-align: justify;"><a href="https://www.cslogos.it/wp-content/uploads/2025/04/Il-bambino-e-lambiente.pdf"><span style="font-size: medium; color: #236fa1;"><em>Per scaricare gratuitamente tutto il libro clicca qui.</em></span></a></h4>
<h2 style="text-align: justify;"> </h2>
<div> </div>
<hr size="1" width="33%" />
<div style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftnref1">[1]</a> De Ajuriaguerra J.,  Marcelli D., (1986), <em>Psicopatologia del bambino</em>, Milano, Masson Italia  Editori, p. 374.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftnref2">[2]</a> De Ajuriaguerra J.,  Marcelli D., (1986), <em>Psicopatologia del bambino</em>, Milano, Masson Italia  Editori, p. 373.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftnref3">[3]</a> Lombardo, P.,     (1994), <em>Crescere per educare</em>, Verona, Edizioni dell&#8217;aurora, pp. 94-95.</span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftnref4">[4]</a> Lidz T., (1977), <em>Famiglia e problemi di adattamento,</em> Torino, Editore Boringhieri, p. 71.</span></p>
</div>
<div>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><a title="" href="file:///C:/Users/Utente/Documents/LIBRI/BAMBINI%20DA%20LIBERARE/IL%20BAMBINO%20E%20IL%20SUO%20AMBIENTE/Il%20bambino%20e%20il%20suo%20ambiente%20note.doc#_ftnref5">[5]</a> Wolff S., (1969), <em>Paure e conflitti nell&#8217;infanzia</em>, Roma, Armando &#8211; Armando Editore, p. 137.</span></p>
</div>
<h2><span style="color: #800000;"> </span></h2>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p class="3corsivo"><span style="color: #003366; font-size: medium;"> </span></p>
<p class="3corsivo"><span style="color: #003366; font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<ol>
<li><span style="color: #800000; font-size: medium;"> </span></li>
</ol>

<p class="wp-block-paragraph"> </p>
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