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I bambini raccontano - Interpretazione dei racconti infantili

 

 Pagine 360

Disegni 118

Un viaggio nel cuore dei bambini!

Poche cose, come i racconti dei bambini riescono a meravigliarci per la profondità dei loro sentimenti, per la capacità che essi hanno di comprendere in maniera profonda e intima la realtà che li circonda.

Pochi strumenti, come i racconti dei bambini, ci permettono di entrare, come in punta di piedi, nel loro mondo interiore, per scoprire e comprendere come vivono il loro ambiente di vita: la famiglia, la scuola, gli amici.

Pochi strumenti, come i racconti dei bambini ci permettono di capire in modo immediato e diretto quali paure e ansie agitano la loro mente, quali desideri e speranze albergano nei loro cuori.

Pochi strumenti, infine, hanno la possibilità di offrire quel prezioso apporto terapeutico in grado di migliorare la condizione psichica di un bambino, nel momento in cui egli ha la possibilità di aprire il suo cuore ad un adulto che sa ascoltarlo e comprenderlo.

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Uomini e donne al bivio

Emidio Tribulato

Uomini e donne al bivio

 

 

 

Le strade dei sentimenti amorosi nelle quali gli uomini e le donne si cercano e percorrono insieme, nella speranza di trovare obiettivi comuni il più possibile gratificanti e soddisfacenti, se non perfetti, sono tante e diverse. Sono strade antiche come il mondo. Nonostante ciò, ancora oggi e so­prattutto oggi, non riusciamo a capire il modo migliore per sceglierle e vi­verle bene. Ancora oggi, e soprattutto oggi, non abbiamo im­parato a distinguere le vie che uniscono da quelle che dividono; le vie che portano all’intesa da quelle che portano allo scontro. Le strade che costruiscono le civiltà e quelle che preparano la barbarie. Le vie che aiutano le società umane nella loro crescita e quelle che le conducono alla degenerazione e al conflitto. Ancora oggi non riusciamo a trovare le modalità migliori per percorrerle insieme, uomini e donne, mano nella mano, con stima e disponibilità reciproca, con reciproca comprensione e te­nerezza, senza inutili infatuazioni ma anche con tanta cura ed attenzione verso l’altro. Senza illusioni, certo, ma anche con la giusta fiducia e speranza.

L’autore pur non volendo dare “ricette” sul modo migliore di vivere i sentimenti e le emozioni amorose, si propone di chiarire alcuni fondamentali quesiti: che cos’è e quando nasce l’amore? A che serve? Perché ci innamoriamo? Di chi ci innamoriamo? Perché scegliamo e viviamo un certo tipo d’amore piuttosto che un altro? Come mai molti amori finiscono? Ed infine quali sono i comportamenti e gli apporti personali, di coppia, familiari e sociali che facilitano l’intesa e quali gli atteggiamenti che portano alla conflittualità e allo scontro.

 

 

Emidio Tribulato, medico, neuropsichiatra e psicologo, dirige attualmente il Centro Studi Logos di Messina ed è consulente del Consultorio Familiare U.C.I.P.E.M. della stessa città. Lo stesso, da oltre un ventennio, è impegnato nella prevenzione e cura delle situazioni di disagio che colpiscono i minori, le coppie e le famiglie. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: “Voglia di crescere”, “L’educazione negata”, “Mondo affettivo e mondo economico”.

 

 

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Amin: lo straniero (romanzo)

 

Amin: lo straniero (romanzo)

 

 

Autore: Emidio Tribulato

Questo romanzo. in parte autobiografico, ambientato in un ospedale psichiatrico della Sicilia degli anni ’70, nel periodo della contestatissima legge Basaglia sugli ammalati mentali e sull’apertura degli ospedali psichiatrici verso il mondo esterno, ha due protagonisti principali: il primo, che entra subito in scena, è un giovane medico neuropsichiatra, Andrea, che cerca in tutti i modi di  modificare in meglio la terribile sorte dei pazienti ospiti nel peggiore reparto dell’ospedale nel quale lavora come assistente. Reparto chiamato appunto, senza tema di smentite, “reparto sudici”.

Quasi subito dopo però emerge la figura estremamente problematica dell’altro protagonista: uno straniero, circondato da un alone di mistero, svelato solo nelle ultime pagine.

Quest’uomo, dagli occhi e capelli neri come il carbone, porta un nome diverso da quello reale, è stato ricoverato anni prima per una malattia inesistente, è coinvolto in accuse infamanti e, infine, nonostante sia stato ritenuto sano di mente, non vuole assolutamente essere dimesso.

Accanto a queste due figure principali, ruotano tanti altri personaggi che rendono questo  coinvolgente, commovente romanzo, ricco di sofferenza ma anche di amore; ricco di crudeltà ma anche di grande amicizia, speranza e intensa umanità.

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Bambini da liberare - Una sfida all'autismo

Bambini da liberare 

Una sfida all'autismo

Questa guida è rivolta ai genitori e agli operatori che sentono il bisogno di scoprire e prendere atto dei pensieri, dei sentimenti e delle emozioni che vivono e agitano la mente dei soggetti con disturbi dello spettro autistico, al fine di riuscire ad intraprendere, insieme a loro, un cammino affettivo-relazionale che riesca ad affrontare e risolvere le problematiche psicologiche che limitano, disturbano o bloccano lo sviluppo affettivo, relazionale, sociale e cognitivo di questi soggetti. 

 

Autismo e gioco libero autogestito

Autismo e gioco libero autogestito

 

Autore: Emidio Tribulato

 

PREFAZIONE

 

Sul Disturbo Autistico, negli ultimi anni, si sono scritte diverse decine di migliaia di pagine tra libri ed articoli. Pagine dedicate a descrivere puntigliosamente ogni caratteristica di questa patologia, pagine per sviluppare tutte le possibili ipotesi patogenetiche, pagine per comprenderne lo sviluppo e per esporre le numerose proposte terapeutiche.

 

In ciò non vediamo nulla di male, anzi. La scienza, fin dai suoi primi albori, e durante tutto il suo sviluppo, non ha mai avuto e forse non avrà mai un pensiero unico. Essa progredisce proprio in quanto ogni studioso mette a disposizione di tutti le proprie osservazioni, le proprie esperienze, i propri studi e le proprie riflessioni e, quindi, mette a disposizione di tutti una sua verità.

 

A volte questa sua verità è originale e, quindi, appare in contrapposizione o in alternativa a quella degli altri, mentre in altri casi, i propri studi e le proprie ricerche servono soltanto ad aiutare e a meglio definire, chiarire e completare, le idee e le rilevazioni già presenti nell’ambito scientifico.

 

Purtroppo però, in questa nostra attuale società, caratterizzata spesso da atteggiamenti intolleranti in tutti i settori della vita civile, su questi disturbi si sono scatenati violenti contrasti tra i vari studiosi e tra le varie scuole, al fine di far prevalere, nell’ambito scientifico, una teoria rispetto ad un’altra, un piano terapeutico rispetto ad un altro. Ciò comporta per i giovani studiosi, ma soprattutto per le famiglie di questi bambini e per l’opinione pubblica in generale, un pessimo esempio di come la scienza non dovrebbe essere e di come gli studiosi non dovrebbero comportarsi.

 

A nostro parere le battaglie, tutte le battaglie, quando assumono l’aspetto di violenti scontri ideologici non servono ad una migliore comprensione e, quindi, non sono affatto utili al progresso della scienza, perché tendono a creare schieramenti contrapposti che confondono e scoraggiano, in quanto possono provocare un senso di impotenza, di fronte a una malattia ritenuta, a torto, incomprensibile. 

 

Pertanto, queste considerazioni, che scaturiscono dalle esperienze effettuate nella nostra vita professionale, non vogliono mettere in forse, né tantomeno tendono a smentire o sminuire le idee e le esperienze degli altri esimi studiosi della materia. Desideriamo soltanto offrire a tutti i lettori, ed in particolare ai genitori e agli operatori, alcune osservazioni e suggerimenti atti a meglio capire e, quindi, meglio affrontare, questa grave patologia. Insomma vorremmo che queste note fossero soltanto una piccola luce che, unita alle altre, potesse maggiormente illuminare il cammino della scienza, per meglio far riflettere, per meglio far capire e, quindi, per meglio far operare.

 

Ci siamo chiesti allora chi è il bambino con Disturbo Autistico? Cosa prova dentro il suo animo? Cosa ci chiede? Cosa cerca da noi adulti “normali”?

 

L’immagine che si ha dell’altro è, infatti, fondamentale in ogni tipo di relazione, in quanto condiziona in maniera notevole ogni nostro comportamento.

 

Ebbene, se del bambino con Disturbo Autistico abbiamo l’immagine che, attualmente, è quella prevalente, di un soggetto con una grave, gravissima disabilità il quale, per motivi genetici, per malattie intercorrenti, a causa di un deficit a livello neurologico o per un’altra delle tante cause neurobiologiche ipotizzate, ha una serie di deficit che condizionano la sua interazione sociale, la comunicazione ed il comportamento, per cui ha bisogno di particolari stimoli e strumenti atti a migliorare questi suoi limiti, allora ci attiveremo e comporteremo di conseguenza: insisteremo nei tentativi di educarlo, fino allo sfinimento, nostro e suo, affinché impari a parlare e a comunicare con noi e con i suoi coetanei; ci impegneremo affinché apprenda le buone maniere, e, soprattutto, cercheremo di fargli comprendere che vi è un tempo per ogni cosa, così che capisca che non bisogna fare capricci nel vestirsi, nel lavarsi, nell’andare a scuola, perché i capricci non pagano; gli insegneremo, naturalmente, che è assolutamente da evitare che egli si faccia del male o che faccia del male a qualcuno. Insomma, impegneremo il nostro tempo e le nostre migliori energie affinché impari a diventare un bambino buono, bravo, colto e intelligente, come dovrebbe essere ogni bambino, così da dare le giuste e meritate soddisfazioni ai suoi genitori e ai suoi insegnanti.

 

Se invece, come noi pensiamo, quello che abbiamo di fronte è un bambino il quale, soprattutto per motivi vari legati alla sua storia personale e al suo ambiente di vita, ha un animo lacerato e ferito, se riusciamo, almeno in parte, a comprendere cosa significa per questo bambino vivere, giorno dopo giorno, notte dopo notte, immerso in una realtà spaventosa, truce e insicura, che gli procura sofferenze indicibili, fatte da ansie e angosce insopprimibili, fatte di rabbia e aggressività verso se stesso ed il mondo che lo circonda, se riusciamo ad immaginarlo e avvertirlo come un piccolo essere umano, preda di conflitti interiori difficilmente risolvibili e controllabili, allora, ne siamo certi, capiremo di più e meglio. E, capendo, il nostro atteggiamento nei suoi confronti non potrà che essere diverso, molto diverso rispetto a quello consueto e, attualmente suggerito da parte di molti studiosi.

 

Questo atteggiamento differente non potrà che stimolarci ad un impegno personale e sociale nel cercare le migliori strategie possibili, al fine di prevenire questa patologia e, nei casi nei quali non siamo riusciti a fare ciò, ci impegnerà ad intervenire per diminuire la sua angosciosa sofferenza.

 

È da queste considerazioni che è nata la terapia che proponiamo. Una terapia che mette al centro del problema non i sintomi del bambino ma le sue ansie e le sue sofferenze. Ed è ad esse che si rivolge questo approccio terapeutico, con lo scopo di diminuirle progressivamente fino ad ottenere una piena liberazione, che permetta al bambino di intraprendere un sereno cammino di crescita e maturazione.

 

 

 

 

 

 

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L'educazione negata

 L'educazione negata

 Autore: Emidio Tribulato

Casa editrice: EDAS - Messina

Molti segnali, come il crollo della natalità,  l’aumento delle separazioni, dei divorzi, della devianza, del disagio giovanile,  ci pongono interrogativi inquietanti: viviamo in una società del benessere o del malessere? E quali le radici di quest’ultimo?

Gli educatori e l’ambiente educativo, quale ruolo hanno in tutto questo?

L’invasione dei  mass-media, la società dei consumi, il nuovo ruolo femminile quali sconvolgimenti hanno prodotto?

Con chiarezza espositiva, ma anche con forte rigore scientifico questo libro cerca di dare alcune fondamentali risposte liberandoci da molte tragiche illusioni mediante le quali da decenni ormai ci bamboleggiamo nella speranza che ogni cosa, mediante l’adattamento, trovi da sola le giuste soluzioni.

 

Il Dott. Emidio Tribulato medico, psicologo, specialista in neuropsichiatra adulti e infantile è da decenni impegnato nella prevenzione e nella cura delle problematiche psicologiche presenti nei minori e negli adulti. L'autore ha pubblicato numerosi saggi tra i quali ricordiamo: "Voglia di crescere"; "Ti odio - Conflitto, aggressività e violenza tra i sessi"; "Uomini e donne al bivio"; "Mondo affettivo e mondo economico"; "Autismo e gioco libero autogestito"; "Il bambino e l'ambiente".   

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Mondo affettivo e mondo economico - Conflitto o collaborazione?

 

Mondo affettivo e mondo economico

 Conflitto o collaborazione?

 

Autore: Emidio Tribulato

 

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Il Dott. Emidio Tribulato medico, psicologo, specialista in neuropsichiatra adulti e infantile è da decenni impegnato nella prevenzione e nella cura delle problematiche psicologiche presenti nei minori e negli adulti. L'autore ha pubblicato numerosi saggi tra i quali ricordiamo: "Voglia di crescere"; "L'educazione negata"; "Uomini e donne al bivio"; "Autismo e gioco libero autogestito"; "Il bambino e l'ambiente" "Ti odio - Conflitto, aggressività e violenza tra i sessi".  

 

 

Il “Mondo affettivo-relazionale” ed il “Mondo economico e dei servizi”, sono due mondi, nei quali uomini e donne siamo totalmente immersi.
Queste due realtà umane necessitano entrambe di particolari attenzioni e cure per il loro sviluppo e la loro crescita.
In questi due mondi è diverso l’uso del tempo e dello spazio; sono diversi i valori e le gratificazioni; ma soprattutto è diverso ciò che queste realtà producono in favore dei singoli individui, della famiglie come delle società.
In questo saggio, di scorrevole e piacevole lettura, l’autore ci fa scoprire tutte le caratteristiche che accomunano o rendono diversi questi due mondi, entrambi indispensabili per il benessere personale e sociale, per cui nessuno dei due dovrebbe essere trascurato, nessuno dei due dovrebbe prevalere sull’altro.
Ma se ciò non avviene, se il mondo economico e dei servizi prevale e schiaccia quello affettivo-relazionale, quali sono e saranno le drammatiche conseguenze che i singoli individui e le società dovranno affrontare?

 

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